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Comicon 2025: gli annunci Saldapress

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Al Comicon di Napoli Saldapress ha annunciato per il secondo semestre del 2025, un ricco calendario di uscite, con nuovi capitoli delle serie dell’Energon Universe come Transformers, Void Rivals e il debutto di G.I. Joe. Torna anche Godzilla con più titoli, tra cui antologie e seguiti di saghe acclamate, mentre si conclude la serie Ultramega. Altre uscite attese includono graphic novel su Dracula e Frankenstein, progetti firmati da grandi autori come Ed Brubaker e Daniel Warren Johnson, e l’arrivo del manga The Dungeon of Black Company.

Di seguito il comunicato ufficiale diffuso dall'editore.

Gli annunci delle uscite di saldaPress del secondo semestre 2025

Transformers, G.I. Joe, Godzilla e tanto altro ancora per un 2025 all’insegna del grande fumetto internazionale

Sono numerose le uscite che saldaPress ha in programma per la seconda metà del 2025 e solo quelle relative all’Energon Universe sono state annunciate questi giorni a Comicon Napoli.

Infatti l’Energon Universe, ricco delle storie intrecciate che abbiamo conosciuto nei primi volumi delle serie Void Rivals e Transformers e in quelli che sono andati a comporre la Road to G.I.Joe, ci proietta ora verso una terza fase del progetto che si preannuncia già avvincente e piena di colpi di scena. Robert Kirkman e Lorenzo De Felici firmeranno di nuovo insieme Void Rivals vol. 3, in uscita a ottobre, mentre dalla penna di Daniel Warren Johnson e dalle matite di Jorge Corona e Jason Howard arriverà a novembre il terzo capitolo di Transformers.

Sempre a novembre arriverà finalmente nel cast di questo universo gigantesco e fantastico che ruota intorno all’incredibile potere dell’energon, anche il “vero eroe americano” che tutti stanno aspettando. Scritta da Joshua Williamson e disegnata da Tom Riley, debutta infatti nell’EU la serie G.I. Joe, un racconto ricco di azione che unirà molte delle trame imbastite fin qui dalle altre serie Energon.

A dicembre tornerà in Italia anche G.I. Joe - A real american hero, con i nuovi episodi prodotti da Skybound che portano avanti la serie classica dell’eroe americano più famoso di tutti i tempi. La serie, creata negli anni ‘80 da Marvel Comics su licenza Hasbro, è sempre stata sotto la guida dell’inossidabile sceneggiatore Larry Hama, qui affiancato dai disegni magistrali di Chris Mooneyham.

Passando invece al resto del catalogo saldaPress, con l’uscita del vol. 4 a giugno e del vol. 5 a settembre, si conclude Ultramega, la saga scritta e disegnata da James Harren che pesca a piene mani dal mondo dei kaiju e che, grazie allo stile ipercinetico e viscerale del suo autore (ospite a Comicon Napoli e celebrato da una bellissima mostra che ne racconta l’arte), ha conquistato schiere di lettori in tutto il mondo. Per riporre i cinque volumi che compongono la serie, sarà anche disponibile – in esclusiva su saldapress.com e durante le fiere a cui parteciperà la casa editrice – un elegante cofanetto realizzato appositamente per il mercato italiano.

E se parliamo di kaiju, il pensiero corre subito a Godzilla. Nella seconda metà del 2025 saranno infatti diversi gli appuntamenti che tutti gli appassionati delle storie del Re di kaiju non si potranno assolutamente perdere: dopo l’uscita a giugno nel formato manga-like della collana Ramenburger di Godzilla - Cataclisma (una storia che immagina la civiltà umana annientata dai kaiju, scritta da Cullen Bunn e disegnata da Dave Wachter), a luglio saldaPress celebrerà il più grande di tutti i mostri con Godzilla: il mito, un’antologia che raccoglie 10 storie brevi realizzate da autori provenienti da tutto il mondo come James Stokoe, Dan DiDio, E.J. Su, Matt Frank e molti altri. A ottobre poi, con il secondo capitolo intitolato Figli dei giganti, tornerà la saga di Godzilla: Hic Sunt Dracones, già candidata lo scorso anno al premio Eisner. Alla guida si riconferma il team formato da Frank Tieri e Inaki Miranda, a continuare la storia della misteriosa società segreta nata per proteggere il segreto dei kaiju.

E, sempre parlando di mostri, la prestigiosa collana Universal Monster si arricchisce di due graphic novel che vanno ad affiancare quelli già usciti e dedicati agli iconici personaggi cinematografici di Dracula e Frankenstein: Il mostro della laguna nera, scritto a quattro mani dal vincitore del premio Eisner Ram V e da Dan Watters per i disegni di Matthew Roberts uscirà nel mese di maggio. A dicembre invece arriverà La mummia, dell’autrice vincitrice del premio Eisner Faith Erin Hicks.

Grandissima è poi l’attesa per la nuova miniserie in due volumi scritta da Daniel Warren Johnson che arriverà in Italia nel mese di giugno. The moon is following us è un racconto di creature magiche e forze oscure, che accarezza il tema della genitorialità senza perdere di vista – come nello stile dell’autore – azione e colpi di scena. Ad affiancare Johnson ai disegni troviamo lo spettacolare Riley Rossmo, ed è proprio l’avvicendarsi dei due stili di disegno a rendere la narrazione di questa storia unica e affascinante.

Restando sui grandi nomi del fumetto USA, a settembre sarà la volta de Le case del male, il nuovo e imperdibile lavoro firmato da Ed Brubaker e Sean Phillips. È Brubaker stesso ad aver descritto questo graphic novel come un satanic panic noir, poiché racconta del panico collettivo legato al fenomeno delle sette sataniche che assalì gli Stati Uniti negli anni ottanta del secolo scorso.

Nel mese di giugno, con The six fingers di Dan Watters e Sumit Kumar, si conclude la miniserie sinottica in due volumi The one hand + The six fingers, un originale progetto noir targato Image Comics che, dopo il successo in USA, è riuscito a incuriosire e affascinare anche i lettori italiani.

Settembre sarà un mese segnato dall’uscita di altre due attesissime conclusioni di serie: Napalm Lullaby Vol. 2 di Rick Remender e Bengal – autori di una storia distopica che utilizza i supereroi per parlare di integralismo religioso e libertà – e Clementine Vol. 3, l’opera scritta e disegnata dal premio Eisner Tillie Walden che si sviluppa all’interno dell’universo narrativo di The Walking Dead.

Sempre per ciò che riguarda le conclusioni di serie, a ottobre, con la pubblicazione del terzo volume, potremo leggere il finale di Ghostgun, la serie western d’ispirazione manga scritta da Roberto Megna e disegnata da Carlo Cid Lauro.

Infine la collana Mangaka saldaPress si arricchisce di una nuova serie: The Dungeon of Black Company (Meikyuu Black Company) di Youhei Yasumura, – il primo volume in uscita a maggio, il secondo a luglio e il terzo a settembre – è un manga che gioca con il codice del fantasy (il dungeon, la quest, il party, i mostri, il tesoro) per descrivere il mondo del lavoro in Giappone e lo sfruttamento che porta i lavoratori – lì e altrove – a trasformarsi progressivamente in “schiavi salariati”. Una serie divertente che non rinuncia a essere anche intelligente, già trasposta in un anime di grande successo disponibile su Crunchyroll

Queste sono solo alcune delle opere che, nella seconda metà dell’anno, saldaPress presenterà all’interno del proprio catalogo, continuando a rimanere fedele alla propria mission editoriale di “surfare” tra i generi e i mondi fumettistici per portare ai lettori italiani il meglio del fumetto proveniente da tutto il mondo. Let’s keep surfin’ on comics!

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4 Words About: Friday 3

  • Pubblicato in Focus

4 Words About, ovvero "Per chi apprezza il dono della sintesi".
Friday 3 - È di nuovo Natale


Terzo e ultimo volume per Friday, l'opera che ha unito i talenti di Ed Brubaker e Marcos Martín, un vero e proprio gioiello del fumetto americano degli ultimi anni. Friday è tornata per le vacanze di Natale a King's Hill, la cittadina del New England dove è cresciuta, solo per veder morire Lancelot Jones, il suo migliore amico e compagno di mille indagini. Ma come sono andate davvero le cose, e cosa c'entrano la massoneria e il folklore locale? Mistery in cui il poliziesco incontra lo young adult, Friday è una sintesi riuscitissima tra romanzo investigativo classico, giallo, teen drama, atmosfere lovecraftiane ideata da due maestri del fumetto. La prosa di Brubaker è di qualità altissima, così come i disegni di Marcos Martín. Quest'ultimo è il più raffinato tra gli artisti appartenenti all'ondata iberica che ha travolto i comics negli ultimi anni: le soluzioni grafiche da lui escogitate, uniche ed inimitabili, sono vere e proprie gemme di pop-art che incantano il lettore.

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Dati del volume
Editore: Saldapress
Autori: Testi di Ed Brubaker, disegni di Marcos Martín
Genere: Crime
Formato: 16,8x25,6, 136 pp., C., col.
Prezzo: 21€
ISBN: 9791254614839
Voto: 8

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4 Words About: Road to G.I. Joe: Destro

  • Pubblicato in Focus

4 Words About, ovvero "Per chi apprezza il dono della sintesi".
Road to G.I. Joe: Destro


Prosegue il percorso di avvicinamento di Saldapress all’esordio italiano della nuova testata dedicata ai G.I. Joe, attraverso la pubblicazione di vari volumi, contenenti le miniserie intitolate ai personaggi che agiranno da principali comprimari nelle collane portanti dell’Energon Universe, condiviso con i Transformers.
Protagonista di Destro è James McCullen Destro XXIV, storico avversario dei G.I. Joe, a capo delle M.A.R.S. Industries, secolare e potente azienda fornitrice di armi ad alta tecnologia.
Tolte parecchie ingenuità, in parte derivanti dalle saghe originali (Cobra Commander che sibila quando parla è francamente ridicolo), Dan Watters imbastisce una trama abbastanza divertente, piena di personaggi volutamente eccessivi e stereotipati, incessanti scontri a fuoco, violenti combattimenti e testosterone a fiumi. I disegni di Andrei Bressan, tuttavia, sono a dir poco mediocri. Sarebbe stato meglio affidare tutta la serie ad Andrea Milana, che invece realizza solo un episodio.

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Dati del volume
Editore: Saldapress
Autori: Testi di Dan Watters, disegni di Andrei Bressan e Andrea Milana
Genere: Azione
Formato: 16,8 x 25,6 cm, C., 128 pp., col.
Prezzo: 22€
ISBN: 9791254614204
Voto: 6

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Arrowsmith 1 e 2, recensione: la realtà alternativa di Busiek e Pacheco, fra fiaba e guerra

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Era il luglio del 2005 quando la Magic Press fece arrivare sugli scaffali delle nostre fumetterie Arrowsmith: il fascino della divisa, versione italiana del volume Arrowsmith: So Smart in Their Fine Uniforms, che raccoglieva la miniserie di sei numeri, uscita negli USA un paio d’anni prima, realizzata da due delle stelle più brillanti del fumetto americano del periodo, Kurt Busiek e Carlos Pacheco.
Lo sceneggiatore statunitense e l'artista spagnolo avevano già lavorato assieme nella memorabile maxiserie Avengers Forever, pubblicata dalla Marvel tra il 1998 e il 1999 e, forti del loro successo, decisero di collaborare di nuovo per un progetto creator-owned, bussando - dopo un tentativo andato a vuoto con la Gorilla Comics (alla cui fondazione aveva partecipato lo stesso Busiek) - alla porta della Wildstorm, la linea editoriale di Jim Lee, all’epoca ormai fuori dal consorzio Image. Per la precisione, Arrowsmith uscì sotto le insegne della Cliffhanger, l’imprint della Wildstorm che riuniva alcuni dei talenti emergenti d’oltreoceano di fine anni Novanta (tra i quali, Jason Scott Campbell, Humberto Ramos e Joe Madureira), un gruppo di cui, a pieno titolo, anche Busiek e Pacheco potevano sentirsi parte.

A quella miniserie, avrebbero dovuto seguirne diverse altre, in quanto Arrowsmith era stata concepita fin dall’inizio per non essere una collana regolare, in modo da permettere ai due autori di continuare a occuparsi di più progetti contemporaneamente. I troppi impegni, tuttavia, si dimostrarono un ostacolo insormontabile, in particolare per Pacheco il quale, probabilmente complici vari problemi di salute, che successivamente, si riveleranno più gravi del previsto, cominciò a diradare di molto le sue apparizioni sui comic book. Per iniziare a leggere Behind Enemy Lines, la seconda miniserie dedicata a Fletcher Arrowsmith – il giovane protagonista dell’opera, da cui, come è facile intuire, deriva il nome della stessa - si dovette aspettare addirittura il 2022, qualche mese prima della prematura scomparsa del grande cartoonist iberico, il quale nel settembre di quell’anno annunciò di essere affetto da SLA, la terribile malattia neurodegenerativa che di lì a poco lo avrebbe, purtroppo, condotto alla morte.

Non nascondiamo, quindi, di aver accolto con molta soddisfazione la decisione di Saldapress di riportare in Italia il fumetto di Busiek e Pacheco, che, perso uno dei suoi ideatori, sembrava destinato a un limbo editoriale senza via d’uscita. Oltretutto, pure lo scrittore di Boston un paio di anni fa ha cominciato ad accusare dei disturbi fisici (nello specifico, forti emicranie), che lo hanno costretto a fermarsi per un lungo periodo. Soltanto ora ritroveremo il suo nome su una nuova testata - Free Agents della Image - che Busiek sceneggerà assieme a Fabian Nicieza. Di conseguenza, vista l’evidente situazione di stallo, l’iniziativa dell’editore emiliano è apparsa ancora più meritevole, così come degna di nota, benché sia ormai diventata la norma per Saldapress, è la veste scelta per i volumi che raccolgono le due miniserie, di cui la seconda – è bene ricordarlo - finora inedita da noi. Il formato maggiorato, unito a una stampa di altissima qualità, non solo rendono giustizia ai bellissimi colori di Alex Sinclair e José Villarubia, ma permettono di ammirare le tavole di Pacheco in tutto il loro splendore.

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Fletcher Arrowsmith è un giovane abitante di Herbertsville, nel Connecticut, che, contrariamente alla volontà del padre, decide di arruolarsi per andare a combattere in Europa. La vicenda, infatti, inizia nel 1915, quando nel Vecchio Continente già imperversa la Grande Guerra. Il mondo di Fletcher, però, è diverso dal nostro. Innanzitutto, la storia ha preso altre direzioni, tanto che la sua città natale non si trova negli Stati Uniti d’America (che non sono mai stati fondati), bensì negli Stati Uniti di Columbia (i quali, a eccezione della Florida, includono, più o meno, tutti gli stati americani orientali a noi noti) e in Europa, le differenze sono persino maggiori: per esempio, la Francia ha mantenuto il suo nome originale di Gallia, l’Italia non ha raggiunto l’unità e invece dell’Austria abbiamo la Tirolia. Inoltre, a seguito di un patto stipulato nel Medioevo, tra Carlo Magno e i reami magici, gli uomini convivono assieme a creature fantastiche come fate, troll e draghi. Arrowsmith è, quindi, un curioso incrocio tra una tipica storia di guerra e un fantasy, che, sorprendentemente, a dispetto di questa bizzarria, dal punto di vista narrativo funziona benissimo. Merito soprattutto della consueta capacità di Busiek di rendere credibile l’inverosimile, una qualità già evidente in Marvels e Astro City, le due opere in cui il creatore dei Thunderbolts aveva mostrato come apparirebbe la nostra realtà se i supereroi esistessero davvero.

Ma, scenario semi-fiabesco a parte, utile perlopiù a esaltare le doti artistiche di Pacheco, la vicenda si incammina presto sui binari del classico racconto di formazione. Pertanto, la fascinazione di Fletcher per il corpo d’aviazione e la sua genuina voglia di combattere per una giusta causa, rimarranno tali solo fino ai primi scontri con il nemico. Dinanzi agli orrori della guerra, il protagonista perderà in poco tempo la sua innocenza, lasciando inevitabilmente spazio a disillusione e fatalismo. Ciononostante, per non correre il rischio che le tematiche soprannaturali comincino lentamente a stonare in un contesto bellico tradizionale, Busiek, pur sottolineando con forza gli aspetti più sgradevoli del conflitto (la perdita degli amici in battaglia, le carneficine insensate, il cinismo dei comandanti), fa in modo che questi non prendano il sopravvento sui passaggi puramente avventurosi della trama. D’altra parte, l’autore statunitense, sebbene non estraneo a esperimenti di decostruzione abbastanza significativi (ne è una dimostrazione la già citata Astro City), è sempre stato il portavoce di un rinnovamento soft del medium, maggiormente evidente nel linguaggio che nella forma, riuscendo a trasportare il fumetto americano nel nuovo millennio, senza scalfirne minimamente l’essenza. Non è un caso che ogni volta si presenti la necessità di fare una lista dei principali contributi di Busiek alla Nona Arte non ci si dimentichi mai del suo lungo ciclo degli Avengers di fine anni Novanta e primi anni Duemila, realizzato in gran parte con George Pérez, uno dei disegnatori che, assieme a John Byrne e pochi altri, per più di due decenni ha rappresentato il punto di riferimento artistico dei comic book, mostrandosi capace di difenderne i canoni estetici persino nel pieno della rivoluzione operata da Todd McFarlane, Jim Lee e soci, dalla fine degli anni Ottanta in poi.
Arrowsmith segue alla lettera gli stessi dettami e il buon Kurt, libero da vincoli di continuity, ne approfitta anche per dare spazio alle sue grandi abilità affabulatorie, di frequente valorizzate da quei testi freschi e moderni, che caratterizzano costantemente la sua scrittura.

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Come è facile presumere - almeno da chi ha familiarità con lo stile dell’autore andaluso – ritroviamo l’identico mix equilibrato di tradizione e innovazione pure nelle tavole di Pacheco. Quest’ultimo, dopo alcuni lavori iniziali, in cui aveva manifestato chiare influenze nipponiche (al pari di diversi suoi connazionali come Pasqual Ferry e Salvador Larroca, sbarcati negli Stati Uniti all’incirca nel medesimo periodo), ha rapidamente affinato il suo tratto, distinguendosi per eleganza, ricercatezza delle inquadrature - per sua stessa ammissione, di derivazione kirbyana - ricchezza nei dettagli e una definizione delle anatomie che, pur mantenendo una certa morbidezza nelle forme (più simile, però, a quella rintracciabile nei disegni di Alan Davis che al cartoonismo dei manga), lo hanno reso l’artista ideale per Arrowsmith.
Soprattutto nella prima miniserie, Pacheco ci regala parecchie pagine che sono un’autentica gioia per gli occhi, non solo per l’armonia perfetta tra storytelling e cura dei particolari, ma anche per i giochi di ombre, l’espressività dei volti e la scelta dei primi piani di ogni vignetta.

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Come detto, parte di questo si perde nel secondo arco narrativo, dove, in verità, pure il modo di raccontare di Busiek appare più convenzionale e poco propenso a sorprendere i lettori. Ciononostante, se per lo scrittore americano è lecito ipotizzare un normale appannamento, forse dovuto al troppo tempo intercorso tra una miniserie e l’altra, è difficile non pensare, invece, che la performance meno entusiasmante – benché sempre di notevole livello – di Pacheco non sia dipesa dall’avanzare della malattia.
Oltretutto, leggendo i corposi extra del primo volume, nei quali, grazie alla verve creativa dell’amico romanziere Lawrence Watt-Evans, Busiek ci propone la stravagante (e minuziosissima!) storia del mondo alternativa, a cui abbiamo brevemente accennato in precedenza, diventa inevitabile fantasticare sulle infinite meraviglie che il maestro spagnolo avrebbe potuto offrirci, messo di fronte alla possibilità di rappresentare altre epoche, di immaginare città leggendarie e di dare forma a tanti nuovi personaggi.
La speranza, ora, è che, se mai si deciderà di portare avanti le avventure di Arrowsmith, lo si faccia scegliendo un disegnatore all’altezza del suo illustre e sfortunato predecessore.

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