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Manicomix diventa distributore esclusivo Saldapress

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Saldapress ha annunciato che Manicomix diventa suo distributore esclusivo per la rete della fumetterie. Di seguito trovate tutti i dettagli.

"SaldaPress è lieta di annunciare che Manicomix diventa distributore esclusivo per la rete delle fumetterie. Questo nuovo assetto è il coronamento di un periodo d'intensa collaborazione che ha avuto il risultato di promuovere nel migliore dei modi il catalogo saldaPress, raggiungendo grandi risultati e aprendo nuove possibilità per il futuro.

SaldaPress vanta l’esclusiva per l’Italia dell’intero catalogo Skybound, l’etichetta fondata nel 2010 da Robert Kirkman all’interno di Image Comics, che pubblica titoli come The Walking Dead e Invincible. Ha pubblicato il recente must-read Undiscovered Country e ha in programma la stampa di titoli attesi, come Decorum, la serie Image di Jonathan Hickman.

Inoltre vanta le edizioni italiane dei fumetti relativi ad alcuni brand di culto come Godzilla, Buffy e tanti altri ancora.

Questa nuova configurazione rafforza la volontà di Manicomix di offrire il miglior servizio possibile ai propri clienti, allo scopo di permettere agli esercizi di settore massime opportunità nella proposta del prodotto. Il tutto perseguendo una politica commerciale chiara e volta a favorire l'attività dei nostri clienti. E la volontà di saldaPress di offrire ai lettori con tempestività e con diffusione capillare il proprio catalogo storico e le novità."

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Saldapress annuncia Fabula di Lorenzo Ghetti e Francesco Guarnaccia

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Saldapress ha annunciato la pubblicazione di Fabula, graphic novel inedito ad opera di Lorenzo Ghetti e Francesco Guarnaccia. Il volume sarà disponibile a partire dal prossimo 6 maggio. Trovate tutti i dettagli e la cover qui di seguito.

"Immaginate di vivere in un mondo in cui il fatto che la Terra sia rotonda è considerato una leggenda metropolitana, o persino al centro di un complotto ordito per tenerci nascosta la verità.

Sì, esattamente il contrario di quello che accade nel mondo in cui viviamo. Un rovesciamento di prospettiva sul quale si basa il nuovo fumetto di Lorenzo Ghetti e Francesco Guarnaccia, due autori italiani tra i più originali degli ultimi anni. La loro imperdibile storia si intitola FABULA (96 pagg., cartonato, euro 19,90) e uscirà per saldaPress il prossimo 6 maggio.

Nel Regno – un mondo magico in cui la realtà è controllata da forze che trascendono ogni logica – stanno iniziando a girare strane credenze che mettono in discussione le leggende su cui si è basata finora la vita di tutti. Ad esempio: che le formule magiche per chiedere ai folletti di curare il raffreddore sono solo un complotto, e che esistono in realtà delle cose invisibili chiamate “batteri” che causano le malattie. O che in realtà la Terra non è una frittella ai mirtilli appoggiata sulla schiena del Criceto Cosmico ma una sfera che ruota nello spazio. Così, quando il popolo inizia a credere a queste voci infondate e folli, il Regno rischia di cadere nel caos. Toccherà all’alchimista Rita, e al suo Golem Gidil scoprire cosa si nasconde dietro tutte queste “false notizie”.

Lorenzo Ghetti e Francesco Guarnaccia firmano con FABULA un divertente graphic novel dal taglio fantasy in grado di far riflettere con un sorriso su un argomento serio e di grande attualità: le false credenze – o, più in generale, le bufale che pervadono oggi la comunicazione – possono minare alla base la coesione di una comunità?

Appuntamento in libreria, in fumetteria e nello shop online del sito saldapress.com da giovedì 6 maggio."

FABULA cover PROVV

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Saldapress: i dettagli dell'edizione a colori di The Walking Dead

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Saldapress ha annunciato i dettagli della nuova edizione a colori di The Walking Dead. L'esordio è previsto per l'11 maggio con il primo albo che avrà un cut-price e costerà 2,99€ invece che 4,99€. Il numero sarà disponibile anche con due variant cover. Trovate di seguito tutti i dettagli.

"Da quando negli scorsi mesi Skybound e Image Comics hanno dato la notizia, l’attesa è cresciuta anche in Italia, ma finalmente ci siamo. Il prossimo 11 marzo debutterà in edicola e in fumetteria il primo numero in edizione bonellide mensile di THE WALKING DEAD COLOR EDITION, pubblicato come sempre da saldaPress.

Conterrà due numeri singoli – o comic book - americani, per 64 pagine di fumetto.

Come annunciato in live e sui propri canali social, saldaPress ha però pensato anche ai collezionisti e ai lettori che da anni chiedono un'edizione spillata. E a partire da maggio sarà disponibile anche l'ORIGINAL EDITION – i dettagli della quale verranno illustrati nelle prossime settimane –, cioè un pack contenente l'edizione italiana dei sei spillati a colori. Questa edizione uscirà ogni tre mesi.

Dopo 15 anni di enorme successo negli USA e in Italia, quindi, torna il capolavoro di Robert Kirkman in una nuova, eccezionale e inedita versione a colori.

L’epopea di Rick Grimes, che si risveglia dal coma in un mondo in balìa dell’apocalisse zombie, riparte dall’inizio in questa edizione in albi mensili coi colori di Dave McCaig. Una straordinaria occasione per immergersi nella serie più popolare degli ultimi 20 anni per chi ancora non l’ha letta e per vederla con occhi nuovi per chi l’ha già amata e divorata.

Il primo numero in edizione bonellide sarà disponibile in tre versioni: regular, variant Adams (disponibile in fumetteria e nello shop online saldaPress) e variant Tedesco (disponibile solo nello shop saldaPress).

Il prezzo lancio del primo numero regular sarà di 2,99 euro, mentre dal secondo numero il prezzo di copertina sarà di 4,90 euro.

Saranno disponibili in edizione variant (prezzo di copertina 6 euro) i primi sei numeri della versione bonellide: le sei immagini di copertina sono complementari e collegate tra loro.

Appuntamento in edicola, in fumetteria e nello shop online saldapress.com a partire dall’11 marzo.

Un vero e proprio evento editoriale finalmente disponibile in volume dal 19 novembre."

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TWD color edition 01 var cover Adams sito

TWD color edition 01 var cover Tedesco sito

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Fire Power 1 - Preludio, recensione: il "Pitch Perfect" di Robert Kirkman e Chris Samnee

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Le opportunità offerte dallo sfruttamento commerciale di proprietà intellettuali ha radicalmente cambiato, negli ultimi vent’anni, la scena fumettistica a stelle e strisce. L’esperienza pionieristica dei sette fondatori della Image, che avevano scelto di abbandonare la Marvel all’apice della loro carriera per mantenere il copyright delle loro creazioni, ha influenzato le scelte professionali della generazione successiva di autori. Così, se prima la maggiore ambizione di un giovane autore era quella di poter scrivere Spider-Man, ora l’obiettivo diventava quello di crearlo, il nuovo Spider-Man.

La concomitante evoluzione dell’industria dell’intrattenimento forniva il terreno ideale alle aspirazioni dei creativi. Studios cinematografici, network televisivi e piattaforme di streaming cercavano nei fumetti idee fresche da traslare in film e serie tv. È in questo contesto che sceneggiatori come Mark Millar, che nel primo decennio degli anni 2000 aveva dato un contributo fondamentale al rinnovamento dei comics con opere come The Authority, The Ultimates e Civil War, decidono di diradare la loro collaborazione con le major del fumetto e mettersi in proprio. Millar, lo scrittore che volle farsi azienda, fonda Millarworld, etichetta personale con cui lancia miniserie a raffica, illustrate da alcuni tra i migliori talenti del settore. La consistenza qualitativa della maggior parte di questi progetti, però, non va oltre quella di un avvincente soggetto concepito per colpire l’interesse di un produttore esecutivo di qualche network.

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La parabola professionale di Robert Kirkman è per certi versi simile a quella di Millar. Dopo una collaborazione con la Marvel a metà degli 2000, che lo lascia profondamente insoddisfatto, Kirkman si concentra esclusivamente sul lavoro creator-owned. Fonda uno studio per poter pubblicare i suoi progetti personali, Skybound Entertainment, il primo ad entrare nel consorzio Image dai tempi della sua fondazione. L’inizio è col botto: The Walking Dead, primo progetto targato Skybound, una serie in b/n a tema morti viventi sulla quale nessuno voleva scommettere, diventa a sorpresa la testata più venduta della Image e viene trasposta sul piccolo schermo con una serie tv enormemente popolare che dura ben 10 stagioni e diversi spin-off. Invincible, uno dei suoi primi successi, è in procinto di debuttare come serie animata per Amazon. In entrambi i casi, parliamo di serie che hanno avuto bisogno di qualche numero di rodaggio prima di fare breccia nel pubblico.

Il nuovo lavoro di Kirkman, Fire Power, il cui primo volume è uscito da poco per Saldapress, sembra essere invece la quintessenza del "pitch" perfetto: trama, caratterizzazioni e topoi provenienti dalla grande tradizione del racconto d’avventura, unite ad una velocità d’esecuzione scoppiettante che vede l’arte della supestar Chris Samnee prendersi le luci della ribalta. Le prime pagine del volume ci catapultano immediatamente nel pieno dell’azione, seguendo le peripezie dell’americano Owen Johnson che, rischiando la vita tra le montagne cinesi innevate, cerca il tempio shaolin del Maestro Wei Lun. Il giovane è stato già allievo tra alcuni tra i più stimati sensei del pianeta e vuole completare il suo addestramento con un ultimo tassello di grande valore. Nel tempio di Wei Lun, infatti, si cerca di recuperare la tecnica del Pugno di Fuoco, arte ormai perduta che neanche il Maestro sembra in grado di padroneggiare. L’allenamento di Owen procede giorno dopo giorno tra la diffidenza dei compagni, che lo ritengono un intruso in virtù del suo essere straniero, e l’amicizia con Ling Zan, unica ragazza tra gli allievi del tempio che potrebbe costituire un interesse sentimentale per il giovane, se non fosse che le relazioni tra studenti sono proibite. Ma quando Wei Lun comincia ad intuire qualcosa sul mistero delle origini di Owen e sulla scomparsa dei suoi genitori, il tempio viene improvvisamente attaccato dal Clan della Terra Bruciata, setta rivale che vuole carpirne i segreti. L’intervento di Owen a difesa della sua nuova casa sarà decisivo ma di più non sveleremo per non rovinare il gusto di un’eventuale lettura.

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La lettura di Fire Power ci ha fatto ripensare ad una celebre frase di Umberto Eco, pronunciata a proposito di Casablanca, che troviamo particolarmente calzante anche nei confronti di un prodotto lontano anni luce dal classico cinematografico come il fumetto di Kirkman e Samnee: “Due cliché ci fanno ridere. Cento cliché ci commuovono. Perché si avverte oscuramente che i cliché stanno parlando tra loro e celebrano una festa di ritrovamento”. Eco vedeva il film di Michael Curtiz come un ensemble di stereotipi preesistenti e facilmente ravvisabili, ma il cui utilizzo e incastro era talmente ben congegnato da renderlo sublime. Lo stesso dicasi di Fire Power: in molti hanno giustamente notato gli echi dell’Iron Fist della Marvel, o di lungometraggi a tema arti marziali come Karate Kid o Kung-Fu Panda. Tutto vero, ma si potrebbe andare ben oltre, trovando nel lavoro di Kirkman lo stessa schema narrativo che è alla base di Star Wars  e di Matrix, del Signore degli Anelli e del mito di Superman, del ciclo della Tavola Rotonda e della storia di Mosé: quello del "viaggio dell’eroe", codificato dallo psicologo Joseph Campbell. Campbell credeva nell’esistenza di archetipi presente nell’inconscio collettivo, che hanno condizionato la struttura della maggior parte dei miti nelle varie culture del mondo. Che lo abbia fatto coscientemente o no, in Fire Power Kirkman ha attinto a piene mani dagli archetipi ancestrali svelati da Campbell. Owen condivide con i suoi predecessori tutti gli elementi e gli stadi più significativi della cosiddetta “vita dell’eroe”, dalle origini misteriose alla relazione complicata con la famiglia d’origine, dal ritiro dalla società per apprendere una lezione (aiutato da un mentore dai grandi poteri), fino al ritorno nella comunità a cui porta in dono i conseguimenti ottenuti durante il suo ritiro, simboleggiati da una potente arma che solo lui sa usare.

L’abuso degli archetipi e degli stereotipi nella cultura pop ci dice che probabilmente tutte le storie sono state già raccontate, e questa affermazione potrebbe trovare in Fire Power una conferma. Ma la bravura di Robert Kirkman consiste proprio nel prendere suggestioni ed echi di modelli del passato e rielaborarli con assoluta originalità, evitando un’imitazione pedissequa dei prototipi di partenza. L’autore di The Walking Dead ha sempre dimostrato una grande abilità nell’imbastire trame avvincenti e nella caratterizzazione dei personaggi, e questo nuovo lavoro non fa eccezione (si pensi al personaggio del Maestro Wei-Lun, irresistibile profilo di monaco shaolin diviso tra la spiritualità e le passioni secolari, prime tra tutte le scarpe da ginnastica griffate Nike).

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L’obiettivo del plot sembra essere principalmente un pretesto per consentire a Chris Samnee di scatenarsi, confezionando uno dei lavori più spettacolari della sua carriera. Dopo un ciclo ormai leggendario di Daredevil in coppia con Mark Waid, Samnee è assurto al ruolo di superstar della matita: mentre si mormorava di un suo passaggio in DC per disegnare Batman, ha spiazzato tutti accettando la proposta di Kirkman. L’artista, che si è fatto amare per il suo tratto rétro che tradisce l’amore per il fumetto classico, inserito però dentro uno storytelling moderno, firma uno dei suoi lavori più incisivi. Abbandonate le atmosfere noir di Daredevil, Samnee si getta in un tour de force di tavole cariche d’azione: sembra di vedere Alex Toth, di cui Samnee è sicuramente tra i discepoli riconosciuti, applicare le tecniche del montaggio di un film di John Woo. La ricerca del movimento è evidente fin dall’organizzazione della tavola, che Samnee alterna tra vignette canoniche ad altre irregolari, dalla forma trapezoidale e volutamente non convenzionale nel momento in cui parte l’azione. Il tutto per trasmetterne il ritmo, aiutandosi anche con linee cinetiche derivanti dai manga. Al piacevolissimo effetto d’insieme concorrono la consueta cura del dettaglio nella caratterizzazione grafica dei personaggi e degli ambienti da parte dell’artista, coadiuvato dall’efficace colorazione di Matt Wilson, bravo nel passare dai toni freddi delle montagne innevate a quelli caldi nelle concitate scene di combattimento.

Fire Power si segnala anche per l’insolita formula con cui ne è stato concepito il debutto: un numero “zero” raccolto in un volume di circa 170 pp che fa preludio al vero numero uno, narrandone l’antefatto. Saldapress lo propone in un cartonato contraddistinto dall’abituale cura editoriale tipica dei prodotti dell’editore, capace di valorizzare al meglio il lavoro di una delle coppie creative più “calde” del momento.

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