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Gennaro Costanzo

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Pelle di Mille Bestie, recensione: la fiaba femminista di Stéphane Fert

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Dopo Morgana, Tunué propone un nuovo volume ad opera di Stéphane Fert. Pelle di Mille Bestie, vincitore in Francia del Prix BD du Festival des Imaginales d’Epinal, prosegue l’intento di Fert di rileggere in chiave moderna e femminista leggende e fiabe del passato. Per l’occasione, l’autore scomoda i Fratelli Grimm e la loro classica Dognipelo.

Nella versione originale della fiaba, la protagonista è una ragazza che cerca di sfuggire al proprio padre, un re vedovo, che aveva giurato di risposarsi solo se avesse mai trovato una donna la cui bellezza fosse equiparabile a quella della defunta moglie. L’unica che può avvicinarsi a cotanta beltà è però proprio sua figlia. La ragazza, dopo aver cercato con vari sotterfugi di evitare il matrimonio, nello specifico richiedendo alcuni abiti fra cui uno cucito con le pelli di tutti gli animali, fugge trovando – poi – il lieto fine nel matrimonio con un principe di un regno vicino.

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La storia narrata da Fert sovverte in maniera esplicita la fiaba a cui si ispira, con gli stessi protagonisti che si interrogano a più riprese sulle regole seguite dalle classiche fiabe del passato, dogmi talmente assimilati che vengono mantenuti dalla società nonostante appaiano obsoleti e dannosi.

L'avventura inizia mostrandoci un ragazzo di nome Lou alla ricerca della principessa Ronces per salvarla dal suo destino, ma fin da subito Fert cambia le carte in tavola mostrandoci come i ruoli sono sovvertiti e come la storia ha tutt’altro incipit: è in realtà la principessa che cerca di proteggere il suo amato. Anche nell’aspetto fisico e nel carattere c'è un ribaltamento di ruoli: Lou è fragile e gentile, Ronces possente e forte laddove prassi vuole il principe salvatore fiero e aitante e la ragazza fragile e indifesa. I due, comunque, sono entrambi impavidi e cercheranno di combattere per un lieto fine che, tuttavia, appare molto meno conciliante del classico matrimonio salvifico in un finale non privo di sorprese.

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Come si evince, il messaggio femminista lanciato da Fert è palese: Ronces è un personaggio forte, indipendente, determinato e che ribalta tutti gli stereotipi possibili sulle principesse delle fiabe. Ma non solo, le tematiche toccate dal fumettista sono molteplici e complesse: viene mostrata una società patriarcale in cui gli uomini non accettano l’indipendenza femminile, o che si mostrano impauriti quando la principessa mostra il suo carattere più forte, fino a denigrarla (mentre la si ambiva poco prima). C'è anche un momento di unificazione simbolica dei due sessi quando Lou si traveste da donna per avvicinarsi a Ronches.

Come dicevamo, tante sono le tematiche mostrate, ma Fert riesce a inserirle con naturalezza in un racconto ricco di avvenimenti e sempre stimolante nella lettura. La sceneggiatura, divisa in capitoli, non fa utilizzo di didascalie o pensieri, ma è forse appesantita da alcune sequenze molto dialogate che rallentano il ritmo della narrazione e dell’azione. In compenso, tutti i personaggi presenti sono molto ben caratterizzati e vivi. I toni, nonostante siano da favola, sono maturi, tanto da presentare anche una poetica scena di sesso fra i due protagonisti.

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Fiore all’occhiello del lavoro di Fert sono le sue tavole, la cui costruzione non segue un rigido schema e le vignette non presentano bordi rigidi ma modulati dalle forme e dai colori. Lo stile artistico del fumettista mescola in modo originale suggestioni che vanno da Lorenzo Mattotti a Cyril Pedrosa fino a Paul Cézanne. Il suo tratto morbido modella le figure dei suoi personaggi in maniera sinuosa, modificandone spesso le forme e i volumi, donando per questa ragione gran dinamismo.
Il tono gotico e fiabesco viene amplificato dalla colorazione cupa e pittorica che rende il risultato finale una gioia per gli occhi. Molto curati sfondi e fondali che creano un paesaggio suggestivo anche quando solo suggerito nelle vignette bianche.

Tunué propone Pelle di Mille Bestie in un elegante cartonato di alta qualità e cura editoriale, unica annotazione riguarda la resa dei colori sulla carta meno brillante rispetto a quanto appare sulle anteprime mostrate in rete, conferendo un tono più spento alle tavole di Fert. Che sia voluto o meno, la differenza risalta all’occhio.

Addio a Quino, papà di Mafalda

Ci ha lasciati all'età di 88 anni Joaquín Salvador Lavado Tejón, noto in tutto il mondo con lo pseudonimo di Quino. Il fumettista, celebre per aver creato il personaggio di Mafalda, era nato il 17 luglio 1932 a Mendoza.

Dopo la morte precoce dei genitori, Quino si iscrisse a una scuola d'arte iniziando a lavorare come fumettista a inizio anni '50 a Buenos Aires per riviste come Esto es e Rico Tipo per cui realizza principalmente vignette.

È il 1963 l'anno della svolta, ovvero quando darà vita a Mafalda, piccola bambina contestatrice e ribelle che darà al fumettista notorietà in tutto il mondo. Il personaggio, nato inizialmente per una pubblicità, mai realizzata, diventò protagonista di una una serie di strip apparse per la prima volta sulla rivista Gregorio, supplemento umoristico della rivista Leoplán, nel 1964 e in seguito su Primera Plana e su El Mundo, due delle maggiori interviste del Paese. La strip andrà avanti fino al 1973.

In seguito, Quino si traferì a Milano dove proseguirà il suo lavoro di vignettista e illustratore. L'autore è morto il 30 settembre a Buenos Aires, la città in cui ha iniziato la sua attività fumettistica.

Addio a Chadwick Boseman, il Black Panther della Marvel

Ci ha lasciati a 43 anni Chadwick Boseman, noto per aver interpretato il ruolo di T'Challa / Pantera Nera nei film Marvel Studios. L'attore, come riporta Variety, è morto ieri a causa di un cancro al colon.

La notizia è stata data ufficialmente dalla sua famiglia tramite il profilo Twitter dell'attore:

"La morte di Chadwick è assolutamente devastante", ha dichiarato Kevin Feige, presidente dei Marvel Studios e chief creative officer della Marvel, in una dichiarazione. "Era il nostro T’Challa, la nostra Pantera Nera e il nostro caro amico. Ogni volta che ha messo piede sul set, ha irradiato carisma e gioia, e ogni volta che è apparso sullo schermo ha creato qualcosa di veramente indelebile. Ha incarnato molte persone straordinarie nel suo lavoro e nessuno è stato più bravo a dare vita a grandi uomini. Era intelligente, gentile, potente e forte come ogni persona che interpretava. Ora prende il suo posto accanto a loro come icona per i secoli. La famiglia dei Marvel Studios è profondamente addolorata per la sua perdita e stasera siamo in lutto con la sua famiglia".
Cordoglio espresso anche dal presidente della Walt Disney Co. Bob Iger.

L'esordio di Boseman risale al 2003 nel serial Squadra emergenza mentre, nel cinema, debutterà nel 2008 con il film The Express. Nel 2014 è protagonista del film Get on Up - La storia di James Brown e, nello stesso anno, firma un contratto con i Marvel Studios per interpretare Pantera Nera comparendo in 4 pellicole: Captain America: Civil War, Black Panther, Avengers: Infinity War e Avengers: Endgame. La sua ultima pellicola è Da 5 Bloods - Come fratelli di Spike Lee, mentre si apprestava a tornare al suo ruolo di T'Challa nel sequel di Black Panther.

Vita da Pomodoro – Concentrato di vite a fumetti, recensione: 7 fumettiste alla riscossa

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Vita da Pomodoro – Concentrato di vite a fumetti è un’antologia edita da Beccogiallo che raccoglie opere realizzate da Tomatocomics, un collettivo di 7 fumettiste dal largo seguito sul web grazie a due profili Instagram (@tomatowebcomics e @tomato.comics) su cui confluiscono fumetti brevi delle varie artiste, pubblicati originariamente in inglese sui loro profili personali.

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Le 19 storie brevi scritte e disegnate da Miko, Kotopopi, Bibi, Laura Romagnoli, Sara Ferracuti, Silvia Carrus e Caterina Costa sono completamente inedite e realizzate per l’occasione.
Fin da una prima occhiata è possibile notare come il loro stile sia molto eterogeneo e ciò vale non solo per il tratto grafico di ognuna di loro, ma anche per scrittura e argomenti trattati. L’antologia, dunque, è molto varia ed è possibile sentirsi più o meno affine ad una o a un’altra artista. Trattando di molteplici tematiche, non esiste un vero e proprio filo conduttore fra le storie, seppure il sottotitolo "Concentrato di vite a fumetti" fa ben intendere come si parli tendenzialmente di piccoli squarci di vita - passati o presenti -, e delle difficoltà con cui dobbiamo confrontarci tutti i giorni, che siano affettive/amorose, lavorative, legate all’accettazione di se stesse o riguardanti la propria femminilità. È chiaro, dunque, che i toni delle singole storie cambino totalmente da autrice ad autrice, attraversando declinazioni più comiche e irriverenti o più intimiste e riflessive.

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Dal punto di vista artistico, lo stile delle 7 disegnatrici differisce molto ed è difficile tracciare un minimo comune denominatore se non la ricerca di una certa semplicità nel tratto tipico delle produzioni web. In fondo, è necessaria la massima leggibilità per attirare l’attenzione dell’utente in rete ed è fondamentale giocare anche di sottrazione. Naturalmente, troviamo artiste che prediligono uno stile più caricaturale o minimale, mentre altre hanno un tratto e una gamma cromatica più ricca, ma senza mai abusare.

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Vita da Pomodoro è sicuramente un prodotto molto fresco, considerando anche l’età media molto bassa delle fumettiste coinvolte, alcune appena ventenni, e che dunque possono contare su un ampio margine di crescita per il futuro. Di personalità, però, ce n’è tanta, nonostante qualche debito a webcomic già esistenti. È vero, le storie sono tutte molto semplici e dirette, e se qualche volta peccano di ingenuità ne guadagnano in genuinità arrivando dritte al loro scopo, parlando a un pubblico molto ampio e sicuramente ricettivo. L’eterogeneità dei loro stili potrebbe rappresentare un’arma a doppio taglio per qualche lettore, ma in realtà crediamo rappresenti una ricchezza per il progetto.

Il formato "quasi" quadrato proposto da Beccogiallo richiama il rapporto delle tavole pubblicate in rete su Instagram, ed è una scelta tanta logica quanto accattivante che ben presenta l’opera del team Tomatocomics.

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