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Gennaro Costanzo

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Black Panther candidato all'Oscar come Miglior Film

Black Panther dei Marvel Studios è stato nominato nella categoria miglior film alla 91° edizione degli Academy Awards, diventando così il primo film di supereroi a essere in lizza per il premio più ambito di Hollywood.

La pellicola, diretta da Ryan Coogler, dovrà scontarsi con i seguenti film:

BlacKkKlansman
Bohemian Rhapsody
La Favorita
Green Book
Roma
A Star Is Born
Vice

Il film è candidato anche nelle categorie: "Sound Editing", "Sound Mixing", "Production Design", "Original Score", "Original Song" e "Costume Design".

I Marvel Studios piazzano anche Avengers: Infinity War nella categoria "Visual Effects".

Dopo aver incassato 1,3 miliardi di dollari, Black Panther era stato anche il primo film a essere candidato ai Golden Globes nella categoria "Miglior film drammatico".
Finora, in 10 anni e 20 film, i Marvel Studios non hanno mai vinto nessun Oscar.

George Pérez si ritira dal mondo del fumetto

L'artista George Pérez, 64 anni, noto per il suo lavoro su titoli come Giovani Titani, Wonder Woman, Avengers, Crisi sulle Terre Infinite e Il Guanto dell'Infinito, ha annunciato il suo ritiro dal mondo dei fumetti.

"Negli ultimi mesi, c'è stata una grande quantità di speculazioni sul futuro della mia carriera, sulla mia salute, sulla mia capacità di disegnare e sulle mie future apparizioni nella convention", ha dichiarato Pérez in un comunicato stampa. "Di conseguenza, mi piacerebbe chiarire tutto di prima mano in modo che, si spera, eventuali voci, speculazioni e disinformazione possano essere messe a tacere".

"Riguardo ai miei futuri lavori su fumetti e simili... mentre so che non è un segreto che ho avuto a che fare con una miriade di problemi di salute (diabete, malattie cardiache, problemi di vista, ecc.), questi mi hanno davvero costretto, a tutti gli effetti, a ritirarsi formalmente dal business della creazione di nuovi fumetti."

Pérez ha sottolineato che non realizzerà più commissioni private perché non è in grado di garantire la giusta qualità ai suoi lavori, mentre proseguirà a fare sketch alle convention ma solo per un numero molto limitato di 5 al giorno. Il prezzo per disegno sarà di 100 dollari, che verranno donati in beneficenza a varie associazioni.

"Per farla breve, starò bene", ha concluso l'artista. "Ho avuto un'ottima carriera facendo esattamente quello che volevo fare da quando ero un bambino. Ora posso stare seduto a guardare le cose che ho contribuito a creare divertire intere nuove generazioni. Questa è un'eredità molto bella che lascio alle spalle. Ed è grazie a tutti voi, i più grandi fan del mondo, a cui sono sono onorato e per sempre grato".

Star Wars – Capitano Phasma, recensione: fra le pieghe de Il Risveglio della Forza

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L’universo narrativo di Star Wars è costellato di numerosi personaggi ed eventi che sarebbe impossibile narrare nella maniera più esplicativa possibile nel limitato metraggio di un film. Per questa ragione, romanzi e fumetti si insinuano nelle pieghe della saga narrando situazioni inedite o approfondendo le storie dei protagonisti. È il caso del Capitano Phasma, interpretato da Gwendoline Christie e apparso, finora, ne Il Risveglio della Forza e ne Gli Ultimi Jedi. Se al cinema lo spazio concesso al character è limitato, la curiosità dei fan ha trovato piena soddisfazione sia nei romanzi che nei fumetti dove scopriamo di più sul suo passato e sulle sue motivazioni. Nel caso specifico, ovvero nella miniserie in 4 parti realizzata da Kelly Thompson ai testi e da Marco Checchetto ai disegni, scopriamo cosa è successo al capitano subito dopo le vicende di Episodio VII.

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Come noto, nella prima pellicola della nuova trilogia, un piccolo gruppo di ribelli della Resistenza composto da Finn (l’ex Stormtrooper FN-2187, e dunque precedentemente  sottoposto di Phasma), Han Solo e Chewbecca, si introduce nella Base Starkiller e costringe il capitano ad abbassare gli scudi di difesa della stazione, per poi gettarla in uno scarico per rifiuti. Mentre la base veniva attaccata dai ribelli, cosa accadeva al capitano Phasma?

La preoccupazione principale di Phasma è che nessuno scopra che sia stata lei, anche se sotto costrizione, ad abbassare gli scudi della Base Starkiller. Una volta scoperto che questa informazione è condivisa anche dall’ufficiale Rivas, la donna parte al suo inseguimento. Insieme a un improvvisato equipaggio, composto dal pilota TN-3465 e da un’unità BB, atterra su Luprora, un pianeta semi-deserto in cui la popolazione occupante cerca di vincere una battaglia contro la fauna locale. Approfittando della situazione, il capitano Phasma non esiterà a rivoltarla a proprio vantaggio con lo scopo di catturare l’ufficiale Rivas.

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Ci viene confermato, in questa sede, un aspetto della personalità del Capitano Phasma apparso anche nei romanzi, ovvero quello di una persona il cui obiettivo principale è la salvaguardia della propria persona e dei propri interessi, a discapito di chiunque le capiti a tiro.
La miniserie offre, dunque, un interessante approfondimento, che non solo riempie un “buco narrativo”, facendoci scoprire gustosi retroscena de Il Risveglio della Forza, ma è fondamentale per indagare nell’anima di Phasma.
Durante la lettura empatizziamo con lei, tuttavia la sua etica, la sua morale, sembrano sfuggirci in quanto non riusciamo a comprendere bene le sue intenzioni, almeno fino all’inequivocabile finale. Quello che ne esce, dunque, è un ritratto affascinante di un personaggio carismatico che, nonostante le vicende de Gli Ultimi Jedi, speriamo di vedere ancora.

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La trama punta molto sull’azione: i disegni di Marco Checchetto mostrano un dinamismo e una spettacolarizzazione senza precedenti, grazie anche alla resa fotorealistica dei colori di Andres Mossa.
Non solo la regia generale risulta egregia ma anche la rappresentazione scenica del pianeta Luprora e dei suoi abitanti, è convincente.
Per queste ragioni, Star Wars – Capitano Phasma, edito in un agile brossurato da Panini Comics, è una lettura divertente e interessante, consigliata a chi ha adorato il personaggio interpretato al cinema da Gwendoline Christie.

Venom Collection 2: Protettore Letale, recensione: l'inizio della carriera solitaria dell'anti-eroe Marvel

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Il periodo a cavallo fra la fine degli anni ’80 e l’inizio dei ’90 ha portato un cambiamento radicale nella concezione degli eroi a fumetti, grazie in particolare alla spinta di giovani artisti che ben presto avrebbero sfruttato tutto il loro potenziale creativo e commerciale fondando una nuova casa editrice: la Image Comics.
Anti-eroi cupi, maledetti, o comunque tormentati e diversi dai personaggi classici tutti d’un pezzo, affollavano i rivenditori e schizzavano in vetta alla classifiche. Editori come la Marvel e la DC dovettero adattarsi alla moda del momento. La Casa delle Idee, oltre a creare character nuovi, sfruttò il potenziale di due personaggi, portando “in serie A”, dopo anni vissuti da panchinaro, Frank Castle/The Punisher, e promuovendo da comprimario a protagonista Venom, villain di Spider-Man nato proprio pochi anni prima dalla matita di uno dei fondatori della Image Comics: Todd McFarlane.

La storia della sua origine è nata a tutti: dopo le “Guerre Segrete”, Spider-Man torna sulla Terra con un costume nuovo, scoprendo solo in seguito che si trattava di un simbionte alieno. Quando se ne liberò, quest’ultimo si unì a Eddie Broke, un giornalista caduto in disgrazia proprio dopo che Peter Parker ne aveva smantellato uno scoop rivelatosi falso. Dall’unione dei due nacque Venom, il cui principale obiettivo era la vendetta contro Peter Parker/Spider-Man.
Un’importante svolta si ebbe quando, tempo dopo, il Tessiragnatele salvò la vita all’ex moglie di Eddie Brock, con Venom che dovette ricredersi sul suo avversario, stipulando una tregua e decidendo, dunque, di diventare un eroe a sua volta e salvare vite umane trasferendosi da New York a San Francisco, città natale di Eddie.

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È con queste premesse che la Marvel lanciò nel 1993 il personaggio in solitaria grazie alla miniserie di 5 Venom: Protettore Letale. La strategia della casa delle Idee era di seguire il modello utilizzato dalla DC Comics per Le Leggende di Batman, ovvero la realizzazione di miniserie consecutive affidate a team di autori differenti. Le mini del Simbionte si susseguivano, così, senza sosta dando una regolarità di uscita continua tanto che, le recenti serie regolari, riprendono la loro numerazione proprio dal primo albo di Protettore Letale.

In questa miniserie, scritta da David Michelinie (sceneggiatore di Amazing Spider-Man e papà del personaggio) e disegnata da Mark Bagley e Ron Lim, troviamo come guest star anche l’Uomo Ragno, il cui ruolo serve da gancio alla nascita di questo “spin-off”. Peter Parker, infatti, non fidandosi del repentino cambiamento del suo (ex) nemico, decide di seguirlo, finendo poi per aiutarlo e instaurare una tregua.
Brock, infatti, si erge a difesa di una comunità sotterranea, minaccia dall’affarista Mr. Treece. Tuttavia, non tutti si fidano della sue buone intenzioni e - come se non bastasse - Venom deve anche scontrarsi con la terribile minaccia della Fondazione per la vita che vuole creare una progenie letale dal simbionte.

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La storia scritta da Michelinie, che ha il pregio di indagare anche sul passato di Brock, risulta solida e avvincente, con un intreccio multiplo che rende interessante la vicenda. I primi albi, disegnati da Bagley, sono ottimi anche dal punto di vista visivo, mentre la qualità scende quando le matite passano in mano a Lim che, pur creando una continuità stilistica con i precedenti episodi, ha uno stile meno personale e più sciatto e porta al termine la storia senza particolari guizzi.

In una sorta di cerchio perfetto con quanto scritta in apertura di questa recensione, il volume contiene anche la miniserie di tre parti successiva a Protettore Letale, ovvero Funeral Pyre, e che vede la presenza come guest star del Punitore. In questa vicenda i due antieroi Marvel si scontreranno e “collaboreranno” in qualche modo, per porre fine a una guerra fra gang di strada. Venom, in particolare, cerca di salvare la vita a un giornalista infiltrato in una gang che, però, suo malgrado, si trasformerà in un pericoloso avversario dal nome Rogo.

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La storia tessuta dallo sceneggiatore di Punisher War Journal Carl Potts è molto lineare e scorre via velocemente in maniera abbastanza innocua, tutt’al più piacevole grazie anche ai disegni di Tom Lyne, che risultano in linea con lo stile dell’epoca.
Venom Collection 2: Protettore Letale, edito da Panini Comics, ristampa una saga fondamentale per il personaggio e che risulta godibile tanto ai vecchi quanto ai nuovi fan del personaggio in cerca di letture solide e divertenti.

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