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Comic(US) Book Annual: I migliori e i peggiori comic book del 2025

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Puntata speciale di Comic(US) Book in cui tiriamo le somme del 2025. Due liste di quattro titoli ciascuna che rappresentano, secondo noi, il meglio e il peggio di quanto è stato pubblicato in Italia nell’anno che sta per concludersi, nel classico albo spillato all’americana.

I QUATTRO MIGLIORI COMIC BOOK DEL 2025

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Batman e Robin: anno uno
Ribadiamo quello che abbiamo detto nella prima puntata di questa rubrica. Batman e Robin: anno uno è una maxiserie di livello altissimo, più che degna di un vero articolo di approfondimento (a cui faremo in modo di provvedere nelle prossime settimane). Non potevamo però non includerlo nella lista dei migliori comic book del 2025, anche perché nel corso dei suoi dodici numeri, non ha mai mostrato il minimo cedimento qualitativo.
Mark Waid e Chris Samnee si sono rivelati una coppia affiatatissima, arrivando persino a superare l’ottimo lavoro fatto nel loro celebre ciclo di Daredevil di diversi anni fa. Merito, a quanto pare, soprattutto di Samnee, che ha spinto fortissimamente per la realizzazione dell’opera (di cui, per giunta, è pure co-autore del soggetto), non risparmiandosi in nessuna vignetta, in ognuna delle quali (grazie anche ai bellissimi colori di Matheus Lopes) è riuscito a far convivere il suo tratto pulito e lineare (e dal fascinoso gusto retro, che ben si sposa a una rievocazione di questo tipo) con inquadrature altamente dinamiche. Waid, invece, confermando di trovarsi in uno dei momenti migliori della sua lunga carriera, ci regala una sceneggiatura scoppiettante, in cui ironia e drammaticità si amalgamano con estrema naturalezza, evitando che il suo conclamato amore per i personaggi possa trasformarsi in un limite narrativo. I testi sono leggeri, ma scolpiti su misura sulle caratteristiche dei protagonisti, che appaiono molto credibili tanto nella risolutezza delle loro azioni quanto nell’insicurezza derivante dall’inesperienza di entrambi.
Cosa dire di più? Naturalmente che speriamo che presto i due autori annuncino Batman e Robin: anno due.

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Absolute Wonder Woman

Per il poco che si è visto da noi, forse la palma di miglior serie dell’Universo Absolute dovrebbe essere assegnata a Martian Manhunter, ma, preferiamo premiare la testata dedicata a Wonder Woman, per l’altissimo livello qualitativo che gli autori sono riusciti a mantenere in tutti gli episodi pubblicati finora in Italia (quasi il triplo di quelli del fumetto di Deniz Camp e Javier Rodríguez). Inoltre, la Diana tratteggiata da Kelly Thompson è il personaggio che più di ogni altro pare incarnare lo spirito dark del nuovo universo DC. Non solo per il suo essere, contemporaneamente, sia una guerriera che una strega, ma anche perché immediatamente contrapposta a nemesi tanto mostruose, da rendere la vicenda ancora più tenebrosa. Tuttavia – ed è questo il pregio maggiore della serie - l’umanità sprigionata dall’eroina è realmente palpabile e ciò crea un legame empatico quasi indissolubile con il lettore. La Thompson è bravissima nel far emergere da subito una forte dicotomia nelle azioni di Diana, sovrapponendo al suo enorme coraggio insicurezze e fragilità teoricamente non associabili a una semidivinità. Il tutto raccontato attraverso una prosa potente, che – tolti i due episodi illustrati da Mattia De Iulis, comunque notevoli - non poteva trovare alleati migliori di Hayden Sherman e Jordie Bellaire per essere magnificata. L’artista statunitense sfoggia di continuo tavole visionarie e straordinariamente evocative, esaltate dall’incessante mutare della gabbia, che riescono nel difficile compito di suggestionarci con la mitologia greca pur essendo realizzate con un tratto modernissimo. Bellaire, invece, amalgamando tonalità grigie e spente a rossi infuocati e verdi fosforescenti ammanta la narrazione di cupezza e disperazione.

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Ultimates

Salita gradualmente (ma inesorabilmente) di tono, la serie dedicata alla nuova incarnazione degli Ultimates nella seconda metà dell’anno ha definitivamente sostituito Ultimate Spider-Man come albo portante di Terra 6160. Un ribaltone difficilmente prevedibile qualche mese fa e per certi versi sorprendente, dato che Jonathan Hickman viene tuttora considerato il demiurgo di questa seconda parentesi Ultimate. A ogni modo, un risultato del genere non è che la diretta conseguenza del talento di Deniz Camp, praticamente sconosciuto prima dell’esordio della testata, ma affermatosi velocemente come uno degli sceneggiatori più promettenti della sua generazione. A differenza di Hickman, maggiormente portato a mostrare scenari puramente supereroistici, con rari sottotesti di altra natura, l’autore turco-filippino sceglie spesso e volentieri la strada opposta, arricchendo le avventure del team di temi sociali e politici, attraverso i quali il mondo distopico del Creatore diventa una chiara metafora della deriva autoritaria a cui sta andando incontro l’America di oggi. Una decadenza morale e civile, alla quale Camp risponde con uno schietto messaggio di ribellione, che si riflette nelle azioni dei suoi personaggi più riottosi (Occhio di Falco, Luke Cage, She-Hulk), o nelle dissertazioni esistenziali di Destino, figura tormentata ed enigmatica, tra le più innovative del fumetto americano.
Non è un caso che proprio a Camp siano stati affidati i testi di Ultimate Endgame, l’evento che, apparentemente, segnerà la fine del secondo Universo Ultimate.

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Teenage Mutant Ninja Turtles

In maniera forse inaspettata, inseriamo come quarto miglior comic book del 2025 la nuova serie delle Tartarughe Ninja, che, in effetti, non era mai comparsa in questa rubrica. La nostra scelta è stata determinata dalla semplice constatazione che Jason Aaron sembra finalmente tornato a essere lo scrittore che avevamo apprezzato su Scalped, Southern Bastards e Thor, dopo parecchi anni inspiegabilmente sottotono spesi in vari progetti creator owned poco riusciti e, soprattutto, in una lunga run degli Avengers, quasi totalmente da dimenticare. A ulteriore prova della rinascita di Aaron citiamo pure l’ottimo Absolute Superman, che viene raramente preso in considerazione, solo perché oscurato da due meraviglie come Absolute Wonder Woman e Absolute Martian Manhunter. Ma il lavoro fatto con le creature di Peter Laird e Kevin Eastman si posiziona su un gradino più alto rispetto al kryptoniano “proletario” della DC, non fosse altro che per la difficoltà di raccontare qualcosa di nuovo su icone pop dalla storia pluridecennale. Il fumettista statunitense aggira brillantemente l’ostacolo coinvolgendo Raffaello & C. in una trama dove le vicende passate dei personaggi sono nominate solo di striscio, pur facendo capire chiaramente di conoscerle a fondo. Esattamente come dimostra di saper caratterizzare ognuno dei quattro protagonisti, che, difatti, non vengono mai snaturati. Una precisa strategia per attrarre nuovi lettori, evitando, tuttavia, di correre il rischio di perdere quelli storici. Aaron, in più, ci offre una rappresentazione estremamente matura delle quattro tartarughe mutanti, esplorandone in dettaglio i conflitti interiori, senza, però, rinunciare all’azione, che resta, necessariamente, una parte imprescindibile del racconto.
Inizialmente la serie prevedeva un artista diverso a ogni numero, finché Juan Ferreyra non ne è diventato il disegnatore titolare, esaltando con il suo stile tendente al grottesco, l’originale anima underground dei personaggi.

I QUATTRO PEGGIORI COMIC BOOK DEL 2025

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I Fantastici Quattro

Tra le serie più brutte del 2025, non potevamo non includere quella dedicata ai Fantastici Quattro. Abbiamo spiegato varie volte in questa rubrica le ragioni del nostro giudizio negativo, ma tanto vale ripeterlo, dato che – per motivi a noi ignoti – le storie di Ryan North continuano ad avere un numero consistente di estimatori. Nessuno discute la bravura dello scrittore canadese. Finora, però, in ambito fumettistico, si è sempre distinto per opere rivolte a un pubblico di giovanissimi, caratterizzate da uno humor leggero e innocuo e con vicende che mettono in risalto l’amicizia e i legami famigliari. Temi trasportati di peso all’interno dei Fantastici Quattro, con la conseguenza di far perdere progressivamente alla collana ogni elemento che l’aveva resa famosa, primo fra tutti quel sense of wonder che permeava le storie di Stan Lee e Jack Kirby, ma che, poi, era stato coltivato anche dagli autori successivi (John Byrne e Walter Simonson in testa), persino in cicli meno riusciti come quello di Dan Slott, che ha preceduto proprio la gestione di North. Tutte le saghe viste al momento si sono, invece, esaurite in pochi numeri, senza una vera narrazione di lungo respiro. L’avventura è spesso risultata latitante a favore di scene casalinghe che avrebbero dovuto essere solo di contorno, ma che, al contrario, sono diventate largamente predominanti. I personaggi principali sono apparsi di frequente privi di spessore, se non addirittura ridotti a macchiette e i criminali sono stati quasi sempre utilizzati come semplici comparse. Non parliamo, poi, dell’aspetto grafico, dato che sulla testata dei Fab Four, negli ultimi due anni, si sono alternati alcuni dei peggiori disegnatori attualmente in forza alla Marvel.
Avevamo sperato che il film dei Marvel Studios con protagonisti Mr. Fantastic e soci potesse portare a una svolta anche nel team creativo del comic book e almeno sul fronte artistico è effettivamente arrivata una superstar come Humberto Ramos. North, però, è stato confermato alle sceneggiature, per cui immaginare un cambio di rotta nell’immediato futuro non è che una mera utopia.

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L’incredibile Hulk

Altra serie storica da tempo precipitata in un tunnel di mediocrità, da cui pare non essere più in grado di uscire è quella del Golia Verde. In questo caso le colpe della Marvel sono persino maggiori rispetto ai Fantastici Quattro, data l’evidente noncuranza con la quale i suoi supervisori hanno fatto in modo che la gestione di Phillip Kennedy Johnson si muovesse verso una direzione, in cui la presenza dell’alter ego di Bruce Banner venisse presto considerata superflua. Come spiegare altrimenti interi episodi ridotti a capitoli di una saga horror, dove personaggi praticamente mai visti prima hanno assunto un’importanza spropositata, diventando, di fatto, i veri protagonisti dell’albo (con tanto di noiosissime pagine di approfondimento di solo testo poste in coda al fumetto)? Le cose, poi, sono ulteriormente peggiorate, fino ad arrivare alle storie attuali, in cui Johnson (probabilmente più interessato a mettere a punto i dettagli della seconda fase del suo ciclo, dove Hulk verrà trasformato in un essere infernale) ha sostanzialmente abbandonato ogni tentativo di dare un minimo di coerenza alla vicenda in corso. I vari character sono ormai l’ombra di se stessi e la trama si trascina stancamente senza che succeda nulla di veramente rilevante, con l’aggravante di voler mantenere viva l’attenzione attraverso il ricorso sconclusionato a scene così raccapriccianti, da fare invidia agli slasher movie più efferati.
Per fortuna, almeno sul lato artistico, dopo troppi numeri sfigurati dagli imbarazzanti scarabocchi di Danny Earls, Nic Klein è tornato a disegnare con maggiore regolarità. Ma può davvero bastare la presenza di qualche bella tavola per considerare l’albo degno di essere letto?

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Ultimate Spider-Man: Incursion
Quando pensavamo che, pur con fisiologici alti e bassi, il nuovo Ultimate Universe potesse considerarsi un progetto narrativo compiuto, ecco arrivare questa miniserie, che è riuscita nell’arduo compito di far vacillare i nostri convincimenti. Scritta letteralmente con i piedi da Deniz Camp (lontano anni luce dall’autore che ci sta entusiasmando con Ultimates e Absolute Martian Manhunter) e Cody Ziglar (che, benché non si sia mai distinto con storie a fumetti degne di essere ricordate, ha sicuramente fatto di meglio), racconta l’arrivo di Miles Morales su Terra 6160. Attraverso soluzioni di trama talmente forzate che anche i più accondiscendenti tra i lettori faranno fatica ad accettare come sensate, lo Spider-Man del precedente Universo Ultimate incontra praticamente ogni eroe del mondo plasmato dal Creatore, così come parecchi dei “cattivi” più rappresentativi. Ciò che ne viene fuori è una vicenda senza capo né coda, popolata da personaggi piatti e totalmente irriconoscibili rispetto a quelli che compaiono sulle relative testate a loro dedicate, ma, soprattutto, con nessun vero collegamento con gli eventi che stanno portando dritti a Ultimate Endgame, se non la scoperta da parte di Destino (cioè il Reed Richards di Terra 6160) che il Creatore è in realtà il Reed Richards di un mondo che non esiste più. Una rivelazione che occupa un paio di pagine e che non può, di sicuro, essere considerata sufficiente a giustificare ben cinque numeri di nulla assoluto

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Deadpool/Batman – Batman/Deadpool

Chiudiamo con il peggio del 2025 con lo strombazzatissimo ritorno dei crossover tra Marvel e DC. Tralasciando le storielline a contorno, spesso inconsistenti o di livello così basso da costringerci a verificare più volte il nome degli autori, essendo rimasti letteralmente increduli per l’infima qualità di quello che avevamo appena letto (con un irriconoscibile Frank Miller a fare da capofila in questa fiera dell’orrido), sono in particolare le storie principali ad aver deluso su tutta la linea. Il match di andata, opera di Zeb Wells e di un apatico Greg Capullo, è l’ennesima riproposizione dell’infinito duello tra Batman e Joker, con Deadpool come terzo incomodo. La trama è talmente banale che non vale nemmeno la pena di provare a raccontarla, il pathos è inesistente e i personaggi sono caratterizzati in maniera così ridicola che, arrivati alla fine, abbiamo subito rimpianto i soldi spesi per acquistare una simile nefandezza.
Va poco meglio con la sfida di ritorno, dove Grant Morrison si esibisce in un inutile esercizio di stile metafumettistico, in cui l’unico passaggio veramente divertente è lo scambio di battute tra Batman e Deadpool, nel quale il Cavaliere Oscuro fa capire di ritenere il Mercenario Chiacchierone un’imitazione di Deathstroke della DC (cosa peraltro vera). Per il resto, un vuoto e pedante citazionismo, che ha il solo scopo di consentire a Morrison di autocelebrarsi. Scusate la battuta, ma sprecare il talento di Dan Mora con una storia del genere dovrebbe essere considerato un crimine contro l’umanità.
Ciò che, però, abbiamo trovato realmente sgradevole è l’enorme superficialità con cui è stata realizzata l’intera operazione, dove il numero esagerato di copertine variant, è immediatamente apparso come un chiaro segnale della volontà di entrambe le case editrici di utilizzare un evento di questo tipo esclusivamente per fini speculativi.

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Comic(US) Book #8: Capitan America, Un mondo sotto Destino, Hush e gli esordi Absolute Universe...

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Puntata decisamente ricca di novità. Dall’esordio del Capitan America di Chip Zdarsky e Valerio Schiti all’arrivo di ben tre nuove serie dell’Universo Absolute della DC. Prosegue, poi, imperterrito il crossover Un mondo sotto Destino, con propaggini più o meno efficaci in varie testate della Marvel e per Batman è giunto il momento di reincontrare Hush.

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Capitan America 1 (188)

Capitan America – Le nostre guerre segrete parte 1
Il rilancio di Capitan America a opera di Chip Zdarsky potrebbe significare due cose: o il naturale desiderio di voler stupire il lettore con un ritorno alle origini alquanto imprevedibile, oppure, più verosimilmente, l’intenzione di sottoporre il personaggio a un’operazione di restyling, che lo possa avvicinare alle nuove generazioni. Il successo dell’Universo Ultimate (e più ancora di quello Absolute della DC) devono aver convinto i vertici della Casa delle Idee che fosse arrivato il momento di svecchiare diversi character, i quali, per varie ragioni, non riuscivano più a stare al passo con i tempi. Un trattamento che portasse non semplicemente all’utilizzo di tematiche maggiormente di attualità, bensì all’introduzione di cambiamenti che ne alterassero significativamente lo status quo. Novità che potrebbero essere causa di una pioggia di critiche, soprattutto da parte degli appassionati di lunga data, ma che, evidentemente, non impensieriscono l’autore canadese, il quale ha subito dato l’impressione di avere le idee chiare su come gestire un rinnovamento di tale portata. Prova ne è il feeling già piuttosto solido con una figura complessa come quella di Steve Rogers (con cui il rischio di eccedere in retorica è costantemente in agguato) o la naturalezza mostrata nel rimodellare la continuity marvelliana.
Chi, stranamente, ci è sembrato un po’ sottotono è, invece, Valerio Schiti, insolitamente legnoso nelle inquadrature e a tratti impreciso nel ritrarre i volti dei personaggi. In realtà, nutriamo qualche riserva anche per i colori di Frank Martin: il suo ricorrere a tonalità spente e grigie come quelle viste in questo primo numero, è francamente poco comprensibile
Voto:

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Marvel miniserie 288-289

Un mondo sotto Destino 3 e 4
Benché, detto onestamente, questi primi quattro capitoli di Un mondo sotto Destino siano qualitativamente superiori a quanto visto di recente in maxieventi “spaventosi” come Bloodhunt (l’aggettivo si riferisce all’estrema povertà narrativa non allo scenario vampiresco della miniserie), occorre anche sottolineare che la trama ordita da Ryan North comincia già a mostrare la corda. Quelle che sembravano potenziali allusioni alla difficile situazione geopolitica di oggi, si sono presto trasformate in superficiali considerazioni sul dispotismo in senso stretto, messe - oltretutto - in ombra dalle solite scazzottate tra superesseri, che dopo le prime pagine, più che forti emozioni suscitano solo qualche sbadiglio.
Ci consoliamo con i disegni di R.B. Silva (e - non dimentichiamolo – con gli spettacolari colori di David Curiel) che, al momento, restano l’unica ragione per proseguire con l’acquisto degli albi.
Voto: 5,5

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Iron Man 10 (145)
Iron Man – Il ribelle Iron Man parte quattro: competizione tra grandi potenze
È davvero un peccato che la gestione di Spencer Ackerman stia per terminare, perché anche questo penultimo capitolo contiene tutti gli ingredienti che ci hanno fatto apprezzare la serie fin dal primo numero. Anzi, a dirla tutta, da quando la testata si è trasformata in un tie-in di Un mondo sotto Destino, i testi dello scrittore americano sono migliorati in maniera esponenziale. Doppiogiochismo, terrorismo di stato, ambiguità a non finire sono tematiche che avremmo voluto vedere nella miniserie di North e Silva, la quale, come detto, si è invece rivelata il consueto megaevento senz’anima. E cosa ancora più importante, gli evidenti riferimenti alle derive autoritarie delle superpotenze e alle guerre in corso, non compromettono minimamente l’ottimo lavoro fatto da Ackerman con i personaggi, né impongono alcun sacrificio alla componente avventurosa della trama.
Il vero tallone d’Achille continuano a essere i disegni. In questo episodio Julius Ohta viene affiancato da Michael Dowling e Guiu Vilanova, non ricavandone, tuttavia, nessun beneficio.
Voto: 7,5

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Fantastici Quattro 33 (467)
Fantastici Quattro – I Fantastici Due
Dopo essere arrivati quasi sul punto di scrivere - finalmente! - qualcosa di positivo dell’operato di Ryan North sui Fantastici Quattro (l’episodio del numero precedente, che ci ha mostrato le difficoltà di Ben Grimm ad accettare le sue condizioni di normale essere umano, era, per quanto imperfetto, struggente e capace di offrirci una caratterizzazione dei personaggi inaspettatamente matura e ricca di sfaccettature), ecco che, per l’ennesima volta, lo scrittore canadese sciupa sciaguratamente quello che di buono sembrava aver cominciato, con una vicenda che fa acqua da tutte le parti. Tralasciando pure l’imbarazzante rappresentazione della Torcia Umana, ormai ridotto a semplice macchietta, North ci delizia nell’ordine con: il ritorno – senza lo straccio di una spiegazione logica - di una nemesi ridicola come Devos il Devastatore (una delle peggiori creazioni di Tom De Falco), che la Marvel aveva opportunamente fatto precipitare nell’oblio; la ripresa di un concetto insensato – inopinatamente introdotto da Chip Zdarsky qualche anno fa – che la perdita dei poteri da parte di un membro del team porta alla progressiva scomparsa dei poteri anche negli altri tre; l’assoluta noncuranza nell’ignorare anni di continuity e punti fermi del Marvel Universe (dopo decine di storie in cui svariati criminali sono stati mutati dai raggi cosmici e alcuni dei Fantastici Quattro hanno recuperato le loro abilità proprio esponendosi di nuovo agli stessi, scopriamo che, in realtà, quello che è successo ai nostri eroi nella loro prima apparizione non è più ripetibile). Se poi aggiungiamo pure i disegni di Cory Smith, che raramente vanno oltre la sufficienza, allora menzionare una copertina che ci mostra una scena che nell’albo nemmeno compare (un’incomprensibile scelta che è stata presa anche su altre testate), e l’assenza di legami con Un mondo sotto Destino – di cui questo episodio dovrebbe essere un tie-in - diventa persino superfluo.
Voto: 4

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Venom 8 (102)
Il nuovissimo Venom – What’s the new Mary Jane parte 3
Terminata qualche numero fa l’estenuante (a essere buoni!) minisaga che ha portato alla sconcertante rivelazione, che l’ospite di Venom è ora Mary Jane Watson (immaginiamo il disappunto, nel leggere questa notizia, dei pochissimi che ancora ne erano all’oscuro), Al Ewing ha definitivamente messo in chiaro cosa dobbiamo aspettarci dalla collana dedicata all’ex (?) V-Man: una serie che guarda in maniera piuttosto evidente ai comic book degli anni Sessanta (quelli della DC in particolare), soprattutto nella caratterizzazione dei personaggi, assolutamente privi di spessore e con una psicologia ridotta ai minimi termini. Basti vedere il Dottor Octopus, nuovamente retrocesso a criminale pittoresco o poco più. Poi tanta azione e zero impegno, per la gioia dei lettori dodicenni (l’atmosfera non è così diversa da quella che si respira nelle storie di Spider-Boy), ma, crediamo, non dei più grandicelli. A ogni modo, se fosse davvero una scelta intenzionale, potremmo anche capirne il senso. Temiamo, però, che sia solo la strada più facile decisa da Ewing, per accontentare i fan del simbionte, che, probabilmente, vengono, a torto, considerati un pubblico di poche pretese
Voto: 5

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Ultimate Spider-Man 21
Spider-Man – Twenty-one
Mancano solo tre numeri a Ultimate Endgame e Jonathan Hickman continua inesorabile con le rivelazioni e i colpi di scena. Quello che chiude questo episodio ci ha sorpreso non poco, ma anche l’identità dell’ultimo membro del consiglio dei Mysterio non era così facilmente immaginabile. In aggiunta, alcuni brevi passaggi di contorno alla trama principale sembrano alludere a sviluppi futuri, non del tutto a fuoco, che riguardano sia la personalità enigmatica di Otto Octavius, che la soap opera famigliare di casa Parker. 
Peccato per i disegni: David Messina non se la cava male, tuttavia l’intensità di questi capitoli conclusivi avrebbe meritato un Marco Checchetto a piena potenza.
Voto: 7

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Ultimates 16
Ultimates – Sixteen
Anche Deniz Camp si prepara alla resa dei conti con il Creatore e lo fa con uno dei migliori episodi scritti finora per la serie. Il messaggio politico è sempre più esplicito, con picchi di crudezza visti molto di rado su una testata mainstream e uno spirito rivoluzionario sincero e trascinante, che tradisce il disagio dell’autore ad accettare la triste realtà di oggi. Un’autentica anomalia nel panorama asfittico della Marvel odierna, ma che siamo ben contenti di poter continuare a leggere.
Voto: 7,5
Occhio di Falco – Lo strumento giusto per il lavoro
Prima avventura in solitaria per Charli Ramsey, che dopo un breve prologo realizzato da Camp e Juan Frigeri rimane intrappolato in un gioco mortale, dove dovrà vedersela con la versione ultimate di Ronin (del quale i più attenti intuiranno facilmente l’identità). I testi di B. Earl e di Taboo (sì, proprio il rapper dei Black Eyed Peas) non sono male e pur riciclando situazioni già viste in opere ben più rilevanti, riescono a rappresentare con una certa incisività l’impunità di cui godono coloro che detengono un potere quasi assoluto. I disegni di Michael Sta. Maria sono un po’ statici e rivelano anche una mancanza di temperamento artistico.
Voto: 6,5

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Batman – Hush 2: capitoli uno e due (Il pedone e La torre)
Arriva finalmente in Italia il seguito di Hush, notissima saga realizzata da Jeph Loeb e Jim Lee (più i fidati Scott Williams e Alex Sinclair, rispettivamente alle chine e ai colori) tra il 2002 e il 2003. Lo stesso team creativo all’opera su questo ritorno del perverso alter ego di Tommy Elliott, che negli Stati Uniti sta facendo discutere non tanto per la qualità delle storie, ma piuttosto a causa degli enormi ritardi nelle uscite (per quanto sia difficile posticipare un blockbuster del genere, forse la Panini avrebbe fatto meglio ad attenderne la fine al di là dell’oceano, onde evitare un problema analogo qui da noi). A ogni modo, nei due capitoli iniziali lo scrittore americano sembra voler ripetere il medesimo meccanismo della “miniserie” originale, con una trama subito intricata e dal ritmo molto alto (oltreché ricchissima di comprimari).
Riguardo Jim Lee, invece, in questi mesi abbiamo letto critiche che lamentavano un netto peggioramento dei suoi disegni. Giudizi alquanto esagerati, a nostro avviso. Certo, l’attuale presidente della DC non è più il fenomenale matitista di vent’anni fa, ma declassarlo anche solo ad autore “normale”, significa non essere consapevoli della generale sciatteria dei disegnatori ora in forza a Marvel e DC. Se il tratto dell’artista coreano si è, negli ultimi anni, parzialmente semplificato, non si può dire lo stesso della potenza visiva delle sue tavole (i due episodi di questo numero ospitano diverse splash page di grandissimo impatto) o della scarica adrenalinica che è ancora capace di trasmettere con il suo storytelling.
Una sterzata verso l’action puro – ma di classe – che non si vedeva da tempo sulle testate del Cavaliere Oscuro e di cui, sinceramente, si sentiva un po’ la mancanza.
Voto: 7

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Batman e Robin 20 (DC Select 36)
Batman e Robin - Il ciclo di Gotham parte uno
Phillip Kennedy Johnson, l’attuale sceneggiatore di Batman e Robin, è uno di quegli autori di cui si fa davvero fatica a capire se sia realmente interessato ai personaggi che scrive o se li utilizza esclusivamente per sfruttarne la popolarità, per poi raccontare qualcosa di diverso, con l’unico scopo di mettere in mostra le proprie abilità narrative.  Se pensiamo a Hulk, per esempio, viene quasi spontaneo concludere che sia la seconda ipotesi quella corretta, mentre in questa testata del Cavaliere Oscuro la situazione sembrava differente. Almeno fino all’uscita di questo numero, dove, in quello che appare un puro e semplice esercizio di stile, ci vengono propinate le fittizie pagine dei diari di Thomas e di Damian Wayne - per illustrare le quali, sono stati scelti due disegnatori stilisticamente molto diversi (Hugo Petrus e Juni Ba rispettivamente) - lasciando soltanto poche tavole all’artista titolare, il bravo Miguel Mendonca, con il risultato di ridurre all’irrilevanza i passaggi dedicati alla storyline di Memento, di cui questa nuova saga dovrebbe essere la prosecuzione.  Nessuno dubita delle capacità di Johnson come scrittore, soprattutto quando riesce a mettere a frutto la sua passione per l’horror, ma continuare a voler soddisfare il proprio ego, senza preoccuparsi delle conseguenze sulla serie (perdita di interesse da parte dei lettori in primis) è un atteggiamento a dir poco discutibile.
Voto: 5

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Absolute Martian Manhunter 1
L’esordio della versione absolute di Martian Manhunter non è che una semplice conferma del talento cristallino di Deniz Camp, di cui avevamo colto la bravura fin dai primi numeri di Ultimates (non a caso, l’autore turco/filippino è stato appena incaricato dalla DC di sviluppare una nuova serie per la rinata linea Vertigo). La sua scrittura stratificata, metaforica, volutamente allusiva, trova il definitivo compimento in questo thriller psicologico che, almeno per ora, di supereroistico ha ben poco. Camp gioca in maniera originalissima con alcuni dei tratti essenziali del Segugio di Marte, trasformandoli nel motore trainante di una trama ansiogena e disturbante. E così il fumo delle sigarette, consumate ossessivamente dal protagonista, diventa una sorta di nebbia mentale in cui sogno e realtà si confondono di continuo. A rendere il tutto ancora più suggestivo, contribuiscono senz’altro le splendide tavole psichedeliche di Javier Rodriguez, il quale, mai come questa volta, è riuscito a portare i colori a essere una parte imprescindibile della narrazione. Imperdibile.
Voto: 8,5

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Absolute Flash 1
Flash – Dei due mondi 1
Anche per Flash è venuto il momento di fare il suo ingresso nell’Universo Absolute, con Jeff Lemire alla postazione di guida. In questo primo numero, l’autore canadese pare aver deciso di voler riscrivere la storia del Velocista Scarlatto attraverso strade un po’ più convenzionali, rispetto a quelle prese da Scott Snyder, Jason Aaron e compagnia. Una caratteristica che si nota nella non così rivoluzionaria rappresentazione dei classici antagonisti dell’eroe e, soprattutto, nei rapporti tra i vari personaggi, piuttosto scontati. Lemire, comunque, riesce a mantenere viva l’attenzione, grazie a colpi di scena per nulla prevedibili, anche se deve far fronte a disegni dal livello fortemente altalenante, opera di un Nick Robles, che finisce per affidarsi spesso ai colori di Adriano Lucas per riuscire a trasmettere un minimo di pathos nelle sue tavole.
Voto: 6,5

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Absolute Lanterna Verde 1

Lanterna Verde – Episodio uno: la mano nera
A chiudere il trittico dei nuovi arrivati nell’universo oscuro di casa DC ci pensa Lanterna Verde, anche se sarebbe meglio dire Lanterne Verdi, dato che, fin da questo primo episodio non è il solo Hal Jordan a essere al centro della scena. Al Ewing, autore dei testi, è bravo a trasmettere un forte senso di inquietudine per gran parte della vicenda, ma lo scorrere degli eventi ci è parso troppo rapido e, tutto sommato, con poca sostanza.
È bene mettere in evidenza, inoltre, che questa è la testata dal comparto grafico più debole: Jahnoy Lindsay, benché piuttosto accurato nelle anatomie, ritrae i vari personaggi con un impersonale tratto similmanga, penalizzato, per di più, da colori freddi e sciatti, che non riescono neppure a nascondere l’assenza quasi totale degli sfondi.
Voto: 6

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Absolute Wonder Woman 6
Wonder Woman – La donna o la tigre parte 1 di 2
E non potevamo chiudere in bellezza questa sezione dedicata all’Universo Absolute, se non parlando della Wonder Woman di Kelly Thompson. Per la strega amazzone inizia una nuova minisaga e per l’occasione il bravissimo Hayden Sherman viene sostituito ai disegni dal nostro Mattia De Iulis. Senza – possiamo dirlo - farlo mai veramente rimpiangere. Il suo stile “scultoreo”, che a volte sfiora l’iperrealismo (molto diverso, quindi, da quello dell’artista americano), riesce a rendere ancora più potenti i testi della Thompson, anche se la scelta di tonalità eccessivamente buie penalizza in parte la resa finale del suo lavoro. La scrittrice statunitense, invece, sembra quasi voler tirare il fiato e con un semplice escamotage narrativo, comincia ad aggiungere altri dettagli sul passato della protagonista, facendo in modo, però, che il racconto non perda neppure un grammo della sua altissima qualità.
Voto: 8

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Comic(US) Book #7: Un mondo sotto destino, Ultimate Spider-Man: Incursion, Star Wars: l’Alta Repubblica...

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Sono diverse le novità che abbiamo preso in considerazione in questa nuova puntata. Innanzitutto, l’esordio di Joe Kelly e Pepe Larraz (presto affiancato da John Romita Jr.) su Amazing Spider-Man. Quindi, l’arrivo del crossover Un mondo sotto Destino e delle scorribande di Miles Morales nel nuovo Universo Ultimate. Infine, la prima volta in questa rubrica per una serie dedicata a Star Wars.

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Amazing Spider-Man 2 (875)
Spider-Man – Punto e a capo parte 2 e 3
Una boccata d’aria fresca. Ecco la sensazione che si prova leggendo l’inizio del ciclo di Joe Kelly su Amazing Spider-Man. Forse è solo la conseguenza di troppi anni di storie mediocri, per non dire pessime (quando non del tutto insensate, vedi alla voce Ragno-Goblin), ma lo scrittore statunitense sembra essere entrato subito in sintonia con il Tessiragnatele e il suo mondo, nonostante la difficoltà di dover gestire gli sconsiderati cambiamenti introdotti dai suoi predecessori (vedi alla voce Norman Osborn diventato buono). Le trame finora ci hanno mostrato un mix ben bilanciato di mistero, avventura e umorismo, oltre a una forte voglia di tornare ad ambientazioni più classiche, con avversari storici, che non si vedevano da tempo sulle pagine della testata.
È sicuramente ancora presto per tirare le somme del nuovo corso, ma il cambio di passo è indiscutibile.
Entrambi gli episodi di questo numero sono disegnati da un Pepe Larraz più in forma che mai. Le sue anatomie morbide e l’estremo dinamismo delle tavole contribuiscono in maniera decisiva a innalzare la qualità della serie.
Voto: 7,5

MMMIN287 0
Marvel miniserie 287-288
Un mondo sotto Destino 1 e 2
Dopo tutti i commenti negativi che abbiamo fatto sulla gestione di Ryan North dei Fantastici Quattro, non è difficile immaginare lo sconcerto con cui abbiamo accolto la notizia che ci sarebbe stato lui al timone del nuovo maxi-evento Marvel. Dobbiamo, però, riconoscere che i primi due capitoli di Un mondo sotto Destino non sono il disastro che avevamo preventivato. Certo, lo sceneggiatore canadese non rinuncia a fesserie come il Destino t-rex (da lui stesso introdotto in una storia del Quartetto, che definire imbarazzante è poco) ma, quantomeno, evita di infarcire la trama con il suo consueto umorismo dozzinale e scenette prive di spessore. Che poi il tono più grave dettato dal dominio assoluto di Victor Von Doom sul pianeta garantisca dei testi di alto livello è un altro discorso. L’impegno c’è e il risultato migliore North lo ottiene nella seconda parte, quando esplora l’ambiguo rapporto tra il sovrano di Latveria e Valeria Richards, tuttavia, siamo ancora lontani da una saga che possa considerarsi degna di essere tramandata ai posteri.
Molto buoni i disegni di R.B. Silva – ottimamente supportati dai bei colori di David Curiel – che ci sembra tornato ai fasti di Powers of X.
Voto: 6,5

MFQUA465ISBN 0
Fantastici Quattro 31 (465)
Fantastici Quattro – Dream Team
Aspettarsi che Ryan North ci conceda due storie accettabili nello stesso mese è, ovviamente, una pia illusione. L’inizio di Un mondo sotto Destino avrebbe dovuto spingerlo ad adottare un nuovo registro per le vicende di Mr. Fantastic e soci. E, invece, nulla. Ennesimo episodio in cui tutto si riduce a pure dinamiche famigliari, a dispetto di un racconto che, lodevolmente, è ancora una volta all’insegna della tolleranza verso le minoranze (qui rappresentate dai vampiri) e a una - tutto sommato - incisiva critica del populismo senza limiti di cui sono diventate preda le istituzioni occidentali negli ultimi anni.
Il cliffhanger nel finale del secondo capitolo della miniserie, però, sembrerebbe aprire le porte a sviluppi immediati per Ben Grimm decisamente più interessanti. Attendiamo speranzosi.
Disegni di Cory Smith che passano dal discreto allo scadente anche nella stessa pagina.
Voto: 5,5

MIRNA143ISBN 0
Iron Man 8 (143)
Iron Man – Il ribelle Iron Man parte due: accetta il tuo destino
Altro tie-in di Un mondo sotto Destino, ma di caratura ben diversa. Oltretutto, apprendiamo dalle note, che questa avrebbe dovuto essere la prima saga scritta da Spencer Ackerman, in seguito posticipata a causa dei ritardi accumulati dalla miniserie di North e Silva. Una notizia che, in sostanza, sembra debba considerarsi una sorta di giustificazione per le semplificazioni e i passaggi a vuoto riscontrati nei numeri precedenti (probabilmente concepiti e realizzati con un minor tempo a disposizione). Il clima che si respira è, effettivamente, piuttosto differente, il messaggio politico è molto più efficace e il supereroismo appare con maggiore evidenza un semplice mezzo per raccontare qualcosa di diverso. Il Tony Stark risoluto e pronto a tutto che compare in queste pagine è di un’ambiguità inattesa (sebbene votata alla sconfitta del Dottor Destino) e un chiaro tentativo di provare a spiegare alcune scelte molto discutibili della geopolitica statunitense, ancora dibattute dagli esperti di relazioni internazionali.
Peccato che, come già detto più volte, Julius Ohta, pur con qualche miglioramento rispetto ai primi episodi, non sia un disegnatore in grado di dare risalto a una narrazione di tale livello.
Voto: 7
P.S.: la Marvel in un panel presso il New York Comic Con ha appena annunciato il rilancio di Iron Man con nuovi autori. Ci spiace sinceramente per Ackerman, ma forse era una run già programmata in questo modo. Ci piacerebbe, tuttavia, che lo scrittore americano venisse presto coinvolto in altri progetti.

MGIXM429 0
Gli incredibili X-Men 11 (429)
X-Men – Gemella e X-Men
Dato che abbiamo menzionato il New York Comic Con, dalla kermesse della Grande Mela giunge anche la notizia che il prossimo disegnatore di questa collana sarà Tony S. Daniel, il quale, tuttavia – vista la periodicità quindicinale della testata - probabilmente si alternerà con un altro artista. Ryan Stegman sembra ormai volersi dedicare solo alle copertine, pertanto, speriamo almeno nella conferma di Netho Diaz, che, dopo un inizio un po’ incerto, ha mostrato di saper interpretare in maniera efficace i soggetti di Jed MacKay. Riguardo quest’ultimo, però, dobbiamo registrare un progressivo scivolamento verso un clima più scanzonato e fracassone, con una minore attenzione per la psicologia dei personaggi. Che si tratti di una normale pausa creativa, per concentrare gli sforzi sull’imminente Age of Revelation e sulla successiva fase delle vicende mutanti denominata Shadows of Tomorrow? Staremo a vedere.
Voto: 6
Incredibili X-Men – L’Arteria Nera, seconda parte: una mente infettiva
L’approccio di Gail Simone per la serie degli “X-Men della Louisiana” continua a piacerci un sacco. L’azione mischiata a un intimismo poco invasivo, ci pare una combinazione perfetta. Soprattutto quando, come in questa nuova minisaga, la storia viene contaminata con riflessioni sullo scomodo passato degli Stati Uniti. Ciononostante, bisogna dire che i nuovi giovani mutanti introdotti dalla scrittrice mancano un po’ di appeal e, tolti Rogue e Gambit, indiscussi protagonisti della testata, i teorici personaggi cardine del team (Wolverine incluso!), latitano inspiegabilmente.
Sempre piacevoli i disegni di David Marquez. Lo stile manga con cui ritrae i volti di alcuni character non penalizza assolutamente l’atmosfera suggestiva che traspira dalle sue tavole.
Voto: 7

MUUSM019 0
Ultimate Spider-Man 19
Spider-Man - Diciannove
Dopo aver sensibilmente alzato il ritmo, qualche episodio fa, Jonathan Hickman sembra ormai deciso a procedere verso Ultimate Endgame senza concedersi un attimo di pausa. Questo mese vediamo l’esordio della versione Ultimate di Emma Frost e, soprattutto, di Venom (anche se, secondo noi, il “look” di quest’ultimo somiglia un po’ troppo – e senza motivazioni credibili – a quello del personaggio classico). In più, la vicenda resta molto appassionante e dà costantemente l’impressione di riservare ulteriori sorprese.
Marco Checchetto, poi, “rischia” seriamente di essere ricordato come uno dei migliori ragno-artisti degli ultimi dieci anni.
Voto: 7

MUUUL014ISBN 0
Ultimates 14
Ultimates - Quattordici
Con un attento lavoro di world building (superiore perfino a quello di Hickman su Ultimate Spider-Man), tenacemente e ininterrottamente portato avanti in tutti i numeri, Deniz Camp ha trasformato la testata degli Ultimates in quella realmente imprescindibile per gli eventi di Terra 6160. Senza dimenticare il sottotesto politico, le trame nascoste, i misteri irrisolti e una caratterizzazione dei personaggi talmente matura, da indurci ogni mese a contare i giorni in attesa del nuovo episodio.
Ci viene anche il dubbio che la Marvel non abbia veramente capito con che autore avesse a che fare (cosa che non ci sorprenderebbe affatto, visto il basso livello degli editor attuali), altrimenti non avrebbe affidato i disegni a Juan Frigeri. Artista volenteroso, ma ancora acerbo per una serie di così alto valore.
Voto: 7,5

MUUIN001ISBN 0
Ultimate Spider-Man: Incursion 1-2
Ecco quella che si dice una mera operazione commerciale, assolutamente inutile all’economia dell’Universo Ultimate. Miles Morales viene catapultato su Terra 6160 assieme alla sorellina Billie e, nel tentativo di ritrovarla, vive varie vicissitudini, da un capo all’altro del pianeta. L’esilissima trama è stata studiata per permettere al giovane Spider-Man nato nel precedente Universo Ultimate di fare la conoscenza degli eroi di quello nuovo. I testi sono di Cody Ziglar e di uno svogliatissimo Deniz Camp, la cui scrittura pluristrutturata si intravede solo in pochissimi passaggi.
Anche a Jonas Scharf abbiamo visto fare di meglio. Alcune vignette sembrano proprio tirate via, senza preoccuparsi dell’inconsistenza degli sfondi, delle anatomie sbagliate e dei volti inespressivi.
Lasciatelo tranquillamente sugli scaffali delle vostre fumetterie. Non ne sentirete la mancanza.
Voto: 5

M1BATM118 0
Batman 118
Batman – Città morente: finale
Ed eccoci arrivati all’atto conclusivo del ciclo di Chip Zdarsky su Batman. Vari momenti della sua gestione hanno fatto storcere il naso ai seguaci più oltranzisti del Cavaliere Oscuro e, detto onestamente, anche noi abbiamo accolto con qualche riserva alcune decisioni che hanno scosso lo status quo del personaggio, ma l’ultimo arco narrativo ci ha definitivamente riconciliati con l’autore canadese. Il meglio lo si è visto nei capitoli precedenti, benché questo episodio finale riesca comunque a regalarci diversi passaggi degni di nota. Su tutti, l’intenso faccia a faccia tra Batman e Jim Gordon, in grado di far emergere in maniera molto verosimile le debolezze di entrambi.
Jorge Jiménez viene aiutato ai pennelli da Tony S. Daniel e l’amalgama funziona a meraviglia.
Voto: 7

M1JULE036ISBN 0
Justice League Unlimited 5
Justice League (senza titolo)
Mark Waid ha improvvisamente deciso di scoprire le carte, rivelando ai lettori che il fine ultimo di questa serie è quello di permettergli di esibire la sua enciclopedica conoscenza dell’Universo DC, ripescandone anfratti finiti da tempo nel limbo o character semidimenticati. Il divertimento dell’autore americano è talmente evidente, da risultare chiaramente percepibile. E sebbene la pretestuosità con cui Waid riesce a coinvolgere nella vicenda una miriade di personaggi sfiora, a tratti, il parossismo, la solidità della trama fa passare tutto in secondo piano. Questo è il vero punto di forza della collana, che - non ci stanchiamo di dirlo - non poteva trovare un artista migliore di Dan Mora per prendere forma.
Voto: 7,5

M1ABWW005ISBN 0
Absolute Wonder Woman 5
Wonder Woman – L’ultima amazzone parte 5 di 5
Ormai facciamo fatica a trovare gli aggettivi per descrivere la bellezza di questa serie, che con il quinto numero giunge alla fine del suo primo arco narrativo. Kelly Thompson è forse l’autrice che meglio ha saputo interpretare questa rivisitazione in chiave oscura degli eroi di casa DC. Un merito ancora più grande se si considera l’ottimo lavoro fatto fin qui da Scott Snyder e Jason Aaron con le versioni absolute di Batman e Superman. La Diana che ammiriamo nelle splendide tavole di Hayden Sherman – del quale ci piace di nuovo magnificare la potenza visiva e l’ammaliante mutevolezza con cui le vignette vengono incastonate nelle pagine - riesce a far coesistere nobiltà e modestia, coraggio e paura, sacrificio e salvezza. Più umanità che divinità, quindi, in un racconto epico che nessun vero appassionato di fumetti può permettersi di ignorare.
Voto: 8

MSWHR048ISBN 0
Star Wars: l’Alta Repubblica 1 (48)
La paura dei Jedi, capitolo 1: un pianeta di paura
Evidentemente i fan di Star Wars in Italia sono davvero parecchi, altrimenti non si spiegherebbe come faccia una testata di questo tipo a essere ancora viva e vegeta, non potendo neppure vantare nelle sue pagine la presenza dei personaggi più famosi della saga. Per non parlare degli autori, nessuno dei quali può essere ritenuto una celebrità del comicdom americano. È vero che ai testi ritorna il bravo Cavan Scott, uno degli “architetti” dell’Alta Repubblica (il periodo che precede la caduta dei Jedi raccontata da George Lucas da La minaccia fantasma in poi, di cui fa parte anche la serie TV The Acolyte) e scrittore specializzato nella realizzazione di spin-off di vari franchise (oltre a Star Wars, Doctor Who su tutti), ma la sua fama è, appunto, circoscritta a coloro che si emozionano solo di fronte allo sfrigolio di una spada laser. Non si può negare, però, che i suoi personaggi siano ben caratterizzati e che il racconto proceda in maniera scorrevole e abbastanza coinvolgente. Meno esaltanti i disegni un po’ impersonali dell’italiana Marika Cresta.
Voto: 6,5

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Comic(US) Book #6: il punto dei mensili Marvel e DC... prima delle ferie!

  • Pubblicato in Focus

Puntata extralarge, in vista della pausa estiva, dove cercheremo di tirare le fila di quante più testate possibile. L’unica nuova uscita è l’antologico Justice League Unlimited Presenta, che speriamo ottenga il successo necessario a far tornare al formato comic book tante serie, ora pubblicate direttamente in volume.

MTIME004ISBN 0
Timeslide 1
Timeslide
Torna il consueto albo annuale, attraverso il quale la Marvel anticipa le saghe che ci aspettano nell’immediato futuro. La storia, piuttosto scialba e inevitabilmente pretestuosa, è opera di Steve Foxe, autore dell’infima miniserie dedicata a Chasm, di qualche mese fa, che non riesce a infondere il minimo spessore neppure a due personaggi carismatici come Cable e Alfiere, i protagonisti della vicenda.
Purtroppo, i disegni di Ivan Fiorelli, dello stesso tenore della sceneggiatura, non contribuiscono a innalzare il livello dell’albo.
Se non siete dei completisti hardcore, potete tranquillamente farne a meno.
Voto: 5

MIRNA140ISBN 0
Iron Man 5 (140)
Iron Man – La macchina dell’ordine parte due: distruggi le macchine
Inutile perdere tempo a scrivere dell’insipida avventura in solitaria di Riri Williams (tratta dall’albo one shot Ironheart: Bad Chemistry), che occupa per intero il sesto numero di questa collana, per recuperare il finale della seconda minisaga scritta da Spencer Ackerman per il titolare della serie (episodio in cui, comunque, Ironheart affianca il protagonista). Lo sceneggiatore americano continua a miscelare abilmente l’azione pura con denunce più o meno scoperte di fatti allarmanti che hanno interessato gli Stati Uniti nel recente passato (argomenti trattati anche nei suoi articoli per The Guardian). Il ritmo è buono, così come la caratterizzazione dei personaggi, sebbene, a volte, alcuni passaggi tendano un po’ troppo al vuoto impatto scenico.
Sfortunatamente, segnaliamo che dal punto di vista grafico si arriva a malapena al minimo sindacale. Se già Julius Ohta non ci era sembrato all’altezza del suo compito, il suo momentaneo sostituto Javier Pina pare ancora più inadeguato (soprattutto nel disegnare i volti dei personaggi, costantemente inespressivi).
Voto: 6,5

mfqua463isbn 0
Fantastici Quattro 29 (463)
Fantastici Quattro – In ogni modo, forma o aspetto
Avevamo promesso che non avremmo più parlato dei Fantastici Quattro fino all’arrivo del crossover Un mondo sotto Destino, ma proprio non ce l’abbiamo fatta. Ryan North continua imperterrito con il suo “slice of life” supereroistico, affossando definitivamente il sense of wonder che aveva caratterizzato la testata anche nei suoi momenti più bui. Nell’episodio di questo numero, ci “delizia” con una banalissima metafora sull’accettazione della propria diversità, che vede protagonista – con sconcertante prevedibilità - la figlia adottiva skrull di Ben Grimm e Alicia Masters, in cui ha persino l’impudenza di ridicolizzare un character storico come l’Uomo Talpa.
Se poi aggiungiamo pure i disegni raccapriccianti di Steven Cummings, davvero non riusciamo a comprendere come abbia fatto una serie del genere a finire tra i candidati al premio Eisner di quest’anno per la miglior collana regolare (premio, poi, fortunatamente andato a Santos Sisters della Floating World).
Voto: 4,5

MHUDI126ISBN 0
L’incredibile Hulk 23 (126)
Hulk – Lupi del vecchio mondo parte 2
Come già riferito in alcune puntate di questa rubrica, un’altra serie ormai completamente fuori controllo è quella di Hulk e, dall’ultima volta che ne abbiamo scritto, le cose sono persino peggiorate. Se almeno nei primi capitoli della lunghissima saga horror, con cui Phillip Kennedy Johnson sta caratterizzando il suo ciclo, la storia della Primogenita poteva forse aver destato un parziale interesse nei lettori, gli ultimi episodi contengono solo un’accozzaglia di combattimenti sconclusionati, mostri risibili e colpi di scena senza senso.
Per di più, Nic Klein lascia spesso e volentieri – come in questo numero - l’incombenza dei disegni al pessimo (e siamo stati buoni!) Danny Earls. Quindi la domanda sorge spontanea: ma come fanno i vertici della Marvel a rimanere indifferenti di fronte a un simile scempio?
Voto: 4

MCAPI183ISBN 0
Capitan America 16 (183)
Capitan America – Finire all’inizio
Arriva a conclusione il ciclo di J. Michael Straczynski sulla testata di Capitan America. Una gestione cominciata molto bene, in cui pareva che lo sceneggiatore americano volesse mostrarci come lo spirito patriottico, lo sprezzo del pericolo, la determinazione e il senso di giustizia di Steve Rogers fossero già presenti nel gracile ragazzo cresciuto nella Brooklyn del Proibizionismo e della Grande Depressione, prima di assumere il siero del supersoldato. Un tema affrontato anche da altri autori, ma mai esplorato fino in fondo. Poi, però, la vicenda ha preso un’inaspettata svolta mistica, con il risultato di vedere il Vendicatore a Stelle e Strisce diventare l’improbabile pedina di un conflitto metafisico tra le incarnazioni della vita e della morte. Solo uno scrittore abile come Straczynski poteva rendere stimolante una storia del genere, tuttavia, confessiamo che la saga nel suo complesso ci ha lasciati un po’ straniti. Prima di congedarsi, l’autore statunitense decide di aggiungere un tassello al suo famoso ciclo di Thor, quando Asgard si trovava nei pressi di Broxton, in Oklahoma. La cittadina era andata distrutta durante la run del Dio del Tuono scritta da Donny Cates e Straczynski torna sul luogo del delitto per tentare di risolvere in meglio quel drammatico evento. La vicenda – tutto sommato piacevole, benché abbastanza scontata - vede coinvolto, oltre a Cap e Thor, anche Spider-Man, che, però, viene caratterizzato con una personalità a dir poco irritante, troppo simile a quella della sua attuale controparte cinematografica (che su grande schermo ha una sua logica e funziona benissimo, su carta assolutamente no) e, soprattutto, lontanissima dal personaggio sfaccettato e complesso che il creatore di Babylon 5 ha portato avanti con successo per anni.
Buoni i disegni di Carlos Magno, che pur se un po’ statici, mostrano un’eleganza che è ormai quasi una chimera sugli albi della Marvel.
Voto: 6,5

MAVES185 0
Gli Avengers 23 (185)
West Coast Avengers – Il Vangelo di Ultron parte uno
Inizia su questo numero la nuova collana dei West Coast Avengers, in modo da permettere alla testata principale degli Eroi più potenti della Terra di allinearsi con il già menzionato crossover Un mondo sotto Destino. Il nome di Gerry Duggan negli ultimi anni è stato associato a cicli non proprio memorabili di personaggi importanti come Iron Man e gli X-Men, quindi, vederlo in veste di sceneggiatore di questa serie, non ci ha certo fatto fare i salti di gioia, soprattutto considerando che nel team è stato addirittura inserito un nemico spietato degli Avengers come Ultron, apparentemente deciso a redimersi. Tuttavia, la trama è meno superficiale del previsto e anche per quanto riguarda il robot assassino creato da Hank Pym, le cose potrebbero non essere come sembrano.
Ciò che, invece, abbiamo trovato veramente di basso livello sono i disegni di Danny Kim, assolutamente incapace di ritrarre Tony Stark (ma pure gli altri personaggi non se la passano molto meglio) in maniera accettabile.
Voto: 6

MTHOR310ISBN 0
L’immortale Thor 20 (310)
Thor – Storie di Asgard
Storia di passaggio, in cui il Dio del Tuono non compare praticamente mai, in attesa della saga che porterà alla già annunciata morte del protagonista, dove i personaggi principali sono vari comprimari della collana - a partire da Magni, il figlio di un Thor malvagio di un’altra dimensione e dell’Incantatrice, che è stato recentemente aggiunto al cast – i quali ci conducono in un breve viaggio alla scoperta di Asgard e dei suoi luoghi meno conosciuti. Al Ewing sembra aver trovato la quadra della serie, ma appare comunque non completamente a suo agio con l’epica dei miti norreni, preferendo coinvolgere Thor in vicende più “terrene”, come vittima degli intrighi del redivivo Dario Agger.
Impossibile dare un giudizio della parte grafica, perché l’episodio è stato realizzato da ben diciannove artisti diversi, i cui tratti differiscono sensibilmente l’uno dall’altro
Voto: 6

MAMAZ289 0
Amazing Spider-Man 71 (871)
Gli spettacolari Spider-Men – Strano amore capitolo 5: il culto degli eroi e capitolo 6: salvarsi la vita
Per fortuna presto arriveranno Joe Kelly e la coppia Pepe Larraz/John Romita Jr., perché l’insulsaggine delle storie di Spider-Man cominciava davvero a stancarci. Del pessimo ciclo di Zeb Wells abbiamo già detto, ma finora avevamo volutamente evitato di parlare di questa orrenda maxiserie, che vede riuniti i due Spider-Men di Terra 616. Va bene che il target dichiarato è il pubblico young adult, però, evidentemente, ai piani alti della Marvel pensano che agli adolescenti americani interessino solo storielline superficiali, popolate da personaggi ridicoli, che sembrano usciti da un teen drama di serie Z. Greg Weisman farà veramente fatica a convincerci di essere uno scrittore di valore dopo questo obbrobrio.
Voto: 3

MVNOM098 0
Il nuovissimo Venom 4 (98)
Venom – Chi è il nuovo ospite? Parte 4
Se su Thor Al Ewing pare aver parzialmente recuperato la bussola, su Venom, invece, dà l’impressione di averla persa definitivamente. Infantilismi a tutto spiano (quindi non poteva mancare il coinvolgimento di M.O.D.O.K., ormai diventato il villain più ridicolo della Marvel), protagonisti ridotti a caricature, espedienti narrativi forzatissimi per giustificare l’inutile attesa per rivelare il nuovo ospite del simbionte… dobbiamo proseguire oltre?
Non possiamo dire di meglio dei disegni di Carlos Gómez, i quali, tolte poche vignette che, effettivamente, offrono un livello di dinamismo accettabile, sono perlopiù piatti e inespressivi. Per fortuna, almeno le copertine di Adam Kubert non scendono mai di qualità.
Voto: 4,5

MDEMK164ISBN 0
Daredevil 19 (164)
Daredevil – Riti di introduzione parte 17
Sarebbe bene che la Marvel cominciasse a fare una seria riflessione su Saladin Ahmed. Non discutiamo le sue capacità di scrittore, ma è evidente che quando viene messo a lavorare su personaggi con cui non è in sintonia, si preoccupa solo di caratterizzarli secondo i più comuni stereotipi associabili ad essi, senza essere in grado di catturarne l’essenza. La serie di Daredevil è emblematica sotto questo aspetto. Dopo un colpo di scena iniziale, oggettivamente efficace, che ha visto Matt Murdock risorgere nelle vesti di un sacerdote, successivamente alla sua morte all’Inferno per salvare l’amico Foggy Nelson, al termine del ciclo di Chip Zdarsky, la trama ha perso velocemente di appeal, prendendo direzioni narrative scontate e banali, fino ad arrivare alla svolta mistica (la quale, a quanto pare, sembra essere diventata il rifugio di ogni sceneggiatore in grave carenza di idee) degli ultimi episodi, che sta allontanando ancora di più la collana dalle sue atmosfere abituali. Per fortuna, almeno Aaron Kuder, pur senza raggiungere picchi artistici eclatanti, si sottrae a questa fiera della mediocrità. Ma se servisse una prova ulteriore dell’assenza di una reale supervisione redazionale, basti citare le copertine di John Romita Jr., le quali, spesso, non hanno alcuna attinenza con quello che succede all’interno dell’albo
Voto: 5

MWOLV462ISBN 0
Wolverine 7 (462)
Wolverine – Storia antica
Ancora peggio è il trattamento che Ahmed sta riservando a Wolverine. Dopo aver trasformato il Mutante Artigliato in una balia del nuovo Wendigo (la cui maledizione pare ormai più una farsa che una tragedia), ha fatto in modo che venisse preso di mira da un’assurdità come l’adamantino (una sorta di metallo vivente che ce l’ha con ogni essere umano che possiede parti del corpo in adamantio), per poi far ricomparire Romulus, un villain che la Marvel sembrava aver convenientemente messo da parte, vista l’autentica idiozia che si era inventato Jeph Loeb per le sue origini (un umanoide che, come Wolverine e altri, discenderebbe da un lupo ancestrale, anziché dalle scimmie), in una trama sempre più scadente che, per giunta, in maniera opportunistica, è stata collocata prima degli eventi che hanno interessato i diversi gruppi mutanti negli ultimi mesi, in modo da non dover intrecciare la storyline della testata personale di Logan con crossover vari. Inoltre, se nei primi episodi avevamo parzialmente preso le difese di Martín Cóccolo, ora dobbiamo ammettere che il disegnatore uruguagio non si sta dimostrando all’altezza di un personaggio importante come Wolverine.
Voto: 4,5
Laura Kinney: Wolverine – Compagno d’armi parte 1
Per fortuna esiste un altro character che si chiama Wolverine nell’universo Marvel classico, anche se la serie a lei dedicata, non può certo definirsi un capolavoro. Anzi, Erica Schultz, per conferire alle trame un po’ di freschezza narrativa, nel tentativo di catturare l’interesse dei lettori più giovani, tende a usare troppi luoghi comuni e a far interagire i personaggi in maniera piuttosto prevedibile, arrivando addirittura a snaturarli parzialmente. È successo con Daredevil/Elektra nei numeri precedenti e si ripete con Rivoluzione (il nuovo alter ego in costume di Bucky Barnes) in questo. Tutto sommato, però, la vicenda raccontata scorre abbastanza piacevolmente.
I disegni di Giada Belviso, invece, sono molto altalenanti, rivelando la poca dimestichezza dell’autrice per il genere supereroistico.
Voto: 6

MGIXM427 0
Gli incredibili X-Men 9 (427)
X-Men – Lavoro e libertà
Jed MacKay chiude con un finale pieno di ritmo e di combattimenti roboanti (supportato adeguatamente dalle tavole esplosive di Netho Diaz, migliorato notevolmente rispetto ai primi numeri e, ormai, vero titolare dei disegni della serie, dato che Ryan Stegman è sempre meno presente nei credit) la minisaga che ha coinvolto anche Alpha Flight. Lo sceneggiatore americano sembra essere definitivamente entrato in sintonia con i personaggi e la sua scrittura appare più compiuta in confronto a quella messa in mostra sulla testata degli Avengers.
Voto: 7
Gli incredibili X-Men – X-Manhunt parte 1: echi di follia
Inizia qui il primo, vero, crossover delle serie mutanti nel post Krakoa (benché non proprio tutte siano state incluse) dopo l’antipasto di Assalto a Graymalkin di qualche numero fa, da cui X-Manhunt, sostanzialmente, deriva. L’ottima Gail Simone non pare patire più di tanto la messa in stand-by delle trame introdotte finora (che, comunque, un piccolo spazio per proseguire lo trovano lo stesso) per dedicarsi alla nuova storia, anche perché, di fatto, gli eventi che conducono alla fuga di Charles Xavier sono perfettamente incastrati nella narrazione.
Tuttavia, visti i toni con cui la vicenda viene portata avanti, i disegni di Javier Garrón ci sono sembrati un po’ troppo cartooneschi
Voto: 7
X-Men – X-Manhunt parte 4: dei e mostri
Avvincente quarto capitolo di X-Manhunt, con un MacKay, e soprattutto un Netho Diaz, in gran spolvero. Trama di pura azione, gratificata dall’energico storytelling dell’artista brasiliano.
Voto: 7

MIXMR036ISBN 0
Eccezionali X-Men 7 (Immortal X-Men 36)
Eccezionali X-Men – Rivelazioni
Stranamente sfiorata solo di striscio dagli avvenimenti di X-Manhunt, la serie erede di New Mutants prosegue con i suoi tormenti giovanili e la difficoltà di accettazione della propria diversità da parte di alcuni membri. Episodio un po’ sottotono, dove la solitamente brava Eve L. Ewing – tolto il colpo di scena finale, inopinatamente suggerito dalla copertina - fa andare avanti la vicenda più per inerzia, che con sviluppi realmente interessanti.
Non aiutano i disegni, francamente modesti, di Carmen Carnero, che sembravano promettere meglio nei primi numeri.
Voto: 6
NYX – X-Manhunt parte 2: Charles
Di tutt’altro spessore, invece, NYX. Jackson Lanzing e Collin Kelly, validamente affiancati da un Francesco Mortarino che pare essere riuscito a mitigare le influenze manga del suo tratto, realizzano uno dei capitoli migliori di X-Manhunt. Oltretutto, perfettamente inserito nella loro trama principale, relativa alle macchinazioni di un Mojo più inquietante che mai. Peccato che la serie chiuderà con il prossimo numero.
Voto: 7
Tempesta – X-Manhunt parte 3: Thundercloud
Esordio della testata personale di Tempesta sulle pagine di Eccezionali X-Men (dopo la pubblicazione in volume dei primi numeri), dato il suo coinvolgimento diretto in X-Manhunt. La Dea dei Venti è ora il potentissimo avatar di Eternità e il bravo sceneggiatore nigeriano Murewa Ayodele ne approfitta per renderla protagonista di combattimenti altamente scenografici, supportato in maniera esemplare dall’ottimo Luciano Vecchio, molto abile anche nei passaggi più intimisti.
Voto: 7

MXFOC060ISBN 0
X-Force 9 (60)
X-Factor – X-Manhunt parte 5: i Summers dei giorni passati
Probabilmente il capitolo più debole di X-Manhunt. Vuoi per i testi di Mark Russell, che cerca di mantenere quel misto di drammaticità e ironia, con cui ha contrassegnato la nuova serie di X-Factor, ma che mal si adatta agli eventi narrati qui. Vuoi, anche, per i disegni di Bob Quinn, che soffrono lo stesso problema, specialmente quando occorre conferire maggiore “energia” alle tavole.
Voto: 6
X-Force – X-Manhunt parte 6: il valore di Shapley
Per X-Force, invece, vale il discorso opposto. Il crossover permette alla serie di uscire dalla routine in cui era precipitata negli ultimi episodi, rendendo le vicende del gruppo decisamente più interessanti e completando la trasformazione del personaggio di Sage nel vero cardine del team.
Discreti i disegni di Marcus To.
Voto: 6,5
X-Manhunt Omega
X-Manhunt finale: I sogni finiscono
La “caccia” a Charles Xavier termina in questo corposo one shot, scritto a quattro mani da Gail Simone e da Murewa Ayodele (di cui di entrambi abbiamo già decantato le lodi) che ci regalano uno struggente addio (si fa per dire, visto che il personaggio a breve riapparirà sulla maxiserie Imperial) all’ex leader degli X-Men. Peccato per le insensate esclamazioni stile robottoni giapponesi (dei quali le scene di battaglia vogliono essere un chiaro omaggio) che, fortunatamente, non penalizzano più di tanto lo svolgersi della trama.
Un discreto finale per il crossover, in un momento in cui i grandi eventi di Marvel e DC sono spesso banali e inconcludenti.
I disegni, che, spiace dirlo, non vanno oltre l’ordinario, sono opera di ben tre autori, Gleb Melnikov, Federica Mancin e Enid Balám.
Voto: 6,5

MUUSM017 0
Ultimate Spider-Man 17
Spider-Man - Diciassette
Dopo qualche episodio introspettivo e maggiormente incentrato a definire i tratti essenziali dei vari personaggi, per Jonathan Hickman è arrivato il momento di fare sul serio. Un processo, in realtà, cominciato già nei numeri scorsi con diversi colpi di scena inaspettati, tra cui l’identità di Mysterio, assolutamente imprevedibile. Lo scrittore americano alza decisamente il ritmo senza, però, rinunciare a far germogliare nuove sottotrame ancora difficili da decifrare. In questo episodio, oltretutto, Peter Parker fa praticamente da comparsa, ma gli altri protagonisti sono stati così ben caratterizzati nei capitoli precedenti e resi così importanti per la vicenda, che la cosa passa quasi inosservata.
David Messina, come già in altri numeri, sostituisce Marco Checchetto alle matite (anche se sarebbe meglio dire alla tavoletta grafica) e se la cava più che dignitosamente.
Voto: 7,5

MUUUL012ISBN 0
Ultimates 12
Ultimates - Dodici
Tempo di rivelazioni (e di qualche colpo di scena ben assestato) anche per gli Ultimates. Deniz Camp si conferma molto più a suo agio quando l’azione rimane sullo sfondo, pur dovendo destreggiarsi con parecchi personaggi, ai quali deve essere necessariamente concesso un minimo di spazio. Operazione difficile, visto che la sceneggiatura, pure in questo numero, tende inevitabilmente a focalizzarsi sui character con cui l’autore ha mostrato di essere più in sintonia, vale a dire Destino e Iron Lad. Oltretutto, alcuni passaggi vengono appesantiti da teorie scientifiche un po’ astruse che, però, sorprendentemente non tolgono vitalità alla vicenda né, di conseguenza, a un progressivo calo di interesse da parte del lettore.
Per quanto riguarda Juan Frigeri, invece, ribadiamo l’impressione che il suo tratto stia gradualmente migliorando, benché anche lui, come Camp, renda al meglio in assenza di scene particolarmente movimentate.
Voto: 7

MUUWO005ISBN 0
Ultimate Wolverine 5
Wolverine - Cinque
Approfittando della presenza del bravo Alex Lins ai disegni (capace di trasmettere un po’ di calore umano nei rapporti tra i personaggi, a dispetto dell’efferatezza delle scene di combattimento), Chris Condon comincia gradualmente a ritirare il velo disperante con cui aveva ammantato la vicenda finora, presentandoci pure un “ultimate” Sabretooth caratterizzato in maniera davvero inattesa. A guadagnarci è senz’altro la qualità del racconto, che pareva incamminarsi verso una direzione fin troppo prevedibile.
Voto:

M1BATM116 0
Batman 116
Batman – Città morente, parti tre e quattro
Pur sapendo che sulla testata del Cavaliere Oscuro arriverà a breve il seguito di Hush e poi un fuoriclasse come Matt Fraction ai testi, quasi ci dispiace che stia per finire il ciclo di Chip Zdarsky, perché questa sua ultima saga è sicuramente la migliore della sua gestione. Colpi di scena a ripetizione, ritmo che si adegua alla perfezione ai vari passaggi della vicenda, intrighi, ambiguità e una “zona grigia” piuttosto ampia in cui si muovono i personaggi, che cattura come meglio non si potrebbe il clima hardboiled di tante storie di Batman. E se Jorge Jimenez si prende una pausa (regalandoci, comunque, due splendide copertine), a non farlo rimpiangere arrivano il mazzucchelliano Jorge Fornés e un Tony Daniel in gran forma.
Voto: 7,5

M1SUPM076ISBN 0
Superman 23
Superwoman – Origini segrete
Lungo one shot attraverso il quale Joshua Williamson chiarisce come Lois Lane sia entrata in possesso di poteri paragonabili a quelli di Superman, con cui ci è stata mostrata al termine di Absolute Power. Tale rivelazione, tuttavia, si presenta da subito come una sorta di alibi narrativo, per scavare nell’intimità della protagonista e fare emergere i dilemmi e le emozioni generati da una simile trasformazione. I testi, però, sono un po’ troppo leggeri e solo nell’epilogo riescono a procurare qualche sussulto.
I disegni sono opera di tre autori diversi (Edwin Galmon, Laura Braga e Nikola Čižmešija), nessuno dei quali lascia veramente il segno.
Voto: 6
Superman – Super appuntamento
Ancora più marginale la storia tratta dalla collana regolare di Superman, utile soltanto a preannunciare le trame future (queste sì molto intriganti). È superfluo dire, invece, che le tavole di Dan Mora sono sempre un bel vedere.
Voto: 6

m1wowo064isbn 0
Wonder Woman 17
Wonder Woman – Furia parte due
Tom King ha mostrato già diverse volte di essere un autore capace di alleggerire le sue trame con intermezzi più frivoli, questo episodio, tuttavia, è sembrato un semplice esercizio di stile. Certo, gli omaggi al Tenente Colombo sono sfiziosi e simpatici, però vedere il Sovrano ridotto a macchietta e agire come un fesso, ci è parso del tutto fuori luogo.
Daniel Sampere si prende una pausa, ma a sostituirlo arriva il bravissimo Bruno Redondo, il quale, visto il tono della vicenda, non lo fa mai rimpiangere.
Voto: 6
Jimmy Olsen – La storia segreta del Sovrano
Dello stesso tenore, se non peggio, dato l’intento volutamente parodistico, la storiellina alla fine dell’albo. Un’operazione simile a quella fatta con i Supersons nei numeri precedenti, le cui “gesta”, però, erano sicuramente più divertenti.
Voto: 5,5

M1JULE034ISBN 0
Justice League Unlimited 3
Justice League Unlimited (senza titolo)
Mark Waid ingrana la quinta e – pur con qualche incertezza legata all’utilizzo di troppi personaggi – riesce a costruire una trama convincente, che mescola abilmente magia e fantascienza. Le carte da scoprire sono ancora parecchie, ma questo non gli impedisce di avviare nuove sottotrame, che si aggiungono a quelle già introdotte nel primo episodio.
Se poi, a tutto questo, aggiungiamo anche gli spettacolari e dettagliatissimi disegni di Dan Mora, capite bene che rinunciare a questa serie diventa quasi un atto masochistico.
Voto: 7,5

M1SUSQ015ISBN 0
Justice League Unlimited presenta 1
The Question: all along the Watchtower – La morte alla mia porta
Interessante miniserie spin-off di Justice League Unlimited, che fonde in maniera brillante supereroismo e noir. Alex Segura si focalizza intelligentemente sulla psicologia dei personaggi, spezzettando la trama per confondere il lettore e alimentare il mistero.
Peccato per i disegni assolutamente anonimi di Cian Tormey.
Voto: 7
Esploratori dell’Ignoto – La vita segreta di Ace Morgan
Tornano anche gli Esploratori dell’Ignoto e Christopher Cantwell li coinvolge subito in una saga in cui, attraverso l’analisi delle conseguenze seguite alla scomparsa di Darkseid, ha nuovamente la possibilità di utilizzare la sua scrittura raffinata per mettere in luce i vari aspetti legati al concetto di divinità e la corruzione che ne può derivare.
Purtroppo, però, i grossolani disegni di Sean Izaakse sono del tutto inadeguati a una narrazione di questo tipo.
Voto: 6,5
Justice League: the Atom Project – Capitolo uno: collisione atomica
Ryan Parrott e John Ridley scelgono un approccio insolito per la vicenda, cercando un amalgama tra avventura e introspezione. Il risultato è buono, benché il modo in cui viene tratteggiato Capitan Atom sia così anomalo, da aver reso il personaggio quasi irriconoscibile.
Disegni molto classici di Mike Perkins, forse persino desueti, ma nettamente superiori rispetto allo stile impersonale che pare contraddistinguere gran parte delle nuove leve.
Voto: 7

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Absolute Batman 3
Batman – Lo zoo, parte tre di cinque
Dopo un primo numero, in cui la trama imbastita da Scott Snyder aveva un po’ risentito della necessità di presentare scenario e personaggi, la vicenda diventa realmente appassionante e la caratterizzazione dei protagonisti – ma anche di parecchi comprimari - appare decisamente più compiuta e interessante. Inoltre, tra le varie novità introdotte, un’idea particolarmente riuscita (con sviluppi futuri del tutto imprevedibili) è l’ambiguo rapporto che lega Bruce Wayne a quelli che nell’universo DC classico sono tutti suoi avversari. Per il resto, Snyder conferma di immaginare il Batman “assoluto” come un combattente impulsivo e inarrestabile, ancora poco incline alla riflessione e al pragmatismo e Nick Dragotta lo asseconda con uno storytelling potente e dinamico.
Voto: 7,5

M1ABSU003ISBN 0
Absolute Superman 3
Superman – L’ultima polvere di Krypton parte tre: il ragazzo delle praterie viola
Tranne l’ultima pagina, utile ad alimentare il mistero attorno ai coniugi Kent, questo episodio è interamente dedicato a mostrarci, in un lungo flashback, il rapido avvicinarsi della fine di Krypton. Jason Aaron, come prevedibile, oltre a perfezionare la caratterizzazione di Kal-El (la quale ci dà modo di comprendere che nelle sequenze ambientate nel presente sulla Terra, in cui è un “adulto”, la sua età lo rende più vicino a Superboy che a Superman) e dei suoi genitori naturali, ne approfitta per manifestare esplicitamente la sua denuncia contro l’arroganza del potere, che pur di mantenere una posizione dominante, nega evidenze scientifiche inconfutabili, ben sapendo che, a farne le spese, saranno i normali cittadini, non chi ha i mezzi per garantirsi la salvezza in prossimità del disastro. Da questo punto di vista, la scrittura non si perde in ingenuità o in eccessi retorici, ma arriva direttamente al cuore della questione con forza e lucidità.
Sempre efficaci i disegni di Rafa Sandoval, aiutato anche dagli ottimi colori di Ulises Arreola.
Voto: 7

M1ABWW003ISBN 0
Absolute Wonder Woman 3
Wonder Woman – L’ultima amazzone parte 3 di 5
Fresca vincitrice di un meritatissimo premio Eisner come nuova serie regolare, Absolute Wonder Woman si conferma la testata migliore di questo oscuro universo alternativo di casa DC. Nella visione di Kelly Thompson Diana è una guerriera risoluta e indomabile, oltreché pronta a ogni sacrificio (uno in particolare vi colpirà come un maglio nello stomaco), al cui coraggio infinito dà forma un Hayden Sherman più evocativo che mai. Le sue tavole, contrassegnate da una gabbia in continua mutazione, contribuiscono in maniera affascinante a determinare la vigoria della trama.
Da non sottovalutare, infine, i colori di Jordi Bellaire, che con i suoi rossi intensi e i suoi verdi fosforescenti rende ancora più opprimente la cupa cappa grigia che avvolge perennemente il racconto.
Voto: 8

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Conan il barbaro 10 (28)
Conan – La battaglia della Pietra Nera parte III: viaggio nelle tenebre e parte IV: il futuro non è ancora scritto
Per quanto abbiamo trovato questo insolito crossover tra varie creazioni di Robert E. Howard (oltre a Conan compaiono Solomon Kane, El Borak e altri character nati dalla penna dello scrittore texano) piuttosto ammaliante, confessiamo di preferire le storie di Jim Zub dove il Cimmero è l’unico protagonista. Difatti, la necessità di concedere un minimo di spazio a tutti i personaggi tende a rendere la trama un po’ confusa e appesantita da troppe didascalie chiarificatrici. A ogni modo, stiamo parlando di una scrittura che si mantiene a un livello nettamente superiore rispetto alla media di DC e, soprattutto, Marvel.
Molto buone le tavole di Jonas Scharf, in particolare quelle in cui mette in mostra il suo spiccato gusto per il macabro.
Voto: 7

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