Menu

Comic(US) Book #11: Imperial, L'Era di Rivelazione, Iron Man e Teenage Mutant Ninja Turtles

  • Pubblicato in Focus

Undicesima puntata di Comic(US) Book, ricchissima di contenuti, con il finale di Imperial e de L’Era di Rivelazione. Terminano anche il Daredevil di Saladin Ahmed e, soprattutto, due delle tre serie con cui aveva esordito il nuovo Universo Ultimate due anni fa.
Nel frattempo, arrivano le Tartarughe Ninja di Gene Luen Yang e comincia il ciclo della coppia Joshua Williamson-Carmen Carnero su Iron Man.

imperial 4
Imperial 4

Sette: l’Unione
Ultimo capitolo per Imperial, con un finale all’insegna del cinismo, in cui solo Nova pare mostrare una certa integrità d’animo. Jonathan Hickman sceglie l’alter ego di Richard Rider come portabandiera di tutti coloro che non si piegano di fronte alla spregiudicatezza delle grandi potenze e alla realpolitik, la quale pure nel fittizio universo marvelliano diventa il vero motore che determina le decisioni di ogni governante. Da che parte stia lo scrittore statunitense è difficile dirlo. L’unica cosa inconfutabile è che mai Hickman aveva utilizzato, in maniera tanto incisiva, i personaggi della Casa delle Idee come metafora del mondo reale. Cercando di non rivelare troppo, abbiamo un ex sovrano che, di fatto, considera la democrazia un esperimento fallito e decide di restaurare la monarchia assoluta. Il figlio di un imperatore che ha sempre contestato i metodi del padre, ma che, alla fine, sceglie di raccoglierne l’eredità. Estremisti religiosi che rifiutano la verità in nome di un credo insensato. E poi, lotte di potere, troni usurpati, xenofobia, nazionalismo radicale. Se non fossero coinvolti kree, skrull, wakandiani e altre importanti razze aliene della cosmogonia Marvel, sembrerebbe di leggere un normale testo di geopolitica.
Peccato solo che tutte le serie che avrebbero dovuto proseguire il discorso di Imperial stanno per essere chiuse per scarse vendite, se non addirittura cancellate prima ancora di cominciare.
Per quanto riguarda i disegni, il lavoro congiunto di Federico Vicentini e Iban Coello può considerarsi nel complesso positivo, grazie al dinamismo impresso nelle tavole e alla ricchezza dei dettagli. Ciononostante, dobbiamo sottolineare che la scelta di ritrarre alcuni personaggi in versione manga style, continua a sembrarci del tutto fuori luogo.
Voto: 7

MMMIN294 0
Marvel miniserie 294

Un mondo sotto Destino capitolo 8: desiderare il bene
Arrivati all’ottavo capitolo, ci sorge il dubbio che Ryan North non si sia assolutamente posto il problema di pianificare tutti gli avvenimenti fin dal principio, dato che è difficile non accorgersi di come la trama mostri palesemente di arrancare e di trascinarsi in lunghissimi (e noiosissimi) scontri – buoni solo a esaltare le doti artistiche di R.B. Silva -  tra Destino e praticamente ogni supereroe del mondo Marvel, senza il minimo approfondimento psicologico, se non durante l’ennesimo confronto tra Victor Von Doom e la sua figlioccia Valeria Richards, protagonista nel finale, dell’unica scossa emozionale di un episodio piatto e monocorde. La miniserie era iniziata con spunti interessanti, che potevano (e dovevano) essere esplorati con minore superficialità e dilettantismo. A quanto pare, però, North ha fatto il passo più lungo della gamba.
Voto: 5

MFQUA472ISBN 0
Fantastici Quattro 3 (472)

Fantastici Quattro – Inferno di ghiaccio
È possibile essere l’autore dell’evento portante della Marvel degli ultimi mesi e, contemporaneamente, della serie regolare maggiormente interconnessa con esso (almeno teoricamente) e riuscire a non mostrare neanche un accenno di continuità tra l’uno e l’altra? Quando ti chiami Ryan North evidentemente sì. Potevamo capirne le ragioni con la doppia storia d’esordio, nella quale, giustamente, lo sceneggiatore canadese si era soprattutto preoccupato di rendere manifesto il suo nuovo approccio a Mr. Fantastic e soci, ma in questo terzo episodio la scelta ci è sembrata francamente insensata. Un tie-in come tanti, che si lascia andare a teorie spazio-temporali piuttosto astruse, che, però, quantomeno, conferma il maggior impegno da parte di North nel voler far emergere i tratti caratteristici dei personaggi. Pure il modo in cui Destino viene sconfitto è, tutto sommato, abbastanza ingegnoso, benché la narrazione si sia quasi “raffreddata”, perdendo quella vivacità nei rapporti tra i protagonisti, che rappresentava l’unico aspetto positivo della sua gestione.
Humberto Ramos, comunque, aiutato dai colori brillanti di Edgar Delgado, ha sicuramente accresciuto la qualità del comparto grafico.
Voto: 6

MHUDI135ISBN 0
L’incredibile Hulk 32 (135)

Hulk – La pianura funebre parte 3
Lo diciamo chiaramente e senza mezzi termini: chiudere la prima fase del proprio ciclo con un episodio del genere vuol dire prendere in giro tutti coloro che hanno continuato ad acquistare la testata, a dispetto dell’insensata direzione scelta da Phillip Kennedy Johnson fin dai numeri iniziali. Prigioniero della sua stessa creatura e incapace di andare avanti a raccontare il nulla assoluto, l’autore americano ci propina una sequenza di inutili splash page, onomatopee giganti, scene raccapriccianti totalmente gratuite e insulse botte tra mostri con il solo scopo di arrivare il prima possibile allo step successivo. Tempo di lettura: cinque minuti (a dir tanto), anche soffermandosi a guardare i dettagli delle tavole di Nic Klein. E se non ci fosse il cartoonist tedesco ai disegni, il nostro voto sarebbe ancora più basso.
Voto: 4

MDEMK172ISBN 0
Daredevil 27 (172)

Daredevil – Riti di riconciliazione parte 6
Rinnegando praticamente tutte le modifiche allo status quo del protagonista introdotte durante la sua - fallimentare - gestione (durata poco più di due anni), Saladin Ahmed si congeda dalla serie del Diavolo di Hell’s Kitchen senza spiegarci neppure come abbia fatto Matt Murdock a risorgere, dopo aver sacrificato la sua vita per salvare Foggy Nelson alla fine del ciclo precedente. Ecco, quindi, la riappacificazione con Elektra (lontanissima dal personaggio carismatico conosciuto nelle saghe passate) e il ritorno di Kingpin (trasformato in un folle, preda di deliri mistici) in una vicenda prevedibile e priva di mordente, che vale la pena di leggere solo per i disegni del sempre più bravo José Luis Soares.
Voto: 5

MSMMM047 0
Miles Morales: Spider-Man 23 (47)

Miles Morales – Gatti e ladri parte 1 e parte 2
Abbiamo già detto che questa serie si rivolge dichiaratamente a un pubblico young adult. E fin qui niente di male. Tuttavia, inizialmente, Cody Ziglar aveva interpretato il target della testata nella maniera più scontata possibile, con il ricorso continuo a tematiche adolescenziali degne di un teen movie di quart’ordine. Ora, fortunatamente, benché sia sempre la leggerezza a farla da padrona, il supereroismo è tornato a essere l’aspetto predominante del racconto. Non stiamo di sicuro parlando di un capolavoro, ma, quantomeno, i personaggi risultano caratterizzati in modo più approfondito e le trame sembrano studiate con maggiore accortezza.
Buoni i disegni del napoletano Luigi Zagaria, il cui tratto lineare e dai contorni nitidi aiuta a mantenere il clima più rilassato e a favorire una migliore scorrevolezza delle immagini.
Voto: 6,5

MCAPI192ISBN 0
Capitan America 5 (192)

Capitan America – Le nostre guerre segrete parte cinque
Se con Imperial Hickman ha cercato di offrirci uno spaccato in salsa marvelliana delle dinamiche che muovono le superpotenze, il messaggio che Chip Zdarsky vuole trasmetterci sulle pagine di Capitan America è ancora più esplicito. L’accusa verso l’opacità (a dir poco) della politica estera statunitense non lascia spazio ad alcun fraintendimento. E il tutto è sorretto da una sceneggiatura perfettamente calibrata sui personaggi, che ne attualizza le motivazioni in maniera convincente e – prima di ogni cosa - realistica.
La scelta di rielaborare il passato di Steve Rogers in modo così radicale non è esente da rischi, ma, detto onestamente, non poteva essere rimandata oltre. Se, poi, la qualità della scrittura è questa, come dare torto all’autore canadese?
Il tratto immoneniano di Valerio Schiti non sempre si adatta bene al contesto drammatico descritto. L’artista romano è, però, bravo a smussare la sua naturale predisposizione a rappresentare figure più morbide utilizzando ombreggiature marcate e disegni volutamente meno puliti.
Voto: 7,5

MIRNA150ISBN 0
Iron Man 1 (Iron Man 150)

Iron Man – Un nuovo incubo
Presentato in anteprima al Comicon di Napoli, ecco il nuovo numero 1 di Iron Man. Ai testi troviamo Joshua Williamson, che rispetto a Spencer Ackerman, il suo predecessore, sceglie di abbandonare ogni tentativo di far “maturare” le trame del Vendicatore Dorato, tornando a una gestione decisamente più classica. Riappaiono, quindi, Madame Masque e Pepper Potts e Tony Stark viene nuovamente caratterizzato come un simpatico fanfarone, per riavvicinarlo alla sua controparte cinematografica. La storia è abbastanza piacevole, ma in questo primo episodio succede, francamente, molto poco. Lo sceneggiatore statunitense preferisce dedicarsi soprattutto alla presentazione dei protagonisti, lasciando solo intravedere il piano di Whitney Frost (ora a capo dell’A.I.M.).
Ai disegni arriva Carmen Carnero che, di sicuro, è un bel passo in avanti rispetto a Julius Otha, anche se il suo tratto, per quanto elegante (soltanto nei volti continua ad avere le stesse esitazioni già manifestate su Eccezionali X-Men) non sembra in grado di portare quell’energia di cui necessiterebbe la serie.
Voto: 6,5

MAMAZ306 0
Radioattivo Spider-Man 3 (L’Uomo Ragno 888)

Spider-Man – Uno di noi parte 3
Come avevamo predetto all’uscita del primo capitolo (non che ci volessero particolari abilità divinatorie, viste le premesse), questa miniserie si è dimostrata una delle poche davvero interessanti, tra quelle nate all’interno dell’Era di Rivelazione. Nell’ultimo episodio, il dramma che ha coinvolto Peter e zia May, entrambi vittime del Virus-X, arriva inevitabilmente a compimento. Pagine struggenti, che confermano le capacità narrative di Joe Kelly, il quale, svincolato dalla continuity ragnesca, sfrutta nel modo migliore lo scenario alternativo, per costruire un what if...? in piena regola, in cui le parti avventurose e quelle sentimentali si danno il cambio (o si mischiano tra loro) in maniera impeccabile.
Kev Walker non è da meno e benché, come già detto nella scorsa puntata di questa rubrica, i vari personaggi (Spider-Man in primis) si discostino sensibilmente dalle loro raffigurazioni abituali, la natura ucronica della vicenda permette ai suoi protagonisti di apparire sempre verosimili.
Voto: 7

MGIXM436 0
Stupefacenti X-Men 3 (Gli incredibili X-Men 436)

Stupefacenti X-Men – Philadelphia
Jed MacKay dispone le pedine, in attesa dell’atto conclusivo della saga, riducendo gli scontri al minimo indispensabile, per cercare di rispondere a gran parte delle domande sorte fin dall’inizio del crossover, facendone, tuttavia, emergere di nuove, da sfruttare al ritorno dei personaggi nella timeline ufficiale. Un semplice episodio di collegamento, quindi, che, però, mostra una compiutezza maggiore di altri capitoli dell’evento preso per intero.
Mahmud Asrar non è dotato del segno esplosivo di Ryan Stegman e Netho Diaz, ma, sorprendentemente, la staticità delle sue figure e l’utilizzo intelligente delle ombreggiature, risultano più adeguati a rappresentare il clima disperante che avvolge i protagonisti.
Voto: 6,5
Indistruttibili X-Men – Affogare nelle tenebre
Allo stesso modo di altri tie-in che, come vedremo, appartengono all’Era di Rivelazione solo sulla carta, Gail Simone cita il regno distopico dell’erede di Apocalisse semplicemente per sfruttare lo scenario futuristico e mettere in piedi una sorta di “The End” dei suoi X-Men della Louisiana, con tanto di morti, resurrezioni, ritorni inattesi, riappacificazioni e altri elementi tipici a contorno, che il lettore esperto sa di doversi aspettare da storie di questo genere. Di positivo c’è che il racconto procede con una certa solennità quasi fino alle ultime pagine, dove si assiste a una progressiva banalizzazione degli eventi, causata, probabilmente, dalla necessità di arrivare rapidamente a una conclusione della vicenda, che, visti i tanti personaggi in gioco, avrebbe avuto bisogno di uno spazio maggiore.
Comparto grafico estremamente variegato e discontinuo (dato che è opera di ben cinque disegnatori diversi), su cui non è possibile dare un giudizio univoco.
Voto: 6

MIXMR045ISBN 0
Espatriati X-Men 3 (Immortal X-Men 45)

Espatriati X-Men – Figlie della tenebra
Eve L. Ewing segue un po’ la stessa via di Gail Simone e sebbene i collegamenti con l’Era di Rivelazione siano più diretti, pure questa testata dà l’impressione di essere solo un mezzo per mostrare i giovani allievi di Emma Frost e Kitty Pride ormai adulti. Non per questo deve essere sottovalutata, dato che la scrittrice di Chicago è una delle poche che è riuscita nel suo intento senza tradire gli assunti di base del maxievento.
Degni di nota anche i disegni di Francesco Mortarino, le cui influenze nipponiche sono diventate più sfumate e si miscelano con gusto all’estetica anni Novanta, attraverso la quale tratteggia molti character (quelli femminili in particolare).
Voto: 6,5
Omega Kids – Nemici
Contrassegnata da una sensazione di inquietudine costante, questa miniserie è quella che meglio riesce a rappresentare la tirannia oppressiva di Rivelazione. Si ha sempre l’impressione che ogni personaggio possa nascondere un’anima oscura e pure l’amoralità di Quentin Quire viene impietosamente messa in risalto in un finale di inusitata spietatezza. Merito dello sceneggiatore Tony Fleecs, il quale, purtroppo, trova raramente un appoggio nei diligenti ma, allo stesso tempo, impersonali disegni di Andrés Genolet.
Voto: 6

MXFOC066ISBN 0
Sinister’s Six 3 (X-Force 66)

Sinister’s Six – L’ultimo segreto
Con un insolito gioco di parole (Sinister’s Six vuol dire “i sei di Sinistro”, ma è chiaro il riferimento ai Sinistri Sei, storico team composto da sei noti avversari di Spider-Man) David Marquez (inaspettatamente ai testi anziché ai disegni, che sono, invece, del promettente Rafael Loureiro) ci racconta le vicende di un eterogeneo gruppo costituito da mutanti e da “mutati” dal Virus-X, che si alleano con il machiavellico genetista per contrastare i piani di Rivelazione. L’idea iniziale in sé non è male, tuttavia, il cartoonist americano tende a snaturare un po’ troppo diversi personaggi, tra cui proprio il buon Nathaniel Essex, del quale si percepisce a malapena il suo essere subdolo e doppiogiochista. Senza contare l’ennesimo, illogico ospite di Venom, di cui avremmo fatto volentieri a meno.
Voto: 5,5
Longshots – C’è chi passa
Se c’è un vantaggio nell’evidente sciatteria che regna nell’attuale redazione della Marvel è la possibilità che vengano pubblicate piccole chicche come questa, che non avrebbero mai avuto la chance di vedere la luce sotto una direzione degna di questo nome (saremo anche prevenuti, ma non è da escludere che i vari editor non si siano neppure preoccupati di leggerne attentamente il soggetto).
Riducendo anche loro l’Era di Rivelazione a semplice pretesto, Gerry Duggan e Jonathan Hickman ne approfittano per sbeffeggiare – non senza autoironia - l’industria dell’entertainment nel suo complesso, prendendone di mira le mode, i rituali, i trucchi commerciali, con particolare enfasi sui comic book della Casa delle Idee, quasi come se ci trovassimo all’interno di un numero di Mad e non su un teorico tie-in di un maxievento mutante. Certo, dovendo riempire le pagine di tre episodi, non tutte le prese in giro riescono a centrare il bersaglio. È, però, confortante vedere che, talvolta, un po’ di sana anarchia artistica sia ancora in grado di fare capolino in un ambiente devotamente mainstream come quello delle Big Two
Voto: 6,5

Lultimo Wolverine 3
L’ultimo Wolverine 3 (Wolverine 471)

Wolverine – Artigli contro
Pur non essendoci ancora ripresi dallo shock di vedere Saladin Ahmed trasformare il Wendigo nel Wolverine dell’Era di Rivelazione, abbiamo comunque deciso di terminare la miniserie. Inutile dire, però, che ce ne siamo subito pentiti non appena arrivati all’ultima pagina. Colpa di una trama che più convenzionale di così non si potrebbe, di protagonisti senza spessore (tra cui il Wendigo stesso, per il quale sarebbe più corretto utilizzare l’aggettivo imbarazzante) e di una totale assenza di pathos, persino nei momenti che teoricamente avrebbero dovuto suscitare un minimo di commozione.
Disegni di Edgar Salazar che solo di rado raggiungono la piena sufficienza.
Voto: 4
Sabretooth – Nel cerchio periglioso
Se i lettori continueranno a comprare questo albo dopo l’autentica gara di bruttezza che si è consumata negli ultimi tre mesi tra le due collane in esso ospitate, c’è il rischio che alla Marvel possano sentirsi autorizzati a pubblicare qualunque oscenità gli passi per la testa. Anche tralasciando i modestissimi disegni di Valentina Pinti (non ricordiamo altre opere dove l’autrice marchigiana sia apparsa così sottotono), è impossibile non notare come la vicenda abbozzata da Erica Schultz non sia altro che una dozzinale sequenza di combattimenti, in cui pure le dinamiche famigliari introdotte all’inizio della miniserie vengono rapidamente messe da parte. In più abbiamo un nuovo ragazzino dotato di poteri enormi (tanto per essere originali!), che diventa il protagonista di un drammatico finale aperto, del quale - data la sconcertante mancanza di pianificazione del crossover - non si sa neanche se vedremo mai il seguito
Voto: 4

MXMWS005ISBN 0
X-Men: l’Era di Rivelazione omega

X-Men – Finale
Purtroppo, l’auspicio da noi fatto all’inizio della saga, che tutti i buchi di trama venissero risolti prima della sua conclusione, non si è concretizzato. Anzi, semmai se ne sono aggiunti di nuovi. Un’ulteriore prova del pessimo lavoro di coordinamento editoriale svolto da Tom Brevoort e dai suoi assistenti, che sono riusciti nella poco edificante impresa di concepire il peggior maxievento mutante della storia Marvel. Inoltre, finora abbiamo sempre difeso Jed MacKay, ma, tolto un epilogo secondario, che pare promettere sviluppi interessanti, alla fine pure lui ci è sembrato deciso a voler chiudere la pratica il prima possibile, terminando la vicenda in una maniera talmente assurda, da rendere molto improbabile il ritorno, in futuro, di questa realtà alternativa. È vero che Psylocke aveva preannunciato il piano di Rivelazione sulle pagine degli Stupefacenti X-Men, onestamente, però, non credevamo che lo scrittore canadese volesse seriamente arrivare a tanto.
Chissà cosa avranno pensato gli ottimi Ryan Stegman e Netho Diaz nel vedere i loro disegni sprecati in un albo narrativamente scarso come questo.
Voto: 5

MUUSM024 0
Ultimate Spider-Man 24

Spider-Man – Ventiquattro
Capitolo finale per questa nuova versione “definitiva” di Spider-Man e non nascondiamo che la chiusura scelta da Jonathan Hickman ci abbia lasciati un po’ con l’amaro in bocca. Non è la prima volta che l’autore statunitense manifesta una certa difficoltà nel dare un senso alle numerose trame introdotte in una serie sotto la sua gestione. In questo caso, tuttavia, è forte il sospetto che le lacune e la mancanza di risposte siano più la conseguenza di un’interruzione forzata decisa dai vertici della Marvel, che il risultato dei suoi limiti di scrittura. A dispetto delle dichiarazioni ufficiali di Hickman stesso, infatti, non si può negare che l’episodio si presenti diviso in due parti, quasi o del tutto scollegate tra loro. E se lo scontro decisivo con Kingpin e Mister Negativo procede fino in fondo con un minimo di coerenza, il resto è una sbrigativa risoluzione dei temi più importanti rimasti in sospeso, che non riesce a catturare il lettore dal punto di vista emotivo.
Probabilmente il nostro Jonathan si è accontentato di mostrare quali fossero le sue idee per il personaggio e come pensava davvero di concluderne la storia. Ma ci si è arrivati troppo rapidamente, lasciando ai comprimari solo lo stretto necessario e ai protagonisti giusto il tempo di farci intravedere qualche sussulto di umanità, che avrebbero meritato un approfondimento di ben altro tipo.
Voto: 6

MUUBP024ISBN 0
Ultimate Black Panther 24

Black Panther – Ventiquattro
Termina la sua corsa pure la versione Ultimate di Black Panther e lo fa nello stesso modo in cui era iniziata, in sordina, priva di un reale collegamento con il resto di Terra 6160, anche perché l’unico, flebile riferimento al Creatore e al suo regime – la presenza in Africa dei suoi luogotenenti Ra e Konshu – viene frettolosamente messo da parte a favore di una vicenda intrisa di misticismo (dove l’eco della saga di Dune risuona in maniera piuttosto evidente), in cui Bryan Hill non sembra mai avere le idee chiare, con nemici che appaiono e scompaiono senza una spiegazione convincente, contorte relazioni sentimentali tra i protagonisti giustificate confusamente e la natura del vibranio modificata più volte. Probabilmente meglio di così non si poteva fare, dato che tutti questi cambiamenti repentini, l’assenza di un vero finale e varie altre lacune dimostrano effettivamente – e maggiormente rispetto a Ultimate Spider-Man - che la Marvel ha improvvisamente deciso di chiudere la linea Ultimate, pur nella consapevolezza di mettere in difficoltà molti degli autori coinvolti, impreparati a eliminare ogni incongruenza dalle storyline a lungo termine che avevano già pianificato.
Voto: 6

M1DCSE041 0
Batman e Robin 25 (DC Select 41)

Batman e Robin – L’Uomo Tranquillo parte uno
Alcuni potrebbero pensare che si tratti di un curioso caso di omonimia, e, invece, il Phillip Kennedy Johnson che sta facendo scempio della testata di Hulk è – per quanto sembri paradossale - lo stesso scrittore che ha reso la serie dedicata a Batman e a suo figlio Damian una delle migliori tra quelle oggi offerte dalla DC. Terminata l’inquietante saga che ha visto i due protagonisti affrontare il demoniaco Memento è tempo di tornare a scenari più consueti. Ecco, quindi, un misterioso e infallibile assassino che, appena uscito di prigione, comincia a fare strage degli sgherri del Pinguino.
Benché Johnson si confermi anche qui un autore che non riesce a entrare pienamente in sintonia con i personaggi di cui realizza le storie, fortunatamente la sua caratterizzazione del Cavaliere Oscuro e di Robin non si discosta in maniera significativa da quella tradizionale. In più abbiamo un ritmo concitato, sequenze d’azione ben congegnate e una prosa che si mantiene sofisticata, pur all’interno di un thriller violento e serratissimo. Senza dimenticare gli ottimi disegni di Fico Ossio, abilissimo nel modificare il suo stile per renderlo più dinamico nelle scene di lotta e negli scontri a fuoco e maggiormente sporco e ricco di tratteggi quando prevale l’intimità o la rievocazione del passato.
Voto: 7

M1DCMI048 0
Absolute Evil (DC crossover 48)

Absolute Justice
One shot ambientato nell’Universo Absolute, che introduce una versione distorta della Justice League, composta da vari criminali visti di recente sulle testate delle nuove incarnazioni di Batman e soci, più alcune “new entry” che, stranamente, non avevano ancora fatto la loro comparsa nelle storie già pubblicate. Pur con qualche stereotipo e diversi scambi di battute che sfiorano pericolosamente il ridicolo (senza considerare le somiglianze con il piano escogitato dal Creatore nell’Universo Ultimate), Al Ewing riesce a mantenere inalterato il cinismo e la risolutezza manifestati dai protagonisti nelle saghe apparse finora, cercando di non scadere nella banalità, benché, essendo le varie collane piuttosto differenti come atmosfera e stile narrativo, qualche inevitabile semplificazione era da mettere in conto.
Giuseppe Camuncoli e Stefano Nesi se la cavano bene ai disegni, non preoccupandosi di mostrare particolari raccapriccianti o di estremizzare attraverso l’espressività dei volti la perversione di alcuni villain.
Voto: 6,5

MCOFU033 0
Conan il barbaro 15

Conan – Il nomade
Episodio per così dire “fuori serie”, che celebra la venticinquesima uscita in patria della testata della Titan Comics, attuale licenziataria dell’eroe di Robert E. Howard. Jim Zub usa un semplice, ma efficace, espediente narrativo per rievocare storiche saghe del Cimmero (tra cui Il tallone di Thak e La torre dell’elefante) che, oltre a permettergli di chiudere il cerchio con un finale metatestuale, fa da collante alle bellissime tavole dipinte a olio da Alex Horley (avvolte da una splendida doppia cover, sempre realizzata dall’artista lombardo), che, tra le altre cose, ci regala forse la Bêlit più sensuale mai apparsa in un fumetto di Conan.
Voto: 7,5

MTMNE014ISBN 0
Teenage Mutant Ninja Turtles 14

Tartarughe Ninja – Ujigami
Per quanto Gene Luen Yang sia un autore che apprezziamo molto e a dispetto di averlo già visto all’opera – anche se per breve tempo - su alcuni personaggi di Marvel e DC, non eravamo del tutto sicuri che potesse trovarsi a suo agio su una serie pop come quella di Raffaello & C. E invece, mai timore fu più ingiustificato del nostro. Proseguendo in continuità con il suo predecessore (l’impeccabile Jason Aaron), il cartoonist di origini taiwanesi dimostra immediatamente sia di conoscere a fondo il background dei protagonisti sia di sembrare parecchio divertito a raccontarne le gesta. Ne nasce un primo episodio che parte subito a spron battuto, ricco di azione vorticosa, dialoghi brillanti, misteri intriganti e nuovi, affascinanti personaggi. Il tutto trasferito adeguatamente in immagini da Freddie E. Williams II, il quale, pur non rinunciando a omaggiare il tratto underground che caratterizzava le storie in origine e a rappresentare gli Eroi con il Guscio in alcune loro pose iconiche, ne interpreta al meglio il vigore in tavole di grande impatto scenico.
Voto: 7,5

Leggi tutto...

Comic(US) Book #10: X-Men, L'era di Rivelazione, Thor, Fantastici Quattro e Ultimate Endgame

  • Pubblicato in Focus

In questa puntata, spazio ad alcuni tie-in dell’Era di Rivelazione. Proseguono, poi, Imperial e Un mondo sotto Destino e cominciano le nuove run di Thor e dei Fantastici Quattro. Ma, soprattutto, è l’inizio della fine per il secondo Universo Ultimate.

MMIMP003 0
Imperial 3

Sei: non badare al mondo
È tempo di scoprire chi c’è dietro il gigantesco complotto intergalattico che ha fatto precipitare l’Universo Marvel nel caos. E se l’identità di uno dei due “giocatori” era facilmente intuibile, molto meno lo era la seconda, la cui rivelazione permette a Jonathan Hickman di mantenere una residua dose di mistero su una trama che, a questo punto, sembra impensabile che possa già concludersi nel prossimo numero. Per il momento lo scrittore statunitense è stato molto bravo a calibrare i tempi narrativi e a districarsi con i tanti personaggi coinvolti nella vicenda, quindi, la sensazione è che le sorprese non siano ancora finite.
I colori di Federico Blee recuperano in luminosità rispetto agli episodi precedenti e a guadagnarci sono le tavole di Iban Coello e Federico Vicentini, aiutati pure dall’assenza di veri e propri passaggi action. Peccato che alcuni character storici vengano poco opportunamente rappresentati in versione manga style.
Voto: 7

mmmin292 0
Marvel miniserie 292

Un mondo sotto Destino 6: la coscienza del re
Preferiamo non commentare l’oscena copertina di Ben Harvey, dato che non è abitudine di questa rubrica fare uso di espressioni volgari, ma è ormai evidente che alla Marvel hanno perso del tutto il senso del ridicolo. Senza considerare che il capitolo ospitato in questo numero è, indiscutibilmente, il peggiore visto finora. E dire che, al di là della sconfortante prevedibilità con la quale Ryan North continua a utilizzare gli stereotipi attorno alla figura di Destino, l’episodio era partito abbastanza bene, con l’autoproclamatosi imperatore della Terra capace di mettere in difficoltà Mr. Fantastic dal punto di vista dialettico. Poi, però, Victor Von Doom si lascia banalmente accecare dalla rabbia, incurante dell’immagine che sta dando di sé in mondovisione. Da cui l’inevitabile domanda: è verosimile che un astuto manipolatore del suo livello non si renda conto delle conseguenze delle sue azioni? Ovviamente no. Si tratta di un errore strategico talmente assurdo, che neppure il più egocentrico dei dittatori commetterebbe e che, narrativamente parlando, si traduce in una clamorosa cantonata, impossibile da trascurare, anche di fronte ai bei disegni di R.B. Silva e agli sfavillanti colori di David Curiel.
Voto: 4

MFQUA470ISBN 0
Fantastici Quattro 1 (470)

Fantastici Quattro – L’era straordinaria
Riparte da uno la prima testata della Marvel, che per l’occasione recupera (non sappiamo se per onorare il passato glorioso del Quartetto o se per l’ingiustificato orgoglio di chi adesso ne sta supervisionando le gesta) la dicitura “il fumetto più straordinario del mondo!”. A cambiare, però, è soltanto il comparto grafico, con l’arrivo dell’ottimo Humberto Ramos, molto bravo a smorzare il suo stile cartoonesco per adattarlo ai toni – finalmente, possiamo dirlo? – più drammatici della serie. Notevoli anche le numerose splash page e la scelta delle inquadrature, che accrescono di parecchio il pathos del racconto. Era effettivamente da un bel po’ di tempo che l’artista messicano non sembrava così in forma.
Confermato, invece, Ryan North ai testi, il quale – incrociando le dita – pare aver capito che non poteva continuare all’infinito a narrarci una scialba family comedy che di supereroistico aveva solo il nome.
Certo, l’insopportabile sciatteria con cui lo scrittore canadese gestisce gli eventi (sì, ci riferiamo proprio alle pagine iniziali che danno il via alla vicenda) non finirà mai di sorprenderci, tuttavia, il deciso cambio di passo è innegabile.
Per completezza, segnaliamo che in questo numero compare pure la storia di North e Ramos distribuita da Panini Comics durante il Free Comic Book Day di pochi mesi fa.
Voto: 6,5

MTHOR317ISBN 0
Il mortale Thor 1 (317)

Thor – Né dei né maestri
Anche la serie del Dio del Tuono ricomincia da uno, a seguito dell’apparente morte del personaggio raccontata nei numeri scorsi. E pure qui a cambiare è solo il disegnatore, con il ritorno sulla testata dopo parecchi anni di Pasqual Ferry. L’artista spagnolo, nel tempo, ha modificato di molto il suo stile, perdendo progressivamente le influenze nipponiche che avevano contraddistinto l’inizio della sua carriera. Le sue figure sono ora meno plastiche e i suoi volti sono meno puliti. Si percepisce, insomma, la volontà di riavvicinarsi al fumetto europeo, con una sensibilità più da graphic novel che da semplice comic book.
Al Ewing, per contro, decide di omaggiare Walter Simonson recuperando l’identità di Sigurd Jarlson. Un espediente ingegnoso, utile a inserire il personaggio in un contesto a prima vista lontano dai miti norreni. Il protagonista di questo episodio introduttivo sembra, infatti, una specie di Punisher in versione proletaria, le cui azioni vengono mostrate con un grado di crudezza decisamente inatteso. La trama, però, è ancora troppo approssimativa per riuscire a catturare il lettore.
Voto: 6

MAVES192 0
Avengers 30 (192)

I Nuovi Avengers – Killuminati parte uno
Cercare di sfruttare il richiamo mediatico di un film è un’operazione più che legittima, molto meno lo è scimmiottarne senza logica le trovate narrative. Questa serie era stata inizialmente pubblicizzata con il nome di New Thunderbolts, benché come la bella – ma purtroppo sfortunata al botteghino – pellicola di Jake Schreier, il titolo avesse alla fine un asterisco dal significato enigmatico. Le ultime scene del lungometraggio hanno, poi, risolto brillantemente il mistero e noi abbiamo subito capito (anche se sarebbe più corretto dire temuto) quale potesse essere la “geniale” mossa che di lì a poco sarebbe seguita nei fumetti. E infatti, puntuale come le tasse, la testata ha cambiato nome in New Avengers. Un biglietto da visita non proprio incoraggiante per l’albo che, tuttavia, è passato immediatamente in secondo piano una volta lettone il contenuto. Facendo pure finta di non assistere a Bucky Barnes che rinnega nel giro di due vignette la sua identità di Rivoluzione, che ha determinato le sue azioni negli ultimi anni (ennesimo, insensato, appiattimento alla continuity del Marvel Cinematic Universe), a scambi di battute e scenette romantiche tra il Soldato d’Inverno e la Vedova Nera che sembrano usciti da un action movie di infima categoria, a una Laura Kinney buona solo a mostrare fiumi di sangue del tutto gratuiti e a criminali storici utilizzati a casaccio, ciò che veramente ci ha fatto sgranare gli occhi per lo sconcerto è l’arrivo di una squadra di villain (i quali, a quanto pare, verranno chiamati con il ridicolo nome di Killuminati) che, al contrario di essere l’inquietante versione distorta del gruppo creato da Brian Michael Bendis e Steve McNiven, ne sembra una grossolana parodia. Come Sam Humphries abbia potuto concepire un obbrobrio del genere sfugge letteralmente alla nostra comprensione, lasciandoci pure il dispiacere di vedere l’incolpevole Ton Lima prodigarsi inutilmente ai disegni per rendere il risultato meno disastroso.
Voto: 4
West Coast Avengers – La guerra di Ultron parte cinque
Termina la sua corsa, piuttosto mestamente, questa miniserie che – non facciamo fatica a capirne le ragioni – non ha ottenuto il riscontro di pubblico sperato. L’inizio, tutto sommato, ci era parso promettente poi, però, Gerry Duggan - come ormai costantemente gli capita - spreca banalmente i buoni spunti con cui aveva introdotto questa nuova formazione degli Avengers della Costa Ovest con un finale che solo di rado si mantiene su un livello di drammaticità accettabile.
Danny Kim ha migliorato via via il suo tratto, ma non così tanto da farci ritenere le sue tavole degne di nota.
Voto: 5

MAMAZ302 0
Radioattivo Spider-Man 1 (L’Uomo Ragno 884)

Spider-Man – Uno di noi parte 1
Se qualcuno dubitava del valore di Joe Kelly come scrittore, ecco che a fugare ogni dubbio è arrivata questa affascinante versione di Spider-Man, afflitto da strane mutazioni corporee, che si candida seriamente a essere l’unico personaggio degno di nota all’interno del mondo distopico creato da Rivelazione. L’autore statunitense ci mostra un Peter Parker costretto a proteggersi dal Virus-X assumendo dosi controllate di radiazioni, che lo fiaccano pesantemente nel fisico, ma non gli impediscono di ergersi a paladino dei reietti di Lowtown, una zona di New York che accoglie chi si oppone all’erede di Apocalisse. Ad aiutarlo nella sua missione – e a fare in modo che le radiazioni non lo uccidano – la sua compagna di vita (!) Cecilia Reyes. In più, una zia May come non l’avete mai vista.
Kev Walker ha un tratto molto personale, che porta a una rappresentazione del Tessiragnatele un po’ straniante. Tuttavia, i volti piagati dalla fatica e dal dolore, con cui ritrae i due amanti, accrescono notevolmente il clima tragico che si respira nella vicenda.
Preferiamo, invece, non entrare nei dettagli delle tre storielline tratte da Marvel’s Voices: Spider-Verse che completano l’albo, dato che solo quella con protagonista Miles Morales si salva a stento dalla mediocrità assoluta (e siamo stati buoni!).
Voto: 7

MIRNA147ISBN 0
Iron & Frost 1 (Iron Man 147)
Iron & Frost parte uno
In attesa del nuovo ciclo di Iron Man a opera di Joshua Williamson e Carmen Carnero, anche Tony Stark viene coinvolto nell’Era di Rivelazione e per l’occasione ritrova come partner la sua “quasi” moglie Emma Frost. I testi sono di Cavan Scott, noto per essere uno degli attuali cantori (pure nei fumetti) delle gesta dei Cavalieri Jedi, che mostra di avere una discreta conoscenza dei personaggi, sebbene gli eventi scorrano un po’ troppo rapidamente, senza un vero approfondimento delle personalità e delle motivazioni che muovono i protagonisti. Non ci sorprenderebbe, quindi, se il contributo di questo tie-in alla saga nel suo complesso si dimostrerà nullo o poco più.
Decisamente scarsi i disegni di Ruairí Coleman.
Voto: 6

MWOLV469ISBN 0
L’ultimo Wolverine 1 (Wolverine 469)

Wolverine – Una giornata diversa
Se Radioattivo Spider-Man ci è sembrato finora il miglior “derivato” dell’Era di Rivelazione, L’ultimo Wolverine rischia, invece, di guadagnarsi la palma di nefandezza dell’anno. Quando credevamo di esserci finalmente liberati del Wendigo in versione furry, cosa ti combina Saladin Ahmed? Pensa bene di ripescarlo (naturalmente senza neppure lo straccio di una spiegazione del perché il giovane Leonard, conosciuto nei primi numeri di questo mensile, sia tornato preda della maledizione), facendolo diventare – udite, udite – il nuovo Wolverine! E se già una simile decisione non vi apparisse del tutto insensata – considerando che, al massimo, sarebbe stato più logico farne una variante alternativa di Bestia – tenete presente che lo scrittore americano e il suo degno compare, il disegnatore messicano Edgar Salazar, hanno spinto ancora più a fondo il dito nella piaga, facendo sfoggiare all’ormai ex mostro cannibale una pettinatura che ricalca quella di Logan!
Scusate, ma non abbiamo la forza di proseguire oltre.
Voto: 3
Sabretooth – Andando altrove
Anche Erica Schultz non ha smesso di fare danni, sebbene le cose vadano senz’altro meglio che con Ahmed. Tuttavia, le vicende di Laura Kinney hanno ormai assunto i contorni di una soap opera famigliare, che coinvolge cloni e figli di Wolverine, a cui si è aggiunto pure un certo Zane Creed, presunto rampollo di Sabretooth, già deceduto prima ancora di apparire nelle storie. Anche la nostra Laura è diventata madre (L’Era di Rivelazione si svolge dieci anni nel futuro) e, al di là della sua decisione di vestire i panni che furono di Victor Creed e di stare dalla parte di Doug Ramsey, il resto non è altro che un insieme di pretestuosi battibecchi tra “parenti” e il preludio a voltafaccia abbastanza scontati.
Disegni di Valentina Pinti tra lo scadente e il pessimo.
Voto: 5

MUUEG001ISBN 0
Ultimate Endgame 1
Uno
Comincia qui la saga che segnerà (forse) la fine del nuovo Universo Ultimate ed è l’eccellente Deniz Camp a condurre le danze. Gli ideali rivoluzionari con cui l’autore turco-filippino ha infarcito la serie degli Ultimates nei mesi scorsi hanno, di fatto, prevalso sulla visione - sicuramente più intrigante, ma anche meno trascinante dal punto di vista emotivo – di Jonathan Hickman. Camp parte subito a spron battuto, con un prologo a ritroso nel tempo, dove, grazie a un Jonas Scharf finalmente in palla, il lettore riesce a percepire in maniera quasi tangibile l’estrema perversione che anima le azioni del Creatore. Tornati nel presente, gli eventi si succedono a ritmo accelerato, fino all’annunciato sollevamento della Cupola, che catapulta parte dei protagonisti in uno scenario del tutto inaspettato, al quale è probabile che Hickman abbia contribuito in modo significativo, anche se non accreditato.
Abbiamo già detto di Scharf. Molte pagine, però, sono opera dei coniugi Terry e Rachel Dodson, che, negli ultimi anni hanno, in verità, perso lo smalto di un tempo.
A ogni modo, un grande inizio.
Voto: 7,5

MULIN007ISBN 0
Ultimate Universe

Due anni dopo
Nuovo albetto fuoriserie che segna il secondo anniversario di Terra 6160, dopo l’insipido speciale di dodici mesi fa. Questa volta Deniz Camp (aiutato dall’efficace Alex Paknadel) scatena il suo lato più immaginifico, riprendendo i suoi “iperbolici” Guardiani della Galassia, conosciuti, in precedenza, sulla testata degli Ultimates.
Impegnati nel tentativo disperato di salvare il loro futuro, apparentemente cancellato dalle manipolazioni del Creatore, i viaggi di questi eroi spazio-temporali diventano lo sfondo di avventure allucinate e caleidoscopiche, dove la logica e le leggi della fisica vengono completamente ribaltate, nel segno della fantasia più sfrenata. Non tutto si incastra alla perfezione e alcuni passaggi sono, francamente, fin troppo surreali (questo perché i vari disegnatori coinvolti - dei quali il nostro preferito è il grande Javier Pulido - non contengono minimamente il loro estro artistico), ma il risultato finale è indubbiamente affascinante.
Voto: 7

M1WOWO071ISBN 0
Wonder Woman 24

Wonder Woman – Un’isola di uomini e topi parte 1
Terminato (per ora) lo scontro tra Diana e il Sovrano, Tom King coinvolge la Principessa delle Amazzoni in una nuova saga, di cui si era vista una sorta di introduzione nel numero precedente. Lo scrittore americano si diverte per l’ennesima volta a rielaborare in versione moderna uno dei bizzarri criminali che popolavano le testate DC negli anni Sessanta, tale Mouse Man, che, nelle sue mani, diviene il sinistro despota di un’isola dove scorrazzano topi giganti e, al cui confronto, persino la Corea del Nord sembra un paese liberale. La nostra eroina, tuttavia, sceglie di agire in contrasto alle decisioni della Justice League, pertanto aspettiamoci conseguenze, al momento, del tutto imprevedibili.
Daniel Sampere ai disegni è sempre garanzia di qualità.
Voto: 7

M1ABBA010 0
Absolute Batman 10

Batman – Abominio parte 2
Mai ci saremmo aspettati di vedere in una testata supereroistica un body horror così estremo come quello che ci viene offerto dalla premiata ditta Scott Snyder-Nick Dragotta in questo episodio. L’apparizione di Mr. Freeze di un paio di numeri fa ne era stata un’avvisaglia, ma, complice pure la violenza inaudita che caratterizza gli scontri tra Batman e Bane, i due autori americani danno l’impressione di voler mettere da parte ogni freno inibitore, per mostrarci in tutta la loro sgradevolezza, le cose inimmaginabili di cui è capace il Bruce Wayne di questo nuovo universo DC, pur di riuscire a fuggire dalla sua prigionia.
Impossibile staccare gli occhi dalle pagine, nelle quali si alternano sequenze iper-dinamiche, scenari ansiogeni e vignette dalla potenza visiva enorme.
Voto: 8

Leggi tutto...

Comic(US) Book #9: Imperial, L’era di Rivelazione, La Spada Selvaggia di Conan e molto altro...

  • Pubblicato in Focus

Prima puntata di Comic(US) Book del 2026, all’insegna di due maxi-eventi: il crossover mutante l’Era di Rivelazione e Imperial, il nuovo lavoro di Jonathan Hickman, che dovrebbe ridefinire gli equilibri cosmici tra le potenze interplanetarie dell’Universo Marvel. Poi, la morte di Thor e l’esordio del secondo spin-off di Star Wars.

MMIMP001 0
Imperial 1 e 2

Uno: accendi la pira di Hiro-Kala – Due: attraverso il Fulcrum – Tre: avvelena l’acqua. Avvelena il pozzo – Quattro: la natura aborrisce il vuoto – Cinque: guerra
Non c’è niente da fare, non appena scorge la possibilità di raccontare una vera storia di fantascienza, Jonathan Hickman torna a essere l’autore ammirato su opere come S.C.H.I.E.L.D., Secret Wars e House of X/Powers of X. Senza sprecare tempo in inutili preamboli, fa entrare la trama subito nel vivo con l’assassinio di Hiro-Kala (figlio di Hulk e fratello gemello di Skaar) dando inizio a una saga appassionante che coinvolge letteralmente ogni razza aliena (o quantomeno le più note) dell’Universo Marvel, in un gigantesco complotto che fa rapidamente precipitare il cosmo nel caos. Pensate a kree, skrull, shi’ar, spartoi, wakandiani (ricordiamo che Ta-Nehisi Coates, durante il suo acclamato ciclo di Black Panther, ha reso T’Challa un sovrano intergalattico) che si danno battaglia assieme a vari imperi minori, eroi spaziali come Starlord e Nova, con la partecipazione, per nulla secondaria, di Hulk e di altri personaggi potenziati dai raggi gamma. Hickman riesce, come di consueto, a gestire tanti protagonisti senza alcuna difficoltà, concedendo a tutti lo spazio necessario affinché non appaiano dei semplici comprimari, evitando, in più, che la vicenda diventi prolissa o priva di ritmo. Ciononostante, è bene sottolinearlo, sebbene si tratti di un evento in continuity con le testate Marvel attuali, si fa fatica a dare a Imperial una collocazione temporale precisa, dato che il nostro Jonathan ha deciso (in qualche caso fortunatamente, Hulk in primis) di ignorare i recenti sviluppi narrativi di alcuni dei character presi in considerazione. Naturalmente, chi non ama la scrittura complessa di Hickman si troverà in estrema difficoltà con la lettura della miniserie. Tutti gli altri, invece (e noi tra questi), si divertiranno parecchio.
Il versante grafico, però, non ci ha convinto fino in fondo. Benché Iban Coello e Federico Vicentini, oltre a uniformare abbastanza efficacemente il loro tratto, realizzino tavole di notevole impatto e caratterizzate da un buon dinamismo, non di rado – forse a causa dei moltissimi personaggi coinvolti – le scene rappresentate risultato eccessivamente caotiche. Non aiutano di sicuro i colori freddi e slavati di Federico Blee, che fanno perdere profondità alle vignette, aumentando la sensazione di generale confusione.
Voto: 7,5

MAMAZ299 0
Amazing Spider-Man 8 (881)
Spider-Man – Attraverso i cancelli dell’inferno parte 3-4-5
Ebbene sì, possiamo dirlo finalmente: Joe Kelly sembra proprio essere la persona giusta per far rifiorire lo Spider-Man fumettistico. Dagli USA continuano ad arrivare sviluppi per il personaggio che ci lasciano un po’ perplessi (e che non riveliamo per non rovinare la sorpresa ai lettori che non seguono la serie in originale), ma per quello che abbiamo visto finora, la formula trovata dall’autore americano per rendere le avventure dell’Arrampicamuri nuovamente interessanti, ci pare davvero azzeccata. Tutto ciò, pur dovendo, comunque, gestire le follie creative lasciategli in eredità da chi lo ha preceduto (Norman Osborn diventato buono) o da chi si sta occupando delle testate “collaterali” (Mary Jane nuovo ospite di Venom). Intendiamoci, non che Kelly abbia fatto nulla di rivoluzionario. Si è semplicemente limitato a restituire a Peter Parker la sua essenza originale, aggiungendo quell’umorismo intelligente e scoppiettante, tipico della sua scrittura, che, quasi trent’anni fa, aveva reso le storie di Deadpool un autentico cult della Casa delle Idee.
Sceneggiature frizzanti e leggere, quindi, ma valorizzate da diversi misteri ancora in fase germinale e un cast di supporto composto da character realmente tridimensionali (in particolare le new entry).
Pure i disegni sono all’altezza della testata. In questo numero oltre all’immarcescibile John Romita Jr. abbiamo Michael Dowling, il quale, benché dia l’impressione di essere l’ennesimo clone di Stuart Immonen (anche se meno dotato di Pepe Larraz o Valerio Schiti), ci offre una prova più che dignitosa.
Voto: 7

mcapi190isbn 0
Capitan America 3 (190)

Capitan America – Le nostre guerre segrete parte 3
Arrivati al terzo numero, il Capitan America di Chip Zdarsky pare persino migliore di quanto il primo episodio avesse lasciato trasparire. Il modo in cui l’autore canadese sta riplasmando la continuity marvelliana, per rendere le avventure di Steve Rogers maggiormente vicine alla realtà che ci circonda, sta funzionando alla grande. I testi sono molto più maturi di ciò che speravamo all’inizio, le tematiche affrontate spesso prescindono dall’universo di fantasia a cui eravamo abituati finora e gli orrori delle guerre contemporanee vengono descritti con una crudezza inaspettata. Che dire, poi, di Victor Von Doom (il villain di questa prima saga)? Vedere come è stato caratterizzato da Zdarsky non può che far crescere il rammarico per cosa avrebbe potuto essere Un mondo sotto Destino se fosse stato gestito da uno scrittore del suo calibro, invece che il solito crossover insignificante di cui abbiamo detto in altre puntate della rubrica.
Anche Valerio Schiti sembra aver trovato la strada giusta per il personaggio. Le incertezze del primo numero appaiono già un lontano ricordo e se ci fosse un colorista più capace di Frank Martin ad aiutarlo, il risultato sarebbe ancora migliore
Voto: 7,5

mthor316isbn 0
L’immortale Thor 26 (316)

Thor – Il regno del crepuscolo
Leggendo le storie scritte da Al Ewing per Thor viene spontaneo chiedersi se si tratti dello stesso autore che, attualmente, si sta occupando anche di Venom, il quale, già prima dell’assurda decisione di rendere Mary Jane Watson il nuovo ospite del simbionte, era diventato – proprio a causa dello sceneggiatore britannico – uno dei personaggi più ridicoli della Marvel. Non che la serie del Dio del Tuono, nelle mani di Ewing, si sia distinta per avventure particolarmente memorabili ma, perlomeno, la qualità dei testi non è mai scesa sotto il livello di guardia. Bisogna, inoltre, riconoscere che la mini-saga giunta a conclusione in questo numero, nella quale il figlio di Odino trova la morte, si è rivelata migliore del previsto. Struggente, ricca di emozioni e popolata da eroi che, finalmente, hanno mostrato un minimo di solennità. Senonché, dopo un penultimo capitolo che, se gestito meglio, avrebbe potuto tranquillamente rappresentare quel finale epico che sembrava profilarsi nei numeri precedenti, Ewing sceglie, inopinatamente, di aggiungere un ridondante – e soprattutto inutile - epilogo (il lungo episodio di questo albo) che va inevitabilmente a sminuire l’ottimo lavoro iniziale.
Per quanto riguarda i disegni – tolta la splendida cover di Alex Ross – la messicana Jan Bazaldua si congeda dalla testata con poche pagine, che confermano la sua scarsa attitudine a raccontare per immagini le storie del Dio del Tuono. Il suo tratto non è sufficientemente elegante e manca della potenza visiva necessaria a far apparire realmente terrificante una mostruosità come Utgard-Loki. Poi, a parte un piccolo assaggio di Pasqual Ferry – nuovo disegnatore della serie a partire dal prossimo numero - il grosso delle tavole è stato realizzato da Justin Greenwood, che, se possibile (vista la sua propensione al grottesco), si dimostra ancora meno adeguato della Bazaldua a rappresentare il mondo di Thor.
Voto: 6

mdemk170isbn 0
Daredevil 25 (170)

Daredevil – Riti di riconciliazione parte 4
Avevamo già fatto notare come la qualità della scrittura di Saladin Ahmed su questa testata fosse progressivamente scaduta a un livello piuttosto basso, ma ora che il suo ciclo si sta avviando verso la conclusione, l’autore americano non sembra neppure interessato a lasciare la serie in maniera dignitosa. Dopo aver frettolosamente chiuso la lunghissima saga “Riti di introduzione” con un finale di una banalità sconcertante, ha deciso – senza il minimo pudore - di coinvolgere il Diavolo Rosso in una sorta di plagio di The Last of Us, facendogli per di più indossare di nuovo (e non vi diciamo la motivazione per il “cambio d’abito”, perché non ci credereste!) il costume-armatura introdotto da Dan Chichester nei primi anni Novanta. Se poi aggiungiamo pure l’asettico recupero di Nyla Skin, una vecchia fiamma di Matt Murdock che non si vedeva su queste pagine da moltissimo tempo (e che - siamo sicuri - tornerà presto nell’oblio) non è difficile intuire che Ahmed della storia del personaggio conosca veramente poco. Ciononostante, invece di documentarsi a dovere, come farebbe un professionista serio, lo sceneggiatore statunitense preferisce inserire nelle sue trame elementi presi a caso dal passato di Daredevil, nel tentativo di ingraziarsi qualche fan nostalgico o per cercare – inutilmente – di nascondere le sue mancanze. Oltretutto, giusto per sottolineare il pessimo lavoro fatto dai tre (!) supervisori della serie (tali Lauren Amaro, Drew Baumgartner e Devin Lewis) la copertina di questo episodio si riferisce ancora alla saga del numero precedente, senza mostrare Taskmaster, il reale villain della vicenda.
Unica nota positiva i bei disegni di José Luis Soares (autore delle tavole di gran parte dell’albo), un giovane artista brasiliano molto promettente.
Voto: 5

MWOLV468ISBN 0
Wolverine 13 (468)

Wolverine – Padrino per un giorno
Se pensate che il pessimo trattamento che Saladin Ahmed sta riservando a Daredevil sia solo dovuto alla perdita di interesse da parte dell’autore per una run destinata a terminare tra pochi numeri, allora non sarete in grado di spiegare come sia possibile che, fin dall’inizio, la sua gestione di Wolverine si sia dimostrata persino peggiore. Non contento di aver reso il Wendigo un personaggio da cartoon della Disney e di aver creato una nemesi imbarazzante come l’Adamantino, l’avvicinarsi de L’era di Rivelazione deve averlo messo ancora più in difficoltà, vista la contemporanea apparizione di Logan negli X-Men scritti da Gail Simone, a cui ha sempre evitato di riferirsi. Quindi, probabilmente per l’incapacità di trovare un modo per riallacciare le vicende raccontate su questa testata con quelle vissute dall’Artigliato Canadese assieme al team guidato da Rogue e in attesa che il crossover summenzionato si propaghi su tutte le serie mutanti, Ahmed preferisce scribacchiare un episodio in cui Wolverine – a seguito di un giuramento fatto in passato, del quale, naturalmente, non ci viene spiegato nulla – aiuta una famiglia mafiosa (capeggiata da una certa Angelina Andiamo – sì, avete letto bene il cognome!) in una guerra tra bande criminali. Va bene che già altre volte Logan si è reso responsabile di azioni quantomeno discutibili, ma arrivare addirittura a trasformarlo in un vero e proprio gangster ci è sembrato decisamente troppo. Se almeno i testi fossero di alto livello e non sciatti e banali, potremmo anche perdonare all’autore americano simili “licenze poetiche”. Visto, però, che non è questo il caso, il nostro giudizio finale – che tiene conto pure della modesta prova ai disegni offerta da Martín Cóccolo, il quale, a dispetto delle impressioni iniziali, pare proprio non riuscire a ingranare - non può che essere negativo.
Voto: 4
Laura Kinney: Wolverine – Legami di sangue seconda parte
Non va di sicuro meglio con la serie di Laura Kinney, che conclude la sua corsa con l’episodio di questo numero, seconda parte di una storia tanto infantile, da farci seriamente ricredere sulle capacità di Erica Schultz, la quale, pur non avendo particolarmente brillato come sceneggiatrice, sembrava voler donare al clone femminile di Logan una personalità un po’ più sfaccettata. Pollice verso anche per Giada Belviso. L’impegno c’è, ma le sue tavole raramente suscitano qualche emozione.
Voto: 4

mgixm433 0
Gli incredibili X-Men 15 (433)

Incredibili X-Men – Battaglia a Buenos Aires
Numero extra large per la serie ammiraglia dei mutanti della Marvel per allineare tutte le testate, in vista dell’inizio de L’era di Rivelazione. Si parte con due episodi degli X-Men della Louisiana e benché i testi di Gail Simone restino comunque più che soddisfacenti, alcune criticità che avevamo già segnalato, cominciano a manifestarsi con maggiore evidenza. Innanzitutto, pare ormai certa l’intenzione di autori ed editor di voler progressivamente indirizzare la serie verso un target “young adult”. Da qui la scelta di ampliare lo spazio a disposizione dei protagonisti più giovani, i quali, tuttavia, al momento sembrano una copia molto sbiadita dei Nuovi Mutanti di claremontiana memoria (e, d’altra parte, gli stessi Cannonball, Sunspot e compagnia non è che abbiano mai raggiunto chissà quali picchi di popolarità in tutti questi anni). Pertanto, quando Rogue e Gambit – gli unici character di un certo peso, con cui la scrittrice statunitense sembra trovarsi a proprio agio - appaiono solo in poche vignette, la storia ne risente in maniera consistente. La personalità di Wolverine, infatti, è sempre troppo “smorzata”, dato che, altrimenti, risulterebbe totalmente in contrasto con le tematiche teen del fumetto. Riguardo ai disegni, il tratto lineare, ma eccessivamente legnoso e poco espressivo dell’argentino Luciano Vecchio non ci fa per niente impazzire.
Voto: 6,5
Incredibili X-Men – Mutanti e topi
Si conclude l’avventura di Wolverine e Riscatto iniziata nell’episodio precedente e Gail Simone si perde in una trama onestamente un po’ demenziale, dove i due protagonisti si ritrovano all’interno di una convention fumettistica e Logan viene scambiato per un cosplayer! Disegni, di nuovo poco entusiasmanti, di Luciano Vecchio.
Voto: 5,5
X-Men – Iniziati II
Aiutato dal tratto sempre più energico di Netho Diaz, Jed MacKay si concede una nuova sortita nell’action puro, lasciando ai dilemmi morali e all’intimismo solo le pagine iniziali. La trama è, tutto sommato, divertente, ma anche facilmente dimenticabile, benché vengano piantati i semi di alcuni sviluppi futuri abbastanza interessanti.
Voto: 6,5
X-Men – L’alba di una nuova era
Studiato per essere il trait d’union tra la realtà Marvel che conosciamo e il futuro distorto dell’Era di Rivelazione, cercando di imitare (male) l’uccisione di Charles Xavier nel passato da parte di Legione, che diede il via all’Era di Apocalisse, questo episodio, nei fatti, racconta per quasi tutte le sue pagine i postumi della scorribanda degli Uomini X nel covo degli Iniziati, dell’avventura precedente, recuperando quel minimo di approfondimento psicologico che MacKay aveva prima mantenuto sullo sfondo. Solo i passaggi conclusivi contengono i prodromi (confusi) del nuovo crossover mutante, con l’arrivo in Alaska di Doug Ramsey, accompagnato dalla sua amata Bei e da Warlock.
Il tratto di C.F. Villa non è esplosivo come quello di Netho Diaz, né, tantomeno, come quello di Ryan Stegman, ma resta, comunque, piacevole a vedersi.
Voto: 6,5
 
MXMWS004ISBN 0
X-Men: L’Era di Rivelazione Alpha

X-Men – L’era di Rivelazione
Comincia qui il nuovo maxi-evento mutante, che fin dal titolo vuole essere un omaggio alla storica Era di Apocalisse, che i Marvel fan cresciuti negli anni Novanta ricordano ancora con molta nostalgia. Per chi non lo sapesse, Rivelazione è la nuova identità assunta da Doug Ramsey, dopo essere stato nominato proprio da Apocalisse (che lo ha anche superpotenziato) suo successore. Ora, a prescindere dal favore che possa incontrare presso gli appassionati una simile svolta narrativa, quello che ci ha lasciati sconcertati in questo prologo è l’assoluta mancanza di pianificazione con cui si è giunti all’inizio della saga. Cercando di non svelare troppo per non rovinare la sorpresa a chi ancora non abbia letto l’albo in questione, si è passati dalla richiesta di Rivelazione di entrare a far parte degli X-Men guidati da Ciclope (scena raccontata, come detto, nell’ultima storia de Gli incredibili X-Men 15) a una società distopica generata dal diffondersi del Virus-X nel giro di pochissime pagine, nelle quali i personaggi cardine della vicenda cambiano improvvisamente indole, senza il minimo approfondimento. In più gli eventi si susseguono a una velocità tale che il pathos suscitato in un primo momento da una trama del genere viene poi rapidamente annullato. Tuttavia, non ce la sentiamo di prendercela con Jed MacKay, la cui idea di immergerci in questo scenario “apocalittico” attraverso una sorta di libro di memorie, scritto da Xorn è – al netto di qualche semplificazione eccessiva e di qualche buco nella sceneggiatura – abbastanza riuscita, ma, piuttosto, con Tom Brevoort, il quale (assieme alle ineffabili Lindsey Cohick e Annalise Bissa, sue assistenti) dà prova per l’ennesima volta dell’enorme superficialità con cui sta portando avanti il suo lavoro di editor sulle X-testate. Vedasi anche la scelta di affidare i disegni a Humberto Ramos, lo stile cartoonesco del quale, appare spesso del tutto fuori luogo con l’atmosfera che si respira nell’albo.
Voto: 6
X-Men – Overture
Le inadeguatezze da noi appena lamentate si manifestano con maggiore evidenza in questo primo episodio del crossover. La speranza è che tutte le risposte e i passaggi mancanti arrivino nei numerosi tie-in distribuiti sulle varie collane mutanti (e non solo) dei prossimi mesi, anche se, per il momento, le premesse non sembrano per nulla promettenti. I testi sono ancora di Jed MacKay, che, però, stavolta, può beneficiare dei prorompenti disegni di Ryan Stegman, già suo sodale collaboratore sulla serie degli X-Men dell’Alaska, e qui abile a infondere alla trama il vigore richiesto. I colpi di scena non mancano, alcuni dei quali poco prevedibili (benché avvenuti in una realtà alternativa, quindi facilmente resettabili), ma l’originalità di frequente latita.
Voto: 6

M1BATM122 0
Batman 122

Batman – Hush 2: capitoli tre e quattro (Il cavallo e La regina)
Sperando di non dover aspettare tanto quanto i lettori americani per leggere la fine della Parte Uno di Hush 2 (confidavamo che venisse annunciata da Panini sul numero 124 di Batman, in uscita a marzo, il quale, invece – a meno di cambiamenti dell’ultimo momento - ospiterà l’annual del 2025 di Detective Comics) ci siamo intanto goduti i capitoli centrali della saga, che, rispetto ai due episodi iniziali, premono ancora più a fondo sul pedale dell’acceleratore. Magari con qualche scivolone nella sceneggiatura (il ruolo di Bane ci è parso, francamente, piuttosto insensato e il machiavellismo di Hush, a volte, risulta un po’ manierato) o appiattendo parzialmente i personaggi. Bisogna dire, però, che questi ultimi non perdono mai i loro tratti distintivi, tanto da portare allo scoperto cicatrici interiori che mal si conciliano con il codice morale del Cavaliere Oscuro. D’altra parte, Jeph Loeb è uno scrittore troppo esperto per lasciare che i vari protagonisti si trasformino in figurine senz’anima. Per non parlare delle spettacolari splash page di Jim Lee o delle sue inquadrature ipercinetiche, che ci ricordano amaramente quando in un albo di Marvel e DC avere bei disegni accompagnati da testi solidissimi era la norma, non l’eccezione.
Voto: 7

MSWJK002ISBN 0
Star Wars: Cavalieri Jedi 2

Cavalieri Jedi – Il taglio più profondo
Dopo aver manifestato, in una delle scorse puntate di questa rubrica, tutto il nostro stupore per l’esistenza di ben due albi dedicati all’universo di Star Wars, eccoci tornare di nuovo sull’argomento, perché con l’esordio a dicembre di Cavalieri Jedi, adesso le testate sono diventate addirittura tre. L’ultima nata, oltretutto, ci sembra persino la più riuscita. Marc Guggenheim, non estraneo a sortite fumettistiche nella galassia lontana lontana, ci mostra come la sua esperienza televisiva possa essere messa a frutto nei comic book, realizzando due episodi autoconclusivi, ma legati tra loro attraverso varie sottotrame che, presumibilmente, continueranno a dipanarsi in sordina nei numeri successivi, per poi “esplodere” al momento opportuno. Senza contare la possibilità di utilizzare personaggi popolarissimi come Yoda, Mace Windu, Qui-Gon Jinn e un giovane Obi-Wan Kenobi. Un richiamo irresistibile per i fan della saga, i quali, peraltro, potranno immergersi in avventure ben scritte, trasposte in immagini con un tratto pulito e rigoroso dal kazako Madibek Musabekov, molto bravo a evitare che le vignette diventino troppo statiche, mentre cerca di mantenere le fattezze dei diversi protagonisti il più somiglianti possibile agli attori che li hanno impersonati al cinema.
Voto: 7

MSSCO008ISBN 0
La spada selvaggia di Conan 8

Conan – La tempesta
Non avevamo ancora incluso questo magazine antologico in Comic(US) Book, per la qualità fortemente altalenante dei suoi racconti. Un problema che ritroviamo anche nel numero qui in esame (le prime tre storie, tolta forse la seconda - che potrebbe risultare interessante per le suggestive tavole di Marco Rudy - sono tutte trascurabili), il quale, però, ospita una sorta di preludio a Tattered Wings, un’avventura di Conan di ben 48 pagine, realizzata da Liam Sharp, che ci travolgerà in tutta la sua magnificenza fra qualche mese, sempre su questa testata. Il cartoonist britannico ci aveva parlato del suo amore per il Cimmero e, in particolare, per il lavoro fatto da Barry Windsor Smith sul personaggio, durante l’ultima edizione del Lake Como Comic Art Festival. Tale passione lo ha convinto a tornare a cimentarsi come autore completo proprio con la creatura di Robert E. Howard e il risultato, ora visibile ai nostri occhi, è letteralmente stupefacente. Sharp è riuscito a fondere mirabilmente il suo tratto con quello, elegantissimo, del suo celebre connazionale, spingendosi persino a omaggiare in un paio di vignette l’arte di Gustave Doré. Ogni immagine è ricchissima di dettagli, l’uso del bianco e nero è strepitoso e le inquadrature sono studiate per esaltare la fisicità dei combattenti o la bellezza delle figure femminili. I testi, inoltre, paiono scritti da Roy Thomas nei suoi anni migliori. Peccato solo che il racconto duri appena undici pagine.
Voto: 8

Leggi tutto...

Comic(US) Book Annual: I migliori e i peggiori comic book del 2025

  • Pubblicato in Focus

Puntata speciale di Comic(US) Book in cui tiriamo le somme del 2025. Due liste di quattro titoli ciascuna che rappresentano, secondo noi, il meglio e il peggio di quanto è stato pubblicato in Italia nell’anno che sta per concludersi, nel classico albo spillato all’americana.

I QUATTRO MIGLIORI COMIC BOOK DEL 2025

M1BRYO001ISBN 0
Batman e Robin: anno uno
Ribadiamo quello che abbiamo detto nella prima puntata di questa rubrica. Batman e Robin: anno uno è una maxiserie di livello altissimo, più che degna di un vero articolo di approfondimento (a cui faremo in modo di provvedere nelle prossime settimane). Non potevamo però non includerlo nella lista dei migliori comic book del 2025, anche perché nel corso dei suoi dodici numeri, non ha mai mostrato il minimo cedimento qualitativo.
Mark Waid e Chris Samnee si sono rivelati una coppia affiatatissima, arrivando persino a superare l’ottimo lavoro fatto nel loro celebre ciclo di Daredevil di diversi anni fa. Merito, a quanto pare, soprattutto di Samnee, che ha spinto fortissimamente per la realizzazione dell’opera (di cui, per giunta, è pure co-autore del soggetto), non risparmiandosi in nessuna vignetta, in ognuna delle quali (grazie anche ai bellissimi colori di Matheus Lopes) è riuscito a far convivere il suo tratto pulito e lineare (e dal fascinoso gusto retro, che ben si sposa a una rievocazione di questo tipo) con inquadrature altamente dinamiche. Waid, invece, confermando di trovarsi in uno dei momenti migliori della sua lunga carriera, ci regala una sceneggiatura scoppiettante, in cui ironia e drammaticità si amalgamano con estrema naturalezza, evitando che il suo conclamato amore per i personaggi possa trasformarsi in un limite narrativo. I testi sono leggeri, ma scolpiti su misura sulle caratteristiche dei protagonisti, che appaiono molto credibili tanto nella risolutezza delle loro azioni quanto nell’insicurezza derivante dall’inesperienza di entrambi.
Cosa dire di più? Naturalmente che speriamo che presto i due autori annuncino Batman e Robin: anno due.

M1ABWW001ISBN 0
Absolute Wonder Woman

Per il poco che si è visto da noi, forse la palma di miglior serie dell’Universo Absolute dovrebbe essere assegnata a Martian Manhunter, ma, preferiamo premiare la testata dedicata a Wonder Woman, per l’altissimo livello qualitativo che gli autori sono riusciti a mantenere in tutti gli episodi pubblicati finora in Italia (quasi il triplo di quelli del fumetto di Deniz Camp e Javier Rodríguez). Inoltre, la Diana tratteggiata da Kelly Thompson è il personaggio che più di ogni altro pare incarnare lo spirito dark del nuovo universo DC. Non solo per il suo essere, contemporaneamente, sia una guerriera che una strega, ma anche perché immediatamente contrapposta a nemesi tanto mostruose, da rendere la vicenda ancora più tenebrosa. Tuttavia – ed è questo il pregio maggiore della serie - l’umanità sprigionata dall’eroina è realmente palpabile e ciò crea un legame empatico quasi indissolubile con il lettore. La Thompson è bravissima nel far emergere da subito una forte dicotomia nelle azioni di Diana, sovrapponendo al suo enorme coraggio insicurezze e fragilità teoricamente non associabili a una semidivinità. Il tutto raccontato attraverso una prosa potente, che – tolti i due episodi illustrati da Mattia De Iulis, comunque notevoli - non poteva trovare alleati migliori di Hayden Sherman e Jordie Bellaire per essere magnificata. L’artista statunitense sfoggia di continuo tavole visionarie e straordinariamente evocative, esaltate dall’incessante mutare della gabbia, che riescono nel difficile compito di suggestionarci con la mitologia greca pur essendo realizzate con un tratto modernissimo. Bellaire, invece, amalgamando tonalità grigie e spente a rossi infuocati e verdi fosforescenti ammanta la narrazione di cupezza e disperazione.

MUUUL014ISBN 0
Ultimates

Salita gradualmente (ma inesorabilmente) di tono, la serie dedicata alla nuova incarnazione degli Ultimates nella seconda metà dell’anno ha definitivamente sostituito Ultimate Spider-Man come albo portante di Terra 6160. Un ribaltone difficilmente prevedibile qualche mese fa e per certi versi sorprendente, dato che Jonathan Hickman viene tuttora considerato il demiurgo di questa seconda parentesi Ultimate. A ogni modo, un risultato del genere non è che la diretta conseguenza del talento di Deniz Camp, praticamente sconosciuto prima dell’esordio della testata, ma affermatosi velocemente come uno degli sceneggiatori più promettenti della sua generazione. A differenza di Hickman, maggiormente portato a mostrare scenari puramente supereroistici, con rari sottotesti di altra natura, l’autore turco-filippino sceglie spesso e volentieri la strada opposta, arricchendo le avventure del team di temi sociali e politici, attraverso i quali il mondo distopico del Creatore diventa una chiara metafora della deriva autoritaria a cui sta andando incontro l’America di oggi. Una decadenza morale e civile, alla quale Camp risponde con uno schietto messaggio di ribellione, che si riflette nelle azioni dei suoi personaggi più riottosi (Occhio di Falco, Luke Cage, She-Hulk), o nelle dissertazioni esistenziali di Destino, figura tormentata ed enigmatica, tra le più innovative del fumetto americano.
Non è un caso che proprio a Camp siano stati affidati i testi di Ultimate Endgame, l’evento che, apparentemente, segnerà la fine del secondo Universo Ultimate.

MTMNE001ISBN 0
Teenage Mutant Ninja Turtles

In maniera forse inaspettata, inseriamo come quarto miglior comic book del 2025 la nuova serie delle Tartarughe Ninja, che, in effetti, non era mai comparsa in questa rubrica. La nostra scelta è stata determinata dalla semplice constatazione che Jason Aaron sembra finalmente tornato a essere lo scrittore che avevamo apprezzato su Scalped, Southern Bastards e Thor, dopo parecchi anni inspiegabilmente sottotono spesi in vari progetti creator owned poco riusciti e, soprattutto, in una lunga run degli Avengers, quasi totalmente da dimenticare. A ulteriore prova della rinascita di Aaron citiamo pure l’ottimo Absolute Superman, che viene raramente preso in considerazione, solo perché oscurato da due meraviglie come Absolute Wonder Woman e Absolute Martian Manhunter. Ma il lavoro fatto con le creature di Peter Laird e Kevin Eastman si posiziona su un gradino più alto rispetto al kryptoniano “proletario” della DC, non fosse altro che per la difficoltà di raccontare qualcosa di nuovo su icone pop dalla storia pluridecennale. Il fumettista statunitense aggira brillantemente l’ostacolo coinvolgendo Raffaello & C. in una trama dove le vicende passate dei personaggi sono nominate solo di striscio, pur facendo capire chiaramente di conoscerle a fondo. Esattamente come dimostra di saper caratterizzare ognuno dei quattro protagonisti, che, difatti, non vengono mai snaturati. Una precisa strategia per attrarre nuovi lettori, evitando, tuttavia, di correre il rischio di perdere quelli storici. Aaron, in più, ci offre una rappresentazione estremamente matura delle quattro tartarughe mutanti, esplorandone in dettaglio i conflitti interiori, senza, però, rinunciare all’azione, che resta, necessariamente, una parte imprescindibile del racconto.
Inizialmente la serie prevedeva un artista diverso a ogni numero, finché Juan Ferreyra non ne è diventato il disegnatore titolare, esaltando con il suo stile tendente al grottesco, l’originale anima underground dei personaggi.

I QUATTRO PEGGIORI COMIC BOOK DEL 2025

MFQUA461ISBN 0
I Fantastici Quattro

Tra le serie più brutte del 2025, non potevamo non includere quella dedicata ai Fantastici Quattro. Abbiamo spiegato varie volte in questa rubrica le ragioni del nostro giudizio negativo, ma tanto vale ripeterlo, dato che – per motivi a noi ignoti – le storie di Ryan North continuano ad avere un numero consistente di estimatori. Nessuno discute la bravura dello scrittore canadese. Finora, però, in ambito fumettistico, si è sempre distinto per opere rivolte a un pubblico di giovanissimi, caratterizzate da uno humor leggero e innocuo e con vicende che mettono in risalto l’amicizia e i legami famigliari. Temi trasportati di peso all’interno dei Fantastici Quattro, con la conseguenza di far perdere progressivamente alla collana ogni elemento che l’aveva resa famosa, primo fra tutti quel sense of wonder che permeava le storie di Stan Lee e Jack Kirby, ma che, poi, era stato coltivato anche dagli autori successivi (John Byrne e Walter Simonson in testa), persino in cicli meno riusciti come quello di Dan Slott, che ha preceduto proprio la gestione di North. Tutte le saghe viste al momento si sono, invece, esaurite in pochi numeri, senza una vera narrazione di lungo respiro. L’avventura è spesso risultata latitante a favore di scene casalinghe che avrebbero dovuto essere solo di contorno, ma che, al contrario, sono diventate largamente predominanti. I personaggi principali sono apparsi di frequente privi di spessore, se non addirittura ridotti a macchiette e i criminali sono stati quasi sempre utilizzati come semplici comparse. Non parliamo, poi, dell’aspetto grafico, dato che sulla testata dei Fab Four, negli ultimi due anni, si sono alternati alcuni dei peggiori disegnatori attualmente in forza alla Marvel.
Avevamo sperato che il film dei Marvel Studios con protagonisti Mr. Fantastic e soci potesse portare a una svolta anche nel team creativo del comic book e almeno sul fronte artistico è effettivamente arrivata una superstar come Humberto Ramos. North, però, è stato confermato alle sceneggiature, per cui immaginare un cambio di rotta nell’immediato futuro non è che una mera utopia.

MHUDI126ISBN 0
L’incredibile Hulk

Altra serie storica da tempo precipitata in un tunnel di mediocrità, da cui pare non essere più in grado di uscire è quella del Golia Verde. In questo caso le colpe della Marvel sono persino maggiori rispetto ai Fantastici Quattro, data l’evidente noncuranza con la quale i suoi supervisori hanno fatto in modo che la gestione di Phillip Kennedy Johnson si muovesse verso una direzione, in cui la presenza dell’alter ego di Bruce Banner venisse presto considerata superflua. Come spiegare altrimenti interi episodi ridotti a capitoli di una saga horror, dove personaggi praticamente mai visti prima hanno assunto un’importanza spropositata, diventando, di fatto, i veri protagonisti dell’albo (con tanto di noiosissime pagine di approfondimento di solo testo poste in coda al fumetto)? Le cose, poi, sono ulteriormente peggiorate, fino ad arrivare alle storie attuali, in cui Johnson (probabilmente più interessato a mettere a punto i dettagli della seconda fase del suo ciclo, dove Hulk verrà trasformato in un essere infernale) ha sostanzialmente abbandonato ogni tentativo di dare un minimo di coerenza alla vicenda in corso. I vari character sono ormai l’ombra di se stessi e la trama si trascina stancamente senza che succeda nulla di veramente rilevante, con l’aggravante di voler mantenere viva l’attenzione attraverso il ricorso sconclusionato a scene così raccapriccianti, da fare invidia agli slasher movie più efferati.
Per fortuna, almeno sul lato artistico, dopo troppi numeri sfigurati dagli imbarazzanti scarabocchi di Danny Earls, Nic Klein è tornato a disegnare con maggiore regolarità. Ma può davvero bastare la presenza di qualche bella tavola per considerare l’albo degno di essere letto?

MUUIN001ISBN 0
Ultimate Spider-Man: Incursion
Quando pensavamo che, pur con fisiologici alti e bassi, il nuovo Ultimate Universe potesse considerarsi un progetto narrativo compiuto, ecco arrivare questa miniserie, che è riuscita nell’arduo compito di far vacillare i nostri convincimenti. Scritta letteralmente con i piedi da Deniz Camp (lontano anni luce dall’autore che ci sta entusiasmando con Ultimates e Absolute Martian Manhunter) e Cody Ziglar (che, benché non si sia mai distinto con storie a fumetti degne di essere ricordate, ha sicuramente fatto di meglio), racconta l’arrivo di Miles Morales su Terra 6160. Attraverso soluzioni di trama talmente forzate che anche i più accondiscendenti tra i lettori faranno fatica ad accettare come sensate, lo Spider-Man del precedente Universo Ultimate incontra praticamente ogni eroe del mondo plasmato dal Creatore, così come parecchi dei “cattivi” più rappresentativi. Ciò che ne viene fuori è una vicenda senza capo né coda, popolata da personaggi piatti e totalmente irriconoscibili rispetto a quelli che compaiono sulle relative testate a loro dedicate, ma, soprattutto, con nessun vero collegamento con gli eventi che stanno portando dritti a Ultimate Endgame, se non la scoperta da parte di Destino (cioè il Reed Richards di Terra 6160) che il Creatore è in realtà il Reed Richards di un mondo che non esiste più. Una rivelazione che occupa un paio di pagine e che non può, di sicuro, essere considerata sufficiente a giustificare ben cinque numeri di nulla assoluto

mspev113 01
Deadpool/Batman – Batman/Deadpool

Chiudiamo con il peggio del 2025 con lo strombazzatissimo ritorno dei crossover tra Marvel e DC. Tralasciando le storielline a contorno, spesso inconsistenti o di livello così basso da costringerci a verificare più volte il nome degli autori, essendo rimasti letteralmente increduli per l’infima qualità di quello che avevamo appena letto (con un irriconoscibile Frank Miller a fare da capofila in questa fiera dell’orrido), sono in particolare le storie principali ad aver deluso su tutta la linea. Il match di andata, opera di Zeb Wells e di un apatico Greg Capullo, è l’ennesima riproposizione dell’infinito duello tra Batman e Joker, con Deadpool come terzo incomodo. La trama è talmente banale che non vale nemmeno la pena di provare a raccontarla, il pathos è inesistente e i personaggi sono caratterizzati in maniera così ridicola che, arrivati alla fine, abbiamo subito rimpianto i soldi spesi per acquistare una simile nefandezza.
Va poco meglio con la sfida di ritorno, dove Grant Morrison si esibisce in un inutile esercizio di stile metafumettistico, in cui l’unico passaggio veramente divertente è lo scambio di battute tra Batman e Deadpool, nel quale il Cavaliere Oscuro fa capire di ritenere il Mercenario Chiacchierone un’imitazione di Deathstroke della DC (cosa peraltro vera). Per il resto, un vuoto e pedante citazionismo, che ha il solo scopo di consentire a Morrison di autocelebrarsi. Scusate la battuta, ma sprecare il talento di Dan Mora con una storia del genere dovrebbe essere considerato un crimine contro l’umanità.
Ciò che, però, abbiamo trovato realmente sgradevole è l’enorme superficialità con cui è stata realizzata l’intera operazione, dove il numero esagerato di copertine variant, è immediatamente apparso come un chiaro segnale della volontà di entrambe le case editrici di utilizzare un evento di questo tipo esclusivamente per fini speculativi.

Leggi tutto...
Sottoscrivi questo feed RSS