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Speed Rece #22: le nostre letture in breve

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4Hoods 4 – Prigioni di Vetro (Sergio Bonelli Editore)

di Federico Rossi Endrighi, Marco Matrone, Davide La Rosa, Samuel Spano
La serie young Bonelli 4Hoods riesce sempre, come ogni eroe che si rispetti, a portare a compimento il proprio obiettivo: esplorare (e creare contestualmente) un mondo fantasy dalle molteplici diramazioni. Il primo racconto, scritto con la consueta ironia da Federico Rossi Endrighi, accompagnato stavolta dai disegni Marco Matrone, porta avanti la narrazione principale spostando il tono prettamente avventuroso verso una dimensione onirica grazie al pretesto del tranello magico. Il secondo racconto, esterno al plot principale, è affidato ai testi divertenti di Davide La Rosa e al tratto riconoscibile di Samuel Spano: l’avventuriero Barba è stato infettato da un virus e toccherà all’elfo Rosso il compito di salvarlo. La sceneggiatura di La Rosa è un “viaggio allucinante” citazionistico e parodico dal tipico sguardo surreale dello scrittore, mentre Spano riesce ad adattare il proprio stile (principalmente nella raffigurazione degli ambienti e nell’utilizzo del colore) con grande facilità, senza scostarsi dal design della serie.
Voto: 8
Leonardo Cantone

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Aliens 14 (Saldapress)

di David Wenzel, James Vence, Guy Davis
Esplorare l’Aliens Universe non vuol dire solo indagare lo spazio profondo, i “luoghi” in cui vivono gli Xenomorfi e scoprire in quali modi raccapriccianti l’essere umano soccombe a queste creature ma vuol dire anche esplorarne le possibilità narrative. Lo fa David Wenzel con Cacciatore, storia breve che vede un manipolo di guerrieri norreni combattere contro un “drago”: spostando l’asse temporale e spaziale, l’autore, imbastisce una storia tipicamente da fantasy avventuroso inserendo felicemente l’iconico alieno immaginato da Giger. Con l’inizio della miniserie Sopravvissuto, James Vence ai testi e Guy Davis ai disegni, portano l’Alien Universe verso una dimensione più introspettiva, attraverso la figura del protagonista, confondendo continuamente i piani narrativi in una continua alternanza tra sogno, allucinazione e realtà: la vera e propria “trama” deve ancora essere raccontata.
Voto: 7
Leonardo Cantone

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Avengers 100 (Panini Comics)
di Mark Waid, Al Ewing, Jim Zub, Pepe Larraz, David Curiel
L’uscita nei cinema di Avengers nel 2012 diede il via al proliferare bulimico di uscite dedicate agli Eroi più potenti della Terra. A distanza di un lustro questo sfruttamento intensivo ha cominciato a segnare il passo, con la serie principale incartatasi in un non brillantissimo ciclo scritto da Mark Waid e le altre collane secondarie (Uncanny Avengers, U.S. Avengers, Occupy Avengers) che avevano ormai perduto la loro ragion d’essere iniziale. Con una mossa a sorpresa, la Marvel ha chiuso le serie ancillari, riunendo squadre e sceneggiatori e dando il via a No Surrender, saga in 16 capitoli che ha il compito di chiudere questa fase creativamente convulsa. Senza tregua vede gli Avengers di tutte le squadre riunite per affrontare una minaccia dallo spazio che rischia di mettere in serio pericolo la Terra.
Bizzarro incrocio tra la classica saga di Roy Thomas e Sal Buscema di fine anni ’60 e la controversa Traversata di Bob Harras, Terry Kavanagh e Mike Deodato degli anni ’90, Senza Tregua si legge con piacere ma non resterà certamente tra i capitoli narrativamente più validi della lunga storia dei Vendicatori. Discorso diverso per il comparto visivo: una vera gioia per gli occhi l’accoppiata Pepe Larraz e David Curiel.
Voto: 6,5
Luca Tomassini

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Doctor Strange 38 (Panini Comics)
di Donny Cates e Gabriel Hernandez Walta
Fattosi notare con la serie Image Redneck, una saga di vampiri ambientata nel sud degli Stati Uniti condita da atmosfere alla Joe R. Lansdale, Donny Cates è il nuovo golden boy del fumetto a stelle e strisce. Non stupisce che la Marvel se ne sia subito voluta assicurare i servigi, mettendolo inizialmente al lavoro su Doctor Strange come successore dell’uscente Jason Aaron. Se quest’ultimo aveva profondamente rinnovato la mitologia del buon dottore, pur rimanendo nel solco della tradizione, Cates spariglia subito le carte, sconvolgendo lo status quo della serie. C’è un nuovo inquilino a Blecker Street, un nuovo Stregone Supremo annunciato fin dalla copertina: Loki Laufeyson, il Dio degli Inganni! Ma come è potuto succedere? E che ne è di Stephen Strange? Come se non bastasse, farete un balzo sulla sedia assistendo al ritorno di un personaggio potentissimo quanto pericoloso, uno dei simboli della Marvel dei primi anni duemila. Divertimento, dialoghi irresistibili e trovate fuori di testa per uno dei migliori debutti dell’iniziativa Marvel Legacy. Il tutto illustrato dal minuzioso tratto di Gabriel Hernandez Walta, già vincitore del premio Eisner per The Vision. Tanta carne al fuoco, ma cotta davvero a puntino. In attesa di leggere anche in Italia le folli storie partorite da Cates per Thanos e Venom.
Voto: 8
Luca Tomassini

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Il Commissario Ricciardi – Magazine 2018 (Sergio Bonelli Editore)
di Maurizio Di Giovanni, Sergio Brancato, Daniele Bigliardo, Paolo Terracciano, Alessandro Nespolino, Lucilla Stellato, Claudio Falco, Luigi Siniscalchi
Primo magazine Bonelli dedicato alla new entry della collana “romanzi a fumetti” della casa editrice: il dolente Commissario Ricciardi, capace di vedere lo spirito dei morti nei loro ultimi attimi di vita. Il magazine si articola in quattro brevi racconti inediti che hanno il compito di porsi come utile compendio narrativo agli albo già usciti e a quelli di prossima pubblicazione: “Dieci Centesimi” rivela la ragione per cui Ricciardi ha scelto di diventare commissario, “Partire e Lasciare” è un drammatico sipario sulla vita del dottor Modo mentre “Un mazzo di fiori” porta il lettore indietro nel tempo per indagare il commovente rapporto tra Maione e suo figlio e, in ultimo, “Febbre” riprende i toni prevalentemente da giallo della prima storia e reinterpreta la tradizione dei morti che vengono in sogno ai vivi per dare loro i numeri. Di grandissimo interesse è la corposa intervista a Maurizio De Giovanni, posta in apertura del magazine, che oltre ad una panoramica sul proprio lavoro, ricostruisce la vita editoriale del Commissario e descrive i suoi personaggi.
Voto: 8
Leonardo Cantone

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The Postal 2
(Panini Comics)
di Matt Hawkins, Bryan Hill e Isaac Goodhart
Dopo gli eventi narrati nel primo numero di The Postal, la vita a Eden – la città nascosta al mondo dove vivono gli ex-criminali che vogliono rifarsi una vita - va avanti. Fulcro delle vicende è il postino Mark, figlio dell’autoritario sindaco Laura Shiffron, affetto dalla sindrome di Asperger. Anche in questo volume sono presenti 2 cicli da 4 albi ciascuno che vedono l’arrivo della squilibrata figlia dell’agente FBI che copre l’esistenza della città e la problematica difesa da una minaccia esterna di un cittadino ex-nazista colpevole di aver ucciso un ragazzo solo per il colore della sua pelle.
La serie di Matt Hawkins e Bryan Hill si dimostra sempre piacevole e interessante, ma è il cambio di colorista da Besty Golden a K. Michael Russell a metà volume a dare una svolta definitiva anche al comparto visivo, esaltando il lavoro del disegnatore Isaac Goodhart facendo salire di molto la qualità della serie. Le tavole, ora, hanno una luce e una gamma cromatica molto più naturale e questo miglioramento giova all'intera serie.
Voto: 7
Gennaro Costanzo

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