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La Noble Art nei Comics

Iniziò tutto con Primo. E non poteva essere altrimenti.
Nel 1933, a New York, due giovani fumettisti in cerca di fortuna creano un personaggio destinato a entrare nella storia: si chiamano Jerry Siegel e Joe Shuster, rispettivamente ai testi e ai disegni, e nello sceglierne il nome fanno centro con “Superman”1.
È il padre dei supereroi. Sarà imitato e tradotto in tutto il mondo, nel Belpaese con gli altisonanti nomi Ciclone e Nembo Kid.1 Un autore di culto, come Alan Moore, non finirà mai di rivisitarlo, di reinventarlo, con le sue versioni di Miracleman2 e Supreme3.
Ma il 1933 è anche l’anno delle altisonanti vittorie di Primo Carnera, “Il Gigante di Sequals”4, il quale, la notte del 29 giugno, sconfiggendo Jack Sharkey sul ring del Madison Square Garden di New York davanti a una folla di oltre quarantamila spettatori, divenne il primo - ça va sans dire – e unico detentore del titolo di Campione del Mondo dei pesi massimi di nazionalità italiana.5

carnera-supermanCoincidenza temporale che non è sfuggita a Davide Toffolo, il quale, nella sua opera “Carnera, la montagna che cammina”6, ispirandosi a una leggenda riportata anche da altri autori7, immagina che proprio la fama e le gesta del gigante friulano abbiano ispirato Siegel e Shuster nel creare il primo supereroe della storia dei comics americani.
L’alieno venuto dal Pianeta Krypton sarà poi protagonista di un’epica avventura incrociando i guantoni sul ring con un pugile vero, e che pugile: Muhammad Alì!8
In questa celeberrima storia di 72 pagine scritta da Dennis O’Neil e pubblicata dalla DC Comics in un appropriato formato gigante nel 1978, il disegnatore Neal Adams - uno degli autori più influenti dell’intera storia dei comics, che ha ispirato, fra gli altri, i vari Frank Miller e Bill Sienkiewicz - si diverte ad inserire in copertina, fra il pubblico a bordo ring, ben 172 personaggi famosi realmente esistenti.
Il vincitore, per ko tecnico, sarà proprio “The Greatest”. Inutile aggiungere che Superman, sportivamente, aveva temporaneamente rinunciato ai suoi poteri dopo un viaggio nella Fortezza della Solitudine, altrimenti non ci sarebbe stata storia!

A Muhammad Alì, e alla sua epica sfida al campione in carica dei pesi massimi, l’imbattuto ventiquattrenne George Foreman, tenutasi sul ring di Kinshasa, Zaire, il 30 ottobre del 1974 e passata alla storia con il nome di “Rumble in The Jungle”, è stato inoltre dedicato un bellissimo film documentario del 1996, Quando eravamo re di Leon Gast9, nel quale è possibile scorgere un sorridente James Brown - protagonista unitamente a tanti altri artisti di colore come BB King, The Spinners e Miriam Makeba del grande concerto di contorno all’evento pugilistico - intento a leggere un numero di Werewolf By Night, tradotto in Italia con il nome di Licantropus sui mitici Albi dei Supereroi dell’Editoriale Corno di Milano.10
E proprio sulle pagine di Werewolf by Night, precisamente nel #42 dell’agosto 1975, fa esordio il fascinoso Moon Knight, creato da Doug Moench e Don Perlin, il cui vero nome, Marc Spector, è celato sotto altre tre identità: Jake Lockley, Steven Grant e Yitzak Topol. Il buon Lunar è stato davvero di tutto nella vita: miliardario, mercenario, marines, tassista e… pugile.

D’altronde la Noble Art - secondo la celebre definizione di James Figg11 - ha rappresentato davvero un elemento di grande fascino negli Stati Uniti: “preferirei di gran lunga essere campione del mondo dei pesi massimi – cosa impossibile – che re d'Inghilterra o presidente degli Stati Uniti o kaiser di Germania” così si esprimeva lo scrittore Jack London, che si spese moltissimo personalmente per convincere il vecchio campione ormai ritiratosi da molti anni, James J. Jeffries, a tornare sul ring per togliere il titolo all'odiato pugile nero Jack Johnson.12

Restando nella Casa delle Idee, si è già avuto modo di evidenziare in un precedente intervento13 come il buon Stan Lee appassionato di boxe lo sia sicuramente dato che nell’ideare il personaggio del pugile “Battling” Jack Murdock, padre del supereroe Daredevil, si è ispirato chiaramente alla vita e alla carriera di “Cinderella Man” James J. Braddock, interpretato da Russell Crowe in un bel film di Ron Howard del 2005.
È il caso poi di citare brevemente due storie di boxe con protagonisti rispettivamente l’Uomo Ragno ed il Punitore.
Il Tessiragnatele - che una volta acquisiti i superpoteri aveva ben pensato di darsi al wrestling - è il co-protagonista, insieme ad Elektra, della storia “The night they killed Big Bear......it was in the stars” scritta dal semisconosciuto Jack Morelli e disegnata da Joyce Chin (su chine di Andy Lanning)14, palesemente ispirata dalla misteriosa morte del pugile Sonny Liston - ex detenuto controllato dai boss italo-americani Frankie “The Grey” Carbo e “Blinky” Palermo - per molti legata ai due controversi incontri persi con Mohammed Alì, che all’epoca del primo incontro per il titolo, tenutosi il 25 febbraio del 1964 a Miami, si chiamava ancora Cassius Clay.
Il “Big Bear” del titolo, un vecchio ex pugile chiamato Sam Lincoln, legato alla malavita, viene infatti ucciso dal Silenziatore (Silencer), un losco figuro di origini italiane, poiché in procinto di rivelare scottanti segreti in un libro scritto in collaborazione con il reporter del Daily Bugle Max Igoe.
Non manca poi un chiarissimo riferimento all’incontro con il campione in carica Floyd Patterson - nella storia chiamato Lloyd Peterson - ostacolato in tutti i modi dal manager Costantine “Cus” D’Amato, in futuro scopritore e mentore anche di Mike Tyson, che negò per lungo tempo a Liston la chance per il titolo.15

Nel 1974, proprio l’Uomo Ragno, sulle pagine di The Amazing Spider-Man #129, tiene a battesimo il Punitore, personaggio cui sono stati dedicati nel corso degli anni ben tre lungometraggi16.
Gerry Conway (testi) e Ross Andru (disegni) sono i creatori dell’antieroe ispirato al Clint Eastwood dell’Ispettore Callahan (in Italia Callaghan) e modellato sul personaggio del Giustiziere della Notte, protagonista del romanzo “Death Wish” di Brian Garfield del 1972 ed interpretato sul grande schermo da Charles Bronson nell’omonimo film del 1974.
Film che deve aver lasciato un segno indelebile in quegli anni, come testimoniano non solo gli innumerevoli sequel, ma anche una riuscitissima citazione di Frank Miller e David Mazzucchelli, che in una celebre sequenza dell’episodio “Purgatory” dell’arco di storie noto come “Born Again” ripropongono la scena del furto in metropolitana con Matt Murdock al posto di Paul Kersey, inserendo anche come indizio l’easter egg del sacchetto della Drogheria D’Agostino.17

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In una storia apparsa sullo storico #13 della rivista “Il Punitore” della Star Comics - primo numero a colori ed in formato comic book della testata, che nei primi 12 numeri venne stampata in un anomalo formato simil bonelliano - intitolata “Il pugile”18, il Punitore è il terzo incomodo nella sfida fra l’emergente Bj e il suo avversario Simpson, incontro truccato dal manager del primo, Lester Daniels, in collaborazione con la fidanzata del pugile, Iris Green, al fine di incassare un bel po’ di soldi puntati clandestinamente sulla vittoria dello sfavoritissimo rivale.
In questa storia - ambientata nella “solita” Philadelphia - scritta da Mike Baron e disegnata da un Erik Larsen alle prime armi di una brillante carriera, vediamo Frank Castle salire addirittura sul ring come sparring partner del giovane campione, del quale riesce a conquistare l’amicizia, ma non ad evitare la sconfitta, causata dalla droga somministratagli nel suo angolo.
Nella caduta del pugile, causata dalla sua ingenuità nell’essersi fidato di persone interessate unicamente al guadagno, sembra di rivedere la parabola di Mike Tyson, il più giovane campione dei massimi di sempre, a suo dire mandato in rovina dalla sua ex moglie Robin Givens e dal suo manager Don King, a cui sembrano essersi vagamente ispirati, anche graficamente, gli autori Baron e Larsen per i personaggi di Iris Green e Lester Daniels.



1 Superman esordisce in Italia nel 1939 sul #19 della collana Albi dell'Audacia con il nome di “Ciclone, l'Uomo d'acciaio”, per poi divenire, l’anno successivo, “Ciclone, L'Uomo Fenomeno” su L'Audace. Dal 1954 viene pubblicato dalla Mondadori sugli Albi del Falco con il nome Nembo Kid.

2 Il Capitan Marvel originale (da non confondere con le successive versioni del supereroe omonimo della Marvel) fu pubblicato negli anni quaranta dalla casa editrice statunitense Fawcett Comics, che cedette i diritti nel Regno Unito all’editore L. Miller & Son Limited. Tuttavia la Fawcett fu al centro di una lunga diatriba legale con la National Publications (antenata della DC Comics) che le contestò il plagio del proprio personaggio di Superman e dovette cessarne le pubblicazioni, che invece proseguirono in Gran Bretagna con il nome di Marvelman e con le nuove storie realizzate da Mick Anglo fino al 1963. Nel 1982 Alan Moore e Garry Leach (sostituito poi ai disegni da Alan Davis) ripresero il personaggio, dando vita a nuove, meravigliose avventure all'interno della rivista antologica Warrior pubblicata dalla Quality Communications e segnando l’inizio del “revisionismo supereroico”. Ma le traversie editoriali non finirono qui. L'Eclipse Comics ne acquisì i diritti per la pubblicazione negli Stati Uniti, ma questa volta fu l’altra major, la Marvel Comics, a diffidare la pubblicazione di un personaggio “contenente nel nome la parola Marvel”, costringendo la casa editrice a cambiarne il nome in Miracleman. Questa circostanza porterà Alan Moore a giurare odio eterno alla Marvel, con la quale non volle mai più avere nulla a che fare. In Italia i primi 3 numeri della nuova serie sono stati pubblicati originariamente nel 1992 sulla rivista antologica Supercomics della Max Bunker Press #19-20. A distanza di 24 anni l’intero ciclo di Moore è stato riproposto nella collana Marvel Collection dalla Panini Comics.

3 Supreme è un personaggio creato da Rob Liefeld sulle pagine della testata Youngblood della sua casa editrice Awesome Comics, poi protagonista di una propria serie regolare, all’interno della quale è stata pubblicata la run di Alan Moore. Supreme #41-56. In Italia, è stata da ultimo riproposta in un volume brossurato di 320 pp. della Renoir Comics, “The Story of the Year” (2013).

4 Dal nome della sua cittadina d’origine, Sequals appunto, in provincia di Pordenone. Primo, a causa della sua mole imponente (1.97 m di altezza e 125 kg di peso) ebbe moltissimi altri soprannomi in America: “The Ambling Alp” e “The Man Mountain” su tutti.

5 Come è noto, da molti anni il titolo di campione per ogni categoria di peso è messo in palio da una lunga serie di organizzazioni pugilistiche, definite “la banda dell’alfabeto”, ovvero WBA, WBC, IBF, WBO. A cui si sono aggiunte IBA, IBO, WBU, WBF, IBC…. Ciò rende pressoché impossibile la presenza di un solo campione per ogni categoria, come accaduto fino al 1978. Solo Mike Tyson, sconfiggendo il campione IBF Tony Tucker il 1 agosto 1987, riuscì a riunificare i titoli delle tre categorie esistenti a quella data, rimanendo campione assoluto fino al 6 maggio 1989, quando l’italiano Francesco Damiani, battendo per ko alla terza ripresa il sudafricano Johnny Du Plooy sul ring di Siracusa, conquistò il titolo mondiale dei massimi nella neonata categoria WBO.

6 D. TOFFOLO, "Carnera, la montagna che cammina", Coconino Press, 2006.

7 Si vedano ex multis F. ESPOSITO - D. TORROMEO, “I pugni dei campioni”, Absolutely Free, Roma 2013.

8 DC Comics, All-New Collectors' Edition #C-56, 1978. In Italia fu pubblicato nello stesso anno dalla Cenisio.

9 “When we were kings”, regia di Leon Gast (1996). Vincitore di numerosi premi fra cui l’Oscar per il miglior documentario nel 1997.

10 Licantropus fa la sua prima apparizione in Italia sul #6 de “Gli Albi dei Supereroi” dell’Editoriale Corno nel luglio 1973.

11 Il pugile inglese James Figg (1695-1740) nel 1719 vinse il campionato d'Inghilterra e si autoproclamò campione del mondo di pugilato dopo 15 incontri vinti consecutivi.

12 Jack London, pseudonimo di John Griffith Chaney (1876-1916), scrittore e giornalista statunitense, fu un grandissimo appassionato di boxe. Si consiglia J.LONDON, Storie di pugni. Il match del secolo,Piano B editore (Collana Disport), che contiene anche il reportage che London scrisse per il "New York Herald" in occasione della celebre sfida fra il "Gigante di Galveston" Jack Johnson, primo campione nero dei pesi massimi, e l’ex campione ritiratosi imbattuto, James J. Jeffries, "La Grande Speranza Bianca", tenutasi a Reno, nel Nevada, il 4 luglio 1910 e conclusosi con la vittoria di Johnson per kot al 15° round.

13 S.GALLO “L’influenza di Trevanian sull’opera di Frank Miller”, su Comicus: «A parte l’evidente assonanza del nome - sono entrambi di origine irlandese - sono infatti nati e cresciuti nel duro quartiere Newyorkese di Hell's Kitchen, entrambi per sbarcare il lunario lavorano al porto di Hoboken, e, ovviamente, sono entrambi pugili. Anche la storia di “Cinderella Man” riecheggia ampiamente nelle vicende del suo epigono fumettistico: un pugile oramai finito che comincia a vincere una serie di incontri che lo portano in maniera clamorosa a sfidare per il titolo il detentore Max Baer. Esattamente come Jack Murdock, oramai in là negli anni e nella fase discendente della sua lunga carriera torna a vincere in modo inaspettato una lunga serie di match». Cfr. https://www.comicus.it/index.php/mainmenu-focus/item/61592-trevanian-frank-miller

14 Peter Parker: Spiderman/Elektra Annual del 1998, in Italia in due parti su Uomo Ragno #309/310 della Panini Comics.

15 Un’altra evidente citazione della sfida per il titolo fra Liston e Patterson è rappresentata dal film Rocky III, diretto da Sylvester Stallone (1982). Come è noto, Sylvester Stallone, altro grande appassionato di boxe, concepì il personaggio di Rocky Balboa dopo aver visto in tv l’incontro per il titolo fra Muhammad Alì e Chuck Wepner, un veterano capace di resistere ben 15 riprese prima di venire sconfitto per kot. Wepner, conosciuto poi come “The Real Rocky”, aveva sfidato anche un giovanissimo George Foreman (ko alla terza ripresa nel 1969) ed era stato l’ultimo a salire sul ring contro Sonny Liston, che verrà trovato morto nella sua casa di Las Vegas in circostanze misteriose pochi mesi dopo quell’incontro. Il vecchio Liston distrusse letteralmente Wepner, cui furono necessari ben 72 punti di sutura in volto. Il personaggio di Rocky oltre ad avere il nome e le origini italiane del grandissimo Rocky Marciano (Francesco Rocco Marchegiano, di Ripa Teatina, ritiratosi imbattuto, unico nella storia dei massimi), è di Philadelphia come Joe Frazier, che sarà anche protagonista di un breve cameo. Apollo Creed è invece naturalmente la versione cinematografica di Muhammad Alì. Nel terzo episodio della serie il vecchio allenatore Mickey evita come la peste l’emergente Clubber Lang, interpretato da Mr. T, che insegue la chance per il titolo detenuto da Rocky. Esattamente come Cus D’Amato, manager del campione Patterson, fece con Sonny Liston, sfidante numero 1 in classifica, che attese molti anni prima di avere finalmente la possibilità della sfida per il titolo, durata appena due minuti e sei secondi. La rivincita durò appena quattro secondi in più.

16 The Punisher, di Mike Goldblatt con Dolph Lundgren (1989), The Punisher, di Jonathan Hensleigh con Thomas Jane (2004) e Punisher - War Zone con Ray Stevenson (2008).

17 “D’Agostino Supermarket” ricorre spesso nel film: nella scena della metro summenzionata, il protagonista Charles Bronson dopo aver freddato i rapinatori dimentica sulla metro un sacchetto della spesa D’Agostino. Nella episodio di Born Again citato, l’uomo incaricato da Kingpin di seguire Murdock, riportando ciò che ha visto nella metro, afferma: «a questo punto i giovani accostano i passeggeri uno alla volta, inducendoli a vuotare i portafogli in un sacchetto di carta della drogheria D’Agostino». Cfr. Daredevil #228, pag.13.

18 “ The Boxer”, The Punisher #21, luglio 1989.

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