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Diamond accusata di censurare la svastica nazista: ecco le motivazioni

  • Pubblicato in News

Action Lab Entertainment ha accusato Diamond Comics Distributors di censura dopo che il distributore ha rifiutato di pubblicare una copertina con simboli nazisti all'interno del proprio catalogo Previews. La cover prevista per Athena Voltaire and The Sorcerer Pope #1 di Steve Bryant mostrava la protagonista colpire dei nazisti con delle uniformi storicamente accurate.

"Noi di Action Lab crediamo che questo sia un caso in cui la censura vada troppo oltre. Quando scegliamo di chiudere un occhio sulle atrocità fatte nella Storia e nascondere i simboli di quel male, provando a fingere che non siano mai esistiti, siamo a un breve passo dal dimenticare e consentirne la ripetizione", ha dichiarato il CEO di Action Lab Bryan Seaton. "Non dovremmo glorificare queste immagini, ma non dovremmo mai permettere che la storia venga dimenticata: un fumetto d'epoca che mostra costumi storicamente accurati non è il posto per la censura".

Sebbene in disaccordo, Action Lab ha fornito a Diamond un'immagine di copertina modificata con la scritta "censored" sulle svastiche naziste. Diamond ha accettato di distribuire la copertina non censurata quando il fumetto sarà in vendita.

La motivazione della censura riguarda il fatto che Diamond distribuisce i fumetti e il catalogo in diverse nazioni oltre agli Stati Uniti, fra cui il Canada, il Regno Unito e la Germania. Dalla fine della Seconda Guerra Mondiale, il governo tedesco ha emanato e imposto il divieto di simboli nazisti (inclusa la svastica e il logo SS). L'Ungheria ha una legge simile in vigore. Se Diamond avesse pubblicato l'immagine non censurata si sarebbe scontrata con la legge tedesca che avrebbe coinvolto l'intero catalogo, con conseguenze tra cui un blocco doganale, un'ammenda e persino il carcere.

"Abbiamo avuto una politica di lunga data per non includere svastiche nel catalogo Previews risalente agli anni '90, a causa di problemi doganali in passato relativi all'ottenimento di anteprime in Germania e Austria", ha detto a Newsarama il direttore marketing di Diamond Dan Manser.

Il CEO di Action Lab ha dichiarato che la sua azienda non vende fumetti in Germania, tuttavia Diamond ha confermato di aver distribuito regolarmente i titoli Action Lab alle librerie tedesche come parte del suo accordo di distribuzione esclusivo con l'editore.

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One Million Moms vuole far chiudere Preacher

  • Pubblicato in Screen

Il gruppo cattolico americano One Million Moms, di cui già abbiamo parlato in passato per la sua campagna contro il serial Lucifer (e addirittura il fumetto Sandman), ha ora preso di mira un altro adattamento Vertigo: Preacher. La serie in onda su AMC, tratta dal fumetto di Garth Ennis e Steve Dillon, è ora oggetto di una petizione che recita:

"La serie Preacher della AMC è pubblicizzata come un prodotto divertente e violento in onda durante il primetime. Ma il "predicatore" nello show è lontano da questo e il programma bestemmia Gesù raffigurando il Figlio di Dio nell'ultimo episodio come un pervertito".
Il riferimento è all'episodio "Dirty Little Secret" in cui Gesù fa sesso con Maria Maddalena. In un altro passaggio si sottolinea come non avrebbero fatto altrettanto con Maometto.
La petizione conclude affermando che "AMC sta promuovendo e sostenendo la bigotteria e l'animosità verso la gente di fede".

La richiesta di One Million Moms è quella di ottenere le scuse della rete e la chiusura della serie.
E voi, cosa ne pensate?

(Via Newsarama)

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Gli americani censurano le W.I.T.C.H.

  • Pubblicato in News

La censura colpisce ancora. No, non è il titolo di un film ma il riferimento all'ultimo episodio fumettistico alquanto discutibile. Come si evince dal posto pubblicato da Chiara Di Berardo, la nuova edizione americana delle W.I.T.C.H., fumetto italiano ideato da Elisabetta Gnone, Alessandro Barbucci, Barbara Canepa e scritto da Francesco Artibani, presenta diversi tagli che coprono le forme e le silhouette delle protagoniste durante la trasformazione.

Lasciamo a voi ulteriori commenti sulla vicenda.

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Il Codacons denuncia Corto Maltese perché istiga al fumo

  • Pubblicato in News

Nonostante il Codacons ci abbia abituato a battaglie spesso sopra le righe, la nuova iniziativa dell'associazione per la tutela dei diritti dei consumatori questa volta non può non farci sorridere. Sul sito ufficiale del Codacons, infatti, leggiamo che l'associazione ha denunciato Corto Maltese in quanto il fumetto di Hugo Pratt istiga al fumo.

Ecco alcuni passaggi che vi riportiamo:

"Una denuncia all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, all’Autorità per le garanzie nelle telecomunicazioni e alla Procura della Repubblica di Roma riguardo la nuova storia inedita di Corto Maltese, ‘Equatoria’, in regalo con il quotidiano La Repubblica e in cui il protagonista è raffigurato spesso con la sigaretta tra le labbra.

Il Codacons interviene contro quello che potrebbe rappresentare “un invito subliminale a fumare”: un messaggio scorretto, ineducativo, fuorviante e pericolosissimo, soprattutto per i giovani lettori, per il continuo e ripetuto lasciarsi andare, da parte del personaggio del popolare fumetto, al vizio del fumo.

Com’è noto infatti, Corto Maltese, l’avventuriero romantico e ironico, si caratterizza quale fumatore: il che potrebbe integrare una possibile violazione del divieto di propaganda pubblicitaria dei prodotti da tabacco nonché una forma di pubblicità pericolosa contenente messaggi di istigazione al fumo, in particolare verso i minorenni."

L'annuncio si conclude in questo modo:

""Una vera campagna di civiltà non promuove certo la sigaretta e il fumo utilizzando l’immagine di un personaggio amato dai lettori ma mira a sensibilizzare la collettività sulle gravi problematiche e conseguenze, spesso mortali, connesse al tabagismo”, commenta il Presidente Carlo Rienzi. “Per questo ci aspettiamo che Maltese ‘smetta’ di fumare, ovvero che venga finalmente eliminata la sigaretta dai disegni, cosa che non avvenne per Tex Willer. Nel frattempo, in attesa di questa saggia decisione segnaliamo il caso alle autorità competenti”, conclude."

Noi, non possiamo che commentare prendendo in prestito le stesse parole di Corto:

corto-censori

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