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Gennaro Costanzo

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Daredevil Collection 20-21: Typhoiyd Mary e Cuorenero, recensione: nel cuore del ciclo Nocenti

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Nella collana Daredevil Collection, Panini Comics sta riproponendo l'intero ciclo di storie del personaggio scritto da Ann Nocenti, dopo che appena qualche anno fa un paio di apprezzati tomi ne avevano presentato una ricca selezione. Dopo avervi già parlato del primo volume, ovvero Sognatore Americano, ci occupiamo ora di Typhoiyd Mary e di Cuorenero.

L'alter-ego di Matt Murdock è un personaggio affascinante e complesso. Non ha dei veri e propri superpoteri, ha dei sensi ipersviluppati che ne compensano la cecità. Si veste da diavolo, ma è cattolico e credente. È il migliore avvocato di New York e in abiti civili opera all'interno della legge mentre, in costume, opera al di fuori di essa.
Sarà questo mix di elementi, sarà che la testata è quasi sempre rimasta ai margini del Marvel Universe e affidata a penne d'autore, di fatto possiamo constatare quanto per qualità media Daredevil sia una delle migliori serie dell'editore newyorkese e il ciclo di Ann Nocenti è uno dei picchi dell'intera produzione ed era ora che la Panini lo riproponesse in libreria per intero.

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Arrivare su Daredevil dopo che Frank Miller aveva portato la testata al suo apice, sarebbe stata dura per chiunque. Proprio per questo motivo Ann Nocenti decise di lascia perdere ogni tipo di paragone e fare quello che le pareva. Tanto, il rischio qual era? Che non fosse all'altezza del suo predecessore? Fu proprio questa libertà alla base della riuscita del suo operato. L'autrice infonde la sua coscienza sociale in queste storie, affrontando tematiche importanti di vario tipo: dalle responsabilità delle aziende verso l'ambiente alla pedopornografia, giusto per citare due esempi. In primo piano ci sono però i personaggi che godono, grazie alla sua sensibile penna, di un'elevata profondità. Non solo Matt Murdock/Devil, ma tutti i comprimari, grandi o piccoli che siano.

Ma è sopratutto con l'introduzione di Typhoid Mary che la sceneggiatrice può mettere in campo tutta la sua abilità nel tratteggiare i personaggi. Typhoid Mary è un character schizofrenico e dalla doppia personalità, tanto dolce e sensibile quando è semplicemente Mary, tanto letale e fuori controllo nel suo alter-ego. Con lei la Nocenti porta in scena un personaggio che rappresenta stereotipi estremi e contrasti delle donne. Il suo folle e doppio amore per Devil e Matt Murdock, nonché la sua alleanza con Kingpin, la rendono un nemico mortale che distruggerà il nostro eroe lasciandolo in fin di vita.

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Grazie ad uno stile moderno ed efficace, queste storie non risentono del peso degli anni e risultano emozionanti così come a fine anni '80. Grande merito va, naturalmente, alla parte grafica affidata a John Romita Jr. (assistito alla chine da Al Williamson) che, finalmente, si sgancia dalle orme paterne e sforna tavole di grande impatto. È proprio da queste avventure che il suo nome comincerà ad essere osannato dai fan. Il modo in cui l'artista modella e fa recitare Typhoid Mary vale da solo l'acquisto del volume. Stupenda la sequenza muta del doppio episodio "Segni di vita" (Daredevil 260) in cui, in lacrime, la criminale getta il corpo di Devil da un ponte. A risentire degli anni è più che altro la colorazione dell'epoca che, ad ogni modo, non incide sulla valutazione positiva del comparto grafico.

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Dopo l'amara conclusione del ciclo dedicato a Typhoid Mary, il mondo di Matt Murdock è a pezzi. L'eroe sarà protagonista di una serie di toccanti storie autoconclusive (appartenenti principalmente all'evento mutante Inferno) in cui, vagabondando per l'America, cercherà di ritrovare le motivazioni per rialzare la testa. Vanno citate, su tutte, la struggente "Una birra con il diavolo" e la lirica "Cuorenero", quest'ultima con la partecipazione di Spider-Man.
In attesa dei volumi che portaranno alla conclusione la run della Nocenti, Typhoiyd Mary e di Cuorenero rappresentano il cuore del ciclo della sceneggiatrice e una lettura fondamentale per gli amanti di Daredevil.

Corriere della Sera: speciale del settimanale 7 con 12 storie a fumetti

Il settimanale 7 del Corriere della Sera, in allegato oggi con il quotidiano, presenta un numero speciale interamente a fumetti con 12 storie dedicate agli altrettanti mesi del 2018. Ogni fumetto vedrà collaborare un giornalista con un fumettista con lo scopo di raccontare l'anno appena trascorso. Una storia in anteprima è possibile leggerla qui.

Di seguito la cover, due tavole e i dettagli delle storie.

Gennaio
L'anno delle donne

Il 2017 si è chiuso sull'onda di #meToo. È sembrata una promessa: il 2018 sarebbe stato un anno al femminile. È poi andata cosÌ
di Lorenza Natarella e Irene Soave

Febbraio
Strumenti digitali

Li abbiamo tutti, gli strumenti per stare sulla Rete? Il 2018 è stato anche un anno di bufale, cyber-bullismo, frodi online. Come difendersi?
di Daniel Cuello e Chiara Severgnini

Marzo
Le idi (politiche) di marzo

Enrico Mentana, moderno Virgilio, legge i risultati del voto del 4 marzo in chiave shakespeariana. E canta l'inizio della «Repubblica dei tribuni della plebe»
di Cinzia Leone ed Edoardo Vigna

Aprile
Sognando s'impara

In un borgo dell'Italia centrale è arrivato il progresso: vaccini, macchine da scrivere in classe... O è il sogno (proibito) di un prof di oggi?
di Giovanni Angeli e Manuela Croci

Maggio
Ok, il decreto è giusto

Se le consultazioni per il nuovo governo fossero state un quiz tv? Come si sarebbero affrontati i "finalisti" del voto Luigi Di Maio e Matteo Salvini?
di Giancarlo Caligaris e Luca Mastrantonio

Giugno
Sulla stessa barca
A giugno, il neoministro dell'Interno ha bloccato una nave con 629 profughi a bordo. E altrettante storie si sono incontrate.
di Takoua Ben Mohamed e Marta Serafini

Luglio
«Ronaldo? E chi è?»

CR7, campione portoghese, arriva a Torino per giocare nella Juventus. E in città è accolto come un alieno...
di Paolo Cossi e Stefano Rodi

Agosto
Una piovosa mattina

C'è stato un tempo in cui eravamo orgogliosi dello slancio del Ponte Morandi. Fino a quando...
di Paolo D’Altan e Marco Imarisio

Settembre
2018 su questi schermi

Il boom di Netflix e le stories di Instagram, il caos di Dazn e il revival di Portobello... Riassunto divertito di un anno in tv.
di Elisa Macellari e Micol Sarfatti

Ottobre
La rabbia del vento

Un'alluvione ha travolto il Veneto. Danni: 1,2 miliardi di euro. Una notte che sembra uscita da miti e leggende.
di Antonio Molino e Gian Antonio Stella

Novembre
Le due piazze di Torino
La Tav: si fa o no? La sindaca di Torino ha chiesto di sospendere i lavori. E la città è scesa in piazza.Anzi, in due piazze opposte (ma civili).
di Ilaria Urbinati e Stefania Chiale

Dicembre
Europa, Europa!

Come se l'è cavata il governo italiano a Bruxelles? In maniera insolita, diciamo.
di Sergio Gerasi e Beppe Severgnini

Le Storie Bonelli presenta una saga di Gigi Simeoni in tre parti

Per la prima volta dal suo esordio, la collana Le Storie della Sergio Bonelli Editore, presenterà un ciclo di episodi al posto del classico albo autoconclusivo. In passato la serie aveva già ospitato sequel di racconti già presentati, o che sarebbero diventate serie, tuttavia è la prima volta che un intero ciclo coprirà ben tre albi consecutivi.

Ad occuparsi di storie e testi troviamo Gigi Simeoni che, con il suo La corsa del Lupo, ci riporterà ai tempi del Terzo Reich.

"Quale antico maleficio si cela nella corona di Erode il Grande?...
È un’aura oscura che semina morte e che affascina chiunque aspiri al dominio del mondo. Il Terzo Reich la vuole e, per trovarla, ha sguinzagliato... “Il Lupo”."

Lo stesso autore ha dichiarato su Facebook che l'accoglienza di questo ciclo potrebbe aprire ad altre iniziative del genere sulla collana.
Di seguito trovate la cover e le prime tavole de Le Storie 76 in uscita a gennaio.

Grant Morrison spiega il suo odio per Watchmen e il rapporto con Alan Moore

Nonostante siano entrambi due autori apprezzati dalla critica e dal pubblico, Alan Moore e Grant Morrison raramente hanno avuto fra di loro parole lusinghiere. Nell'ultimo volume di Full Bleed, una rivista a fumetti trimestrale con opere originali, analisi e approfondite conversazioni con i fumettisti, Morrison ha parlato dei suoi problemi con Moore e perché non gli piace Watchmen.

Lo sceneggiatore scozzese ha detto che sebbene la sua opinione sulla famosa opera di Moore e Dave Gibbons si sia attenuata nel corso degli anni, la sua forte avversione per il graphic novel è ancora valida.

"Il fatto che nessuno dei personaggi possa essere più intelligente dell'autore, mi ha fatto impazzire", ha dichiarato Morrison. "L'uomo più intelligente del mondo è un idiota. Fa un piano per tutta la sua vita che viene annullato alla fine del fumetto in un istante. Lo psichiatra si siede con Rorschach per cinque minuti e questo gli racconta una storia super banale di come è diventato un vigilante e lo psichiatra crolla. Se sei uno psichiatra criminale che si occupa di uomini in prigione, hai sentito un milione di queste storie. Era tutto incentrato sul mostrare come il mondo reale non è come quello dei supereroi".

Morrison avrebbe continuato a criticare lo stile di scrittura di Moore, affermando che i meccanismi erano troppo ovvi per tutta la serie invece di essere nascosti per il lettore. Ha anche affermato che la ragione dell'animosità tra lui e Moore era perché era la prima persona ad esprimere pubblicamente la sua avversione per Watchmen, definendolo "l'equivalente di 300 pagine di un'opera dilettantesca". Questa opinione ha sconvolto Moore così tanto che smise di parlare con Morrison e ogni tanto lanciava critiche allo scrittore scozzese e al suo lavoro.

Nonostante il loro passato, Morrison non la considera una faida, ma piuttosto come un continuo disaccordo. "Non ho avuto niente a che fare con lui e lui non ha niente a che fare con me", ha aggiunto. "A molti fan del fumetto piace pensare che ci sia qualche faida, ma una faida avrebbe in realtà bisogno di coinvolgere l'interesse della gente." Morrison ha riconosciuto che legge il lavoro di Moore e presume che Moore faccia lo stesso, anche se non lo ammette apertamente. Alla fine, Morrison riconosce che sono due persone così simili eppure così diverse e che conflitto tra loro è l'unica conclusione logica che abbia senso.

(Via io9 e CBR)

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