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Batman - L’ultimo cavaliere sulla Terra, recensione: il Batman post-apocalittico di Snyder e Capullo

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Con Batman - L’ultimo cavaliere sulla Terra, Scott Snyder e Greg Capullo tornano a lavorare assieme per una saga del Cavaliere Oscuro, dopo aver firmato i capitoli principali del crossover Dark Nights: Metal e, qualche anno prima, un lungo e acclamato ciclo del personaggio, dopo il rilancio The New 52. La nuova miniserie è uscita negli USA sotto l’etichetta Black Label, la linea editoriale che ha, di fatto, preso il posto della Vertigo e che, spesso e volentieri, ospita opere dedicate ai supereroi classici di casa DC. Queste, però, sono generalmente slegate dalla continuity ufficiale e sono espressamente realizzate per catturare l’interesse di un pubblico amante di storie dal taglio più autoriale. La vicenda narrata da Snyder e Capullo segue alla lettera questa impostazione di base, sebbene, a leggere la trama dei tre capitoli che compongono la miniserie, l’impressione che se ne riceve è quella di essere di fronte a un’avventura più mainstream.

I due autori ci mostrano un futuro distopico e post-apocalittico dove, dopo la caduta dei supereroi per mano di Lex Luthor, il pianeta Terra - ormai in rovina  è dominato dal misterioso Omega. Costui, entrato in possesso dell’equazione anti-vita (eterno oggetto del desiderio di Darkseid), ha annullato la volontà di gran parte del genere umano e si appresta a estendere il suo controllo sui pochi che ancora gli resistono. A contrastarlo un Batman inspiegabilmente ancora giovane che, unitosi ai pochi supereroi sopravvissuti, utilizzerà ogni mezzo per cercare di cambiare il terribile destino a cui sembra inesorabilmente condannato il genere umano.

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In questa sua ultima fatica, lo scrittore newyorkese aggiorna lo schema degli Elseworld cercando, in qualche modo, di recuperare le atmosfere di tante storie di fantascienza dove si immagina una società umana collassata in seguito a un evento catastrofico. Una tematica ampiamente sfruttata nei fumetti, soprattutto quelli americani, che anche in tempi recenti ha ispirato opere di successo come la saga Wolverine - Old Man Logan di Mark Millar e Steve McNiven.
Snyder è uno scrittore molto dotato, ma negli ultimi tempi ha gradualmente abbandonato la chiarezza narrativa a favore di trame complesse e contorte pensando, in questo modo, di aumentare la qualità del suo lavoro. Un processo che in questa opera, almeno nella parte iniziale, sembra spingersi ancora oltre: la vicenda, infatti, inizia con un flashback nel presente, che pare slegato dagli eventi successivi, nei quali il racconto assume prima i toni del thriller psicologico per poi diventare, in maniera alquanto sorprendente (e poco in sintonia con quello che si era visto fino a quel momento) il dramma ambientato nel futuro di cui abbiamo detto.

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Il seguito della storia procede verso lo scontro finale tra Batman e Omega, interrotto solo da altri due brevi flashback, che riprendono la sottotrama iniziale del primo capitolo. Il succedersi degli eventi, però, è poco fluido, con personaggi che troppe volte parlano in maniera inutilmente altisonante. L’intenzione evidente di Snyder è quella di combinare le suggestioni del fumetto d’autore con l’estetica popolare associata al Cavaliere Oscuro, ciò nonostante, alla fine, i momenti memorabili sono davvero pochi e l’epica, che lo scrittore americano sembra voler imprimere nei passaggi finali dell’opera, si percepisce solo a tratti. Alcune soluzioni narrative, inoltre, ci hanno lasciato piuttosto perplessi: l’esempio più evidente è l’improbabile piano ordito da Luthor per sconfiggere i supereroi, ma anche l’evoluzione del Joker è, francamente, difficile da digerire. Snyder sembra quasi voler appagare più sé stesso che il lettore riducendo, però, il tutto a un semplice esercizio di stile, con la conseguenza di sacrificare anche le idee interessanti (che non sono poche). Tra queste, vale la pena accennare alla sottotrama alla base dei brevi flashback che aprono ogni capitolo, dove l’autore di American Vampire capovolge l’assunto che avrebbe portato alle origini di Batman. Un’intuizione molto intrigante che avrebbe meritato più spazio e miglior sorte. Essa, invece, diventa semplicemente l’esempio estremo di come l’incrollabile fiducia del Cavaliere Oscuro verso la sua missione, non possa essere messa in discussione neppure da una verità tanto sconvolgente. Di fatto, questo è il tema che Snyder porta avanti con forza fino alla fine e che trova il suo compimento nel momento in cui Batman apprende la reale identità di Omega (in verità, non così sorprendente). Lo sceneggiatore newyorkese, insomma, non decide di procedere verso una revisione del personaggio ma cerca, piuttosto, di raccontare in maniera più elegante e sofisticata la capacità dell’Uomo Pipistrello di non vacillare mai di fronte a prove oltre il limite della sopportazione fisica e mentale. Nessuna tematica rivoluzionaria, quindi, che con una sceneggiatura di maggiore spessore, tuttavia, avrebbe potuto portare a un’opera da ricordare negli anni a venire.

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Passando ai disegni, lo stile di Capullo (coadiuvato, come d’abitudine sulle testate DC, dagli splendidi colori del messicano FCO Plascencia) sembra continuare ad allontanarsi da quello a cui eravamo abituati sulle pagine di Spawn. Il tratto è più pulito e meno cartoonesco, con la conseguenza che i volti dei personaggi, pur perdendo qualcosa in termini di espressività, risultano meno caricaturali e, quindi, più in linea con le atmosfere del Cavaliere Oscuro. Molto buona la dinamicità delle tavole, quando il ritmo della narrazione lo impone, con alcune splash-page davvero notevoli.

Chiudiamo con una nota riguardante l’edizione italiana: i tre albetti brossurati pubblicati dalla Lion, su cui si basa la nostra analisi, sono caratterizzati da una buona qualità di carta e stampa. A ogni modo, se nonostante le nostre riserve, qualcuno fosse comunque interessato all’acquisto dell’opera, consigliamo di aspettare il volume che la raccoglierà per intero (non fosse altro per il prezzo più basso), che Panini Comics dovrebbe far arrivare in fumetteria a breve, nonostante i ritardi accumulati a causa del Coronavirus.

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DC Comics annuncia Dark Nights: Death Metal di Scott Snyder e Greg Capullo

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Come vi avevamo anticipato, Scott Snyder e Greg Capullo sono al lavoro sul seguito di Dark Nights: Metal, uscita a cavallo fra il 2017 e il 2018. Oggi l'editore ha finalmente annunciato il progetto, composto da 6 albi in uscita dal 13 maggio 2020.

Dark Nights: Death Metal, questo il nome della serie, sarà accompagnato da una serie di speciali e seguirà le vicende della Justice League di Snyder e dell'evento Year of the Villain: Hell Arisen di James Tynion IV.

"La Terra è stata consumata dall'energia del Multiverso Oscuro, essendo stata conquistata da Batman che ride e dai suoi malvagi luogotenenti, versioni corrotte di Shazam, Donna Troy, Supergirl, Blue Beetle, Hawkman e il Commissario Jim Gordon", recita l'annuncio della DC. "Alcuni eroi, come Wonder Woman e Flash, hanno fatto compromessi mentre negoziano per mantenere viva l'umanità in questo paesaggio nato dall'inferno. Altri, come Batman, fanno parte di una resistenza clandestina che cerca di riprendere il controllo del loro mondo. Superman è imprigionato e usato per alimentare letteralmente il sole della Terra per l'eternità".

Snyder ha precedentemente affermato che Wonder Woman sarà l'eroe chiave di quello che ora conosciamo come Death Metal - e otterrà un aiuto da una "figura misteriosa" che la DC vuole mantenere segreta.

"Sto aspettando di fare questa storia da quando abbiamo finito Dark Nights: Metal", ha dichiarato Snyder nell'annuncio. "Per quanto fosse un evento completo, abbiamo lasciato alcuni cose in sospeso. Speravo che se alla gente fosse piaciuta abbastanza la prima serie, avremmo avuto la possibilità di creare qualcosa di più grande, e questo è il nostro piano per Death Metal".

Di seguito potete vedere le prime tavole diffuse dalla DC Comics.

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La prima immagine del nuovo progetto DC di Scott Snyder e Greg Capullo

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Lo sceneggiatore Scott Snyder ha diffuso un'immagine del suo nuovo progetto insieme al disegnatore Greg Capullo dopo il termine della serie DC Black Label Batman: Last Knight on Earth.

Come potete vedere nell'illustrazione qui di seguito, il teaser raffigura Wonder Woman impugnare una motosega. Il progetto dovrebbe essere il seguito di Dark Nights: Metal, uscita a cavallo fra il 2017 e il 2018.

Non ci sono ulteriori dettagli per il momento, comunque, dunque non resta che attendere ulteriori informazioni.

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SDCC19, Image Comics: annunciate Undiscovered Country e Dead Eyes

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Due nuove serie a fumetti Image Comics sono state annunciate in occasione di San Diego Comic Con.

Scott Snyder (Batman) e Charles Soule (Daredevil) collaboreranno con il disegnatore Giuseppe Camuncoli (Hellblazer) alla creazione di una nuova ongoing in uscita a fine 2019: Undiscovered Country. Nella serie, viaggeremo in una regione sconosciuta un tempo nota come gli Stati Uniti d'America, una terra ora avvolta dal mistero e letteralmente murata dal resto del mondo per decenni.
Una piccola spedizione, composta da pochi uomini, decide di avventurarsi nel territorio alla ricerca di una cura per una pandemia che rischia di cancellare l’umanità.
Viaggiando nelle terre misteriose, ogni componente si troverà ad affrontare segreti da tempo celati e adatterà le misteriose scoperte ad una forma di verità personale.

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Gerry Duggan (Deadpool) e l’artista John McCrea, inevce, annunciano al pubblico la loro nuova serie dal sapore action/comedy/drama series. Il vigilante protagonista della serie Dead Eyes è un vecchio attaccabrighe che decide di tornare alla sua vita criminale quando la pressione della società cleptocratica in cui vive lo spingono al punto di rottura.

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