Menu

 

 

 

np6-6-28

Historica 68: Fredegonda – La regina sanguinaria, recensione: scene di lotta di classe nella Francia dell'Alto Medioevo

1528393374COPHISTORICA68L2

L'alba dell'Europa medievale fu un periodo di faticosi tentativi per saldare ciò che rimaneva dell'Impero Romano con gli emergenti regni germanico-barbarici. Tempi di decadenza e instabilità, che la storia francese esemplifica molto bene: il re franco Clodoveo unifica i territori di quella che fu la Gallia romana, inaugurando la dinastia dei Merovingi, quindi alla sua morte lascia il regno ai suoi figli dividendolo in tre parti: Austrasia, Neustria e Borgogna. Negli anni successivi - siamo nel VI secolo - si susseguono una trentina di guerre in poco più di cento anni, alcune piccolissime, tutte però estremamente cruente. A questo va aggiunto un ricco corredo di delitti, vendette e congiure che anche gli storici più prudenti fanno fatica a inscrivere, per perfidia e sadismo, nei limiti consueti delle pur violente faide barbariche.

fredegonda-1

Niente pace e molto sangue, dunque, ed era soprattutto nei palazzi del potere che tali azioni e macchinazioni prendevano drammaticamente corpo nel condizionare la Storia: perfettamente a suo agio in questo teatro piuttosto grandguignolesco era la figura di Fredegonda, natali umili e condizione servile, ma che grazie alla sua avvenenza si era garantita il letto e la fiducia di re Chilperico di Neustria. Virginie Grenier ci presenta la sua storia (originariamente pubblicata per Delcourt nella collana Les Reines des Sang) nel numero 68 di Historica: una donna che tenta il suo personalissimo riscatto sociale, grazie all'ambizione e ad armi proprie dei tempi violenti (e alla condizione sociale) in cui viveva, ovvero crudeltà, intrighi e un uso spregiudicato del sesso come strumento di accesso al potere.

fredegonda-2

La narrazione procede su binari fluidi e riconoscibili in cui i personaggi sono delineati con poche tratti efficaci, anche se non particolarmente originali: la “nostra” Fredegonda come tutti i cattivi è dedita al vizio e alla lascivia, mentre i buoni sono ovviamente pii e cavallereschi (su tutti, la benevola regina Brunechilde, di nobili natali e quindi invisa alla protagonista). Partendo da una situazione canonica, Grenier imbastisce però un racconto estremamente avvincente, con tocchi teatrali e colpi di scena, che frustrano continuamente la convinzione del lettore che ci possa essere dietro l'angolo un esito lieto, giusto e soddisfacente per le vicende narrate. L'autrice sceglie infatti intelligentemente di non arroccarsi su posizioni moralistiche, né sembra partecipe in modo esclusivo di un unico personaggio. L'accento è sul ritmo e sulla costruzione delle suspense relativi ai complessi “giochi” di palazzo, pieni di sotterfugi, mosse e contromosse: non conosce riposo l'ostinazione e la tenacia con cui Fredegonda persegue i suoi scopi, ma alla fine la spunta; allo stesso tempo chi legge non ha sollievo, ma si ritrova “divertito” e coinvolto in un meccanismo ben congegnato.

fredegonda-3

Gran parte delle vicende sono ambientate, dicevamo, negli spazi chiusi e angusti dei palazzi dei re Franchi; poche le scene di azione, comprese le battaglie, spesso limitate a una tavola e abbastanza stilizzate. Le armi vere sono altre: quelle della parola, veicolo di onore, latrice di menzogna e sospetto. L'universo fittamente regolato della vita di corte si traduce infatti in tavole dalla “gabbia” classica, ricche di dialoghi densi e equilibrati, ma fluide per numero di vignette, formato, soluzioni di montaggio. Sono privilegiati primi e primissimi piani, il taglio orizzontale delle vignette e un uso efficace di inserti per i dettagli, spesso rivelatori degli snodi principali della storia. Un approccio del genere sacrifica “l'ampio respiro” della pagina, impegna il lettore, ma restituisce alla narrazione un grande ritmo di fronte a vicende molto “parlate” e poco ”agite”. In questo modo inoltre offre ad Alessia De Vincenzi la possibilità di intervenire con il suo tratto morbido nel disegnare le figure umane – quelle femminili sensualissime in alcuni casi – e preciso nel dettagliare abiti, arredi, armi. Uno stile versatile, a suo agio sia con volti e corpi, che nelle scene più corali, ben servito da un buon lavoro di inchiostratura: meglio quello, definito e minuzioso, della seconda parte del volume affidate alla stessa De Vincenzi.
Altro punto forte sono i colori di Jose Luis Rio e Albertine Ralenti: vividi, sgargianti ed eleganti, che giocano bene con i contrasti “emotivi” e semantici (Fredegonda con vesti rosse e verdi opposta a Brunechilde nelle tinte “regali” gialle e blu) ma si compenetrano anche con le ombre delle retinature donando alla sfarzo delle ambientazioni una nota sinistra e inquietante.
Lettura estremamente gradevole e consigliata quindi, in attesa di un sequel che il finale aperto (e le vicende storico-biografiche della protagonista) lascerebbe prevedere. Speriamo.

Dati del volume

  • Editore: Mondadori Comics
  • Autori: Testi di Virginie Grenier, disegni di Alessia De Vincenzi, chine di Luca Sotgiu, colori di Jose Luis Rio e Albertine Ralenti
  • Genere: Storico, Biografico
  • Formato: 21x28, 120 pp., C., col.
  • Prezzo: 12,99€
  • ISBN: 978-8869265082
  • Voto della redazione: 7
Torna in alto

Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nell'informativa estesa.
Per saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta l'informativa estesa.