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Vlad - Le lame del cuore 1, recensione: la vera storia del Conte Dracula

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Fin dalla sua prima apparizione, nel romanzo omonimo di Bram Stoker del 1897, il personaggio di Dracula è stato uno dei protagonisti indiscussi della fiction del Novecento, invadendo altri media come cinema e fumetti. Sono ben stampate nella memoria collettiva le versioni cinematografiche interpretate da Bela Lugosi, Christopher Lee e da Gary Oldman nell’insuperata pellicola del 1992 diretta da Francis Ford Coppola.

Anche i fumetti hanno avuto le loro versioni del Principe delle Tenebre, di cui la più fortunata è quella realizzata da Marv Wolfman e Gene Colan per Marvel Comics nella celebre serie Tomb of Dracula. Tutte le opere citate, però, si sono focalizzate sull’elemento sovrannaturale, lasciando da parte la biografia di Vlad III di Valacchia, personaggio storico realmente vissuto e fonte di ispirazione per la creazione del famoso vampiro. Con Vlad – Le lame del cuore, miniserie in tre atti scritta da Matteo Strukul e disegnata da Andrea Mutti per Feltrinelli Comics, assistiamo ad un cambio di prospettiva: lo scrittore di romanzi storici di grande successo come I Medici non è interessato a proporre un’ennesima variazione sulla leggenda del vampiro, quanto al recupero della figura del vero Vlad Tepes, ovvero “l’Impalatore”.

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Vlad era un voivoda, il governatore della regione della Valacchia, titolo che ai tempi dei Sacro Romano Impero era di natura ereditaria e che aveva ereditato dal padre Vlad II Dracul, membro dell’ordine del Drago, fondato per proteggere il Cristianesimo dalla minaccia ottomana nell’Europa Orientale. Leggendaria fu la crudeltà con la quale il condottiero rumeno affrontò e distrusse in più occasioni le guarnigioni del sultano Maometto II, spesso anche in inferiorità numerica, riuscendo così a proteggere non solo la sua regione ma la Romania intera da una possibile invasione turca. La sua vittoria finale contro Maometto II lo fece diventare un eroe nazionale, e la sua figura è ancora oggi celebrata nel suo paese. La sua brutalità, degnamente rappresentata dalla pratica barbara di impalare i suoi avversari, restò negli annali della storia, tanto da ispirare Stoker per la creazione del suo personaggio più celebre.

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Molto abile nella rievocazione storica, Matteo Strukul inizia il racconto della vita del vero Vlad dall’incontro con Katharina Von Siegel, giovane avvenente che il governatore salva da morte certa e di cui si innamora perdutamente. Questo causa la gelosia di alcune donne di Brasov, villaggio sotto la giurisdizione di Vlad, che la accusano di essere la ragione della politica spregiudicata recentemente intrapresa del voivoda. Vlad ha infatti respinto al mittente la richiesta del sultano Maometto II di consegnargli mille bambini da far crescere all’ombra della Mezzaluna, con lo scopo di farli diventare soldati dell’Impero Ottomano, il tutto facendo decapitare l’ambasciatore turco che aveva avuto la sfrontatezza di non scoprirsi il capo davanti a lui. L’invio della testa mozzata del suo ambasciatore a Maometto II equivale ad una dichiarazione di guerra, che scoppia inevitabilmente. Sul fronte interno, Vlad dovrà reprimere sul nascere una congiura ai danni dell’amata Katharina.

Il primo capitolo di Vlad – Le lame del cuore risulta essere una lettura agile e veloce, forse anche troppo: la mancata caratterizzazione dei personaggi, a partire dal protagonista, un inarrestabile “golem” animato da una volontà ferrea quanto la sua brutalità, rasenta la superficialità, mentre la vicenda si concentra più sugli aspetti privati che su quelli storici. Risultano poco comprensibili alcuni passaggi, come quello della congiura, che avrebbero necessitato di un maggiore approfondimento.

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Di diverso spessore è invece il comparto grafico, affidato al solido mestiere di un sempre più lanciato Andrea Mutti. Il disegnatore bresciano, che si divide ormai tra il mercato nostrano e quello statunitense, per cui ha realizzato lavori per Marvel e DC oltre allo straordinario affresco di Rebels per la Dark Horse, consegna tavole di grande impatto visivo, contrassegnate da un tratto sporco e graffiante ideale per le vicende sanguinarie che vengono narrate. Menzione speciale per i colori di Vladimir Popov, che avvolgono con tonalità ora calde ora fredde, a seconda del setting, le belle illustrazioni di Mutti.

Un debutto con più ombre che luci, quello di Vlad – Le lame del cuore, sospendendo però il giudizio definitivo in attesa dei capitoli successivi.

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Feltrinelli annuncia Roma sarà distrutta in un giorno di Roberto Recchioni

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Dopo La fine della ragione, è stato ufficialmente presentato il nuovo lavoro di Roberto Recchioni per Feltrinelli Comics, questa volta insieme alla band Il muro del canto.
Descritto a "metà strada tra "il Giudizio Universale" di Vittorio De Sica e lo "Shin Godzilla" di Hideaki Anno", il titolo dell'opera è Roma Sarà Distrutta In Un Giorno.

Di seguito trovate la cover e i primi dettagli sulla trama.

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Feltrinelli Comics pubblica l'integrale de La Dottrina di Alessandro Bilotta e Carmine Di Giandomenico

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Feltrinelli Comics pubblicherà l'integrale de La Dottrina di Alessandro Bilotta e Carmine Di Giandomenico. Il volume sarà in vendita dal prossimo 18 aprile. Ecco tutti i dettagli:

"Per la prima volta pubblicato integralmente, La Dottrina di Alessandro Bilotta e Carmine Di Giandomenico arriva in libreria dal 18 aprile con Feltrinelli Comics.

Ci vuole un po’ perché gli occhi si abituino.
Gli altoparlanti intimano di entrare in fabbrica?
Obbedisci.
Il tuo compagno è stato sostituito?
Adattati alla nuova situazione.
I tuoi figli ti osservano nel buio?
Hanno ricevuto un ordine.
Soffri di ansia?
Non stai formulando i pensieri corretti.
Non credi a quello che stai leggendo?
Questa non è la realtà che devi ricordare.

Un nuovo giorno la città viene svegliata dagli Altoparlanti. L’umanità esanime s’incammina verso uffici e fabbriche all’ombra della Torre del Nocchiere. Il cittadino Zeccaria, impiegato meticoloso, soffre di manie di persecuzione per cui è iscritto a una lista di controllo. Crede di capire cose che gli altri non capiscono. Alla vigilia della festa

della Solennità, due amanti vivono un amore clandestino riuscendo a eludere per brevi periodi i controlli dei Professori, le guardie armate. Un artista di regime progetta opere per la celebrazione e due bambini vengono allontanati dalla Scuola per essere mandati in Rieducazione. In una realtà in cui è reato avere espressioni facciali, entra in scena un personaggio che si fa chiamare La Smorfia e che ad alcuni riporta alla mente la leggenda di un individuo che cercò di liberare gli uomini.

Scheda: 224 pagine, a colori, € 22,00

ALESSANDRO BILOTTA

Alessandro Bilotta ha dato vita a numerose serie a fumetti, in Italia e in Francia. Ha scritto la graphic novel Povero Pinocchio per i disegni di Emiliano Mammucari e creato Le strabilianti vicende di Giulio Maraviglia, in coppia con Carmine Di Giandomenico. Insieme hanno pubblicato Romano per Vents d’Ouest che ha avuto un grande riscontro di critica in Francia. È uno degli autori di Dylan Dog, per cui ha creato e scrive la saga Il Pianeta dei Morti. Tra le sue ultime serie, Valter Buio, lo psicanalista di fantasmi pubblicato da Star Comics, e Mercurio Loi, il genio perdigiorno della Roma papalina, pluripremiata serie di Sergio Bonelli Editore. Ha vinto numerosi premi tra cui il Gran Guinigi, il Micheluzzi e il premio Repubblica XL. Per Feltrinelli Comics, La dottrina (2019; con Carmine Di Giandomenico).

CARMINE DI GIANDOMENICO

Carmine Di Giandomenico, classe ’73, disegnatore teramano di caratura internazionale, ha iniziato la sua carriera insieme a Daniele Brolli con la miniserie Examen (1995). Poi ha collaborato con la Sergio Bonelli realizzando, con Bilotta, l’universo alternativo di Dylan Dog Il pianeta dei morti viventi, il remake Ancora il Lungo Addio, scritto da Paola Barbato, e le cover e il primo numero della serie Orfani – SAM, di Roberto Recchioni. Ha collaborato anche con Marvel Comics e Dc Comics, è stato il primo italiano a riscrivere le origini di Daredevil Battlin’ Jack Murdock e ha illustrato le origini di Magneto il villant degli X-men. Sempre per Marvel ha disegnato Spider-man Noir, versione del personaggio negli anni trenta e, insieme a Peter David, ha rilanciato i personaggi di X-factor. Tra il 2016 e il 2018 è stato il disegnatore di punta del personaggio The Flash per la DC comics. Ha collaborato anche a vari film, tra cui Double team e Gangs of New York, e alla realizzazione del sito Patapàn di Claudio Baglioni. Ha curato le illustrazioni per il suo progetto musicale Un piccolo Natale in più e, illustrato nel 2018, la cover del disco di Luca D’Alberto Exile. È insegnante di anatomia in movimento presso l’Accademia del Fumetto di Pescara. Per Feltrinelli Comics, La dottrina (2019; con Alessandro Bilotta).

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Io sono Maria Callas, recensione: Vanna Vinci racconta la donna Callas

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Abbiamo già detto altrove che questo è il momento dei biographic novel. E così, anche Feltrinelli Comics si imbarca nel flusso della narrazione di personaggi iconici che hanno fatto la storia della cultura contemporanea. È il caso di Vanna Vinci con la sua opera Io sono Maria Callas. In ambito fumettistico, la Diva ha già ricevuto attenzioni da altre autrici, ricordiamo ad esempio Nata Libera di Lorenza Natarella del 2017 per Bao Publishing - inserita anche nei ringraziamenti del volume dalla stessa Vinci.

La fumettista organizza un racconto non tanto sull’aspetto iconico del personaggio: certo, questo è presente - sarebbe assurdo non inserirlo - ma la sua narrazione ha un focus diverso incentrato sulla donna. Il lato umano con tutte le sue sfumature, determinazioni, debolezze, sogni e desideri. Il conflitto tra "Maria" e la "Callas". Tra la sua determinazione, impegno e dedizione, con tutte le rinunce fatte per amore dell’arte da un lato, chiamato da lei La “Callas” e quello fragile, passionale, desideroso e sognante dall’altro, chiamato da lei “Maria”. Insomma tutte le sfumature possibili di una donna indomita e complessa.

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Vanna Vinci riesce ben a sviscerare i volti, o meglio i filtri della personalità di Maria Callas, sia tramite i suoi pensieri che quelli di chi le girava intorno. La narrazione lineare dell’autrice rende il racconto toccante e sincero. I biographic novel possono risultare spesso pesanti, per chi, magari, non è amante o conoscitore del personaggio ma in questo caso il problema non si pone. La Vinci non annoia il lettore e con l’esperienza e i suoi stilemi mette in atto una vera tragedia greca intorno alla Callas. Perché sì, la vita di Maria Callas assomiglia a una delle tragedie da lei interpretate. L’impostazione narrativa infatti assume i connotati della Medea di Euripide.

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Seguendo la struttura di una tragedia greca con prologo, parodo, stasimi ed episodi, l’autrice ci dona i momenti emblematici della soprano. Dalla Maria sovrappeso, con problemi legati alla percezione del suo aspetto e vessata da una madre egoista e ingombrante, a quello di leggenda. Le varie fasi della sua trasformazione fisica e gli amori che l’hanno circondata e tormentata emotivamente, come Meneghini, Pasolini, Visconti, e quello che più di tutti l’ha influenzata: Aristoteles Onassis. I successi e il disastro della Norma per l’inaugurazione dell’Opera di Roma, quando restò afona e abbandonò il palco, nel ‘58. Il ritiro dalle scene e la chiusura dal mondo nella sua casa parigina. Vanna Vinci scava e sviscera l’icona del Novecento fino a trovare la sua vera essenza.
Un’opera corale dove ogni personaggio si incastra in un racconto che diventa sfaccettato e in cui tutti sono chiamati in causa per aggiungere pezzi importanti della storia di Maria Callas. 

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L’autrice non utilizza gabbie visive, si libera di ogni forma di struttura come per evitare costrizioni al personaggio. Man mano la figura della Callas diventa sempre più imponente come una maestosa Medea o la sacerdotessa Norma. Le espressioni, sempre evocative e precise, rendono perfettamente lo stato d’animo della Diva nelle varie fasi della narrazione. Maria Callas nel tempo ha avuto molte trasformazioni fisiche e Vanna Vinci riesce nell’intento di comunicare la sofferenza e la gioia di alcune metamorfosi. Il suo tratto si destreggia egregiamente nel saper cogliere le sfumature della trasformazione fisica e mentale della soprano.
L’edizione Feltrinelli Comics è curatissima, un cartonato a colori 21x24 con sovraccoperta, molto elegante, che valorizza ancora di più l’opera.

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