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Dylan Dog - Gli orrori di Altroquando di Sclavi e Micheluzzi disponibile in libreria

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È disponibile in libreria il primo volume della nuova collana di Dylan Dog dedicata alle “Graphic Novel d’Autore”. Il libro contiene la ristampa de Gli Orrori di Altroquando di Tiziano Sclavi e Attilio Micheluzzi tratta dal secondo Speciale Dylan Dog del 1988. Di seguito trovate tutti i dettagli e alcune tavole del volume.

"Viene inaugurata con GLI ORRORI DI ALTROQUANDO la nuova collana di DYLAN DOG dedicata alle “Graphic Novel d’Autore”. Negli anni, molti grandi maestri del fumetto hanno prestato la loro matita al celebre personaggio creato da Tiziano Sclavi. Cominciamo quindi a riproporre quelle storie in un formato che valorizza al meglio il lavoro grafico di questi grandi autori, partendo da questo episodio, ormai considerato un classico, firmato da Tiziano Sclavi e dal Maestro Attilio Micheluzzi.

GLI ORRORI DI ALTROQUANDO è una delle pietre miliari dell’universo di Dylan Dog. Raccoglie una manciata di racconti brevi legati ai generi più diversi, una serie di fulminanti, spassose, dolenti visioni scaturite dalla penna di Tiziano Sclavi. Il volume è corredato da una postfazione di Franco Busatta e dall’intervista ad Attilio Micheluzzi a cura di Michele Masiero, pubblicata originariamente nel marzo 1989 su “Fumo di China”, la più longeva fanzine sui fumetti italiana diventata poi una vera e propria rivista di critica fumettistica."

DYLAN DOG
GLI ORRORI DI ALTROQUANDO

Soggetto: Tiziano Sclavi
Sceneggiatura: Tiziano Sclavi
Disegni e illustrazione di copertina: Attilio Micheluzzi
Formato: 22x30 cm, b/n
Pagine: 144
ISBN code: 978-88-6961-555-9 
Prezzo: 19 euro

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NPE pubblica Afghanistan, l'ultima opera di Attilio Micheluzzi

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Uscirà in libreria il prossimo 3 dicembre il quinto numero della collana edita da Edizioni NPE e dedicata ad Attilio Micheluzzi. Afghanistan è il nome dell'ultima opera dell'artista, in parte incompiuta e pubblicata come l'autore l'ha lasciata. Di seguito trovate tutti i dettagli e alcune tavole. Il volume cartonato 21x30 cm in bianco e nero ha 64 pagine e un costo di 14,90€.

"Afghanistan è l’opera che chiude la carriera e la vita (sconcertante il presagio dell’ultima tavola) di uno dei più grandi fumettisti italiani. Abbiamo deciso di pubblicarla così come l’autore fu costretto ad interromperla: non sempre rifinita, nemmeno a matita, e parzialmente ripassata a china.
Queste matite ci mostrano “in presa diretta” come lavorasse Micheluzzi.
L’opera sembra chiudere un cerchio, essendo ambientata in uno dei Paesi che aveva già fatto da sfondo ad altri suoi precedenti volumi.
Una storia di guerra e di vendetta, dura, amarissima, e senza eroi.

Questo volume assume una involontaria valenza di ciò che potremmo chiamare un testamento spirituale, agli effetti di un aspetto che l’autore desiderava senza dubbio chiarire. Il fatto è che, in certi studi critici su di lui, gli era stato conferito un “colore” politico conservatore se non addirittura destrorso. Giudizio, beninteso, degno di attenzione ma tale da esigere opportuni distinguo, per evitare il rischio di malintesi. Perché la verità era senza dubbio meno assoluta, con sfaccettature capaci di attribuirle un senso meno nettamente connotato. Ebbene, con questa storia, Micheluzzi vuole indirettamente confutare tale interpretazione, illuminare questo aspetto della propria mentalità, confessandosi davanti al lettore o per lo meno chiarendo il proprio pensiero. Il quale può indurre bensì un lettore superficiale verso ciò che Micheluzzi giudicava un rilievo scorretto, ma in realtà il predetto orientamento conservatore va inteso in tutt’altra maniera [...] Da essa emergono magari idee conservatrici, ma non esattamente nel senso politico, quanto piuttosto nella conservazione dei principi fondamentali di un determinato “essere uomini”: la pietà, soprattutto la necessità, di comprendere le ragioni dell’«altro». E specialmente il serpeggiante e onnipresente orrore per la guerra [...] Non è la guerra a interessare Micheluzzi, bensì il groviglio di relazioni e sentimenti che essa mette in moto. (dalla prefazione di Gianni Brunoro)

«Mao Tsê-tung disse un giorno che il guerrigliero si muove nel territorio come un pesce nell’acqua…»"

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Pizarro in Perù, recensione: l’inedito Micheluzzi sulle civiltà sudamericane

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Comprendere la tensione documentaristica di Attilio Micheluzzi significa comprenderne lo spirito narrativo. La ricostruzione minuziosa, attenta, quasi maniacale degli eventi quanto degli apparati scenografici non era per l’autore mera velleità grafica, quanto necessaria impalcatura del racconto. Non bisogna sottovalutare neanche la propensione di Micheluzzi a portare il lettore verso luoghi esotici, identificati nell’immaginario occidentale come luoghi “mitici”, ancora legati alle tradizioni comuni all’intero genere umano.

Nicola Pesce Editore, per la sua collana dedicata al grande fumettista, propone un volume inedito nel nostro paese: Pizarro in Perù, scritto da Lilian Goligorsky. Pubblicato nel 1992 in lingua spagnola, Micheluzzi, non poté mai vederne una copia (l’autore, infatti, morì nel 1990) ed è l’ultima sua opera completa.
Goligorsky racconta l’incontro tra la civiltà Inca e i conquistadores spagnoli comandati dal condottiero Francesco Pizarro. Come la Storia ci ha drammaticamente tramandato, l’incontro venne macchiato del sangue del genocidio di un popolo e dei suoi governanti.

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Il testo della Goligorsky esplora le dinamiche emotive di chi ha accompagnato Pizarro nella conquista del “nuovo mondo”. Come un antesignano Achab, il condottiero spagnolo era alla ricerca della sua balena bianca, l’oro, e per farlo era disposto a sacrificare i propri uomini. Il romanzo di Herman Melville sembra essere proprio lo spunto narrativo per la sceneggiatrice che lascia alle parole di uno degli uomini di Pizarro il compito di narrare e commentare la conquista degli indios.

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Le straordinarie capacità descrittive di Micheluzzi con questo graphic novel sono evidenti, com’è evidente la cura al dettaglio e alle minuzie compositive. La natura peruviana, così come le architetture inca, o abiti e suppellettili, per il disegnatore sono equivalenti: scenografici elementi di “fotografie” impossibili, e le tavole si costruiscono sulla giustapposizione di tali immagini. La ricostruzione storica non mira ad una rielaborazione narrativa, quanto ad una fedelissima riproposizione di un tempo passato e lontano dall’immaginario occidentale.

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Nel volume cartonato targato NPE, oltre alle consolidate prefazioni storico-artistiche sull’opera di Micheluzzi, è presente un’altra rarità: Il sole di Montezuma. Scritta da Mino Milani (con lo pseudonimo di Piero Selva) e disegnato da Micheluzzi (con lo pseudonimo di Baieff), l'opera è un brevissimo fumetto del 1972 comparso sul Corriere dei Ragazzi che racconta la cattura e la fuga di un prigioniero azteco destinato al sacrificio umano per propiziarsi gli dei. Forse non voluto, ma il breve racconto ricorda con straordinaria precisione il film Apocalypto di Mel Gibson del 2007: homo homini lupus, non importa se di una civiltà o di un’altra.

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Marcel Labrume, recensione: il noir bellico di Attilio Micheluzzi

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Un film come Casablanca (1942, regia di Michael Curtiz), è entrato nella storia del cinema come uno dei più grandi capolavori del medium. È perfetto in ogni sua componente: la recitazione, la regia, la fotografia, la costruzione narrativa, l’eleganza delle immagini noiristiche, che funzionano come parti di un meccanismo ben oliato. Marcel Labrume di Attilio Micheluzzi lavora sulle medesime traiettorie.
Paragonare le due avventure del giornalista Labrume al film di Curtiz non è un caso: in entrambi “vive” l’amore per l’ambientazione esotica, per gli intrighi bellici, per le femme fatale misteriose ed entrambi costruiscono il racconto mediante una ricercata attenzione formale delle immagini.

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Micheluzzi pone il suo antieroe prima in Libia con il racconto Marcel Labrume e poi in Nord Africa con A la recherche du temps perdu (titolo di proustiana memoria): la prima storia presenta il fosco (il cognome del protagonista si traduce come “la foschia”) giornalista radiato dall’albo che, invaghito di una bella americana, si ritrova in un intrigo da spy story, e permette a Micheluzzi di presentare il tono e l’atmosfera delle avventure di Labrume; la seconda storia, invece, mantenendo il precedente intento narrativo, sposta l’asse del genere sul “racconto da trincea”, in cui Labrume è costretto alla fuga e a travestimenti per poter salvare la propria vita.

Il fumettista, dunque, orchestra la propria sceneggiatura attraverso uno strumento narrativo di matrice prettamente noiristica: la voce narrante fuoricampo. Questa non è mero artificio per portare avanti il racconto, non è neanche un modo per utilizzare le potenzialità del genere noir (piegato, dunque, ad un racconto “bellico”), quanto elemento necessario per vivificare al lettore il fondamentale rapporto tra protagonista ed eventi: l’io narrante di Labrume è protagonista e contemporaneamente commentatore delle azioni. Tale volontà è espressa da Micheluzzi con grande forza, specialmente, nella seconda storia presente nel volume, in cui il valore del racconto è rafforzato da quello della memoria, strumento umano fondamentale per la ricostruzione di eventi ed emozioni ma anche fallibile ed emotivamente condizionato.

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La sceneggiatura di Micheluzzi è complessa, sottende e palesa uno studio attento della Storia, e si esprime attraverso un dichiarato gusto letterario, manifestato in superficie proprio dall’utilizzo della voce fuori campo ed approfondito attraverso un’attenta costruzione delle tavole e del layout.
L’impianto artistico, infatti, opera verso un erudito recupero iconografico, necessario nelle ambientazioni, fondamentale per gli “oggetti di scena” come, ad esempio, i veicoli. Il tratto di Micheluzzi è estremamente riconoscibile: la sua linea leggera descrive contemporaneamente sia le figure di matrice francese per la loro sintetica e caratterizzante graficizzazione, quanto gli ambienti filologicamente ricostruiti con attenzione tale da dichiarare immediatamente l’atmosfera delle scene.

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Marcel Labrume è il primo volume della collana dedicata a Micheluzzi dalla Nicola Pesce Edizioni che inizia il recupero delle opere dell’autore con un suo lavoro fondamentale. Il libro cartonato di gran pregio, si affianca a quelli da collezione dedicati ad altri grandi maestri come Battaglia e Toppi e, grazie al formato, permette alle tavole di Micheluzzi il respiro necessario alla loro fruizione. Come consuetudine sono presenti editoriali di interesse non solo per la storia del fumetto o dell’autore, quanto compendio saggistico, utile per una comprensione più complessa ed articolata del lavoro e dell’arte di uno dei più grandi autori del fumetto italiano. Unica nota dolente: in fase di stampa due pagine sono state invertite nella seconda storia del volume; sebbene questo non infici la lettura, dispiace per la bellissima edizione di pregio.

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