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Rusty Dogs: Emiliano Longobardi

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Ciao Emiliano, bentornato su Comicus. Come è nato Rusty Dogs? Da dove è partita la tua idea?

L'idea di Rusty Dogs così com’è ora è relativamente recente e risale all'autunno del 2008, un po’ per gioco e un po’ per la voglia di collaborare con alcuni dei disegnatori italiani che apprezzo maggiormente, ma ho iniziato a raccogliere ed elaborare i primi input quasi un paio d'anni prima.
La scelta del crime-noir, invece, è dovuta soprattutto all'esperienza maturata insieme a Gianfranco Giardina con Once Were Criminals, il progetto che - un poco alla volta - stiamo portando avanti da qualche anno.
In quel frangente mi è scattato qualcosa dentro, chiamiamola urgenza espressiva, che non trovava soddisfazione solo nel lavorare a OWC, ma che poi ho avuto voglia e necessità di concretizzare anche in altre forme, una delle quali - la più importante finora - è stata Rusty Dogs.

Come sei giunto poi all'attuale formula? Ricordo che Rusty Dogs è un web-comic con storie autoconclusive da 4 tavole, e che al momento prevede più di 40 storie. Un progetto ambizioso ma che, al tempo stesso, è ben incanalato proprio per come è stato strutturato.

Come ti accennavo prima, l'impostazione attuale si è concretizzata a fine del 2008.
L'idea era quella di chiedere ai vari disegnatori la disponibilità a disegnare delle storie brevi: dato che si tratta di un progetto amatoriale curato da me e non potevo, quindi, garantire una retribuzione, non mi sarei mai permesso di chiedere un impegno di questo tipo per storie più articolate.
Questo paletto produttivo, però, si è rivelato essere - finora - anche una risorsa, perché permette di giocare con la struttura e l'impostazione delle storie, non solo dal punto di vista narrativo ma anche grafico.
I disegnatori sono stati cooptati gradualmente e per mera scaramanzia l'ho fatto contattandoli uno alla volta, credendo e temendo che i “no” sarebbero stati diversi. Invece così non è stato e le adesioni hanno costituito il valore aggiunto di Rusty Dogs, ma anche una grandissima soddisfazione personale riguardo la bontà dell'idea.

In pratica hai fatto di necessità virtù. Una domanda che mi incuriosisce è se anche la cadenza delle singole storie è legata agli autori o se c'è comunque un ordine preciso di pubblicazione. Magari, per chiarire, se un disegnatore consegna in ritardo o in anticipo, una storia prende il posto di un'altra?

In origine speravo di poter gestire un ordine preciso di pubblicazione per tutte le storie, ma mi son presto reso conto che non avrei mai potuto chiedere ai disegnatori di attenersi a dei tempi troppo stretti di consegna. Ho quindi preferito evitare una continuity serrata e così tutte le storie possono essere lette distintamente, ma chi avrà la curiosità e il piacere di leggerle tutte fino in fondo sono sicuro che individuerà dei legami anche stretti fra alcune di esse.
Riguardo i ritardi, invece, erano stati dati per scontati, ma ci si è messa di mezzo una certa dose di sfiga, dato che i problemi della professione o - semplicemente - le cose della vita riguardavano soprattutto quei disegnatori che avevano già ricevuto le storie e per questo siamo partiti solo a ottobre scorso e non prima.
In ogni caso, per fortuna da un po' di tempo le cose stanno cambiando e ora tutto dovrebbe essersi assestato.
Sia chiarissima una cosa: se c'è stato qualche intoppo all'inizio è solo ed esclusivamente per la mia inesperienza a livello di lavoro redazionale e di pianificazione.
A tutti e quarantuno i disegnatori va tutta la mia più sincera gratitudine già solo per aver accettato la proposta.

Rusty Dogs è più un mondo, se vogliamo, un grosso affresco più che una grossa storia. Quanto guadagnano le storie lette nell'insieme e quanto ci sarà di continuity, intesa come rimandi, intrecci, magari piccole sotto-tracce (più che sotto-trame) e chiavi di lettura?

Quanto guadagnano lo deciderà chi legge, io mi sto divertendo tantissimo a scriverle, sia mentre mi concentro su una storia soltanto sia quando la penso in funzione delle altre, ma preferisco non dire altro per non togliere il gusto della lettura. Mi limito a dire che tu, con l'incipit della domanda, hai già in grossa parte dato un'ottima chiave di lettura di tutto il progetto.

Ti ringrazio. Volevo però, in parte, ritornare alla prima domanda, ovvero alla nascita di Rusty Dogs. Questa serie, come hai detto dichiaratamente sul blog, è un crime-noir. Quale è stata la scintilla che ha fatto scattare questa idea, narrare la vita di questi personaggi? E soprattutto, quali sono i tuoi debiti nei confronti della narrativa noir?

Se per scintilla parli di quella che ha innescato la passione per il genere, in particolare per la fruizione di opere di questo tipo, allora direi che va a perdersi in un momento imprecisato di una quindicina d'anni fa. Se invece cercassi di focalizzare maggiormente l'attenzione sul momento in cui è nata la voglia di raccontare storie di questo genere, allora il momento è sicuramente più vicino nel tempo e direi che risale a un 4/5 anni fa.
Il primo tentativo l’ho fatto con una storia che poi si è arenata, ma che prima o poi riprenderò.
Il secondo (più concreto e strutturato) è OWC, il progetto cui ho fatto riferimento all'inizio.
OWC, in questo senso, è stato fondamentale, così come il rapporto di continuo scambio e reciproca sollecitazione con Gianfranco, che ne è coautore.
Da quando abbiamo iniziato a lavorarci è cambiata molto la mia prospettiva di sceneggiatore in formazione ed è con OWC che ho iniziato a sentire i primi vagiti della mia "voce". Nel corso dei mesi ho imparato a dire le prime parole e ora stanno venendo fuori le prime frasi di senso compiuto.
Al di là della metafora - e per rispondere all'ultima parte della tua domanda - i debiti sono enormi e nei confronti di tutte le letture che ho fatto, di tutti i film e telefilm che ho visto, ma se c'è una cosa in particolare nei confronti della quale RD è soprattutto in debito, questa è costituita dal bagaglio di esperienze personali e indirette fatte negli ultimi anni: penso non esista miglior modello di riferimento di quello che regala il consorzio umano.

Nella presentazione della serie, parlavi di un genere abusato, il crime-noir appunto. A questo punto, mi viene da chiederti come riuscire ad essere originali, considerando soprattutto la mole di storie che racconti. E inoltre, in cosa credi che Rusty Dogs sia diverso, originale?

Nell'intro a RD mi riferivo soprattutto al fatto che il genere noir è quello che più di ogni altro, negli ultimi 20 anni, ha spopolato nel cinema (camuffato, invero, più da thriller) e nella letteratura (è il genere maggiormente venduto in libreria, non solo in Italia, ma nel mondo), magari meno nel fumetto (anche se a guardare qui così non sembrerebbe).
Riguardo l'originalità, l'unico problema che mi pongo io è di scrivere delle storie in maniera onesta intellettualmente e che mi piacerebbe leggere (e che piaccia disegnare a ogni singolo disegnatore con cui collaboro). In cosa Rusty Dogs possa essere o non essere originale, però, non devo essere io a dirlo, anche se sono convinto della bontà dell'idea di fondo e della struttura della serie.

Tra l'altro, c'è anche un ulteriore ostacolo a mio avviso. Scrivere storie sia brevi che lunghe ha le sue difficoltà. Per le storie brevi è sicuramente quella di riuscire a render vivo un personaggio in così poco spazio. E visto che i personaggi sono al centro della tua opera, immagino che tu lavori molto su quest'aspetto.

È la difficoltà in assoluto maggiore, ma è anche un grandissimo stimolo a fare le scelte migliori.
Se il fumetto è sintesi, scrivere storie brevi è una palestra perfetta e spero che mi serva, sia per RD che per tutte le storie che scriverò in futuro.
Su RD sto imparando a dire tanto con poco, a scegliere la parola, l'espressione, l'immagine migliore per raccontare ciò che mi prefiggo di raccontare.
E di certo incontrerei difficoltà ancora maggiori se non avessi la possibilità di lavorare con disegnatori così bravi e con l'esperienza che hanno. Un’ulteriore fortuna è quella di avere al fianco una persona estremamente competente e sempre pronta a rilanciarmi ottimi spunti di riflessione come Andrea Toscani, che mi fa da editor (per non parlare della comodità di potermi concentrare quasi esclusivamente sulla scrittura e di non dover gestire le questioni tecnico-grafiche, incombenza che si è sobbarcato quel sant’uomo di Mauro Mura).

Questa risposta mi apre almeno un paio di domande, ma voglio ritornare sul discorso personaggi e in particolare a Tobey Munger. A parte il nome, che sembra ispirato all'attore interprete dei tre Spider-Man (non so quanto sia voluto), immagino che sia un personaggio chiave nel mondo Rusty Dogs. Dico bene?

L'assonanza con Tobey Maguire è del tutto casuale ed è la prima volta che la noto, mentre è molto meno casuale il tipo di cognome del personaggio, così come quello degli altri membri della banda. E sì, Tobey Munger è un personaggio chiave della serie. Ma finora si è visto poco di lui: è morto nella prima storia!

Immagino che ne sentiremo parlare ancora per molto… Sui disegnatori, faccio una domanda generale, vista la mole. Come procede il loro lavoro, in che maniera ti rapporti a loro? Le storie sono scritte per determinati disegnatori o l'assegnazione è del tutto casuale?

Partiamo dalla fine: le storie sono scritte appositamente per ognuno dei disegnatori.
O meglio, l'intenzione sarebbe quella: quando siamo partiti ho chiesto a ognuno di loro di indicarmi le proprie preferenze riguardo determinati aspetti e su quello mi sono basato per iniziare a lavorare alle short. Il rapporto con ognuno di loro dipende dal fatto che ci sia stato o meno modo - in passato - di lavorare altre volte insieme, cosa successa nel caso di Andrea Del Campo (su Killer Elite) e con Werther Dell'Edera (Xiola e una storia per "Mono"). Ad Andrea ho chiesto espressamente se se la sentisse di disegnare la prima storia perché contavo molto sulla sua capacità di ricreare determinate atmosfere, ma anche per il rapporto estremamente schietto e immediato che abbiamo. Con Werther c'è un rapporto personale che aiuta molto a chiarirsi su molte sfumature e con Gianfranco, che è il disegnatore con cui ho collaborato più volte, sono sicuro che ci sarà la stessa intesa simbiotica delle volte precedenti (Killer Elite, "Mono" e OWC).
Con Claudio Stassi, Michele Duch e Lelio Bonaccorso, invece, non avevo mai lavorato e realizzare le storie per RD ha reso forte la voglia di rifarlo: con ognuno di loro ho imparato qualcosa di nuovo.
Queste, almeno, sono le mie impressioni finora, poi bisognerebbe chiedere pure a loro come si sono trovati a lavorare col sottoscritto!

Tra l'altro, nonostante la diversità di stili, noto che (almeno fino a quanto letto ora) si respira un'aria comune. Non trovi?

Giusto. È un altro dei motivi per cui ho voluto fare Rusty Dogs e che ne conferma l’origine ludica: prima di partire concretamente, più di una volta mi sono ritrovato a scorrere la colonnina dei link del mio blog e a dirmi "quanto sarebbe bello se un editore mettesse su uno staff con questo disegnatore, questo e quell'altro" e l'elemento di raccordo fra moltissimi di loro era proprio il gusto per i neri di un certo tipo, una certa sintesi, un certo segno grafico, piuttosto che la devozione nei confronti di mostri sacri quali Alex Toth o Mike Mignola. Forse dipende anche da questo se si avverte una sorta di musica di sottofondo quando si leggono i nomi dei disegnatori tutti insieme!
Ciò non toglie, comunque, che ognuno di loro mantiene una propria forte, inequivocabile specificità stilistica. Faccio un esempio estremo: al di là del fatto che si tratta di due bravissimi disegnatori, i punti di contatto fra un Massimo Dall'Oglio e un Raul Cestaro sono davvero pochi, a essere ottimisti!

Come mai hai deciso di affidarti alle cure di un editor, Andrea Toscani? Ha contatti anche con i disegnatori?

Anche con Andrea Toscani è nato tutto per gioco o quasi. Ci conosciamo (e stimiamo) da tanti anni e dopo la partenza di RD fece dei commenti molto attenti su una storia e per scherzo gli chiesi se volesse farmi da editor. Altrettanto per scherzo lo sventurato rispose positivamente ed eccoci qua.
All'inizio ha avuto modo di ri-supervisionare le storie che avevo già scritto prima del suo arrivo, adesso lo coinvolgo anche per quelle che comincio a scrivere e il suo apporto è preziosissimo: mi aiuta a tenere sempre alta la soglia dell'attenzione e a non perdere di vista la rotta che mi sono prefissato.
Stessa cosa capita coi disegni: man mano che arrivano, li guardiamo insieme e mi dice la sua.
Attualmente - dato il loro rapporto di amicizia e anche fumettistico (http://rimeisle.blogspot.com/) - sta seguendo gomito a gomito il lavoro di Giuliano Giunta, l'ultimo acquisto di RD.
C'è da dire anche un'altra cosa: avere la possibilità di confrontarmi con Andrea mi obbliga a non rischiare di essere auto-indulgente e per un lavoro tanto impegnativo e lungo come RD è un aspetto necessario, data la mia inesperienza.
Come ho già detto sopra, ma ci tengo a ripeterlo, prima ancora dell’arrivo dietro le quinte di Andrea un ruolo redazionale imprescindibile è stato, è e sarà quello di Mauro Mura, autore del logo della serie, della grafica del blog e letterista di tutte le storie: un lavoro impressionante che mi fa sentire in colpa ogni volta che scrivo una battuta troppo lunga!

In tutto questo, il web gioca un ruolo fondamentale. Permette, innanzitutto, di poter interagire con altre persone coinvolte e non, inoltre permette di diffondere un progetto che avrebbe dovuto seguire una strada più tortuosa per arrivare su carta. Anzi, magari dà una spinta ad una futura pubblicazione. Qual è il tuo pensiero sui web-comic e che importanza hanno oggi per lo sviluppo del fumetto e per la nascita di nuovi talenti?

RD nasce per stare sul web proprio per l'estrema comodità che il web consente.
La cosa non esclude che in futuro possa avere una versione cartacea, ma in questo momento non è una priorità: è davvero troppo presto per parlarne, soprattutto perché le alternative potrebbero essere le più varie. Così come le possibilità di "riutilizzare" RD su piattaforme diverse, anche se, essendo io un ignorante cronico in materia, è meglio che non mi sbilanci oltre.
Sui webcomic (o meglio, su quelli che posso conoscere io) ho lo stesso pensiero che ho sul fumetto in genere: ci sono cose bellissime così come esistono vaccate immonde. Data l'estrema economicità del mezzo, il web permette tanto ai talentuosi quanto agli scarsi di mostrare i propri lavori, con una selettività parecchio inferiore rispetto a quella che può esistere per il cartaceo. E la cosa, a mio avviso, è solo un bene: internet permette a tutti di fare, che è sempre meglio di parlare e basta.
È anche per questo che esistono realtà come i mai troppo apprezzati Eriadan, Coreingrapho e i lavori in genere di Makkox o A Panda piace.

Magari, si potrebbe sfruttare ancora di più il web, parlo anche di autori affermati e case editrici. Sarebbe più semplice, così, anche aiutare il lettore nella scelta dei prodotti da acquistare, magari valutando prima un'anteprima…

Qualche settimana fa, Michele Petrucci si è fatto portatore in Italia di un approccio al web lievemente diverso (per certi versi farei meglio a dire "radicalmente" diverso): ispirandosi al progetto Les autres gens, recentemente presentato in Francia, si è chiesto se anche in Italia sia concepibile un fumetto collettivo online a pagamento, che bypassi il ruolo degli editori e offra direttamente al lettore il prodotto-fumetto.
Proprio sul blog di Michele è venuta fuori una discussione che molto più delle mie parole può dare risposta alla tua domanda.

Appassionato ed esperto di fumetti, sceneggiatore ma anche libraio, o simpaticamente detto, "fumettivendolo". Come è cambiata la tua prospettiva sul fumetto da libraio e magari questa visuale ti aiutato nel lavoro di sceneggiatore? Inoltre cosa ne pensi dell'attuale mercato così pieno di proposte e novità?

Il lavoro di libraio permette di tastare con mano a quale pubblico potenzialmente potrei rivolgermi come sceneggiatore, ma - in tutta sincerità - non è un problema che mi pongo quando scrivo: è un aspetto che posso considerare e valutare prima di scrivere e dopo, ma mai durante.
Quando faccio il libraio, faccio il libraio e basta e quando scrivo non penso altro che a scrivere.
Molti vedranno quasi sicuramente la cosa come un limite, ma è quello che mi fa stare meglio e non ho intenzione di cambiare, soprattutto perché fare il libraio e scrivere sono davvero le due cose che amo maggiormente fare (almeno fra quelle che si possono fare da soli, of course), insieme soprattutto a leggere.

Hai più volte, durante l'intervista. accennato a OWC. A che punto è questo progetto di cui, ricordiamo, sei co-autore insieme a Gianfranco Giardina?

OWC sta procedendo con lentezza, molta lentezza, ma sta procedendo.
La vita è fatta di tante cose e spesso ti impedisce di seguire quelle cui magari terresti di più o alle quali vorresti dedicare maggior attenzione.
L'importante, però, è che in tutto questo tempo non sia venuta a mancare la grande intesa fra me e Gianfranco e, in particolare, la comunione di intenti sul progetto: tutto ciò non potrà che costituire la marcia in più del progetto quando potremo ri-ingranare la quarta.

Per quanto riguarda la fase di lavorazione, attualmente a che punto è Rusty Dogs? La serie ha una scadenza particolare? A cosa stai lavorando?

Ho scritto quasi la metà delle storie, ma questo non ci permette comunque di dare alla pubblicazione delle stesse una periodicità fissa: quando siamo partiti ho garantito ai disegnatori tempi medio-lunghi e quindi ci regoleremo in base ai ritmi di consegna.
Spero di poterne pubblicare comunque almeno una ogni 2/3 settimane. Vedremo.
Intanto, in questi giorni dovrei scrivere le storie per Davide De Cubellis e per Joachim Tilloca. Più in generale, invece, il lavoro in libreria e su RD (e quello su OWC), oltre che la vita privata, mi assorbono quasi tutto il tempo e avere spazio per altro è difficilissimo, ma senza alcuna fretta sto iniziando ad accumulare documentazione per un'altra storia lunga.

Si sa già quante storie saranno alla fine?

Una cinquantina. A suo tempo, quando partii con RD, alcuni dei disegnatori che avevo contattato si mostrarono interessati, ma non poterono darmi conferma positiva data la mole di lavoro cui dovevano far fronte. Se quegli stessi disegnatori dovessero trovare un buco per RD, sarei felice di averli a bordo.
Se invece i "nì" dovessero trasformarsi definitivamente in "no", dovrei decidere se considerare comunque chiuso lo staff o valutare se per le stesse storie potrebbe essere adatto qualche altro disegnatore.

Com'è stata l'accoglienza del pubblico? Tra l'altro la serie è giunta nelle fasi finali del Comicus Prize, immagino dunque che sia stata davvero positiva!

Sì, a considerare i commenti sul blog, sul gruppo Facebook dedicato a RD, sul forum di CUS e in giro per la rete, l'accoglienza del pubblico è stata molto molto incoraggiante. Così come lo sono state le prime recensioni, oltremodo gratificanti.
Il risultato al Comicus Prize, poi, è stato una doppia sorpresa: intanto perché non pensavo che una serie così giovane riuscisse ad accedere alla seconda fase e poi che si giocasse fino in fondo la partita, come ha fatto, insieme a un mostro assoluto come Makkox e a fumetti con enorme seguito come A Panda Piace e Ravioli Uéstern. Con quest'ultimo in particolare, poi, c'è stato un divertentissimo testa a testa: la miglior partita di basket degli ultimi anni!


Gennaro Costanzo
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