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Disney e il futuro dei franchise Fox

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Al panel Disney al CinemaCon, lo studio ha rivelato che molte delle serie di Fox avranno un futuro. The Hollywood Reporter riporta, infatti, che Emma Watts della Fox è salita sul palco per dire che "continueremo a creare nuove storie".

Il film Fox già in attesa di uno o più sequel è Avatar di James Cameron, con il suo parco dedicato e in cantiere ben altri quattro film. Ma altri due importanti franchising sono stati messi in evidenza: Alien e Il Pianeta delle Scimmie. Entrambe le saghe hanno visto il proprio ultimo film nel 2017: Alien - Covenant e War of the Planet of the Apes. Anche la “saga” di Kingsman è stata citata, con il suo terzo capitolo The Great Game in uscita il prossimo anno.

Tra i candidati c’è anche la saga di Maze Runner. La serie, basata sui romanzi distopici young adult di James Dashner, è uscita con il terzo capitolo, The Death Cure, lo scorso anno. Nonostante l'infortunio di Dylan O'Brien, attore principale, che ha ritardato la produzione, il film ha incassato circa 288,3 milioni di dollari.

Bisognerà attendere per ulteriori notizie legate a questi popolari franchising, ora che è avvenuta la fusione Disney-Fox.

Confermata, infine, anche l'uscita al cinema di New Mutants, la pellicola diretta da Josh Boone , per il prossimo 2 agosto.

(Via CBR)

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Dumbo: la recensione del film

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Avviso ai naviganti: chi scrive è un “burtoniano” della prima ora, un ammiratore del cinema di Tim Burton fin dal suo primo incontro cinematografico col cineasta di Burbank datato 1988, celebratosi con la visione di Beetlejuice in una sala quasi deserta della sua città. Etichettate fin da subito con aggettivi come “dark”, “cupe”, “eccentriche”, le sue opere fanno parte dell’immaginario collettivo di una generazione che viveva la sua adolescenza mentre i suoi film più canonici arrivavano sul grande schermo. Di questa generazione, Burton ha saputo mettere in scena gli eroi come nessuno aveva mai fatto prima o avrebbe fatto dopo (i due Batman), ne ha rappresentato le insicurezze con un sublime tocco poetico in un momento della vita in cui solitudine ed emarginazione sono gli stati d’animo più frequenti (Edward Mani di Forbice), riuscendo anche a stuzzicarne l’interesse cinefilo (Ed Wood, Sleepy Hollow).

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L’ultimo decennio non ha prodotto purtroppo pellicole di Burton all’altezza dei tempi migliori, successo commerciale di Alice in Wonderland a parte, e nonostante film come Dark Shadows e Miss Peregrine avessero in teoria i requisiti per entrare nel pantheon di opere “tipiche” del regista, si sono rivelati passi falsi sia sotto l’aspetto creativo che remunerativo. La notizia che l’autore si sarebbe occupato della versione live-action di Dumbo, classico Disney del 1941, sembrava la conferma di un ulteriore allontanamento del cineasta dalle atmosfere peculiari della sua cinematografia. A visione avvenuta, possiamo affermare che Dumbo è, sorprendentemente, il più “burtoniano” dei film di Tim Burton dai tempi de La Fabbrica di Cioccolato.
Il motivo dell’interessamento del regista per la favola dell’elefantino volante è assolutamente logica: tra tutti i protagonisti dei lungometraggi classici Disney, Dumbo è il più vicino alla sensibilità del filmaker, interprete ideale della poetica dell’emarginato e dell’escluso che attraversa tutta la filmografia del cineasta.

La pellicola si apre col ritorno a casa di Holt Carrier (Colin Farrell), ex star del circo reduce dalla Grande Guerra in cui ha patito la perdita di un braccio. Tornato tra i suoi amici circensi, Holt ritrova i figli Milly e Joe, che nel frattempo hanno perduto la madre per una malattia. Il proprietario del circo, l’impresario Max Medici (Danny DeVito), conferisce all’uomo un nuovo incarico, per farlo sentire utile nonostante la sua disabilità: gli chiede di occuparsi degli elefanti e in particolare della nuova arrivata, una elefantessa proveniente dall’India che sta per partorire un cucciolo. Quando quest’ultimo viene alla luce, attira l’ilarità del pubblico per le sue lunghe orecchie, che lo rendono oggetto di scherno. Ma Dumbo ottiene il suo riscatto quando Milly e Joe gli insegnano ad usare le sue orecchie per volare, suscitando così l’interesse dell’ambizioso imprenditore V.A. Vandemere (Micheal Keaton) che lo vuole trasformare nell’attrazione principale del suo faraonico parco divertimenti Dreamland, la cui stella indiscussa è la trapezista francese Colette Marchant (Eva Green).

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Ennesima variazione sulla poetica dell’emarginato tipicamente burtoniana, come dicevamo, Dumbo contiene altri stilemi caratteristici dell’autore, a partire dal tema della genitorialità mancata e della perdita (Batman, Edward Mani di Forbice, Sleepy Hollow, ]Big Fish, La Fabbrica di Cioccolato) o della famiglia da ritrovare sotto altre forme (il circo, come in Batman – Il Ritorno, ma anche i fantasmi di Beetlejuice o l’allegra combriccola di cialtroni di Ed Wood).
A proposito di famiglia, Burton per Dumbo ha riunito la “sua” famiglia, dall’attore feticcio Michael Keaton, col quale non lavorava dai tempi di Batman – Il Ritorno e al quale regala una parte da milionario eccentrico perfetta per le sue qualità istrioniche, a Danny DeVito, ancora nella parte di un circense dopo Big Fish (singolare che sia il regista che l’attore abbiano dichiarato di non amare il circo, sempre ritratto dal cineasta nelle sue caratteristiche più inquietanti, al contrario dell’amato Federico Fellini), a Eva Green, nuova musa del filmaker con cui è giunta al terzo lungometraggio.

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Nonostante il contributo di altri storici collaboratori del regista (Danny Elfman compone una colonna sonora ricca dei suoi abituali cliché musicali, Collen Atwood disegna costumi che rubano l’occhio ma sono le scenografie di Rick Heinrichs a stupire, soprattutto con il look avveniristico conferito a Dreamland), Dumbo non riesce realmente a spiccare il volo come il suo omonimo protagonista, per la conclamata difficoltà dell'autore ad empatizzare con un materiale non di sua ideazione. La parabola dell’elefantino sembra essere anche quella del suo regista, un professionista che eccelle in una dimensione più intima e personale ma che non si trova a suo agio con le rigide imposizioni dello showbiz hollywoodiano e delle major, per le quali ha comunque girato alcuni dei suoi film più riusciti. Ed è questo il paradosso alla base della non completa riuscita di Dumbo: la visione di un autore e la possibilità di lavorare a progetti più personali hanno ancora diritto di cittadinanza nel cinema americano dei reboot, remake, dei franchise da spremere all’infinito? È sulla risposta a questa domanda che si gioca non tanto il destino di Dumbo e del suo regista, che rimane comunque il cineasta visionario per eccellenza degli ultimi tre decenni, quanto quello del cinema a stelle e strisce.

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La novità Disney/Panini Comics in arrivo a maggio 2019

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Sul nuovo Anteprima, Panini Comics ha annunciato le novità Disney per il mese di maggio.

Per celebrare il compleanno di Paperino, nei numeri di Topolino 3312, 3313, 3314 e 331 ci sarà un'avventura in 4 parti con Donald e Qui, Quo e Qua che attraverseranno l'Italia. Per l'occasione, gli albi saranno disponibili in 4 variant cover componibili.

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Il numero Topolino 3311 sarà abbinato anche all'annuale Topolibro distribuito in occasione del Salone del Libro di Torino.

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Volume cartonato sarà anche Toposcienza, che conterrà le storie del ciclo Comic&Science:
“Topolino e l’esperimento del dottor Pi” di Francesco Artibani e Alessandro Perina.
“Zio Paperone e le molecole in affitto” di Francesco Artibani e Paolo Mottura.
“Paperino e i ponti di Quackenberg” di Francesco Artibani e Marco Mazzarello.
“Topolino in: che fine ha fatto Peter Quarky?” di Fausto Vitaliano e Alessandro Perina.

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Nuova miniserie dedicata a Topomistery, rivista dedicata alle storie gialle con Topolino.

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Annunciato, infine, un nuovo Portofolio - disponibile in due versioni - dedicato ad Andrea Freccero.

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Le novità Disney di Panini Comics a Cartoomics 2019

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Riceviamo e pubblichiamo:

Panini Comics presenta le novità Disney alla 26a edizione di Cartoomics

Tante le novità in arrivo: dalla nuova saga di Wizards of Mickey (celebrata con una cover variant) a incursioni nel mondo del cinema e del giornalismo con Topi e Paperi.
Tra incontri con grandi autori e anteprime speciali, si dà inizio anche ai festeggiamenti per i primi 70 anni del settimanale a fumetti più amato di sempre

Milano, 26 febbraio 2019 – Panini Comics torna anche quest’anno Cartoomics – la kermesse dedicata al fumetto, al cinema, ai giochi e all’entertainment a 360 gradi che si svolge a Fiera Milano Rho dall’8 al 10 marzo 2019 – con una ricca serie di novità firmate Disney. Appuntamento con la redazione del settimanale Topolino e grandi autori Disneyani come Silvia Ziche, Casty, Roberto Marini e Roberto Gagnor presso l’area Editori al padiglione 16.

Cosa aspetta gli appassionati nei tre giorni della manifestazione?

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SETTIMANALE TOPOLINO: COVER VARIANT DI ROBERTO MARINI PER IL GRANDE RITORNO DI WIZARDS OF MICKEY

Gli amanti del fantasy non resteranno delusi: a Cartoomics si festeggia il ritorno della celeberrima saga Wizards of Mickey con una cover variant di Topolino 3302 disegnata da Roberto Marini, disponibile in esclusiva per gli appassionati in fiera.

Il numero del settimanale Topolino 3302, in edicola da mercoledì 6 marzo, vede infatti l’inizio di Destino, nuova saga con Topolino, Pippo e Paperino con il mitico draghetto Fafnir nelle vesti degli avventurosi maghi, per i testi di Matteo Venerus e i disegni di Roberto Marini.

Ma le sorprese del numero 3302 speciale Cartoomics non finiscono qui! Infatti, è in arrivo un altro ritorno importante: quello di Atomino BipBip, il personaggio-atomo dai super-poteri creato da Romano Scarpa, che celebra i suoi primi 60 anni e che è protagonista della cover regular disegnata da Casty, oltre che della storia Atomino, Topolino e l’elemento qualsivoglia.

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CASTY – TOPOLINO E L’IMPERO SOTTO ZERO

Casty e Atomino sono anche le guest star di un’altra novità presentata a Cartoomics: l’edizione DeLuxe di Topolino e L’Impero Sotto Zero, un’avvincente storia ricca di riferimenti scientifici e mitologici ripubblicata ora in versione cartonata.

La nuova edizione sarà presentata dallo stesso Andrea Castellan (che l’ha scritta e disegnata) sabato 9 marzo alle 17:00 (Agorà 2), insieme al direttore di Topolino Alex Bertani e al caporedattore Davide Catenacci: un’occasione per scoprire meglio questo simpatico personaggio, grazie alla testimonianza dell’autore che negli ultimi anni ha saputo regalargli una seconda giovinezza.

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SILVIA ZICHE - DISNEY D’AUTORE

L’autrice più ironica del panorama disneyano sarà un’altra delle protagoniste di Cartoomics, dove verrà presentato il primo dei due volumi dell’opera Disney d’Autore La Mia Topolinia: un’imperdibile raccolta di storie dal mondo dei Topi che portano la firma di Silvia, selezionate da lei stessa.

Sabato 9 marzo alle 14:45 (presso Agorà 2) i suoi fan potranno scoprire insieme a lei, ad Alex Bertani e Davide Catenacci, tutti i segreti del backstage dell’opera.

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In fiera sarà disponibile anche il prestigioso Art Portfolio, contenente otto litografie di capolavori inediti e non di Silvia Ziche: un’edizione per collezionisti a tiratura limitata e numerata, disponibile anche in versione DeLuxe con autografo.

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ROBERTO GAGNOR – STORIA DEL CINEMA DI TOPOLINO

Un volume da non perdere: La storia del cinema di Topolino, con l’autorevole prefazione del giornalista Rai e grande esperto cinematografico Vincenzo Mollica, raccoglie la serie ideata da Roberto Gagnor e pubblicata sulle pagine del settimanale nel 2018, che racconta le reciproche contaminazioni tra cinema e fumetto. Un viaggio emozionante, dal cinema muto all’horror, passando per la Nouvelle Vague, il cinema d’azione e d’avventura, strizzando l’occhio a maestri incommensurabili come Buster Keaton, Francois Truffaut, Steven Spielberg e altri ancora. I disegnatori delle storie della raccolta sono Valerio Held e Giada Perissinotto.

Roberto Gagnor, insieme a Davide Catenacci, incontrerà i lettori per presentare e firmare il volume domenica 10 marzo alle 15:00 (Agorà 1).

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PAPERSERA: GIORNALISMO E COMICITA’ IN UNA MINISERIE DA NON PERDERE

A Cartoomics è in arrivo anche Papersera, la prima raccolta di storie dedicate alla strampalata redazione del quotidiano di Paperopoli. Un volume diverso dal solito, che raccoglie storie brevi – molte delle quali ancora inedite in Italia! – di produzione italiana, francese e brasiliana, ricche di gag dal mondo del giornalismo, capaci di mettere in luce e raccontare le tematiche e le atmosfere del tempo in cui venivano scritte. Il volume Papersera sarà in edicola in abbinata esclusiva a Topolino da mercoledì 6 marzo e disponibile in fiera. Sarà preceduto da una vera edizione cartacea del quotidiano – in edicola con Topolino del 27 febbraio e in distribuzione a Cartoomics – che darà il benvenuto ai lettori nella redazione più pasticciona di Paperopoli.

Oltre a queste importanti novità, Cartoomics sarà anche l’occasione per dare il via ai festeggiamenti per i primi 70 anni del settimanale Topolino, che vedranno il loro culmine ad aprile. Era infatti l’aprile dell’ormai lontano 1949 quando il mitico giornale prese le attuali sembianze a libretto e iniziò la sua pubblicazione settimanale, coinvolgendo generazioni di lettori con storie e personaggi senza tempo.

Ne parleranno Alex Bertani con Davide Catenacci sabato 9 marzo alle 11:30 (Agorà Theatre), nel corso dell’incontro “Un libretto di carta, 70 anni di fumetti”.

“Cartoomics sarà un’ottima occasione per dare il via ai festeggiamenti per i 70 anni del nostro magazine – dice Alex Bertani, direttore di Topolino –: grandi novità, grandi storie, grandi autori e la nostra community di appassionati, che, settimana dopo settimana, ci dà spunti e suggerimenti per portare avanti con entusiasmo e responsabilità la tradizione del fumetto Disney in Italia. Stiamo preparando grandi sorprese per i nostri lettori, che, ne sono certo, non resteranno delusi!”.

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