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Comic(US) Book #9: Imperial, L’era di Rivelazione, La Spada Selvaggia di Conan e molto altro...

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Prima puntata di Comic(US) Book del 2026, all’insegna di due maxi-eventi: il crossover mutante l’Era di Rivelazione e Imperial, il nuovo lavoro di Jonathan Hickman, che dovrebbe ridefinire gli equilibri cosmici tra le potenze interplanetarie dell’Universo Marvel. Poi, la morte di Thor e l’esordio del secondo spin-off di Star Wars.

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Imperial 1 e 2

Uno: accendi la pira di Hiro-Kala – Due: attraverso il Fulcrum – Tre: avvelena l’acqua. Avvelena il pozzo – Quattro: la natura aborrisce il vuoto – Cinque: guerra
Non c’è niente da fare, non appena scorge la possibilità di raccontare una vera storia di fantascienza, Jonathan Hickman torna a essere l’autore ammirato su opere come S.C.H.I.E.L.D., Secret Wars e House of X/Powers of X. Senza sprecare tempo in inutili preamboli, fa entrare la trama subito nel vivo con l’assassinio di Hiro-Kala (figlio di Hulk e fratello gemello di Skaar) dando inizio a una saga appassionante che coinvolge letteralmente ogni razza aliena (o quantomeno le più note) dell’Universo Marvel, in un gigantesco complotto che fa rapidamente precipitare il cosmo nel caos. Pensate a kree, skrull, shi’ar, spartoi, wakandiani (ricordiamo che Ta-Nehisi Coates, durante il suo acclamato ciclo di Black Panther, ha reso T’Challa un sovrano intergalattico) che si danno battaglia assieme a vari imperi minori, eroi spaziali come Starlord e Nova, con la partecipazione, per nulla secondaria, di Hulk e di altri personaggi potenziati dai raggi gamma. Hickman riesce, come di consueto, a gestire tanti protagonisti senza alcuna difficoltà, concedendo a tutti lo spazio necessario affinché non appaiano dei semplici comprimari, evitando, in più, che la vicenda diventi prolissa o priva di ritmo. Ciononostante, è bene sottolinearlo, sebbene si tratti di un evento in continuity con le testate Marvel attuali, si fa fatica a dare a Imperial una collocazione temporale precisa, dato che il nostro Jonathan ha deciso (in qualche caso fortunatamente, Hulk in primis) di ignorare i recenti sviluppi narrativi di alcuni dei character presi in considerazione. Naturalmente, chi non ama la scrittura complessa di Hickman si troverà in estrema difficoltà con la lettura della miniserie. Tutti gli altri, invece (e noi tra questi), si divertiranno parecchio.
Il versante grafico, però, non ci ha convinto fino in fondo. Benché Iban Coello e Federico Vicentini, oltre a uniformare abbastanza efficacemente il loro tratto, realizzino tavole di notevole impatto e caratterizzate da un buon dinamismo, non di rado – forse a causa dei moltissimi personaggi coinvolti – le scene rappresentate risultato eccessivamente caotiche. Non aiutano di sicuro i colori freddi e slavati di Federico Blee, che fanno perdere profondità alle vignette, aumentando la sensazione di generale confusione.
Voto: 7,5

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Amazing Spider-Man 8 (881)
Spider-Man – Attraverso i cancelli dell’inferno parte 3-4-5
Ebbene sì, possiamo dirlo finalmente: Joe Kelly sembra proprio essere la persona giusta per far rifiorire lo Spider-Man fumettistico. Dagli USA continuano ad arrivare sviluppi per il personaggio che ci lasciano un po’ perplessi (e che non riveliamo per non rovinare la sorpresa ai lettori che non seguono la serie in originale), ma per quello che abbiamo visto finora, la formula trovata dall’autore americano per rendere le avventure dell’Arrampicamuri nuovamente interessanti, ci pare davvero azzeccata. Tutto ciò, pur dovendo, comunque, gestire le follie creative lasciategli in eredità da chi lo ha preceduto (Norman Osborn diventato buono) o da chi si sta occupando delle testate “collaterali” (Mary Jane nuovo ospite di Venom). Intendiamoci, non che Kelly abbia fatto nulla di rivoluzionario. Si è semplicemente limitato a restituire a Peter Parker la sua essenza originale, aggiungendo quell’umorismo intelligente e scoppiettante, tipico della sua scrittura, che, quasi trent’anni fa, aveva reso le storie di Deadpool un autentico cult della Casa delle Idee.
Sceneggiature frizzanti e leggere, quindi, ma valorizzate da diversi misteri ancora in fase germinale e un cast di supporto composto da character realmente tridimensionali (in particolare le new entry).
Pure i disegni sono all’altezza della testata. In questo numero oltre all’immarcescibile John Romita Jr. abbiamo Michael Dowling, il quale, benché dia l’impressione di essere l’ennesimo clone di Stuart Immonen (anche se meno dotato di Pepe Larraz o Valerio Schiti), ci offre una prova più che dignitosa.
Voto: 7

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Capitan America 3 (190)

Capitan America – Le nostre guerre segrete parte 3
Arrivati al terzo numero, il Capitan America di Chip Zdarsky pare persino migliore di quanto il primo episodio avesse lasciato trasparire. Il modo in cui l’autore canadese sta riplasmando la continuity marvelliana, per rendere le avventure di Steve Rogers maggiormente vicine alla realtà che ci circonda, sta funzionando alla grande. I testi sono molto più maturi di ciò che speravamo all’inizio, le tematiche affrontate spesso prescindono dall’universo di fantasia a cui eravamo abituati finora e gli orrori delle guerre contemporanee vengono descritti con una crudezza inaspettata. Che dire, poi, di Victor Von Doom (il villain di questa prima saga)? Vedere come è stato caratterizzato da Zdarsky non può che far crescere il rammarico per cosa avrebbe potuto essere Un mondo sotto Destino se fosse stato gestito da uno scrittore del suo calibro, invece che il solito crossover insignificante di cui abbiamo detto in altre puntate della rubrica.
Anche Valerio Schiti sembra aver trovato la strada giusta per il personaggio. Le incertezze del primo numero appaiono già un lontano ricordo e se ci fosse un colorista più capace di Frank Martin ad aiutarlo, il risultato sarebbe ancora migliore
Voto: 7,5

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L’immortale Thor 26 (316)

Thor – Il regno del crepuscolo
Leggendo le storie scritte da Al Ewing per Thor viene spontaneo chiedersi se si tratti dello stesso autore che, attualmente, si sta occupando anche di Venom, il quale, già prima dell’assurda decisione di rendere Mary Jane Watson il nuovo ospite del simbionte, era diventato – proprio a causa dello sceneggiatore britannico – uno dei personaggi più ridicoli della Marvel. Non che la serie del Dio del Tuono, nelle mani di Ewing, si sia distinta per avventure particolarmente memorabili ma, perlomeno, la qualità dei testi non è mai scesa sotto il livello di guardia. Bisogna, inoltre, riconoscere che la mini-saga giunta a conclusione in questo numero, nella quale il figlio di Odino trova la morte, si è rivelata migliore del previsto. Struggente, ricca di emozioni e popolata da eroi che, finalmente, hanno mostrato un minimo di solennità. Senonché, dopo un penultimo capitolo che, se gestito meglio, avrebbe potuto tranquillamente rappresentare quel finale epico che sembrava profilarsi nei numeri precedenti, Ewing sceglie, inopinatamente, di aggiungere un ridondante – e soprattutto inutile - epilogo (il lungo episodio di questo albo) che va inevitabilmente a sminuire l’ottimo lavoro iniziale.
Per quanto riguarda i disegni – tolta la splendida cover di Alex Ross – la messicana Jan Bazaldua si congeda dalla testata con poche pagine, che confermano la sua scarsa attitudine a raccontare per immagini le storie del Dio del Tuono. Il suo tratto non è sufficientemente elegante e manca della potenza visiva necessaria a far apparire realmente terrificante una mostruosità come Utgard-Loki. Poi, a parte un piccolo assaggio di Pasqual Ferry – nuovo disegnatore della serie a partire dal prossimo numero - il grosso delle tavole è stato realizzato da Justin Greenwood, che, se possibile (vista la sua propensione al grottesco), si dimostra ancora meno adeguato della Bazaldua a rappresentare il mondo di Thor.
Voto: 6

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Daredevil 25 (170)

Daredevil – Riti di riconciliazione parte 4
Avevamo già fatto notare come la qualità della scrittura di Saladin Ahmed su questa testata fosse progressivamente scaduta a un livello piuttosto basso, ma ora che il suo ciclo si sta avviando verso la conclusione, l’autore americano non sembra neppure interessato a lasciare la serie in maniera dignitosa. Dopo aver frettolosamente chiuso la lunghissima saga “Riti di introduzione” con un finale di una banalità sconcertante, ha deciso – senza il minimo pudore - di coinvolgere il Diavolo Rosso in una sorta di plagio di The Last of Us, facendogli per di più indossare di nuovo (e non vi diciamo la motivazione per il “cambio d’abito”, perché non ci credereste!) il costume-armatura introdotto da Dan Chichester nei primi anni Novanta. Se poi aggiungiamo pure l’asettico recupero di Nyla Skin, una vecchia fiamma di Matt Murdock che non si vedeva su queste pagine da moltissimo tempo (e che - siamo sicuri - tornerà presto nell’oblio) non è difficile intuire che Ahmed della storia del personaggio conosca veramente poco. Ciononostante, invece di documentarsi a dovere, come farebbe un professionista serio, lo sceneggiatore statunitense preferisce inserire nelle sue trame elementi presi a caso dal passato di Daredevil, nel tentativo di ingraziarsi qualche fan nostalgico o per cercare – inutilmente – di nascondere le sue mancanze. Oltretutto, giusto per sottolineare il pessimo lavoro fatto dai tre (!) supervisori della serie (tali Lauren Amaro, Drew Baumgartner e Devin Lewis) la copertina di questo episodio si riferisce ancora alla saga del numero precedente, senza mostrare Taskmaster, il reale villain della vicenda.
Unica nota positiva i bei disegni di José Luis Soares (autore delle tavole di gran parte dell’albo), un giovane artista brasiliano molto promettente.
Voto: 5

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Wolverine 13 (468)

Wolverine – Padrino per un giorno
Se pensate che il pessimo trattamento che Saladin Ahmed sta riservando a Daredevil sia solo dovuto alla perdita di interesse da parte dell’autore per una run destinata a terminare tra pochi numeri, allora non sarete in grado di spiegare come sia possibile che, fin dall’inizio, la sua gestione di Wolverine si sia dimostrata persino peggiore. Non contento di aver reso il Wendigo un personaggio da cartoon della Disney e di aver creato una nemesi imbarazzante come l’Adamantino, l’avvicinarsi de L’era di Rivelazione deve averlo messo ancora più in difficoltà, vista la contemporanea apparizione di Logan negli X-Men scritti da Gail Simone, a cui ha sempre evitato di riferirsi. Quindi, probabilmente per l’incapacità di trovare un modo per riallacciare le vicende raccontate su questa testata con quelle vissute dall’Artigliato Canadese assieme al team guidato da Rogue e in attesa che il crossover summenzionato si propaghi su tutte le serie mutanti, Ahmed preferisce scribacchiare un episodio in cui Wolverine – a seguito di un giuramento fatto in passato, del quale, naturalmente, non ci viene spiegato nulla – aiuta una famiglia mafiosa (capeggiata da una certa Angelina Andiamo – sì, avete letto bene il cognome!) in una guerra tra bande criminali. Va bene che già altre volte Logan si è reso responsabile di azioni quantomeno discutibili, ma arrivare addirittura a trasformarlo in un vero e proprio gangster ci è sembrato decisamente troppo. Se almeno i testi fossero di alto livello e non sciatti e banali, potremmo anche perdonare all’autore americano simili “licenze poetiche”. Visto, però, che non è questo il caso, il nostro giudizio finale – che tiene conto pure della modesta prova ai disegni offerta da Martín Cóccolo, il quale, a dispetto delle impressioni iniziali, pare proprio non riuscire a ingranare - non può che essere negativo.
Voto: 4
Laura Kinney: Wolverine – Legami di sangue seconda parte
Non va di sicuro meglio con la serie di Laura Kinney, che conclude la sua corsa con l’episodio di questo numero, seconda parte di una storia tanto infantile, da farci seriamente ricredere sulle capacità di Erica Schultz, la quale, pur non avendo particolarmente brillato come sceneggiatrice, sembrava voler donare al clone femminile di Logan una personalità un po’ più sfaccettata. Pollice verso anche per Giada Belviso. L’impegno c’è, ma le sue tavole raramente suscitano qualche emozione.
Voto: 4

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Gli incredibili X-Men 15 (433)

Incredibili X-Men – Battaglia a Buenos Aires
Numero extra large per la serie ammiraglia dei mutanti della Marvel per allineare tutte le testate, in vista dell’inizio de L’era di Rivelazione. Si parte con due episodi degli X-Men della Louisiana e benché i testi di Gail Simone restino comunque più che soddisfacenti, alcune criticità che avevamo già segnalato, cominciano a manifestarsi con maggiore evidenza. Innanzitutto, pare ormai certa l’intenzione di autori ed editor di voler progressivamente indirizzare la serie verso un target “young adult”. Da qui la scelta di ampliare lo spazio a disposizione dei protagonisti più giovani, i quali, tuttavia, al momento sembrano una copia molto sbiadita dei Nuovi Mutanti di claremontiana memoria (e, d’altra parte, gli stessi Cannonball, Sunspot e compagnia non è che abbiano mai raggiunto chissà quali picchi di popolarità in tutti questi anni). Pertanto, quando Rogue e Gambit – gli unici character di un certo peso, con cui la scrittrice statunitense sembra trovarsi a proprio agio - appaiono solo in poche vignette, la storia ne risente in maniera consistente. La personalità di Wolverine, infatti, è sempre troppo “smorzata”, dato che, altrimenti, risulterebbe totalmente in contrasto con le tematiche teen del fumetto. Riguardo ai disegni, il tratto lineare, ma eccessivamente legnoso e poco espressivo dell’argentino Luciano Vecchio non ci fa per niente impazzire.
Voto: 6,5
Incredibili X-Men – Mutanti e topi
Si conclude l’avventura di Wolverine e Riscatto iniziata nell’episodio precedente e Gail Simone si perde in una trama onestamente un po’ demenziale, dove i due protagonisti si ritrovano all’interno di una convention fumettistica e Logan viene scambiato per un cosplayer! Disegni, di nuovo poco entusiasmanti, di Luciano Vecchio.
Voto: 5,5
X-Men – Iniziati II
Aiutato dal tratto sempre più energico di Netho Diaz, Jed MacKay si concede una nuova sortita nell’action puro, lasciando ai dilemmi morali e all’intimismo solo le pagine iniziali. La trama è, tutto sommato, divertente, ma anche facilmente dimenticabile, benché vengano piantati i semi di alcuni sviluppi futuri abbastanza interessanti.
Voto: 6,5
X-Men – L’alba di una nuova era
Studiato per essere il trait d’union tra la realtà Marvel che conosciamo e il futuro distorto dell’Era di Rivelazione, cercando di imitare (male) l’uccisione di Charles Xavier nel passato da parte di Legione, che diede il via all’Era di Apocalisse, questo episodio, nei fatti, racconta per quasi tutte le sue pagine i postumi della scorribanda degli Uomini X nel covo degli Iniziati, dell’avventura precedente, recuperando quel minimo di approfondimento psicologico che MacKay aveva prima mantenuto sullo sfondo. Solo i passaggi conclusivi contengono i prodromi (confusi) del nuovo crossover mutante, con l’arrivo in Alaska di Doug Ramsey, accompagnato dalla sua amata Bei e da Warlock.
Il tratto di C.F. Villa non è esplosivo come quello di Netho Diaz, né, tantomeno, come quello di Ryan Stegman, ma resta, comunque, piacevole a vedersi.
Voto: 6,5
 
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X-Men: L’Era di Rivelazione Alpha

X-Men – L’era di Rivelazione
Comincia qui il nuovo maxi-evento mutante, che fin dal titolo vuole essere un omaggio alla storica Era di Apocalisse, che i Marvel fan cresciuti negli anni Novanta ricordano ancora con molta nostalgia. Per chi non lo sapesse, Rivelazione è la nuova identità assunta da Doug Ramsey, dopo essere stato nominato proprio da Apocalisse (che lo ha anche superpotenziato) suo successore. Ora, a prescindere dal favore che possa incontrare presso gli appassionati una simile svolta narrativa, quello che ci ha lasciati sconcertati in questo prologo è l’assoluta mancanza di pianificazione con cui si è giunti all’inizio della saga. Cercando di non svelare troppo per non rovinare la sorpresa a chi ancora non abbia letto l’albo in questione, si è passati dalla richiesta di Rivelazione di entrare a far parte degli X-Men guidati da Ciclope (scena raccontata, come detto, nell’ultima storia de Gli incredibili X-Men 15) a una società distopica generata dal diffondersi del Virus-X nel giro di pochissime pagine, nelle quali i personaggi cardine della vicenda cambiano improvvisamente indole, senza il minimo approfondimento. In più gli eventi si susseguono a una velocità tale che il pathos suscitato in un primo momento da una trama del genere viene poi rapidamente annullato. Tuttavia, non ce la sentiamo di prendercela con Jed MacKay, la cui idea di immergerci in questo scenario “apocalittico” attraverso una sorta di libro di memorie, scritto da Xorn è – al netto di qualche semplificazione eccessiva e di qualche buco nella sceneggiatura – abbastanza riuscita, ma, piuttosto, con Tom Brevoort, il quale (assieme alle ineffabili Lindsey Cohick e Annalise Bissa, sue assistenti) dà prova per l’ennesima volta dell’enorme superficialità con cui sta portando avanti il suo lavoro di editor sulle X-testate. Vedasi anche la scelta di affidare i disegni a Humberto Ramos, lo stile cartoonesco del quale, appare spesso del tutto fuori luogo con l’atmosfera che si respira nell’albo.
Voto: 6
X-Men – Overture
Le inadeguatezze da noi appena lamentate si manifestano con maggiore evidenza in questo primo episodio del crossover. La speranza è che tutte le risposte e i passaggi mancanti arrivino nei numerosi tie-in distribuiti sulle varie collane mutanti (e non solo) dei prossimi mesi, anche se, per il momento, le premesse non sembrano per nulla promettenti. I testi sono ancora di Jed MacKay, che, però, stavolta, può beneficiare dei prorompenti disegni di Ryan Stegman, già suo sodale collaboratore sulla serie degli X-Men dell’Alaska, e qui abile a infondere alla trama il vigore richiesto. I colpi di scena non mancano, alcuni dei quali poco prevedibili (benché avvenuti in una realtà alternativa, quindi facilmente resettabili), ma l’originalità di frequente latita.
Voto: 6

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Batman 122

Batman – Hush 2: capitoli tre e quattro (Il cavallo e La regina)
Sperando di non dover aspettare tanto quanto i lettori americani per leggere la fine della Parte Uno di Hush 2 (confidavamo che venisse annunciata da Panini sul numero 124 di Batman, in uscita a marzo, il quale, invece – a meno di cambiamenti dell’ultimo momento - ospiterà l’annual del 2025 di Detective Comics) ci siamo intanto goduti i capitoli centrali della saga, che, rispetto ai due episodi iniziali, premono ancora più a fondo sul pedale dell’acceleratore. Magari con qualche scivolone nella sceneggiatura (il ruolo di Bane ci è parso, francamente, piuttosto insensato e il machiavellismo di Hush, a volte, risulta un po’ manierato) o appiattendo parzialmente i personaggi. Bisogna dire, però, che questi ultimi non perdono mai i loro tratti distintivi, tanto da portare allo scoperto cicatrici interiori che mal si conciliano con il codice morale del Cavaliere Oscuro. D’altra parte, Jeph Loeb è uno scrittore troppo esperto per lasciare che i vari protagonisti si trasformino in figurine senz’anima. Per non parlare delle spettacolari splash page di Jim Lee o delle sue inquadrature ipercinetiche, che ci ricordano amaramente quando in un albo di Marvel e DC avere bei disegni accompagnati da testi solidissimi era la norma, non l’eccezione.
Voto: 7

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Star Wars: Cavalieri Jedi 2

Cavalieri Jedi – Il taglio più profondo
Dopo aver manifestato, in una delle scorse puntate di questa rubrica, tutto il nostro stupore per l’esistenza di ben due albi dedicati all’universo di Star Wars, eccoci tornare di nuovo sull’argomento, perché con l’esordio a dicembre di Cavalieri Jedi, adesso le testate sono diventate addirittura tre. L’ultima nata, oltretutto, ci sembra persino la più riuscita. Marc Guggenheim, non estraneo a sortite fumettistiche nella galassia lontana lontana, ci mostra come la sua esperienza televisiva possa essere messa a frutto nei comic book, realizzando due episodi autoconclusivi, ma legati tra loro attraverso varie sottotrame che, presumibilmente, continueranno a dipanarsi in sordina nei numeri successivi, per poi “esplodere” al momento opportuno. Senza contare la possibilità di utilizzare personaggi popolarissimi come Yoda, Mace Windu, Qui-Gon Jinn e un giovane Obi-Wan Kenobi. Un richiamo irresistibile per i fan della saga, i quali, peraltro, potranno immergersi in avventure ben scritte, trasposte in immagini con un tratto pulito e rigoroso dal kazako Madibek Musabekov, molto bravo a evitare che le vignette diventino troppo statiche, mentre cerca di mantenere le fattezze dei diversi protagonisti il più somiglianti possibile agli attori che li hanno impersonati al cinema.
Voto: 7

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La spada selvaggia di Conan 8

Conan – La tempesta
Non avevamo ancora incluso questo magazine antologico in Comic(US) Book, per la qualità fortemente altalenante dei suoi racconti. Un problema che ritroviamo anche nel numero qui in esame (le prime tre storie, tolta forse la seconda - che potrebbe risultare interessante per le suggestive tavole di Marco Rudy - sono tutte trascurabili), il quale, però, ospita una sorta di preludio a Tattered Wings, un’avventura di Conan di ben 48 pagine, realizzata da Liam Sharp, che ci travolgerà in tutta la sua magnificenza fra qualche mese, sempre su questa testata. Il cartoonist britannico ci aveva parlato del suo amore per il Cimmero e, in particolare, per il lavoro fatto da Barry Windsor Smith sul personaggio, durante l’ultima edizione del Lake Como Comic Art Festival. Tale passione lo ha convinto a tornare a cimentarsi come autore completo proprio con la creatura di Robert E. Howard e il risultato, ora visibile ai nostri occhi, è letteralmente stupefacente. Sharp è riuscito a fondere mirabilmente il suo tratto con quello, elegantissimo, del suo celebre connazionale, spingendosi persino a omaggiare in un paio di vignette l’arte di Gustave Doré. Ogni immagine è ricchissima di dettagli, l’uso del bianco e nero è strepitoso e le inquadrature sono studiate per esaltare la fisicità dei combattenti o la bellezza delle figure femminili. I testi, inoltre, paiono scritti da Roy Thomas nei suoi anni migliori. Peccato solo che il racconto duri appena undici pagine.
Voto: 8

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Comic(US) Book #6: il punto dei mensili Marvel e DC... prima delle ferie!

  • Pubblicato in Focus

Puntata extralarge, in vista della pausa estiva, dove cercheremo di tirare le fila di quante più testate possibile. L’unica nuova uscita è l’antologico Justice League Unlimited Presenta, che speriamo ottenga il successo necessario a far tornare al formato comic book tante serie, ora pubblicate direttamente in volume.

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Timeslide 1
Timeslide
Torna il consueto albo annuale, attraverso il quale la Marvel anticipa le saghe che ci aspettano nell’immediato futuro. La storia, piuttosto scialba e inevitabilmente pretestuosa, è opera di Steve Foxe, autore dell’infima miniserie dedicata a Chasm, di qualche mese fa, che non riesce a infondere il minimo spessore neppure a due personaggi carismatici come Cable e Alfiere, i protagonisti della vicenda.
Purtroppo, i disegni di Ivan Fiorelli, dello stesso tenore della sceneggiatura, non contribuiscono a innalzare il livello dell’albo.
Se non siete dei completisti hardcore, potete tranquillamente farne a meno.
Voto: 5

MIRNA140ISBN 0
Iron Man 5 (140)
Iron Man – La macchina dell’ordine parte due: distruggi le macchine
Inutile perdere tempo a scrivere dell’insipida avventura in solitaria di Riri Williams (tratta dall’albo one shot Ironheart: Bad Chemistry), che occupa per intero il sesto numero di questa collana, per recuperare il finale della seconda minisaga scritta da Spencer Ackerman per il titolare della serie (episodio in cui, comunque, Ironheart affianca il protagonista). Lo sceneggiatore americano continua a miscelare abilmente l’azione pura con denunce più o meno scoperte di fatti allarmanti che hanno interessato gli Stati Uniti nel recente passato (argomenti trattati anche nei suoi articoli per The Guardian). Il ritmo è buono, così come la caratterizzazione dei personaggi, sebbene, a volte, alcuni passaggi tendano un po’ troppo al vuoto impatto scenico.
Sfortunatamente, segnaliamo che dal punto di vista grafico si arriva a malapena al minimo sindacale. Se già Julius Ohta non ci era sembrato all’altezza del suo compito, il suo momentaneo sostituto Javier Pina pare ancora più inadeguato (soprattutto nel disegnare i volti dei personaggi, costantemente inespressivi).
Voto: 6,5

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Fantastici Quattro 29 (463)
Fantastici Quattro – In ogni modo, forma o aspetto
Avevamo promesso che non avremmo più parlato dei Fantastici Quattro fino all’arrivo del crossover Un mondo sotto Destino, ma proprio non ce l’abbiamo fatta. Ryan North continua imperterrito con il suo “slice of life” supereroistico, affossando definitivamente il sense of wonder che aveva caratterizzato la testata anche nei suoi momenti più bui. Nell’episodio di questo numero, ci “delizia” con una banalissima metafora sull’accettazione della propria diversità, che vede protagonista – con sconcertante prevedibilità - la figlia adottiva skrull di Ben Grimm e Alicia Masters, in cui ha persino l’impudenza di ridicolizzare un character storico come l’Uomo Talpa.
Se poi aggiungiamo pure i disegni raccapriccianti di Steven Cummings, davvero non riusciamo a comprendere come abbia fatto una serie del genere a finire tra i candidati al premio Eisner di quest’anno per la miglior collana regolare (premio, poi, fortunatamente andato a Santos Sisters della Floating World).
Voto: 4,5

MHUDI126ISBN 0
L’incredibile Hulk 23 (126)
Hulk – Lupi del vecchio mondo parte 2
Come già riferito in alcune puntate di questa rubrica, un’altra serie ormai completamente fuori controllo è quella di Hulk e, dall’ultima volta che ne abbiamo scritto, le cose sono persino peggiorate. Se almeno nei primi capitoli della lunghissima saga horror, con cui Phillip Kennedy Johnson sta caratterizzando il suo ciclo, la storia della Primogenita poteva forse aver destato un parziale interesse nei lettori, gli ultimi episodi contengono solo un’accozzaglia di combattimenti sconclusionati, mostri risibili e colpi di scena senza senso.
Per di più, Nic Klein lascia spesso e volentieri – come in questo numero - l’incombenza dei disegni al pessimo (e siamo stati buoni!) Danny Earls. Quindi la domanda sorge spontanea: ma come fanno i vertici della Marvel a rimanere indifferenti di fronte a un simile scempio?
Voto: 4

MCAPI183ISBN 0
Capitan America 16 (183)
Capitan America – Finire all’inizio
Arriva a conclusione il ciclo di J. Michael Straczynski sulla testata di Capitan America. Una gestione cominciata molto bene, in cui pareva che lo sceneggiatore americano volesse mostrarci come lo spirito patriottico, lo sprezzo del pericolo, la determinazione e il senso di giustizia di Steve Rogers fossero già presenti nel gracile ragazzo cresciuto nella Brooklyn del Proibizionismo e della Grande Depressione, prima di assumere il siero del supersoldato. Un tema affrontato anche da altri autori, ma mai esplorato fino in fondo. Poi, però, la vicenda ha preso un’inaspettata svolta mistica, con il risultato di vedere il Vendicatore a Stelle e Strisce diventare l’improbabile pedina di un conflitto metafisico tra le incarnazioni della vita e della morte. Solo uno scrittore abile come Straczynski poteva rendere stimolante una storia del genere, tuttavia, confessiamo che la saga nel suo complesso ci ha lasciati un po’ straniti. Prima di congedarsi, l’autore statunitense decide di aggiungere un tassello al suo famoso ciclo di Thor, quando Asgard si trovava nei pressi di Broxton, in Oklahoma. La cittadina era andata distrutta durante la run del Dio del Tuono scritta da Donny Cates e Straczynski torna sul luogo del delitto per tentare di risolvere in meglio quel drammatico evento. La vicenda – tutto sommato piacevole, benché abbastanza scontata - vede coinvolto, oltre a Cap e Thor, anche Spider-Man, che, però, viene caratterizzato con una personalità a dir poco irritante, troppo simile a quella della sua attuale controparte cinematografica (che su grande schermo ha una sua logica e funziona benissimo, su carta assolutamente no) e, soprattutto, lontanissima dal personaggio sfaccettato e complesso che il creatore di Babylon 5 ha portato avanti con successo per anni.
Buoni i disegni di Carlos Magno, che pur se un po’ statici, mostrano un’eleganza che è ormai quasi una chimera sugli albi della Marvel.
Voto: 6,5

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Gli Avengers 23 (185)
West Coast Avengers – Il Vangelo di Ultron parte uno
Inizia su questo numero la nuova collana dei West Coast Avengers, in modo da permettere alla testata principale degli Eroi più potenti della Terra di allinearsi con il già menzionato crossover Un mondo sotto Destino. Il nome di Gerry Duggan negli ultimi anni è stato associato a cicli non proprio memorabili di personaggi importanti come Iron Man e gli X-Men, quindi, vederlo in veste di sceneggiatore di questa serie, non ci ha certo fatto fare i salti di gioia, soprattutto considerando che nel team è stato addirittura inserito un nemico spietato degli Avengers come Ultron, apparentemente deciso a redimersi. Tuttavia, la trama è meno superficiale del previsto e anche per quanto riguarda il robot assassino creato da Hank Pym, le cose potrebbero non essere come sembrano.
Ciò che, invece, abbiamo trovato veramente di basso livello sono i disegni di Danny Kim, assolutamente incapace di ritrarre Tony Stark (ma pure gli altri personaggi non se la passano molto meglio) in maniera accettabile.
Voto: 6

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L’immortale Thor 20 (310)
Thor – Storie di Asgard
Storia di passaggio, in cui il Dio del Tuono non compare praticamente mai, in attesa della saga che porterà alla già annunciata morte del protagonista, dove i personaggi principali sono vari comprimari della collana - a partire da Magni, il figlio di un Thor malvagio di un’altra dimensione e dell’Incantatrice, che è stato recentemente aggiunto al cast – i quali ci conducono in un breve viaggio alla scoperta di Asgard e dei suoi luoghi meno conosciuti. Al Ewing sembra aver trovato la quadra della serie, ma appare comunque non completamente a suo agio con l’epica dei miti norreni, preferendo coinvolgere Thor in vicende più “terrene”, come vittima degli intrighi del redivivo Dario Agger.
Impossibile dare un giudizio della parte grafica, perché l’episodio è stato realizzato da ben diciannove artisti diversi, i cui tratti differiscono sensibilmente l’uno dall’altro
Voto: 6

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Amazing Spider-Man 71 (871)
Gli spettacolari Spider-Men – Strano amore capitolo 5: il culto degli eroi e capitolo 6: salvarsi la vita
Per fortuna presto arriveranno Joe Kelly e la coppia Pepe Larraz/John Romita Jr., perché l’insulsaggine delle storie di Spider-Man cominciava davvero a stancarci. Del pessimo ciclo di Zeb Wells abbiamo già detto, ma finora avevamo volutamente evitato di parlare di questa orrenda maxiserie, che vede riuniti i due Spider-Men di Terra 616. Va bene che il target dichiarato è il pubblico young adult, però, evidentemente, ai piani alti della Marvel pensano che agli adolescenti americani interessino solo storielline superficiali, popolate da personaggi ridicoli, che sembrano usciti da un teen drama di serie Z. Greg Weisman farà veramente fatica a convincerci di essere uno scrittore di valore dopo questo obbrobrio.
Voto: 3

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Il nuovissimo Venom 4 (98)
Venom – Chi è il nuovo ospite? Parte 4
Se su Thor Al Ewing pare aver parzialmente recuperato la bussola, su Venom, invece, dà l’impressione di averla persa definitivamente. Infantilismi a tutto spiano (quindi non poteva mancare il coinvolgimento di M.O.D.O.K., ormai diventato il villain più ridicolo della Marvel), protagonisti ridotti a caricature, espedienti narrativi forzatissimi per giustificare l’inutile attesa per rivelare il nuovo ospite del simbionte… dobbiamo proseguire oltre?
Non possiamo dire di meglio dei disegni di Carlos Gómez, i quali, tolte poche vignette che, effettivamente, offrono un livello di dinamismo accettabile, sono perlopiù piatti e inespressivi. Per fortuna, almeno le copertine di Adam Kubert non scendono mai di qualità.
Voto: 4,5

MDEMK164ISBN 0
Daredevil 19 (164)
Daredevil – Riti di introduzione parte 17
Sarebbe bene che la Marvel cominciasse a fare una seria riflessione su Saladin Ahmed. Non discutiamo le sue capacità di scrittore, ma è evidente che quando viene messo a lavorare su personaggi con cui non è in sintonia, si preoccupa solo di caratterizzarli secondo i più comuni stereotipi associabili ad essi, senza essere in grado di catturarne l’essenza. La serie di Daredevil è emblematica sotto questo aspetto. Dopo un colpo di scena iniziale, oggettivamente efficace, che ha visto Matt Murdock risorgere nelle vesti di un sacerdote, successivamente alla sua morte all’Inferno per salvare l’amico Foggy Nelson, al termine del ciclo di Chip Zdarsky, la trama ha perso velocemente di appeal, prendendo direzioni narrative scontate e banali, fino ad arrivare alla svolta mistica (la quale, a quanto pare, sembra essere diventata il rifugio di ogni sceneggiatore in grave carenza di idee) degli ultimi episodi, che sta allontanando ancora di più la collana dalle sue atmosfere abituali. Per fortuna, almeno Aaron Kuder, pur senza raggiungere picchi artistici eclatanti, si sottrae a questa fiera della mediocrità. Ma se servisse una prova ulteriore dell’assenza di una reale supervisione redazionale, basti citare le copertine di John Romita Jr., le quali, spesso, non hanno alcuna attinenza con quello che succede all’interno dell’albo
Voto: 5

MWOLV462ISBN 0
Wolverine 7 (462)
Wolverine – Storia antica
Ancora peggio è il trattamento che Ahmed sta riservando a Wolverine. Dopo aver trasformato il Mutante Artigliato in una balia del nuovo Wendigo (la cui maledizione pare ormai più una farsa che una tragedia), ha fatto in modo che venisse preso di mira da un’assurdità come l’adamantino (una sorta di metallo vivente che ce l’ha con ogni essere umano che possiede parti del corpo in adamantio), per poi far ricomparire Romulus, un villain che la Marvel sembrava aver convenientemente messo da parte, vista l’autentica idiozia che si era inventato Jeph Loeb per le sue origini (un umanoide che, come Wolverine e altri, discenderebbe da un lupo ancestrale, anziché dalle scimmie), in una trama sempre più scadente che, per giunta, in maniera opportunistica, è stata collocata prima degli eventi che hanno interessato i diversi gruppi mutanti negli ultimi mesi, in modo da non dover intrecciare la storyline della testata personale di Logan con crossover vari. Inoltre, se nei primi episodi avevamo parzialmente preso le difese di Martín Cóccolo, ora dobbiamo ammettere che il disegnatore uruguagio non si sta dimostrando all’altezza di un personaggio importante come Wolverine.
Voto: 4,5
Laura Kinney: Wolverine – Compagno d’armi parte 1
Per fortuna esiste un altro character che si chiama Wolverine nell’universo Marvel classico, anche se la serie a lei dedicata, non può certo definirsi un capolavoro. Anzi, Erica Schultz, per conferire alle trame un po’ di freschezza narrativa, nel tentativo di catturare l’interesse dei lettori più giovani, tende a usare troppi luoghi comuni e a far interagire i personaggi in maniera piuttosto prevedibile, arrivando addirittura a snaturarli parzialmente. È successo con Daredevil/Elektra nei numeri precedenti e si ripete con Rivoluzione (il nuovo alter ego in costume di Bucky Barnes) in questo. Tutto sommato, però, la vicenda raccontata scorre abbastanza piacevolmente.
I disegni di Giada Belviso, invece, sono molto altalenanti, rivelando la poca dimestichezza dell’autrice per il genere supereroistico.
Voto: 6

MGIXM427 0
Gli incredibili X-Men 9 (427)
X-Men – Lavoro e libertà
Jed MacKay chiude con un finale pieno di ritmo e di combattimenti roboanti (supportato adeguatamente dalle tavole esplosive di Netho Diaz, migliorato notevolmente rispetto ai primi numeri e, ormai, vero titolare dei disegni della serie, dato che Ryan Stegman è sempre meno presente nei credit) la minisaga che ha coinvolto anche Alpha Flight. Lo sceneggiatore americano sembra essere definitivamente entrato in sintonia con i personaggi e la sua scrittura appare più compiuta in confronto a quella messa in mostra sulla testata degli Avengers.
Voto: 7
Gli incredibili X-Men – X-Manhunt parte 1: echi di follia
Inizia qui il primo, vero, crossover delle serie mutanti nel post Krakoa (benché non proprio tutte siano state incluse) dopo l’antipasto di Assalto a Graymalkin di qualche numero fa, da cui X-Manhunt, sostanzialmente, deriva. L’ottima Gail Simone non pare patire più di tanto la messa in stand-by delle trame introdotte finora (che, comunque, un piccolo spazio per proseguire lo trovano lo stesso) per dedicarsi alla nuova storia, anche perché, di fatto, gli eventi che conducono alla fuga di Charles Xavier sono perfettamente incastrati nella narrazione.
Tuttavia, visti i toni con cui la vicenda viene portata avanti, i disegni di Javier Garrón ci sono sembrati un po’ troppo cartooneschi
Voto: 7
X-Men – X-Manhunt parte 4: dei e mostri
Avvincente quarto capitolo di X-Manhunt, con un MacKay, e soprattutto un Netho Diaz, in gran spolvero. Trama di pura azione, gratificata dall’energico storytelling dell’artista brasiliano.
Voto: 7

MIXMR036ISBN 0
Eccezionali X-Men 7 (Immortal X-Men 36)
Eccezionali X-Men – Rivelazioni
Stranamente sfiorata solo di striscio dagli avvenimenti di X-Manhunt, la serie erede di New Mutants prosegue con i suoi tormenti giovanili e la difficoltà di accettazione della propria diversità da parte di alcuni membri. Episodio un po’ sottotono, dove la solitamente brava Eve L. Ewing – tolto il colpo di scena finale, inopinatamente suggerito dalla copertina - fa andare avanti la vicenda più per inerzia, che con sviluppi realmente interessanti.
Non aiutano i disegni, francamente modesti, di Carmen Carnero, che sembravano promettere meglio nei primi numeri.
Voto: 6
NYX – X-Manhunt parte 2: Charles
Di tutt’altro spessore, invece, NYX. Jackson Lanzing e Collin Kelly, validamente affiancati da un Francesco Mortarino che pare essere riuscito a mitigare le influenze manga del suo tratto, realizzano uno dei capitoli migliori di X-Manhunt. Oltretutto, perfettamente inserito nella loro trama principale, relativa alle macchinazioni di un Mojo più inquietante che mai. Peccato che la serie chiuderà con il prossimo numero.
Voto: 7
Tempesta – X-Manhunt parte 3: Thundercloud
Esordio della testata personale di Tempesta sulle pagine di Eccezionali X-Men (dopo la pubblicazione in volume dei primi numeri), dato il suo coinvolgimento diretto in X-Manhunt. La Dea dei Venti è ora il potentissimo avatar di Eternità e il bravo sceneggiatore nigeriano Murewa Ayodele ne approfitta per renderla protagonista di combattimenti altamente scenografici, supportato in maniera esemplare dall’ottimo Luciano Vecchio, molto abile anche nei passaggi più intimisti.
Voto: 7

MXFOC060ISBN 0
X-Force 9 (60)
X-Factor – X-Manhunt parte 5: i Summers dei giorni passati
Probabilmente il capitolo più debole di X-Manhunt. Vuoi per i testi di Mark Russell, che cerca di mantenere quel misto di drammaticità e ironia, con cui ha contrassegnato la nuova serie di X-Factor, ma che mal si adatta agli eventi narrati qui. Vuoi, anche, per i disegni di Bob Quinn, che soffrono lo stesso problema, specialmente quando occorre conferire maggiore “energia” alle tavole.
Voto: 6
X-Force – X-Manhunt parte 6: il valore di Shapley
Per X-Force, invece, vale il discorso opposto. Il crossover permette alla serie di uscire dalla routine in cui era precipitata negli ultimi episodi, rendendo le vicende del gruppo decisamente più interessanti e completando la trasformazione del personaggio di Sage nel vero cardine del team.
Discreti i disegni di Marcus To.
Voto: 6,5
X-Manhunt Omega
X-Manhunt finale: I sogni finiscono
La “caccia” a Charles Xavier termina in questo corposo one shot, scritto a quattro mani da Gail Simone e da Murewa Ayodele (di cui di entrambi abbiamo già decantato le lodi) che ci regalano uno struggente addio (si fa per dire, visto che il personaggio a breve riapparirà sulla maxiserie Imperial) all’ex leader degli X-Men. Peccato per le insensate esclamazioni stile robottoni giapponesi (dei quali le scene di battaglia vogliono essere un chiaro omaggio) che, fortunatamente, non penalizzano più di tanto lo svolgersi della trama.
Un discreto finale per il crossover, in un momento in cui i grandi eventi di Marvel e DC sono spesso banali e inconcludenti.
I disegni, che, spiace dirlo, non vanno oltre l’ordinario, sono opera di ben tre autori, Gleb Melnikov, Federica Mancin e Enid Balám.
Voto: 6,5

MUUSM017 0
Ultimate Spider-Man 17
Spider-Man - Diciassette
Dopo qualche episodio introspettivo e maggiormente incentrato a definire i tratti essenziali dei vari personaggi, per Jonathan Hickman è arrivato il momento di fare sul serio. Un processo, in realtà, cominciato già nei numeri scorsi con diversi colpi di scena inaspettati, tra cui l’identità di Mysterio, assolutamente imprevedibile. Lo scrittore americano alza decisamente il ritmo senza, però, rinunciare a far germogliare nuove sottotrame ancora difficili da decifrare. In questo episodio, oltretutto, Peter Parker fa praticamente da comparsa, ma gli altri protagonisti sono stati così ben caratterizzati nei capitoli precedenti e resi così importanti per la vicenda, che la cosa passa quasi inosservata.
David Messina, come già in altri numeri, sostituisce Marco Checchetto alle matite (anche se sarebbe meglio dire alla tavoletta grafica) e se la cava più che dignitosamente.
Voto: 7,5

MUUUL012ISBN 0
Ultimates 12
Ultimates - Dodici
Tempo di rivelazioni (e di qualche colpo di scena ben assestato) anche per gli Ultimates. Deniz Camp si conferma molto più a suo agio quando l’azione rimane sullo sfondo, pur dovendo destreggiarsi con parecchi personaggi, ai quali deve essere necessariamente concesso un minimo di spazio. Operazione difficile, visto che la sceneggiatura, pure in questo numero, tende inevitabilmente a focalizzarsi sui character con cui l’autore ha mostrato di essere più in sintonia, vale a dire Destino e Iron Lad. Oltretutto, alcuni passaggi vengono appesantiti da teorie scientifiche un po’ astruse che, però, sorprendentemente non tolgono vitalità alla vicenda né, di conseguenza, a un progressivo calo di interesse da parte del lettore.
Per quanto riguarda Juan Frigeri, invece, ribadiamo l’impressione che il suo tratto stia gradualmente migliorando, benché anche lui, come Camp, renda al meglio in assenza di scene particolarmente movimentate.
Voto: 7

MUUWO005ISBN 0
Ultimate Wolverine 5
Wolverine - Cinque
Approfittando della presenza del bravo Alex Lins ai disegni (capace di trasmettere un po’ di calore umano nei rapporti tra i personaggi, a dispetto dell’efferatezza delle scene di combattimento), Chris Condon comincia gradualmente a ritirare il velo disperante con cui aveva ammantato la vicenda finora, presentandoci pure un “ultimate” Sabretooth caratterizzato in maniera davvero inattesa. A guadagnarci è senz’altro la qualità del racconto, che pareva incamminarsi verso una direzione fin troppo prevedibile.
Voto:

M1BATM116 0
Batman 116
Batman – Città morente, parti tre e quattro
Pur sapendo che sulla testata del Cavaliere Oscuro arriverà a breve il seguito di Hush e poi un fuoriclasse come Matt Fraction ai testi, quasi ci dispiace che stia per finire il ciclo di Chip Zdarsky, perché questa sua ultima saga è sicuramente la migliore della sua gestione. Colpi di scena a ripetizione, ritmo che si adegua alla perfezione ai vari passaggi della vicenda, intrighi, ambiguità e una “zona grigia” piuttosto ampia in cui si muovono i personaggi, che cattura come meglio non si potrebbe il clima hardboiled di tante storie di Batman. E se Jorge Jimenez si prende una pausa (regalandoci, comunque, due splendide copertine), a non farlo rimpiangere arrivano il mazzucchelliano Jorge Fornés e un Tony Daniel in gran forma.
Voto: 7,5

M1SUPM076ISBN 0
Superman 23
Superwoman – Origini segrete
Lungo one shot attraverso il quale Joshua Williamson chiarisce come Lois Lane sia entrata in possesso di poteri paragonabili a quelli di Superman, con cui ci è stata mostrata al termine di Absolute Power. Tale rivelazione, tuttavia, si presenta da subito come una sorta di alibi narrativo, per scavare nell’intimità della protagonista e fare emergere i dilemmi e le emozioni generati da una simile trasformazione. I testi, però, sono un po’ troppo leggeri e solo nell’epilogo riescono a procurare qualche sussulto.
I disegni sono opera di tre autori diversi (Edwin Galmon, Laura Braga e Nikola Čižmešija), nessuno dei quali lascia veramente il segno.
Voto: 6
Superman – Super appuntamento
Ancora più marginale la storia tratta dalla collana regolare di Superman, utile soltanto a preannunciare le trame future (queste sì molto intriganti). È superfluo dire, invece, che le tavole di Dan Mora sono sempre un bel vedere.
Voto: 6

m1wowo064isbn 0
Wonder Woman 17
Wonder Woman – Furia parte due
Tom King ha mostrato già diverse volte di essere un autore capace di alleggerire le sue trame con intermezzi più frivoli, questo episodio, tuttavia, è sembrato un semplice esercizio di stile. Certo, gli omaggi al Tenente Colombo sono sfiziosi e simpatici, però vedere il Sovrano ridotto a macchietta e agire come un fesso, ci è parso del tutto fuori luogo.
Daniel Sampere si prende una pausa, ma a sostituirlo arriva il bravissimo Bruno Redondo, il quale, visto il tono della vicenda, non lo fa mai rimpiangere.
Voto: 6
Jimmy Olsen – La storia segreta del Sovrano
Dello stesso tenore, se non peggio, dato l’intento volutamente parodistico, la storiellina alla fine dell’albo. Un’operazione simile a quella fatta con i Supersons nei numeri precedenti, le cui “gesta”, però, erano sicuramente più divertenti.
Voto: 5,5

M1JULE034ISBN 0
Justice League Unlimited 3
Justice League Unlimited (senza titolo)
Mark Waid ingrana la quinta e – pur con qualche incertezza legata all’utilizzo di troppi personaggi – riesce a costruire una trama convincente, che mescola abilmente magia e fantascienza. Le carte da scoprire sono ancora parecchie, ma questo non gli impedisce di avviare nuove sottotrame, che si aggiungono a quelle già introdotte nel primo episodio.
Se poi, a tutto questo, aggiungiamo anche gli spettacolari e dettagliatissimi disegni di Dan Mora, capite bene che rinunciare a questa serie diventa quasi un atto masochistico.
Voto: 7,5

M1SUSQ015ISBN 0
Justice League Unlimited presenta 1
The Question: all along the Watchtower – La morte alla mia porta
Interessante miniserie spin-off di Justice League Unlimited, che fonde in maniera brillante supereroismo e noir. Alex Segura si focalizza intelligentemente sulla psicologia dei personaggi, spezzettando la trama per confondere il lettore e alimentare il mistero.
Peccato per i disegni assolutamente anonimi di Cian Tormey.
Voto: 7
Esploratori dell’Ignoto – La vita segreta di Ace Morgan
Tornano anche gli Esploratori dell’Ignoto e Christopher Cantwell li coinvolge subito in una saga in cui, attraverso l’analisi delle conseguenze seguite alla scomparsa di Darkseid, ha nuovamente la possibilità di utilizzare la sua scrittura raffinata per mettere in luce i vari aspetti legati al concetto di divinità e la corruzione che ne può derivare.
Purtroppo, però, i grossolani disegni di Sean Izaakse sono del tutto inadeguati a una narrazione di questo tipo.
Voto: 6,5
Justice League: the Atom Project – Capitolo uno: collisione atomica
Ryan Parrott e John Ridley scelgono un approccio insolito per la vicenda, cercando un amalgama tra avventura e introspezione. Il risultato è buono, benché il modo in cui viene tratteggiato Capitan Atom sia così anomalo, da aver reso il personaggio quasi irriconoscibile.
Disegni molto classici di Mike Perkins, forse persino desueti, ma nettamente superiori rispetto allo stile impersonale che pare contraddistinguere gran parte delle nuove leve.
Voto: 7

M1ABBA003 0
Absolute Batman 3
Batman – Lo zoo, parte tre di cinque
Dopo un primo numero, in cui la trama imbastita da Scott Snyder aveva un po’ risentito della necessità di presentare scenario e personaggi, la vicenda diventa realmente appassionante e la caratterizzazione dei protagonisti – ma anche di parecchi comprimari - appare decisamente più compiuta e interessante. Inoltre, tra le varie novità introdotte, un’idea particolarmente riuscita (con sviluppi futuri del tutto imprevedibili) è l’ambiguo rapporto che lega Bruce Wayne a quelli che nell’universo DC classico sono tutti suoi avversari. Per il resto, Snyder conferma di immaginare il Batman “assoluto” come un combattente impulsivo e inarrestabile, ancora poco incline alla riflessione e al pragmatismo e Nick Dragotta lo asseconda con uno storytelling potente e dinamico.
Voto: 7,5

M1ABSU003ISBN 0
Absolute Superman 3
Superman – L’ultima polvere di Krypton parte tre: il ragazzo delle praterie viola
Tranne l’ultima pagina, utile ad alimentare il mistero attorno ai coniugi Kent, questo episodio è interamente dedicato a mostrarci, in un lungo flashback, il rapido avvicinarsi della fine di Krypton. Jason Aaron, come prevedibile, oltre a perfezionare la caratterizzazione di Kal-El (la quale ci dà modo di comprendere che nelle sequenze ambientate nel presente sulla Terra, in cui è un “adulto”, la sua età lo rende più vicino a Superboy che a Superman) e dei suoi genitori naturali, ne approfitta per manifestare esplicitamente la sua denuncia contro l’arroganza del potere, che pur di mantenere una posizione dominante, nega evidenze scientifiche inconfutabili, ben sapendo che, a farne le spese, saranno i normali cittadini, non chi ha i mezzi per garantirsi la salvezza in prossimità del disastro. Da questo punto di vista, la scrittura non si perde in ingenuità o in eccessi retorici, ma arriva direttamente al cuore della questione con forza e lucidità.
Sempre efficaci i disegni di Rafa Sandoval, aiutato anche dagli ottimi colori di Ulises Arreola.
Voto: 7

M1ABWW003ISBN 0
Absolute Wonder Woman 3
Wonder Woman – L’ultima amazzone parte 3 di 5
Fresca vincitrice di un meritatissimo premio Eisner come nuova serie regolare, Absolute Wonder Woman si conferma la testata migliore di questo oscuro universo alternativo di casa DC. Nella visione di Kelly Thompson Diana è una guerriera risoluta e indomabile, oltreché pronta a ogni sacrificio (uno in particolare vi colpirà come un maglio nello stomaco), al cui coraggio infinito dà forma un Hayden Sherman più evocativo che mai. Le sue tavole, contrassegnate da una gabbia in continua mutazione, contribuiscono in maniera affascinante a determinare la vigoria della trama.
Da non sottovalutare, infine, i colori di Jordi Bellaire, che con i suoi rossi intensi e i suoi verdi fosforescenti rende ancora più opprimente la cupa cappa grigia che avvolge perennemente il racconto.
Voto: 8

MCOFU028 0
Conan il barbaro 10 (28)
Conan – La battaglia della Pietra Nera parte III: viaggio nelle tenebre e parte IV: il futuro non è ancora scritto
Per quanto abbiamo trovato questo insolito crossover tra varie creazioni di Robert E. Howard (oltre a Conan compaiono Solomon Kane, El Borak e altri character nati dalla penna dello scrittore texano) piuttosto ammaliante, confessiamo di preferire le storie di Jim Zub dove il Cimmero è l’unico protagonista. Difatti, la necessità di concedere un minimo di spazio a tutti i personaggi tende a rendere la trama un po’ confusa e appesantita da troppe didascalie chiarificatrici. A ogni modo, stiamo parlando di una scrittura che si mantiene a un livello nettamente superiore rispetto alla media di DC e, soprattutto, Marvel.
Molto buone le tavole di Jonas Scharf, in particolare quelle in cui mette in mostra il suo spiccato gusto per il macabro.
Voto: 7

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Arriva il team up tra Conan il Barbaro e Dragonero

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Riceviamo e pubblichiamo:

"Arriva a novembre 2023 l’intera miniserie dedicata al team up Conan il Barbaro e Dragonero

Dragonero Conan

Durante la manifestazione di Lucca Comics & Games 2022 era stato presentato in anteprima mondiale il numero 0 del team up fra due vere leggende dell’universo fantasy a fumetti: Conan il Barbaro e Dragonero. L’albo, intitolato L'ombra del drago, era soltanto l’inizio di un’epica avventura che vede protagonisti i due eroi: è arrivato finalmente il momento di scoprire come prosegue quella vicenda e quale ne sarà l’imprevedibile e sbalorditiva conclusione!

Siamo perciò lieti di annunciarvi l’evento che incendierà i sogni di tutti gli appassionati del genere fantasy: a partire da novembre 2023, Sergio Bonelli Editore con la collaborazione di Panini Comics pubblicherà l’intera miniserie, a colori, in tre albi mensili disponibili in edicola e in fumetteria.

La storia, sceneggiata a quattro mani dai creatori di Dragonero, Stefano Vietti e Luca Enoch, racconterà l’incredibile viaggio dei due eroi dapprima nell’Erondár e quindi nel mondo hyboriano di Conan all’inseguimento di un terribile drago e delle gemme da lui trafugate… una corsa contro il tempo, per recuperare i mistici gioielli prima che un potentissimo demone si risvegli e distrugga Tarantia e tutto il regno di Aquilonia! L’eccezionale artista Lorenzo Nuti si è occupato di realizzare sia i disegni che i colori di questa straordinaria avventura: avete già avuto modo di ammirarne il talento nel numero 0… ora preparatevi ad essere trasportati dalle sue tavole in un regno di fantastiche avventure!

Conan il Barbaro è una creazione letteraria pulp di Robert E. Howard nata nel 1932. È protagonista di numerosi racconti sulla rivista Weird Tales, libri, film, videogiochi, giochi da tavolo e di ruolo e, ovviamente, fumetti (pubblicati negli USA da Titan e Heroic Signatures e nel resto del mondo da Panini Comics). Dragonero, invece, è nato dalla penna di Luca Enoch e Stefano Vietti nel 2007 ed è pubblicato da Sergio Bonelli Editore. La serie racconta le avventure di Ian Aranill, ex-incursore, mercenario, scout imperiale e cacciatore di Draghi nell'Erondár. Con Conan, Dragonero condivide una spiccata inclinazione a muoversi in media differenti: dalla serie è stata tratta una serie di romanzi pubblicati da Mondadori, un gioco di ruolo prodotto da Wyrd edizioni, un videogioco coprodotto da Bonelli Entertainment e Operaludica, e una serie animata coprodotta da Bonelli Entertainment insieme a Rai Kids, PowerKids e NexusTV.

A proposito di questo fantastico team up fra Conan e Dragonero, Frederik Malmberg, Presidente di Heroic Signatures, ha commentato: «Luca e Stefano sono tra i migliori fumettisti italiani del settore ed è un onore vedere il nostro eroe unirsi a una vera e propria icona del fantasy italiano in quella che sarà una grandissima avventura! Panini Comics e Sergio Bonelli Editore hanno lavorato sodo per rendere possibile questo evento, e siamo sicuri che tutti i fan del mondo lo adoreranno!»

Michele Masiero, Direttore Editoriale di Sergio Bonelli Editore, ha dichiarato: «È con sincero orgoglio che annunciamo l'avverarsi di un entusiasmante progetto editoriale. Per la gioia di tutti  gli appassionati di fantasy, Dragonero, l'eroe di Casa Bonelli che più si sta imponendo negli ultimi anni, protagonista anche di una serie animata in arrivo sui canali Rai, incontra l'icona per eccellenza del genere, Conan, un eroe che ha fatto sognare intere generazioni con le sue avventure. Frutto della collaborazione con Panini Comics, vede al timone creatività tutte italiane per un evento a fumetti dalle grandi ambizioni internazionali».

Marco Lupoi, Direttore Publishing e Licensing del Gruppo Panini, ha confermato: «Conan e Dragonero... insieme! Dopo quasi un anno di gestazione questo progetto approda finalmente sul mercato. Come editori di Conan in Italia e nel resto del mondo da oltre due decenni, e come partner e amici di lunga data di Sergio Bonelli Editore, è grande l'emozione nell'annunciare questo crossover nato tra Modena, Milano e Los Angeles, e che mette assieme due miti del fumetto fantasy, una leggenda del genere sword and sorcery come Conan, e uno dei maggiori successi del fumetto italiano di questo secolo. Siamo molto entusiasti, e vogliamo condividere con voi questa emozione»."

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Il ritorno di Savage Sword of Conan per Titan Comics

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I diritti di pubblicazione delle gesta di Conan il barbaro, dopo varie vicissitudini, hanno trovato una propria destinazione finale accasandosi presso la Titan Comics che, dopo aver annunciato per il 2023 la pubblicazione di Conan the Barbarian, raddoppia la proposta editoriale del cimmero con Savage Sword of Conan.

La formula scelta è la medesima della storica testata, pubblicata da Marvel Comics nel periodo 1974-1995: storie in bianco e nero e dal taglio maturo, oltre i limiti imposti dalla regolazione del Comics Code Authority americano.
Le aspettative da parte della Titan Comics sono elevate e il pubblico sembra apprezzare la nuova proposta: le prenotazioni per il numero 1 di Conan the Barbarian – uscito lo scorso 2 Agosto – rappresentano per il momento il record di vendita per la casa editrice.

Di ampio respiro la platea degli autori coinvolti: John Arcudi, Frank Tieri, Patch Zircher, Howard Chaykin, Cary Nord, Dan Panosian.
Savage Sword of Conan #1 verrà pubblicato nel 2024, in concomitanza dei 50 anni della pubblicazione dell’opera originale.

Per chi volesse approcciarsi al personaggio Panini Comics, a partire dal mese di maggio, sta riproponendo alcune delle prime storie ad opera di Roy Thomas e Barry Windsor-Smith in formato bonellide.

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