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Gennaro Costanzo

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Venom Collection 2: Protettore Letale, recensione: l'inizio della carriera solitaria dell'anti-eroe Marvel

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Il periodo a cavallo fra la fine degli anni ’80 e l’inizio dei ’90 ha portato un cambiamento radicale nella concezione degli eroi a fumetti, grazie in particolare alla spinta di giovani artisti che ben presto avrebbero sfruttato tutto il loro potenziale creativo e commerciale fondando una nuova casa editrice: la Image Comics.
Anti-eroi cupi, maledetti, o comunque tormentati e diversi dai personaggi classici tutti d’un pezzo, affollavano i rivenditori e schizzavano in vetta alla classifiche. Editori come la Marvel e la DC dovettero adattarsi alla moda del momento. La Casa delle Idee, oltre a creare character nuovi, sfruttò il potenziale di due personaggi, portando “in serie A”, dopo anni vissuti da panchinaro, Frank Castle/The Punisher, e promuovendo da comprimario a protagonista Venom, villain di Spider-Man nato proprio pochi anni prima dalla matita di uno dei fondatori della Image Comics: Todd McFarlane.

La storia della sua origine è nata a tutti: dopo le “Guerre Segrete”, Spider-Man torna sulla Terra con un costume nuovo, scoprendo solo in seguito che si trattava di un simbionte alieno. Quando se ne liberò, quest’ultimo si unì a Eddie Broke, un giornalista caduto in disgrazia proprio dopo che Peter Parker ne aveva smantellato uno scoop rivelatosi falso. Dall’unione dei due nacque Venom, il cui principale obiettivo era la vendetta contro Peter Parker/Spider-Man.
Un’importante svolta si ebbe quando, tempo dopo, il Tessiragnatele salvò la vita all’ex moglie di Eddie Brock, con Venom che dovette ricredersi sul suo avversario, stipulando una tregua e decidendo, dunque, di diventare un eroe a sua volta e salvare vite umane trasferendosi da New York a San Francisco, città natale di Eddie.

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È con queste premesse che la Marvel lanciò nel 1993 il personaggio in solitaria grazie alla miniserie di 5 Venom: Protettore Letale. La strategia della casa delle Idee era di seguire il modello utilizzato dalla DC Comics per Le Leggende di Batman, ovvero la realizzazione di miniserie consecutive affidate a team di autori differenti. Le mini del Simbionte si susseguivano, così, senza sosta dando una regolarità di uscita continua tanto che, le recenti serie regolari, riprendono la loro numerazione proprio dal primo albo di Protettore Letale.

In questa miniserie, scritta da David Michelinie (sceneggiatore di Amazing Spider-Man e papà del personaggio) e disegnata da Mark Bagley e Ron Lim, troviamo come guest star anche l’Uomo Ragno, il cui ruolo serve da gancio alla nascita di questo “spin-off”. Peter Parker, infatti, non fidandosi del repentino cambiamento del suo (ex) nemico, decide di seguirlo, finendo poi per aiutarlo e instaurare una tregua.
Brock, infatti, si erge a difesa di una comunità sotterranea, minaccia dall’affarista Mr. Treece. Tuttavia, non tutti si fidano della sue buone intenzioni e - come se non bastasse - Venom deve anche scontrarsi con la terribile minaccia della Fondazione per la vita che vuole creare una progenie letale dal simbionte.

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La storia scritta da Michelinie, che ha il pregio di indagare anche sul passato di Brock, risulta solida e avvincente, con un intreccio multiplo che rende interessante la vicenda. I primi albi, disegnati da Bagley, sono ottimi anche dal punto di vista visivo, mentre la qualità scende quando le matite passano in mano a Lim che, pur creando una continuità stilistica con i precedenti episodi, ha uno stile meno personale e più sciatto e porta al termine la storia senza particolari guizzi.

In una sorta di cerchio perfetto con quanto scritta in apertura di questa recensione, il volume contiene anche la miniserie di tre parti successiva a Protettore Letale, ovvero Funeral Pyre, e che vede la presenza come guest star del Punitore. In questa vicenda i due antieroi Marvel si scontreranno e “collaboreranno” in qualche modo, per porre fine a una guerra fra gang di strada. Venom, in particolare, cerca di salvare la vita a un giornalista infiltrato in una gang che, però, suo malgrado, si trasformerà in un pericoloso avversario dal nome Rogo.

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La storia tessuta dallo sceneggiatore di Punisher War Journal Carl Potts è molto lineare e scorre via velocemente in maniera abbastanza innocua, tutt’al più piacevole grazie anche ai disegni di Tom Lyne, che risultano in linea con lo stile dell’epoca.
Venom Collection 2: Protettore Letale, edito da Panini Comics, ristampa una saga fondamentale per il personaggio e che risulta godibile tanto ai vecchi quanto ai nuovi fan del personaggio in cerca di letture solide e divertenti.

Classifica USA 2018: la Marvel domina il mercato, ma l'albo più venduto è della DC

Sebbene la Marvel Comics sia stata la casa editrice di fumetti di maggior successo nel 2018, è stata la DC Comics a piazzare un suo albo al primo posto della classifica di vendite.

Grazie anche al successo dei supereroi al cinema e alla tv, non è una sorpresa vedere i principali editori di fumetti raggiungere un pubblico più ampio, con un aumento degli albi venduti del 3,3%. In calo, tuttavia, i graphic novel, meno 6,6% rispetto al 2017, mentre il mercato digitale continua ad espandersi.

La Marvel Comics è stata la casa editrice di maggior successo dell'anno, con una quota di mercato pari al 40,4% e ben 7 albi nella top ten, a partire da Amazing Spider-Man #800, i precedenti numeri 798 e 799, e a diversi numeri 1 quali Fantastic Four # 1, Amazing Spider-Man # 1, Return of Wolverine # 1 e Venom # 1. È interessante notare come 5 posizioni su 10 siano occupate da Spider-Man e affini (4 numeri di Amazing e uno di Venom). La Marvel Comics può vantare anche il graphic novel più venduto grazie a The Infinity Gauntlet, lo storico racconto di Jim Starlin, George Pérez e Rom Lim che ha fattoda base al successo cinematografico dell'anno, ovvero Avengers: Infinity War
Tuttavia, l'editore non è riuscito a il titolo di comic book più venduto spetta alla DC Comics con il celebrativo Action Comics #1000. DC che piazza altri due albi nella top ten, ovvero Batman #50 e The Batman Who Laughs # ​1. Alla DC spetta il second posto come publisher grazie a un ottimo 33,82%.

La Image Comics, grazie anche ai successi di Saga di Brian K. Vaughan e Fiona Staples e ha dominato il mercato dei graphic novel, occupando una quoata di mercato pari al  9,9% del totale.

Di seguito, potete vedere le diverse top ten nel dettaglio.

2018 TOP COMIC BOOK PUBLISHERS

PUBLISHER

DOLLAR
SHARE

UNIT
SHARE

MARVEL COMICS

38.24%

40.40%

DC ENTERTAINMENT

30.04%

33.82%

IMAGE COMICS

9.93%

9.90%

IDW PUBLISHING

3.83%

3.30%

DARK HORSE COMICS

2.92%

2.10%

BOOM! STUDIOS

2.24%

1.90%

DYNAMITE ENTERTAINMENT

1.86%

1.73%

VIZ MEDIA

1.22%

0.46%

TITAN COMICS

0.87%

0.61%

ONI PRESS

0.83%

0.54%

OTHER NON-TOP 10

8.01%

5.25%

 


2018 TOP 10 COMIC BOOKS

QTY
RANK

DOLLAR
RANK

DESCRIPTION

PRICE

VENDOR

1

1

ACTION COMICS #1000

$7.99

DC ENTERTAINMENT

2

2

AMAZING SPIDER-MAN #800

$9.99

MARVEL COMICS

3

3

BATMAN #50

$4.99

DC ENTERTAINMENT

4

4

FANTASTIC FOUR #1

$5.99

MARVEL COMICS

5

5

AMAZING SPIDER-MAN #1

$5.99

MARVEL COMICS

6

6

RETURN OF WOLVERINE #1

$4.99

MARVEL COMICS

7

9

VENOM #1

$4.99

MARVEL COMICS

8

10

AMAZING SPIDER-MAN #798

$3.99

MARVEL COMICS

9

8

BATMAN WHO LAUGHS #1

$4.99

DC ENTERTAINMENT

10

13

AMAZING SPIDER-MAN #799

$3.99

MARVEL COMICS



2018 TOP 10 GRAPHIC NOVELS & TRADE PAPERBACKS

QTY
RANK

DOLLAR
RANK

DESCRIPTION

PRICE

VENDOR

1

1

INFINITY GAUNTLET TP

$24.99

MARVEL COMICS

2

4

SAGA TP VOL 09 (MR)

$14.99

IMAGE COMICS

3

19

SAGA TP VOL 01 (MR)

$9.99

IMAGE COMICS

4

6

SAGA TP VOL 08 (MR)

$14.99

IMAGE COMICS

5

2

ACTION COMICS 80 YEARS OF SUPERMAN HC

$29.99

DC ENTERTAINMENT

6

8

WALKING DEAD TP VOL 29 LINES WE CROSS

$16.99

IMAGE COMICS

7

38

PAPER GIRLS TP VOL 01

$9.99

IMAGE COMICS

8

7

BATMAN WHITE KNIGHT TP

$19.99

DC ENTERTAINMENT

9

3

DARK NIGHTS METAL DELUXE ED HC

$29.99

DC ENTERTAINMENT

10

33

MONSTRESS TP VOL 01 (MR)

$9.99

IMAGE COMICS

Le voci dell'acqua, recensione: lo "schizofrenico" primo graphic novel di Tiziano Sclavi

LVDA cover

Schizofrenia, psicosi cronica che altera le funzioni cognitive e percettive di una persona, provocando allucinazioni visive e auditive, portando a deliri, problemi comportamentali ed emozionali, fino ad ansia e depressione.
A soffrirne è Stavros, protagonista de Le voci dell’acqua, primo “graphic novel” di Tiziano Sclavi, creatore di Dylan Dog, edito da Feltrinelli Comics. Ed è l’acqua presenza incessante di questo racconto, che scorre imperterrita su una città sena nome e grigia, popolata da figure vive ma spente, quasi anonime. Ed è quando l’acqua scorre che Stavros sente delle voci indistinguibili, dei lamenti.

Il lavoro di Sclavi immerge il lettore in un micro-universo fatto di piccoli momenti, situazioni forse reali, forse solo immaginate, in cui ci si perde e il cui filo condutture è sottile, quasi invisibile, lasciando chi legge disorientato e con una storia da ricostruire, da cercare fra le suggestioni di una narrazione scomposta e frammentaria. È come se la schizofrenia del protagonista aprisse mondi, finestre alternative sulle realtà.

le-voci-dell-acqua-1

Il tono del racconto è cupo e desolante, non solo per la pioggia incessante, ma ogni frammento, ogni rapporto umano, è malato, decadente: una ragazza da lasciare, una madre da condannare, un dottore da disobbedire, un capo a cui sottostare. Neanche la morte, tema ricorrente del libro, è consolatoria: non ci sono, dunque, luci, né una riappacificante ironia a là Dylan Dog.

Sclavi ci consegna, dunque, un'opera sconnessa ma altamente sentita, non immediata, su cui ci si ritorna più volte: è il lettore a doverne trovare, anche con una certa fatica, la chiave di decodifica, avvicinandolo ancora di più alla condizione del protagonista. In tal senso, anche un respingimento totale fa parte del gioco, tuttavia è difficile che se ne rimanga indifferenti.

Egregio, dal canto suo, nella messa in scena Werther Dell’Edera, che adopera un tratteggio sottile e nervoso e simula il violento cadere della pioggia anche negli interni, dove sembra suggerirci che questa incessante tempesta riesca a raggiungerci ovunque ci nascondiamo. Il tratto sottile modella anche i volti, spesso in ombra, o appena abbozzati, delineati da pochi elementi essenziali, come se fossero sfuggenti, difficili da catturare. L’atmosfera emanata è suggestiva, grazie a tavole spoglie, essenziali, il cui vuoto si riempie dei tratteggi che donano volume, intensità, diventano elemento essenziale e caratterizzante, quasi narrativo.

le-voci-dell-acqua-2

Una nota sul lettering, a cura di Luca Bertelè, che invece contrasta con le tavole di Dell’Edera, in un risultato che non ci convince a pieno. Non tanto perché sia interamente realizzato in digitale, oggi una consuetudine, ma perché fin troppo “perfetto” e “pulito”, laddove forma dei baloon e font meno tondeggianti e sottili si sarebbero integrati meglio con il lavoro del disegnatore.

Stan Lee - Una vita di Meraviglie e L’Uomo delle Meraviglie: recensione doppia del tributo Panini Comics

stan-lee-meraviglie

Come a tutti noto, lo scorso 12 novembre ci ha lasciati all’età di 95 anni Stanley Martin Lieber, meglio noto come Stan Lee, celebre per essere il co-creatore dell'universo Marvel. L’affetto per “Il Sorridente” è stato tale da coinvolgere in un triste e sentito saluto non solo i fan dei fumetti, ma milioni di persone che hanno amato i suoi personaggi entrati con prepotenza nella cultura popolare attraverso i vari media. È innegabile, infatti, che il contributo di Lee non si fermi solo al mondo della Nona Arte, ma a quello della cultura in generale. A partire dagli anni ’60, infatti, l’autore ed editor ha dato vita, insieme ad artisti quali Jack Kirby e Steve Ditko, a una nuova concezione di fare fumetti e a personaggi quali Spider-Man, X-Men, Fantastici Quattro, Hulk, Avengers, Iron Man e molti altri ancora.

Non è dunque una sorpresa la pubblicazione di ben due instant book da parte di Panini Comics, con il chiaro intento di celebrare la figura di Lee tramite la selezione di alcune delle sue storie più celebri. La particolarità di questa operazione risiede nel fatto che i due volumi più che essere indipendenti e distinti fra loro sono in realtà figli di un unico progetto. Se confezione (brossura e cartonatura), canale di distribuzione (edicola e libreria), prezzo e pagine (9,90€ per 176pp e 25€ per 320pp) indicano la volontà di raggiungere un pubblico diverso e più ampio possibile, è il contenuto che li avvicina. Infatti, i volumi rappresentano due edizioni dello stesso progetto, una “ridotta”, l’altra“estesa”, un po’ come ormai consuetudine delle uscite discografiche in cui lo stesso album presenta edizioni differenti con tracce o dischi extra. A seconda di come la si vede, dunque, un volume è l’edizione estesa del primo o, viceversa, l’altro ne rappresenta la versione ridotta. Il volume “esteso”, ovvero Stan Lee – L’uomo delle Meraviglie (per intenderci, quello cartonato), contiene tutte le storie e gli articoli della versione brossurata, più altro materiale per un numero di pagine quasi doppio. Viene da sé che chi acquista il cartonato può fare a meno dell’altro.

Selezionare un numero circoscritto di storie da una produzione così vasta come quella di Lee che parte dagli anni ’40, certamente non è semplice, pur concentrandosi esclusivamente sul periodo Marvel iniziato nel 1961. Lee, infatti, curava i testi di molte serie contemporaneamente, grazie in particolare al celebre “metodo Marvel” in cui l’autore discuteva con l’artista un soggetto, che veniva sviluppato poi nelle tavole dal disegnatore, passando infine nuovamente nelle mani di Lee che aggiungeva i dialoghi (se, naturalmente, non c’erano modifiche da effettuare). Questo metodo negli anni ha creato anche non pochi problemi nello stabilire il confine fra i ruoli dei fumettisti coinvolti, tuttavia è innegabile che la paternità delle storie vada divisa in maniera equa fra le parti.

Analizziamo le storie selezionate dalla redazione Panini Comics singolarmente, in modo da avere un quadro completo della situazione. Partiamo dal brossurato Stan Lee - Una vita di Meraviglie, considerando anche che le storie qui raccolte sono tutte disponibili nell’altro volume, in questo modo è anche più semplice comprenderne le differenze. Le avventure vengono presentate nei volumi in ordine cronologico. Sottolineiamo, inoltre, che ogni storia (in entrambi i libri) è introdotta da un articolo a cura della redazione Panini. La loro presenza è un valore aggiunto notevole, in special modo per i neofiti.

Stan Lee - Una vita di Meraviglie

fantastic-four-1

I Fantastici Quattro! (disegni di Jack Kirby): di sicuro la prima avventura dei Fantastici Quattro non poteva mancare in una selezione di storie di Stan Lee. Proprio questo pseudonimo, infatti, venne scelto dall’autore quando firmò la sua prima storia su Captain America #3 del maggio 1941 perché lo scrittore voleva conservare il suo vero nome per qualcosa di più “nobile”. Non sapeva ancora, infatti, che proprio i fumetti l’avrebbero consacrato definitivamente. Tuttavia, per tutti gli anni ‘40 e ’50 Lee scrisse centinaia di storie di mostri, avventure western, horror o romantiche. Quando ormai si era stancato di tutto ed era sul punto di abbandonare i fumetti, su spinta dell’editore Martin Goodman lanciò una nuova serie per seguire il successo della DC Comics ottenuto con gli albi della Justice League. La moglie di Lee, allora, lo spinse a scrivere qualcosa di diverso, qualcosa in cui credeva. Nacque così un fumetto rivoluzionario per l’epoca, che pose le fondamenta per la neonata Marvel Comics. Reed, Sue, Johnny e Ben erano diversi dagli altri eroi, la creazione di Lee e Kirby aveva una profondità e un fascino assenti in tutti i fumetti dell’epoca. E le cose erano destinate solo a migliorare… La trama è abbastanza nota, con i 4 protagonisti che affrontano un viaggio nello spazio per tornare sulla Terra completamente mutati. L’avventura presenta ancora la suddivisione in capitoli tipica dell’epoca, e in generale Lee e Kirby devono ancora rodare il loro stile, ma i semi sono ormai stati gettati.

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Spider-Man! (disegni di Steve Ditko): senza ombra di dubbio la origin story più celebre scritta da Lee. L’autore, inizialmente, si era affidato a Kirby per la creazione di questo nuovo personaggio, ma non convinto della sua prova passò il progetto a Steve Ditko per realizzare un eroe più umano e introspettivo. Il risultato è, come si suol dire, storia. La prima avventura di Spider-Man, pubblicata su Amazing Fantasy 15, che un poco lungimirante Goodman chiuse pensando che un eroe del genere fosse improponibile (dovendosi poi, dati di vendite alla mano, ricredersi) è lunga solo 11 pagine: tante ne sono bastate a Lee e a Ditko per narrare premessa, morso del ragno, sviluppo, morte dello zio Ben, cattura del ladro e nascita di un eroe. Tutto qui funziona alla perfezione e il risultato è da classico del fumetto.

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X-Men! (disegni di Jack Kirby): fra le creazioni di Lee e Kirby, gli X-Men sono forse quelli che hanno dovuto attendere di più per “mostrare i muscoli”. È solo con la lunga gestione di Chris Claremont di circa 13 anni dopo, e dunque con la “seconda genesi”, che il gruppo esplode e mostra tutto il suo potenziale. E in effetti anche questa avventura non è certo fra le più memorabili degli autori e la sua presenza è giustificata più che altro dall’essere la prima, appunto, degli X-Men. Forse, nello spazio più striminzito del volume brossurato, avremmo scelto qualcos’altro al suo posto, mentre più logica è la sua presenza nel più ampio tomo cartonato.

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Capitan America si unisce ai… Vendicatori! (disegni di Jack Kirby): la vera risposta alla Justice League arrivò con The Avengers, supergruppo che riunisce i neonati eroi Marvel. Con grande intuizione, Lee e Kirby ripescarono il personaggio di Capitan America, creato proprio dal “Re” insieme a Joe Simon negli anni ’40 e che vantava tirature da un milione di albi. La mossa si rivelò un successo trasformando i due autori in veri Re Mida dei comics. La storia in questione, che ripescava letteralmente il personaggio (Steve Rogers viene ritrovato dal team di eroi in oceano dopo 20 anni di ibernazione) vede un susseguirsi elevato di vicende, in particolar modo i Vendicatori affrontare la minaccia di un Namor senza più regno, in un albo dall’altissimo ritmo che risulta divertente e avvincente ancora oggi, nonostante evidenti e abbondanti ingenuità figlie di un intrattenimento più spensierato.

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Che ci sia… la vita! (disegni di Jack Kirby): il doppio annual numero 6 della testata Fantastic Four esce a 7 anni di distanza dal primo numero della serie. A vederne le tavole e a leggerne la storia sembra sia passata una vita. I due autori sono ormai nel pieno della maturità artistica e il loro stile è ormai rodato ed evoluto. Messe da parte le ingenuità e tutte le caratteristiche che i comics si portavano dietro da decenni, i due fumettisti danno vita a una prova che presenta personaggi complessi e realmente umani, una vicenda drammatica e mai banale e disegni che mostrano un tratto maturo capace di esplodere in splash-page e sperimentali collage ad effetto. Mentre Sue è all’ospedale in attesa di dar alla luce Franklin, il suo primo figlio, Reed, Johnny e Ben viaggiano nella Zona Negativa, affrontando il temibile Annihilus, per prendere l’antimateria che può salvare la vita a Sue nel cui sangue scorrono ancora minacciose le radiazioni cosmiche. Indubbiamente, un qualsiasi albo degli F4 del periodo sarebbe andato ugualmente bene, considerando la qualità media della serie, tuttavia la scelta di proporre questa specifica avventura, fra le più note e apprezzate, è certamente azzeccata.

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Andiamo a sceneggiar! (disegni di Marie Severin): uno dei meriti maggiori di Lee fu quello di inserire negli albi i credits con i nomi degli autori e renderli delle star. Il suo modo di interloquire colloquialmente con i lettori, sia attraverso le rubriche che tramite gli stessi fumetti, trasmetteva un’aria amichevole oltre che spensierata della redazione Marvel. Questa breve storia d’appendice all'annual numero 5 di Amazing Spider-Man vuole mostrare, in maniera ironica, come nasceva una storia dell’Uomo Ragno: nel fumetto, infatti, vediamo Lee, suo fratello Larry Lieber e John Romita (tristemente assente come disegnatore nei due volumi) discutere animatamente per trovare la giusta idea per una nuova avventura.

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Prendi la mano, Fratello! (disegni di Gene Colan): il motto “Super-eroi con super-problemi” si declinava non solo umanizzando gli eroi caricandoli degli stessi problemi della persone comuni (e quindi dei lettori), ma affrontando anche la diversità che veniva rappresentata da Lee nella maniera più corretta possibile considerando la sua sensibilità in tal senso (a lui si deve anche il primo eroe nero, ad esempio). Fra i casi più eclatanti va citato, naturalmente, Daredevil, eroe cieco ma con tutti gli altri sensi potenziati. La complessità del personaggio di Matt Murdock non si deve solo alla sua cecità, ma anche alla sua spiccata morale cattolica contrapposta al suo vestirsi da diavolo, al suo essere un difensore della legge tradizione di giorno, nelle vesti di avvocato, e vigilante “irregolare” di notte, nelle vesti di Daredevil. Questa complessità ha dato vita a cicli di avventure notevoli grazie a una sfilza infinita di autori, rendendo la testata una delle migliori per qualità media di sempre della Marvel. L’avventura qui presente, la numero 47 della testata regolare del 1968, mostra il personaggio nella duplice veste di avvocato e giustiziere impegnato nella difesa un ex poliziotto e militare divenuto cieco e incastrato da un malavitoso perché non si era lasciato corrompere. Una lettura sicuramente interessante e che ben rappresenta il personaggio.

Con Daredevil #47 si chiude, dunque, il volume Stan Lee - Una vita di Meraviglie che, considerando il numero di pagine, presenta una buona e variegata selezione di storie. A nostro avviso, la presenza di X-Men #1 sbilancia troppo il tomo con le origin-story e, considerandola anche leggermente sottotono rispetto alle altre, avremmo preferito che venisse relegata al solo volume cartonato, sostituendola magari qualche altra avventura. Nulla di così trascendentale, comunque, il volume svolge in maniera egregia lo scopo prefissato.

Sicuramente più soddisfacente e ricco risulta il cartonato Stan Lee – L’Uomo delle Meraviglie, che offre un numero di pagine quasi doppio rispetto al brossurato. Tutte le storie fin qui elencate, e contenute nell’altro libro, sono qui presenti, dunque ci concentreremo ora esclusivamente su quelle "aggiuntive". Il sommario, anche in questo caso, è cronologico, e dunque la selezione va a inframezzarsi con le avventure presenti nell’altro volume.

Stan Lee – L’Uomo delle Meraviglie

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Il licantropo – Dove vanno i fantasmi – L’adolescente (disegni rispettivamente di Bill Everet, Steve Ditko e Stan Goldberg): raggruppiamo in un’unica nota le tre storie di apertura, provenienti tutte dalla produzione anni ‘50 di Lee, in cui la casa editrice (all’epoca denominata Atlas) pubblicava riviste contenitrici di vario genere: dall’horror alla fantascienza, dal western alle storie rosa, etc. Trascurate dal precedente volume, queste avventure sono a testimonianza di un modo di fare fumetti completamente differente da quello che sarà poi il metodo Marvel. Abbiamo qui avventure brevi che non hanno un protagonista fisso in cui spesso il finale ribalta totalmente la situazione, colpendo il lettore. Forse ne avremmo inserito una con i “celebri” mostri dai nomi improbabili realizzate con Jack Kirby, ma ad ogni modo la breve selezione è di ottima qualità e indicativa del periodo: una palestra per Lee e i suoi collaboratori.

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L’ira di Replicus (disegni di Jack Kirby): fra le assenze più gravi del precedente volume possiamo citare il non aver inserito una storia di Thor. Dopo i Fantastici 4, il figlio di Odino è sicuramente il personaggio su cui Lee e Kirby hanno riversato più amore e cura. La storia qui presente, del 1967, quindi in piena maturità dei due artisti, è senza ombra di dubbio di alta fattura e mostra una figura umana e drammatica quale la fioraia “Nonna Gardenia”, assistita dal dottor Don Blake (all'epoca alet-ego del Dio del Tuono). Tuttavia, avremmo preferito una storia meno “terrena” è più mitologica in rappresentanza della avventure di Thor.

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Chi piangerà per lui? (disegni di John Buscema): fra le qualità maggiori di Lee troviamo quella di saper scrivere storie che sono figlie dei tempi e che intercettano il sentimento del pubblico. Silver Surfer, personaggio nato come araldo di Galactus sulle pagine di Fantastic Four, in un una celebre trilogia in cui lo vediamo ribellarsi al Divoratore di Mondi, è una figura altamente drammatica e moderna per cui Lee scriverà occasionalmente storie anche nella fase più avanzata della sua carriera, quando ormai aveva abbandonato la scrittura per incarichi più manageriali. Silver Surfer, "surfista d'argento dello spazio", è imprigionato sulla Terra, dalla quale non può scappare, e viene visto con diffidenza dagli umani. Ed è proprio la qualità dell’animo umano al centro di questa storia che lo vede affiancato dal fisico Al B. Harper e battersi contro lo Straniero, che vuole annientare la razza umana. Un’avventura matura e profonda, degna di nota.

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E adesso… Goblin! – Nella morsa di Goblin! – La fine di Goblin! (disegni di Gil Kane): la trilogia composta dagli albi di Amazing Spider-Man #96-98 del 1971 rappresenta l’essenza massima tanto del personaggio che dello stile di Lee. Su spinta dello United States Office of Health, Education and Welfare, l’autore scrive una storia il cui argomento principale è la droga. Peter, la cui relazione con Gwen Stacy è in crisi a causa della morte del padre, per cui la ragazza incolpa Spider-Man, vive con il suo amico Harry Osborn, la cui relazione con Mary-Jane è al capolinea. Proprio la forte depressione per questa rottura spinge Harry a far uso di sostanze stupefacenti. Nel frattempo, al padre Norman torna la memoria e indosserà nuovamente il costume di Goblin torturando il povero Peter. In questo ciclo sono presenti tutti gli elementi classici di Spider-Man, declinati in un racconto drammatico e perfettamente riuscito che fece a meno, per l'occasione, anche dell'approvazione del Comics Code Authority.

stan-lee-captain-america-bruce-timm

Stan Lee incontra lo Stupefacente Uomo Ragno – Capitan America sventa la vendetta del traditore (disegni rispettivamente di Oliver Coipel e Bruce Timm): riuniamo qui le ultime due storie brevi presenti nel volume, entrambe appartenenti alla produzione tarda di Lee (del 2006 la prima, del 2014 la seconda). Stan Lee incontra lo Stupefacente Uomo Ragno è un’ironica avventura in cui, come dichiarato nello stesso titolo, vediamo Spider-Man incontrare il suo creatore e chiedere consigli sull’abbandonare o meno la sua attività da eroe.
Capitan America sventa la vendetta del traditore è, invece, la versione a fumetti della storia in prosa scritta da Lee su Captain America #3 del 1941, che segnò il suo esordio come autore. L’avventura, realizzata come parte dei festeggiamenti per i 75 anni della Marvel, chiude così in un cerchio ideale sia la carriera di Lee che questo volume.

Stan Lee – L’Uomo delle Meraviglie soddisfa certamente di più il lettore rispetto alla sua controparte brossurata presentando una selezione più ampia e articolata della produzione di Lee. Nonostante centinaia di storie da cui attingere (su tutte, si fa notare l’assenza di Amazing Spider-Man #50: “Spider-Mano No More!”, fra le avventure più celebri scritte dall’autore), la scelta ci appare ragionata e valida e rappresenta un ottimo volume tanto per chi vuole conosce l’autore, tanto per chi ama ricordarlo e leggere di tanto in tanto le sue avventure. Per chi ne volesse ancora, segnaliamo il mega-volume da collezione Stan Lee: Marvel Treasury Edition uscito qualche mese fa.

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