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Ottobre 2026 - Comicus

Intervista a David Mack: La carriera dell'artista di Kabuki, passando per Daredevil, Echo e Dark Shots

Durante l’ultima edizione del Napoli Comicon, grazie a Mirage Comics, abbiamo avuto l’opportunità di intervistare David Mack, l’autore di Kabuki (qui la nostra recensione del volume pubblicato dalla Mirage) e di un noto ciclo di Daredevil, nel quale ha dato vita al personaggio di Echo.
Potete ascoltare le sue risposte nel video qui di seguito oppure leggerle nella sua trascrizione.

Intervista a cura di Antonio Ausilio e Luca Tomassini. 
Editing video di Gennaro Costanzo.



Antonio: Ciao David, come stai?
Bene grazie. Sono molto felice di essere qui!

Antonio: È la tua prima volta a Napoli, giusto?
Sì, è la mia prima volta a Napoli. Sono arrivato in aereo a Milano, sono andato a Como, quindi in auto a Firenze, Perugia, Roma e infine a Napoli.

Antonio: Praticamente hai visitato quasi tutta l'Italia?
Sì, è stato un bel viaggio che ho fatto nelle ultime due settimane. In passato sono stato anche a Bologna e all’Etna Comics in Sicilia. Vengo in Italia ogni anno. Amo il vostro paese.

Antonio: Mirage Comics sta ristampando Kabuki, il tuo primo capolavoro. Ti piace questa nuova edizione? Potresti anche spiegare ai nuovi lettori la genesi del personaggio? Da dove ti è venuta l’ispirazione?
Sono molto grato alla Mirage Comics per aver deciso di pubblicare integralmente Kabuki. Il primo volume è già disponibile e speriamo che il secondo sia pronto per Lucca, alla fine di ottobre. Vorrei tornare in Italia per quell’occasione. Per completare tutta la saga di Kabuki saranno necessari quattro volumi. Si tratta del mio primo fumetto, grazie al quale la Marvel mi ha poi chiamato per scrivere Daredevil.È un’opera che ho realizzato mentre ero al college e a ogni lezione, che fosse di grafica, storia, mitologia o letteratura convincevo l’insegnante a farmici lavorare, spiegando perché avesse i requisiti per far parte di quello specifico corso, fino a utilizzarla come tesi di laurea.

Luca: David, il tuo stile è una sofisticata combinazione di tecniche differenti. All’inizio della tua carriera è stato difficile passare dalle case editrici indipendenti ai grandi editori come la Marvel? È stato difficile mantenere intatta la tua visione artistica?
Sono molto grato di aver avuto il tempo di sviluppare il mio stile per conto mio, lavorando in una casa editrice indipendente e realizzando le mie opere creator-owned. Ho potuto raccontare molte delle mie storie con Kabuki e lasciare che fosse la storia stessa a guidare la mia evoluzione come autore. Credo che questo mi abbia giovato. Se avessi iniziato direttamente alla Marvel o presso un editore più grande, forse avrei sentito il peso di certe aspettative e la necessità di seguire quello che viene percepito come uno “stile della casa”. Io, invece, non l’ho vissuta così. Quando la Marvel mi assunse come sceneggiatore di Daredevil, avevo già accumulato un corpus abbastanza ampio di lavori grazie a Kabuki. Sentivo che mi avevano scelto proprio sulla base di quel percorso. Successivamente mi chiesero anche di realizzare dei disegni. Fu Joe Quesada ad assumermi. Joe Quesada e Jimmy Palmiotti stavano occupandosi della parte artistica di Daredevil, mentre io subentrai alla sceneggiatura dopo Kevin Smith. A un certo punto Joe mi disse: “Perché non fai anche qualche copertina? Sei anche un disegnatore”. E io risposi: “Ma no, nessuno alla Marvel vuole vedere i miei disegni. Sono felice di scrivere la serie”. Lui invece insistette: “Vogliono vedere il tuo lavoro”. Sono davvero riconoscente a Joe per aver insistito affinché iniziassi dalle copertine. Così ho semplicemente fatto il lavoro che so fare, ed era proprio ciò che desideravano. Non ho avuto la sensazione di dover cambiare troppo .Penso che alcune persone vivano quell’esperienza in modo diverso, ma la mia impressione è che le grandi aziende vogliano assumerti proprio perché fai qualcosa di differente. E credo che il modo migliore per essere notati da un grande editore sia costruirsi una voce unica, distinta da quella di tutti gli altri.

Antonio: Restando a Daredevil, quando hai sviluppato il personaggio di Echo, hai evitato di creare un character speculare al Diavolo Rosso, ma, in ogni caso, hai cercato di bilanciare la cecità di Matt Murdock con la sordità di Maya Lopez. Per quale motivo hai preso questa decisione?
Stavo portando avanti Daredevil e Joe Quesada mi disse che potevo realizzare qualsiasi storia volessi, purché creassi un personaggio completamente nuovo. Secondo lui, infatti, tutti quelli che cominciavano a scrivere Daredevil volevano sempre utilizzare Elektra, Bullseye, Wilson Fisk. Kingpin, oltretutto, è stato pure preso in prestito da Spider-Man. Fu un’autentica sfida dal punto di vista creativo e sono davvero grato a Joe per avermelo proposto. A ogni modo, guardando a Daredevil, si tratta di un personaggio che percepisce il mondo in maniera diversa dalle altre persone. Quindi, ho pensato che potesse essere interessante avere un altro personaggio con caratteristiche simili, in modo che si creasse una sintonia tra i due, considerando che entrambi si sentivano diversi dalla maggior parte delle persone. Ma, come tu hai detto, Maya Lopez raccoglie le sue informazioni sul mondo attraverso la vista, non attraverso l’udito come Daredevil. Pertanto, anche se potevano relazionarsi l’uno con l’altro, proprio perché diversi dalle altre persone, allo stesso tempo, le loro diversità avrebbero potuto creare dei malintesi e allontanarli. Una dinamica secondo me interessante da esplorare.

Luca: David, parliamo della tua collaborazione con Brian Michael Bendis. Siete amici molto stretti. Se ricordo bene, avete lavorato insieme per la prima volta insieme (in Marvel) a un arco narrativo di Daredevil intitolato Wake Up, che ricordo con grande affetto. Puoi raccontarci qualcosa della chimica tra te e Brian? E una domanda: è più facile o più difficile lavorare con un amico?
Grazie per avermi chiesto di Brian Michael Bendis. Sì, Brian Bendis e io siamo migliori amici dal 1993. Ci siamo conosciuti durante una convention a Chicago. Io stavo scrivendo Kabuki e cercavo un disegnatore. Quando incontrai Brian, lui scriveva e disegnava i suoi fumetti noir e polizieschi.Mi mostrò uno dei suoi fumetti crime e io gli suggerii di usare più ombre nell'inchiostrazione, perché la storia aveva un'atmosfera noir. Gli piacque molto il mio consiglio. All'epoca Brian trovava lavoro soprattutto come disegnatore a matita e, la prima volta che ci incontrammo, fu proprio lui a procurarmi un lavoro come suo inchiostratore. Così, nei primi anni Novanta, lavorammo insieme come team matitista-inchiostratore su diversi progetti indipendenti che... probabilmente è meglio non nominare, perché non dovreste andare a cercarli! Non erano un granché, ma erano il nostro periodo di formazione. Realizzammo insieme un adattamento di The Call of Cthulhu di H.P. Lovecraft, lavorammo su alcuni progetti per Caliber Comics, facemmo una serie dedicata a Dracula e varie altre cose. Come coppia artistica funzionavamo davvero molto bene.In origine Brian avrebbe dovuto essere il disegnatore di Kabuki. Ho ancora alcuni disegni di Kabuki realizzati da lui nel 1993. Mentre lavoravamo ai nostri progetti creator-owned, grazie a Kabuki ricevetti l'offerta di scrivere Daredevil. Come dicevo prima, Joe Quesada mi chiese di realizzare anche le copertine. Io risposi: "No, alla Marvel vogliono vedere solo i tuoi disegni."E lui disse: "Fai la prima copertina da solo. Le altre le realizzeremo insieme."All'epoca non esistevano né le e-mail né gli scanner. Siamo negli anni Novanta. Io preparavo uno schizzo della copertina di Daredevil, Joe Quesada la disegnava a matita, Jimmy Palmiotti la inchiostrava e poi mi spedivano l'originale in una scatola FedEx.Io prendevo quella tavola originale e ci dipingevo direttamente sopra, sperando di non rovinarla. Poi la rimettevo nella scatola FedEx e la rispedivo indietro. In una di quelle spedizioni infilai anche alcuni fumetti indipendenti in bianco e nero di Brian. Inserii nella scatola la sua miniserie in quattro numeri Torso. Era un po' come un cavallo di Troia. Quesada mi chiamò e disse:"Ho ricevuto la copertina... ma cosa sono tutti questi fumetti indipendenti in bianco e nero?" Gli risposi: "Appartengono al mio migliore amico, Brian Bendis. Sono suoi lavori. Collaboriamo insieme e pensavo fosse giusto farteli vedere." Joe mi disse: "Il suo stile grafico non mi convince molto." E io risposi: "Va bene, però leggili comunque. Magari ti piaceranno le storie." Qualche tempo dopo mi richiamò e disse: "Come scrittore ha davvero del potenziale." In quel periodo io scrivevo Daredevil e Joe lo disegnava, ma nel frattempo era diventato Editor-in-Chief della Marvel. Le uscite della serie iniziavano ad accumulare ritardi perché il suo nuovo incarico gli lasciava poco tempo per disegnare. Così mi chiese: "Tu stai già scrivendo Daredevil. Perché non ti occupi anche dei disegni?" Io gli risposi: "Sì... però sto realizzando contemporaneamente anche Kabuki per Image Comics. Sarebbe davvero troppo lavoro." Allora gli proposi: "Perché non coinvolgiamo Brian?" In pratica passai dall'essere solo sceneggiatore di Daredevil a occuparmi temporaneamente anche dei disegni del numero successivo, così da poter far ottenere a Brian Bendis un incarico come sceneggiatore e lavorare insieme. Da quella scelta nacque proprio la storia Wake Up di cui parlavi. Quello fu il nostro primo lavoro alla Marvel. Grazie a quel progetto Brian ebbe poi l'opportunità di proporre Ultimate Spider-Man. Successivamente realizzammo insieme Alias con Jessica Jones, per il quale io dipinsi anche le copertine. Più avanti scrivemmo insieme Daredevil: End of Days. Nel corso degli anni abbiamo collaborato moltissimo, sia nei fumetti indipendenti sia alla Marvel. Infine abbiamo creato una nostra serie creator-owned intitolata Cover. Dopo oltre trent'anni di amicizia siamo finalmente riusciti a realizzare una serie completamente nostra, ideata insieme dall'inizio alla fine.»

Luca: Dopo così tanti anni è stato difficile ritrovare la stessa sintonia lavorando di nuovo con Brian?
Direi che ogni progetto ha avuto una chimica tutta sua. Lavorare con Brian non è mai stato difficile. Anzi, è sempre un piacere. È un collaboratore eccezionale. Contribuisce tantissimo al progetto, ma allo stesso tempo vuole che chi lavora con lui si senta libero di esprimersi e abbia lo spazio necessario per dare il proprio contributo creativo. È una cosa che apprezzo molto. Da Brian ho imparato tantissimo su come comunicare con gli altri collaboratori in modo efficace e diplomatico.  È davvero molto bravo in questo. Lavorare insieme è stato semplicemente un piacere.»

Antonio: L’ultima domanda riguarda il nuovo libro con Mirage, Dark Shots. Una collaborazione di diversi artisti. Puoi dirci qualcosa a riguardo?
Ho incontrato Francesco Marcantonini, l’editore, due anni fa a Como e dopo solo un anno aveva già pubblicato quattro delle mie opere in volumi cartonati. E adesso, dopo un altro anno, ancora nuovi libri, tra cui l’integrale di Kabuki e Dark Shots. Quest’ultimo è un’antologia in cui l’amico Federico Mele ha scelto vari artisti, a cui ha suggerito alcune idee per nuove storie. A me ha mandato una lista con sei diverse proposte. Ognuna aveva solo una o due righe di descrizione. Io ho scelto l’ultima e gli ho detto: “Facciamola insieme” e lui ha usato la copertina basata sulla nostra storia come variant del libro. Ci sono molti autori italiani nel volume, tra i quali anche Sara Pichelli, che ha creato Miles Morales insieme a Bendis. Insomma, si è trattato di una collaborazione incredibile assieme a meravigliosi partner italiani.

Antonio: Grazie mille, David!
David Mack: grazie a voi. È stato davvero un piacere.

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Avengers: Doomsday: l'evento al SDCC e il nuovo poster col costume completo del Dottor Destino

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Nel corso del panel dei Marvel Studios alla San Diego Comic-Con, dedicato ad Avengers: Doomsday, sono stati presentati un trailer esclusivo riservato ai partecipanti della Hall H e un nuovo poster promozionale che mostra il Dottor Destino con il costume completo. Il film, diretto da Joe e Anthony Russo, arriverà nelle sale il 16 dicembre in Italia.

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Sul palco sono saliti i due registi insieme a gran parte del cast, tra cui Rebecca Romijn, Kelsey Grammer, James Marsden, Lewis Pullman, Tenoch Huerta, David Harbour, Hannah John-Kamen, Letitia Wright, Winston Duke, Simu Liu, Danny Ramirez, Anthony Mackie, Paul Rudd, Pedro Pascal, Hayley Atwell, Chris Evans e Robert Downey Jr., che hanno concluso l'incontro con un selfie insieme al pubblico.

Ai partecipanti sono inoltre stati distribuiti una maschera e un mantello ispirati a Doctor Doom. Con la sala illuminata di verde, Downey Jr. ha preso la parola ricordando l'annuncio del suo ritorno nel Marvel Cinematic Universe avvenuto durante il Comic-Con del 2024. L'attore ha ringraziato i fan per il sostegno ricevuto e ha scherzato sulla sfida di interpretare il principale antagonista del nuovo capitolo degli Avengers.

A sorpresa è poi comparso tra il pubblico un Deadpool con il costume grigio della X-Force, rivelatosi essere Ryan Reynolds, che ha interagito con il cast lasciando intendere il desiderio di prendere parte al film.

Il trailer mostrato in esclusiva si apre con Victor Von Doom, interpretato da Robert Downey Jr., seduto su un trono, mentre Sue Storm (Vanessa Kirby) racconta il suo passato e il rapporto che lo lega ai Fantastici Quattro, in particolare a Reed Richards (Pedro Pascal). Secondo quanto mostrato nelle immagini, Doom è un uomo profondamente segnato dalle perdite subite.

Le sequenze includono anche numerosi protagonisti del Marvel Cinematic Universe e degli X-Men, tra cui Thor (Chris Hemsworth), Captain America (Chris Evans), Black Panther (Letitia Wright), Shang-Chi (Simu Liu), Loki (Tom Hiddleston), Cyclops (James Marsden), Magneto (Ian McKellen) e Gambit (Channing Tatum). In uno dei momenti principali del trailer, Doom affronta Thor, blocca il suo martello e richiama un esercito di Sentinel, i celebri robot dell'universo degli X-Men.

Durante il panel sono stati inoltre annunciati Ghost Rider, con Ryan Gosling protagonista e Shawn Levy alla regia, e Black Panther 3 con l'ingresso di David Jonsson come T'Challa II, previsto anch'esso per il 2028.

Trovate un po' di immagini dell'evento nella gallery in basso.

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Ryan Gosling sarà Ghost Rider nel nuovo film Marvel in arrivo nel 2028

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Dopo mesi di indiscrezioni, è arrivata la conferma ufficiale: Ryan Gosling interpreterà Ghost Rider nel nuovo film dei Marvel Studios, annunciato nel corso del panel dedicato alla casa editrice al San Diego Comic-Con.

Il lungometraggio è previsto nelle sale nel 2028 e segnerà una nuova collaborazione tra Gosling, il regista Shawn Levy e lo sceneggiatore Jonathan Tropper, già impegnati insieme in Star Wars: Starfighter, la cui uscita è fissata per il 28 maggio 2027. Levy dirigerà anche Ghost Rider, mentre Tropper firmerà la sceneggiatura.

Sul grande schermo il personaggio era stato interpretato in passato da Nicolas Cage nei film Ghost Rider (2007) e Ghost Rider: Spirit of Vengeance (2011). Le due pellicole hanno incassato complessivamente oltre 361 milioni di dollari a livello mondiale.

I film dedicati a Ghost Rider seguono le vicende di Johnny Blaze, stuntman motociclistico che vende la propria anima e si trasforma in un agente soprannaturale della vendetta.

Nel cast del primo film figurava anche Eva Mendes, compagna di Gosling, nel ruolo di Roxane Simpson. Durante l'annuncio non sono state fornite indicazioni su un suo eventuale ritorno nel nuovo progetto.

Per Ryan Gosling si tratta dell'ennesimo impegno con il marchio Disney, dopo gli esordi giovanili nel programma televisivo The All New Mickey Mouse Club e la partecipazione a Star Wars: Starfighter. L'attore era inoltre inizialmente previsto nel misterioso progetto dei Daniels per Universal, ma ha successivamente lasciato il film per problemi di calendario, una scelta che, secondo quanto riportato, sarebbe probabilmente legata agli impegni con Ghost Rider.

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David Jonsson sarà il nuovo Pantera Nera in Black Panther 3

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Durante il panel dei Marvel Studios al San Diego Comic-Con, il regista Ryan Coogler ha annunciato che Black Panther 3 arriverà nelle sale il 15 dicembre 2028. Nell'occasione è stato inoltre confermato che David Jonsson interpreterà T'Challa II, il figlio ormai adulto di T'Challa, personaggio introdotto nella scena dopo i titoli di coda di Black Panther: Wakanda Forever.

Nel nuovo film, T'Challa II sarà al centro della storia mentre affronta il proprio percorso di crescita con lo sguardo rivolto al trono del Wakanda. Coogler ha inoltre rivelato che la pellicola sarà girata interamente in formato analogico su pellicola di grande formato, una scelta che rappresenta una prima volta per il Marvel Cinematic Universe.

Nel cast è confermata anche la presenza di Denzel Washington, già annunciata in precedenza.

Il primo Black Panther, uscito nel 2018, ha incassato 1,3 miliardi di dollari nel mondo e conquistato tre Premi Oscar, consacrando Chadwick Boseman nel ruolo di T'Challa, sovrano del Wakanda. L'attore è scomparso nell'agosto 2020 a causa di un cancro. Il sequel del 2022, Black Panther: Wakanda Forever, ha raccontato le conseguenze della morte del personaggio e ha raggiunto un incasso globale di 859 milioni di dollari, vincendo l'Oscar per i costumi assegnato a Ruth E. Carter, diventata la prima donna nera a ottenere due Academy Awards.

Sul palco del Comic-Con erano presenti anche Letitia Wright, Winston Duke, il presidente dei Marvel Studios Kevin Feige e lo stesso David Jonsson. Il personaggio di Toussaint, noto anche come T'Challa II, era stato introdotto da Lupita Nyong'o nei panni di Nakia nella scena post-credit di Black Panther: Wakanda Forever.

Negli ultimi anni David Jonsson è apparso nei film The Long Walk, diretto da Francis Lawrence e tratto dal romanzo di Stephen King, e Alien: Romulus di Fede Álvarez. In televisione ha interpretato Gus Sackey nella serie Industry di HBO, oltre a vestire i panni di Dom nel film Rye Lane (2023).

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Indiana Jones: annunciata mini a fumetti Marvel di Jason Aaron e Aaron Kuder

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Nel corso del panel dedicato a Lucasfilm Publishing al San Diego Comic-Con, Marvel Comics ha annunciato Indiana Jones and the Sword of Pandemonium, miniserie di cinque numeri che debutterà a dicembre. La serie è scritta da Jason Aaron e disegnata da Aaron Kuder, inaugurando una nuova fase dei fumetti Marvel dedicati all'archeologo creato da George Lucas.

La vicenda è ambientata dopo gli eventi di I predatori dell'arca perduta e vede Indiana Jones coinvolto in una corsa attorno al mondo dopo che alcuni dei suoi più pericolosi nemici si mettono sulle tracce di una misteriosa arma biblica. Quando Marion Ravenwood entra in possesso dell'artefatto, Indy intraprende una nuova spedizione che intreccia archeologia ed elementi soprannaturali.

«Volevo vivere avventure al fianco di Indiana Jones da quando avevo otto anni», ha dichiarato Jason Aaron, spiegando che la serie riprenderà il personaggio subito dopo gli eventi del primo film. Aaron Kuder ha invece commentato il proprio entusiasmo per il progetto, definendo Indiana Jones un personaggio che si presta naturalmente al linguaggio del fumetto.

Il primo albo sarà pubblicato con una copertina principale realizzata da Bryan Hitch, una variant firmata da Alex Ross e il primo tassello di una serie di cinque copertine collegate disegnate dallo stesso Aaron Kuder.

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Deniz Camp e Javier Rodriguez al lavoro su Shadow of the Bat, Fraction e Snyder sullo speciale del Batman Day 2026

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Nel corso del San Diego Comic-Con 2026, DC ha presentato nuovi dettagli su due progetti dedicati a Batman: la nuova serie regolare Shadow of the Bat e lo speciale Batman of Two Worlds #1, previsto per il Batman Day 2026.

Shadow of the Bat, è il nuovo lavoro di Deniz Camp e Javier Rodriguez, già autori della serie vincitrice agli Eisner Award Absolute Martian Manhunter come miglior serie limitata. Il fumetto si svolgerà parallelamente agli eventi narrati in Batman di Matt Fraction e Detective Comics di Tom Taylor.

Durante il panel del Comic-Con, Deniz Camp (qui la mostra intervista all’autore) ha spiegato che la serie racconterà un Batman alle prese con il fallimento delle istituzioni e con il proprio trauma personale, in parallelo a quello vissuto dagli abitanti di Gotham dopo una massiccia esplosione in un impianto chimico e gli altri eventi traumatici che hanno segnato la città.

Lo sceneggiatore ha inoltre anticipato che la serie introdurrà nuovi personaggi e nuovi antagonisti, con l'obiettivo di proporre una nuova interpretazione del Cavaliere Oscuro. DC non ha ancora comunicato una data per la pubblicazione per Shadow of the Bat.

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L'editore ha inoltre annunciato Batman of Two Worlds #1, uno speciale albo autoconclusivo che sarà pubblicato in occasione del Batman Day 2026. Il fumetto sarà disponibile in esclusiva il 19 settembre 2026 presso le fumetterie aderenti all'iniziativa in tutto il mondo.

L'albo, in formato oversize, conterrà due storie inedite. La prima è firmata da Matt Fraction ai testi e Javi Fernández ai disegni, con i colori di Tomeu Morey e il lettering di Clayton Cowles. La seconda sarà invece dedicata ad Absolute Batman e vedrà al lavoro Scott Snyder e Nick Derington, con i colori di Frank Martin e il lettering di Tom Napolitano.

Secondo Matt Fraction, il volume offrirà due differenti interpretazioni di Batman, mettendone a confronto le strutture morali, etiche e politiche per evidenziarne somiglianze e differenze.

Scott Snyder ha invece spiegato che i team creativi hanno lavorato per valorizzare gli elementi distintivi di ciascuna versione del personaggio, con entrambe le storie incentrate sul particolare concetto di giustizia incarnato da Batman.

La copertina di Batman of Two Worlds #1 è realizzata da Jorge Jiménez, Nick Dragotta e Frank Martin, e raffigura entrambe le incarnazioni del Cavaliere Oscuro.

L'albo sarà venduto al prezzo di 2,99 dollari e sarà disponibile esclusivamente in occasione del Batman Day 2026.

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I vincitori degli Eisner Awards 2026

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I Will Eisner Comic Industry Awards 2026 sono stati assegnati ieri, venerdì 24 luglio, nel corso di una cerimonia ospitata all'Hilton San Diego Bayfront Hotel, nell'ambito del San Diego Comic-Con International.

Tra gli editori, DC è risultata la più premiata con 10 riconoscimenti, tra cui quelli per Best Continuing Series, Best Limited Series, Best Anthology, Best Single Issue/One-Shot e Best Graphic Album—Reprint. Premi anche per i fumettisti Jamal Campbell, Javier Rodríguez, Hassan Otsmane-Elhaou e Jordie Bellaire.

Image Comics ha ottenuto quattro premi, incluso quello per Best New Series con Assorted Crisis Events. Tra i riconoscimenti individuali figurano ancora Hassan Otsmane-Elhaou, Jordie Bellaire e Martin Simmonds.

This Place Kills Me, scritto da Mariko Tamaki e disegnato da Nicole Goux, ha vinto entrambe le categorie in cui era candidato: Best Publication for Teens e Best Writer, quest'ultimo assegnato a Tamaki. L'editore Abrams Fanfare ha conquistato tre premi complessivi, mentre Abrams ComicArts ne ha ottenuto un altro.

Nel corso della serata è stato consegnato anche il 22° Bill Finger Award for Excellence in Comic Book Writing, assegnato a Jenny Blake Isabella (Black Lightning, Luke Cage, Ghost Rider) e, alla memoria, a Martin Pasko (Dr. Fate, Metal Men, Justice League of America). Il premio è stato consegnato da Mark Evanier e Athena Finger, nipote di Bill Finger.

Il Bob Clampett Humanitarian Award è stato assegnato a Wendy Pini e Richard Pini, creatori di Elfquest, per la donazione di 500.000 dollari destinata alla Columbia University per l'istituzione del Wendy and Richard Pini Comics and Cartoon Endowment.

Il Will Eisner Spirit of Comics Retailer Award 2026 è andato alla fumetteria Books with Pictures di Eugene (Oregon), gestita da Andréa Gilroy e Katie Pryde. Si tratta della seconda sede della catena a ricevere il riconoscimento, dopo quella di Portland.

Il Russ Manning Promising Newcomer Award è stato assegnato a Stipan Morian, disegnatore di Our Soot Stained Heart (Mad Cave Studios) e 20th Century Men (Image Comics).

Sempre nella giornata di venerdì si è svolta una cerimonia separata dedicata alla Hall of Fame. La giuria ha inserito tra i nuovi membri, alla memoria, Edwina Dumm, Ollie Harrington, Don Heck, Abe Kanegson, Paul S. Newman, Héctor Germán Oesterheld, Tom Palmer Sr. e Jimmy Swinnerton.

Tra gli autori viventi sono entrati nella Hall of Fame Bob Bolling, Gerry Conway, Denys Cowan, Mike Friedrich, Lee Marrs, Go Nagai, Bud Plant, Mike Royer, Dave Sim, Carol Tyler e Rick Veitch.

Per la categoria Voters' Choice, i nuovi membri della Hall of Fame sono Colleen Doran, Jeff Smith, Chris Ware e, alla memoria, Akira Toriyama.

Di seguito tutti i vincitori dei premi. 

BEST SHORT STORY

  • “Blood Harvest,” in Brain Damage, by Shintaro Kago, translated by Zack Davisson (Fantagraphics)
  • “The Curse Room,” in Brain Damage, by Shintaro Kago, translated by Zack Davisson (Fantagraphics)
  • “Football Is Not War,” by R. K. Russell and Wilfred Santiago, in Come Out and Play: The Queer Sports Project (Stacked Deck Press)
  • “Red Snapper in the Rea,” by Michael D. Kennedy, in Milk White Steed (Drawn & Quarterly)
  • “trAPPed” by Anand RK, Suparna Sharma, and Natalie Obiko Pearson (Bloomberg News)

BEST SINGLE ISSUE/ONE-SHOT

  • Absolute Batman 2025 Annual #1, by Daniel Warren Johnson, James Harren, and Meredith McClaren (DC)
  • Absolute Martian Manhunter #1, by Deniz Camp and Javier Rodriguez (DC)
  • Assorted Crisis Events #4, by Deniz Camp and Eric Zawadski (Image)
  • Coin-Op no. 10: Wet Cement, by Peter and Maria Hoey (Coin-Op Books)
  • Ice Cream Man #43: “One Page Horror Stories,” by W. Maxwell Prince and others (Image)
  • Something Is Killing the Children: A Monster Walks into a Bar #1, by James Tynion IV and Werther Dell’Edera (BOOM! Studios)

BEST CONTINUING SERIES

  • Absolute Batman, by Scott Snyder, Nick Dragotta, and others (DC)
  • Absolute Wonder Woman, by Kelly Thompson, Hayden Sherman, and Mattia De Iulis (DC)
  • The Department of Truth, by James Tynion IV and Martin Simmonds (Image)
  • FML, by Kelly Sue DeConnick and David Lopez (Dark Horse)
  • The Power Fantasy, by Kieron Gillen and Caspar Wijngaard (Image)
  • Storm, by Murewa Ayodele, Lucas Werneck, and others (Marvel)

BEST LIMITED SERIES

  • Absolute Martian Manhunter, by Deniz Camp and Javier Rodriguez (DC)
  • Beneath The Trees Where Nobody Sees: Rite of Spring, by Patrick Horvath (IDW)
  • Bronze Faces, by Shobo, Shof, and Alexanre Tefenkgi (BOOM! Studios)
  • Crownsville, by Rodney Barnes and Elia Bonetti (Oni Press)
  • Everything Dead and Dying, by Tate Brombal and Jacob Phillips (Image)
  • Out of Alcatraz, by Christopher Cantwell & Tyler Crook (Oni Press)

BEST NEW SERIES

  • Assorted Crisis Events, by Deniz Camp and Eric Zawadski (Image)
  • Batman Vol. 4, by Matt Fraction and Jorge Jiménez (DC)
  • Black Cat, by G. Willow Wilson and Gleb Melnikov (Marvel)
  • Exquisite Corpses, by James Tynion IV, Pornsak Pichetshote, Michael Walsh, and others (Image)
  • Ghost Pepper, by Ludo Lullabi (Image)
  • Temporal, by Stephanie Williams and Asiah Fulmore (Mad Cave)

BEST PUBLICATION FOR EARLY READERS

  • All the Hulk Feels, by Dan Santat (Abrams Fanfare/Marvel)
  • The Faraway Forest: Wally’s Route, by Debbie Fong (Chronicle Books)
  • The Fire-Breathing Duckling, by Frank Cammuso (TOON Books)
  • Night Light, by Michael Emberley (Holiday House)
  • Steve, A Rare Egg, by Kelly Collier (Kids Can Press)

BEST PUBLICATION FOR KIDS

  • The Cartoonists Club, by Raina Telgemeier and Scott McCloud (Scholastic Graphix)
  • Chickenpox, by Remy Lai (Henry Holt Books for Young Readers)
  • Creature Clinic, by Gavin Aung Than (First Second)
  • Night Chef: An Epic Tale of Friendship with a Side of Deliciousness! By Mika Song (Random House Graphic)
  • Oasis, by Guojing (Godwin Books/Henry Holt Books for Young Readers)
  • A Song for You and I, by K. O’Neill (Random House Graphic)

BEST PUBLICATION FOR TEENS

  • Angelica and the Bear Prince, by Trung Le Nguyen (Random House Graphic)
  • Clementine: Book Three, by Tillie Walden (Image Skybound)
  • Everyone Sux But You, by K. Wroten (Henry Holt Books for Young Readers)
  • Hello Sunshine, by Keezy Young (Little, Brown Ink)
  • This Place Kills Me, by Mariko Tamaki and Nicole Goux (Abrams Fanfare)
  • Trumpets of Death, by Simon Bournel-Bosson, translated by Edward Gauvin (Graphic Universe/Lerner)

BEST HUMOR PUBLICATION

  • And to Think We Started as a Book Club, by Tom Toro (Andrews McMeel Universal)
  • Ew, It’s Beautiful: A False Knees Comics Collection, by Joshua Barkman (Andrews McMeel Universal)
  • The Great British Bump-Off: Kill or Be Quilt, by John Allison and Max Sarin (Dark Horse)
  • Jeff the Land Shark, by Kelly Thompson and Tokitokoro (Marvel)
  • Physics for Cats, by Tom Gauld (Drawn & Quarterly)
  • Spent: A Comic Novel, by Alison Bechdel (Mariner Books)

BEST ANTHOLOGY

  • Come Out and Play: The Queer Sports Project, edited by Meghan Kemp-Gee and Megan Praz (Stacked Deck Press)
  • DC Pride 2025, edited by Andrea Shea and Jillian Grant (DC)
  • Noir Is the New Black Season 2 (FairSquare Graphics)
  • Stardust the Super Wizard Anthology, edited by Van Jensen (Blue Creek Creative)
  • 2000AD 2026 Annual Featuring Judge Dredd, edited by Oliver Pickles (Rebellion)

BEST REALITY-BASED WORK

  • Black Arms to Hold You Up: A History of Black Resistance, by Ben Passmore (Pantheon)
  • Do Admit: The Mitford Sisters and Me, by Mimi Pond (Drawn & Quarterly)
  • Fela: Music Is the Weapon, by Jibola Fagbamiye and Conor McCreery (Amistad)
  • Globetrotters: Nellie Bly and Elizabeth Bisland’s World Tour, by Julian Voloj and Julie Rocheleau (Abrams ComicArts)
  • Muybridge, by Guy Delisle, translated by Helge Daschert and Rob Aspinal (Drawn & Quarterly)
  • Surrounded: America’s First School for Black Girls, 1832, by Wilfrid Lupano and Stéphane Fert (ABLAZE)

BEST GRAPHIC MEMOIR

  • The Ephemerata: Shaping the Exquisite Nature of Grief, by Carol Tyler (Fantagraphics)
  • My Life in 24 Frames Per Second, by Rintaro (Kana Manga US)
  • It Rhymes with Takei, by George Takei, Harmony Becker, Steven Scott, and Justin Eisinger (Top Shelf)
  • Precious Rubbish, by Kayla E. (Fantagraphics)
  • Raised by Ghosts, by Briana Loewinsohn (Fantagraphics)
  • Talking to My Father’s Ghost: An Almost True Story, by Alex Krokus (Chronicle)

BEST GRAPHIC ALBUM—NEW

  • Cannon, by Lee Lai (Drawn & Quarterly)
  • Drome, by Jesse Lonergan (23rd St. Books)
  • The Fable of Erkling Woods, by Juni Ba (Goats Flying Press)
  • A Garden of Spheres, by Linnea Sterte (Peow2)
  • More Weight: A Salem Story, by Ben Wickey (Top Shelf)
  • Shadows of the Sea, by Cathy Malkasian (Fantagraphics)

BEST GRAPHIC ALBUM—REPRINT

  • Beneath the Trees Where Nobody Sees: Storybook Edition, by Patrick Horvath (IDW)
  • Ginseng Roots: A Memoir, by Craig Thompson (Pantheon)
  • Goes Like This, by Jordan Crane (Fantagraphics)
  • Superman’s Pal, Jimmy Olsen: The Deluxe Edition, by Matt Fraction and Steve Lieber (DC)
  • Tongues, by Anders Nilsen (Pantheon)

BEST ADAPTATION FROM ANOTHER MEDIUM

  • Alanna: The First Adventure (Song of the Lioness, Book 1), by Tamora Pierce, adapted by Vita Ayala and Sama Beck (Abrams Fanfare)
  • The Compleat Angler: A Graphic Adaptation, by Izaak Walton, adapted by Gareth Brookes (SelfMadeHero)
  • Dead Man Walking: Graphic Edition, by Sister Helen Prejean, adapted by Rose Vines and Catherine Anyango Grünewald (Random House)
  • Ghost Boys: The Graphic Novel, by Jewell Parker Rhodes and Setor Fiadzigbey (Little, Brown Ink)
  • Lord of the Flies: The Graphic Novel, by William Golding, adapted by Aimée De Jongh (Penguin Classics)
  • A Wizard of Earthsea: A Graphic Novel, by Ursula K. Le Guin, adapted by Fred Fordham (Clarion Books)

BEST U.S. EDITION OF INTERNATIONAL MATERIAL

  • Buff Soul, by Moa Romanova, translated by Melissa Bowers (Fantagraphics)
  • Cornelius: The Merry Life of a Wretched Dog, by Marc Torices, translated by Andrea Rosenberg (Drawn & Quarterly)
  • In the End We All Die, by Tobias Aeschbacher, translated by Andrew Shields (Helvetiq)
  • Nocturnos, by Laura Perez, translated by Andrea Rosenberg (Fantagraphics)
  • Raging Clouds, by Yudori (Fantagraphics)
  • Smoke Gets in Your Eyes, by Anaïs Flogny, translated by Dan Christensen (Abrams ComicArts)

BEST U.S. EDITION OF INTERNATIONAL MATERIAL—ASIA

  • Hirayasumi, vols. 4–7, by Keigo Shinzo, translated by Jan Mitsulo Cash (VIZ Media)
  • Land, vol. 1, by Kazumi Yamashita, translated by Kevin Gifford (Yen Press)
  • Purgatory Funeral Cakes, by Sanho, translated by Danny Lim (Dark Horse)
  • Tokyo Alien Bros., vols. 1–3, by Keigo Shinzo, translated by Casey Loe (VIZ Media)
  • Yan, vols. 1–2, by Chang Sheng, translated by Vanessa Liu (Titan Manga)

BEST ARCHIVAL COLLECTION/PROJECT—STRIPS

  • Arthur Ferrier’s Pin-Up Parade Box Set, edited by Rian Hughes (Korero Press)
  • Barnaby, vol. 5: 1950–1952, by Crockett Johnson, edited by Eric Reynolds and Philip Nel (Fantagraphics)
  • The George Herriman Library: Krazy & Ignatz 1928–1930, edited by J. Michael Catron and Bill Blackbeard (Fantagraphics)
  • Rea Irvin’s The Smythes, edited by R. Kikuo Johnson and Dash Shaw (NYRC)
  • Terminal Exposure: Comics, Sculpture, and Risky Behavior, by Michael McMillan, edited by Lucas Adams (NYRC)

BEST ARCHIVAL COLLECTION/PROJECT—COMIC BOOKS

  • AKIRA Volumes 1–5 Hardcover Collection, by Katsuhiro Otomo, edited by Haruko Hashimoto, Ajani Oloye, and Lauren Scanlan (Kodansha USA Publishing)
  • The Atlas Comics Library No. 7: Girl Comics, edited by Dr. Michael J. Vassallo (Fantagraphics)
  • Comics of the Movement #1, by Courtland Cox, Jennifer Lawson, Alfred Hassler, and Benton Resnik (Good Trouble Comics)
  • Hothead Paisan, by Diane DiMassa, organized by Anika Banister (NYRC)
  • Scream! The Specials 1985–2024, edited by Chiara Mestieri (Rebellion)
  • Weird Science Vol. 1 XXL, edited by Grant Geissman (TASCHEN)

BEST ACADEMIC/SCHOLARLY WORK

  • Comic Art in Korea, by John A. Lent (University Press of Mississippi)
  • Comics of the Anthropocene: Graphic Narrative at the End of Nature, by José Alaniz (University Press of Mississippi)
  • Graphic Narratives of Resistance, by Jennifer Boum Make and Charly Verstraet (Edinburgh University Press)
  • Latinx Comics Studies: Critical and Creative Crossings, edited by Fernanda Díaz-Basteris and Maite Urcaregui (Rutgers University Press)
  • Manga’s First Century: How Creators and Fans Made Japanese Comics, 1905–1989, by Andrea Horbinski (University of California Press)

BEST COMICS-RELATED PERIODICAL/JOURNALISM

  • CANON, by Colin Blanchette and Alex Eklund
  • Comic Book Creator, edited by Jon B. Cooke (TwoMorrows)
  • Dummy, edited by John Kelly (The Dummy Corporation)
  • Shelfdust, edited by Steve Morris, www.shelfdust.com
  • SKTCHD, by David Harper, www.sktchd.com
  • SOLRAD: The Online Literary Magazine for Comics, edited by Daniel Elkin, www.solrad.co (Fieldmouse Press)

BEST COMICS-RELATED BOOK

  • Crumb: A Cartoonist’s Life, by Dan Nadel (Scribner)
  • Facing Feelings: Inside the World of Raina Telgemeier, by Raina Telgemeier (Scholastic)
  • How Comics Are Made, by Glenn Fleishman (Andrews McMeel)
  • Making Nonfiction Comics: A Guide to Graphic Narrative, by Eleri Harris and Shay Mirk (Abrams ComicArts)
  • Only What’s Necessary: Charles M. Schultz and the Art of Peanuts, by Chip Kidd (Abrams ComicArts)
  • Ooops…I Just Catharted!: Fifty Years of Cathartic Comics, by Rupert Kinnard, edited by William O. Tyler (Stacked Deck Press)

BEST PUBLICATION DESIGN

  • The Art of Manga, designed by Tessa Lee (Fine Arts Museum of San Francisco/VIZ Media)
  • The Essential Peanuts, designed by Shawn Dahl with Chip Kidd (Abrams ComicArts)
  • Fruits Basket: The Complete Box Set (Collector’s Edition #13), designed by Wendy Chan (Yen Press)
  • Red Light Properties: Unfinished Business, designed by Dan Goldman (Kinjin Storylab)
  • The Marvel Art of Michael Allred Slipcase Edition, designed by Kurtis Findlay (Clover Press)
  • Weird Science Vol. 1 XXL, designed by Anna-Tina Kessler (TASCHEN)

BEST WEBCOMIC

BEST DIGITAL COMIC

BEST WRITER

  • Deniz Camp, Absolute Martian Manhunter (DC); Assorted Crisis Events (Image); The Ultimates (Marvel)
  • Scott Snyder, Absolute Batman, Batman/Deadpool (DC); By a Thread: Book 2 (Comixology Originals), You Won’t Feel a Thing (DSTLRY)
  • Mariko Tamaki, This Place Kills Me (Abrams Fanfare)
  • Kelly Thompson, Absolute Wonder Woman, Birds of Prey (DC); Jeff the Land Shark (Marvel)
  • James Tynion IV, Something Is Killing the Children, Wynd: The Power of the Blood (BOOM! Studios); Let This One Be a Devil, Red Book (Dark Horse); The City Beneath Her Feet (DSTLRY); The Department of Truth, Exquisite Corpses, W0RLDTR33 (Image); Universal Monsters: The Invisible Man (Image Skybound)
  • Stephanie Williams, Street Sharks (IDW); Roots of Madness (Ignition Press); Temporal (Mad Cave)

BEST WRITER/ARTIST

  • Juni Ba, The Boy Wonder (DC); The Fable of Erkling Woods (Goats Flying Press); Monkey Meat Summer Batch (Image)
  • Jamal Campbell, Zatanna (DC)
  • Jesse Lonergan, Drome (23rd St. Books)
  • Chang Sheng, Yan, vols. 1–2 (Titan Manga)
  • Linnea Sterte, A Garden of Spheres (Peow2)
  • Kazumi Yamashita, Land, vol. 1 (Yen Press)

BEST PENCILLER/INKER OR PENCILLER/INKER TEAM

  • Elsa Charetier, The City Beneath Her Feet (DSTLRY)
  • Sean Phillips, Giant Size Criminal #1, The Knives: A Criminal Book (Image)
  • Javier Rodriguez, Absolute Martian Manhunter (DC)
  • Chris Samnee, Batman and Robin: Year One (DC)
  • Hayden Sherman, Absolute Wonder Woman, Batman: Dark Patterns (DC)
  • Eric Zawadzki, Assorted Crisis Events (Image)

BEST PAINTER/MULTIMEDIA ARTIST

  • Teddy Kristiansen, Black Hammer: Spiral City (Dark Horse)
  • Cathy Malkasian, Shadows of the Sea (Fantagraphics)
  • Qu, Slices of Life: A Comic Montage (Bulgilhan Press)
  • Martin Simmonds, The Department of Truth (Image)
  • Mika Song, Night Chef: An Epic Tale of Friendship with a Side of Deliciousness! (Random House Graphic)
  • Linnea Sterte, A Garden of Spheres (Peow)

BEST COVER ARTIST

  • Juni Ba, The Boy Wonder (DC); The Fable of Erkling Woods (Goats Flying Press); TMNT Nightwatcher, TMNT Godzilla (IDW); Monkey Meat Summer Batch (Image)
  • Nick Dragotta, Absolute Batman, Absolute Batman 2025 Annual, Batman #1, Batman/Deadpool (DC)
  • Francesco Francavilla, Cyberpunk 2077, Star Wars: Tales from the Nightlands (Dark Horse); Absolute Batman, Absolute Martian Manhunter, Batman: Full Moon, Nightwing variants (DC); Green Hornet/Miss Fury (Dynamite); Star Trek: The Last Starship, Twilight Zone (IDW); Dick Tracy (Mad Cave)
  • Mateus Manhanini, Absolute Superman, Absolute Wonder Woman, Mr. Terrific: Year One variants (DC); Doctor Strange, Ironheart: Bad Chemistry, Miles Morales: Spider-Man, Phases of the Moon Knight, Star Wars: The High Republic, Storm, The Ultimates (Marvel)
  • Javier Rodriguez, Absolute Martian Manhunter, Batman & Robin: Year One #7, The New Gods #8 (DC)
  • Hayden Sherman, Absolute Wonder Woman, Batman: Dark Patterns #3-12 (DC)

BEST COLORING

  • Jordie Bellaire, Absolute Wonder Woman, The Nice House by the Sea (DC); The Exorcism at 1600 Penn (IDW); Assorted Crisis Events, The Department of Truth, Exquisite Corpses, W0RLDTR33 (Image); GI Joe (Image/Skybound); EC Catacomb of Torment, EC Epitaphs from the Abyss (Oni Press)
  • Ninakupenda Gaillard, Chickenpox (Henry Holt Books for Young Readers)
  • Jesse Lonergan, Drome (23rd St. Books)
  • Matheus Lopes, Batman and Robin Year One (DC); The Seasons (Image)
  • Javier Rodriguez, Absolute Martian Manhunter (DC)
  • José Villarrubia, This Ink Runs Cold (Alan Spiegel Fine Arts); Ghostbox (Comixology Originals); Dracula Book 2: The Brides, The Witcher: The Bear and the Butterfly (Dark Horse); It Rhymes with Takei (Top Shelf)

BEST LETTERING

  • Janice Chiang, Acro and the Cat, All Upon a Time, Beyond the Aural Vault, Republica, Solarblader (Sandstorm); John Carpenter’s Blood of the Taken: Next of Kin, Pause, Tales of Science Fiction (Storm King)
  • Clayton Cowles, Absolute Batman, Batman, Batman & Robin: Year One, Birds of Prey, Black Canary: Best of the Best, Trinity: Daughter of Wonder Woman, Wonder Woman, (DC); Daredevil: Cold Day in Hell #1-3 (Marvel)
  • Hassan Otsmane-Elhaou, Ill Vacation, Stillman (Comixology Originals); Absolute Martian Manhunter, Challengers of the Unknown, DC K.O., The Flash, Green Arrow, Poison Ivy (DC); Beneath the Trees Where Nobody Sees, The Exorcism at 1600 Penn, Starship Godzilla, (IDW); Author Immortal (Image); Our-Soot-Stained Heart (Mad Cave)
  • Nate Piekos, American Caper #1, Archie Vs. Minor Threats, Black Hammer: Spiral City, The Brood, Minor Threats: The Last Devil Left Alive, Stranger Things and Dungeons & Dragons, The Umbrella Academy Plan B, Welcome to Twilight (Dark Horse); I Hate Fairyland (Image)
  • Ben Wickey, More Weight: A Salem Story (Top Shelf)
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I mutanti prendono il posto degli Avengers in Maximum X-Men di Christopher Yost e Tony S. Daniel

  • Pubblicato in News

Nel corso del panel Marvel Comics: Avengers: Armageddon al San Diego Comic-Con è stata annunciata Maximum X-Men, una nuova serie regolare scritta da Christopher Yost e disegnata da Tony S. Daniel. Il primo numero sarà pubblicato il 2 dicembre.

Secondo quanto rivelato durante il panel, la serie è ambientata dopo gli eventi di Avengers: Armageddon. Mentre gli Avengers cercano di riorganizzarsi in un mondo sconvolto dagli eventi della saga, saranno gli X-Men ad assumere il ruolo di principali difensori della Terra.

La formazione sarà guidata da Storm, reduce dalla sua esperienza con gli Avengers, e comprenderà Wolverine, Colossus, Bishop, Iceman, Psylocke, Firestar e Justice. Il primo arco narrativo vedrà la squadra affrontare un'invasione proveniente dalla Zona Negativa, con la minaccia che potrebbe coinvolgere Annihilus o un pericolo ancora più grande.

Per Christopher Yost si tratta di un ritorno agli X-Men dopo il suo precedente lavoro sul franchise negli anni 2010, mentre Tony S. Daniel torna a lavorare sui mutanti dopo la sua partecipazione a X-Men (2024) di Jed MacKay.

Nel corso del panel, Yost ha dichiarato che Maximum X-Men riunisce gli elementi che più apprezza dei fumetti, descrivendola come una storia di eroi sfavoriti chiamati a salvare il mondo da minacce di livello Avengers, con azione, dramma e un'atmosfera ispirata ai classici X-Men di Chris Claremont.

Daniel ha invece affermato che gli X-Men sono da sempre i suoi personaggi preferiti, fin da quando lesse Giant-Size X-Men (1975) #1 da bambino, definendo un onore poter lanciare la nuova serie insieme a Yost e sottolineando l'entusiasmo per il tono e l'energia della storia del primo numero.

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Comic(US) Book #13: a tutta Marvel (o quasi)!

  • Pubblicato in Focus

Tredicesima puntata di Comic(US) Book, in cui, con l’avvicinarsi di Armageddon e la ripartenza di varie serie, è la Marvel a farla da padrona. Impossibile, però, non includere anche La spada selvaggia di Conan, che ospita Ali spezzate, una storia magistrale realizzata per intero da Liam Sharp.

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Il testamento di Destino
Che sia la volta buona per vedere, finalmente, una maxievento Marvel degno di questo nome? È sicuramente presto per dirlo, ma Chip Zdarsky pare proprio impegnato a far sì che Armageddon possa diventare una saga che i fan della Casa delle Idee ricorderanno a lungo. Questo corposo one shot ne è soltanto un gustoso antipasto, tuttavia, contiene già le premesse di ciò che potremo leggere tra qualche mese. In più, l’autore canadese si dimostra abilissimo nel valorizzare le pochissime cose buone che Ryan North aveva introdotto in Un mondo sotto Destino (è bastato un solo albo a Zdarsky per evidenziare l’assoluta mancanza di ispirazione del suo connazionale, il quale, pur avendo a disposizione ben nove capitoli, non è riuscito a mettere in scena nulla che valga davvero la pena di tramandare ai posteri), avviando tutta una serie di sottotrame, in cui la drammaticità di quello che sta per accadere comincia a palesarsi in maniera inesorabile. E lasciateci anche dire che questo è uno dei rari albi degli ultimi anni dove i Fantastici Quattro tornano a essere i personaggi che abbiamo sempre conosciuto.
Disegni di Cafu a corrente alternata, che peccano, a volte, di staticità e poca espressività.
Voto: 7

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Wolverine: Armi dell’Armageddon 1

Ulteriori indizi su cosa ci verrà offerto in Armageddon arrivano da questa miniserie in quattro parti. Chip Zdarsky, attraverso una trama che mischia di continuo presente e passato, coinvolge Wolverine in un thriller fantapolitico dove ritornano il siero del supersoldato, il progetto Arma-X e diversi altri elementi di storiche saghe della Marvel. Il ritmo è serrato, Logan è davvero lui (non la “controfigura” che appare nel suo mensile) e i misteri si fanno sempre più fitti.
Discreti i disegni di Luca Maresca che, senza strafare, tratteggia i vari personaggi con linee pulite, anatomie precise e una fisionomia dei volti molto comunicativa.
Voto: 7

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Capitan America 7 (194)

Capitan America – L’ombra di Destino parte due
Se Il testamento di Destino e Wolverine: Armi dell’Armageddon hanno introdotto alcuni di quelli che saranno gli assi portanti dell’imminente maxievento, è la serie di Capitan America a spianare realmente la strada verso di esso, con un fine lavoro di tessitura, iniziato da Chip Zdarsky già nel primo numero della sua gestione. A poco a poco, anche aspetti che sembravano solo funzionali alla presentazione della versione aggiornata di Steve Rogers, mostrano, invece, di essere tasselli importanti alla costruzione della saga. In più, continuano gli intrighi politici, sullo sfondo di una Latveria nel caos per la scomparsa di Victor Von Doom e, nel finale, un personaggio femminile, apparentemente secondario, ci regala un cliffhanger assolutamente inatteso. Uno Zdarsky così ispirato, forse non lo abbiamo mai visto.
Efficaci disegni di Delio Diaz e Frank Alpizar, il cui tratto lineare e dotato di una discreta eleganza si rivela più che adeguato sia nel far risaltare le scene d’azione che nel rappresentare i momenti di passaggio necessari a definire le dinamiche del racconto (se ne deve essere accorto anche il buon Chip, tanto che saranno proprio loro a illustrare i vari capitoli di Avengers: Armageddon).
Voto: 7,5

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Iron Man 2 (151)

Iron Man – Sotto Pressione
Joshua Williamson decide di prendersela molto comoda e non aggiunge granché alla trama di cui si è visto qualche scampolo nell’episodio iniziale. Preferisce ricordare ai lettori l’ambiguo rapporto che lega Tony Stark a Whitney Frost, sua conclamata nemesi di questa run. Per il resto, l’autore americano conferma la sua intenzione di rendere le storie di Iron Man vicine, per atmosfera, a quelle della sua controparte cinematografica, dando largo spazio all’umorismo e a una rappresentazione caricaturale di alcuni nemici (M.O.D.O.K. in testa - scusate per l’involontaria ironia - che, comunque, sono ormai anni che è diventato l’ombra del cinico calcolatore e genio criminale delle origini).
Carmen Carnero non lesina l’impegno, ma, ancor più che nel primo numero, mostra chiaramente di non essere l’artista adatta a illustrare una serie del genere.
Voto: 6

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Amazing Spider-Man 16 (L’Uomo Ragno 892)

Spider-Man - La luce alla fine del tunnel e Ritorno a casa
Bisogna dire che le scelte di Joe Kelly degli ultimi mesi ci avevano lasciati un po’ straniti, anche perché è facile immaginare i fan hardcore del Tessiragnatele inorridire di fronte a un Peter Parker perso nello spazio, che si mette ad amoreggiare con un’aliena, venendo, nel frattempo, sostituito sulla Terra da Norman Osborn, con la complicità di Ben Reilly. A mente fredda, però, dobbiamo riconoscere che il povero sceneggiatore americano non avesse molte altre carte da giocare, dopo aver ereditato dai suoi predecessori una serie lunghissima di assurdità. Anzi, a dispetto di queste “licenze poetiche”, le storie si sono dimostrate piacevoli e hanno permesso a Kelly di poter parzialmente riconfigurare il mondo di Spider-Man, prima di iniziare il conto alla rovescia verso Amazing Spider-Man 1000.
I due episodi contenuti in questo numero, tuttavia, sono penalizzati da vari disegnatori ospiti che non si sono rivelati in grado di sostituire neppure il John Romita Jr. meno brillante degli ultimi anni, anche se le toccanti tavole finali, che mostrano la riconciliazione tra Peter e zia May, sono sufficienti a far passare tutto il resto in secondo piano.
Voto: 6,5

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Amazing Spider-Man: divisi 1 (L’Uomo Ragno 893)

Spider-Man – Divisi parte 1
J. Michael Straczynski torna dopo vent’anni a scrivere Spider-Man e lo fa con una mini-saga ambientata durante i primi mesi di college di Peter Parker, quando lui e Gwen Stacy non erano ancora una coppia. Il tono della vicenda è molto leggero (quasi a voler trasferire su carta la spensieratezza della post-adolescenza) e lo stile della sceneggiatura richiama apertamente quello che Stan Lee decise all’epoca per il personaggio. A sentire le dichiarazioni degli autori, sembrerebbe trattarsi di un’operazione di ret-con (pur cedendo a inevitabili adeguamenti temporali, dato che sarebbe stato illogico collocare gli eventi negli anni Sessanta), che, tuttavia, non sappiamo ancora se avrà vere conseguenze sulle trame presenti e future dell’Arrampicamuri.
A ogni modo, questo primo episodio è abbastanza piacevole a leggersi, anche grazie al segno pulito e classicheggiante, con cui Pere Pérez caratterizza le sue tavole.
Voto: 6,5

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Venom 15 (109)

Venom – Scontro tra titani
Abbiamo aspettato un po’ di numeri prima di tornare a parlare di Venom, dato che i testi di Al Ewing ci sembravano troppo brutti per essere veri. Adesso possiamo affermare con una certa sicurezza di aver capito la logica, per quanto altamente discutibile, dietro l’indirizzo a metà tra il demenziale e il caricaturale imposto dal fumettista britannico alle storie. Ebbene, è ormai evidente che Ewing abbia deciso di trasformare la testata in una specie di sit-com supereroistica, cercando – senza riuscirci – di creare qualcosa di simile a I superiori nemici di Spider-Man, divertente miniserie scritta da Nick Spencer nel 2013 (non vogliamo neanche provare a menzionare la Justice League di Keith Giffen e J.M. DeMatteis come modello di riferimento, per non rischiare di finire sul rogo come eretici), che prendeva in giro alcuni villain secondari della Casa delle Idee. Il problema è che mai personaggi potevano risultare più sbagliati per un’operazione del genere di quelli scelti dall’autore inglese, considerando la loro storia editoriale e l’importanza che ognuno di essi ricopre all’interno dell’universo Marvel. Passi per Paul Rabin, uno dei comprimari più insignificanti degli ultimi anni, non, però, per Mary Jane Watson, Venom, Madame Masque e il Dottor Octopus (costui protagonista di scenette comiche talmente insulse, che ancora stentiamo a credere che siano state partorite da Ewing). Ci fossero almeno dei bei disegni a rinfrancarci un po’! Intendiamoci, Carlos Gómez non è malaccio, ma neppure un artista dallo stile particolarmente accattivante.
Un’ultima nota: se qualcuno dubita della mediocrità degli attuali editor in forza alla casa editrice newyorkese, rivolga un pensiero a M.O.D.O.K., che in Iron Man abbiamo visto gozzovigliare allegramente a Madripoor, mentre su Venom è ancora rinchiuso nel Raft.
Voto: 5

MAVES196 0
Gli Avengers 34 (196)

Avengers – Prospero
Si avvia verso la conclusione la gestione di Jed MacKay degli Eroi più potenti della Terra e tutte le tessere del mosaico cominciano a incastrarsi tra loro. Nell’episodio precedente abbiamo scoperto che Myrddin non è che una nuova identità di Nathaniel Richards, alias Kang il Conquistatore (che va ad aggiungersi a quelle di Rama-Tut, Immortus e altre ancora). E per quanto tale rivelazione non si sia dimostrata realmente sorprendente, bisogna dire che lo scrittore canadese l’ha portata avanti abbastanza efficacemente. Anzi, probabilmente si tratta dell’aspetto migliore del suo ciclo, nel quale praticamente ogni membro degli Avengers è apparso, invece, piatto e senza carisma (quando non snaturato del tutto: vedi Iron Man e Pantera Nera, quasi irriconoscibili). In questo numero - che si avvale dei disegni di Javier Pina, il cui stile si sta pian piano avvicinando a quello di Pepe Larraz - MacKay ci racconta di come Kang sia diventato Myrddin. La spiegazione, che tira in ballo persino William Shakespeare, è piuttosto strampalata, ma, comunque, porta il villain a essere ritratto con un’intensità alquanto inattesa.
Voto: 6
Nuovi Avengers – L’altra donna parte 1
Leggere ogni episodio dei Nuovi Avengers ci fa seriamente dubitare che nella redazione della Marvel ci sia davvero qualcuno che conosca il proprio lavoro, perché non è francamente accettabile che sia stata data luce verde a una serie del genere. Mai visti personaggi tanto ridicoli. E non stiamo parlando solo dei cattivi, gli infimi Killuminati, ma anche dei cosiddetti eroi, uno più imbarazzante dell’altro, oltreché facenti parte di un team che definire male assortito è poco. Un livello così basso non sarebbe tollerabile neppure se la vera intenzione di Sam Humhries fosse stata quella di realizzare una parodia, considerando che di ironia intelligente qui non se ne vede nemmeno l’ombra. Soltanto un mucchio di fesserie indegne di essere associate alla Casa delle Idee.
E pensare che Ton Lima non è un disegnatore scarso, ma è stato sprecato su questa testata, quando poteva essere impiegato con maggior profitto in opere ben più meritevoli.
Voto: 3

MDEAD183ISBN 0
Wade Wilson Deadpool 1 (Deadpool 183)

Deadpool – Desiderio di morte
Riparte da uno la serie del Mercenario Chiacchierone e lo fa tornando in maniera decisa a quel misto di violenza sopra le righe (anche se più scenografica che reale) e umorismo un po’ demenziale, che, pur essendo elementi sostanziali del personaggio, erano stati parzialmente edulcorati negli ultimi tempi. Ai testi troviamo Benjamin Percy, il quale, dopo aver ben impressionato su Wolverine e X-Force nel periodo krakoano, non si era, al contrario, ripetuto con le testate dedicate a Ghost Rider e Hellverine. Di Deadpool, ha firmato una recente maxiserie, in cui l’antieroe vestito di rosso ha fatto coppia con Logan e in questo primo numero, lo scrittore americano conferma di essere entrato perfettamente in sintonia con la stravagante personalità di Wade Wilson, introducendo anche un mistero riguardante la sorte di sua figlia Ellie, che ne sta determinando lo status attuale e che, presumibilmente, terrà banco nei prossimi episodi.
Letteralmente esplosivi i disegni di Geoff Shaw, il quale sta progressivamente rinunciando al tratteggio molto fitto dei suoi primi lavori, senza perdere di incisività.
Voto: 7

MPUJA016ISBN 0
Punisher 1

Punisher – Ferite di guerra
Un altro numero uno e, dopo Deadpool, troviamo di nuovo Benjamin Percy alle redini della testata, che sceglie giustamente di proseguire il discorso da lui iniziato nel volume Punisher Red Band – Sangue al cervello (immediatamente precedente a questa serie), nel quale Frank Castle è stato riportato ad atmosfere decisamente più urbane, dopo il lungo intermezzo mistico/fantasy, con cui Jason Aaaron ne aveva stravolto le fondamenta (cosa non nuova per il Punisher: tralasciando bizzarrie come Cosmic Ghost Rider o il Frank soprannaturale di Christopher Golden, ancora facciamo fatica a digerire l’improponibile Franken-Castle immaginato da Rick Remender diversi anni fa). Ci sono molte domande in sospeso a cui rispondere (per esempio: che fine ha fatto Maria, la moglie di Frank, che – lo ricordiamo – è tornata in vita grazie alla Mano?), ma, per ora, basti rivedere il Punisher agire nel suo ambiente naturale, tra le ombre dei vicoli notturni di New York, dove la sua nemesi storica, Mosaico, si sta muovendo per prendere il comando sulla criminalità locale.
Percy sembra voler percorrere una strada a metà tra il noir (anche piuttosto crudo) e l’action puro, richiamando alcuni importanti comprimari come Micro, per cercare di ridare lustro al personaggio rimanendo fedele alla sua caratterizzazione tradizionale.
I disegni sono di José Luis Soares, di cui avevamo già parlato bene negli ultimi numeri del Daredevil scritto da Saladin Ahmed. In questo primo episodio, in verità, mostra qualche incertezza nel ritrarre i volti di un po’ tutti i character, ma il talento c’è e si vede.
Voto: 6,5

MUUUL023ISBN 0
Ultimates 23

Ultimates – Ventitrè
Anche Ultimates, al pari delle altre serie ambientate su Terra-6160, si avvia verso il finale e Deniz Camp ne approfitta per mostrarci tutto l’eclettismo di cui è provvisto realizzando, assieme agli evocativi disegni di Stipan Morian (che – non ce ne voglia il volenteroso, ma poco dotato Juan Frigeri - avremmo voluto vedere all’opera più spesso su queste pagine) una sorta di breve poema epico, dove il supereroismo è provvisoriamente sostituito dagli scenari fantasy dei miti norreni, per raccontare l’arrivo del Ragnarök, chiara metafora del “morente” secondo universo Ultimate e della speranza di una sua futura rinascita in veste rinnovata e migliorata. Un semplice esercizio di stile? Forse, ma questo albo è la risposta definitiva a chi ancora chiede a gran voce una prova reale del talento dello scrittore di origini turco-filippine.
Voto: 7,5

MUUWO016ISBN 0
Ultimate Wolverine 16

Wolverine – Sedici
Abbiamo ripetuto più volte come la conclusione di ogni serie ultimate vista finora mostri in maniera lampante che gli sceneggiatori coinvolti non siano stati avvertiti per tempo della decisione dei boss della Marvel di chiudere le trame di Terra 6160. Su questa testata, però, tale scelta ha avuto esiti più che nefasti. Già il ritorno di Logan alla sua reale personalità aveva indebolito non poco i testi di Chris Condon, divenuti fiacchi e prevedibili, ma il rush finale ha determinato un’accelerazione degli eventi così repentina da far sembrare questo ultimo numero un condensato di almeno tre albi. Il risultato è una sceneggiatura inevitabilmente monca, personaggi piattissimi, pathos inesistente e una risoluzione della vicenda assolutamente insoddisfacente.
A ogni modo, non c’era bisogno di tutto ciò, per notare come Alessandro Cappuccio si sia alla lunga dimostrato un artista poco adatto a Wolverine. Se all’inizio, infatti, le tonalità cupe e le ombreggiature molto nette potevano avere un senso nel rappresentare le efferatezze del Soldato d’Inverno e l’estrema drammaticità dello scenario, poi il racconto si è spostato su un binario diverso e lo stile del disegnatore romano è parso spesso fuori sincrono, con in più qualche esitazione di troppo nella definizione dei volti dei vari character e, in generale, nell’intero storytelling.
Voto: 4

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Absolute Batman 14

Batman – Abominio conclusione
Termina su questo numero lo story arc che ha visto il Batman e il Bane dell’Universo Absolute arrivare allo scontro. Un combattimento senza esclusione di colpi, concitato e violentissimo, in cui il body horror (comunque sempre aleggiante) lascia spazio all’action puro, caricato a mille da mostri possenti ed eroi indomabili. Merito di uno Scott Snyder incredibilmente in palla, capace di utilizzare senza alcuna forzatura una miriade di personaggi, tutti caratterizzati in maniera esemplare. Oltre a ciò, tolta la trama principale, già si prefigurano sviluppi futuri inquietanti, che vedranno probabilmente protagonisti gli ex (?) amici di Bruce Wayne, ormai trasformati in freak ancora più spaventosi delle loro versioni classiche.
Nick Dragotta, infine, continua a sorprenderci con tavole dalla gabbia fittissima di vignette che improvvisamente esplodono in pseudo splash page dall’effetto dirompente.
Voto: 8

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La spada selvaggia di Conan 11

Tolto il raccontino, senza infamia e senza lode, che fa da semplice riempitivo, di Ron Marz e Danny Earls (i cui disegni sono appena più decenti di quelli realizzati per la testata di Hulk) il vero pezzo forte - anzi fortissimo - di questo numero della rivista è la meravigliosa storia lunga Ali spezzate, che vede il ritorno in pompa magna di Liam Sharp su Conan dopo averci già fatto sognare qualche mese fa con il breve episodio La tempesta. Il cartoonist britannico non solo ha saputo cogliere appieno lo spirito delle saghe ideate da Roy Thomas, con testi potenti, quasi solenni e perfettamente calati nella spietata realtà dell’Era Hyboriana, ma è anche riuscito a fondere magnificamente il suo stile con quello dei grandissimi artisti che hanno reso celebre l’eroe di Robert E. Howard nei comic book. Ecco quindi, donne bellissime e sensuali degne del miglior Barry Windsor-Smith e guerrieri possenti come soltanto John Buscema sapeva raffigurare. Le tavole sono strabordanti di dettagli e ornamenti, oltreché costruite con un simbolismo che richiama i miti di ogni latitudine ed epoca, rendendo ancora più suggestivo lo svolgersi della trama.
Da acquistare senza la minima esitazione.
Voto: 8,5

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4 Words About: Punisher 1

  • Pubblicato in Focus

4 Words About, ovvero "Per chi apprezza il dono della sintesi".
Punisher 1

Benjamin Percy sceglie, giustamente, di proseguire il discorso da lui iniziato in Punisher Red Band – Sangue al cervello nel quale Frank Castle è stato riportato ad atmosfere decisamente più urbane, dopo il lungo intermezzo mistico/fantasy, con cui Jason Aaaron ne aveva stravolto le fondamenta. Ci sono molte domande in sospeso a cui rispondere ma, per ora, basti rivedere il Punisher agire nel suo ambiente naturale, tra le ombre dei vicoli notturni di New York, dove la sua nemesi storica, Mosaico, si sta muovendo per prendere il comando sulla criminalità locale.
Percy sembra voler percorrere una strada a metà tra il noir (anche piuttosto crudo) e l’action puro, richiamando alcuni importanti comprimari come Micro, per cercare di ridare lustro al personaggio rimanendo fedele alla sua caratterizzazione tradizionale.
José Luis Soares alle matite mostra qualche incertezza nel ritrarre i volti di un po’ tutti i character, ma il talento c’è e si vede.

MPUJA016ISBN 0

MPUJA016ISBN 1

Dettagli albo
Editore: Panini Comics
Autori: Testi di Benjamin Percy, disegni di José Luis Soares
Formato: 17x26 cm, 32 pp., col., spillato
Genere: Supereroistico
Prezzo: 4 €
Voto: 6,5

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