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Carlo Alberto Montori

Carlo Alberto Montori

Rapunzel - Per sempre felici e contenti

Il successo ottenuto da Rapunzel - L'intreccio della torre è stato un segnale abbastanza evidente che il pubblico avrebbe voluto vedere volentieri una nuova avventura coi protagonisti del 50° Classico Disney. I due registi Nathan Greno e Byron Howard torneranno infatti a collaborare per raccontare sotto forma di mediometraggio il matrimonio tra Rapunzel e Flynn, movimentato dalla rocambolesca ricerca degli anelli da parte di Maximus e Pascal.

Il mediometraggio sarà proiettato nei cinema americani a partire dalla prossima settimana, prima della versione in 3D de La Bella e la Bestia; successivamente sarà trasmesso questa primavera su Disney Channel.
Qui sotto potete vederne una breve clip.

Recensione: DVD Re Leone

Dopo il temporaneo passaggio sul grande schermo in versione 3D, avvenuto anche nei cinema italiani lo scorso novembre, Il Re Leone torna sugli scaffali in una nuova versione home video.
Parlare del film è quasi superfluo, dato che il 32° Classico Disney è stato uno dei film d'animazione più visti di sempre, riconosciuto universalmente come una delle opere più interessanti uscite dallo studio di Topolino & co.: l'avventura del giovane Simba, costretto ad affrontare la perdita del padre per poi affrontare le sue responsabilità di erede al trono una volta adulto, hanno divertito e commosso le platee di tutto il mondo a partire dal 1994, data dell'uscita originale della pellicola.
Nonostante siano passati così tanti anni, l'opera non risente minimamente del tempo trascorso: impossibile non emozionasi di fronte alle scene con Mufasa o trattenere le risate di fronte agli scatenati Timon e Pumbaa.

La nuova edizione DVD offre un numero di contenuti speciali inferiori a quella uscita qualche anno fa, passando in secondo piano rispetto al Blu-Ray; è però presente l'interessante documentario "Don Hahn: Un Ricordo" nel quale il produttore del film descrive la lavorazione della pellicola e l'accoglienza ricevuta all'epoca della sua prima uscita nelle sale.
È un peccato che non siano presenti altri making of o un commento audio, secondo la nuova tendenza che vuole i DVD più scarni per spingere gli appassionati all'acquisto del supporto più tecnologico nel quale trova spazio molto più materiale extra.
Nonostante questo, la nuova edizione è comunque un prodotto interessante che rimedia a una grave svista commessa in passato: l'unica versione in DVD commercializzata finora era infatti fallata e, per un errore in fase di registrazione del disco fu inserita una traccia audio differente da quella ufficiale. Gli acquirenti del DVD qualche anno fa quindi rimasero allibiti quando al posto delle voci di Timon e Pumbaa non ritrovarono i doppiatori italiani sentiti al cinema, ma due voci di prova registrate prima di quelle definitive, erroneamente inserite nel disco ottico.
Si trattava chiaramente di un prodotto fallato che inficiava pesantemente la qualità del prodotto ma che ora, con questa nuova edizione DVD, può essere finalmente sostituito.

DVD Cars 2: recensione

cars-2-cover-dvd_midÈ uscita qualche settimana fa anche in Italia l'edizione in home video di Cars 2, il film Pixar proiettato quest'estate sul grande schermo, sequel del successo uscito nel 2005. In occasione della programmazione nei cinema noi di Comicus vi avevamo già proposto una recensione della pellicola (che potete leggere in questa pagina), alla quale ora possiamo aggiungere un commento alla versione DVD che abbiamo potuto visionare.

Dal punto di vista tecnico la qualità video e audio è di buon livello, anche se i più attenti a questi aspetti sposteranno le proprie attenzioni verso la versione Blu-Ray. Il film è accompagnato da due cortometraggi, il primo dei quali già proiettato nelle sale prima di Cars 2: si tratta di Vacanze Hawaaiane, primo cortometraggio che riporta in scena i personaggi di Toy Story dopo la conclusione della trilogia. Protagonisti sono Barbie e Ken, durante una vacanza fittizia che gli altri giocattoli cercano di fargli vivere; il risultato è un simpatico divertissement, inferiore alla media dei corti Pixar, ma piacevole soprattutto per il suo riportare in scena personaggi tanto amati.
Il secondo corto presente nel DVD è Cricchetto Pilota con Brevetto, il più recente dei Cars Toon, nel quale Carl Attrezzi prova l'ebbrezza del volo in compagnia di un gruppo di aeroplani; si tratta di un divertente anello di congiunzione, esplicitato attraverso un ammiccamento finale, tra la saga principale e lo spin-off Planes previsto per il 2013.

L'unico contenuto speciale strettamente legato al lungometraggio è il commento audio ad opera del regista John Lasseter, nel quale sono rivelate una buona dose di informazioni sulla realizzazione della pellicola e, soprattutto, su come è stato concepito il soggetto  È un peccato che nel DVD non abbiano trovato spazio le scene tagliate e i making of del film, materiale extra riservato al Blu-ray; è un chiaro segnale di come la Disney stia cercando di promuovere questo formato con materiale esclusivo, avendo ormai da tempo accantonato le edizioni DVD doppiodisco.
Nonostante questo, l'edizione DVD rimane una valida occasione per chi ancora non possiede un lettore Blu-ray di mettere le mani sull'ultimo lavoro Pixar; in questo periodo è un prodotto particolarmente adatto come regalo natalizio rivolto ai più piccoli, o agli appassionati di animazione più cresciuti che lo hanno apprezzato.

Il Re Leone 3D: parla Tony Bancroft, il papà di Pumbaa

È in arrivo anche in Italia la versione 3D de Il Re Leone, il film Disney che nel 1994 conquistò il record per il miglior incasso mai ottenuto da un film d'animazione (superato solo nel 2003 con Alla ricerca di Nemo); Simba e compagni continuano ad essere amati dal pubblico americano, dato che nel solo primo week-end di programmazione la pellicola ha conquistato ancora una volta il primo posto al botteghino con ben 29,3 milioni di dollari.
Il Re Leone 3D raggiungerà le sale italiane a partire da domani, 11 novembre, per poi uscire in Blu-ray.

Per l'occasione Comicus ha contattato Tony Bancroft, supervisore all'animazione di Pumbaa.
Bancroft si è intrattenuto con noi in una lunga webchat in cui ci ha mostrato come disegna Pumbaa e rivelato alcuni segreti del suo lavoro; a seguire ci ha concesso una lunga intervista che vi proponiamo integralmente.

Videochat con Tony Bancroft
Intervista a Tony Bancroft
English version

Videochat con Tony Bancroft

In un pomeriggio di metà settembre, Tony Bancroft si collega in video-chat con Comicus dal suo studio, grazie a una pagina web creata dalla Disney e dedicata appositamente alla promozione dell'uscita in 3D de Il Re Leone. Sullo sfondo vediamo il tavolo da disegno e, dopo qualche secondo di assestamento della linea e i saluti di circostanza, Bancroft si gira verso il suo piano di lavoro e comincia a tratteggiare le prime linee su un foglio bianco.
Il disegnatore all'opera ci racconta di come lo staff de Il Re Leone si è preparato alla pellicola recandosi allo zoo o portando alcuni animali allo zoo; nello specifico lui ha dovuto studiare anche tutti gli animaletti disgustosi di cui si nutrono Timon e Pumbaa, trasformandoli poi in creaturine variopinte e carine.
Mentre Pumbaa comincia a prendere vita sulla carta, Bancroft evidenzia l'aspetto buffo dei facoceri, dotati di un anatomia composta da un grosso corpo sorretto da gambine sottili; un altro elemento degno di nota è il nasone sporgente di Pumbaa, che dovrebbe diventare molto interessante nella versione in 3D della pellicola. Disegnando la capigliatura dell'animale, l'artista ci svela che per dare a Pumbaa l'aspetto di un tipo della giungla lo ha dotato di una chioma selvaggia, ispirata a Rod Stewart.
Il disegno è ormai completato e Bancroft ce lo mostra meglio verso la webcam, per poi passare alla proiezione di un videoclip che anticipa l'intervista vera e propria.

Abbiamo infatti potuto vedere in anteprima "Pride of the Lion King", documentario di circa 20 minuti sulla realizzazione e l'impatto che Il Re Leone ha avuto in questi anni; si tratta di uno dei contenuti speciali che saranno disponibili nel Blu-Ray del film in versione 3D.
Il video vanta i contributi di Jeffrey Katzenberg (produttore del film e in seguito fondatore della Dreamworks), il compositore Tim Rice, o i doppiatori Matthew Broderick (Simba) e Nathan lane (Timon). I registi e gli animatori raccontano di come all'epoca fossero terrorizzati dalla pressione che sentivano dopo i colossali successi de La Bella e la Bestia e Aladdin, ma tra tutti i progetti che erano in sviluppo alla Disney, la maggior parte degli artisti voleva lavorare a Il Re Leone.
Si susseguono poi interventi dei collaboratori più disparati: dal musicista che ha perso il padre da giovane e ha infuso le sue animazioni nella colonna sonora del film all'animatore di Simba adulto che dichiara di essersi ispirato a Jon Bon Jovi per la chioma, dai coristi africani chiamati per contribuire a "Il Cerchio della Vita" ai doppiatori che rivelano quante scene del film siano frutto d'improvvisazione (tra cui molte scoregge di Pumbaa fatte sul palmo della mano, o la celebre sequenza della hula).
Viene poi preso anche in considerazione l'adattamento teatrale che è stato fatto a Broadway, con un'intervista alla regista del musical "Il Re Leone" Julie Taymor.
Quello su cui tutti gli artisti coinvolti alla lavorazione de Il Re Leone concordano è che si sia trattato di un blockbuster animato che tutto il pubblico cinematografico è andato a vedere in sala, com'era successo forse solo per Biancaneve e i sette nani, alimentando il concetto dell'animazione per adulti che si è diffuso fino ad oggi, quando anche registi affermati come Steven Spielberg e Peter Jackson si dedicano a prodotti animati.

In basso, nella gallery, potete vedere alcune immagini tratte dalla videochat e dal documentario.


Intervista a Tony Bancroft
Traduzione a cura di Sarah Passacantili.

Quali sono state le tue ispirazioni, dal punto di vista visivo, per Pumbaa?
Come animatori partiamo sempre da cose reali. Ho passato quasi sei mesi, all’inizio del film, soltanto per fare ricerche sui facoceri e sugli animali africani. È stato divertente studiare come quegli animali apparivano nel mondo reale prima di farne dei personaggi animati un po’ sopra le righe. Al di là di questo, Ernie Sabella, la voce di Pumbaa, mi ha influenzato moltissimo. Ha un sorriso accattivante, che sapevo doveva essere una caratteristica di Pumbaa.

Quanto è stato usato come riferimento per il personaggio di Pumbaa il doppiatore Ernie Sabella?
Moltissimo. Agli inizi della lavorazione del film, sono andato a New York con Mike Surrey, l’animatore di Timon, dove sia Ernie Sabella che Nathan Lane (Timon) lavoravano insieme a Broadway in Guys and Dolls. È stato edificante per me vedere Ernie sul palco, e studiare i suoi movimenti. Poi quando sono tornato alla mia scrivania, ho cercato di incorporare il più possibile lo stile di Ernie nelle mie scene. Penso che abbia aiutato davvero a dare vita al personaggio.

Se potessi tornare indietro nel tempo, c’è qualcosa che faresti diversamente per quel personaggio?

Non proprio… dal momento che era la mia prima volta come supervisore all’animazione, i miei errori erano per lo più riguardanti cose manageriali che stavo giusto imparando, su come guidare un team, ma anche il lavoro sullo screen che è la cosa di cui vado più orgoglioso. Ho imparato così tanto lavorando su questo film che ha davvero cambiato il genere di artista che sono oggi.

Qual è la sequenza di cui vai più fiero in questo film, e perché?
Questa è una bella domanda, ma direi la sequenza in cui Pumbaa è sdraiato e guarda le stelle con Simba e Timon, parlando di cosa siano le stelle, appunto. Mi è piaciuta molto la risposta di Pumbaa a Simba, su cosa fossero davvero le stelle. Dice “Oh, cavoli… ho sempre pensato che fossero sfere di gas che bruciano a milioni e milioni di miglia da qui”. Quella scena ha aiutato davvero Pumbaa ad essere un personaggio più completo. Non è stupido, è soltanto un animale innocente guidato da Timon. Una volta animata la scena, sentivo di conoscere questo personaggio.

Com’è stato lavorare alla Disney Animation in quell periodo?
Beh, è stato magnifico. Molti di noi al lavoro su Il Re Leone erano giovani animatori che non avevano paura di provare cose nuove, ed eravamo completamente concentrati sulla realizzazione di grandi film. Non c’era molta pressione su di noi a quei tempi, perché lo studio non si aspettava molto da Il Re Leone all’inizio, quindi ci sentivamo creativamente liberi.

Puoi dire qualcosa al pubblico italiano che non aspetta altro che poter vedere Il Re Leone in 3D a novembre?
Certo, ciao Italia! Sono così felice di sapere che ci sono fan de Il Re Leone anche in Vietnam. Abbiamo creato questo film per il mondo intero, per cui divertitevi con questa storia epica creata per voi e, come direbbe Pumbaa, Hakuna Matata!

Il Re Leone è una storia così iper-classica e popolare, conosciuta da milioni di bambini in tutto il mondo attraverso molte versioni 2D. Anche se il 3D è ormai molto in voga, l’animazione Disney in 2D è diventato un marchio di fabbrica insostituibile. Pensi che rifare questo film in 3D possa diventare una lama a doppio taglio?
Quando ho sentito per la prima volta che Il Re Leone sarebbe stato rifatto in una versione 3D devo ammettere che ero scettico. Non ero sicuro di cosa la tecnologia avrebbe portato alla nostra animazione 2D. Poi l’ho visto, ed ero strabiliato dal modo in cui appariva in 3D – quando esalta l’animazione. Quando abbiamo creato il film nel 1994, abbiamo cercato di renderlo più realistico e dimensionale che potevamo, con le tecnologie del tempo, ma adesso con la tecnologia stereoscopia realizza a pieno il potenziale di ciò che stavamo cercando di fare. Penso che migliori davvero il film.

Qual è stato l’aspetto più difficile dell’animare Pumbaa, e perché?
Cercare di rendere un facocero piacevole. Sono davvero gli esseri più brutti del regno animale, quindi cercare di renderlo carino era una battaglia senza fine. Però sono compiaciuto dei risultati.

Presumo che tu abbia una collezione personale di animation cels raccolte nel corso degli anni. Qual è la più curiosa ed interessante animation cel che hai?
Ottima domanda! Adoro collezionare degli artwork dalle animazioni, ma non le mie, per lo più dai miei amici e mentori. Oltre ai disegni per le animazioni fatti dai miei amici dello studio, che ho incorniciato a casa, il mio preferito è il disegno dell’animazione dei nani in Biancaneve e i Sette Nani. È un disegno a matita fatto dalla leggenda Disney Freddie Moore, ed è incredibile. Ci mette così tanta vita nei disegni! Guardarlo è educativo.

Sei stato tu a chiedere di supervisionare Pumbaa? Cosa ti ha portato verso quel personaggio?
No, a dire il vero avevo chiesto di lavorare su Zazu all’inizio. Pumbaa e Timon, sin dai primi momenti del film, erano i personaggi più popolari e sembravano fuori dalla mia portata per poter richiedere di lavorarci, essendo stata quella la mia prima volta come Animatore Supervisore. Avendo appena finite Iago il pappagallo di Aladdin, ho pensato, "beh, Iago è un uccello, e anche Zazu… forse ho una chance!" Sono rimasto molto sorpreso quando il regista mi ha chiamato per offrirmi il personaggio di Pumbaa! È stato uno dei giorni più belli della mia vita.

Qual è il personaggio su cui hai lavorato che preferisci?
Sicuramente Pumbaa. Mi sono piaciuti tutti i personaggi comici su cui ho lavorato nel corso degli anni (Iago, Kronk, Cogsworth, etc.) ma c’è un posto speciale nel mio cuore per Pumbaa. Penso che sia così perché è stato il primo personaggio che ho supervisionato come animatore. Inoltre, noi due abbiamo così tanto in comune. Abbiamo entrambi qualche chiletto di troppo, e ci piace mangiare insetti ogni tanto!

Quando ti sei reso conto che Il Re Leone era più di un semplice film?
È divertente, perché a quei tempi non avevo idea che Il Re Leone sarebbe diventato il fenomeno che è adesso. Allora pensavamo che fosse solo un film come un altro, con una storia accattivante su un cucciolo di leone in Africa che pensa di aver ucciso suo padre, e ha amici mangia-insetti, il tutto sulle note della musica scritta da Elton John. Di sicuro non è la tradizionale storia Disney… ancora mi sorprende il fatto che sia così amata in tutto il mondo.

Cosa porterà di nuovo questa tecnica 3D a questa nuova versione 3D de Il Re Leone?
Credo che se avessimo avuto la tecnologia stereoscopica per il 3D nel 1994, l’avremmo usata per realizzare questo film. Abbiamo davvero provato allora ad includere tutto ciò che potevamo con le tecnologie del tempo. Guardate la scena degli gnu in corsa. Abbiamo fatto gli gnu in CGI e abbassato la cinepresa al livello di Simba, così che il pubblico potesse sentire la paura del piccolo cucciolo di leone non appena gli corrono davanti. In 3D quella scena salta fuori dallo schermo, e rende tutto più spaventoso per il piccolo Simbaa. Solo questo è un miglioramento nella storia, e un’ottima ragione per realizzare questa nuova, magnifica versione.

C’è un qualcosa di implicito che vedi in questo film, che ti piacerebbe segnalare al pubblico?
Uno dei miei momenti preferiti di tutti i tempi è ne Il Re Leone. C’è una scena in cui Simba, dopo aver disobbedito al padre ed essere andato al cimitero degli elefanti, torna a casa seguendo il padre. Sa di essere nei pasticci, e in più pensa che non riuscirà mai ad essere il re che è lui. Questi sentimenti sono riassunti in un momento in cui Simba cammina accidentalmente sulle orme di suo padre. Il fotogramma mostra una piccola zampa nell’orma gigante di suo padre, ed in quella scena chiave si dice moltissimo non solo sulla loro relazione ma anche sulla grande responsabilità che Simba ha nel seguire i passi del padre, nel diventare il prossimo re. Per me è un gran film!

Che direzione pensi che abbia preso l’animazione dopo Il Re Leone?
È un po’ dolceamara per me. Amo l’animazione in 2D disegnata a mano, ed è difficile vedere il mondo dell’animazione affidarsi così tanto all’animazione CG. Però amo anche ciò che ha portato la CG nel mondo dell’animazione. Credo che ci sia spazio per entrambe le tecniche in quel mondo, e spero di vedere più equilibrio tra le due in futuro.

Qual è la cosa che ti piace di più del tuo lavoro?
Credo di avere il lavoro migliore del mondo! Amo portare in vita i personaggi attraverso l’animazione. È una sensazione magnifica andare in un cinema e sedere insieme ad una platea che guarda un film su cui ho lavorato, e sentirli ridere o piangere su un personaggio che ho aiutato a creare. È probabilmente il vantaggio più grande di ciò che faccio, emozionare la gente.

In paesi in cui è difficile far sopravvivere film animati, è molto difficile per i giovani animatori inseguire i propri sogni. Cosa credi che dovrebbero fare queste persone per rimanere motivate, prima che la loro passione si esaurisca?
Credo che sia importante per gli animatori provenienti da paesi in cui è difficile trovare lavoro facendo animazione, non rinunciarci. C’è tutto un mondo là fuori attraverso internet, quindi cercate dei modi diversi per far conoscere al mondo le vostre animazioni, ad esempio tramite dei corti animati per internet, o pubblicità animate. Mantenete la testa alta, e trovate un modo per trovare il vostro pubblico.

Ci sono dei rituali particolari (ascoltare un tipo di musica, o guardare un film) che ti mettono nell’umore giusto per lavorare su un personaggio animato?
Non so perché, ma mi ricordo di Mike Surrey (che ha animato Timon) e ascoltavo tantissima musica proveniente dai musical di Broadway mentre animavo Timon e Pumbaa. Mike ed io abbiamo condiviso un ufficio, ed ascoltavamo musica a tutto volume, tutto il giorno. Cantavamo canzoni da "I Miserabili" o "Miss Siagon" mentre animavamo i nostri personaggi. Probabilmente cantare "Hakuna Matata" ha aiutato ad animarli… non saprei.

Quali sono le principali lezioni che ha imparato da Il Re Leone?
La lezione principale del film che Simba impara, è che “noi tutti abbiamo uno scopo nel grande cerchio della vita”. È ciò che cerca di ignorare per metà film, ma alla fine gli ritorna come responsabilità per il suo orgoglio e la sua famiglia. Credo che sia una lezione grande, universale, che ha davvero aiutato il film a diventare il successo planetario che è.

Quanto è surreale la sensazione di aver preso parte ad uno dei film di animazione più di successo di sempre, e creato dalla più prestigiosa casa di animazione?
Molto! Non passa una sola settimana in cui qualcuno non viene da me chiedendo di disegnargli Pumbaa, o dicendomi quanto Il Re Leone lo abbia influenzato. Per un film considerato un "B-movie" dallo studio e con uno staff formato maggiormente da nuovi talenti come me, al lavoro su una storia molto diversa per la Disney, è sorprendente vedere queste reazioni nel corso degli anni.

Che cosa pensi del sistema, in produzione, in cui dei personaggi specifici sono assegnati ad animatori specifici (o team di animatori con un supervisore)? Questo è stato fatto con Il Re Leone, e con molti dei più importanti film animati Disney, ma non è sempre il modo in cui questi sono prodotti. Preferisci questo sistema alle alternative?
Sì, lo preferisco. Quando lavoravamo a Il Re Leone agli studios Disney, era comune per gli animatori essere scelti in maniera specifica per un personaggio dai registi, così come gli attori live action fanno casting per ottenere delle parti in un film. Alcuni animatori lavorano meglio su personaggi comici, stars, donne, o cattivi. Sono sempre stato scelto come quello dei personaggi comici, cosa che adoravo. Il sistema funziona, perché gli animatori sono davvero considerati “artisti con una matita”, quindi hanno delle doti naturali nel modo in cui disegnano e nel modo in cui fanno animazione, che si connette meglio con certi tipi di personaggi. Per me, questo rimane il modo migliore di lavorare su un film.

Hai diretto Mulan nel 1998 insieme a Barry Cool. Hai interesse nel dirigere altri lavori animate?
Sì, ho prodotto diversi film dopo Mulan, ma per qualche ragione non li ho ancora portati sullo schermo. Al momento sto dirigendo un lavoro in CG, per cui sono molto emozionato. Ancora non posso dirvi nulla a riguardo, ma lo farò presto… Molto presto.

Come hai cominciato come animatore?
Ho sempre amato disegnare, sin da quando ero un bambino. Ero solito disegnare con mio fratello tanto quanto la maggior parte dei bambini esce e pratica sport. L’amore per il disegno si è poi sposato con quello per i film, cosa che mi ha portato all’animazione. Ho frequentato un college magnifico, chiamato "California Institute of the Arts" per studiare animazione, e sono stato preso dalla Disney non appena ho finito il college. Il resto è storia!

Tony, qualcos’altro da aggiungere su Il Re Leone, prima di chiudere questa tavola virtua round tablel?
Il Re Leone per me rappresenta un momento magnifico nella mia vita di giovane animatore. Sono così felice di avere l’opportunità di condividere con voi le mie esperienze di quel tempo con l’uscita de Il Re Leone 3D. Sono passati 17 anni da quando ho lavorato su Pumbaa per questo film, ma per me è come far visita ad un vecchio amico. È cambiato così tanto nel modo in cui facciamo film animati, e allo stesso tempo così tanto è rimasto identico a prima. La cosa essenziale del fare film animati è quella di far fare al pubblico un viaggio magico verso un posto che non ha mai visto, attraverso gli occhi dei personaggi a cui ci si affeziona. Il Re Leone è il miglior esempio per questo.


English version

What were your visual inspirations for Pumbaa?

As animators we always start with the real thing first. I spent almost 6 months in the beginning of the film just researching warthogs and african animals. It was a great time to soak in what the real animal looked like before I moved away from it and caracatured it. Besides reality, Ernie Sabella, the voice of 'Pumbaa' was a big influence. He has a very round and appealing smile that I knew just had to be a part of 'Pumbaa'.

How much was voice actor Ernie Sabella used as a live-action reference for the character of Pumbaa?

A lot. Early in the process of making the film, I flew out to NY city with Mike Surrey, the animator on ‘Timon’, where both Ernie Sabella and Nathan Lane (Timon) were in Guys and Dolls together on Broadway. It was a great education for me to see Ernie performing, to study his movements and actions. Then when I got back to my animation desk I would try to incorporate as much as Ernie's acting style in my scenes. I think it really helped in bringing the character to life.

Looking back at the character, is there anything you wish you had done differently?

Not really...since I was a first time Supervising Animator my mistakes had to do with managerial things that I was learning about leading a crew but also the work on the screen of which I am most proud of. I learned so much on this movie and it really changed the kind of artist I am now.

What's the sequence you're most proud of in this film, and why?

That's a tough one, but I would have to say the sequence where Pumbaa is lying on his back looking up at the stars with Simba and Timon talking about what the stars are. I loved Pumbaa's response to Simba's thoughts on what the stars above really were. He says, "Aw, gee... I always thought they were balls of gas burning billions of miles away." That scene really helped round out Pumbaa to be a more fully realized character. He’s not dumb, he's just an innocent animal that follows Timon's lead. Once I animated that scene, I felt like I knew who his character was.

What was it like working at Disney Animation during that period?

Boy, it was a great time. Many of us on “The Lion King” were young animators that just had no fear of trying new things and we were totally focused on making great films. There was not a lot of pressure on us at the time because the studio did not expect much form “The Lion King” at first so we felt creatively unharnessed.

Will you say something to Italian audiences who are urged to see The Lion King 3D in November?

Yes, Ciao Italia! I am so happy to know that there are fans of “The Lion King” in Vietnam too. We made this film for the world so please enjoy this epic and fun story that we made for you and, as Pumbaa would say, Hakuna Matata!

The Lion King is such a super classic and popular story to millions of children all around the world through many 2D versions. Although the 3D movement is now in vogue but the Disney 2D animation has become an irreplaceable trademark. Do you think remaking this film into 3D might be a double- edge sword?

When I first heard that “The Lion King” was being made into a 3D version I must admit, I was skeptical. I wasn't sure what the technology would bring to our 2D animation. Then I saw it and I was amazed at how it looked in 3D-- how much it enhances the animation. When we created the film in 1994, we tried to make it as dimensional and real as we could with the technology during that time but now with stereoscopic technology it actually fully realizes the potential of what were trying to make. I think it actually improves the film.

What was the most difficult aspect of animating Pumbaa, and why?

Really trying to make a warthog appealing. They are really the ugliest animals in the animal kingdom so trying to make him cute was an on going battle. I'm pleased with the results though.

I assume you have a personal collection of animation cels that you have collected over the years. What is the most curious and most interesting animation cel you have?

Good question! I do love collecting artwork from animation but not of my own, mostly art by my friends and mentors. Besides animation drawings by my friends at the studio that I have framed on my walls, my favorite is an animation drawing of two of the dwarves in “Snow White and the Seven Dwarves”. It is a rough pencil drawing by Disney legend, Freddie Moore, and it is incredible. It has so much life in the drawing! It’s an education in itself.

Did you ask to supervise Pumbaa? What drew you to the character?
No, actually I asked to work on ‘Zazu’ originally. Pumbaa and Timon, even at an early stage of the film, were the break out popular characters and they seemed out of my reach to even request as a first time Supervising Animator. Having just finished animating ‘Lago’ the parrot from “Aladdin”, I thought, "well, Lago's a bird and Zazu's a bird...maybe I have a shot!" I was totally taken by surprise when the director's called me to offer me the character of Pumbaa! It was one of the happiest day of my life.

What is your favourite character you have worked on? Why?

Definitely, Pumbaa. I enjoyed all of the comedy characters I have worked on over the years (Lago, Kronk, Cogsworth, etc.) but there is a special place in my heart for Pumbaa. I think it was because he was my first character to supervise as an animator. Also, he and I have so much in common. We're both our overweight and enjoy a good bug every once in awhile!

When did you realize "The Lion King" was more than just a movie?

It's funny because at the time we had no idea that “The Lion King” would become the phenomenon that it has become. At the time, we thought it was just this fun little film with a quirky story about a lion cub in Africa that thinks he killed his father and has bug-eating friends set to music by Elton John. Not the normal Disney story for sure. It still amazes me that it is so well-loved around the world.

What will the 3D technique bring to this new 3D version of 'The Lion King'?

I think if we had the technology of stereoscopic 3D in 1994 we would have used it in the making of this film. We really tried to make it as inclusive as we could for the audience with the technology we had at the time. Look at the wildebeest stampede scene for example. We made the wildebeests in CGI and lowered the camera down to the level of Simba so that the audiences feel the fear of the little lion cub as they rush past him. In 3D that scene literally leaps out at you and makes it all the more frightening for little Simbaa. That alone is an improvement on the story telling and a great reason to have this new awesome version.

Is there anything subtle in the movie that you see in it, that you'd like to point out to audiences?

One of my all time favorite movie moments happened in “The Lion King”. There is a scene where Simba after disobeying his father and going to the elephant graveyard is walking back to home following behind his father. He knows he's in trouble and more than that; he fills like he will never live up to being the king that he is. Those feelings are summed up in one visual moment as Simba accidentally steps into his father's footprint. The camera shows his little paw inside the huge footprint of his father’s and in that key visual scene, it says so much about not only their relationship but also the great responsibility Simba has in following his father’s "footsteps" in becoming the next king of the pride. To me, that is great film making!

What are your thoughts on the direction animation has gone since The Lion King?

Tony Bancroft: It's a little bittersweet for me. I love 2D hand-drawn animation and it's hard to see the world of animation turn so much to CG animation. But I also love what CG animation has done for filmmaking in animation too. I think there's room for both techniques in the world of animation and I hope to see it balanced out more in the future.

What do you enjoy the most about your job?

I think I have the best job in the world! I love bringing characters to life through animation. It's a great feeling to go to a theater and sit with an audience that is seeing a movie I worked on and hearing them laugh or cry at a character I helped create. It's probably the biggest perk of what I do that I can move people in an emotional way.

In countries where animated films are hard to survive, it is very difficult for young animators to pursue their dreams. So what do you think that these people should do to keep themselves motivated, before their passion runs out?

I think for animators in countries where it is difficult to find work making animated features it is important not to give up. There is a great big world out there through the Internet, so find different ways to get your animation out there to the world such as animated shorts for the Internet or commercials with animation. Keep your head high and find a way to meet your audience.

Are there any rituals you would do (listen to a genre of music or watch a film) that you would do to get you in the mood to work on animating a character?

I don't know why, but I remeber Mike Surrey (who animated Timon) and I listened to a lot of broad way musical music while animating Pumbaa and Timon. Mike and I shared an office together and would listen to the music out loud all day long. We would sing along to Les Miserable or Miss Siagon while animting our characters. Maybe it helped in animting our character singing "hakuna Matata"...i don't know.

What were the big lessons you took from Lion King?

The theme of the movie that Simbaa learns is that "we all have a purpose in the great circle of life". It is the thing that he tries to ignore half way through the film but ultimately it comes back as his responsibility to his pride and family. I think this is a great and universal lesson that really helped this film become the universal success that it is.

How surreal is it to have been part of the most successful animation movie ever to have been made by the most prestigious animation movie in the world, ever?

Very! Not a week goes by, that someone doesn't come up to me and want me to draw Pumbaa or tell me how “The Lion King” affected them. For a film that was considered the "B movie" by the studio and with a staff, like myself, that were mostly new talent, working on a very different kind of story for Disney, it is surprising to see the reaction over the years.

What are your thoughts on the production system whereby specific characters are assigned to specific animators (or teams of animators with a supervisor)? This was done on The Lion King and many of the stronger animated Disney movies, but it's not always the way animated films are produced. Do you favour this system over the alternatives?

Yes, I do. Back when we were making “The Lion King” at the Disney studios it was common for animators to be a "cast" on a character by the Directors just like live-action actors are cast for their parts in a movie. Some animators are better with comedy characters, lead stars, women or villains. I was always "type casted" as a comedy character guy, which I loved. The is system is good because animators really are considered "artists with a pencil" so they have a natural skill sets in how they draw and make their animation that connects better to certain character types. For me, this still is the best way to work on a film.

You directed Mulan in 1998 along with Barry Cook. Any interest in directing more animated features?

Yes, I have developed several films since Mulan but for whatever reason I have not made it to the screen yet. I am currently directing a new CG feature right now that I am excited about. I can't tell you anything about it yet … but soon... very soon.

How did you get started as an animator?

I loved to draw ever since I was a child. I used to draw with my brother as much as most kids go out and play sports. The love of drawing later combined with a love for movies that lead me to animation. I went to a great college called California Institute of the Arts to study animation and was picked up by Disney right out of college. From there, the rest is history!

Tony, any final thoughts on The Lion King as we close out this virtual roundtable?

“The Lion King” for me represents a great time in my life personally as a young animator. I am so happy that I get the opportunity to reminisce on that time with the release of “The Lion King 3D”. It’s been 17 years since I worked on ‘Pumbaa’ for the film but for me it's like visiting an old friend. So much has changed in how we make movies in animation and yet so much has remained the same. The essence of making animated movies is still about taking the audience on a magical journey to a place they have never before seen through the eyes of characters that are appealing and endearing. I think “The Lion King” is the best example of that.

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