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Gennaro Costanzo

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Fumetti, serie tv e cinema colpiti dal Coronavirus, i possibili scenari futuri

L’emergenza legata al Covid-19 (Coronavirus) è ormai scoppiata in tutto il mondo con esiti drammatici. L’Italia, seppur in ritardo, è stato uno dei primi paesi a mettere in atto misure drastiche per rallentare il contagio, le restanti nazioni hanno seguito il suo esempio a distanza di settimane quando ormai la diffusione del virus era già ben ramificata nelle loro città. Una situazione del genere è drammatica sia per il numero di vittime che per gli effetti economici che ne derivano - sia per i governi che per la popolazione - e avrà ripercussioni anche per i mesi a venire in cui dovremo evitare, una volta contenuto il virus e dismesse le misure più restrittive, la creazione di nuovi focolai e una sua ulteriore espansione. In questo scenario anche il mondo dell’intrattenimento deve piegarsi al Coronavirus con conseguenze che, al momento, sono difficili da prevedere.

Occupandoci di fumetti, ma anche di cinema e serie tv bisogna innanzitutto fare una distinzione.
Per quanto riguarda la carta stampata, le edicole - anche in questo periodo - sono rimaste aperte, cosa che ha consentito agli albi di uscire regolarmente. Attualmente, gli editori hanno bloccato le uscite da libreria, considerando che i rivenditori sono attualmente chiusi. Dunque, un rallentamento c’è stato con casi anche eclatanti, basta vedere il lancio DC Comics per Panini Comics previsto in questi giorni rimandato ora a giugno.
Tuttavia, una volta che le librerie potranno riaprire, rispettando le norme di sicurezza in vigore, la situazione dovrebbe tornare più o meno alla normalità. Anche negli USA, dove la situazione sta degenerando in questi giorni, Diamond – il principale distributore di comics – non riesce a garantire il suo normale servizio, senza contare che le fumetterie sono quasi tutte chiuse. Gli editori non stanno stampando, per difficoltà anche con le tipografie, i nuovi albi e alcuni pensano a una distribuzione in digitale. Ad ogni modo, anche qui, nel momento in cui si tornerà a uno stato di semi-normalità, la situazione dovrebbe migliorare e – con tutti i rallentamenti del caso – la vendita dei nuovi albi dovrebbe essere garantita. A prescindere dal fatto che il danno economico per editori e librai sia stato comunque molto importante.

Il problema serio per il settore riguarda quello legato alle fiere, non sono momenti importanti per incontrare il pubblico e presentare le novità editoriali, ma spesso eventi strategici per gli editori. Quasi tutti, chi più chi meno, regolano le proprie uscite proprio in concomitanza con le principali manifestazioni, su tutte Lucca Comics & Games. Allo stato attuale, le fiere previste in questo periodo sono state tutte annullate o rimandate a data da destinarsi. Il problema riguarda, naturalmente, il grosso numero di persone che entreranno a contatto fra loro anche in un momento in cui - si spera - si è riusciti a contenere il più possibile il virus. Eventi del genere possono essere pericolosi focolai. Non è escluso, dunque, che da qui a fine anno tutte le fiere verranno annullate, anche la lontana Lucca Comics & Games. Il danno economico che ne deriva sarà grosso per tutti, organizzatori, editori, infrastrutture, città.

Le difficoltà maggiori riguardano, tuttavia, il mondo del cinema. Il fumetto, infatti, è un intrattenimento “privato” acquistabile in negozio o in digitale e, dunque, la sua distribuzione dovrebbe riprendere così come per tutti gli altri oggetti. Anche la sua produzione, considerando che autori ed editori possono lavorare in modalità smart working, dovrebbe procedere senza particolari intoppi. Per cinema e serie tv, invece, le cose non sono così scontate. Il mondo del cinema, infatti, vivrà - quasi certamente - il suo anno peggiore. Anche quando le misure restrittive dei vari governi saranno allentate, è sempre consigliabile evitare assembramenti. Cinema, ma anche teatro e concerti, resteranno focolai pericolosi per la diffusione del virus. Anche se le sale dovessero riaprire, è probabile che molte persone eviteranno di andarci.

Sarà quindi un anno nero per i gestori di cinema, ma anche per gli studi cinematografici. La Sony ha distribuito nelle sale l’atteso Bloodshot con Vin Diesel, un film importante non solo per il richiamo che ha l’attore sul grande pubblico, ma anche perché il suo successo potrebbe dare il via a nuove produzioni targate Valiant Comics. Tuttavia, il film è stato ritirato perché si è trovato proprio nell’occhio del ciclone Coronavirus, incassando briciole. La Sony ha così deciso di distribuire la pellicola in digitale e ieri ha annunciato che tutti i film previsti per il 2020 usciranno il prossimo anno.
Una mossa che può sembrare avventata ma che, in realtà, sembra attualmente la più logica possibile. È difficile infatti ad ora fare previsioni sull’attuale situazione e anche programmando film a mesi di distanza, si rischia di dover rimandare nuovamente le pellicole. Spostare film ha pesanti ripercussioni economiche, considerando accordi commerciali, campagne marketing, etc.
Gli altri studi, intanto, sembrano voler attendere alla finestra per capire quali mosse fare, ma è altamente probabile che seguiranno l’esempio di Sony.

Una delle possibili vie percorribili resta la diffusione in digitale. Voci, attualmente prive di fondamento, sembrano suggerire che Disney diffonderà pellicole attese come Black Widow e Mulan sul proprio servizio streaming. Una mossa che, probabilmente, la casa americana ha davvero preso in considerazione e che sarebbe una grossissima pubblicità per Disney+, ma che porterebbe lo studio a rinunciare ai grossi incassi del cinema. Entrambe le pellicole sono sulla carta grossi successi potenzialmente in grado di superare il miliardo di dollari ed è difficile pensare che la Disney voglia perdere quei soldi. Rendere disponibili queste pellicole in digitale ma a pagamento (come Sony con Bloodshot) potrebbe essere un’alternativa, ma anche in questo caso gli incassi sarebbero nettamente inferiori a quelli cinematografici. Non è escluso, comunque, che altre case di distribuzione considerino l’idea e che diffonderanno (a pagamento o sulle varie piattaforme) i loro film previsti originariamente in sala nei prossimi mesi. D’altronde, alcune di loro hanno bisogno di recuperare denaro presto e le stesse piattaforme hanno bisogno di contenuti nuovi.

In tutto questo, non dobbiamo dimenticare una cosa fondamentale: non è solo la diffusione di pellicole ad essere ferma, ma anche la loro produzione. Le produzioni in corso sono sospese e quelle previste a breve rimandate. In fondo, realizzare un film richiede un gran numero di persone in loco e questo va contro le normative per evitare il contagio. Motivo per cui molti film previsti per fine anno o per il prossimo probabilmente salteranno o subiranno notevoli ritardi. Quindi, se uscissero ora in digitale le pellicole previste per il 2020, è probabile che nel 2021 non ci sia nulla di nuovo da portare al cinema. Se l’emergenza Coronavirus dovesse risolversi, e i cinema potranno riaprire regolarmente, non ci sarebbero nuovi film da proiettare e il danno economico sarebbe doppio. Motivo per cui, così come ha fatto Sony, il rinvio delle uscite garantirebbe materiale per il nuovo anno. Disney, Warner Bros. e gli altri studi, quindi, potrebbero mettere in stasi le attuali produzioni per non restare scoperti il prossimo anno.

Discorso analogo per le serie tv, attualmente ferme. Molti serial prodotti a ritmo settimanale (ad esempio le serie dell’Arrowverse su The CW) sono fermi e non ci sono nuovi episodi da trasmettere. Le produzioni previste per l’autunno o il prossimo anno, idem. È noto che Netflix abbia interrotto le sue produzioni. Uno scenario possibile è che, dunque, molte serie previste per la seconda metà del 2020 e per il prossimo anno subiranno slittamenti. Di conseguenza, ci sarà scarsità di novità. Servizi come Netflix dovranno, quindi, attingere a materiale di catalogo. Una situazione strana, considerando che proprio il dover restare a casa ha reso quanto mai fondamentale la produzione audio-visiva per offrire svago in questa difficile fase delle nostre vite.

Naturalmente, l’articolo che avete appena letto cerca di analizzare il tema in base alle informazioni finora in possesso, ma anche basandosi su quello che è lo scenario attuale. La situazione generale dell’emergenza sanitaria, come sapete, cambia di continuo ed è difficile prevedere come si evolverà. Ovviamente, la nostra speranza è che possa essere contenuta nel migliore dei modi e risolversi al più presto.

Al via l'iniziativa benefica COme VIte Distanti: la prima tavola di Gipi

Parte oggi la raccolta fondi avviata da Arf Festival per l'Istituto Nazionale per le Malattie Infettive Lazzaro Spallanzani. Il progetto, di cui vi avevamo già parlato qui, prevede la realizzazione di un libro dal titolo COme VIte Distanti che coinvolge un gran numero di fumettisti. È possibile preordinare il volume qui, dove è possibile leggere anche la storia online. Ordinare in anticipo è fondamentale per poter effettuare la donazione.

Gli autori coinvolti nel progetto sono: Mario Alberti · Mirka Andolfo · Simone Angelini · Eleonora Antonioni · Ausonia · Alessandro Baronciani · Giacomo Bevilacqua · Simona Binni · Claudio Calia · Bruno Cannucciari · Stefano Caselli · Gigi Cavenago · Daniel Cuello · Fabrizio De Tommaso · Werther Dell’edera · Carmine Di Giandomenico · Lorenza Di Sepio · Vincenzo Filosa · Fumettibrutti · Antonio Fuso · Gipi · Ale Giorgini ·  Gud · Francesco Guarnaccia · Lrnz · Grazia La Padula · Davide La Rosa · Emilio Lecce · Lorenzo Magalotti · Emiliano Mammucari · Maicol & Mirko · Martoz · David Messina · Tommy Gun Moretti · Ottokin · Alberto Pagliaro · Lorenzo Palloni · Giuseppe Palumbo · Rita Petruccioli · Sara Pichelli · Gloria Pizzilli · Giorgio Pontrelli · Francesca Protopapa · Luca Ralli · Ratigher · Giulio Rincione · Federico Rossi Edrighi · S3keno · Giorgio Santucci · Valerio Schiti · Stefano Simeone · Sio · Laura Scarpa · Samuel Spano · Alessio Spataro · Spugna · Davide Toffolo · Tuono Pettinato · Mauro Uzzeo · Fabrizio Verrocchi · Zerocalcare · Zuzu.

Di seguito trovate la prima tavola realizzata da Gipi.

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Addio ad Albert Uderzo, co-creatore di Asterix

Ci ha lasciati a 92 anni Albert Uderzo, creatore di Asterix nonché uno dei fumettisti più famosi di tutto il mondo. A dare la notizia è stata la famiglia del disegnatore.

Nato a Fismes il 25 aprile 1927, all'età di 13 anni viene assunto dalla Société Parisienne d'Édition come di letterista e grafico. Successivamente, Uderzo si appassiona all'animazione e al fumetto, ma sarà l'incontro con lo sceneggiatore René Goscinny a cambiargli la vita dando vita a serie quali Jehan Pistolet, Luc Junior, Oumpah-Pah, Bill Blanchart, Poussin e Poussif e Famille Moutonet.

Nel 1959 i due crearono - per la neonata rivista Pilote - il fumetto di Asterix, che divenne subito un successo in Francia e nel mondo. Dal 1959 al 1977, la coppia realizzò 24 albi della serie, fino alla prematura scomparsa di Goscinny. In seguito, Uderzo scrisse e disegnò altri 10 albi fino al 2009. Dal 2013, l'artista affidò la serie a Jean-Yves Ferri e Didier Conrad che, ad oggi, hanno realizzato 4 avventure.

Nel 2014 si chiuse, con una riappacificazione, una lunga battaglia legale che vedeva coinvolto Uderzo contro la figlia Sylvie e suo marito per i diritti del personaggio.

Con Uderzo ci lascia una delle più importanti figure del fumetto mondiale, chiudendo di fatto un'epoca.

Spider-Man Collection: Forse sognare..., recensione: ovvero, l'antologica Webspinners: Tales of Spider-Man

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Alla fine degli anni ’90 Spider-Man non viveva il suo miglior momento editoriale, per questo motivo la Marvel decise di rilanciare il personaggio chiudendo tutte le sue testate e ripartendo da 1. Una soluzione che oggi è praticamente la norma considerando che viene applicata dall’editore in maniera ciclica, ma che all’epoca rappresentava una rarità.
Il rilancio venne affidato al cartoonist canadese John Byrne autore della criticatissima Spider-Man: Chapter One, maxi-saga in 12 capitoli che avrebbe dovuto riaggiornare le origini del personaggio come avvenuto un decennio prima con Superman, ma in maniera meno drastica. A Byrne venne affidata soprattutto l’ammiraglia Amazing Spider-Man a cui si affiancava la complementare Peter Parker: Spider-Man di Howard Mackie e John Romita Jr., le cui trame erano spesso intrecciate a doppio filo.

A completare il parco testate dell’Uomo Ragno, venne lanciata una collana dal titolo Webspinners: Tales of Spider-Man che proponeva, sullo stile della concorrente Batman: Legends of the Dark Knight della DC Comics, cicli scritti e disegnati di volta in volta da autori diversi e ambientati in varie epoche della storia del Ragno. Il successo di Webspinners non fu clamoroso, tanto che la Marvel la chiuse dopo 18 numeri, ma al suo interno sono state proposte – fra alti e bassi – alcune piccole gemme. Panini Comics, che pubblicò originariamente questa serie sul quindicinale de L’Uomo Ragno, ha ora raccolto la serie in due volumi della collana da libreria Spider-Man Collection dai titoli La materia di cui sono fatti i sogni e Forse sognare…, il primo pubblicato a gennaio 2019, il secondo pubblicato nello stesso mese del 2020 e di cui vi parliamo nel dettaglio in questo articolo.

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Il volume, che contiene come il precedente 9 albi totali, si apre con quella che è certamente la storia più celebre della collana, un arco narrativo di 3 numeri scritti da Paul Jenkins e disegnati da Sean Phillips e J.G. Jones. La storia, molto introspettiva, mette al centro dei riflettori il Camaleonte (Dmitri Smerdyakov), ovvero il primo villain in assoluto di Spider-Man creato da Stan Lee e Steve Ditko. Scoperta l’identità del suo nemico, Dmitri si intrufola nella vita di Peter Parker, sostituendosi letteralmente a lui, e minaccia di uccidere sua moglie Mary Jane sul George Washington Bridge (lo stesso ponte su cui Goblin portò Gwen Stacy). Arrivato sul luogo, Peter scopre che il suo nemico è solo - non ha con sé MJ - e che sta puntando una pistola alla sua stessa testa. Con una confusa dichiarazione di affetto per Spider-Man, in un momento molto intenso che sovrappone diversi stati emotivi, il Camaleonte si getta dal ponte suicidandosi.

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Nella terza storia del ciclo, lo sceneggiatore e J.G. Jones - che qui prende il posto di Phillips - viaggiano all’interno della mente e della coscienza di Peter ripercorrendo la sua storia e i suoi momenti più tragici in un episodio che ricevette, all’epoca, il plauso di pubblico e critica. Il lavoro di Jenkins piacque così tanto da convincere la Marvel a promuovere il sempre più lanciato sceneggiatore a scrivere regolarmente la testata Peter Parker: Spider-Man. In questa storia, in particolare, lo scrittore inglese dimostra la sua sensibilità e la sua affinità col personaggio, aspetto che confermerà negli anni a seguire.
Sean Phillips e J.G. Jones sono autori di una buonissima prova, seppur il tratto di entrambi appaia ancora un po’ grezzo in alcuni frangenti e non ancora pienamente elaborato e raffinato come quello attuale. A spiccare è sopratutto il lavoro di Jones nella sopracitata Forse sognare… che dà anche il titolo al volume. Qui il disegnatore si libera spesso delle gabbie fisse per realizzare soluzioni visive molto interessanti.

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Dopo il primo ciclo di tre episodi, il volume prosegue con altre 3 storie composte da 2 albi ciascuna. Si parte da Tanti anni prima… di Howard Mackie e Graham Nolan. La vicenda trasporta Spider-Man e il suo nemico Carnage/Cletus Kasady nella zona negativa in cui il Ragno si alleerà con un gruppo di ribelli contro il tiranno Blastaar. La storia vuole essere un traino alla serie animata Spider-Man Unlimited in cui l’Uomo Ragno si ritrovava sulla Contro-Terra con un nuovo costume. Il cartone andò in onda su Fox da ottobre 1999 a marzo 2001 e durò solo 13 episodi, restando senza un finale. Ad ogni modo, la storia di Mackie e Nolan risulta molto godibile e divertente e corredata da un ottimo comportato artistico.

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Si prosegue con Blackout di Rurik Tyler, una classicissima storia in cui Spider-Man affronta il suo storico nemico Avvoltoio che ha pianificato dei blackout - per l’appunto - in zone strategiche della città per compiere indisturbato alcuni grossi furti. Senza infamia e senza lode.
Più interessante invece è l’ultima avventura, intitolata Eroe del popolo, che vede all’opera il classico duo di autori Tom DeFalco e Ron Frenz. Ambientata nel periodo prima del matrimonio fra Peter Parker e Mary Jane, la storia vede Silver Sable arruolare Spider-Man per difendere il monarca del Belgriun dai ribelli che vogliono rovesciare la sua dittatura. Nonostante Spider-Man non sia entusiasta nel difendere un oppressore del popolo, non può ignorare che in gioco c’è anche la vita dell’innocente figlia del monarca e che nel paese c’è il Sinistro Sindacato, capeggiato dal Doctor Octopus, che fa il doppio gioco con i ribelli. Una storia dal sapore classico, molto ben costruita e disegnata.

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Spider-Man Collection: Forse sognare… è un volume rivolto principalmente ai lettori di vecchia data dell’Uomo Ragno e che, unito al precedente La materia di cui sono fatti i sogni, offre la possibilità di avere in edizione cartonata tutta la serie Webspinners: Tales of Spider-Man apparsa sul quindicinale Panini Comics una ventina d’anni fa. La qualità della proposta, comunque, è sufficiente per essere goduta anche dai nuovi lettori, purché abbiano una certa dimestichezza con la storia dell’Uomo Ragno. Qualche articolo di approfondimento, o di “orientamento”, sarebbe stato certamente utile in quest'ottica.

Dal punto di vista della confezione, il volume ha la qualità classica delle proposte da libreria dell’editore, laddove pecca è nella cura editoriale: per l’occasione, la Panini ha infatti adottato la stessa traduzione realizzata all’epoca della prima pubblicazione di Webspinners, e ciò è assolutamente normale, se non fosse per la presenza di refusi (che potevano essere qui corretti) e di didascalie con annotazioni che andavano decisamente aggiornate. Per fare un esempio, in alcune storie si leggono note che rimandano a pagine dell’albo originale in cui è stata presentata la storia per la prima volta 20 anni fa, indecifrabili per chi non ha in mano la copia del fumetto dell’epoca. Piccole disattenzioni che nulla tolgono alle storie, ma che potevano essere evitate con poco.

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