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Gennaro Costanzo

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L'artbook di Do the Evolution dei Pearl Jam e di Todd McFarlane

IDW Publishing pubblicherà un artbook per commemorare l'iconico e celebre video musicale animato di Do the Evolution dei Pearl Jam, diretto da Todd McFarlane insieme all'animatore Kevin Altieri.

Il libro, intitolato Pearl Jam: The Art of Do the Evolution è composto da 200 pagine e conterrà illustrazioni e informazioni sulla produzione del video. Il volume includerà anche un'introduzione dello stesso McFarlane in cui il fumettista descrive gli eventi rappresentati nel video come "la storia dell'umanità in una versione condensata come mai l'hai vista prima. In questo libro vedrai e leggerai alcuni dei processi di come abbiamo realizzato un compito erculeo... È pieno di tanti meravigliosi esempi su come dozzine di artisti si riuniscono per lavorare a quello che sarebbe presto diventato un video nominato ai Grammy."

"Do The Evolution di Pearl Jam porta la minaccia della ricerca dell'uomo per il dominio in termini netti e comprensibili, un tema che resta in prima linea nella conversazione in corso", ha aggiunto Justin Eisinger, direttore editoriale di IDW. "Pieno di immagini audaci e narrazione visiva stratificata che accentua il testo già forte, McFarlane e Altieri hanno creato un video che abbraccia la storia dell'umanità. E ora il loro lavoro rivoluzionario può essere pienamente apprezzato in questo approfondito libro che esplora il modo in cui tutto ciò è stato creato".

Pearl Jam: The Art of Do the Evolution uscirà il 6 ottobre, avrà 200 pagine e un formato di 12"x 9". Il suo costo sarà di 39,99$.

Nella gallery qui di seguito potete vedere alcune immagini del volume.

Crudeltà, recensione: tutte le storie brevi di Koren Shadmi

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Israeliano, classe 1981, laureatosi alla School of Visual Arts di New York in illustrazione, Koren Shadmi è un fumettista e illustratore per importanti testate come Newsweek, New York Times, Wall Street Journal e tante altre ancora.
Sarà forse la sua provenienza la base di uno stile tanto poco ordinario e originale, uno stile che riguarda i suoi testi, visionari, altamente simbolici ma concreti, e il suo tratto unico, pulito, sottile e particolareggiato ma al tempo stesso sfuggevole, indefinito.

Noto e apprezzato per graphic novel quali Abbandon (NPE), Love Addict: Confessioni di un seduttore seriale (BAO) e Rise of the Dungeon Master (NPE) - su testi di David Kushner, Shadmi è approdato in Italia grazie a tre antologie edite dalla Double Shot, In Carne e Ossa (2008), Anatomia del Desiderio (2009) e Cuori Distratti (2011) che presentavano brevi storie di varia lunghezza realizzate dall’autore nel corso degli anni e ora tutte raccolte da Nicola Pesce Edizioni in un unico e corposo volume da 424 pagine.

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I protagonisti dei suoi racconti sono persone che vivono la realtà quasi come i dannati vivono l’inferno di Dante: prigionieri delle proprie angosce, dei propri difetti, questi personaggi sono vittime di se stessi e del mondo che li circonda. Ad esempio, ne “Il Guardone” il protagonista trascorre l’intera giornata nelle quattro mura del proprio appartamento ad osservare, dalle numerose finestre, le proprie vicine e ad annotare il tutto a voce su nastri che poi conserva accuratamente. La particolare collocazione dell’appartamento gli dona una visuale solo parziale dei vari soggetti e per questo, alla fine della giornata, è costretto a fantasticare su una donna, mosaico incompleto e somma delle sue dirimpettaie.
Così come il Cantante di cover dell’omonimo racconto, incapace di vivere serenamente i propri sentimenti, convince la sua tastierista (innamorata di lui) a re-interpretare l’incontro con la donna che gli ha fatto perdere la testa quasi come stesse re-interpretando un brano musicale.
E Ava, ne “Il paradiso dei dolci”, che dopo un incidente è vittima dell’ossessione del cibo finendo per mordere, come se fosse una brioche, l’amico di un tempo.

L’impossibilità dei personaggi a instaurare un rapporto sereno, sottolinea tutte le nostre imperfezioni: rappresenta la cifra stilistica dei racconti di Shadmi, che mette a nudo una realtà cinica e spregiudicata. Tutto perfettamente esplicitato in “Un appuntamento”, vincitrice del Gran Guinigi come miglior storia breve a Lucca Comics & Games 2008. Qui una giovane coppia, dopo una cena romantica, decide di concedersi in un appartamento. La particolarità è che tutti, compresi i passanti, hanno il volto coperto da un sacchetto. Quando l’uomo, dopo il sesso, si scopre il viso, la ragazza - già titubante - ammette che è stato un errore. È l’impossibilità di mettersi completamente a nudo, stabilire un contatto con l’altro se non attraverso filtri, la chiave di lettura di una società che tende a distanziare sempre più gli esseri umani fra loro.

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L’aria di angosciosa malinconia che traspare si respira per tutto il volume. L’autore mette il lettore davanti ad una realtà distorta e malata, ma reale. I brevi racconti ci spingono a riflettere su quanto appena letto e spesso la chiave d’interpretazione è soggettiva. Ma non solo. Shadmi, infatti, enfatizza il suo messaggio, i suoi racconti, con elementi simbolici, non aleatori ma del tutto contestualizzati.
Antoniette è una ragazza che ha la testa completamente staccata dal corpo, la trasporta in mano come una borsetta. Nonno Minolta, invece, ha una fotocamera al posto della testa. E Sophie, in “Testardaggine”, accudisce una grossa testa boriosa. Elementi del tutto surreali, simbolici, ma che non intaccano in alcun modo la realtà di quanto avviene, anzi, la esaltano. Sono metafore che sottolineano e rendono ancora più efficaci situazioni del tutto concrete. E i personaggi interagiscono con queste anomalie come se fossero la normalità, come assuefatti ad una distorsione sociale inevitabile in una convivenza senza alcuna forzatura.

Punto di forza dell’autore, oltre ad una originale costruzione della storia attraverso sceneggiature efficaci, è la piena padronanza del mezzo fumetto. Perfetto nello storytelling, l’autore applica una sapiente e originale regia alle proprie tavole. Esempi perfetti sono la sequenza finale della già citata “Il paradiso dei dolci” o la storia muta “Conosci te stesso”. Il tutto è coadiuvato dal tratto unico e personale accennato in apertura che muta nel corso degli anni rendendo evidente il distacco temporale fra i vari racconti: è evidente l’evoluzione di Shadmi da “Testardaggine”, fra le prime realizzate, alle ultime, dove il tratto è più maturo e troviamo una maggiore sicurezza del tratteggio e nell’utilizzo di chiaro-scuri. Da specificare, comunque, che la raccolta non propone le storie in ordine cronologico e non segue nemmeno l'ordine di pubblicazione dei volumi originali.

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Il volume NPE, già imperdibile per il materiale proposto, ripropone tutte le storie pubblicate da Double Shot in un'ottima edizione cartonata con sovraccoperta. Ad arricchire il libro, oltre alla prefazione di Stefano Visinoni, che per Double Shot portò l'autore in Italia quando ancora in America non era affermato come fumettista, troviamo una storia inedita e autobiografica di ben 51 pagine dal titolo "Diario di Pechino" in cui Shadmi utilizza un tratto molto stilizzato e sporco mostrandoci un'ulteriore sfaccettatura della sua matita.

Imbattibile, recensione: il supereroe con il potere del fumetto

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Nonostante l’esistenza di opere antecedenti, è convenzione indicare il 1895 come la data di nascita del fumetto. È infatti con l’avvento di Yellow Kid che questa forma d’arte inizia ad affermarsi e a formarsi come linguaggio acquistando, con gli anni, le sue regole, canonizzandosi: vignette, ballon, soluzioni grafiche e narrative diventano, così, grammatica. Se vediamo un ballon tratteggiato, ad esempio, comprendiamo immediatamente che il personaggio sta sussurrando qualcosa, se sta urlando, invece, la nuvoletta avrà tratti spigolosi e irregolari o il lettering proporrà un testo con font maggiorato.
Una volta che il linguaggio è codificato, ci si può divertire a rompere quelle regole, oppure, a sfruttarle a proprio piacimento.

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Imbattibile di Pascal Jousselin gioca proprio con il linguaggio e le regole del fumetto proponendo un supereroe che ha come potere quello di infrangere la quarta parete. Sottotitolo del volume è “Il Solo Vero Supereroe del Fumetto” ed è uno slogan che viene riproposto ad ogni avventura in quanto il suo senso è letterale: Imbattibile, infatti, non ha un alter ego, non ha di fatto alcun potere classico ma, conscio di vivere in un fumetto, ne sfrutta il suo linguaggio a proprio vantaggio. Ha l’abilità di poter sfruttare il suo vivere in un fumetto per risolvere i casi.

Così facendo, si affaccia da una vignetta all’altra per vedere cosa succederà di lì a poco, sfrutta le regole di sequenzialità tipiche del medium per sconfiggere i suoi nemici, passa da un luogo all’altro semplicemente calandosi sulla striscia inferiore e così via. Quello che ne deriva è un fumetto surreale dove a divertire sono principalmente le folli trovate di Jousselin, oltre alla simpatia di tutto il cast della serie. In un’avventura, ad esempio, lo Scienziato Pazzo, classico nemico di Imbattibile, distrugge una tavola del fumetto con un raggio di sua ideazione creando, dunque, una sovrapposizione fra le varie pagine del volume e i dialoghi dei personaggi. Questa soluzione è stata resa graficamente tagliando letteralmente una pagina fisica del volume.

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È bene specificare che il fumettista non rompe in alcun modo le regole del fumetto, ma le sfrutta a proprio vantaggio. Non è certo Jousselin il primo autore a utilizzare soluzioni simili ma è fra i pochi a costruire attorno a questa idea un’intera serie. Nonostante il lettore possa abituarsi all’umorismo della serie e al suo gioco meta-fumettistico, l’autore riesce sempre a trovare varianti narrative inedite grazie anche ad avventure di diversa lunghezza che partono da una singola pagina – la formula più utilizzata – fino a episodi di 15 tavole. Questa varietà permette al fumettista di costruire situazioni più o meno complesse, dalla gag fulminea alla vicenda più articolata e complessa.

Il tratto utilizzato da Jousselin si inserisce nella tradizione umoristica della linea chiara francese, proponendo personaggi accattivanti quanto genuini. La costruzione delle tavole è molto varia, l’autore preferisce, ad ogni modo, utilizzare tendenzialmente molte vignette per pagina, cosa che gli consente di giocare con la gabbia e la struttura. Come abbiamo evidenziato in precedenza, il punto di forza di Imbattibile risiede proprio nell’abilità del suo autore nel giocare con il linguaggio del fumetto, ragion per cui lo storytelling e la costruzione delle tavole, nonché le soluzioni grafiche adottate, sono sicuramente i punti di forza maggiori del suo lavoro.

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Nato sul settimanale Spirou, da oltre 80 anni una delle maggiori riviste a fumetti per ragazzi pubblicate in Francia, Imbattibile è stato proposto in patria anche in due albi editi fra il 2017 e il 2018 da Dupuis, entrambi raccolti in Italia in un volume unico da Comicon Edizioni, in un ottimo cartonato con carta ruvida che propone anche diversi effetti cartotecnici speciali come il ritaglio di cui vi abbiamo accennato sopra. Un’opera per tutte le età che unisce umorismo intelligente ad amore per il fumetto.

L'ultima storia di Massimo De Vita per Topolino

Su Topolino 3366, attualmente in edicola, è stata pubblicata la storia Superpippo e Indiana Pipps in: Arachidi e Piramidi. L'avventura scritta da Pietro B. Zemolo, oltre al team-up fra i due cugini, ha una particolarità: è l'ultima pubblicazione inedita di Massimo De Vita, storico disegnatore (e, spesso, anche sceneggiatore) di Topolino.

Nato a Milano il 29 maggio 1941, Massimo è figlio di Pier Lorenzo De Vita, altra storica colonna della Disney in Italia, e inizierà a realizzare cover e ad aiutare il padre in alcune avventure per Topolino a partire dal 1960. La sua prima storia interamente realizzata da lui è datata 11 giugno 1961 e ha come titolo Paperino e il treno scomparso e appare su Topolino 289. Da quel momento, l'autore realizzerà centanaia di storie legando il suo nome sopratutto a Paperinik e a Indiana Pipps. Tuttavia, l'opera più famosa di De Vita è La Saga della Spada di Ghiaccio, interamente realizzata da lui.

De Vita, lega anche il suo nome a saghe quali Alla ricerca della Pietra Zodiacale, Topolino e i Signori della galassia, C'era una volta in... America, Tops Stories (questa ultime realizzate con Giorgio Pezzin). È anche l'iniziatore delle storie della Macchina del tempo con il professor Zapotec, personaggio da lui ideato nel 1979 nella storia Topolino e l’enigma di Mu. A metà anni '90 decide di non disegnare più storie di paperi, concentandosi quindi su Topolino, Pippo e Indiana Pipps principalmente.

La sua ultima storia realizzata in assoluto è Indiana Pipps e il falso pianeta, scritta e disegnata da lui, pubblicata su Topolino 3331 del settembre 2019. Con l'attuale Superpippo e Indiana Pipps in: Arachidi e Piramidi, invece, terminano tutte le sue produzioni inedite disponibili.

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