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Walter Simonson, Sal Buscema e altri autori tornano su Thor per un albo celebrativo

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Mentre Jason Aaron è alle prese con l’atto finale della sua memorabile run di Thor durata per ben sette anni, la Marvel Comics ha preannunciato per questo dicembre negli Stati Uniti il lancio di un one-shot celebrativo tutto dedicato al mondo del Dio Del Tuono, Thor: The Worthy #1, che vedrà il ritorno in scena di leggendari fumettisti che nel corso degli anni tanto hanno dato alle mitiche avventure del suddetto personaggio, su tutti il fumettista Walter Simonson, che dal 1983 fino al 1987 ha consegnato ai lettori alcune tra le migliori produzioni del figlio di Odino a essere mai state pubblicate, ideando fondamentali creazioni quali Beta Ray Bill e Malekith.

Nel dettaglio, Thor: The Worthy #1 avrà una trama principale di Thor e Beta Ray Bill scritta dal già citato Simonson per i disegni di Mike Hawthorne e Sal Buscema, ma anche un racconto di Thunderstrike realizzato dai suoi stessi creatori, ovvero dallo sceneggiatore ed ex direttore editoriale della Casa delle Idee Tom DeFalco e dall’artista Ron Frenz, un iconico duo artistico che diede il via alla sua epica gestione sul Tonante nel 1987. Dopodiché, in coda all’albo, sarà proposta anche un’ultima storia d’appendice con protagonista Lady Sif, le cui gesta finiranno nuovamente nelle mani di Kathryn Immonen, che ha già lavorato sulla temeraria guerriera di Asgard con il suo ciclo di storie di Journey Into Mystery datato 2013. A seguire vi riportiamo la sinossi ufficiale del fumetto in questione e la sua copertina illustrata da Kim Jacinto.

“I leggendari autori di Thor si riuniscono per una fragorosa celebrazione! La run di Walter Simonson su Thor viene ampiamente considerata non solo come una delle migliori storie del personaggio di tutti i tempi, ma anche come uno dei migliori fumetti in assoluto, punto e basta. Ora la leggenda compie il suo ritorno per un racconto speciale riguardante Thor e Beta Ray Bill – con dei disegni realizzati da Mike Hawthorne e dall’amato veterano Sal Buscema! E a questo trio si unisce anche un altro indimenticabile team creativo di Thor: Tom DeFalco e Ron Frenz, i quali ci racconteranno una nuovissima avventura imperniata su Thunderstrike! E per concludere, nessuna storia di Thor sarebbe completa senza la sua compagna più fidata: la berserker e straordinaria guerriera Lady Sif! Kathryn Immonen ha scritto una delle pietre miliari di Sif durante la sua run su Journey Into Mystery – e ora è tornata per un altro viaggio nuovo di zecca!”

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Venom Collection: Maximum Carnage 1 e 2, recensione: simbionti e botte dagli anni '90

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Se ogni eroe, o antieroe, ha un arcinemico, quello di Venom non è Spider-Man, come si sarebbe portati a pensare vista l'origine del personaggio, ma sicuramente Carnage, personaggio presentato al grande pubblico nella scena post titoli di coda del film con Tom Hardy, e nato, nel fumetto, dalla fusione tra il serial killer Cletus Kasady e un simbionte discendente dell'alter ego di Eddie Brock, avvenuta per caso durante un’evasione di prigione.
È proprio la sfida definitiva tra Venom e il suo arcinemico il tema centrale di Maximum Carnage, crossover di 14 episodi tra le 4 testate di Spider-Man, (The Amazing Spider-Man, Spider-Man, The Spectacular Spider-Man e Web of Spider-Man, ed una, Spider-Man Unlimited, creata addirittura per celebrare il lancio della saga), proposto nei volumi 3 e 4 della Venom Collection, edita da Panini Comics per presentare le storie del V-Man che hanno ispirato il primo film e forse faranno lo stesso col sequel, la cui lavorazione è già stata confermata dalla Sony. 

Concepito nel 1993 per sfruttare, in termini di vendite, il momento di grande popolarità che i due villain stavano vivendo (Venom, in particolare, era già protagonista di una collana di miniserie tutta sua), l'evento fu anche un primo - a dire il vero non riuscitissimo - tentativo di inserire nelle storie di Spider-Man, una generale atmosfera di negatività in linea con la moda dei primi anni '90, che aveva portato in auge eroi oscuri e tormentati.
Maximum Carnage inizia con i suoi tre protagonisti divisi dopo il loro ultimo scontro: Spider-Man sta affrontando la morte di Harry Osborn, suo migliore amico, alcune incomprensioni coniugali e il difficile rapporto con i suoi ritrovati genitori; Venom è alle prese con la sua nuova vita come protettore letale di San Francisco; Carnage è rinchiuso nell'istituto psichiatrico del Ravencroft, dopo essere stato sconfitto proprio grazie ad un'insolita alleanza tra il V-Man e l’Arrampicamuri, nata dopo che i due avevano stabilito una tregua proprio per fermare il loro psicopatico nemico comune, per la nascita del quale si sentivano entrambi responsabili.

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All’inizio della maxi saga, Carnage fugge senza grossa fatica dal Ravencroft e, nel farlo, incontra Shriek, una criminale - qui alla sua prima apparizione - dotata di poteri sonici e della capacità di far affiorare i peggiori istinti delle persone: con lei nasce un rapporto malato, una follia di coppia che ha l'unico scopo di portare il caos in città attraverso l'omicidio di massa. Nel corso delle loro scorribande riescono ad affascinare altri criminali psicopatici: Doppelganger (un doppio mostruoso di Spider-Man con sei braccia), Demogoblin (una creatura infernale con le fattezze del cattivo Hobgoblin) e Carrion (uno studente universitario trasformato da un virus in uno zombie capace di uccidere con un solo tocco). Carnage e Shriek, nel loro delirio, credono di aver formato una famiglia, e New York si ritrova ad affrontare uno dei gruppi criminali più sanguinari della sua storia, che scatena, tra l’altro, un’ondata di tumulti e di isteria tra la gente comune.
L’uomo Ragno, non tenendo fede alla promessa fatta alla moglie di prendersi una vacanza dalla vita da supereroe, decide di fermare questa minaccia ma, non potendo riuscirci da solo, è costretto ad allearsi con vigilantes di strada, come Venom (coprotagonista della vicenda, tornato a New York solo per chiudere i conti con il suo discendente), la Gatta nera, Cloak, Dagger, Morbius, Nightwatch e Deathlock. Solo nella fase finale, quando tutto sembra perduto, ad aiutare il gruppo giungono "veri eroi", come Capitan America, Iron Fist e Firestar.

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La battaglia tra i due super-gruppi si sviluppa in tutte le 14 storie fino alla resa dei conti finale tra i tre personaggi principali e consente di mettere a confronto le idee opposte di eroismo di Venom e Spider-Man, costringendo quest'ultimo a dubitare dell'efficacia dei suoi metodi e ad attraversare una forte crisi di coscienza, prima di venire a capo della grave vicenda.
L'obiettivo che gli autori si erano prefissati concependo la saga (come viene mostrato in una intervista al più importante scrittore dell'Uomo Ragno degli anni '90, J.M. DeMatteis, proposta nel primo dei due volumi di Panini Comics) cioè di raccontare le avversità che il bene deve superare per sconfiggere definitivamente il male (simboleggiati in questo caso da due gruppi di superumani, uno di eroi ed uno di criminali), analizzando i tormenti, le motivazioni profonde e i metodi delle due fazioni, viene centrato solo in parte.

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Per riuscire a coprire i 14 capitoli della storia, infatti, gli sceneggiatori (J.M. Dematteis, David Micheline, Terry Kavanagh, Tom De Falco e il supervisore Danny Fingeroth) si concentrano più sull'azione che sull'approfondimento psicologico dei personaggi, lo spazio prevalente è riservato ai combattimenti e alla violenza e il risultato assomiglia più ad un videogioco (un anno dopo l'uscita della serie, non a caso, verrà prodotto proprio un omonimo picchiaduro a scorrimento per Nintendo e Mega Drive) che ad un'opera drammatica. La lunghezza della storia costringe inoltre a trovare espedienti forse un po’ grossolani per tenere alta la tensione: vengono presentati personaggi (Nightwatch e Morbius ad esempio) in maniera estemporanea solo per rimpolpare le scene di azione, Venom, il coprotagonista, quasi verso la fine sparisce in modo rocambolesco, solo per tornare negli ultimi due episodi per la resa dei conti finale col suo arcinemico, mentre il dilemma morale dell'Uomo Ragno (quale limite è disposto a varcare un eroe per fermare un criminale?), vero collante dell'intera saga, viene risolto in maniera troppo semplicistica, senza creare quel pathos che la tematica meriterebbe.

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La parte visiva è curata dal team titolare di disegnatori delle testate ragnesche dell'epoca: Alex Saviuk, Ron Lim, Tom Lyle, Sal Buscema e Mark Bagley. Valutando l'opera nel suo complesso, appare evidente il tentativo degli artisti di mantenere una certa omogeneità per non disorientare troppo il lettore nel passaggio da una testata all'altra. Il risultato è che l'intera storia si può leggere tutta d'un fiato senza notare particolari cadute di stile, ma neanche particolari picchi espressivi degni di menzione. Solo Sal Buscema, negli ultimi racconti, giocandosi particolarmente bene la scansione delle vignette e l'utilizzo delle splash-page, si distingue, riuscendo a rendere al meglio i momenti più emozionanti della storia (la disperazione dell'Uomo Ragno, l'arrivo salvifico di Capitan America, la lotta all'ultimo sangue tra Shriek e Dagger), mentre si avverte la maturazione del tratto di Mark Bagley rispetto alle sue prime prove su The Amazing Spider-Man, serie nella quale, tra l'altro, fu proprio lui a creare il design di Carnage.

Maximum Carnage, con tutto il suo carico di eccessività, di lunghezza e violenza, rimane quindi un prodotto di puro intrattenimento, non adatto a chi ama l'introspezione. Forse proprio per questa sua caratteristica è riuscito, ad ogni modo, ad imprimersi nei ricordi dei fan come uno dei più riusciti esempi di sfida all'ultimo sangue tra l'eroe e il suo arcinemico. C'è da giurare che sia proprio questa la saga che tutti vorranno vedere, adattata per il grande schermo, nel sequel del primo film con Tom Hardy e che, se la Sony deciderà di ispirarsi al fumetto, il successo di pubblico sarà assicurato.

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Spider-Man Collection 14: Le avventure cosmiche, recensione: gli Atti di Vendetta contro l'Uomo Ragno

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La collana da libreria Spider-man Collection continua ad attingere a piene mani dai primi anni ’90 e nel suo 14° volume, intitolato “Le avventure cosmiche”, propone le storie legate all’evento Atti di Vendetta. In questo ciclo, i nemici dei vari eroi Marvel, riuniti a loro insaputa da Loki, optano per un radicale cambio di strategia: invece di attaccare i loro consueti avversari – e, puntualmente, uscirne sconfitti - decidono di invertire i loro bersagli in modo da avere un vantaggio tattico notevole. Così, in questo periodo, i vari eroi si videro attaccare dagli storici nemici dei loro colleghi che non avevano mai affrontato.

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La saga principale di Atti di Vendetta venne sviluppata su The Avengers, mentre nei tie-in i singoli eroi affrontavano i criminali sulle loro testate. Riguardo l’ater ego di Peter Parker, l’evento coinvolse tutte e tre le sue collane, ovvero Amazing Spider-Man, The Spectacular Spider-Man e Web of Spider-Man nel periodo a cavallo fra la fine del 1989 e l’inizio del 1990.
In questi albi, tutti collegati fra loro, vediamo Spider-Man affrontare nemici per lui insoliti, a partire da Graviton che, sfruttando l’elemento sorpresa, ha la meglio. Probabilmente, il destino dell’Arrampicamuri sarebbe stato lo stesso di quello degli altri eroi percossi da questa inedita soluzione ordita dai villain, se non fosse che improvvisamente, apparentemente a causa di un incidente da laboratorio, Spider-Man si ritrova con poteri amplificati oltre ogni misura tanto da sconfiggere con estrema facilità tutti gli avversari più temibili che gli si opporranno nel corso dei vari albi. Lo stesso Destino, che insieme ad altri villain organizza gli “atti di vendetta”, segue con interesse i nuovi poteri dell’eroe con l’intenzione di scoprirne la fonte e farli suoi.

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Dal canto suo, Peter Parker non è affatto entusiasta dei suoi nuovi poteri, non solo perché non è in grado di comprenderli, ma perché “se da un grande potere derivano grandi responsabilità” come comportarsi con un potere praticamente infinito? Forse sono troppi per un singolo uomo e la loro portata lo spaventa e lo preoccupa, nonostante il supporto di Mary Jane e di zia May.

I 10 albi contenuti nel volume, sono scritti da David Michelinie (Amazing Spider-Man) e Gerry Conway (The Spetcacular Spider-Man e Web of Spider-Man) e presentano una trama molto episodica in cui in ogni avventura Spider-Man se la vede con un diversa antagonista. Entrambi ottimi professionisti, i due autori confezionano un ciclo di storie assolutamente piacevole, pur senza particolari guizzi. Fra le cose più riuscite, indichiamo il rapporto fra Peter e MJ, all’epoca marito e moglie, e i bei momenti, seppure brevi, con zia May, guida morale del nipote. Peccato per le tante sottotrame sospese (su tutte quella giudiziaria dedicata a Robbie Robertson) il cui inizio o la loro fine non sono contenute in questo volume ma, d’altronde, la concezione dei comics del periodo era ben diversa da quella attuale ed è dunque inevitabile che la loro raccolta in volume contenga sottotrame sviluppate spesso in anni di gestione.

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Dal punto di vista visivo, oltre ai modesti Colleen Doran e Alex Saviuk, troviamo la colonna portante Sal Buscema, Erik Larsen e un episodio con Hulk disegnato da Todd McFarlane. Pur con nomi di rilievo, gli artisti coinvolti offrono una prova degna ma nella norma e non si segnalano particolari virtuosismi. Spider-Man Collection – Le avventure cosmiche, risulta dunque una lettura gradevole e soddisfacente, seppur lontana dai cicli memorabili della serie.

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La psicoanalisi del Ragno, la recensione di Spider-Man Collection: Il bambino dentro

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Torna, per la prima volta in volume, una delle più apprezzate run di Spider-Man, scritta da J.M DeMatteis e disegnata da Sal Buscema: Il bambino dentro. La storia è un dramma psicologico che vede le tre figure protagoniste Peter Parker/Spider-Man, Edward Whelan/Vernim e Harry Osborn dover risolvere, oltre ai conflitti fra loro, quelli interiori dovuti al legame con i loro genitori e al rapporto con la loro non facile infanzia. Ad un’attenta analisi, infatti, lo stesso Peter scopre che il suo senso di colpa è precedente alla morte di zio Ben, di cui si sente almeno in parte responsabile, e risale addirittura alla morte dei genitori di cui inconsciamente si sente colpevole. Un meccanismo, quello di reagire ai traumi assumendosi le colpe per cose che non si riescono a spiegare, tipico dell'infanzia.

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La trama principale che però DeMatteis sviluppa è quella di Edward Whelan, aka Vernim, vittima di un esperimento genetico del Barone Zemo e di Arnim Zola, personaggio creato dallo stesso sceneggiatore durante il suo ciclo di Capitan America e poi ripreso nella sua gestione di Spider-Man, anche nella stupenda L’ultima caccia di Kraven. La Dr. Kafka che ha in cura Edward si rende conto della bontà dell'individuo, che tuttavia rimane vittima rinchiusa nel corpo del mostro, e cerca quindi di farlo uscire fuori, compito impossibile senza che prima abbia ritrovato la fiducia nelle persone. Vernim riesce però a fuggire e torna alla casa dei propri genitori, ma si troverà a dover superare un grande conflitto interiore rivivendo le sevizie subite in passato dal padre e l'omertà della madre, rea di non porre fine alle violenze.

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La vicenda più drammatica però è quella legata a Harry, l’emotivamente fragile figlio di Norman Osborn. Fin da piccolo, il ragazzo ha cercato invano l’approvazione paterna, un amore che il primo Goblin non gli ha mai garantito, preso dai suoi affari e dalla sua attività come super-criminale, vedendo proprio in quel figlio così fragile e ingenuo un suo fallimento. Ora Harry, sposato con Liz Allen e padre a sua volta, vive in un appartamento sopra quello di Peter e di Mary Jane. La sua fragile mente non riesce a gestire il conflitto generato dal voler essere all’altezza del padre, dall’essere considerato un debole, ma anche dal rapporto con l’amico Peter, colpevole della morte di Norman dopo che quest’ultimo aveva ucciso Gwen Stacy. La confusione nella sua mente è palese e lo spinge ad agire in maniera contraddittoria, rinnegando il padre per poi giustificandone le azioni, odiando Peter e sacrificandosi per lui. Vuole essere come il suo genitore, migliore di lui, e amare il suo piccolo, essere presente nella sua famiglia, ma il suo modo di agire è ben oltre la pazzia.
Il volume della collana Spider-Man Collection propone, oltre alla saga principale e al suo epilogo, anche due storie fondamentali nello sviluppo della vicenda di Harry: Il retaggio degli Osborn (Spectacular Spider-Man 189) e Nemici del cuore, ovvero il celebre Spectacular Spider-Man 200 (presente anche nel volume Io sono Spider-Man) in cui l’amico di Peter perde la vita a causa dell’iniezione della formula potenziata che aveva progettato Norman Osborn ma, al tempo stesso, riscatta il suo nome. Una scelta, quella operata da Panini Comics, davvero ottima che consente di seguire l’intero fato del personaggio.

Quello messo in scena da DeMatteis è un dramma riuscito e profondo, che analizza i rapporti genitori-figli con tre vicende distinte e forti. L’introspezione psicologica è approfondita ed emerge un’epicità lontana da quella classica dei fumetti di super-eroi che ci fa comprendere quanto l’infanzia influisca sulle nostre vite da adulti. Ogni personaggio presentato è assolutamente sfaccettato e vivo, oltre che credibile.

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Alla matite troviamo Sal Buscema, uno dei disegnatori più prolifici della Marvel nonché l’artista che ha disegnato la maggior quantità di numeri dello Spider-Man originale. Veloce e affidabile, tanto da essere utilizzato spesso per realizzare fill-in e coprire i buchi degli altri disegnatori, Buscema non ha in sé l’epicità del più noto fratello John, ma è un artista che spesso proprio per la sua alta produttività è stato spesso sottovalutato. In queste tavole vediamo invece un autore maturo e consapevole del suo tratto. Indubbiamente, i molti primi piani e l’assenza quasi costante di sfondi, sono un prezzo da pagare necessario, tuttavia il suo tratto sottile e spigoloso punta all’essenzialità ed è ben capace di trasmettere tutto il pathos della sceneggiatura di DeMatteis e il suo contributo non è affatto secondario.

Fra le storie più apprezzati e importanti di Spider-Man, Il Bambino Dentro è un ciclo che ancora oggi mantiene intatto il suo valore, e per i fan dell’Uomo Ragno è un obbligato must have.

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