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Hit-Girl In Canada, recensione: la nuova vita di Mindy McCready

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Kick-Ass - ideata insieme al disegnatore John Romita Jr. - è certamente l’opera di Mark Millar più celebre del Millarworld. Dopo 3 miniserie, e uno spin-off dedicato a Hit-Girl – oltre che due film - lo sceneggiatore scozzese sembrava aver chiuso definitivamente nel 2014 le vicende legate a questi personaggi.
Tuttavia, nel 2018 Millar decide di rilanciare il suo best-seller creando, in parallelo, una serie con un nuovo Kick-Ass, e una di Hit-Girl. Quest’ultima, però, con un team diverso ad ogni ciclo, di volta in volta ambientato in una località diversa del mondo.

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L’idea alla base di Kick-Ass era quella di mostrare cosa sarebbe accaduto se persone comuni iniziassero ad emulare le gesta dei supereroi nella vita reale, partendo dalle vicende di Dave Lizewski. Millar, tuttavia, fin da subito abbandona ogni possibile strada di realismo a servizio di una storia puramente action e fracassona. In particolare, è l’arrivo di Hit-Girl che mina ogni base di credibilità alla vicenda (a meno che non riteniate plausibile l’esistenza di una ragazzina di 10 anni che sgomina gang mafiose in una manciata di secondi).
Bambina addestrata dal padre al combattimento, dura, feroce e letale, Mindy McCready risulta però essere il personaggio in assoluto più interessante delle saga.

Se dunque, la si vede come un action puro, Kick-Ass funziona alla perfezione. Millar sembra poco interessato a mostrare tracce di realismo, e bisogna aggiungere che spesso le svolte narrative richiedono una certa sospensione dell’incredulità a causa di passaggi a dir poco semplicistici e decisamente forzati. Al netto di tutto, è proprio la sua forte esasperazione a far funzionare questo universo narrativo e con la serie di Hit-Girl anche quel freno inibitorio, rappresentato dal personaggio di Dave Lizewski, sembra svanire del tutto.

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Il registro della serie, dunque, è quello di un action-splatter in cui Mindy – con spade e pistole – fa fuori decine di uomini armati. E davvero non c’è altro. Sia in Columbia, il primo ciclo scritto da Mark Millar e disegnato da Ricardo Lopez Ortiz, che in Canada, l’avventura ad opera di un team artistico di prim'ordine quale Jeff Lemire ed Eduardo Risso, la musica non cambia.

La trama è ridotta all’osso: arrivata in Canada sulle tracce di Baker Junior, la cui colpa è quella di esportare eroina a New York, Mindy si troverà – fra non poche difficoltà – ad affrontare sulla neve sia il suo bersaglio che il padre Baker Senior (oltre a orsi feroci, sicari e poliziotti).

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Se nella vecchia incarnazione di Kick-Ass, Hit-Girl aveva quantomeno un certo approfondimento psicologico, in questo rilancio Mindy appare fin troppo macchiettistica e il divertimento degli autori sembra esclusivamente quello di mostrare una ragazzina ammazzare decine di uomini nella maniera più spietata. Una serie, dunque, che vuole essere “leggera” e che finisce per apparire sì divertente, ma fin troppo piatta in quanto priva di qualsivoglia intreccio narrativo. Il mestiere nei testi di Lemire e nei disegni di Risso, dunque, reggono da soli un diversement davvero troppo vuoto. E la scelta da parte di Panini Comics di relegare queste storie in volumi, piuttosto che in albi da edicola, può apparire eccessiva. Al momento, dunque, la serie di Hit-Girl non convince, almeno in attesa del lavoro dei prossimi team creativi.

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In arrivo il crossover fra Black Hammer e Justice League

  • Pubblicato in News

La Justice League della DC Comics e l'universo Black Hammer della Dark Horse si incontreranno in una nuova serie limitata in uscita a luglio intitolata Black Hammer/Justice League: Hammer of Justice. Il co-creatore/scrittore di Black Hammer Jeff Lemire sarà lo sceneggiatore della mini, Michael Walsh si occuperà dei disegni, mentre Dave Stewart dei colori.

Lemire ha dichiarato a IGN che "questa è stata un'eccellente opportunità per raccontare una storia davvero divertente e, si spera, per portare Black Hammer a un sacco di nuovi lettori. Ho troppe storie che voglio ancora raccontare".

Secondo IGN, Hammer of Justice prenderà l’avvio quando un "uomo strano" arriva simultaneamente nella Metropolis di DC e nella fattoria di Black Hammer.
L'evento di cinque numeri vedrà all’opera tanto la “trinità” DC, Batman, Wonder Woman e Superman, quanto il duo di Black Hammer, Golden Gail e il Colonnello Weird.

La volontà di Lemire è comunque di permettere a Black Hammer di “crescere ed evolvere autonomamente, ma questo non significa che sia solo una storia immaginaria usa e getta". Secondo lo sceneggiatore, infatti, "avrà un impatto emotivo su entrambi i gruppi di personaggi, e c'è un altro aspetto che avrà un effetto più duraturo, ma non posso rovinarlo qui".

Il crossover lavorerà per accentuare le differenze dei personaggi di entrambi gli universi narrativi. "Certo, ci sono alcune somiglianze di superficie, come il fatto che sia Martian Manhunter che Barbalien siano eroi marziani, ma quando li metti insieme, consente l'autentica unicità di entrambi i mondi", ha detto Lemire.

Oltre alle cover regular di Walsh, ne sono previste altre ad opera di Andrea Sorrentino, Yanick Paquette, Yuko Shimizu. L'altro co-creatore di Black Hammer, Dean Ormston, non è stato incluso nel progetto.

Black Hammer/Justice League: Hammer of Justice #1 (di 5) uscirà il 10 luglio come coproduzione di DC Comics e Dark Horse Comics.

(Via Newsarama)

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Berserker Unbound di Jeff Lemire e Mike Deodato Jr. per la Dark Horse

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Lo scrittore Jeff Lemire e l'artista Mike Deodato Jr., daranno il via questo agosto a un nuovo progetto per la Dark Horse Comics: Berserker Unbound, il primo lavoro in casa Dark Horse non appartenente all’universo Black Hammer per Lemire e il primo progetto non-Marvel di Deodato dopo anni di esclusiva aziendale. Ricordiamo che il disegnatore aveva annunciato l'addio alla Casa delle Idee proprio ieri in un lungo post su Facebook.

"Non sto esagerando quando dico che questo fumetto ha le battaglie più epiche che abbia mai disegnato! Berserker Unbound è un punto di svolta nella mia carriera ", ha ammesso Deodato Jr. in una dichiarazione.

Berserker Unbound racconterà la storia di un implacabile guerriero giunto, attraverso un wormhole, in una moderna metropoli urbana. Non solo il guerriero dovrà adattarsi a ciò che lo circonda, ma dovrà anche salvaguardare questo nuovo mondo da un mago crudele che cerca di annientare ogni cosa sul proprio cammino.
Insieme a Lemire e Deodato Jr., la squadra avrà anche il colorista Frank Martin e il letterista Steve Wands.

"Non appena ho avuto la possibilità di lavorare con Mike Deodato su Thanos alla Marvel sapevo che sarebbe stato l'inizio di una bella partnership", ha dichiarato Lemire. "Mike è un artista incredibile e, con Berserker Unbound, ho provato a modellare una storia con tutti i suoi molti punti di forza. Berserker Unbound è molte cose. Ha magia, azione e sangue, ma ha anche il cuore. E non è affatto quello che sembra essere. Siamo entrambi molto entusiasti di lavorare insieme a Dark Horse, con Frank Martin e Steve Wands, per costruire il mondo di Berserker".

Berserker Unbound #1, il primo numero di quattro, sarà in vendita il 7 agosto 2019 e, oltre alla cover regular di Deodato, avrà una cover variant disegnata da Mike Mignola.

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(Via Paste)

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Gideon Falls 1, recensione: L'esordio del nuovo horror di Jeff Lemire e Andrea Sorrentino

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Dopo Green Arrow e Old Man Logan, la coppia artistica composta da Jeff Lemire e Andrea Sorrentino torna insieme per un nuovo progetto intitolato Gideon Falls, pubblicato da Image Comics. Per Lemire, si tratta dalla quarta serie creator-owned per l’editore dopo Descender, da poco conclusasi, Plutona e Royal City.

Gideon Falls è il classico “paesino tranquillo” americano, tuttavia la serena comunità cittadina è spesso scossa da eventi truculenti. Un misterioso fienile nero appare di tanto in tanto in un’atmosfera rosso sangue e porta con sé morte e follia. Non tutti, naturalmente, vedono questo spettrale edificio, per alcuni è solo una leggenda, ma diverse persone possono giurare che il fienile è reale. Fra questi, il giovane e paranoico Norton, la cui ossessione a cercare indizi nella spazzatura viene monitorata da una psicanalista, la Dottoressa Xu. O, ancora, il parroco Wilfred, appena giunto a Gideon Falls e subito coinvolto in un terribile omicidio.
A questi personaggi se ne aggiungono diversi altri come lo Sceriffo Miller, scettica a seguire la pista del fienile, e suo padre, il Dottor Sutton, che invece sta dedicando la sua vita alla risoluzione di questo mistero. I due hanno perso rispettivamente il fratello e il figlio e, separatamente, cercano di venire a capo di quel delitto.

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L’horror messo in scena da Lemire e Sorrentino ha un che di lynchiano e rimandi a Lovecraft, ma in realtà Gideon Falls si muove seguendo molti dei topoi del genere: dal paesino maledetto alla casa misteriosa, fino al tipo di indagine (mossa su più piste e condotta da più persone che, immaginiamo, finiranno per intrecciarsi) che condurrà i protagonisti alla verità. La miscela proposta da Lemire, però, è avvincente e sfrutta bene tutte le carte giocate partendo dai personaggi che appaiono credibili e reali, fino a una messa in scena solida e a un ritmo coinvolgente con un crescendo di eventi ben cadenzato. Nonostante, per il momento almeno, lo sceneggiatore sembra battere strade piuttosto sicure, il suo lavoro è convincente.

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Fondamentale è il lavoro di Andrea Sorrentino e del colorista Dave Stewart, capaci di creare la giusta atmosfera orrorifica per i testi di Lemire. Oltre al tratto sottile dell’artista, che modella personaggi altamente espressivi, va sottolineata la sua grande abilità nella costruzione delle tavole, grazie in particolare a soluzioni visive di grande impatto e originali e a una regia assolutamente perfetta. Particolarmente apprezzata è la scelta il voler simulare graficamente i segni da pennarello rosso tipici delle evidenziature fatte su prove e documenti durante le indagini: in diverse tavole, infatti, questo espediente viene utilizzato per focalizzare l’attenzione del lettore e creare transizioni visive.

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Gideon Falls, presentato in Italia in un ottimo cartonato da Bao Publishing, è un solido horror che non deluderà i fan dei due artisti né quelli del genere. Ci attendiamo che le ottime premesse fin qui viste verranno confermate nei prossimi volumi, dove ci aspettiamo anche che la creatività dei due autori porti questo prodotto a distinguersi dagli altri grazie anche a strade meno battute e trovate più personali. Per le sue enormi potenzialità, inoltre, non ci stupirebbe che presto qualche casa di produzione ne metta in cantiere una serie tv.

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