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Pizarro in Perù, recensione: l’inedito Micheluzzi sulle civiltà sudamericane

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Comprendere la tensione documentaristica di Attilio Micheluzzi significa comprenderne lo spirito narrativo. La ricostruzione minuziosa, attenta, quasi maniacale degli eventi quanto degli apparati scenografici non era per l’autore mera velleità grafica, quanto necessaria impalcatura del racconto. Non bisogna sottovalutare neanche la propensione di Micheluzzi a portare il lettore verso luoghi esotici, identificati nell’immaginario occidentale come luoghi “mitici”, ancora legati alle tradizioni comuni all’intero genere umano.

Nicola Pesce Editore, per la sua collana dedicata al grande fumettista, propone un volume inedito nel nostro paese: Pizarro in Perù, scritto da Lilian Goligorsky. Pubblicato nel 1992 in lingua spagnola, Micheluzzi, non poté mai vederne una copia (l’autore, infatti, morì nel 1990) ed è l’ultima sua opera completa.
Goligorsky racconta l’incontro tra la civiltà Inca e i conquistadores spagnoli comandati dal condottiero Francesco Pizarro. Come la Storia ci ha drammaticamente tramandato, l’incontro venne macchiato del sangue del genocidio di un popolo e dei suoi governanti.

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Il testo della Goligorsky esplora le dinamiche emotive di chi ha accompagnato Pizarro nella conquista del “nuovo mondo”. Come un antesignano Achab, il condottiero spagnolo era alla ricerca della sua balena bianca, l’oro, e per farlo era disposto a sacrificare i propri uomini. Il romanzo di Herman Melville sembra essere proprio lo spunto narrativo per la sceneggiatrice che lascia alle parole di uno degli uomini di Pizarro il compito di narrare e commentare la conquista degli indios.

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Le straordinarie capacità descrittive di Micheluzzi con questo graphic novel sono evidenti, com’è evidente la cura al dettaglio e alle minuzie compositive. La natura peruviana, così come le architetture inca, o abiti e suppellettili, per il disegnatore sono equivalenti: scenografici elementi di “fotografie” impossibili, e le tavole si costruiscono sulla giustapposizione di tali immagini. La ricostruzione storica non mira ad una rielaborazione narrativa, quanto ad una fedelissima riproposizione di un tempo passato e lontano dall’immaginario occidentale.

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Nel volume cartonato targato NPE, oltre alle consolidate prefazioni storico-artistiche sull’opera di Micheluzzi, è presente un’altra rarità: Il sole di Montezuma. Scritta da Mino Milani (con lo pseudonimo di Piero Selva) e disegnato da Micheluzzi (con lo pseudonimo di Baieff), l'opera è un brevissimo fumetto del 1972 comparso sul Corriere dei Ragazzi che racconta la cattura e la fuga di un prigioniero azteco destinato al sacrificio umano per propiziarsi gli dei. Forse non voluto, ma il breve racconto ricorda con straordinaria precisione il film Apocalypto di Mel Gibson del 2007: homo homini lupus, non importa se di una civiltà o di un’altra.

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Marcel Labrume, recensione: il noir bellico di Attilio Micheluzzi

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Un film come Casablanca (1942, regia di Michael Curtiz), è entrato nella storia del cinema come uno dei più grandi capolavori del medium. È perfetto in ogni sua componente: la recitazione, la regia, la fotografia, la costruzione narrativa, l’eleganza delle immagini noiristiche, che funzionano come parti di un meccanismo ben oliato. Marcel Labrume di Attilio Micheluzzi lavora sulle medesime traiettorie.
Paragonare le due avventure del giornalista Labrume al film di Curtiz non è un caso: in entrambi “vive” l’amore per l’ambientazione esotica, per gli intrighi bellici, per le femme fatale misteriose ed entrambi costruiscono il racconto mediante una ricercata attenzione formale delle immagini.

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Micheluzzi pone il suo antieroe prima in Libia con il racconto Marcel Labrume e poi in Nord Africa con A la recherche du temps perdu (titolo di proustiana memoria): la prima storia presenta il fosco (il cognome del protagonista si traduce come “la foschia”) giornalista radiato dall’albo che, invaghito di una bella americana, si ritrova in un intrigo da spy story, e permette a Micheluzzi di presentare il tono e l’atmosfera delle avventure di Labrume; la seconda storia, invece, mantenendo il precedente intento narrativo, sposta l’asse del genere sul “racconto da trincea”, in cui Labrume è costretto alla fuga e a travestimenti per poter salvare la propria vita.

Il fumettista, dunque, orchestra la propria sceneggiatura attraverso uno strumento narrativo di matrice prettamente noiristica: la voce narrante fuoricampo. Questa non è mero artificio per portare avanti il racconto, non è neanche un modo per utilizzare le potenzialità del genere noir (piegato, dunque, ad un racconto “bellico”), quanto elemento necessario per vivificare al lettore il fondamentale rapporto tra protagonista ed eventi: l’io narrante di Labrume è protagonista e contemporaneamente commentatore delle azioni. Tale volontà è espressa da Micheluzzi con grande forza, specialmente, nella seconda storia presente nel volume, in cui il valore del racconto è rafforzato da quello della memoria, strumento umano fondamentale per la ricostruzione di eventi ed emozioni ma anche fallibile ed emotivamente condizionato.

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La sceneggiatura di Micheluzzi è complessa, sottende e palesa uno studio attento della Storia, e si esprime attraverso un dichiarato gusto letterario, manifestato in superficie proprio dall’utilizzo della voce fuori campo ed approfondito attraverso un’attenta costruzione delle tavole e del layout.
L’impianto artistico, infatti, opera verso un erudito recupero iconografico, necessario nelle ambientazioni, fondamentale per gli “oggetti di scena” come, ad esempio, i veicoli. Il tratto di Micheluzzi è estremamente riconoscibile: la sua linea leggera descrive contemporaneamente sia le figure di matrice francese per la loro sintetica e caratterizzante graficizzazione, quanto gli ambienti filologicamente ricostruiti con attenzione tale da dichiarare immediatamente l’atmosfera delle scene.

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Marcel Labrume è il primo volume della collana dedicata a Micheluzzi dalla Nicola Pesce Edizioni che inizia il recupero delle opere dell’autore con un suo lavoro fondamentale. Il libro cartonato di gran pregio, si affianca a quelli da collezione dedicati ad altri grandi maestri come Battaglia e Toppi e, grazie al formato, permette alle tavole di Micheluzzi il respiro necessario alla loro fruizione. Come consuetudine sono presenti editoriali di interesse non solo per la storia del fumetto o dell’autore, quanto compendio saggistico, utile per una comprensione più complessa ed articolata del lavoro e dell’arte di uno dei più grandi autori del fumetto italiano. Unica nota dolente: in fase di stampa due pagine sono state invertite nella seconda storia del volume; sebbene questo non infici la lettura, dispiace per la bellissima edizione di pregio.

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NPE: Titanic di Attilio Micheluzzi, anteprima

  • Pubblicato in News

NPE Edizioni presenta Titanic, il secondo volume della collana dedicata ad Attilio Micheluzzi. Di seguito tutti  i dettagli e un'anteprima.

"Il secondo volume della collana dedicata al Maestro Attilio Micheluzzi, in uscita a partire dal 7 giugno

«L’interno della grande nave è ora deserto. I grandi saloni,
affollati fino a qualche ora fa di dame e gentiluomini eleganti,
sono diventati una agghiacciante visione di incubo...»

Nella notte tra il 14 ed il 15 aprile 1912, il transatlantico più grande e più lussuoso del mondo, espressione della massima tecnologia navale britannica, entrò in collisione con un iceberg durante la sua traversata dell’Oceano Atlantico. Nel naufragio trovarono la morte 1518 dei 2223 passeggeri imbarcati. Che siano prostitute o principesse russe, rivoluzionari o miliardari americani, bastò un semplice pezzo di ghiaccio per riportare tutti all’uguaglianza più totale. Un’opera umana, intensa e sofferta, nella quale Attilio Micheluzzi esprime tutta la sua potenza di autore e disegnatore. Quest’opera non veniva ripubblicata in Italia da dieci anni (mentre in Francia è stata un grande successo anche nel 2012).

Questo fumetto fu la prima collaborazione del Maestro Micheluzzi con la rivista «Comic Art», nel 1988. Ma il volume che avete tra le mani contiene anche la storia breve a fumetti La Tragedia del Titanic, disegnata nel 1972 sulle pagine del «Corriere dei Ragazzi» per la serie Dal nostro inviato nel tempo Mino Milani."

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NPE inaugura la collana di Attilio Micheluzzi, ecco l'anteprima di Marcel Labrume

  • Pubblicato in News

È disponibile dal 26 ottobre il primo volume della collana NPE dedicata ad Attilio Micheluzzi, che ne presenterà l'opera integrale. Il primo volume è Marcel Labrume, che contiene le avventure del personaggio creato nel 1980 per la rivista Alter Alter.

"Marcel Labrume è un soldato francese di stanza in Africa settentrionale e l’anno in cui si svolgono le vicende è il 1942. Micheluzzi, grazie anche alle possibilità offerte da una rivista non destinata ai ragazzi (o almeno non solo), crea un personaggio più umano, cinico e disilluso, ricco di difetti e di contraddizioni, simbolo di una seduzione un po’ perversa, per quel suo ambiguo stato di persona poco chiara, senza ideali."

Il volume contiene entrambe le avventure di Marcel Labrume, ovvero:
– “Marcel Labrume”, storia di 48 pagine, ambientata nel Libano del 1940, pubblicata a puntate sulla rivista «Alter Alter», da ottobre 1980 a gennaio 1981;
– “Alla ricerca del tempo perduto,” storia di 84 pagine, ambientata nel Nord Africa del 1942, pubblicata a puntate sulla rivista «Alter Alter», da ottobre 1982 a giugno 1983.

Micheluzzi avrebbe dovuto lavorare a un terzo episodio ambientato in Indocina del 1947, ma non fu mai realizzato.
Di seguito, potete vedere un'anteprima del volume NPE.

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