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DC Comics presenta in un video i primi titoli Vertigo del 2026

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DC Comics ha diffuso il primo trailer ufficiale dell’era Vertigo per il 2026, offrendo un’anticipazione sul ritorno dell’etichetta dedicata a storie horror, crime e fantascientifiche a forte impronta autoriale.

Il rilancio di DC Vertigo, annunciato in precedenza durante il New York Comic Con, prenderà il via con tre nuove serie (più The Nice House by the Sea), in uscita a partire da febbraio 2026 con una cadenza settimanale. Il trailer diffuso da DC propone uno sguardo d’insieme sui toni e sui generi che caratterizzeranno questa nuova fase. Il nuovo corso di DC Vertigo per il 2026 riunisce autori affermati e nuove voci del fumetto internazionale, con storie che spaziano dall’horror al noir, dalla fantascienza al dark fantasy:

- James Tynion IV e Álvaro Martínez Bueno proseguono la loro acclamata saga horror con The Nice House by the Sea.

- Deniz Camp e Stipan Morian propongono un racconto di sopravvivenza zombie emotivo e brutale in Bleeding Hearts.

- Kyle Starks e Steve Pugh danno vita a un caos di commedia nera con End of Life.

- Chris Condon e Jacob Phillips introducono una nuova icona del noir con The Peril of the Brutal Dark: An Ezra Cain Mystery.

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Preacher con la Gazzetta dello Sport

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Dal 17 dicembre Preacher, la dissacrante serie DC Black Label di Garth Ennis e Steve Dillon, sarà allegata alla Gazzetta dello Sport. 19 uscite totali previste al costo di 7,99€ più il prezzo del quotidiano.

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Preacher segue le disavventure di un predicatore del Texas di nome Jesse Custer, posseduto da una misteriosa entità chiamata Genesis che gli conferisce il potere di far sì che le persone facciano qualsiasi cosa egli comandi. Dopo che Jesse ha scoperto che Dio è assente dal Paradiso, insieme alla sua fidanzata Tulip e al loro compagno vampiro, Cassidy, ha intrapreso un viaggio per trovarlo. All’inseguimento del trio di antieroi, c’è Saint of Killers, un inarrestabile assassino che viene direttamente dall'Inferno. L'inseguimento ha condotto i protagonisti a New Orleans ed ora, con la vita di Tulip e l'amicizia di Cassidy in pericolo, Jesse sarà costretto a fare affidamento su una misteriosa figura del suo passato.

Preacher è stato seralizzato dal 1995 al 2000 per un totale di 75 numeri. Dal fumetto è stata tratta una serie tv in 4 stagioni sviluppata da Evan Goldberg, Seth Rogen e Sam Catlin per la AMC.

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La DC Comics rilancia la linea Vertigo

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Dopo la sua chiusura avvenuta nel 2019, la DC Comics ha annunciato al New York Comic Con che rilancerà la sua linea editoriale Vertigo.

Il secondo ciclo di The Nice House on the Lake di James Tynion IV, passerà dall'essere un progetto DC Black Label all'essere il primo nuovo titolo Vertigo a rilanciare l'etichetta. 

Originariamente lanciata nel 1993, l'etichetta Vertigo è stata creata per pubblicare fumetti di proprietà degli autori con temi maturi che non rientravano nelle restrizioni della principale linea e nella continuity dei fumetti della DC.

Oltre alla notizia che la serie The Nice House on the Lake sarebbe passata alla linea Vertigo per il suo secondo ciclo, la DC ha anche annunciato l'ingresso delle serie del The Sandman Universe nel revival dell'etichetta.

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Lucifer 1 - Il Diavolo sulla soglia, recensione: il Demonio Ribelle di Mike Carey

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L’etichetta Vertigo, il marchio della DC Comics rivolto ad un pubblico più sofisticato e maturo di quello interessato solamente ai supereroi, ha lasciato una traccia indelebile nella storia del fumetto americano nonostante sia stata chiusa da qualche anno per scelta editoriale, venendo soppiantata dalla divisione Black Label.
Creata da Karen Berger, redattrice e figura fondamentale nella storia della DC Comics, la Vertigo è stata la casa degli esponenti principali della “British Invasion” come Neil Gaiman, Peter Milligan, Grant Morrison, Garth Ennis e, in generale, del fumetto di qualità.

Il grande successo di una serie come il Sandman di Gaiman portò al consolidamento dell’etichetta e all’arrivo di una successiva ondata di autori inglesi nella seconda metà degli anni ’90. Sceneggiatori come Mike Carey, proveniente dalla fucina britannica di 2000 A.D., che debuttò nel 1999 in DC/Vertigo con una miniserie di tre numeri (seguita da una serie regolare) dedicata a Lucifer, il diavolo androgino che era stato presentato proprio nei primissimi numeri di Sandman. Costretto a recarsi all’inferno per recuperare l’elmo facente parte dei suoi paramenti reali, Morfeo si era imbattuto in “Lucifer Morningstar”, immaginato da Gaiman e da Sam Kieth, autori della storia, con le fattezze di David Bowie, il “rebel” per eccellenza della cultura pop/rock britannica. Paradigma dell’autodeterminazione, Lucifero lascerà anche l’Inferno per seguire la propria strada. Che vuol dire, nel suo caso diventare il proprietario di un piano bar a Los Angeles. È in questa veste che lo ritroviamo all’inizio di Lucifer vol.1 – Il Diavolo sulla soglia, il primo di una serie di volumi brossurati con cui Panini Comics inizia la ristampa della serie culto dedicata a colui che era stato il più luminoso tra gli angeli, prima della sua caduta.

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Il volume è suddiviso in tre capitoli. Il primo corrisponde alla miniserie del 1999, in cui ritroviamo Lucifer alle prese con la sua nuova vita. Si è dimesso dall’inferno e gestisce un club a Los Angeles, situazione che ritroviamo anche nella serie tv che si ispira al fumetto solo superficialmente, senza mutuarne trame e spessore. Il Paradiso, nonostante gli antichi dissapori, lo contatta comunque per affidargli un incarico: rintracciare e fermare una pericolosa entità capace di realizzare qualsiasi desiderio concepito dagli esseri umani. Lo accompagnerà una giovane di origine indiana, Rachel, la cui vita è stata irrimediabilmente travolta da un desiderio esaudito e che scoprirà ben presto cosa voglia dire avere a che fare col Diavolo in persona. Il secondo capitolo coincide con l’inizio della serie regolare originale e vede Lucifer recarsi ad Amburgo e più precisamente nel quartiere di St. Pauli, culla del movimento punk tedesco, brulicante di vita, locali ma anche di naziskin e prostituzione. L’Astro del Mattino va alla ricerca di Meleos, un angelo che vive tra gli umani camuffandosi da libraio. Una vecchia conoscenza di Lucifer, esperto di divinazione e tarocchi. E il Diavolo vuole da Meleos proprio questo, una risposta su quali siano i piani del Paradiso e su cosa gli riservi il futuro. Nell’ultima storia del volume facciamo la conoscenza di Elaine Belloc, una bambina che ha la capacità di parlare con i defunti, che deve indagare sull’assassinio della sua amica Mona. L’incontro con Lucifer darà la svolta alla vicenda.

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Ponendosi sul solco tracciato da Neil Gaiman e dal suo Sandman, Mike Carey usa questi primi episodi per presentare i personaggi e gli elementi che costituiranno l’architrave del suo ciclo, un lavoro di worldbuilding efficace che ci trascina subito nel mood della serie. Come in molte storie a marchio Vertigo, entità ancestrali sostanzialmente indifferenti al destino degli uomini incrociano il cammino di un’umanità alla deriva. Un Inferno che gli uomini si costruiscono da soli e di cui Lucifero, ironicamente, non è responsabile, preso dal suo processo di emancipazione da un destino già tracciato. Un enigmatico osservatore delle miserie umane, che interviene solo quando il caos rischia di travolgere tutto e tutti. Carey delinea una figura misteriosa e insondabile, magnetica e carica di fascino ambiguo, che inizia qui il percorso di protagonista di una serie di settantaquattro numeri che sarà acclamata da pubblico e critica.

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Sul fronte grafico, si alternano tre artisti sinonimo di fumetto d’autore. Apre le danze Scott Hampton, che con i suoi acquarelli che trascina il lettore in atmosfere rarefatte ed evocative. Il segmento ambientato ad Amburgo, invece, si avvale delle matite di stampo realista dell’inglese Chris Weston, un nume tutelare della Vertigo di quegli anni che avremmo rivisto anche su alcuni numeri di Hellblazer e, soprattutto, su The Filth in coppia con Grant Morrison. Al contrario dei pennelli di Hampton, il tratto di Weston gioca su un nero molto marcato e amplificato dalle chine realizzate dello stesso autore in coppia con James Hodgkins, altro habitué dei fumetti Vertigo come il colorista Daniel Vozzo, che concorrono ad un risultato finale classico e di forte impatto. Il capitolo finale ci regala un altro cambio di registro, dovuto alla storia che Carey vuole raccontare, una vicenda di fantasmi per la quale il tratto stilizzato di Dean Ormston e Warren Pleece è perfetto nel trasmettere brividi e suggestioni.

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