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Space Bandits, recensione: l'ottimismo fantascientifico di Mark Millar e Matteo Scalera

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Abbiamo già scritto in passato di come Mark Millar venga ormai costantemente preso di mira da buona parte della critica fumettistica, perché accusato di pensare soprattutto al proprio tornaconto, piuttosto che a realizzare storie degne di nota. Tuttavia, vale la pena ripetere che questo atteggiamento si è acuito da quando Netflix ha acquisito il Millarworld (l’etichetta che raccoglie le serie creator-owned dell’autore scozzese) e fa sì che ogni nuova opera uscita dalla sua penna venga aprioristicamente bollata come superficiale o utile solo per un futuro sfruttamento cinematografico. È vero che di fronte a lavori francamente imbarazzanti come il recente Sharkey il cacciatore di taglie la tentazione di andare dietro a quei giudizi un po’ affrettati potrebbe anche avere una sua giustificazione, ma in questo modo si rischierebbe di perdere quanto di buono Millar è ancora in grado di offrire ai suoi non pochi estimatori. Più semplicemente, è probabile che la necessità di dover rispettare le scadenze imposte dal colosso dello streaming lo porti a privilegiare alcune serie rispetto ad altre, con la conseguenza di assistere a una differenza qualitativa abbastanza netta - e difficilmente prevedibile – tra un’opera e l’altra, che, alla lunga, potrebbe anche determinare una generale disaffezione dei lettori nei suoi confronti (un problema a cui sembra essere riuscito a porre rimedio un altro autore particolarmente prolifico come Jeff Lemire, da qualche tempo più restio ad accettare troppi lavori).

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Che Millar sia ancora uno scrittore valido lo abbiamo già sottolineato in occasione dell’uscita italiana di The Magic Order, ma ci sentiamo di ribadirlo anche al termine della lettura di Space Bandits, nuovo volume di Panini Comics, uscito da poco in fumetteria, che raccoglie l’omonima miniserie pubblicata negli USA lo scorso anno, realizzata dal cartoonist scozzese in coppia con il parmense Matteo Scalera. Il titolo sembra lasciare poco spazio all’immaginazione, tuttavia nasconde che i protagonisti della storia non sono un generico gruppo di briganti del cosmo, ma piuttosto due fuorilegge di sesso femminile, trovatesi per caso a collaborare, per vendicarsi dei rispettivi partner (i membri della banda di malfattori, di cui è a capo una delle due e il truffaldino amante dell’altra), responsabili di aver fatto finire entrambe ai lavori forzati su un gigantesco crostaceo morto, diventato la prigione dei peggiori criminali dell’universo. Quel titolo non svela neppure gli omaggi continui agli anni Ottanta, recentemente riportati alla ribalta grazie al successo della serie televisiva Stranger Things, al cui fascino, evidentemente, non è immune neppure lo stesso Millar, tanto che, fin dalla prima vignetta, questa sua nuova creazione si presenta come un giocoso omaggio all’estetica di quel periodo, dove trovano spazio persino trovate un po’ stravaganti come un’astronave da crociera che si chiama Lionel Richie, o gli appariscenti abiti indossati dai personaggi, che sembrano usciti da una rivista per teenager dell’epoca. Diverse bizzarrie che, nel loro insieme, rendono piuttosto improbabile lo scenario fantascientifico in cui è ambientata l’opera e che giustificano l’uso massiccio dell’ironia, necessaria a rendere digeribili al lettore anche le invenzioni più folli dell’autore scozzese.

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Degli anni Ottanta, in realtà, Millar rispolvera anche il riuscito mix tra commedia e azione, che molto spesso caratterizzava le pellicole per il grande schermo o i telefilm del periodo, nella maggior parte dei casi popolati da eroi scanzonati che, persino nelle situazioni più drammatiche, erano in grado di stemperare la criticità del momento grazie alla loro simpatia. Tutti elementi abilmente riutilizzati dall’autore di Kick-Ass e Civil War, ma con una differenza sostanziale: in quei film e in quelle serie televisive, i protagonisti erano sempre uomini, mentre le donne erano spesso relegate al ruolo di comparsa. Qui, invece, i personaggi principali sono due aliene e sono i maschi a rimanere in posizione subalterna. In altre parole, Millar non si limita ad aggiornare al linguaggio contemporaneo quel genere tanto popolare qualche decennio fa, ma si diverte a ribaltarne anche i concetti di base, quasi a dimostrare che chi, come lui, è capace di unire una scrittura di alto livello a una fervida immaginazione, può permettersi di utilizzare i riferimenti e le citazioni solo come un gustoso extra, forse buono a cavalcare la moda del momento, ma per nulla necessario all’economia della storia in sé. Il piatto forte di Space Bandits, infatti, è costituito fondamentalmente dalle spericolate peripezie delle due antieroine, che avrebbero potuto tranquillamente svolgersi in un’altra epoca e con un’ambientazione differente, senza perdere, tuttavia, un grammo della loro originalità.

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Millar, però, ha dimostrato più volte la sua passione per la fantascienza o i temi fantasy in generale, e scegliere come sfondo la galassia ha garantito ai suoi testi di trovare una rappresentazione più che degna nei fascinosi disegni di Scalera. Ciò nonostante, sono soprattutto l’azione frenetica e il rapido succedersi degli eventi a esaltare l’artista emiliano, che si scatena in tavole ipercinetiche e splash-page di grande impatto, oltre a spingersi a sperimentare con successo soluzioni visive ardite e prospettive inusuali (peraltro già parzialmente intraviste nell’ottima Black Science). In più, le sue anatomie spigolose e volutamente sproporzionate, unite a un’espressività dei volti dei personaggi tendente al cartoonesco (particolarmente accentuata negli alieni non umanoidi) rafforzano i toni da commedia di tutta la vicenda. Da non sottovalutare neppure i colori saturi e invasivi di Marcelo Maiolo, che danno ancora più energia ai disegni di Scalera, anche se l’unione tra la sceneggiatura spensierata di Millar e una parte grafica volutamente tesa a evocare il luccichio del decennio edonista per antonomasia, fa spesso somigliare la storia a un gigantesco videoclip. È probabilmente questo il vero limite della serie, perché per quanto divertente sia seguire le scorribande della coppia protagonista, a volte la trama tende a essere un po’ troppo prevedibile e l’autore scozzese sembra scegliere sempre la soluzione più appetibile per i lettori. Di questo ne soffre anche la caratterizzazione delle due simpatiche criminali, soprattutto la forzuta Thena Khole, che paga questa sua inusuale peculiarità, apparendo spesso come una semplice figura di contorno (la classica spalla un po’ ingenua che sa menare le mani e poco altro). Molto meglio la geniale calcolatrice Cody Blue, decisamente più in sintonia con quella vasta galleria di personaggi brillanti e determinati, per i quali Millar ha sempre mostrato un attaccamento particolare.

Concludiamo con una curiosità: nelle pagine finali, assistiamo a una prova generale per rendere il Millarworld, o almeno una parte di esso, un universo condiviso. Che sia un’esplicita richiesta di Netflix per inseguire i successi del Marvel Cinematic Universe?

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I nuovi fumetti annunciati da Panini Comics

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Durante una conferenza live, Panini Comics ha annunciato diverse novità editoriali per i prossimi mesi del 2020, principalmente fumetti italiani. Ma non solo.
Di seguito, tutti gli annunci fatti e le prime immagini diffuse che trovate nella gallery in basso.

"Panini Comics ha annunciato ieri, nel corso di una diretta ricca di ospiti sui suoi canali social ufficiali, alcune grandi novità in arrivo nel 2021, per un’annata che avrà come protagonisti nuovi eroi e nuove storie tutte rigorosamente made in Italy.

A gennaio la musica sarà uno dei fili conduttori di Saetta Rossa, una graphic novel scritta da Marco B. Bucci e illustrata da Riccardo Atzeni: uno splendido omaggio a David Bowie e alla sua arte, un viaggio nel tempo in un futuro lontano dove la diversità è normalità.

Eroe non per scelta sarà invece il protagonista de La Voce del Terrore, la nuova opera firmata Marco Nucci e disegnata da Lorenzo Zaghi (creatori de L’uomo delle Valigie). In una Manhattan anni ‘40 il conduttore dello show radiofonico La Voce del Terrore diventerà il peggior protagonista di una delle sue sinistre storie…

Dagli anni ‘40 si arriva direttamente ai mitici anni ‘80 con Bob 84, graphic novel scritta da Vincenzo Filosa e disegnata da Paolo Bacilieri. Una crime story che parte dalla Svizzera per diventare una road story che, con le sue influenze manga e uno storytelling serrato, terrà tutti i lettori col fiato sospeso.

Nel 2021 vedrà la luce anche il nuovo lavoro di Alessandra Patané (creatrice di CTRL-Z): Player Zero. In un mondo fatto di pixel e codici di programmazione, un personaggio non giocante (npc) prenderà coscienza di sé stesso e diventerà suo malgrado l’eroe di un’incredibile avventura. 

Eroi e avventure saranno anche gli ingredienti principali del nuovo universo creato da Matteo CasaliDhakajaar. Un’avvincente saga fantasy che vedrà la collaborazione con Need Games di Nicola De Gobbis: infatti, ogni volume conterrà anche un’avventura GDR da giocare per immergersi ancora di più nelle pieghe di questa affascinante epopea.

Ma grandi arrivi sono previsti anche nella seconda parte del 2020. Prima della fine dell’anno, infatti, approderanno in libreria e fumetteria tante graphic novel straniere, tra cui la plurinominata agli Eisner Little Bird, The Old Guard (da cui il film disponibile dal 10 luglio su Netflix), Faithless (di Brian Azzarello). Nel 2021, infine, spazio all’atteso The Boys: Dear Becky, sequel del celebre fumetto diventato nel 2019 una serie originale Amazon Prime Video."

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Panini Comics annuncia l'edizione Absolute di Swamp Thing di Alan Moore

  • Pubblicato in News

Dalle pagine del nuovo numero di Anteprima, Panini Comics ha annunciato l'edizione Absolute dello Swamp Thing di Alan Moore, una delle prime opere del celebre autore di Watchmen e V For Vendetta.

La nuova edizione, cartonata con slipcase, avrà un formato 20,5x31 e un costo di 50€ per 448 pagine. L'uscita è prevista per novembre. Per un approfondimento sull'opera, vi invitiamo a leggere un nostro articolo uscito in occasione della precedente edizione.

Di seguito trovate tutti i dettagli del volume da Anteprima.

Panini DC A346 P9G4I-33

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