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La mostra sugli 80 anni della Marvel a Milano

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Riceviamo e pubblichiamo:

"AMAZING!

80 anni (e più) di supereroi Marvel

12 settembre 2020 – 6 gennaio 2021

WOW SPAZIO FUMETTO
Museo del Fumetto, dell’Illustrazione e dell’Immagine animata di Milano
Viale Campania, 12 – Milano

Info: 02 49524744/45 - www.museowow.it


Ingresso: 5 euro intero, 3 euro ridotto (fino a 10 anni e oltre 65)
Convenzioni e gruppi: 4 euro. Tessera WOW-card e Musei Lombardia: gratuito.
Orari: da martedì a venerdì, ore 15:00-19:00; sabato e domenica, ore 15:00-20:00; lunedì chiuso

WOW Spazio Fumetto – Museo del Fumetto di Milano (Viale Campania 12) dedica una mostra unica agli ottanta (e più) anni della Marvel, la casa editrice fondata nel 1939 e destinata a cambiare la storia del fumetto mondiale dando vita a personaggi indimenticati quali Spider-Man, Hulk, Thor, Capitan America, i Fantastici Quattro e tantissimi altri sotto la guida di grandi sceneggiatori e la punta della matita di grandi maestri. A questo straordinario percorso editoriale, che oggi ha dato vita a un filone cinematografico di enorme successo, è dedicata la mostra “AMAZING! – 80 anni di supereroi Marvel”, una carrellata di oltre ottanta tavole originali di maestri come Jack Kirby, Steve Ditko, Olivier Coipel, Steve McNiven, John Buscema, Jim Steranko, Neal Adams, John Romita Sr., John Romita Jr., Bill Sienkiewicz, John Byrne, Rob Liefeld, Jim Lee fino ai grandi italiani che ultimamente si sono distinti in tutto il mondo per la loro arte come Simone Bianchi, Claudio Castellini e Gabriele Dell’Otto. In mostra anche albi originali, manifesti, memorabilia, pannelli esplicativi, gadget e tutto quello che può aiutare il visitatore a comprendere appieno un viaggio tanto lungo e affascinante e al tempo stesso scoprire il complesso iter creativo che si nasconde dietro alla nascita e alla fortuna di un supereroe. La mostra sarà visitabile dal 12 settembre 2020 al 6 gennaio 2021 presso WOW Spazio Fumetto in Viale Campania 12 a Milano.

UN PO’ DI STORIA…

La storia della casa editrice Marvel inizia nel 1939, grazie a un uomo di nome Martin Goodman. L’editoria era in espansione, e Goodman si era specializzato nella produzione di pulp, pubblicazioni a basso costo contenenti romanzi e racconti di genere (per lo più rosa, western e poliziesco), dove sono nati personaggi destinati a una popolarità lunga nel tempo, come The Shadow e Doc Savage.

Con il successo eccezionale riscosso da Superman (1938) si sta affermando un prodotto editoriale nuovo, il comic book, l’albo a fumetti, e tanti editori vi si stanno cimentando. Spesso non producono direttamente le storie, ma si avvalgono di agenzie specializzate che forniscono interamente i contenuti. Una di esse si chiama Funnies Inc. e il responsabile delle vendite, Frank Torpey, suggerisce a Goodman di iniziare a pubblicare fumetti.

Goodman accetta, e nell’agosto 1939 esce così il primo numero di Marvel Comics, albo che contiene le prime apparizioni di due nuovi personaggi, la Torcia Umana e Namor, il Sub-Mariner, destinati a una lunga e proficua carriera. È il primo albo a fumetti con la parola Marvel nella testata, ma è curioso ricordare che Goodman pubblicava già dal 1938 un pulp di fantascienza chiamato Marvel Science Stories. Tuttavia la casa editrice non si chiama ancora Marvel: Goodman non è interessato a impiegare un unico nome per tutte le sue produzioni e usa per le pubblicazioni denominazioni diverse, che fanno tutte capo a lui; quella che più spesso è associata ai fumetti prende il nome di Timely.

Il successo dell’albo è notevole, anche se dal numero 2 la testata cambia nome in Marvel Mystery Comics, e Goodman è convinto a intensificare la produzione di albi a fumetti. Ben presto si rende conto che pagando direttamente gli artisti può risparmiare, quindi decide di assumerne tra quelli in forza alla Funnies Inc. Ci sono però anche diversi esordienti: nel 1939 arriva in redazione un diciottenne, cugino della moglie di Goodman, di nome Stanley Lieber, mentre nel 1940 arrivano due autori di nome Joe Simon e Jack Kirby, che creano il primo, vero best-seller della Timely, Captain America. Il nuovo giovane apprendista Stanley è entusiasta e si dà molto da fare, tanto che un giorno gli viene chiesto di scrivere il testo di un breve racconto di Capitan America per il terzo numero della serie. Lui è felice di accettare e firma con uno pseudonimo che gli porterà fortuna: Stan Lee.

Pochi mesi dopo Simon & Kirby lasciano la casa editrice per una disputa contrattuale, mentre il giovanissimo Stan viene promosso caporedattore, un ruolo che manterrà per decenni.

Capitan America e gli altri personaggi Timely proseguono con successo fino alla fine della Seconda Guerra Mondiale, poi il fumetto con supereroi entra in crisi. In pochi anni scompaiono quasi tutti; la casa editrice di Martin Goodman si dedica ad altri generi, dai fumetti con gli animali antropomorfi al western, dal poliziesco alla fantascienza, con un fugace ritorno ai supereroi a metà anni Cinquanta.

La casa editrice sopravvive, cambiando il nome in Atlas, ma non è in un momento particolarmente florido: accordi di distribuzione limitano la produzione a soli 8 albi al mese.

Alla fine degli anni Cinquanta ritorna Jack Kirby, e arriva anche un disegnatore di nome Steve Ditko: saranno loro, insieme a Stan Lee, gli artefici della rivoluzione Marvel.

Secondo la leggenda, tutto nasce per via del successo della serie Justice League della concorrente DC Comics, che mette nella stessa squadra personaggi come Superman e Batman. Goodman chiede quindi a Stan Lee di inventare un gruppo di supereroi. Lee e Kirby inventano i Fantastici Quattro, un supergruppo diversissimo da quelli concorrenti: non hanno maschere, non hanno costumi, litigano e discutono spesso tra loro… Con il successo di Fantastic Four (novembre 1961) si decide di puntare di nuovo sui supereroi, lanciando nel giro di alcuni mesi anche Hulk, Spider-Man, Thor, Daredevil, Iron Man e tanti altri… Poco alla volta si costruisce un grande affresco narrativo, in cui i personaggi, per la prima volta, coesistono e possono incontrarsi o scontrarsi, sullo sfondo di una città reale come New York.

Anche il tono degli editoriali e della posta è diverso: Stan Lee costruisce un rapporto di complicità con i lettori, che rispondono entusiasticamente e contribuiscono all’invenzione di nuovi eroi e nuovi cattivi. È la nascita della Marvel Comics.

Negli anni successivi cambiano tante cose: Ditko e Kirby se ne vanno e alla fine degli anni Sessanta Martin Goodman vende la casa editrice. Negli anni Settanta Stan Lee abbandona la scrittura delle storie, arrivano nuovi autori e si esplorano generi diversi, come l’horror e come il fantasy di Conan il barbaro. Il fumetto di supereroi è in un nuovo momento di crisi, ma la Marvel fa un colpaccio pubblicando i fumetti ispirati al più grande successo cinematografico di sempre: “Star Wars”. Gli anni Ottanta e Novanta sono fatti di vendite sempre crescenti, fino a una nuova crisi nel 1996, quando la casa editrice finisce sull’orlo della bancarotta.

Negli anni Duemila si ripone sempre maggiore attenzione agli autori, e viene lanciato un nuovo universo narrativo, Ultimate, che consente a tanti nuovi lettori di conoscere i supereroi senza aver dovuto leggere decenni di storie passate.

Negli ultimi anni, invece, i supereroi sono sempre più conosciuti, grazie ai tanti film e alle serie animate e televisive che diventano sempre più numerose. Nei fumetti c’è una sempre maggiore attenzione alla inclusione, con la creazione di nuove supereroine, come Ms. Marvel e Ghost Spider.

LA MOSTRA

La mostra “AMAZING!” racconta la straordinaria storia della Marvel, dal 1939 ai giorni nostri, attraverso un percorso inedito, aiutati da ingrandimenti scenografici, tavole originali, gadget, albi d’epoca, memorabilia e tante sorprese. Il percorso si suddivide in sezioni, che corrispondono agli otto decenni di storia della casa editrice. Ogni sezione è aperta da un pannello che racconta, con un ricco apparato di immagini, gli avvenimenti cardine di quel decennio. Due speciali approfondimenti sono poi dedicati alla collaborazione tra Stan Lee e Jack Kirby, origine del successo della Marvel, e alla nascita dell’Universo Marvel, per comprendere le differenze dagli altri fumetti prodotti negli stessi anni. Una gigantesca timeline mette in ordine cronologico gli avvenimenti fondamentali della casa editrice, correlandoli con la creazione di tutti i maggiori eroi.

Grazie all’archivio della Fondazione Franco Fossati e a importanti collezionisti, saranno esposti tanti albi fondamentali della storia Marvel nell’edizione originale statunitense, tra cui la prima apparizione di Spider-Man (in Amazing Fantasy n. 15, del 1962) autografata dal mitico Stan Lee! A celebrare l’opera degli straordinari artisti Marvel, una galleria di oltre ottanta preziose tavole (tante quante gli anni della casa editrice) racconta l’evoluzione della grafica e del segno dei disegnatori: dai primi autori Marvel Jack Kirby e Steve Ditko fino alle recenti opere di Olivier Coipel e Steve McNiven, passando per maestri come John Buscema, Jim Steranko, Neal Adams, John Romita Sr., John Romita Jr., Bill Sienkiewicz, John Byrne, Rob Liefeld, Jim Lee e tanti altri. Non mancano poi gli autori italiani, come Simone Bianchi, Claudio Castellini e Gabriele Dell’Otto.

Tra le tante meravigliose tavole: un’imponente splash page di Jack Kirby con protagonista Thor, una doppia tavola di John Buscema che raffigura Conan il barbaro, una tavola di Spider-Man disegnata da John Romita Sr., l’autore che ha imposto un nuovo stile grafico del personaggio negli anni Sessanta, la tavola di apertura di una storia degli X-Men disegnata da Jim Steranko, autore che ha rivoluzionato i comics grazie all’influenza dell’arte contemporanea.

Inoltre una tavola dipinta di Marvels disegnata da Alex Ross, una rara tavola di Steve Ditko, inventore di Spider-Man, con il suo ultimo personaggio Marvel Speedball, il mutante Cable visto da Rob Liefeld, uno degli autori superstar degli anni Novanta, Daredevil visto dal grande Gene Colan, una potente copertina dei Fantastici Quattro di John Byrne, una tavola a matita di Mark Bagley, in cui è possibile vedere il lavoro dell’autore prima dell’inchiostrazione, una tavola degli X-Men di John Byrne tratta dalla saga di Fenice Nera, una delle storie più amate e conosciute del fumetto americano, una pagina dello scontro tra Punisher e l’eroe DC Comics Batman, disegnata da John Romita Jr., una pagina degli Ultimates di Bryan Hitch, la serie in cui è nata l’idea di dare a Nick Fury il volto di Samuel L. Jackson e una recente tavola dalla miniserie Vision, uno dei fumetti più premiati e apprezzati degli ultimi anni.

Un altro aspetto fondamentale del mito Marvel è stata la sua capacità di penetrare nell’immaginario non solo con le pagine dei fumetti, ma anche attraverso i giocattoli, i poster, i gadget, serie tv, film e cartoon. Grazie ai collezionisti è possibile vedere ogni genere di gadget dagli anni Sessanta in poi.

Tra le chicche esposte, i rari oggetti che venivano spediti agli iscritti al fan club ufficiale americano Marvel, i pupazzi prodotti dall’azienda Mego e arrivati anche in Italia alla fine degli anni Settanta, giochi in scatola, puzzle, album di figurine e tanto altro. Sono inoltre in esposizione poster originali USA e non solo, compreso il primissimo poster mai dedicato a Spider-Man, quello della prima convention ufficiale Marvel nel 1975, il manifesto del film dell’Uomo Ragno di fine anni Settanta e tanti altri. Grazie alla collaborazione con Hasbro, i visitatori potranno vedere le più recenti action figure dedicate a un pubblico di collezionisti, perfette in ogni dettaglio.

Non manca naturalmente l’attenzione anche al nostro Paese: già negli anni Cinquanta arrivano in Italia diversi personaggi nati nella casa editrice Atlas, come il western Kid Due Pistole e Omero il fantasma felice. Nel 1966 la rivista Linuspubblica sul suo supplemento il primo episodio dei Fantastici Quattro, che passa però un po’ inosservato. È solo con l’arrivo della milanese Editoriale Corno, nel 1970, che gli eroi Marvel diventano famosissimi anche nel nostro Paese.

In mostra tanti albi dell’Editoriale Corno, e tanti gadget prodotti in quegli anni. Non tutti sanno poi che nel 1978, con il successo della trasmissione televisiva SuperGulp! venne varata un’omonima rivista di fumetti, con un giovane Franco Fossati come caposervizio, che pubblicava anche storie di Spider-Man e dei Fantastici Quattro realizzate appositamente, e in mostra sono esposte alcune interessantissime tavole originali di questa produzione, provenienti dagli archivi della Fondazione Franco Fossati. Alcuni monitor permettono di ripercorrere la storia della Marvel al di fuori delle pagine a fumetti, tra disegni animati, televisione, videogiochi e soprattutto cinema, con il trionfale successo del Marvel Cinematic Universe."

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Don Rosa incontrerà i fan al WOW Spazio Fumetto di Milano

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Riceviamo e pubblichiamo:

"Mercoledì 15 maggio 2019, dalle ore 15.00

Don Rosa a WOW Spazio Fumetto

Il grande disegnatore americano di Paperino, Zio Paperone & Co. incontra il pubblico italiano con un’intervista e una sessione di firme per tutti gli appassionati Disney a WOW Spazio Fumetto - Museo del Fumetto di Milano

WOW SPAZIO FUMETTO
Museo del Fumetto, dell’Illustrazione e dell’Immagine animata di Milano
Viale Campania 12 – Milano
Ingresso libero
Info: 02 49524744/45 - www.museowow.it

Mercoledì 15 maggio 2019, alle ore 15.00, si terrà un evento davvero unico per tutti gli appassionati di fumetto: il grande disegnatore italoamericano Don Rosa, tra i più celebri disegnatori di Zio Paperone e di tutta la dinastia dei Paperi, incontra il pubblico italiano. Il pomeriggio sarà aperto da un incontro-intervista, a cui seguirà una sessione di firme per far autografare il proprio album del cuore o le bellissime pubblicazioni in vendita allo shop del museo. È un’occasione incredibile per conoscere di persona uno dei maggiori autori Disney viventi e per avere il suo autografo.

Il pomeriggio con Don Rosa verrà aperto da una breve intervista in cui l’artista parlerà del suo lavoro e della sua carriera, quasi completamente dedicata a raccontare le avventure di Paperino, Zio Paperone e gli altri abitanti di Paperopoli, secondo la lezione del grande Carl Barks, il fumettista che più ha contribuito alla creazione di questo universo fantastico.

Proprio basandosi sulle storie di Carl Barks, Rosa è stato il primo artista a raccontare nella celebre “Saga di Paperon de' Paperoni” come Zio Paperone ha accumulato la sua incommensurabile fortuna, partendo dalla Scozia e girando il mondo passando per la celebre corsa all'oro del Klondike. In più è riuscito a mettere ordine nel complessissimo albero genealogico della Famiglia dei Paperi, partendo dagli antenati del clan de' Paperoni fino ad arrivare ai giovanissimi Qui, Quo e Qua. Con la collaborazione del suo amico Dan Shane, un “vero” architetto, Don Rosa ha poi mostrato per la prima volta anche la pianta del Deposito.

Nella sua carriera, iniziata nel 1987 e proseguita fino al ritiro nel 2008, Rosa è diventato uno dei più amati e celebrati autori Disney, conquistando tantissimi fan in ogni parte del mondo.

All’intervista seguirà una sessione di firme, in cui l’artista cercherà di accontentare i fan autografando i loro fumetti. A ogni visitatore che vorrà il proprio fumetto firmato (uno a testa, comprato presso il bookshop di WOW Spazio Fumetto o portato da casa), verrà dato dallo staff del museo un tagliando numerato. La sessione di firme durerà fino alle 18:30. Per l’occasione, il museo aprirà eccezionalmente alle 14:30.

Don Rosa: l’italoamericano che disegna i Paperi!

Keno Don Hugo Rosa, da tutti conosciuto semplicemente come Don Rosa (Louisville, USA, 1951) è un cartoonist statunitense di origine italiana, che ha saputo riprendere le storie, i personaggi e le invenzioni del suo artista preferito, Carl Barks, l'Uomo dei Paperi, il creatore di Archimede, Amelia, della Banda Bassotti e naturalmente di Zio Paperone e del suo deposito. Il nonno Gioachino Rosa, nativo di Maniago, in provincia di Pordenone, emigrò agli inizi del Novecento negli Stati Uniti: non a caso Keno è una americanizzazione di Gioachino e Don deriva dal nome del padre di Don, Dante.

Conosciuto e attivo tra gli appassionati di fumetti degli Stati Uniti fin dagli anni Settanta, Rosa ha iniziato ad essere conosciuto in tutto il mondo grazie alle sue storie prodotte realizzate a partire dal 1987 con protagonisti i Paperi, e in special modo Zio Paperone. L'amore per le opere di Carl Barks e una straordinaria vena creativa lo hanno portato a riprendere alcuni grandi classici dell'artista, oltre a creare tante nuove avventure che ne colgono lo spirito e il sapore.

Nel 1991 Rosa ha iniziato a lavorare a una grande opera interamente dedicata a ricostruire la vita di Paperon de' Paperoni, anche basandosi sugli indizi disseminati da Carl Barks in tanti anni di avventure. La Saga di Paperon de' Paperoni, come è conosciuta in Italia, ha riscosso un grande successo in tutto il mondo, vincendo negli Stati Uniti il prestigioso Eisner Award.

Nel 2008, per una serie di motivazioni, Rosa ha annunciato il suo ritiro come disegnatore, ma si mantiene occupato partecipando a sessioni di autografi sempre prese d'assalto dai fan, partecipazioni a festival e convention e coltivando i suoi molti hobby."

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Milano, arriva la IV edizione di Bricòla, Festival delle autoproduzioni a fumetti

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Riceviamo e pubblichiamo:

Sabato 30 marzo 2019, dalle 14:00 alle 20:00

Bricòla
IV Edizione

Festival delle autoproduzioni a fumetti
del Museo del Fumetto

WOW SPAZIO FUMETTO
Museo del Fumetto, dell’Illustrazione e dell’Immagine animata di Milano
Viale Campania, 12 - Milano

Info: 02 49524744/45 - www.museowow.it

Ingresso libero

Sabato 30 marzo WOW Spazio Fumetto – il Museo del Fumetto di Milano – apre di nuovo le porte al mondo del fumetto indipendente e autoprodotto per la quarta edizione di Bricòla, il festival dedicato a chi, non contento di leggere soltanto i fumetti, se li disegna e pubblica da solo.

Si chiamava Bricòla la borsa usata in passato dai contrabbandieri lombardi nell’attraversamento di Alpi e laghi, per portare dalla Svizzera quelle merci che in Italia non si potevano trovare. Bricòla è anche il nome del festival milanese dedicato alle autoproduzioni a fumetti, che servirà a portare all'ampio pubblico che frequenta WOW Spazio Fumetto quelle produzioni originali che non è facile incontrare altrove.

Ma cosa sono le autoproduzioni a fumetti? Darne una definizione non è facile, considerata la vastità dei suoi esempi. È una pratica che nel fumetto italiano esiste da decenni: saltare la distribuzione (le case editrici e i distributori nei circuiti delle edicole, delle librerie e delle fumetterie) per creare un contatto diretto tra autore e lettore, reso concreto attraverso il supporto fisico del fumetto.

Se fino all’arrivo dei fumetti digitali questa poteva essere una scelta obbligata per chi voleva farsi conoscere, negli ultimi anni – da quando chiunque può postare le proprie strisce su blog o social – l’autoproduzione è sempre più una strada intrapresa con cognizione di causa, spesso da collettivi artistici che hanno rivalutato il potere e il fascino della carta. La stampa xilografica e la cucitura a mano, i supporti riciclati o selezionati con cura: tutti questi, insieme alle vignette e alle nuvolette, sono alcuni degli aspetti fondamentali delle autoproduzioni di fumetti.

È per mostrare queste perle nascoste al grande pubblico che sabato 30 marzo WOW Spazio Fumetto vuole portare l’attenzione sulla produzione più originale e vivace che abbia visto luce negli ultimi anni, concentrandosi sull’Italia e in particolare sulla nostra città, Milano.

In quattro anni, Bricòla è diventato un punto di riferimento per autori e pubblico. Un festival come luogo d’incontro, scambio d’idee, di immagini, di narrazioni e di esperienze tra gli addetti del settore, e allo stesso tempo aperto a tutti; un’occasione per far nascere una rete tra chi di questa produzione si occupa a vari livelli, compresi i luoghi fisici di distribuzione delle autoproduzioni (librerie, spazi culturali, scuole di fumetto).

Il tutto partendo da WOW Spazio Fumetto, per far interagire gli autori emergenti con il museo consacrato ai maestri del fumetto mondiale.

Nel pomeriggio di sabato 30 marzo le autoproduzioni invaderanno il piano terra del museo del fumetto. L’ingresso sarà libero per tutti i visitatori, che potranno trovare stand di vendita e disegno degli autori e dei collettivi di autoproduzione.

Saranno presenti come espositori Associazione Culturale Mammaiuto, Attaccapanni Press, Brace, Cargo, Elder Draw, Federica D'Angella Comics & Art, Giacomo Traini, Gli Ultracani, IlCoccobrillo, Ivan Hurricane Manuppelli, Kakuro, Kolon, La Tana Autoproduzioni, Liuba Gabriele, Lök Zine, Luisa Torchio, Mauro Ferrero, McGuffin Comics, Midian Comics, Sbucciaginocchi, Stirpe di Pesce, Storiebrute, The Last Bacchae e Wasabi Gummybears.

La Fanzinoteca La Pipette Noir e La Fumetteria del Mecenate Povero metteranno a disposizione per tutti i curiosi le loro collezioni di autoproduzioni raccolte in tutto il mondo.

Continua la collaborazione con AFA Autoproduzioni Fichissime Anderground, l’altro festival di fumetto indipendente milanese, che sarà presente con le pubblicazioni realizzate nelle tre edizioni e per presentare la prossima.

Si inaugura infine la partnership con Dennis the Book Bus, libreria itinerante realizzata in un autobus a due piani, che porterà in giro per l’Italia il meglio dei fumetti presentati a Bricòla.

Durante il pomeriggio, inoltre, editori, critici di fumetto, autori affermati e non ancora noti al grande pubblico e altre personalità della Nona Arte si confronteranno in incontri aperti al pubblico, per capire, insieme, il mondo delle autoproduzioni.

Il festival Bricòla è anche una mostra, quest’anno dedicata a maghi, streghe, fate. In occasione di 15 Years of Magix, la mostra ospitata a WOW Spazio Fumetto dedicata ai 15 anni della serie d’animazione “Winx Club”, gli ospiti di Bricòla si sono sbizzarriti a creare le proprie creature magiche, dando sfogo alla loro fantasia e ai loro diversissimi stili. Una trentina di illustrazioni saranno esposte all’interno di Dennis the Book Bus, parcheggiato davanti all’ingresso di WOW Spazio Fumetto, e raccolte in un catalogo digitale, liberamente scaricabile dal sito del museo.

L’illustrazione della locandina di questa quarta edizione è opera di Francesco Guarnaccia.

| Programma degli incontri di sabato 30 marzo |

Ore 15:30 – Storia recente delle autoproduzioni

Bricòla guarda al presente e al futuro delle autoproduzioni a fumetti. Ma che cosa è successo negli ultimi venti/trenta anni, tra fanzine fotocopiate, piccoli casi editoriali e festival underground?

Cercheremo di capirlo insieme a tre esperti: Marco Teatro, ideatore e curatore dell’HIU - Happening Internazionale Underground, un grande evento dedicato a fumetto, grafica, musica e controcultura underground svoltosi a Milano dal 1996 al 2003; Michele Ginevra, cofondatore e coordinatore del Centro Fumetto Andrea Pazienza di Cremona, realtà che ha raccolto, studiato e promosso moltissime autoproduzioni in 25 anni di attività, anche grazie a iniziative editoriali come la rivista Schizzo; e Sara Pavan, autrice del libro Il potere sovversivo della carta e curatrice di INKitchen, l'area autoproduzioni del Treviso Comic Book Festival.

Ore 16:30 – Comics Slam

Una sfida all’ultima illustrazione tra gli ospiti di Bricòla, che gareggeranno fra loro sui temi più folli, seguendo le indicazioni di un presentatore sul palco di WOW Spazio Fumetto. Un torneo di disegno dal vivo in più manche, durante il quale il pubblico sarà chiamato a giudicare il miglior fumettista freestyle del festival.

Ore 18:00 – Presentazione di Čapek! La super rivista!

Definita “una rivista destrutturata di amenità e vita campestre”, Čapek è la nuova super autoproduzione diretta da Ivan Hurricane Manuppelli con la benedizione di Marcello Baraghini (co-editore con la sua etichetta "Strade Bianche" e precedentemente editore di Stampa Alternativa). Come caporedattori, due rappresentanti delle realtà più interessanti dell'editoria indipendente attuale: il fumettista Tommy Gun Moretti (del collettivo Uomini Nudi che Corrono e tra gli organizzatori del festival di fumetto e illustrazione Ratatà) e il giornalista Nicola Feninno (direttore di CTRL magazine).

Erede di The Artist e di PUCK! – le precedenti riviste dirette da Ivan che furono punto di riferimento per l’underground a fumetti tra 2001 e 2014 – Čapek è una "associazione a delinquere” tra storiche realtà dell’autoproduzione: Strade Bianche, Puck!, Uomini Nudi che Corrono, CTRL magazine e il festival AFA Autoproduzioni Fichissime Anderground.

A Bricòla Čapek verrà presentata ufficialmente da Ivan Hurricane Manuppelli, Jazz Manciola e Giacomo Rastabello, con la straordinaria partecipazione di alcuni dei tantissimi autori ospitati sulle pagine del primo numero della rivista: AkaB (per Progetto Stigma), Adriano Carnevali ed Enzo Jannuzzi. In occasione del festival sarà possibile acquistare anche le prime, imperdibili copie di Čapek.

Locandina Bricòla4

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Milano: una mostra per 110 anni del Corriere dei Piccoli

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Riceviamo e pubblichiamo:

CORRIERE DEI PICCOLI
110 anni del FUMETTO in Italia

Comincia dalla prima uscita del 27 dicembre 1908, la mostra che racconta la storia e l'universo del primo giornale a fumetti dell’editoria italiana

13 ottobre 2018 – 13 gennaio 2019

WOW SPAZIO FUMETTO
Museo del Fumetto, dell’Illustrazione e dell’Immagine animata
Viale Campania 12 – Milano
Info: 02 49524744/45 -www.museowow.it
Ingresso 5 euro (intero), 3 euro (ridotto).
Dal martedì al venerdì ore 15:00-19:00.
Sabato e domenica ore 15:00-20:00. Lunedì chiuso.

Il mitico numero uno del Corriere dei Piccoli, la prima testata a fumetti dell’editoria italiana, viene pubblicato il 27 dicembre 1908, centodieci anni fa. WOW Spazio Fumetto festeggia questo anniversario fondamentale con una mostra davvero unica, allestita dal 13 ottobre 2018 al 13 gennaio 2019, ripercorrendo la storia del giornale che per quasi novant’anni ha affascinato generazioni e generazioni di lettori. Attraverso centinaia di numeri originali, scelti nell’archivio della Fondazione Franco Fossati, è possibile ripercorrere non solo la storia editoriale del mitico "Corrierino", ma anche riscoprire i personaggi che hanno reso grande questo settimanale.

Il 27 dicembre 1908 è la data d’inizio della straordinaria avventura del Corriere dei Piccoli, quando il primo numero del nuovo giornalino appare nelle edicole di tutta Italia, a 10 centesimi. Sotto la testata, disegnata dal geniale Antonio Rubino, appare l’indicazione “supplemento illustrato del Corriere della Sera”, il principale quotidiano italiano. Si conclude così una lunga gestazione, che si ispira in parte ai supplementi domenicali dei quotidiani statunitensi, tenendo conto di precursori italiani come il Giornale per i bambini (dove era nato Pinocchio) e il Giornalino della domenica di Vamba (dove appariva a puntate il "Giornalino di Gianburrasca").

Il progetto è di una sociologa e scrittrice, collaboratrice del Giornalino della domenica: Paola Lombroso, figlia del celebre scienziato Cesare. Ai racconti in testo, alle rubriche e alle illustrazioni si affiancano i fumetti (come verranno chiamati soltanto decenni più tardi), quei "comics" che già da una decina d'anni stanno riscuotendo grande successo negli Stati Uniti. Una preziosa corrispondenza in proposito è conservata a Milano dalla Fondazione Corriere della Sera.

Al direttore del Corriere della Sera, Luigi Albertini, l'idea piace, ma è indeciso sull'affidare un progetto così importante a una donna... così coinvolge Silvio Spaventa Filippi, già impegnato nel quotidiano e nelle altre testate supplementari, mentre a Paola Lombroso, 37 anni, coetanea dello Spaventa Filippi, nota al grande pubblico anche sotto lo pseudonimo di Zia Mariù, viene affidata la rubrica delle Lettere del nascente Corriere dei Piccoli, che vede la luce il 27 dicembre 1908.

Paola Lombroso (che lascia la redazione nel 1912 disgustata dal sostegno del giornale alla conquista della Libia, ma rimane un punto di riferimento per la letteratura e per la didattica fino alle "leggi razziali" del 1938, che feriscono a sangue anche gli ambienti culturali e la migliore editoria italiana) viene qui raccontata per la prima volta in modo ampio, perché uno degli scopi della mostra è anche quello di segnalare le poche donne che sono state importanti nelle vicende artistiche ed editoriali del "Corrierino", soprattutto in anni nei quali le porte delle redazioni erano piuttosto riservate agli uomini.
Ampio spazio è quindi riservato a Grazia Nidasio, entrata in redazione giovanissima negli anni Cinquanta per accompagnare il Corriere dei Piccoli (e dal 1972 anche il Corriere dei ragazzi) per quarant'anni, con personaggi come Valentina Mela Verde e la Stefi, per fare solo due nomi entrati nella storia del Fumetto italiano.

Per molti anni, dal 1908 al secondo Dopoguerra, sul Corriere dei Piccoli non vengono pubblicati i fumetti come li conosciamo oggi: al posto delle familiari nuvolette ci sono delle agili strofe in rima, poste sotto ogni vignetta, che raccontano e commentano. I memorabili testi del Corrierino saranno una delle ragioni dello straordinario successo del nuovo giornale e dei suoi indimenticabili personaggi, creati dai maggiori artisti italiani o provenienti da oltreoceano. Citiamo tra gli italiani il negretto Bilbolbul di Attilio Mussino (primo personaggio italiano, appare nel mitico n. 1), Quadratino di Antonio Rubino, il protobalilla Schizzo di Mussino che ci accompagna alla Prima guerra mondiale, il popolare e fortunatissimo Signor Bonaventura di Sto (l'attore e scrittore Sergio Tofano, che nella mostra merita un'evidenza speciale) nato nel 1917 e continuato fino agli anni Ottanta, e ancora Marmittone di Angoletta... Dagli Stati Uniti ne arrivano molti, da Buster Brown (da noi ribattezzato Mimmo, già in copertina nel primo numero) al gatto Felix, da Fortunello ad Arcibaldo e Petronilla, senza dimenticare Bibì, Bibò e Capitan Cocoricò con Tordella...

La formula del giornalino si mantiene praticamente inalterata per molti anni: racconti, romanzi a puntate, poesie, rubriche e storie illustrate vengono alternate sapientemente fino alla Seconda Guerra Mondiale, uno spartiacque importante per la storia del Corriere dei Piccoli, che dopo il 25 aprile 1945 deve cambiare nome (soltanto per un anno) diventando Giornale dei Piccoli, e nel 1947 pubblica la prima storia con le nuvolette, “Il labirinto della morte”, disegnata da Nadir Quinto. Le pagine si riempiono di disegni di Grazia Nidasio e Leo Cimpellin, vere colonne redazionali per anni, oltre che autori eccellenti.

Negli anni Cinquanta e Sessanta lo spazio dedicato ai fumetti aumenta o diminuisce a seconda della sensibilità e del gusto dei direttori che si avvicendano, mentre il primo vero restyling della testata è nel 1968.

Ancor più importante è quanto accade nel gennaio 1972, quando la testata Corriere dei Piccoli viene “pensionata” e sostituita dal nuovo Corriere dei Ragazzi, rivista di eccellente qualità rivolta a un lettore adolescente, che mantiene comunque un modesto allegato con il vecchio storico nome. A furor di popolo la gloriosa testata originale riacquista presto la sua autonomia, nel corso dell’anno, riprendendo a crescere di pagine e contenuti.

Per qualche anno le due testate corrono parallele, ma il Corriere dei Ragazzi viene prima modificato e ridimensionato, poi definitivamente chiuso nel 1984, mentre il Corriere dei Piccoli prosegue negli anni Ottanta e Novanta, con uno spazio sempre maggiore dato ai personaggi della televisione, in particolar modo dei disegni animati giapponesi. Dopo un altro cambio di nome nel 1992, con il Corriere dei Piccoli che diventa Corrierino, per di più trasformato negli ultimi mesi in un economico tabloid, finalmente la grande storica pubblicazione viene chiusa il 15 agosto 1995.

La mostra racconta il mitico settimanale in un percorso cronologico che permette al visitatore di conoscere sia la storia del Corriere dei Piccoli sia i personaggi e gli autori che per quasi novant’anni l’hanno portato avanti.

La storia del Corriere dei Piccoli inizia con una donna, Paola Lombroso, e la mostra si apre proprio raccontandone la figura, attraverso rari documenti provenienti dagli archivi della Fondazione Franco Fossati. E proprio alle donne è dedicato uno dei focus della mostra, per raccontare autrici come Grazia Nidasio e Iris De Paoli, o José Pellegrini, che ha diretto il Corrierino dal 1977 al 1981, e Maria Grazia Perini, direttrice dal 1982 al 1994.

LA MOSTRA si sviluppa in sezioni che suddividono la lunga storia del Corriere dei Piccoli in periodi, basandosi sui fatti fondamentali nella vita del giornale: i cambiamenti di formato, il breve cambio di nome (Giornale dei Piccoli a cavallo del 1945-1946), l’introduzione di una vera e propria copertina nel 1962, il radicale restyling del 1968, la "chiusura" più virtuale che reale del 1972, fino a quella, purtroppo definitiva, del 1995.

Ogni periodo è caratterizzato da straordinari personaggi, realizzati dai più importanti artisti italiani, capaci di diventare vere e proprie icone ancora notissime a decenni di distanza.

Il signor Bonaventura, immancabile vincitore di un milione al termine di ogni avventura, creato da Sto nel 1917, si è subito affermato come il personaggio più amato e longevo del Corriere dei piccoli, continuando ad apparirvi fino agli anni Settanta, continuato ancora da Carlo Peroni e altri autori.

Dal “Qui comincia l’avventura...” del Signor Bonaventura di Sergio Tofano al “Sor Pampurio arcicontento del suo nuovo appartamento” del Sor Pampurio di Carlo Bisi, i personaggi del Corrierino hanno lasciato traccia nell’immaginario collettivo anche per i testi che ne scandiscono le avventure. Oltre al Signor Bonaventura e a Sor Pampurio si possono ricordare Pier Cloruro de’ Lambicchi di Giovanni Manca (con la magica arcivernice che dà vita alle immagini), Marmittone di Bruno Angoletta, il Prode Anselmo di Mario Pompei, Bilbolbul di Attilio Mussino, Quadratino di Antonio Rubino e tantissimi altri.

All’interno della mostra è possibile rileggere le storie più belle di questi personaggi, attraverso l’esposizione di centinaia di giornali e albi originali.

Un altro aspetto fondamentale del Corriere dei piccoli è stato l’approccio adottato da tutti coloro che vi hanno collaborato: l’idea di mettersi dalla parte del giovane lettore, senza condiscendenza ma dandogli ogni settimana qualcosa da leggere e godersi con partecipazione.

Il Corriere dei Piccoli ospita così grandi firme della letteratura italiana e del giornalismo, da Luigi Barzini a Mino Milani, da Dino Buzzati a Gianni Rodari, in racconti, romanzi a puntate, fiabe e favole spesso illustrate dai grandi artisti del settimanale. Anche questo aspetto è oggetto di un apposito focus all’interno del percorso della mostra.

Apre la mostra il primo numero, rarissimo e prezioso, datato 27 dicembre 1908, in edizione originale, fiore all’occhiello e tra i "pezzi" più amati dell’archivio della Fondazione.

Accanto a centinaia di albi e giornali e ingrandimenti scenografici, si trova anche una ricca selezione di tavole originali provenienti dall’archivio della Fondazione Franco Fossati e da prestigiose collezioni e archivi privati.

In collaborazione con il Museo Biblioteca dell’Attore di Genova sono esposte alcune tavole originali disegnate da Sto e il preziosissimo costume originale del Signor Bonaventura indossato da Sergio Tofano negli spettacoli teatrali ispirati al personaggio.

EVENTI e DIDATTICA

Durante il periodo dell'esposizione, come di consueto sono previsti incontri e iniziative (info: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.) e un'ampia attività didattica (info: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.), che consentono arricchimenti e approfondimenti rivolti a tutte le fasce di visitatori.

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