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In uscita per Bao Publishing Nemo. La lega degli straordinari gentlemen di Alan Moore e Kevin O'Neill

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Uscirà il prossimo 20 febbraio per Bao Publishing il volume Nemo. La lega degli straordinari gentlemen di Alan Moore e Kevin O'Neill che raccoglie in un'unica soluzione i libri Cuore di ghiaccio, Le rose di Berlino e Fiume di spettri. Potete trovare tutti i dettagli qui di seguito.

"LA LEGA DEGLI STRAORDINARI GENTLEMEN
NEMO
Nuova edizione integrale

In libreria per BAO Publishing la trilogia dedicata alla figlia del Capitano Nemo, l'eroe de La Lega degli Straordinari Gentlemen di Alan Moore e Kevin O'Neill. Per la prima volta vengono raccolte in un unico volume Cuore di ghiaccio, Le rose di Berlino e Fiume di spettri, le tre avventure di Janni nel 1925, 1941 e 1975, a bordo del Nautilus, alla conquista dell'Antartide, nella Germania nazista e in missione sul Rio delle Amazzoni.

Ho bisogno di trovare uno scopo più grande della mera pirateria. E di dimostrare qualcosa a mio padre e a me stessa.

BAO Publishing è orgogliosa di annunciare l'uscita di Nemo in una nuova edizione integrale, che raccoglie per la prima volta la trilogia sulla dinastia del Capitano Nemo de La Lega degli Straordinari Gentlemen, la serie di culto di Alan Moore e Kevin O'Neill.
Dopo aver terminato la terza saga degli eroi post-vittoriani della Lega degli straordinari Gentlemen, Alan Moore e Kevin O’Neill si sono dedicati alla figlia del Capitano Nemo, Janni. In tre storie indipendenti, ma collegate tra loro, Janni cresce e affronta incredibili avventure in Antartide, poi in una distopia nazista basata sul Grande Dittatore di Chaplin e Metropolis di Fritz Lang, e incontra il proprio destino sul Rio delle Amazzoni accompagnata dai fantasmi delle persone care perdute in una vita di scorribande.

Le tre avventure - Cuore di ghiaccio, Le rose di Berlino e Fiume di spettri - vengono raccolte in questo volume per la prima volta, con una copertina inedita e in un’edizione riveduta e corretta, nel formato originale dell’edizione inglese/americana. Un tassello imperdibile della saga, finalmente in una preziosa edizione integrale che anticipa l'uscita dell'ultimo capitolo inedito de La Lega degli Straordinari Gentlemen: La tempesta.

La Lega degli Straordinari Gentlemen - Nemo - Nuova Edizione è disponibile in libreria e fumetteria dal 20 febbraio 2020

Alan Moore Scrittore, drammaturgo, musicista, occultista, Alan Moore è unanimemente considerato uno degli autori di fumetti più influenti della storia del medium. Assurto a fama planetaria quando, a inizio degli anni Ottanta, rivoluzionò la morente testata della DC Comics Saga of the Swamp Thing, Moore ha poi creato alcune tra le indiscusse pietre miliari della narrativa per immagini, come V per Vendetta, Watchmen, From Hell. Crea e gestisce in seno a DC Comics l’etichetta America’s Best Comics, prima di interrompere definitivamente i rapporti con la casa editrice. Scrive La Lega degli Straordinari Gentlemen, ora edita da Top Shelf, cura la rivista Dodgem Logic, per la quale ha perfino disegnato fumetti e, con Neonomicon, dice l’ultima parola sui miti lovecraftiani. Vive, da sempre, nella natia Northampton, in Inghilterra.

Kevin O’Neill (1953) Disegnatore londinese capace di coniugare modernità e tradizione, è senza alcun dubbio uno dei disegnatori dal segno più originale e distintivo nel panorama contemporaneo dei comics. La sua carriera comincia a metà degli anni ’70 nello staff di 2000AD, creando, insieme allo sceneggiatore Pat Mills, la serie Nemesis the Warlock. Negli anni ’80 inizia a collaborare con i principali editori USA. L’indiscussa e meritata fama di O’Neill è dovuta soprattutto alla pluri-premiata serie La lega degli straordinari gentlemen, ideata insieme ad Alan Moore nel 1999 e pubblicata in Italia da BAO Publishing."

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In uscita per Bao Publishing Ascender, la nuova serie di Jeff Lemire e Dustin Nguyen

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Bao Publishing pubblicherà il prossimo 13 febbraio il primo volume di Ascender, la nuova serie di Jeff Lemire e Dustin Nguyen seguito di Descender.
Di seguito trovate tutti i dettagli:

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"Jeff Lemire e Dustin Nguyen tornano a raccontare la vita nello spazio post-apocalittico, dove è la magia a comandare e le regole del mondo robotico sono state rovesciate. A febbraio arriva in libreria per BAO Publishing il sequel ideale di Descender, che inizia dieci anni dopo la fine dell'intelligenza artificiale e racconta un mondo del tutto nuovo.

Come sarebbe stato vivere con i robot in mezzo a noi? Ogni sera guardo le stelle e mi ripeto queste domande. Non pensavo che avrei mai ricevuto una risposta...
BAO Publishing è orgogliosa di annunciare l'uscita del primo volume di Ascender la nuova serie magica di Jeff Lemire e Dustin Nguyen dopo il successo di Descender. 

Cinque anni fa, il team creativo composto da Jeff Lemire e Dustin Nguyen ha creato l'universo fantascientifico di Descender.  Alla fine del sesto volume, un cataclisma ha cambiato le sorti dello spazio. Ma il cosmo ha continuato a esistere, profondamente mutato, e ora si svela ai nostri occhi - a dieci anni dalla catastrofe - in questo primo volume di Ascender.

La magia ha preso il posto dell'intelligenza artificiale e tutte le regole sono cambiate. In un mondo governato dalla Madre, un'entità spregiudicata che ora controlla ogni cosa con i suoi poteri, la piccola Mila - figlia di Andy e Effie - cerca di rimanere un essere libero per non sottostare alle milizie dei Vamp. Un incontro inaspettato la costringerà alla fuga, dando inizio a un'avventura fantasy attraverso mondi popolati da creature straordinarie. E i robot potrebbero non essere del tutto scomparsi? 

Aver letto la serie precedente non è necessario per godere di questa nuova saga: fin dalle prime pagine si dischiude un sorprendente mondo magico in questo incipit esplosivo. Una serie che promette di essere epica ed emozionante, scritta dall'autore di culto Jeff Lemire e dipinta all’acquerello dal magistrale Dustin Nguyen.
 

Ascender vol. 1 - La galassia infestata è disponibile in libreria dal 13 febbraio 2020"
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Umbrella academy - Hotel Oblivion, recensione: il ritorno dell'acclamata serie di Gerard Way e Gabriel Bá

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Bao Publishing ha recentemente fatto arrivare in fumetteria l’edizione italiana di Hotel Oblivion, terzo capitolo di Umbrella Academy, la pluripremiata serie di Gerard Way e Gabriel Bá, la cui realizzazione era stata annunciata circa dieci anni fa, ma che, a causa di altri impegni presi nel frattempo dai due autori, ha cominciato a uscire negli USA (sotto forma di miniserie, come i due capitoli precedenti) solo a ottobre 2018. A dir la verità, tra Way e Bá, il più impegnato è stato probabilmente il primo che, oltre a proseguire la sua carriera canora (prima come frontman dei My Chemical Romance e poi come solista), ha, nel frattempo, scritto un’altra serie per la Dark Horse, The True Lives of the Fabulous Killjoys (pubblicata in Italia da Panini Comics nel 2014 come I favolosi Killjoys) e, soprattutto, ha contribuito a sviluppare la linea Young Animal per la DC Comics, per la quale si è anche direttamente occupato dei testi della nuova collana dedicata alla Doom Patrol e, in coppia con Jonathan Rivera, del revival di Cave Carson, un oscuro personaggio degli anni Sessanta, di cui pochi ricordavano l’esistenza.

Umbrella academy  Hotel Oblivion 1

Sembrava, insomma, che Way avesse quasi perso interesse a proseguire le avventure di quell’anomalo gruppo di supereroi (un’impressione praticamente confermata da lui stesso attraverso un tweet, nel 2013, dove dichiarava di voler abbandonare a tempo indeterminato i fumetti per dedicarsi di più alla musica), con il quale, nel 2007, all’uscita di Apocalypse Suite, il primo arco narrativo della serie, aveva sorpreso un po’ tutti per la maturità e l’intelligenza della sua scrittura (Way era praticamente un esordiente, visto che prima di Umbrella Academy, aveva scritto solo i testi di On Raven’s Wings, dimenticabile opera giovanile di appena due numeri, uscita per la minuscola Boneyard Press), chiaramente ispirata allo stile di Grant Morrison (un’influenza mai smentita dall’autore americano che, in qualche modo, deve avere anche indirizzato il suo interesse verso la Doom Patrol, uno dei primi successi in terra americana dello sceneggiatore scozzese), ma con diverse peculiarità da attribuire al solo Way. Prima di analizzare in maniera dettagliata questo aspetto, però, occorre accennare alla trama di questi nuovi episodi. Un’impresa tutt’altro che facile, visto il continuo intrecciarsi dei tanti fili narrativi imbastiti dal cantante/scrittore, che solo nel finale sembrano arrivare a una soluzione. Oltretutto, in questa terza avventura di Numero 5 e soci vengono introdotti parecchi nuovi personaggi, spesso appena abbozzati, con il risultato di rendere ancora meno comprensibile il susseguirsi degli eventi. Possiamo dire, tuttavia, che la storia ruota attorno all’hotel del titolo, che, di fatto, è una sorta di prigione extra-dimensionale, dove Sir Reginald Hargreeves ha confinato i nemici sconfitti dai suoi figli adottivi. Questi, dopo gli eventi raccontati in Dallas, il secondo capitolo della serie, sono tutto fuorché una famiglia unita, ma, senza volerlo, alla fine si troveranno di nuovo assieme a fronteggiare i pericolosi ospiti dell’hotel-prigione, tornati, nel frattempo, sulla Terra. Non solo, a differenza delle prime due miniserie, la vicenda narrata non si chiude con l’ultimo episodio, ma viene interrotta nelle pagine finali da un inaspettato colpo di scena. Hotel Oblivion, quindi, in realtà è da considerare solo la prima parte di una storia che, presumiamo, continuerà nella quarta miniserie, già annunciata per il 2020 (una scadenza su cui non scommetteremmo, visti i precedenti).

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Con questa nuova opera, Way conferma, ancora una volta, di essere un’autentica fucina di idee (oltre che un abilissimo omogeneizzatore di generi e un brillante dialoghista), ma a dispetto delle sue dichiarazioni sul volersi dedicare più alla musica che ai fumetti, che abbiamo riportato in precedenza (già smentite dai suoi lavori per la DC), negli anni intercorsi tra l’uscita di Dallas e quella di Hotel Oblivion, deve aver immaginato così tanti sviluppi narrativi per la serie, che arrivato il momento di metterli su carta, pare avere avuto serie difficoltà a limitarsi a quelli davvero meritevoli di essere raccontati. O meglio: dire che qualche sotto-trama poteva essere scartata, potrebbe non rendere giustizia alla grande inventiva di Way. Egli avrebbe dovuto, semplicemente, accantonarle momentaneamente, per, poi, mostrarle con il giusto spazio nelle miniserie a venire (che non mancheranno, visto il successo di critica e di pubblico raccolto dalla trasposizione televisiva prodotta da Netflix). Già dover dividere la storia in due parti (sempre che siano solo due), nonostante l’aggiunta di un episodio in più rispetto ai capitoli precedenti, deve essergli costato parecchio, ma il vero problema è, come detto, che la trama soffre per lunghi tratti di una complessità eccessiva, figlia proprio di una prevedibile voglia dell’autore di volere in qualche modo ripagare gli appassionati per la lunga attesa. In poche parole, questa volta Way sembra peccare di un difetto che, in alcuni casi, viene attribuito anche alle sceneggiature del suo mentore scozzese, il quale, di tanto in tanto, si lascia andare a momenti di scarsa coerenza narrativa, per privilegiare una particolare trovata a effetto. Crediamo, però, che per l’autore americano, quello ottenuto con Hotel Oblivion sia più il risultato della sua esuberanza creativa, che un problema di autoreferenzialità come per Morrison.

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Per quanto riguarda i disegni, anche in questi nuovi episodi Gabriel Bá dimostra di essere la controparte ideale per dare forma a ogni sorta di stravaganza concepita dalla mente di Way. Rispetto a dieci anni fa, l’artista brasiliano sembra mostrare più attenzione alla cura dei dettagli, una caratteristica di cui beneficiano gli sfondi delle sue tavole, che guadagnano notevolmente in profondità e dinamicità. Pare essersi accentuata anche la sua tendenza al grottesco, che, unita alla caricaturalità con cui vengono ritratti alcuni personaggi, rende ancora più forte l’ironia di fondo dei testi di Way. Inoltre, l’utilizzo, da parte di quest’ultimo, di soluzioni al limite del surreale, viene ulteriormente rafforzato da sequenze vagamente psichedeliche (che permettono al lettore di apprezzare anche l’ottimo lavoro ai colori di Nick Filardi) che, se da un lato non aiutano ad alleggerire la complessità della trama, accrescono, però, di parecchio la componente visionaria di questo terzo capitolo.
Da citare, infine, la divertente galleria di bizzarri criminali (tanto curiosi quanto improbabili) immaginata dai due autori, allo stesso tempo un omaggio e una parodia dei più noti villain che imperversano sulle pagine delle collane supereroistiche tradizionali.

Un suggerimento prima di chiudere: cercate di recuperare i primi due capitoli, prima di immergervi nella lettura di Hotel Oblivion, altrimenti la vostra capacità di comprensione verrà messa ancora di più a dura prova. E, soprattutto, non pensate che avere visto la bella serie trasmessa da Netflix possa aiutarvi in qualche modo a fare la conoscenza dei personaggi. Lo show televisivo, infatti, deve essere inteso, semplicemente, come un libero adattamento del fumetto, non come una sua trasposizione fedele. D’altra parte, le suggestioni dell’opera di Way e Bá sarebbero state davvero difficili da trasferire sul piccolo schermo, senza perdere gran parte di quei tratti distintivi, che hanno reso Umbrella Academy, quell’affascinante risultato editoriale che continua a entusiasmare così tanti lettori, su entrambe le sponde dell’Oceano Atlantico.

 

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Bao Publishing presenta La Belgica, il nuovo lavoro di Toni Bruno

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Dopo Da quassù la Terra è bellissima, Bao Publishing ha dato alle stampe il nuovo lavoro di Toni Bruno dal titolo La Belgica, un'opera in due volumi che usciranno a distanza ravvicinata.

Ecco come l'editore descrive la saga:

"Una vecchia baleniera riadattata per una missione esplorativa estrema. Un equipaggio poco motivato, e dubbioso sull’esito della spedizione. Un capitano tutto d’un pezzo e due esploratori che ancora non sanno di essere destinati a diventare leggendari.

L’anno è il 1897 e Jean Jansen, il protagonista, non c’entra niente con questa storia, ma si ritrova a bordo e dovrà fare almeno un pezzo di strada con quell’equipaggio. Cercando la strada di casa, troverà il vero senso della sua vita.

Toni Bruno crea una storia di invenzione nel cuore di una vicenda reale, quella della spedizione belga in Antartide, capitanata da Adrien de Gerlache, diventata leggendaria. Con l’eleganza e maestria l'autore ci porta per mare e ci affida alle onde, certi solamente del fatto che saprà portarci a destinazione. Questa è la prima metà della storia, la cui conclusione uscirà a fine del 2020.
La Belgica - Il canto delle sirene fa parte dei dieci volumi che in occasione del decennale di BAO Publishing contengono sedici pagine in più di contenuti extra e un logo dorato in copertina e sul dorso, solo per la prima tiratura."

Di seguito trovate un'anteprima del volume.

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