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4 Words About: Helen di Wyndhorn

  • Pubblicato in Focus

4 Words About, ovvero "Per chi apprezza il dono della sintesi".
Helen di Wyndhorn


Dopo Supergirl: la donna del domani, Tom King e Bilquis Evely tornano a lavorare assieme per Helen di Wyndhorn, una miniserie pubblicata negli USA da Dark Horse e raccolta in Italia in volume da Bao Publishing. Fantasy anomalo, che conferma la notevole poliedricità dello scrittore americano (ultimamente impegnato a misurarsi con generi e tematiche a lui finora estranee), pur sembrando concepito soltanto per dare modo all’artista brasiliana di manifestare tutto il suo amore per gli scenari fiabeschi, attraverso tavole dalla bellezza sfolgorante e ricchissime di dettagli. Queste, non solo tradiscono chiare influenze raymondiane (da lei più volte ammesse), ma grazie ai tenui colori pastello di Matheus Lopes, paiono volgere lo sguardo anche all’Art Nouveau di Alfons Mucha. King, comunque, dà prova di grande creatività, senza smentire la sua naturale propensione al mistery.
Le domande in sospeso sono ancora molte e il finale aperto fa volutamente intendere la possibilità di un seguito.

Helen_di_Wyndhorn
Helen di Wyndhorn 1

Dati del volume
Editore: Bao Publishing
Autori: Testi di Tom King, disegni di Bilquis Evely, colori di Matheus Lopes
Genere: Fantasy
Formato: 17x26, 176 pp., C., col.
Prezzo: 22€
ISBN: 979-1256211807
Voto: 7,5

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4 Words About: Barrier

  • Pubblicato in Focus

4 Words About, ovvero "Per chi apprezza il dono della sintesi".
Barrier


Arriva finalmente in Italia, grazie a Bao Publishing, Barrier, della consolidata coppia Brian K. Vaughan e Marcos Martín, uscito originariamente nel 2015 per la piattaforma online Panel Syndicate. In un tripudio di immagini psichedeliche (esaltate dai bellissimi colori di Muntsa Vicente), interrotte solo da brevi passaggi dedicati ad alcuni luoghi della Terra (tra cui, nelle pagine finali, un imprecisato – ma fortemente simbolico – scenario mediorientale), i due autori utilizzano metaforicamente un rapimento alieno, per rappresentare lo smarrimento e l’intrinseca fragilità umana, che di fronte a “barriere” linguistiche (volutamente esasperate dall’assenza di traduzioni), sociali o, semplicemente, di confine, sono troppo spesso portatori di violenze e intolleranze di ogni tipo. La prosa di Vaughan non pecca mai di retorica e ci restituisce personaggi sinceri e vitali, che Martín immerge in tavole immaginifiche, di chiare influenze lovercraftiane e wellsiane.

barrier 1

barrier 2

Dati del volume
Editore: Bao Publishing
Autori: Testi di Brian K. Vaughan, disegni di Marcos Martín, colori di Muntsa Vicente
Genere: Fantascientifico
Formato: 24x16, 192 pp., C., col.
Prezzo: 25€
ISBN: 9791256211852
Voto: 8

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4 Words About: Io sono un angelo perduto

  • Pubblicato in Focus

4 Words About, ovvero "Per chi apprezza il dono della sintesi".
Io sono un angelo perduto


Al suo terzo libro come autore completo, la maturità narrativa di Jordi Lafebre appare ormai più che consolidata. In Nonostante tutto, il suo splendido esordio, sembrava fosse maggiormente portato per il romanticismo nostalgico e, invece, nella sua opera successiva (Io sono il loro silenzio) è improvvisamente emersa la sua passione per il noir. Affermazione, quest’ultima, alquanto riduttiva in realtà, perché l’intreccio mistery – che, detto onestamente, anche in questa seconda avventura dell’esuberante psichiatra/detective Eva Rojas, è la parte meno interessante del racconto – diventa il collante di una vicenda, dove è la commedia (a tratti agrodolce) a farla da padrona. E così i morbidi disegni dell’artista catalano (in cui si scorgono ascendenze sia disneyane che uderziane) si sposano a meraviglia con i suoi dialoghi frizzanti e salaci, spesso pronunciati dalla protagonista, un’eccentrica eroina già entrata nel cuore di molti lettori.

io sono un angelo perduto

io sono un angelo perduto 2

Dati del volume
Editore: Bao Publishing
Autori: Testi e disegni di Jordi Lafebre
Genere: Noir
Formato: 21x28, 112 pp., C., col.
Prezzo: 22€
ISBN: 9791256211920
Voto: 7,5

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Lucca Comics & Games 2025, la parola a Bilquis Evely e Matheus Lopes

  • Pubblicato in Focus

Oltre a quella con Brian K. Vaughan, Marcos Martín e Niko Henrichondi cui abbiamo recentemente pubblicato un dettagliato resoconto – sempre grazie a Bao Publishing, nell’ultima edizione di Lucca Comics & Games abbiamo avuto la possibilità di partecipare a una seconda round table, con Bilquis Evely (insignita quest’anno del prestigioso Premio Eisner come miglior disegnatrice per la miniserie Helen di Wyndhorn della Dark Horse, tradotta in italiano e presentata nella manifestazione toscana proprio dall’editore milanese) e con il suo colorista – e compagno di vita - Matheus Lopes.

La discussione si è subito focalizzata sulle opere più recenti dell’artista brasiliana, non solo Helen di Wyndhorn, ma anche - e inevitabilmente - Supergirl: la donna del domani, su cui si baserà il prossimo film dei DC Studios e riguardo la quale la Evely non ha nascosto alcuni timori iniziali: alla domanda se fosse in difficoltà nel ritrarre i cavalli (una debolezza di molti cartoonist) ha, infatti, risposto che in realtà era preoccupata di non saper disegnare i cani, con il rischio di non riuscire a rappresentare al meglio Krypto e, per questo, deludere i fan del personaggio.
A proposito della pellicola vera e propria, invece, sia lei che Lopes, sebbene non abbiano ancora visto nulla di quello che è stato girato, si sono detti molto fiduciosi della qualità del prodotto finale.

Su Helen di Wyndhorn, la Evely ha rivelato che il progetto è nato verso la conclusione di Supergirl, dato che Tom King - autore dei testi di entrambe le miniserie – entusiasta del suo lavoro, non ha perso tempo a chiederle di collaborare di nuovo con lui. L’artista sudamericana, però, ha subito chiarito di non voler tornare immediatamente ai supereroi, ritenendo più stimolante creare una serie propria e, soprattutto, di ambientazione fantasy (sua autentica passione). King ha accettato la proposta e, senza fornirle alcuna idea di trama, le ha lasciato carta bianca riguardo la ricerca iconografica. La Evely si è, dunque, impegnata a trovare immagini di abiti ed edifici degli anni Trenta del secolo scorso (epoca dove le sarebbe piaciuto che la storia venisse situata) e dopo averle consegnate allo scrittore americano, ha ricevuto in un tempo brevissimo – e con suo grande stupore - una sceneggiatura completa, con ogni caratteristica da lei desiderata. Oltretutto, King non le ha imposto alcuna deadline, pertanto ha potuto lavorare in assoluta tranquillità e nel modo migliore possibile. Cosa che non è avvenuta con Supergirl, in cui il rigido rispetto delle scadenze ha parzialmente pregiudicato la qualità dei suoi disegni e – ha ammesso Lopes – pure della colorazione. Tuttavia, la Evely – molto simpaticamente – ha raccontato che, essendosi presa intere settimane per arrivare al risultato che aveva in mente (ci sono voluti circa tre anni per terminare la miniserie), King a un certo punto l’ha contattata per capire se ci fossero dei problemi, preoccupato che non avesse visto ancora nessuna tavola finita.

Helen di Wyndhorn

Nei confronti dello scrittore statunitense i due autori si sono espressi in maniera particolarmente positiva, descrivendolo come una persona squisita, che non fa mai pesare la propria fama. Non escludono, quindi, un ritorno al personaggio di Helen in futuro.
La Evely ha, infine, parlato dei suoi riferimenti artistici, dicendo di essere stata inizialmente molto attratta dai disegni di Alex Raymond per Flash Gordon, per poi rimanere ammaliata da Moebius e dai tanti illustratori, spesso anonimi, dei suoi amati romanzi fantasy, tipo quelli appartenenti a Le cronache di Narnia di C. S. Lewis (che ha letto con avidità quando era più giovane). Ha inoltre ammesso che sul suo stile ha avuto una certa influenza pure il character design dei videogame di The Legend of Zelda.
Anche Lopes ha elencato i suoi modelli ispiratori, citando innanzitutto il connazionale Rod Reis e il grande Dave Stewart, ma affermando che ora guarda maggiormente ad artisti universali come Monet e Van Gogh.

Di seguito le nostre due domande, entrambe per la Evely:
Sia in Supergirl: la donna del domani che in Helen di Wyndhorn, hai avuto come sceneggiatore Tom King. Hai notato, da parte sua, un approccio diverso alle due opere?
Evely: Se parliamo dello stile di scrittura o del grado di autonomia concesso al disegnatore, non ho riscontrato nessuna differenza significativa. Le richieste di Tom sono minime e poco vincolanti, in modo che l’artista possa esprimersi liberamente. Devo ammettere, però, che nel caso di Supergirl, la sceneggiatura era molto più dettagliata e sembrava rispondere a una precisa metodologia, che presumo venga adottata per tutti i character di proprietà della DC.

Avendo vinto il premio Eisner, con ogni probabilità il numero di proposte di collaborazione che riceverai aumenterà considerevolmente. Hai già deciso se dedicarti solo a progetti personali tipo, appunto, Helen di Wyndhorn o esiste l’eventualità che tu possa accettare un nuovo lavoro su commissione?
Evely: In realtà non ho ancora fatto piani per l’immediato futuro. Realizzare Helen di Wyndhorn è stato molto appagante, ma allo stesso tempo notevolmente faticoso, per cui ho scelto di prendermi una pausa dai fumetti. A ogni modo, trovo sicuramente più divertente impegnarmi con personaggi che non appartengono alle grandi corporation.

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