Stephen Wacker, nuovo Editor-in-Chief della Marvel, ha illustrato le linee guida che intende seguire per affrontare alcune delle principali criticità emerse nella casa editrice negli ultimi anni. Nel corso dell'intervento conclusivo del Retailer Day al New York Comic Con 2026, l’EiC ha parlato del numero di pubblicazioni, delle copertine variant, del rapporto con il Marvel Cinematic Universe e delle relazioni con gli autori.
Wacker ha dedicato parte del suo intervento anche alle difficoltà affrontate dai rivenditori, che devono ordinare gli albi con tre mesi di anticipo e si trovano a operare in un sistema distributivo diventato più complesso dopo il fallimento di Diamond.
Meno titoli, maggiore attenzione
Uno dei punti affrontati riguarda il numero di fumetti pubblicati da Marvel. La nuova direzione vuole valutare con maggiore attenzione ogni nuova serie, a partire dal primo numero, considerando sia quanto gli autori credano nel progetto sia la possibilità per la casa editrice di sostenerlo adeguatamente. In alcuni casi, questo potrebbe significare concedere più tempo agli autori prima del lancio.
Lo stesso Wacker ha riconosciuto che una conseguenza potrebbe essere la riduzione del numero di uscite. Come esempio ha citato il lancio delle tre testate della linea Midnight, pubblicate nella stessa giornata senza altre nuove uscite Marvel nel corso della settimana. L'iniziativa era stata avviata dalla precedente direzione editoriale, ma secondo Wacker può rappresentare un modello per concentrare l'attenzione di lettori e rivenditori sui nuovi titoli.
Per questi ultimi è stata inoltre introdotta la possibilità di leggere il primo numero prima della scadenza del Final Order Cutoff, così da poter valutare il prodotto prima di effettuare gli ordini. Anche per il secondo numero la scadenza è stata fissata dopo l'uscita del primo, permettendo ai negozianti di considerare le vendite effettive prima di stabilire le quantità da acquistare.
Più chiarezza sulle copertine variant
Wacker ha parlato anche delle copertine alternative, dichiarando di apprezzarle personalmente e riconoscendo il loro peso per una parte del pubblico. Non è quindi prevista una loro eliminazione.
Il problema, secondo il nuovo Editor-in-Chief, riguarda piuttosto la quantità e le modalità con cui vengono utilizzate. Un numero eccessivo di alternative può infatti rendere meno riconoscibile la copertina principale e indebolire la possibilità che diventi immediatamente identificativa di una serie.
Marvel intende quindi rendere più chiara la distinzione tra le diverse copertine, utilizzando le diciture Cover A, Cover B, Cover C e successive. L'obiettivo è facilitare l'individuazione della copertina principale e dare una maggiore organizzazione alla proposta delle variant.
I fumetti non devono seguire il Marvel Cinematic Universe
Un altro passaggio dell'intervento ha riguardato il rapporto tra fumetti e Marvel Cinematic Universe. Wacker ha ricordato come il trasferimento degli uffici editoriali in California abbia portato quelli dei fumetti a condividere lo stesso edificio con gli uffici cinematografici. Una vicinanza che, secondo il dirigente, ha contribuito alla percezione che i fumetti dovessero riflettere le produzioni audiovisive.
«È il contrario», ha dichiarato Wacker.
Il dirigente ha raccontato anche di aver ricevuto da Kevin Feige, durante il loro primo incontro, un'indicazione precisa: il compito dei fumetti non è seguire i film. Un concetto ribadito dallo stesso Feige durante il Marvel Summit tenutosi a New York il giorno precedente, quando ha invitato il settore editoriale a guardare con circa quindici anni di anticipo rispetto all'universo cinematografico.
Secondo Wacker, quindi, i fumetti devono tornare a essere il motore creativo dell'universo Marvel, senza limitarsi a seguire le decisioni prese per lo schermo.
Il rapporto con gli autori
Tra le priorità della nuova direzione c'è anche il rapporto con gli autori. Wacker ha riconosciuto che una casa editrice non può offrire a un professionista la stessa soddisfazione derivante dalla proprietà della propria opera, ma può garantirgli la possibilità di contribuire a un universo narrativo di grandi dimensioni.
Il dirigente ha indicato tre priorità: pagare gli autori puntualmente, sostenerli quando il dibattito attorno al loro lavoro diventa particolarmente acceso e ascoltarne le inclinazioni creative.
Wacker ha inoltre anticipato che nel corso del 2027 alcuni professionisti assenti da anni torneranno a lavorare su testate Marvel, insieme ad altri che non hanno mai collaborato con l'editore. La nuova direzione non intende imporre uno stile editoriale uniforme ai diversi progetti, considerando invece la varietà delle proposte e l'apertura a nuove idee come elementi importanti per il futuro della casa editrice.
Il futuro del formato fisico
Wacker ha infine affrontato il tema del formato dei fumetti, indicando il manga come possibile riferimento per ripensare prezzo, dimensioni e contenuti delle pubblicazioni. Ha citato anche l'interesse per edizioni compatte sul modello di quelle proposte da DC Comics.
In questa direzione si colloca il lancio dei nuovi volumi tascabili Brick, presentato come parte di un programma più ampio sul quale non sono stati ancora forniti tutti i dettagli.
Il dirigente ha inoltre sottolineato la necessità di considerare fin dall'inizio una possibile edizione fisica per i fumetti pubblicati in digitale. Il formato cartaceo continuerà quindi ad avere un ruolo centrale nelle strategie della casa editrice.
Le indicazioni emerse dal Retailer Day delineano una serie di possibili cambiamenti nella gestione editoriale di Marvel Comics, dalla selezione dei progetti al rapporto con i rivenditori e gli autori, fino alla maggiore autonomia dei fumetti rispetto alle produzioni audiovisive.
Sarà il lavoro dei prossimi mesi a stabilire quanto queste intenzioni si tradurranno in cambiamenti concreti. Wacker ha concluso il proprio intervento riassumendo così l'obiettivo della nuova direzione:
«Non possiamo essere la casa editrice che si limita a proteggere i marchi dei più grandi personaggi della storia dei fumetti, o ad adattarli per film e serie televisive. Voglio che siamo una casa editrice capace di proporvi qualcosa di inaspettato, qualcosa che possiate poi consigliare personalmente ai vostri clienti. Voglio che i lettori discutano e dibattano sulle storie Marvel. Voglio che i rivenditori siano entusiasti quando arrivano gli scatoloni Marvel da PRH. Voglio sorprendere i critici, mettere alla prova i concorrenti e far scoprire Marvel ai bambini. Voglio che il resto dell'industria dell'intrattenimento guardi i nostri fumetti e pensi: “Accidenti, dobbiamo recuperare terreno”. È questa la Marvel Comics che io e il nuovo gruppo di lavoro vogliamo costruire».
(Via Aptcomics)