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Spider-Man: La storia della mia vita, recensione: Peter Parker in tempo reale

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Chissà se per gli eroi di carta è una maledizione o una benedizione quella di cristallizzarsi nel tempo, non crescere mai ed essere sempre giovani mentre il mondo va avanti. Certo, si accumula l’esperienza ma non è la stessa cosa.
Quando nacque l’universo Marvel gli autori probabilmente non credevano che i loro personaggi sarebbero durati così a lungo, e infatti nelle prime avventure gli eroi crescevano quasi in tempo reale. In Amazing Fantasy #15 del 1962, Peter Parker era un quindicenne che frequentava il liceo, pochi anni dopo lo troviamo al college. Tuttavia, pian piano che si andava avanti, il tempo nei fumetti Marvel rallentava sempre più fino ad arrivare alla situazione attuale in cui, nonostante i calendari avanzano, gli eroi restano sempre gli stessi.

In una recente storia, così, si afferma che Peter Parker ha 25 anni, nonostante quando aveva 15 anni John Fitzgerald Kennedy fosse presidente degli Stati Uniti e, poco dopo, il suo amico Flash Thompson combatta in Vietnam. Certo, piccole operazione di ret-con hanno cercato di aggiustare la linea temporale, ma cosa accadrebbe se il tempo per Peter non si fosse mai fermato e fosse trascorso allo stesso ritmo di quello del mondo reale? Insomma, se il 15enne del 1962 avesse 25 anni nel 1972, 35 nel 1982 e così via fino ad oggi, 2020, in cui di anni ne avrebbe 73?

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È questa la domanda che si è posto Chip Zdarsky nella miniserie Spider-Man: La storia della mia vita. L’idea di far crescere un supereroe non è certo inedita, e già in diverse occasioni abbiamo visto versioni “invecchiate” dei personaggi: solo per Peter Parker ricordiamo Il regno di Kaare Andrews o Spider-Girl di Tom DeFalco, Ron Frenz e Pat Oliffe. Tuttavia, l’opera di Zdarsky e Mark Bagley è differente perché si pone l’obiettivo di raccontare l’intera vita di Peter Parker attraverso 6 decenni dagli anni 60 fino ai nostri giorni, mostrando uno sviluppo coerente delle sue vicende personali in relazione anche agli eventi storici reali oltre che al semplice passare degli anni.

È chiaro, dunque, che per portare avanti questa operazione, Zdarsky debba sviluppare una vicenda alternativa che già dalla fine degli anni ’60 si discosta da quella che è la cronologia ufficiale degli eventi narrati sulle testate di Spider-Man. Naturalmente, questi stravolgimenti, dati dall’avanzare del tempo, coinvolgono anche gli altri eroi, in particolare Reed Richards, Capitan America e Iron Man che giocano un ruolo importante nella vicenda. Anche il corso della Storia (quella con la S maiuscola) cambia e dunque l’autore apporta modifica essenziali anche alle vicende storiche sia rispetto al nostro mondo che a quello narrato nei fumetti Marvel tradizionali. Allo stesso tempo, tuttavia, Zdarsky cerca di agganciarsi il più possibile alle vicende di Spider-Man richiamando e riadattando quelle che sono le maggiori saghe del personaggio. Ogni albo, infatti, è ambientato in un decennio diverso e lo sceneggiatore rielabora quelle che sono state le maggiori saghe del periodo. Ad esempio, se negli anni ’80 arriva sulle pagine delle avventure di Spidey il costume nero e Venom, qui accade la stessa cosa. Se gli anni zero sono caratterizzati dall’arrivo di Morlun e quelli successivi dalla Guerra Civile fra gli eroi, qui accade lo stesso. E così via.

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Quello che ne esce fuori è sicuramente un’ottima storia supereroistica in cui Zdarsky riesce a rimodellare e ad alterare il mito di Spider-Man e l’epopea di Peter Parker secondo le sue esigenze ma senza mai tradirne lo spirito, sviluppando in maniera intelligente e coerente sia i personaggi che gli sviluppi narrativi. Dove l’autore pecca è forse nel coinvolgimento emotivo, con una narrazione a tratti fredda e un po’ distaccata. Ci saremmo aspettati un taglio più intimista e un maggior lirismo, in un’opera magari con maggiore epica.

La scelta di Mark Bagley, uno degli artisti più significativi e legati al personaggio, è sicuramente adatta al taglio narrativo dato da Zdarsky. L’artista è autore di un’eccellente prova, senza ombra di dubbio fra le migliori del suo repertorio del nuovo millennio, e la sua matita funziona tanto nelle numerose e spettacolari scene d’azione, quanto nelle altrettanto copiose scene di dialogo fra personaggi in cui l’espressività dei personaggi e la loro recitazione è sempre convincente e naturale. Merito del suo lavoro risiede anche un’ottima costruzione della tavole che offre soluzioni sempre diverse e adatte al contesto. Le chine di John Dell e Andrew Hennessy e i colori di Frank D’Armata risultano fondamentali nel completare degnamente il comparto artistico della miniserie.

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Spider-Man: La storia della mia vita arriva in Italia direttamente in libreria grazie al consueto ottimo cartonato soft-touch di Panini Comics che sicuramente dona prestigio a una storia dell'Uomo Ragno che certamente rimarrà negli anni, immutabile col trascorrere del tempo.

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Spider-Man diventa l’Immortale Hulk per un nuovo one-shot

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Come annunciato dalla Marvel Comics, Spider-Man sarà protagonista a gennaio negli Stati Uniti di un nuovo one-shot dal titolo Immortal Hulk: Great Power, che con i testi di Tom Taylor (Friendly Neighborhood Spider-Man) e i disegni di Jorge Molina (Spider-Geddon) ci mosterà Peter Parker assumere le sembianze gargantuesche del Golia Verde, facendosi carico delle molteplici responsabilità che derivano dall’essere l’alter ego di Bruce Banner.

Si tratta effettivamente di un’idea non del tutto originale, dato che lo stesso Spider-Man divenne “Spider-Hulk” già nel 1990 con Web of Spider-Man #70, di Gerry Conway e David Michelinie (testi) e Alex Saviuk (disegni).

A seguire vi proponiamo la copertina di Immortal Hulk: Great Power #1 realizzata dallo stesso Molina.

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Nuova serie per Spider-Man Noir

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Margaret Stohl e Juan Ferreyra realizzeranno un nuovo capitolo di Spider-Man: Noir nel 2020, una serie limitata di cinque numeri che riporta in scena il personaggio dopo la sua apparizione nel film d'animazione Spider-Man: Into the Spider-Verse.

Il personaggio, che è apparso per la prima volta in una serie limitata del 2009 come parte della linea "Noir", è una versione pulp di Spider-Man. Nella nuova serie, incontrerà versioni a tema di alcuni dei suoi cattivi classici - e viaggerà nel Regno Unito.

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uscirà a marzo, ecco alcune immagini diffuse da Marvel.com.

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Amazing Spider-Man: annunciata una miniserie spin-off sul Daily Bugle

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Il Daily Bugle, ovvero la testata giornalistica dell’Universo Marvel attualmente diretta da Robbie Robertson, sarà presto al centro dell’attenzione con una nuova miniserie in cinque capitoli intitolata Amazing Spider-Man: Daily Bugle, che vedrà all’opera l’artista Mack Chater e lo sceneggiatore Mat Johnson, qui al suo primo incarico per la Casa delle Idee.

La suddetta serie limitata intende rivoluzionare il mondo narrativo dell’Uomo Ragno, consentendo a Robertson di portare alla luce delle incredibili rivelazioni sul passato dell’alter ego di Peter Parker e dell’attuale sindaco di New York, Wilson Fisk, alias Kingpin. A seguire vi riportiamo la sinossi della prima uscita e la sua copertina realizzata dal leggendario Mark Bagley.

“Direttamente dalle pagine di Amazing Spider-Man! Il giornalista deve dire la verità contro il potere – a prescindere se sia esercitato in maniera responsabile o meno. Guidato dal mentore di Peter Parker, Robbie Robertson, lo staff del Daily Bugle sta finalmente inseguendo le storie che contano. E in una città comandata dal sindaco Wilson Fisk, mantenere informato il pubblico è un’impresa tanto essenziale quanto pericolosa. Intrecciandosi tra gli eventi di Amazing Spider-Man e Daredevil, Mat Johnson (Hellblazer Special: Papa Midnite, Incognegro, Loving Day) e Mack Chater (Black Panther and the crew, Briggs Land) cominciano a seguire un percorso nel passato di Kingpin e Spider-Man che cambierà il modo in cui adesso guardate il Tessiragnatele, mentre la sua storia prosegue.”

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