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Miracleman entra nel Marvel Universe

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Attenzione: l’articolo contiene spoiler su Avengers: Armageddon #4.

Lo storico personaggio di Miracleman entra a far parte dell'universo Marvel. La rivelazione arriva nel numero 4 di Avengers: Armageddon, la miniserie scritta da Chip Zdarsky e disegnata da Delio Diaz e Frank Alpizar. Nell'albo viene, infatti, svelata l’origine dell’Origin Box che ha conferito a David Colton i suoi misteriosi e straordinari poteri: la fonte è proprio Miracleman.

Il personaggio entra così nel Marvel Universe, assumendo un ruolo centrale nella nuova fase che Avengers: Armageddon sta introducendo per gli Eroi più potenti della Terra. Colton, presentato all’inizio della run di Captain America (2025) di Zdarsky come il Captain America del XXI secolo, diventa il nuovo portatore del mantello di Miracleman.

La Marvel presenta il personaggio come una figura fondamentale nella storia moderna del fumetto supereroistico, ricordandone il ruolo nella decostruzione dell’idea stessa di supereroe. Ora questa eredità passa a David Colton, proprio mentre gli Avengers affrontano uno scontro destinato a cambiare per sempre il modo in cui il mondo guarda a loro e al loro ruolo di protettori.

La trasformazione di Colton arriva dunque in un momento cruciale dell'evento. Con il nuovo potere ormai al centro della battaglia, resta da capire quale sarà il prezzo dello scontro e se, al termine del conflitto, esisterà ancora una Terra da difendere e vendicare.

La storia editoriale di Miracleman precede di diversi decenni il suo ingresso nella continuity principale della Marvel. Il personaggio nasce negli anni Cinquanta con il nome di Marvelman, creato da Mick Anglo, per essere poi radicalmente reinventato a partire dal 1982 da Alan Moore. La nuova versione del personaggio si è distinta per l'esplorazione delle conseguenze del potere sovrumano sugli individui e sulla società, diventando una delle opere più influenti nell'evoluzione del fumetto supereroistico moderno.

Nel corso degli anni, la Marvel ha ripubblicato le storie classiche del personaggio e ha successivamente consentito a Neil Gaiman e Mark Buckingham di riprendere la loro storia rimasta incompiuta. Il loro lavoro è proseguito con Miracleman: The Silver Age, portando avanti materiale rimasto in sospeso per decenni.

L'ingresso di Miracleman nell'universo Marvel era stato anticipato da diversi indizi. Nel 2019, durante il San Diego Comic-Con, l'allora editor di Spider-Man Nick Lowe aveva fatto riferimento per errore a una storia di Miracleman parlando di Marvel Comics #1000. L'allora Editor-in-Chief C.B. Cebulski aveva quindi confermato, con la propria reazione, che l'informazione non avrebbe dovuto essere resa pubblica in quel momento.

Un ulteriore riferimento era arrivato alla fine di Timeless #1 del 2021, dove, tra le immagini dedicate al futuro dell'universo Marvel, compariva il caratteristico simbolo “M” di Miracleman. Nel 2022, inoltre, Marvel aveva celebrato il 40° anniversario del personaggio con una serie di variant cover che lo raffiguravano insieme a personaggi come Spider-Man, Wolverine, Moon Knight e Black Panther. Fino a oggi, tuttavia, queste apparizioni non avevano comportato un effettivo ingresso di Miracleman nelle vicende dell'universo Marvel.

Con Avengers: Armageddon #4 la situazione cambia. Zdarsky non inserisce semplicemente il Miracleman già conosciuto nella continuity di Terra-616, ma lega il concetto direttamente a David Colton, personaggio sviluppato dallo sceneggiatore durante la sua run di Captain America. Secondo la ricostruzione di AIPT, questa scelta permette di collegare l'eredità e l'immaginario di Miracleman a un personaggio già presente nelle storie Marvel di Zdarsky.

«Dave Colton è un personaggio affascinante e complesso, ora ancora di più mentre assume il mantello di Miracleman», ha dichiarato Wil Moss, editor di Avengers. «Chip ha grandi piani per lui, che avranno conseguenze non solo sugli Avengers, ma sull'intero Marvel Universe. Questo è l'inizio di qualcosa di davvero speciale».

La storia proseguirà in Avengers: Armageddon #5, quinto e ultimo numero della miniserie, in uscita il 21 ottobre. L'albo sarà scritto da Chip Zdarsky e disegnato da Delio Diaz, Frank Alpizar e Ario Anindito, con una copertina di Dike Ruan che mostra David Colton nei panni di Miracleman.

Il futuro del personaggio potrebbe inoltre essere legato alla nuova serie Avengers #1, scritta da Chip Zdarsky e disegnata da Marco Checchetto, in uscita a novembre. Marvel ha annunciato per la nuova formazione Spider-Man, Wolverine, Captain Marvel, Daredevil e Luke Cage, insieme a un nuovo eroe del quale l'identità non è stata ancora rivelata. La casa editrice ha mantenuto il mistero sul componente aggiuntivo della squadra.

La Marvel ha infine annunciato che nel corso della settimana verranno diffuse ulteriori informazioni sul futuro di Miracleman all'interno del Marvel Universe.

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Avengers: Endgame torna al cinema in versione "Extra"

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Marvel Studios riporterà nelle sale italiane Avengers: Endgame con una nuova versione intitolata Avengers Endgame: Extra. Il film sarà proiettato dal 24 settembre, con prevendite al via il 1° settembre, e includerà immagini inedite di Avengers: Doomsday, atteso nei cinema italiani dal 16 dicembre. La riedizione sarà disponibile anche in IMAX® e nelle sale certificate Infinity Vision.

Di seguito il trailer e il comunicato stampa ufficiale: 

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Il trailer del film Marvel Studios che torna al cinema con nuove immagini di Avengers: Doomsday

Le prevendite apriranno il 1° settembre mentre il film arriverà nelle sale italiane il 24 settembre in attesa dell’arrivo al cinema di Avengers: Doomsday

Il 1° settembre apriranno le prevendite del film Marvel Studios Avengers Endgame: Extra, l’epica conclusione della Saga dell’Infinito che tornerà il 24 settembre nelle sale cinematografiche italiane, anche in IMAX® e in Infinity Vision, una nuova certificazione per le sale Premium Large Format (PLF) che garantiscono un’esperienza visiva eccezionale per gli spettatori con schermi di grandi dimensioni, immagini luminose e un audio straordinario.  

Il ritorno in sala del film da record includerà immagini esclusive dell’attesissimo lungometraggio Marvel Studios Avengers: Doomsday, nei cinema italiani dal 16 dicembre.

Il pubblico potrà assistere a un ulteriore contenuto in anteprima nelle sale IMAX® e nelle sale certificate Infinity Vision che proietteranno Avengers Endgame: Extra.

In Avengers Endgame: Extra, dopo che un evento devastante ha spazzato via metà della popolazione mondiale, gli eroi rimasti lottano per andare avanti. Alla fine, dovranno unirsi per ristabilire l’ordine e l’armonia nell’universo e riportare in vita i loro cari, affrontando Thanos in uno spettacolare scontro finale. Il film è prodotto da Kevin Feige e diretto da Anthony e Joe Russo. Louis D’Esposito, Victoria Alonso, Michael Grillo, Trinh Tran, Jon Favreau, James Gunn e Stan Lee figurano come executive producer.

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I mutanti prendono il posto degli Avengers in Maximum X-Men di Christopher Yost e Tony S. Daniel

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Nel corso del panel Marvel Comics: Avengers: Armageddon al San Diego Comic-Con è stata annunciata Maximum X-Men, una nuova serie regolare scritta da Christopher Yost e disegnata da Tony S. Daniel. Il primo numero sarà pubblicato il 2 dicembre.

Secondo quanto rivelato durante il panel, la serie è ambientata dopo gli eventi di Avengers: Armageddon. Mentre gli Avengers cercano di riorganizzarsi in un mondo sconvolto dagli eventi della saga, saranno gli X-Men ad assumere il ruolo di principali difensori della Terra.

La formazione sarà guidata da Storm, reduce dalla sua esperienza con gli Avengers, e comprenderà Wolverine, Colossus, Bishop, Iceman, Psylocke, Firestar e Justice. Il primo arco narrativo vedrà la squadra affrontare un'invasione proveniente dalla Zona Negativa, con la minaccia che potrebbe coinvolgere Annihilus o un pericolo ancora più grande.

Per Christopher Yost si tratta di un ritorno agli X-Men dopo il suo precedente lavoro sul franchise negli anni 2010, mentre Tony S. Daniel torna a lavorare sui mutanti dopo la sua partecipazione a X-Men (2024) di Jed MacKay.

Nel corso del panel, Yost ha dichiarato che Maximum X-Men riunisce gli elementi che più apprezza dei fumetti, descrivendola come una storia di eroi sfavoriti chiamati a salvare il mondo da minacce di livello Avengers, con azione, dramma e un'atmosfera ispirata ai classici X-Men di Chris Claremont.

Daniel ha invece affermato che gli X-Men sono da sempre i suoi personaggi preferiti, fin da quando lesse Giant-Size X-Men (1975) #1 da bambino, definendo un onore poter lanciare la nuova serie insieme a Yost e sottolineando l'entusiasmo per il tono e l'energia della storia del primo numero.

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Comic(US) Book #13: a tutta Marvel (o quasi)!

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Tredicesima puntata di Comic(US) Book, in cui, con l’avvicinarsi di Armageddon e la ripartenza di varie serie, è la Marvel a farla da padrona. Impossibile, però, non includere anche La spada selvaggia di Conan, che ospita Ali spezzate, una storia magistrale realizzata per intero da Liam Sharp.

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Il testamento di Destino
Che sia la volta buona per vedere, finalmente, una maxievento Marvel degno di questo nome? È sicuramente presto per dirlo, ma Chip Zdarsky pare proprio impegnato a far sì che Armageddon possa diventare una saga che i fan della Casa delle Idee ricorderanno a lungo. Questo corposo one shot ne è soltanto un gustoso antipasto, tuttavia, contiene già le premesse di ciò che potremo leggere tra qualche mese. In più, l’autore canadese si dimostra abilissimo nel valorizzare le pochissime cose buone che Ryan North aveva introdotto in Un mondo sotto Destino (è bastato un solo albo a Zdarsky per evidenziare l’assoluta mancanza di ispirazione del suo connazionale, il quale, pur avendo a disposizione ben nove capitoli, non è riuscito a mettere in scena nulla che valga davvero la pena di tramandare ai posteri), avviando tutta una serie di sottotrame, in cui la drammaticità di quello che sta per accadere comincia a palesarsi in maniera inesorabile. E lasciateci anche dire che questo è uno dei rari albi degli ultimi anni dove i Fantastici Quattro tornano a essere i personaggi che abbiamo sempre conosciuto.
Disegni di Cafu a corrente alternata, che peccano, a volte, di staticità e poca espressività.
Voto: 7

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Wolverine: Armi dell’Armageddon 1

Ulteriori indizi su cosa ci verrà offerto in Armageddon arrivano da questa miniserie in quattro parti. Chip Zdarsky, attraverso una trama che mischia di continuo presente e passato, coinvolge Wolverine in un thriller fantapolitico dove ritornano il siero del supersoldato, il progetto Arma-X e diversi altri elementi di storiche saghe della Marvel. Il ritmo è serrato, Logan è davvero lui (non la “controfigura” che appare nel suo mensile) e i misteri si fanno sempre più fitti.
Discreti i disegni di Luca Maresca che, senza strafare, tratteggia i vari personaggi con linee pulite, anatomie precise e una fisionomia dei volti molto comunicativa.
Voto: 7

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Capitan America 7 (194)

Capitan America – L’ombra di Destino parte due
Se Il testamento di Destino e Wolverine: Armi dell’Armageddon hanno introdotto alcuni di quelli che saranno gli assi portanti dell’imminente maxievento, è la serie di Capitan America a spianare realmente la strada verso di esso, con un fine lavoro di tessitura, iniziato da Chip Zdarsky già nel primo numero della sua gestione. A poco a poco, anche aspetti che sembravano solo funzionali alla presentazione della versione aggiornata di Steve Rogers, mostrano, invece, di essere tasselli importanti alla costruzione della saga. In più, continuano gli intrighi politici, sullo sfondo di una Latveria nel caos per la scomparsa di Victor Von Doom e, nel finale, un personaggio femminile, apparentemente secondario, ci regala un cliffhanger assolutamente inatteso. Uno Zdarsky così ispirato, forse non lo abbiamo mai visto.
Efficaci disegni di Delio Diaz e Frank Alpizar, il cui tratto lineare e dotato di una discreta eleganza si rivela più che adeguato sia nel far risaltare le scene d’azione che nel rappresentare i momenti di passaggio necessari a definire le dinamiche del racconto (se ne deve essere accorto anche il buon Chip, tanto che saranno proprio loro a illustrare i vari capitoli di Avengers: Armageddon).
Voto: 7,5

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Iron Man 2 (151)

Iron Man – Sotto Pressione
Joshua Williamson decide di prendersela molto comoda e non aggiunge granché alla trama di cui si è visto qualche scampolo nell’episodio iniziale. Preferisce ricordare ai lettori l’ambiguo rapporto che lega Tony Stark a Whitney Frost, sua conclamata nemesi di questa run. Per il resto, l’autore americano conferma la sua intenzione di rendere le storie di Iron Man vicine, per atmosfera, a quelle della sua controparte cinematografica, dando largo spazio all’umorismo e a una rappresentazione caricaturale di alcuni nemici (M.O.D.O.K. in testa - scusate per l’involontaria ironia - che, comunque, sono ormai anni che è diventato l’ombra del cinico calcolatore e genio criminale delle origini).
Carmen Carnero non lesina l’impegno, ma, ancor più che nel primo numero, mostra chiaramente di non essere l’artista adatta a illustrare una serie del genere.
Voto: 6

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Amazing Spider-Man 16 (L’Uomo Ragno 892)

Spider-Man - La luce alla fine del tunnel e Ritorno a casa
Bisogna dire che le scelte di Joe Kelly degli ultimi mesi ci avevano lasciati un po’ straniti, anche perché è facile immaginare i fan hardcore del Tessiragnatele inorridire di fronte a un Peter Parker perso nello spazio, che si mette ad amoreggiare con un’aliena, venendo, nel frattempo, sostituito sulla Terra da Norman Osborn, con la complicità di Ben Reilly. A mente fredda, però, dobbiamo riconoscere che il povero sceneggiatore americano non avesse molte altre carte da giocare, dopo aver ereditato dai suoi predecessori una serie lunghissima di assurdità. Anzi, a dispetto di queste “licenze poetiche”, le storie si sono dimostrate piacevoli e hanno permesso a Kelly di poter parzialmente riconfigurare il mondo di Spider-Man, prima di iniziare il conto alla rovescia verso Amazing Spider-Man 1000.
I due episodi contenuti in questo numero, tuttavia, sono penalizzati da vari disegnatori ospiti che non si sono rivelati in grado di sostituire neppure il John Romita Jr. meno brillante degli ultimi anni, anche se le toccanti tavole finali, che mostrano la riconciliazione tra Peter e zia May, sono sufficienti a far passare tutto il resto in secondo piano.
Voto: 6,5

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Amazing Spider-Man: divisi 1 (L’Uomo Ragno 893)

Spider-Man – Divisi parte 1
J. Michael Straczynski torna dopo vent’anni a scrivere Spider-Man e lo fa con una mini-saga ambientata durante i primi mesi di college di Peter Parker, quando lui e Gwen Stacy non erano ancora una coppia. Il tono della vicenda è molto leggero (quasi a voler trasferire su carta la spensieratezza della post-adolescenza) e lo stile della sceneggiatura richiama apertamente quello che Stan Lee decise all’epoca per il personaggio. A sentire le dichiarazioni degli autori, sembrerebbe trattarsi di un’operazione di ret-con (pur cedendo a inevitabili adeguamenti temporali, dato che sarebbe stato illogico collocare gli eventi negli anni Sessanta), che, tuttavia, non sappiamo ancora se avrà vere conseguenze sulle trame presenti e future dell’Arrampicamuri.
A ogni modo, questo primo episodio è abbastanza piacevole a leggersi, anche grazie al segno pulito e classicheggiante, con cui Pere Pérez caratterizza le sue tavole.
Voto: 6,5

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Venom 15 (109)

Venom – Scontro tra titani
Abbiamo aspettato un po’ di numeri prima di tornare a parlare di Venom, dato che i testi di Al Ewing ci sembravano troppo brutti per essere veri. Adesso possiamo affermare con una certa sicurezza di aver capito la logica, per quanto altamente discutibile, dietro l’indirizzo a metà tra il demenziale e il caricaturale imposto dal fumettista britannico alle storie. Ebbene, è ormai evidente che Ewing abbia deciso di trasformare la testata in una specie di sit-com supereroistica, cercando – senza riuscirci – di creare qualcosa di simile a I superiori nemici di Spider-Man, divertente miniserie scritta da Nick Spencer nel 2013 (non vogliamo neanche provare a menzionare la Justice League di Keith Giffen e J.M. DeMatteis come modello di riferimento, per non rischiare di finire sul rogo come eretici), che prendeva in giro alcuni villain secondari della Casa delle Idee. Il problema è che mai personaggi potevano risultare più sbagliati per un’operazione del genere di quelli scelti dall’autore inglese, considerando la loro storia editoriale e l’importanza che ognuno di essi ricopre all’interno dell’universo Marvel. Passi per Paul Rabin, uno dei comprimari più insignificanti degli ultimi anni, non, però, per Mary Jane Watson, Venom, Madame Masque e il Dottor Octopus (costui protagonista di scenette comiche talmente insulse, che ancora stentiamo a credere che siano state partorite da Ewing). Ci fossero almeno dei bei disegni a rinfrancarci un po’! Intendiamoci, Carlos Gómez non è malaccio, ma neppure un artista dallo stile particolarmente accattivante.
Un’ultima nota: se qualcuno dubita della mediocrità degli attuali editor in forza alla casa editrice newyorkese, rivolga un pensiero a M.O.D.O.K., che in Iron Man abbiamo visto gozzovigliare allegramente a Madripoor, mentre su Venom è ancora rinchiuso nel Raft.
Voto: 5

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Gli Avengers 34 (196)

Avengers – Prospero
Si avvia verso la conclusione la gestione di Jed MacKay degli Eroi più potenti della Terra e tutte le tessere del mosaico cominciano a incastrarsi tra loro. Nell’episodio precedente abbiamo scoperto che Myrddin non è che una nuova identità di Nathaniel Richards, alias Kang il Conquistatore (che va ad aggiungersi a quelle di Rama-Tut, Immortus e altre ancora). E per quanto tale rivelazione non si sia dimostrata realmente sorprendente, bisogna dire che lo scrittore canadese l’ha portata avanti abbastanza efficacemente. Anzi, probabilmente si tratta dell’aspetto migliore del suo ciclo, nel quale praticamente ogni membro degli Avengers è apparso, invece, piatto e senza carisma (quando non snaturato del tutto: vedi Iron Man e Pantera Nera, quasi irriconoscibili). In questo numero - che si avvale dei disegni di Javier Pina, il cui stile si sta pian piano avvicinando a quello di Pepe Larraz - MacKay ci racconta di come Kang sia diventato Myrddin. La spiegazione, che tira in ballo persino William Shakespeare, è piuttosto strampalata, ma, comunque, porta il villain a essere ritratto con un’intensità alquanto inattesa.
Voto: 6
Nuovi Avengers – L’altra donna parte 1
Leggere ogni episodio dei Nuovi Avengers ci fa seriamente dubitare che nella redazione della Marvel ci sia davvero qualcuno che conosca il proprio lavoro, perché non è francamente accettabile che sia stata data luce verde a una serie del genere. Mai visti personaggi tanto ridicoli. E non stiamo parlando solo dei cattivi, gli infimi Killuminati, ma anche dei cosiddetti eroi, uno più imbarazzante dell’altro, oltreché facenti parte di un team che definire male assortito è poco. Un livello così basso non sarebbe tollerabile neppure se la vera intenzione di Sam Humhries fosse stata quella di realizzare una parodia, considerando che di ironia intelligente qui non se ne vede nemmeno l’ombra. Soltanto un mucchio di fesserie indegne di essere associate alla Casa delle Idee.
E pensare che Ton Lima non è un disegnatore scarso, ma è stato sprecato su questa testata, quando poteva essere impiegato con maggior profitto in opere ben più meritevoli.
Voto: 3

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Wade Wilson Deadpool 1 (Deadpool 183)

Deadpool – Desiderio di morte
Riparte da uno la serie del Mercenario Chiacchierone e lo fa tornando in maniera decisa a quel misto di violenza sopra le righe (anche se più scenografica che reale) e umorismo un po’ demenziale, che, pur essendo elementi sostanziali del personaggio, erano stati parzialmente edulcorati negli ultimi tempi. Ai testi troviamo Benjamin Percy, il quale, dopo aver ben impressionato su Wolverine e X-Force nel periodo krakoano, non si era, al contrario, ripetuto con le testate dedicate a Ghost Rider e Hellverine. Di Deadpool, ha firmato una recente maxiserie, in cui l’antieroe vestito di rosso ha fatto coppia con Logan e in questo primo numero, lo scrittore americano conferma di essere entrato perfettamente in sintonia con la stravagante personalità di Wade Wilson, introducendo anche un mistero riguardante la sorte di sua figlia Ellie, che ne sta determinando lo status attuale e che, presumibilmente, terrà banco nei prossimi episodi.
Letteralmente esplosivi i disegni di Geoff Shaw, il quale sta progressivamente rinunciando al tratteggio molto fitto dei suoi primi lavori, senza perdere di incisività.
Voto: 7

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Punisher 1

Punisher – Ferite di guerra
Un altro numero uno e, dopo Deadpool, troviamo di nuovo Benjamin Percy alle redini della testata, che sceglie giustamente di proseguire il discorso da lui iniziato nel volume Punisher Red Band – Sangue al cervello (immediatamente precedente a questa serie), nel quale Frank Castle è stato riportato ad atmosfere decisamente più urbane, dopo il lungo intermezzo mistico/fantasy, con cui Jason Aaaron ne aveva stravolto le fondamenta (cosa non nuova per il Punisher: tralasciando bizzarrie come Cosmic Ghost Rider o il Frank soprannaturale di Christopher Golden, ancora facciamo fatica a digerire l’improponibile Franken-Castle immaginato da Rick Remender diversi anni fa). Ci sono molte domande in sospeso a cui rispondere (per esempio: che fine ha fatto Maria, la moglie di Frank, che – lo ricordiamo – è tornata in vita grazie alla Mano?), ma, per ora, basti rivedere il Punisher agire nel suo ambiente naturale, tra le ombre dei vicoli notturni di New York, dove la sua nemesi storica, Mosaico, si sta muovendo per prendere il comando sulla criminalità locale.
Percy sembra voler percorrere una strada a metà tra il noir (anche piuttosto crudo) e l’action puro, richiamando alcuni importanti comprimari come Micro, per cercare di ridare lustro al personaggio rimanendo fedele alla sua caratterizzazione tradizionale.
I disegni sono di José Luis Soares, di cui avevamo già parlato bene negli ultimi numeri del Daredevil scritto da Saladin Ahmed. In questo primo episodio, in verità, mostra qualche incertezza nel ritrarre i volti di un po’ tutti i character, ma il talento c’è e si vede.
Voto: 6,5

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Ultimates 23

Ultimates – Ventitrè
Anche Ultimates, al pari delle altre serie ambientate su Terra-6160, si avvia verso il finale e Deniz Camp ne approfitta per mostrarci tutto l’eclettismo di cui è provvisto realizzando, assieme agli evocativi disegni di Stipan Morian (che – non ce ne voglia il volenteroso, ma poco dotato Juan Frigeri - avremmo voluto vedere all’opera più spesso su queste pagine) una sorta di breve poema epico, dove il supereroismo è provvisoriamente sostituito dagli scenari fantasy dei miti norreni, per raccontare l’arrivo del Ragnarök, chiara metafora del “morente” secondo universo Ultimate e della speranza di una sua futura rinascita in veste rinnovata e migliorata. Un semplice esercizio di stile? Forse, ma questo albo è la risposta definitiva a chi ancora chiede a gran voce una prova reale del talento dello scrittore di origini turco-filippine.
Voto: 7,5

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Ultimate Wolverine 16

Wolverine – Sedici
Abbiamo ripetuto più volte come la conclusione di ogni serie ultimate vista finora mostri in maniera lampante che gli sceneggiatori coinvolti non siano stati avvertiti per tempo della decisione dei boss della Marvel di chiudere le trame di Terra 6160. Su questa testata, però, tale scelta ha avuto esiti più che nefasti. Già il ritorno di Logan alla sua reale personalità aveva indebolito non poco i testi di Chris Condon, divenuti fiacchi e prevedibili, ma il rush finale ha determinato un’accelerazione degli eventi così repentina da far sembrare questo ultimo numero un condensato di almeno tre albi. Il risultato è una sceneggiatura inevitabilmente monca, personaggi piattissimi, pathos inesistente e una risoluzione della vicenda assolutamente insoddisfacente.
A ogni modo, non c’era bisogno di tutto ciò, per notare come Alessandro Cappuccio si sia alla lunga dimostrato un artista poco adatto a Wolverine. Se all’inizio, infatti, le tonalità cupe e le ombreggiature molto nette potevano avere un senso nel rappresentare le efferatezze del Soldato d’Inverno e l’estrema drammaticità dello scenario, poi il racconto si è spostato su un binario diverso e lo stile del disegnatore romano è parso spesso fuori sincrono, con in più qualche esitazione di troppo nella definizione dei volti dei vari character e, in generale, nell’intero storytelling.
Voto: 4

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Absolute Batman 14

Batman – Abominio conclusione
Termina su questo numero lo story arc che ha visto il Batman e il Bane dell’Universo Absolute arrivare allo scontro. Un combattimento senza esclusione di colpi, concitato e violentissimo, in cui il body horror (comunque sempre aleggiante) lascia spazio all’action puro, caricato a mille da mostri possenti ed eroi indomabili. Merito di uno Scott Snyder incredibilmente in palla, capace di utilizzare senza alcuna forzatura una miriade di personaggi, tutti caratterizzati in maniera esemplare. Oltre a ciò, tolta la trama principale, già si prefigurano sviluppi futuri inquietanti, che vedranno probabilmente protagonisti gli ex (?) amici di Bruce Wayne, ormai trasformati in freak ancora più spaventosi delle loro versioni classiche.
Nick Dragotta, infine, continua a sorprenderci con tavole dalla gabbia fittissima di vignette che improvvisamente esplodono in pseudo splash page dall’effetto dirompente.
Voto: 8

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La spada selvaggia di Conan 11

Tolto il raccontino, senza infamia e senza lode, che fa da semplice riempitivo, di Ron Marz e Danny Earls (i cui disegni sono appena più decenti di quelli realizzati per la testata di Hulk) il vero pezzo forte - anzi fortissimo - di questo numero della rivista è la meravigliosa storia lunga Ali spezzate, che vede il ritorno in pompa magna di Liam Sharp su Conan dopo averci già fatto sognare qualche mese fa con il breve episodio La tempesta. Il cartoonist britannico non solo ha saputo cogliere appieno lo spirito delle saghe ideate da Roy Thomas, con testi potenti, quasi solenni e perfettamente calati nella spietata realtà dell’Era Hyboriana, ma è anche riuscito a fondere magnificamente il suo stile con quello dei grandissimi artisti che hanno reso celebre l’eroe di Robert E. Howard nei comic book. Ecco quindi, donne bellissime e sensuali degne del miglior Barry Windsor-Smith e guerrieri possenti come soltanto John Buscema sapeva raffigurare. Le tavole sono strabordanti di dettagli e ornamenti, oltreché costruite con un simbolismo che richiama i miti di ogni latitudine ed epoca, rendendo ancora più suggestivo lo svolgersi della trama.
Da acquistare senza la minima esitazione.
Voto: 8,5

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