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Il nuovo volume della serie Quei Due di Tito Faraci e Silvia Ziche

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Uscirà il prossimo 10 dicembre il terzo volume della serie Quei Due di Tito Faraci e Silvia Ziche edita da Sergio Bonelli Editore. La nuova avventura sarà intitolata "Un buon partito". Potete leggere qualche tavola d'anteprima qui di seguito, oltre a tutti i dettagli sul volume.

"Terzo appuntamento con QUEI DUE, la commedia degli equivoci creata da Tito Faraci e Silvia Ziche e dedicata a Marta e Marco che, dopo la separazione, continuano a gestire insieme il ristorante sui Navigli che hanno creato.

In questo episodio, l'ingresso nella vita di Marta di un uomo affascinante, il "buon partito", l'uomo perbene, simpatico e gentile, scatenerà la gelosia di Marco, generando situazioni tra il comico e il romantico, con qualche lieve venatura di malinconia. Intorno a loro, ancora una volta, un inarrestabile gruppo di personaggi e una Milano frizzante, vivace e incantevole."

QUEI DUE. UN BUON PARTITO
Soggetto: Tito Faraci e Silvia Ziche
Sceneggiatura: Tito Faraci
Disegni: Silvia Ziche
Copertina: Silvia Ziche
Formato: 22 x 30 cm, b/n
Pagine: 72
ISBN code: 978-88-6961-568-9

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"Tito Faraci è uno dei più noti sceneggiatori italiani di fumetti. È emerso nella metà degli anni Novanta come autore di storie disneyane, lavorando in particolare sul personaggio di Topolino e per la serie di culto PK-Paperinik New Adventures. In seguito, ha scritto, tra l'altro, per Dylan Dog, Tex, Diabolik, Magico Vento e Zagor, oltre a due incursioni nell'universo Marvel, con una storia di Spider-Man e una di Capitan America e Devil. Le opere di Faraci sono state pubblicate in più di venti nazioni e gli hanno valso numerosi premi. Faraci si è dedicato anche alla narrativa in prosa. Il suo romanzo La vita in generale è stato pubblicato da Feltrinelli, casa editrice per la quale Tito Faraci è anche curatore della collana di libri a fumetti Feltrinelli Comics.

Silvia Ziche pubblica le prime tavole su Linus nel 1987. Approda poi sulle pagine di Cuore, Smemoranda, Topolino, Comix. Nel tempo si sono susseguite varie altre collaborazioni a periodici, più alcune uscite in libreria. In generale, alterna la realizzazione di lunghe storie a puntate (Disney), alla ideazione di strisce e vignette. Prosegue, in parallelo, una costante collaborazione con le testate Disney, e una produzione autonoma. Il suo personaggio più recente, Lucrezia, appare settimanalmente sulle pagine di Donna Moderna e, saltuariamente, in libreria."

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Un fumetto per i 50 anni di Giffoni Film Festival

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In occasione dei 50 anni del Giffoni Film Festival, esce per Feltrinelli Comics un grahic novel dal titolo Un sogno chiamato Giffoni, sceneggiato da Tito Faraci e illustrato da Wallie, in uscita ad agosto. Di seguito trovate tutti i dettagli.

"Per celebrare i cinquant’anni del Giffoni Film Festival, il più importante e acclamato evento dedicato al cinema per ragazzi, Feltrinelli Comics, in collaborazione con COMICON, annuncia Un sogno chiamato Giffoni, graphic novel sceneggiata da Tito Faraci (curatore editoriale di Feltrinelli Comics, sceneggiatore, di Topolino, Tex, Diabolik, Dylan Dog), e disegnata dal talento di Walter “Wallie” Petrone (Croce sul cuore, Sporchi e subito), in libreria ad agosto.

Edo è uno straordinario ragazzo come tanti, che ha due amici altrettanto normali e straordinari: Marta e Jaco. Con loro ha vissuto giornate bellissime, nella giuria del Giffoni Film Festival, insieme ad altri ragazzi provenienti da tutto il mondo. In quell’atmosfera internazionale e piena di stimoli la sua passione per il cinema è cresciuta al punto che ora Edo ha un sogno: vuole diventare regista! Il suo film sarà una nuova versione di Romeo e Giulietta, con qualche “trascurabile” libertà nella trama e un cast di attori d’eccezione: i suoi amici. Qualcuno ha provato a spiegargli che quel sogno è destinato a rimanere tale, perché per regolamento un film come il suo non potrebbe entrare nella selezione ufficiale. Ma ormai il giovane cineasta si è lanciato in questa piccola, grande avventura che, come ogni avventura che si rispetti, riserverà non pochi colpi di scena.

GLI AUTORI

Tito Faraci è nato nel 1965. È uno dei più noti sceneggiatori italiani di fumetti, pubblicato in decine di paesi del mondo. Ha scritto storie per personaggi come Topolino, Dylan Dog, Tex, Diabolik, Spider-Man, DareDevil e Capitan America. Per Feltrinelli ha firmato nel 2015 il romanzo La vita in generale, due libri in coppia con Sio e l’adattamento a fumetti di Senza sangue di Alessandro Baricco. Il suo ultimo romanzo è Spigole (Feltrinelli, 2020).

Wallie, nome d’arte di Walter Petrone, è un illustratore e fumettista che vive e lavora a Bologna, dove frequenta l’Accademia di Belle Arti. Emerso in rete, ha un seguito di oltre centoventimila follower su Instagram, in continua crescita. Cantore dei sogni e delle angosce della sua generazione, ha esordito nel 2018 con Solo un altro giorno (ManFont). Per Feltrinelli Comics nel 2020 ha pubblicato Croce sul cuore e un racconto nell’antologia Sporchi e subito, a cura di Fumettibrutti.

Acquista le prime copie in esclusiva qui:https://shop.comicon.it/prodotto/un-sogno-chiamato-giffoni-preorder/"

Un sogno chiamato GFF shop cover

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Il Grande Diabolik presenta "Io sono Eva": nuovi dettagli sul passato della Kant

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Il prossimo 25 luglio uscirà in edicola il nuovo numero de Il Grande Diabolik, interamente dedicato a Eva Kant.

L'albo, scritto Mario Gomboli e Tito Faraci, da un'idea di Andrea Artusi e Mirko Zilio, vede ai disegni Matteo Buffagni e Giuseppe Palumbo e svela alcuni particolari del passato di Eva Kant.

Di seguito la sinossi di "Io sono Eva" e alcune tavole del fumetto.

"Fuggita rocambolescamente dal terribile collegio di Morben, Eva arrivò in Sudafrica senza documenti, senza soldi, senza un futuro. Un periodo indimenticabile segnato da un incontro che contribuirà a forgiare l'Eva Kant che conosciamo."

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Senza sangue, recensione: il racconto di Baricco nella nuova versione di Faraci e Ripoli

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La vita di ognuno è complessa, articolata, idiosincratica. L’identità di ognuno è la summa di eventi e sensazioni passate che si sono stratificate, insieme all’interpretazione che ne si è dati.
Senza Sangue, romanzo di Alessandro Baricco, parte proprio da questo semplice, quanto determinante concetto. E, ovviamente, lo fa anche l’adattamento omonimo realizzato da Tito Faraci ai testi e Francesco Ripoli ai disegni.

Nina è poco più che ragazzina quando il padre la fa nascondere in un piccolo ripostiglio sotto le assi del pavimento della loro casa, costruita in mezzo alle campagne desertiche spagnole. Tre uomini stanno arrivando da loro, vogliono qualcosa dal padre: la vita di quest’ultimo. Nel dolore familiare al termine di una (non precisata) guerra, inizia la “nuova” vita di Nina.
Senza Sangue, dunque, esplora le traiettorie che si innescano quando le scelte degli individui determinano non solo gli eventi, ma la costruzione identitaria delle persone. Vendetta, odio, redenzione, perdono hanno bisogno di tempo, spesso anni, per poterli gestire. Spesso il passato diventa lo spauracchio del presente e, ancora più spesso, non si scende a patti con lo stesso. Il confronto con ciò che ci ha costruiti attende sopito per anni e, spesso, ci si ritrova a scoprire che quel passato è sempre stato lì ad aspettare. Nina sembra essere il fulcro di tale riflessione, quantomeno ne è l’elemento narrativo portante, ma tutti i personaggi, in qualche maniera, devono confrontarsi con le proprie scelte e con quelle degli altri.

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Tito Faraci realizza un fedele adattamento all’opera originale di Baricco, non solo ne coglie perfettamente il senso narrativo, ma anche la sensazione di attesa perenne di un qualcosa che accade. Gli eventi adattati da Faraci, quando si risolvono, ne generano di nuovi e pongono il lettore nello stato di apprensione verso ciò che accadrà, ciò che può succedere. E che, spesso, disattende le aspettative. Il nostro immaginario è infarcito di revenge story che si dipanano nel tempo e siamo abituati a una più o meno imbastita consecutio degli eventi. Baricco e Faraci, invece riescono a sorprendere, specie nel finale: il passato è sempre vivo.
Alcune battute originali vengono recuperate con fedeltà, mentre di altre Faraci ne atomizza il valore narrativo e contenutistico, dislocandolo tra le vignette. I monologhi vengono frammentati e giustapposti alle vignette proprio a costruire quel senso di attesa sopracitato.

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I disegni di Francesco Ripoli si adattano all’atmosfera cupa e tesa. Tratti nervosi, sporchi, colori spenti: il racconto dichiara subito il proprio mood estetico con vignette dense, materiche, ricche di segni, quasi a voler sottolineare le forme. Primi piani e mezzi busti sono un ritorno continuo nella narrazione: gli autori obbligano il lettore a guardare i personaggi negli occhi, ad entrare nella soggettiva dei loro interlocutori. A rispondere delle proprie scelte.
Il fumetto, difatti, a differenza del romanzo di Baricco, sfrutta con grande efficacia il silenzio. Il silenzio, però, inteso come assenza di parole. Il disegno di Ripoli ci lascia intendere costantemente un sottofondo sonoro che diventa ancor più necessario e si palesa maggiormente - nonostante la quasi totale assenza di onomatopee - quando i personaggi non parlano.

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Feltrinelli Comics riporta in libreria, con uno spesso brossurato, il lavoro di Faraci e Ripoli in una veste colorata rispetto alla precedente edizione in bianco e nero targata Edizioni BD. È un ottimo modo per dare interpretazione nuova e nuova vita all’adattamento da Baricco.
Senza sangue è un racconto costruito su sensazioni, momenti intimi e corali, emozioni che nel loro accostarsi ricostruiscono la vita dei personaggi. Sicuramente, la vita di Nina e degli altri è stata una vita in salita, ma diventa un pretesto narrativo per poter lasciare il lettore a riflettere sulle proprie contraddizioni, sulle proprie idiosincrasie legate al passato che lo ha formato.

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