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Tito Faraci vince il Romics d’Oro

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Riceviamo e pubblichiamo:

Lo sceneggiatore Tito Faraci Romics d’Oro della XXVI edizione

Da Topolino a Diabolik, da Spider-Man a Capitan America: alla brillante carriera dell’artista, dedicati una mostra monografica d’eccezione ed eventi speciali

Lo sceneggiatore Tito Faraci sarà insignito del Romics d’Oro alla XXVI edizione di Romics, in programma dal 3 al 6 ottobre. Gallaratese, classe ‘65, Faraci è uno dei più importanti sceneggiatori italiani di fumetti.  Ha creato storie per Topolino: il suo mentore è stato Giorgio Cavazzano con cui ha avviato una lunga collaborazione. La carriera è proseguita con Dylan Dog, Tex, Diabolik, Magico Vento, tra gli altri, ed è stato uno dei primi scrittori italiani a lavorare anche per personaggi di fumetti americani come Spider-Man, Devil e Capitan America.

Da segnalare anche alcune incursioni in ambito letterario. Per la Disney ha sceneggiato Novecento il celebre romanzo di Alessandro Baricco, dando al protagonista la fisionomia di Pippo. Per Feltrinelli ha pubblicato il romanzo La vita in generale (2015), la sceneggiatura dell'albo a fumetti Le entusiasmanti avventure di Max Middlestone e del suo cane alto trecento metri (con Sio; 2016; nuova edizione: 2018) e Il pesce di lana e altre storie abbastanza belle (alcune anche molto belle, non tante, solo alcune) di Maryjane J. Jayne (con Sio; 2018). Dal 2017 è curatore editoriale di Feltrinelli Comics.

A Romics Tito Faraci sarà protagonista di un incontro speciale con il pubblico, per celebrare l’assegnazione del Romics d’Oro e ripercorrere la sua carriera di sceneggiatore, fumettista e scrittore, dagli esordi negli anni ‘90 ad oggi. L’autore darà poi voce ad un panel sul rapporto tra sceneggiatura e disegno in cui saranno presenti importanti autori che hanno collaborato con lui.

Un ampio percorso espositivo racconterà inoltre la sua ricca e poliedrica produzione nel fumetto: in mostra nei quattro giorni del festival si potranno ammirare molti originali dei suoi lavori, realizzati dai grandissimi disegnatori con cui ha collaborato durante la sua carriera.

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Un Diabolik speciale ad opera di Tito Faraci e Silvia Ziche

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Ad agosto la Astorina pubblicherà uno speciale albo di Diabolik scritto da Tito Faraci e disegnato da Silvia Ziche. Il fumetto, dallo stesso formato classico della serie regolare, sarà abbinato anche all'inedito di agosto. Di seguito trovate tutti i dettagli.

"Il primo agosto è prevista un’altra uscita molto speciale: Diabolik Sottosopra. Un albo analogo a quelli della serie regolare (formato pocket, 120 pagine di fumetti) ma dal contenuto inaspettato: L’uomo che non sapeva ridere proporrà infatti una satira del Re del Terrore firmata da Tito Faraci e Silvia Ziche. Faraci è uno dei principali sceneggiatori della serie (ormai da vent’anni) e al contempo, uno degli autori di punta della Disney, come peraltro Silvia Ziche che con lui ha firmato tante storie apparse su Topolino. L’uomo che non sapeva ridere sarà acquistabile unicamente in abbinata col numero di agosto della serie regolare, Tragico scambio, al prezzo speciale di 4,90 euro. L’albo di Diabolik Inedito sarà comunque venduto anche singolarmente.

Dall’editoriale di Diabolik Sottosopra 2019

“Quando, nel 2017, Tito Faraci mi presentò Silvia Ziche e per lei scrisse l’albetto La ricompensa in occasione del Festival del fumetto di Lugano, scatenò la mia invidia, perché da più di cinquant’anni avevo voglia di scrivere un’altra parodia del Re del Terrore. La mia prima e unica, infatti, risaliva al 1968, quando con Alfredo Castelli e Carlo Peroni pubblicammo su Tilt Diabetik, dentiera di sangue. Satira autorizzata e apprezzata dalle sorelle Giussani, va ricordato. Sono infatti da sempre convinto che Diabolik abbia le spalle abbastanza larghe da reggere l’autoironia, che anche una sua versione umoristica possa contribuire a rafforzarne la fama, il carisma. Lo hanno dimostrato, negli anni, tante satire del Re del Terrore che abbiamo visto al cinema o in televisione. Così scrissi per il grande Diabolik di primavera 2019 una versione come dire… “comicizzata” di quella che avrebbe potuto benissimo essere un’avventura “seria”: Il re dei ladri. Ovviamente sempre affidata, per i disegni, a Silvia Ziche. A quel punto la palla era tornata nelle mani di Tito & Silvia, che mi proposero il folle progetto di una storia satirica lunga ben 120 pagine, come un normale albo della diabolika saga. Le sorelle Giussani mi hanno insegnato a sostenere le idee folli ed ecco perché è natoL’uomo che non sapeva ridere.”

Mario Gomboli"

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Diabolik Sottosopra
L’uomo che non sapeva ridere
Soggetto: T. Faraci
Sceneggiatura: T. Faraci
Disegni: S. Ziche
Copertina: S. Ziche
Colore di copertina: A. Storer
Pagine: 128 in bianco e nero
Formato: 12 x 17 cm.
Prezzo: 4,90 euro in abbinata con Diabolik Inedito n. 8
Data uscita edicola: 1° agosto

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Il pesce di lana e altre storie... di Maryjane J. Jane, recensione: ovvero, le follie di Tito Faraci e Sio

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La coppia artistica composta da Tito Faraci e da Sio (al secolo Simone Albrigi) va sempre più consolidandosi grazie sia al loro lavoro svolto in ambito disneyano che per i volumi Feltrinelli (per cui, Faraci, cura la linea editoriale “Comics” dedicata ai fumetti).
Già nel loro precedente lavoro per l’editore milanese, ovvero Le entusiasmanti avventure di Max Middlestone e del suo cane altro trecento metri, i due autori avevano sperimentato col medium dando vita a una folle avventura in cui si alternavo in maniera simmetrica la sceneggiatura di Faraci e le tavole di Sio che travisavano e prendevano “alla lettera” le indicazioni dello sceneggiatore, generando una spirale assurda di nonsense.

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Ed è proprio la comicità nonsense che guida anche il loro nuovo lavoro, ovvero Il pesce di lana e altre storie abbastanza belle (alcune anche molto belle, non tante, solo alcune) di Maryjane J. Jane, in cui due autori mostrano la loro piena sintonia in un altro folle volume che alterna fumetti a testi vari.
L’idea di base è dar vita a un’antologia dei lavori di Maryjane J. Jane, poliedrica autrice nata nel 1873 e morta nel 1973 (un giorno prima che compisse 100 anni, anche se il suo funerale, per un disguido, è stato celebrato alcuni anni prima) che ha dato i natali al fumetto e che ha scritto romanzi, poesie, canzoni, creato invenzioni assurde e fatto tanto altro sempre in anticipo sui tempi durante tutto il ‘900. Solo una piccola precisazione: Maryjane J. Jane non è mai esistita.

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Fin dalla biografia, infatti, i due autori delineano l’assurda vicenda umana e artistica della protagonista, che inventò il fumetto ancora prima di Richard Felton Outcault con il suo celebre Yellow Kid (il suo Blacky & The Feet venne considerato il miglior fumetto al mondo, finché non ne venne creato un altro), che suonò a Woodstock per 8 ore pur avendo composto una sola canzone, e tante altre cose improbabili riportate nel volume.
Faraci e Sio propongono una moltitudine di idee e trovate, cambiando di frequente registro compositivo, passando dalla prosa ai fumetti di continuo. Seguendo le vicende di Maryjane J. Jane per tutto l'arco del '900, dunque, i due autori ironizzano sulle tendenze artistiche dei vari decenni o, semplicemente, prendono di mira generi e stili.
Oltre alle parodie delle strip avventurose alla Dick Tracy, alle avventure di Scooby Doo, alle storie in rima stile “Corriere dei piccoli”, troviamo anche l’intero libro per bambini “Il pesce di lana”, un’intervista all’autrice, un romanzo e un’opera teatrale.

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Feltrinelli Comics propone il volume nella forma tipica di molte sue proposte letterarie, dal tipo di carta utilizzato fino alla grafica di copertina, il tomo è più simile a un libro che a un fumetto, e questo ne amplifica l'eccentricità dando in pasto al lettore un ibrido letterario.
La comicità surreale e spiazzante (nonché spesso demenziale) è il frutto della massima sintonia tra i due autori, Il pesce di lana e altre storie… risulta esilarante e pieno di trovate divertenti che alleggeriscono la lettura del volume grazie alla grande varietà proposta, senza mai scadere in una noiosa e prevedibile ripetitività. Emerge chiaramente quindi il divertimento che hanno provato gli autori stessi nella sua stesura: lo stesso che si prova a leggerlo tutto d'un fiato.

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