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Leonardo Cantone

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Brindille 1 e 2, recensione: una fiaba moderna

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La fiaba, come il mito, ha radici profonde nella storia ancestrale dell’uomo. La fiaba racconta di personaggi immaginari che affrontano peripezie, si scontrano con drammi intra e inter personali, per conquistare, in qualche maniera, un pizzico di felicità.
Se non ci fossero orchi, fate e mostri, la fiaba sarebbe un racconto realistico. Ogni fiaba è dedicata all’uomo, scava nelle paure e, attraverso simboli e metafore, palesa criticità, inquietudini e dinamiche affettivo-relazioni.
Sembrerebbe difficile, se non impossibile, realizzare una “favola” moderna. Tanto è stato detto, riportato in immagine più o meno vivida. Declinazioni favolistiche e mitologiche, adattate con maggiore o minore fedeltà, sono onnipresenti nell’immaginario di qualunque fruitore multimediale.

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Frédéric Brrémaud e Federico Bertolucci, con il loro Brindille, si conquistano con forza un piccolo spazio nel panorama della favola contemporanea.
Edito in Italia dalla Saldapress, in due magnifici volumi di grande pregio, la storia di Brindille prende avvio, come in ogni favola, da un elemento perturbante.
La bionda ragazza – che riceverà, in seguito, il nome “Brindille” – scavalca delle alte mura, sfuggendo ad una tempesta di fuoco. Non sa chi è, non conosce il suo nome, e sulla sua testa brillano delle luci. Viene soccorsa da un piccolo villaggio di buffe creature ed inizierà a cercare qualche risposta sulla propria natura e la propria identità. Nel farlo incontra un lupo che sembra conoscere molto di quel mondo e del ruolo di Brindille negli eventi che stanno accorrendo.

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La sceneggiatura di Brrémaud non ha, ovviamente, solo intenti fantasy e avventurosi. Nonostante abbondi di peripezie, il racconto, è costruito per far addentrare il lettore non solo all’interno del mondo fantastico, ma per dare indizi riguardo la misteriosa figura protagonista. Tutto è in funzione della rivelazione finale,dal sapore agrodolce. E, ad un secondo sguardo dopo la prima lettura, tutti gli elementi assumono un valore simbolico differente. Proprio come una fiaba. E come una fiaba antica, la storia non è edulcorata, ma, con un sapore da romanzo di formazione, è cupa e dolorosa nel suo progredire.
L’affezione al personaggio di Brindille e del suo fedele amico e mentore Lupo, permette al lettore l’amara catarsi finale non priva di una nota di commozione.

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Il disegno di Bertolucci non può non magnificare la storia di Brrémaud. Figure morbide, dal tratto caricature e dalla sinteticamente prorompente espressività si muovono in spazi dalla grande ricchezza compositiva. La natura che circonda i protagonisti è un personaggio a se stante, vivo, espresso da sfumature di colore che vanno dal colorato pastello fino al nero più scuro. Difatti, le cromie scelte da Bertolucci rendono l’immagine viva e, complice una ricercata composizione delle tavole, suggeriscono le diversificate atmosfere emotive delle scene.

Il lavoro di Brrémaud e Bertolucci, dunque, ha il sapore della favola antica, raccontata con un rispettoso spirito moderno. Un ponte transgenerazionale e un’opera capace di conquistare lettori di tutte le età perché attinge alle più primordiali ed intime emozioni dell’uomo.

G.I. Joe: Rob Liefeld a lavoro su Snake Eyes

Rob Liefeld è al lavoro su uno degli iconici personaggi del franchising di G.I. Joe, Snake Eyes, per la IDW Publishing.
 
Snake Eyes: Deadgame, in arrivo nel 2020, segna la prima incursione del creatore di Deadpool nel mondo di G.I. Joe. I dettagli della trama non sono stati ancora rivelati, ma l'autore promette l'epopea più ricca di azione della sua carriera.

Ha dichiarato Liefeld: "Snake Eyes è Wolverine, Deadpool e Spider Man trasformati in uno straordinario personaggio, per un'intera generazione di fan che si sono entusiasmati per le sue avventure sia nei fumetti che nei cartoni animati, e che si sono divertiti con il giocattolo! I miei genitori mi hanno scorrazzato per tutta la contea per prendermi i giocattoli di G.I. Joe quando ero bambino. Questi erano i miei primi e giocattoli e i miei preferiti. Lavorare con Hasbro e tutti i miei amici all'IDW è stato uno spasso finora. Non vedo l'ora di pubblicare questo lavoro!".
 
"L'azione adrenalinica che Rob porta in ogni fumetto che crea è perfetta per Snake Eyes, e siamo tutti eccitati nel vederlo davvero libero sulle pagine di questo speciale della serie G.I. JOE!", Ha dichiarato Chris Ryall, Presidente e Direttore creativo della IDW.

Sono state diffuse le prime immagini della miniserie Snake Eyes.

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Sleeping Beauties di Stephen King diventa un fumetto

Lo sceneggiatore Rio Youers e l'artista Alison Sampson adatteranno il romanzo Stephen King e di suo figlio Sleeping Beauties in una miniserie di 10 numeri per la IDW Publishing.

Sleeping Beauties racconta la storia di una piaga conosciuta come "Aurora" (il nome della principessa Disney) che mette tutte le donne sulla Terra a dormire, lasciando il mondo agli uomini, con effetti disastrosi.

"Non vediamo l'ora di vedere il nostro lavoro in questo entusiasmante medium", ha dichiarato Stephen King.

"Siamo così entusiasti della visione di Rio e Alison di Sleeping Beauties. Siamo fan di Rio da anni e le opere di Alison sono semplicemente straordinarie. IDW non avrebbe potuto trovare un abbinamento migliore ", ha aggiunto il figlio Owen, coautore del romanzo.

La disegnatrice Alison Sampson è entusiasta del progetto: "luoghi, spazi, genere, corpi, carattere, relazioni, temi politici, emozioni, un lavoro di design stimolante (e quasi certamente innovativo) e una grande storia… è tutto qui. Non vedo l'ora di condividere ciò che stiamo facendo".

Il lancio della miniserie è previsto per il 2020.

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(Via Deadline/Newsarama)

H.P. Lovecraft, la musica di Erich Zann e altri racconti, recensione: le inquietudini emotive del maestro di Providence

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H. P. Lovecraft è considerato uno dei maggiori scrittori di letteratura fantastica ed orrorifica. Nonostante, in vita, non abbia avuto il medesimo riguardo, oggi le sue opere sono conosciute in tutto il mondo, tradotte in molteplici e diversificati media e hanno ispirato, condizionato, contagiato numerose storie.
Il fumetto, dunque, non è mai stato estraneo all’opera dello scrittore di Providence. Dino Battaglia, Alan Moore, Alberto Breccia, Gou Tanabe, Richard Corben, sono solo alcuni nomi illustri, di paesi e identità fumettistica diverse, che hanno adattato, rielaborato, rimediato il lavoro di Lovecraft.

Per la NPE, D.D. Bastian e Sergio Vanello, hanno indagato l’opera lovecraftiana attraverso il volume La musica di Erich Zann e altri racconti.
Tre racconti, tre incubi inquietanti, tre espressioni di angoscia. Le storie raccontate dai due autori, fedeli alla matrice che li ha ispirati, non indugiano sul Grand Guignol, sul macabro visivo, quanto sul perturbante del loro motore narrativo.

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La musica di Erich Zann, racconta, difatti, l’inquietante incontro tra l’anonimo protagonista e il misterioso signor Zann, capace di suonare, con il suo violino, melodie non solo di grande bellezza ma di una potenza tale da tenere lontane forze misteriose in agguato oltre una finestra.
Samsara è l’angosciante viaggio – sia fisico per i vicoli di una città che introspettivo – di un uomo che cerca di negoziare con se stesso e con il proprio sentire.
Infine, Un’illustrazione e una vecchia casa, ritorna agli inquietanti setting lovecraftiani, raccontando la storia di un uomo che, colto da una corposo temporale, cerca rifugio in una vecchia casa sgangherata in cui trova un misterioso libro, il cui proprietario è un altrettanto misterioso vecchio.

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Il lavoro di Bastian e Vanello non si traduce in una mera riduzione fumettistica dei racconti dello scrittore, ma in un coerente adattamento non solo narrativo, quanto concettuale dell’opera di Lovecraft. Siamo lontani dai mostri mitologici, dalle divinità ittioformi e dalla geografia fantastica che, maggiormente, viene riconosciuta come matrice horror di Lovecraft. Gli autori aprono uno sguardo sulle inquietudini che si insinuano nel quotidiano, in luoghi riconoscibili e propri dell’essere umano: una casa, le strade, un bosco, i cortili, ovunque può nascondersi l’accesso ad una dimensione “altra”.

Sia Bastian (con la prima e la terza storia) che Vanello (occupatosi dei testi dell’inedito Samsara) scelgono un approccio “romanzesco” per narrare la loro versione del racconto. I dialoghi sono totalmente assenti sia in Erich Zann che in Samsara, mentre sono presenti solo nella seconda parte di Un’illustrazione per una ragione narrativa legata all’inquietante proprietario della baracca nel bosco in cui si imbatte il protagonista. Tale scelta non è mero richiamo alla materia letteraria e allo stile di Lovecraft, quanto un modo per ricostruire il vissuto emotivo, privato, del narratore protagonista. Raccontate in prima persone, difatti, le storie hanno un’imponente fil rouge narrativo che le lega: il lento scivolamento verso l’oblio, quella densa oscurità foriera di innominabili pericoli, proprie tanto dell’animo umano, quanto elemento esterno che prende vita.

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Vanello ha il compito di descrivere visivamente tutte e tre le storie, rafforzando, così, la coerenza narrativa con quella grafica. L’acquerello dell’artista si presta con straordinaria efficacia alle atmosfere nervose e cupe dei racconti anche là dove la luce del giorno sembra essere predominante. Dopotutto sono le ombre, i punti scuri, l’oscurità stessa, a dare forma al mondo di Lovecraft. Persino l’evidente porosità della carta utilizzata da Vanello diventa strumento per rendere materica l’atmosfera del racconto. Le tavole, nonostante concedano spazi a virtuosismi grafici e ad ardite inquadrature, riescono a catturare il concetto di percorso obbligatorio intrapreso inconsapevolmente dai protagonisti verso gli incubi lovecraftiani.

In un’edizione cartonata di grande pregio, il volume NPE, grazie anche al corposo e puntuale editoriale, magnifica il lavoro di Bastian e Vanello. Un’opera, dunque, perfetta per tutti i fan del maestro di Providence ma anche per gli amanti dell’horror elegante e psicologico, capace di vivificare le inquietudini emotive tanto care a H.P. Lovecraft.

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