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Addio Bob Iger: Disney nomina Josh D’Amaro CEO. Dana Walden sarà President & Chief Creative Officer

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La Walt Disney Company ha annunciato che Josh D’Amaro sarà il nuovo CEO, a partire dalla riunione annuale della società del 18 marzo. Contestualmente, Dana Walden, attuale co-head di Disney Entertainment, assumerà il ruolo di President & Chief Creative Officer, incarico di nuova creazione.

Le nomine sono state approvate all’unanimità dal consiglio di amministrazione, che prevede anche l’ingresso di D’Amaro nel board. Walden risponderà direttamente al CEO. Bob Iger cederà il ruolo di CEO durante l’incontro, rimanendo come senior advisor fino al 31 dicembre, termine del suo contratto.

Josh D’Amaro, 54 anni, lavora in Disney dal 1998. Prima di diventare CEO è stato Chairman di Disney Experiences, divisione che comprende parchi, resort, crociere, app e videogiochi, gestendo anche la collaborazione con Epic Games. In precedenza ha ricoperto incarichi in ambito finanziario, strategico, marketing, sviluppo creativo e operativo, tra cui CFO di Disney Consumer Products Global Licensing, e presidente di Disneyland e Walt Disney World. D’Amaro è l’ottavo CEO nella storia della compagnia dal 1923.

Dana Walden è entrata in Disney nel 2019 dopo l’acquisizione della maggior parte di 21st Century Fox. Dal 2023 guida insieme ad Alan Bergman la divisione Entertainment, con responsabilità su ABC, Disney Television Studios, FX, streaming, tecnologia, vendite pubblicitarie e operazioni internazionali. Tra le produzioni seguite figurano Abbott Elementary e Only Murders in the Building.

La nomina di D’Amaro a CEO conclude un processo di successione pluriennale, durante il quale erano stati valutati anche altri candidati interni: Walden, Jimmy Pitaro (Chairman di ESPN) e Alan Bergman. La possibilità di un modello Co-CEO era stata considerata ma non adottata. Alcuni candidati esterni erano stati brevemente valutati senza trovare consenso.

La divisione Experiences ha registrato nel 2025 ricavi di 36,2 miliardi di dollari, in crescita del 6% rispetto all’anno precedente, mentre l’Entertainment ha registrato 42,5 miliardi, con un aumento del 3%. Disney prevede investimenti di 60 miliardi di dollari in dieci anni nel segmento Experiences, incluso un nuovo parco a tema ad Abu Dhabi.

Il ruolo di Walden prevede di supervisionare la coerenza del brand e delle iniziative creative su tutti i punti di contatto con il pubblico. La nomina arriva mentre Disney esplora l’uso dell’intelligenza artificiale in parchi, film e TV, e ha recentemente investito in OpenAI e concesso licenze a Sora per alcuni personaggi.

Il processo di successione è stato guidato dal presidente del board James Gorman, ex CEO di Morgan Stanley. Iger ha ricoperto il ruolo di CEO in due periodi, lasciando la compagnia nel 2020 prima di tornare dopo l’uscita di Bob Chapek nel 2022. Iger ha dichiarato che il suo successore eredita un’azienda in condizioni migliori rispetto a tre anni fa.

(Via Deadline)

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Il teaser trailer del live action di Oceania

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Disney ha diffuso il teaser trailer e il poster dell'atteso adattamento live-action Disney di Oceania, con Catherine Lagaʻaia nel ruolo di Vaiana e Dwayne Johnson che ritorna nel ruolo del semidio Maui. Potete vedere il filmato insieme al poster qui di seguito.

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"Il trailer offre un primo sguardo alla nuova versione live-action dell'avventura, presentando al pubblico la maestosa isola e la vivace popolazione di Motunui, il semidio mutaforma Maui, l'intimidatoria ma adorabile tribù dei Kakamora e Lagaʻaia nel ruolo della navigatrice Vaiana, che canta il celebre verso “Chi è Vaiana”.

Oltre a Lagaʻaia e Johnson, il cast di Oceania include John Tui, originario di Auckland, Nuova Zelanda, nel ruolo del serio padre di Vaiana, Capo Tui; Frankie Adams, samoana-neozelandese, che interpreta Sina, la madre giocosa e determinata di Vaiana; e Rena Owen, originaria di Bay of Islands, Nuova Zelanda, nel ruolo dell’amata Nonna Tala.

Nell'adattamento live-action Disney dell'avventura animata candidata all'Oscar®, Vaiana (Catherine Lagaʻaia) risponde al richiamo dell'oceano e, per la prima volta, viaggia oltre la barriera corallina dell’isola di Motunui con il famigerato semidio Maui (Dwayne Johnson) in un viaggio indimenticabile per riportare la prosperità al suo popolo. Il film è diretto dal vincitore di Emmy® e Tony Award® Thomas Kail (Hamilton); prodotto da Dwayne Johnson, Dany Garcia, Beau Flynn, Hiram Garcia e Lin-Manuel Miranda; Thomas Kail, Scott Sheldon, Charles Newirth e Auliʻi Cravalho, che ha doppiato Vaiana nelle versioni originali dei film d'animazione Oceania Oceania 2, sono gli executive producer. Oceania arriverà nelle sale cinematografiche italiane il 19 agosto 2026."

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Walt Disney’s Children’s Classics 1937–1953, recensione: l'arte dei Little Golden Books targati Disney

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La collana Little Golden Books è una delle più popolari e longeve d'America: lanciata nel 1942, si racconta che nacque quando il vicepresidente e direttore vendite della Simon & Schuster Albert R. Leventhal vide la figlia di tre anni immergere un costoso libro illustrato nella vasca da bagno. Da lì l'idea di produrre libri illustrati per bambini robusti ed economici. Prima della loro introduzione, infatti, i volumi illustrati erano considerati oggetti di lusso, venduti a prezzi elevati e trattati con grande cura. Con i Little Golden Books, invece, i bambini poterono finalmente sentirsi liberi di possedere e usare i libri senza paura di rovinarli: potevano sfogliarli, disegnarci sopra, giocarci, e questo contribuì al loro enorme successo. In pochi mesi vennero venduti milioni di copie nonostante le restrizioni della Seconda Guerra Mondiale, trasformando la collana in un fenomeno editoriale senza precedenti.
Taschen ha da poco pubblicato uno splendido volume, in lingua inglese, dal titolo Walt Disney’s Children’s Classics 1937–1953 che raccoglie 10 celebri adattamenti illustrati fra classici e corti d'animazione.

Fin dall’inizio, la Walt Disney Company ebbe un ruolo centrale in questa avventura. I libri ispirati ai personaggi e ai film Disney diventarono infatti tra i più popolari della collana, e si rivelarono una risorsa vitale per lo studio soprattutto nel dopoguerra. Negli anni Quaranta, infatti, la Disney attraversò un momento difficile: impegnata durante la guerra in produzioni di propaganda e materiali per il governo, dopo il conflitto non riuscì a ritrovare subito né il favore del pubblico né quello della critica. I film antologici di quel periodo ebbero scarso successo, mentre gli ex artisti Disney fondatori della UPA sperimentavano un’animazione più moderna, osannata dalla critica. In questo scenario, i Little Golden Books fornirono alla Disney entrate regolari e fondamentali: le royalties costituirono una vera ancora di salvezza fino al grande rilancio con Cenerentola nel 1950.

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Oltre agli adattamenti dei lungometraggi, la collana presentava anche storie originali con i personaggi Disney. Topolino, Paperino e altri protagonisti venivano coinvolti in avventure inedite, che riflettevano spesso l’immaginario dell’epoca: viaggi spaziali, treni, e perfino un tour del futuro Disneyland in costruzione. Illustrare un Little Golden Books era considerato un incarico prestigioso: Walt Disney stesso sceglieva i migliori artisti, spesso quelli del Character Model Department, la sua vera “officina creativa”.

Guidato da Joe Grant, questo reparto era nato alla fine degli anni Trenta durante la lavorazione di Biancaneve. Era una sorta di laboratorio di ricerca artistica, in cui venivano prodotti disegni preparatori, modelli tridimensionali e soprattutto idee per nuovi progetti. Walt amava lavorare a stretto contatto con questi artisti: ne stimolava la creatività, accoglieva suggerimenti migliori dei suoi e li spingeva a superarsi. In questo clima nacquero bozzetti e progetti che avrebbero influenzato film come Fantasia, Pinocchio, Bambi o Dumbo. L’approccio era fortemente sperimentale e attingeva a una vasta gamma di fonti: dall’arte europea dell’Ottocento alle avanguardie del Novecento, fino all’illustrazione per l’infanzia.

Un principio cardine del pensiero di Walt era che l’animazione non dovesse limitarsi a imitare la realtà, ma a reinterpretarla. Secondo lui, la caricatura era il mezzo migliore per restituire l’essenza della vita e delle emozioni: esagerare i movimenti, sintetizzare le forme, rendere visibile l’immaginazione. Gli artisti Disney, molti dei quali provenivano dalle migliori scuole d’arte americane e avevano ambizioni da pittori o scultori, misero a frutto questa filosofia nei loro lavori per i Little Golden Books. Le illustrazioni, infatti, dovevano essere semplici, leggibili, immediate, ma al tempo stesso evocative ed emozionanti: in poche pagine occorreva condensare la storia di un intero lungometraggio, senza rinunciare alla qualità.

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In questo contesto, i Little Golden Books divennero anche un terreno fertile per la sperimentazione stilistica. Alcuni artisti, come Gustaf Tenggren, semplificarono forme e colori rispetto alla complessità dei film, creando immagini essenziali ma molto efficaci. Altri, come Mary Blair, introdussero un linguaggio visivo moderno, fatto di colori brillanti, forme piatte e stilizzate. Blair fu una delle figure più influenti, nonostante abbia realizzato solo poche copertine e illustrazioni dirette per i libri: le sue opere preparatorie per film come Cenerentola, Alice nel Paese delle Meraviglie e Peter Pan ispirarono moltissimi colleghi. L’impronta di Blair, e più in generale la libertà grafica offerta dai libri, rese possibile uno stile diverso da quello dei film, spesso più fresco e contemporaneo.

Dal punto di vista tecnico, la maggior parte delle illustrazioni era realizzata con acquerelli e gouache, tecniche difficili da correggere e quindi molto impegnative, ma che garantivano un risultato vivace e luminoso. I libri uscivano spesso in concomitanza con i film Disney, fungendo anche da materiale promozionale. La collana si ampliò nel tempo con nuovi formati (Big Golden Books, edizioni deluxe, volumi speciali) e, dopo vari passaggi di proprietà, fu rilanciata da Random House nei primi anni 2000, includendo anche i film Pixar e mantenendo lo spirito grafico dei volumi classici.

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Il libro edito da Taschen raccoglie in maniera integrale 10 adattamenti classici, seguendo la cronologia dei film e dei corti proposti. Nello specifico troviamo: Biancaneve e i 7 nani, Pinocchio, Dumbo, Bambi, Pierino e il Lupo, Once Upon a Wintertime, Le avventure di Mr. Toad, Cenerentola, Alice nel paese delle meraviglie e Peter Pan. La selezione consente di poter ammirare diverse tipologie di adattamenti, alcune molto fedeli nel riproporre il design dell'opera originale, altre in cui c'è un maggiore distacco nei modelli, come ad esempio il caso di Cenerentola ad opera di Retta Scott Worcester. È interessante osservare anche l’impaginazione e la composizione tra testo e illustrazione, con soluzioni sempre differenti e funzionali adottate dai vari artisti.
Il volume risulta dunque prezioso sia per gli appassionati Disney sia per gli amanti dei libri illustrati per l’infanzia, e ha il merito di mettere in risalto una forma d’arte spesso dimenticata.
Oltre ai dieci racconti, il volume Taschen propone anche un’approfondita introduzione, una scheda dedicata a ciascun adattamento e una a ogni artista.

L’eredità dei Little Golden Books della Disney è enorme. Per i bambini degli anni Quaranta e Cinquanta furono un ponte verso l’universo Disney in un’epoca in cui i film non erano facilmente reperibili al di fuori delle sale. Per generazioni di futuri artisti, quei volumi costituirono una vera scuola visiva: le composizioni, l’uso del colore e delle forme rimasero impressi nella loro memoria e influenzarono il loro stile. Molti degli animatori che crearono i grandi successi Disney dagli anni Ottanta in poi si formarono proprio studiando quelle illustrazioni. Ancora oggi i Little Golden Books continuano a essere ristampati, amati e collezionati, riconosciuti non solo come libri per l’infanzia ma come autentiche opere d’arte.

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4 Words About: Paperino 541

  • Pubblicato in Focus

4 Words About, ovvero "Per chi apprezza il dono della sintesi".
Paperino 541


Fra le testate storiche Disney, Paperino era l'unica a non aver subito un restyling da parte della redazione Panini Comics. A 45 anni dal suo esordio in edicola, il momento è ora giunto ed era davvero necessario: il mensile, infatti, volutamente pensato per un pubblico mainstream e occasionale, offriva rari spunti di interesse con l'aggravante di proporre spesso storie già viste e distanza di pochi anni.
A partire dal numero 541, l'editore ripensa il mensile ma senza stravolgerlo e, operando in maniera ragionata e chirurgica, propone un sommario composto da: inedite straniere, una ten-pages di Carl Barks, una storica avventura apparsa sul mensile più rara e una selezione di storie tratte da Topolino che, almeno in questo numero, risultano mai ristampate. A corredo, alcuni articoli di approfondimento.
Non tradendo la sua natura per un pubblico generalista, la testata, se dovesse proseguire su questa linea, potrebbe aver finalmente trovato la sua giusta quadra.

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Editore: Panini Comics
Autori: Testi e disegni di A.A.V.V.
Genere: Umoristico
Formato: 14x19.5 cm, 192 pp., B., col.
ISBN: 977112388200250541
Prezzo: 3,90€
Voto: 7,5

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