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La Warner rimanda The Batman: Part II e svela il primo teaser

  • Pubblicato in Screen

Nel giorno in cui è stato mostrato il primo teaser di The Batman Part II, Warner Bros. Pictures e DC Studios hanno annunciato un nuovo rinvio per il film. Il sequel diretto da Matt Reeves uscirà ora il 18 febbraio 2028 in formato IMAX, al posto della precedente data fissata per il 1° ottobre 2027.

Si tratta del secondo slittamento del film. In origine, infatti, l'uscita era prevista per il 3 ottobre 2025, ma era stata posticipata in seguito agli scioperi degli sceneggiatori e degli attori di Hollywood del 2023.

Con questa nuova programmazione, Warner Bros. colloca il film in un periodo dell'anno simile a quello del primo The Batman, distribuito nel 2022. Il lungometraggio aveva esordito con 134 milioni di dollari al box office statunitense, chiudendo la sua corsa con un incasso mondiale di 770,3 milioni di dollari.

Secondo quanto comunicato da Warner Bros., il rinvio consentirà di dedicare più tempo alla post-produzione e permetterà inoltre al film di beneficiare di un fine settimana di quattro giorni negli Stati Uniti. Anche l'inizio delle riprese del sequel era stato posticipato di cinque mesi a causa degli scioperi di Hollywood.

Il calendario dello studio è stato aggiornato anche per altri titoli. The Great Beyond, film di fantascienza diretto da J.J. Abrams con Glen Powell e Jenna Ortega, è stato anticipato dal 13 novembre 2026 al 1° ottobre 2027, occupando la data precedentemente riservata a The Batman Part II. Il film sarà distribuito in IMAX e avrà una programmazione di due settimane in IMAX 70mm.

Slitta invece Panic Carefully, thriller diretto da Sam Esmail con Elizabeth Olsen, Julia Roberts, Eddie Redmayne, Brian Tyree Henry, Ben Chaplin, Aidan Gillen, Joe Alwyn e Naledi Murray, che passa dal 26 febbraio 2027 al 9 aprile 2027. Di conseguenza, Revenge of La Llorona, prodotto da Warner Bros. Pictures e New Line Cinema, viene anticipato dal 9 aprile 2027 al 26 febbraio 2027.

The Batman Part II vede nel cast Robert Pattinson, Andy Serkis, Colin Farrell e Scarlett Johansson.

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DC Studios e Warner Bros. annunciano le serie animate Absolute Batman, Joker: Laugh Riot e "Krypto"

  • Pubblicato in Toon

In occasione dell’Annecy International Film Festival, DC Studios e Warner Bros. Animation hanno presentato una serie di nuovi progetti animati ambientati nell’universo DC, tra cui l’adattamento di Absolute Batman, la serie anime Joker: Laugh Riot e un progetto per il pubblico più giovane dedicato a Krypto, il celebre supercane.

L’annuncio è arrivato durante una presentazione congiunta guidata dal presidente di Warner Bros. Animation, Sam Register, affiancato da Peter Safran, co-presidente e co-CEO di DC Studios. Presente all’evento anche James Gunn.

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Absolute Batman sarà tratta dall’omonima serie a fumetti realizzata da Scott Snyder e Nick Dragotta, lanciata nel 2024. Il progetto reimmagina il mito di Batman come un eroe della classe lavoratrice, impegnato a contrastare corruzione, potere e disuguaglianze. Snyder ricoprirà i ruoli di produttore esecutivo e showrunner, mentre Dragotta sarà produttore della serie. Register ha confermato che si tratterà di una produzione interamente realizzata in CGI e caratterizzata da un approccio e da un tono differenti rispetto alle precedenti interpretazioni animate del Cavaliere Oscuro.

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Tra gli annunci figura anche Joker: Laugh Riot, definita come la prima serie anime prodotta da DC Studios. Il progetto sarà diretto da Yasuhiro Aoki, già animatore di ChaO e The Lord of the Rings: The War of the Rohirrim, con Jim Krieg nel ruolo di produttore esecutivo. La storia seguirà il Joker dopo l’assassinio di Batman: il criminale intraprenderà una violenta ricerca del responsabile della morte del suo storico avversario, arrivando a confrontarsi con la propria identità e con il significato stesso del suo rapporto con il Cavaliere Oscuro. La produzione è attualmente nelle fasi iniziali.

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Annunciato inoltre un progetto animato ancora senza titolo dedicato a Krypto. La serie, prodotta esecutivamente da C.H. Greenblatt, vedrà il supercane affiancare un gruppo di aspiranti criminali del suo quartiere. Attraverso una serie di disavventure, la natura altruista di Krypto finirà per influenzare positivamente i suoi improbabili compagni.

Durante il panel sono stati mostrati anche materiali e aggiornamenti relativi alle nuove stagioni di Creature Commandos, Batman: Caped Crusader e My Adventures with Superman, oltre a nuovi dettagli su Mister Miracle, DC Superpowers e Starfire.

Nel corso dell’incontro, Peter Safran ha ribadito il ruolo centrale dell’animazione all’interno del nuovo DC Universe, ricordando come Creature Commandos abbia rappresentato il primo progetto del DCU sotto la guida sua e di James Gunn. Safran ha sottolineato inoltre la volontà di sviluppare personaggi e storie attraverso media differenti, favorendo il passaggio tra produzioni animate e live-action mantenendo, quando possibile, gli stessi interpreti.

A proposito della seconda stagione di Creature Commandos, Peter Girardi ha confermato il ritorno di G.I. Robot in una versione rinnovata e ha anticipato ruoli di rilievo per King Shark, Khalis e Nosferata, personaggi introdotti nelle anticipazioni finali della prima stagione.

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Comic(US) Book #12: Absolute, le ripartenze di Hulk e Batman e la fine di Un mondo sotto Destino

  • Pubblicato in Focus

Dodicesima puntata di Comic(US) Book, in cui diamo spazio a varie serie Absolute, che mancavano da un po’ di tempo nella rubrica. Poi, terminano Un mondo sotto Destino e Ultimate X-Men, Hulk diventa “infernale” e inizia il Batman di Matt Fraction e Jorge Giménez, una delle hit della DC del momento.

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Marvel miniserie 295

Un mondo sotto Destino capitolo 9: la bianca vela della sua anima
Si conclude questo lunghissimo maxievento, i cui strascichi saranno visibili già a partire dai prossimi mesi (si spera con mani più capaci di quelle di Ryan North). Poche le promesse mantenute rispetto alle intenzioni iniziali, compreso il finale, il quale ci lascia una forte sensazione di incompiutezza (che ha attraversato un po’ tutti i capitoli). Lo scrittore canadese non dà proprio l’impressione di essere in grado di raccontare un dramma in maniera emotivamente coinvolgente, così come sono troppo rapide (e soltanto in apparenza imprevedibili) le conseguenze derivate dalla caduta di Destino.
Anche R.B. Silva ci è sembrato meno incisivo del solito, con tavole anonime, che trovano la loro ragion d’essere solo nei colori di David Curiel.
Voto: 5

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Il mortale Thor 4 (Thor 320)

Una lieta storia di Asgard
Al Ewing si prende una pausa dalle vicende terrene di Sigurd Jarlson (e per l’occasione Pascual Ferry viene sostituito ai disegni da Juann Cabal, il cui stile, per quanto semplice e lineare, si adatta piuttosto bene agli scenari fantasy asgardiani) ed esibisce un’insospettabile dimestichezza nel raccontare, con il tono giusto, di Magni (il figlio dell’Incantatrice e del Thor di una dimensione alternativa) e degli altri Aesir. Un intermezzo solo in apparenza secondario, che sembra preannunciare un futuro alquanto intrigante per la serie.
Voto: 7

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L’infernale Hulk 1 (Hulk 136)

Hulk – Ascesa
E così alla fine Phillip Kennedy Johnson è riuscito nel suo intento, trasformando il Golia Verde (che ora in realtà sfoggia un colore grigio-viola) nel personaggio che aveva in mente sin dall’inizio, il quale con l’alter ego di Bruce Banner c’entra poco o nulla (tanto da separarli nel vero senso della parola). Dove voglia andare a parare non è molto chiaro. Per il momento, lo scrittore americano sembra semplicemente compiaciuto di dare libero sfogo a efferatezze senza limiti e di promuovere una deriva horror con forti ascendenze lovecraftiane. Su entrambi gli aspetti, non è da trascurare il contributo di Nic Klein, che non si risparmia nel mostrarci dettagli sgradevoli e scenari allucinati.
Troppo facile, tuttavia, prendere una strada di questo tipo, quando sul protagonista non si ha niente da dire.
Voto: 5

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Ingloriosa X-Force 1 (X-Force 67)

X-force – Una forza inevitabile
Riparte da uno X-Force, questa volta con l’appellativo “ingloriosa”, a testimoniare probabilmente l’agire del team ai limiti della legittimità e lontano dalla luce dei riflettori. Tim Seeley pare voler riportare la serie alle sue radici storiche, ma, per ora, benché la trama mostri di poter offrire sviluppi interessanti, i membri scelti da Cable ci sembrano male assortiti (soprattutto Miss Marvel, difficilmente associabile a un gruppo paramilitare). Inoltre, gli eventi scorrono con poco ritmo, anche a causa dei disegni piuttosto statici di Michael Sta. Maria, il quale, non di rado, manifesta una totale incapacità nell’infondere un minimo di espressività nei personaggi.
Una sufficienza stiracchiata, in attesa dei prossimi numeri.
Voto: 6

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Ultimate X-Men 24

X-Men - Ventiquattro
Termina la sua corsa la versione ultimate degli X-Men. Giudicare un’opera di questo tipo resta un’impresa piuttosto ardua e il fatto che, come già notato con le serie di Spider-Man e Black Panther, più che a un finale programmato, ci è sembrato di assistere a un’interruzione improvvisa delle trame (non si capisce altrimenti perché introdurre due nuovi personaggi proprio nell’episodio conclusivo e non risolvere varie questioni portate avanti nei numeri precedenti), arrivare a una valutazione precisa diventa davvero complesso. Come vedremo, le vicende di Maystorm e compagnia sono destinate a proseguire su Ultimate Endgame, che, però, rimane sostanzialmente un lavoro di Deniz Camp, pertanto, è difficile immaginare un ruolo reale delle mutanti nipponiche all’interno della saga.
A ogni modo, dobbiamo ammettere che la curiosità con cui abbiamo accolto questo stravagante esperimento di fusione tra un manga e un comic book supereroistico ha progressivamente lasciato spazio alla noia. Apprezziamo il fatto che Peach Momoko abbia brillantemente trovato la maniera di ridefinire gli Homo Superior di Terra 616, senza tradirne l’essenza, tuttavia, il suo tratto non si è dimostrato adeguato alle scene d’azione o a infondere il ritmo che un fumetto del genere richiederebbe. I suoi X-Men sono parsi semplicemente gli attori di un dramma adolescenziale, condito con un po’ di horror e superpoteri, decisamente lontano dalle atmosfere di un albo americano.
Non sappiamo se l’intenzione della Marvel fosse quella di spingere qualche appassionato di manga ad avvicinarsi ai suoi comic book tradizionali. Ma nel caso, siamo abbastanza sicuri che il tentativo sia andato a vuoto.
Voto: 6

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Ultimate Endgame 3

Tre
Prosegue la battaglia contro il Creatore all’interno della Città e nuovi combattenti (le mutanti di Hi No Kuni, in particolare) si aggiungono alla lotta. Deniz Camp non sempre riesce a gestire in maniera coerente tutti i personaggi coinvolti, ma ci regala colpi di scena a ripetizione, ingegnosi paradossi spazio-temporali (con ulteriori rivelazioni sul legame tra Iron Lad e Kang) e un finale struggente, il quale, però, potrebbe essere solo un subdolo trabocchetto per depistare i lettori, dato che sulle pagine di Ultimates abbiamo già visto qualcosa di simile. A ogni modo, le sorprese sembrano ben lungi dall’essere terminate, con i due Reed Richards a fare da ago della bilancia.
Disegni di Jonas Scharf e dei coniugi Dodson di qualità molto altalenante, che contrastano non poco con la bellissima immagine di copertina realizzata da Mark Brooks.
Voto: 7

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Batman 1 (126)

Batman - Colori immensi nell’oscurità e Robin in gita sul furgone
Anche solo limitandoci al fandom americano, l’inizio della gestione di Matt Fraction e Jorge Jiménez su Batman è stato uno degli avvenimenti fumettistici più chiacchierati degli ultimi mesi. Non tanto per le vendite altisonanti del primo numero, ma per il deciso cambio di approccio al personaggio voluto dallo scrittore statunitense. Fraction ha pensato di riportare il Guardiano di Gotham City alle atmosfere molto meno cupe che caratterizzavano le sue storie, prima che Frank Miller recuperasse quell’oscurità con cui Bill Finger lo aveva immaginato in origine e che gli è rimasta cucita addosso – anche a seguito della sua rappresentazione cinematografica – fino a oggi. Ecco, quindi, trame che, senza perdere di drammaticità, ostentano una maggiore leggerezza, un significativo incremento dell’aspetto avventuroso (in stile James Bond, vista l’abbondanza di particolari con cui vengono descritti i “gadget tecnologici” dell’Uomo Pipistrello), scaramucce verbali tra i protagonisti, che portano un po’ di allegria nel racconto e un generale clima più spensierato, il quale, tuttavia, non deve essere inteso come un deragliamento della serie all’insegna della superficialità.
I due episodi presenti in questo nuovo numero uno sono contraddistinti da una sceneggiatura solida e articolata, che affonda nella mitologia della Bat Family, ma rivela ancora poco di quello che gli autori hanno in serbo per i lettori nelle prossime storie, limitandosi a non rinnegare gli sconvolgimenti attuati da chi li ha preceduti (vedi, per esempio, Vandal Savage a capo della polizia cittadina).
Naturalmente, una variazione così drastica nel registro narrativo non poteva non essere accompagnata pure da una raffigurazione differente dei personaggi e della stessa Gotham City, improvvisamente luminosi e colorati (con annesso cambio di costume da parte di Batman), esaltata da un Jorge Jiménez in forma smagliante, visibilmente entusiasta di esibirsi in tavole spettacolari, ricche di azione e di immagini già diventate iconiche.
Voto: 7,5

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DC K.O. 1 (DC Crossover 49)

DC K.O. – Capitolo uno: sul ring
Diamo atto a Scott Snyder che, nonostante l’assurdità dell’evento in sé, si sia almeno impegnato a fornire delle premesse credibili, che possano rendere più digeribile quella che resta, di fatto, l’ennesima, colossale scazzottata tra eroi e criminali della Terra, necessaria, nel caso specifico, a definire il campione che sfiderà Darkseid per impedirgli di mettere fine all’esistenza nell’intero universo. Nei capitoli successivi, quando inizierà realmente il torneo, ai lettori verrà richiesta una gigantesca sospensione dell’incredulità, per potersi godere la storia. Per ora, invece, sono da apprezzare i siparietti “domestici” tra Superman, Batman e Wonder Woman, il sottile umorismo di alcuni passaggi, che svelano il bonario intento goliardico dell’operazione e i bei disegni di Javi Fernández e Xermánico, i quali, sebbene entrambi non posseggano un tratto dinamico, riescono a infondere la giusta energia al racconto.
Voto: 6,5
DC K.O. Knightfight – Capitolo uno
Tie-in di DC K.O. che si preannuncia decisamente più interessante della miniserie principale. Forse, mostrare l’ennesima realtà alternativa è una soluzione un po’ scontata, ma si tratta di un topos narrativo a cui il fumetto supereroistico non vuole proprio rinunciare, dato che garantisce una maggiore libertà creativa e la possibilità di esplorare in maniera imprevedibile le caratteristiche di base dei vari personaggi. Almeno questa sembra l’intenzione di Joshua Williamson, qui affiancato da Dan Mora, diventato ormai (e non potrebbe essere altrimenti) l’artista di riferimento in casa DC.
Voto: 7

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Justice League Unlimited 13

Justice League – Senza titolo
Forse non tutti ricordano che il terreno a DC K.O. è stato preparato fin dall’inizio del periodo “All In”, al termine di Absolute Power, per cui Scott Snyder, nell’imbastire il maxievento, ha potuto beneficiare dell’aiuto, per nulla marginale, di Mark Waid e Joshua Williamson. Proprio il secondo è l’autore dei testi dello special ospitato in questo numero di Justice League Unlimited, dove Doomsday/Time Trapper e Booster Gold (con il contributo di Flash) riannodano ogni filo delle trame sparse sulle varie testate DC nell’ultimo anno, per farle convergere verso la saga principale. Il tutto inframmezzato da un flashback ambientato su Krypton, diverso tempo prima della sua distruzione, che getta nuova luce sul passato del pianeta nativo di Superman.
Perché la DC abbia, poi, scelto di snaturare queste premesse promettenti in un crossover fracassone e superficiale resta onestamente un mistero.
Molto buoni i plastici disegni di Yasmine Putri e Cian Tormey.
Voto: 7

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Absolute Flash 8

Flash – Vita e morte di Barry Allen
Dopo otto numeri possiamo tranquillamente affermare che la versione absolute di Flash è una delle meno riuscite tra tutte quelle che hanno già esordito nella nuova linea editoriale. Jeff Lemire ha volutamente indirizzato la serie verso un pubblico più giovane, ma così facendo a risentirne è stata la sua scrittura, diventata scialba, prevedibile e contraddistinta da dialoghi senza spessore. Stessa cosa per quanto riguarda i personaggi, che appaiono persino meno interessanti delle loro controparti classiche. Un clamoroso abbaglio preso dall’autore canadese (con la probabile complicità dei supervisori della DC), il quale ha, a torto, pensato che i teenager non siano capaci di apprezzare sceneggiature mature e maggiormente stratificate. Non è un caso che proprio l’episodio di questo numero si sia dimostrato uno dei migliori della serie, non solo per i disegni di Travis Moore (che non sono niente di trascendentale, eppure di un livello più alto di quelli di Nick Robles, il titolare della testata), ma anche perché la trama si concentra sul passato di alcuni comprimari, lasciando da parte l’anonimo protagonista.
Voto: 6

M1ABGL008ISBN 0
Absolute Lanterna Verde 8

Lanterna Verde – Sojourner
Se Absolute Flash ha deluso le aspettative, non si può certo dire che Absolute Lanterna Verde le abbia mantenute. Anzi, in vari elementi questa serie si è rivelata anche peggiore di quella del Velocista Scarlatto. Per cominciare, Al Ewing, nel tentativo di rendere la vicenda meno scontata, si è perso in una ridefinizione confusa e troppo criptica dello spettro emozionale che, nell’universo DC classico, dà origine ai “colori” delle diverse lanterne. Alcuni personaggi (Hector Hammond su tutti) sono stati caratterizzati in maniera grossolana ed eccessivamente sopra le righe. Inoltre, i misteri sono diventati così tanti, da appesantire una narrazione già resa ostica dal desiderio dello sceneggiatore britannico di voler far convivere a ogni costo horror e fantascienza.
A questo bisogna aggiungere i disegni davvero modesti di Jahnoy Lindsay, il cui tratto cerca di ibridizzare, con risultati molto discutibili, l’iconografia manga (Hal Jordan in particolare, francamente inguardabile) con quella supereroistica.
Voto: 5

M1ABMM008ISBN 0
Absolute Martian Manhunter 8

Martian Manhunter – Senza titolo
Terminato lo scontro tra il Marziano Verde e il Marziano Bianco (che, come sappiamo, avrebbe dovuto corrispondere anche al finale della miniserie, prima che la DC, visto il successo di pubblico e critica, decidesse di prolungarla di altri sei numeri), Deniz Camp e Javier Rodríguez proseguono il loro trip lisergico all’interno delle menti dei protagonisti, aggiungendo alla psichedelia fin qui dominante nelle illustrazioni, nuove suggestioni visive, nelle quali pure le onomatopee acquisiscono un’importanza fondamentale nella costruzione delle tavole. Sogno e realtà sono sempre più indistinguibili, e la vicenda - dove Camp sceglie anche di inserire varie denunce politico-sociali, con cui è solito caratterizzare molti dei suoi lavori - pur procedendo senza un vero filo conduttore, resta altamente affascinante.
Una lettura irrinunciabile.
Voto: 8

M1ABSU013ISBN 0
Absolute Superman 13

Superman – La battaglia per il Kansas parte due: stato libero di Smallville
Dopo un inizio molto incoraggiante, Jason Aaron ha dato l’impressione di non saper bene come proseguire la serie, cominciando a prendere strade decisamente più convenzionali. Negli ultimi numeri la qualità dei suoi testi è sembrata di nuovo in crescita, ma le tematiche affrontate nei primi episodi, con un Kal-El in versione “proletaria”, paiono essere state messe da parte. Il suo Superman ha gradualmente assunto un profilo conforme alla tradizione del personaggio e l’arrivo in pianta stabile di Ra’s al Ghul nelle storie, sebbene ne irrobustisca la componente avventurosa (con in aggiunta un significativo incremento del tasso di violenza) allontana la possibilità di un ritorno alle origini. 
Un’evoluzione narrativa che, comunque, ben si concilia con il tratto classicheggiante di Rafa Sandoval.
Voto: 6,5

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4 Words About: Batman: Cieli Rossi

  • Pubblicato in Focus

4 Words About, ovvero "Per chi apprezza il dono della sintesi".
Batman: Cieli Rossi

Nel 1985 i cieli di Gotham City si coloravano di rosso, segnale della Crisi sulle Terre Infinite che avrebbe cambiato per sempre il DC Universe. Mentre si preparavano sconvolgimenti editoriali epocali, Batman viveva avventure dal gusto crime scritte da Doug Moench e disegnate da Gene Colan e Tom Mandrake. Un Cavaliere non ancora oscuro: il ciclone Frank Miller si sarebbe abbattuto sul personaggio pochi mesi dopo, e quello che vediamo all'opera in questa prima uscita targata DC Finest è ancora il personaggio della Bronze Age rinnovato dal duo O'Neil/Adams: un detective immerso in atmosfere noir con una ricca vita sentimentale, divisa tra Catwoman, la villain Nocturna e non solo. Le tavole del "decano" Gene Colan in particolare, cariche di ombre e malinconia, donano alle storie un mood nostalgico dominato dalla consapevolezza della fine prossima di un'epoca. Un documento storico imperdibile, che fotografa il Batman immediatamente precedente a quello cinico e ossessionato di Miller.

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M1FINE001ISBN 1

Dettagli volume
Editore: Panini Comics
Autori: Testi Doug Moench, disegni di Gene Colan, Paul Gulacy, Tom Mandrake e A.A.V.V.
Formato: 17X26 cm, 656 pp., B., col.
Genere: Supereroi
ISBN: 9791221939231
Prezzo: 40 €
Voto: 7,5

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