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La cover di Tex 700 e alcune pagine d'anteprima

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Al termine dei festeggiamenti per i 70 anni del personaggio, che hanno visto numerose iniziative durante l'arco del 2018, arriva a febbraio un altro traguardo/evento per Tex: il 700° albo della serie mensile.

Scritta da Mauro Boselli e disegnata da Fabio Civitelli, la storia - a colori - sarà "sospesa tra presente e passato che getta nuova luce sul rapporto che lega Tex a Tesah, narrandone le origini."

Di seguito potete vedere la cover de "L'oro dei Pawnee" e alcune pagine in anteprima diffuse dalla Bonelli.

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Dylan Dog 387: Che regni il caos!, recensione: al via il Ciclo della Meteora

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Per non peccare di ingenerosità e non rischiare di essere tacciati di poca lungimiranza non diremo che la cosa migliore dell’ultimo numero di Dylan Dog è la copertina lenticolare dell’edizione in tiratura limitata - ed esauritissima a Lucca - disegnata da Giuseppe Camuncoli; né che, immediatamente dopo, si collocano gli splendidi Tarocchi dell’Incubo di Angelo Stano (segnaliamo che il mazzo è stato ripartito in quattro uscite da 20, che accompagneranno l’inedito mensile fino al 390, mentre la custodia ed un libretto saranno allegati al Dylan Dog Color di inizio 2019). Non lo diremo perché, seppure le nostre attese siano state parzialmente deluse e la lettura dell’albo abbia portato più dubbi che euforia, non è possibile dimenticare che si tratta soltanto della prima parte di una serie di tredici albi che, strettamente interconnessi fra loro, porteranno la serie al traguardo del quattrocentesimo numero (dopo il quale nulla sarà più come prima: RRobe dixit...). Certo, dall’inizio della storia che dovrebbe portare alla piena realizzazione della visione del personaggio da parte di Roberto Recchioni - ormai da quasi un lustro al timone di un fumetto il cui rinnovamento finora è stato più promesso che mantenuto - personalmente ci aspettavamo qualcosa di più e di diverso.

Dalla fase uno (in cui, per evidenti ragioni di tempi di lavorazione delle storie, si è proceduto solo a degli adattamenti esteriori) ai progressivi cambiamenti nello scenario della serie (con un occhio alla diversificazione e sperimentazione di tematiche e autori) fino ad oggi l’impressione è però pur sempre quella di un percorso non ancora compiuto, di un personaggio rimasto a metà del guado, “dylaniato” tra una tensione alla modernizzazione (qualunque cosa significhi) e la fedeltà alle proprie radici. Al termine di un percorso misto, in cui le ombre si sono mescolate alle luci più di quanto ritenuto/voluto dallo stesso curatore, giunge questa storyline, che riassume le contraddizioni della produzione dell’ultimo quadriennio: buoni spunti e cadute di tono si alternano, lasciando nel lettore un certo disorientamento. Si tratta di un effetto voluto? Solo il tempo potrà dirlo.

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Per chi non avesse ancora letto l'albo possiamo dire come la storia sia per l'appunto incentrata sull'imminente arrivo di una meteora, vero e proprio agente del Caos, forza primordiale per dominare la quale un enigmatico avversario di "bianco vestito" imprime un'accelerazione decisa alle già intraviste manipolazioni dell'Old Boy, il quale viene ad assumere un riluttante ruolo di simbolo positivo.

Per quanto consapevoli del ruolo che le citazioni hanno sempre avuto nella serie, taluni ammiccamenti non ci sono parsi particolarmente riusciti: vedere Dylan andare al salvataggio di Ranya declamando le parole di George Mcfly produce un effetto straniante solo in parte mitigato dalla presenza di un Groucho che, un po’ sotto tono, assolve un ruolo di contralto quasi metafumettistico. Un po' forzati appaiono anche i richiami alla mitologia del Watchmen di Alan Moore o la raffigurazione della cometa portatrice del caos come un simil- Ego, il Pianeta Vivente: troppi rimandi ad altre opere della cultura popolare non esaltano, ma appesantiscono la lettura, distraggono e non esaltano l’intreccio. Del resto non esaltante neppure la parte dell’albo dedicata alla furia omicida di Axeil Neil: l’orrore della morte casuale non viene reso tanto più efficacemente quante numerose siano le teste o gli arti mozzati (peraltro nel variegare gli omicidi si arriva a vignette che richiamano - anche qui troppo chiaramente - scene alla Ken il guerriero, in uno sforzo sincretistico che non abbiamo trovato adeguato).

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Quanto ai comprimari/antagonisti si alternano momenti gustosi (come quello della riunione a casa Bloch con l’avvocato Jenkins) a perduranti sotto-utilizzi:  la funzione antagonista di Carpenter non si è mai trasformata in una reale alternativa al pur trito ricorso all’amico Bloch; quanto a Ranya il suo ruolo nell’episodio è nulla di più di quello della donzella in pericolo.

Alla fine dei conti tutto ciò potrebbe essere solo un modo per focalizzare l’attenzione su John Ghost: la ormai non più nuova nemesi “obbligata” di Dylan mantiene un certo fascino e - seppure la posizione di pressoché onnipotenza economica tenda oltre il limite la sospensione dell’incredulità e lo spiegone ad Axel Neil sia appesantito dall’imperante citazionismo - nel complesso assolve alla propria funzione di motore della storia; in particolare è raggiunto l’obiettivo di portare Dylan da ciarlatano ad icona, per quanto attraverso delle scorciatoie di perplimente rapidità ed in cui il mantra dei “veri mostri” viene declinato in tutte le possibili combinazioni.

Sull’aspetto visivo, trascendendo dalle personali predilezioni per uno stile meno caricato, l’apporto di Leomacs appare coerente con la trama sviluppata; allo stesso modo il tratto di Marco Nizzoli rende bene soprattutto le atmosfere algide delle scene con John Ghost.
Un albo, dunque, introduttivo, che lascia nel lettore la speranza che il Recchioni autore di Mater Morbi abbia ben chiaro l’obiettivo e riesca infine a portare a termine il progetto di un Dylan per il terzo millennio.

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Le Storie Bonelli presenta una saga di Gigi Simeoni in tre parti

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Per la prima volta dal suo esordio, la collana Le Storie della Sergio Bonelli Editore, presenterà un ciclo di episodi al posto del classico albo autoconclusivo. In passato la serie aveva già ospitato sequel di racconti già presentati, o che sarebbero diventate serie, tuttavia è la prima volta che un intero ciclo coprirà ben tre albi consecutivi.

Ad occuparsi di storie e testi troviamo Gigi Simeoni che, con il suo La corsa del Lupo, ci riporterà ai tempi del Terzo Reich.

"Quale antico maleficio si cela nella corona di Erode il Grande?...
È un’aura oscura che semina morte e che affascina chiunque aspiri al dominio del mondo. Il Terzo Reich la vuole e, per trovarla, ha sguinzagliato... “Il Lupo”."

Lo stesso autore ha dichiarato su Facebook che l'accoglienza di questo ciclo potrebbe aprire ad altre iniziative del genere sulla collana.
Di seguito trovate la cover e le prime tavole de Le Storie 76 in uscita a gennaio.

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Tutti i dettagli dei tarocchi allegati a Dylan Dog

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Sergio Bonelli Editore ha diffuso sul suo sito ufficiale maggiori dettagli sui tarocchi di Dylan Dog allegati alla testata. I tarocchi, che come da tradizione saranno 78, usciranno per 4 mesi gratuitamente allegati al mensile di Dylan Dog, a partire dal numero 387 in edicola dal 29 novembre. L'albo è anche il primo del lungo "Ciclo della Meteora" che sconvolgerà la vita dell'Indagatore dell'Incubo. I tarocchi saranno realizzati tutti da Angelo Stano.

Con il Color Fest in uscita l'8 febbraio, invece, sarà disponibile la scatola per contenere i tarocchi e un libretto di istruzioni scritto da Bepi Vigna. Con l'albo di novembre, inoltre, verrà distribuito anche un catalogo delle proposte librarie della Bonelli.

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