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La Marvel riporta in vita il Mangaverse per i suoi 25 anni

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A settembre Marvel Comics riporterà in scena il Mangaverse, l'universo che reinterpreta i personaggi della Casa delle Idee attraverso l'estetica e le suggestioni del manga. L'iniziativa, realizzata in occasione del venticinquesimo anniversario della linea editoriale, si articolerà in cinque one-shot interconnessi pubblicati nell'arco di cinque settimane realizzati da una schiera di autori che comprende Joe Kelly, Jack Kelly, Cody Ziglar, Ashley Allen, Alyssa Wong, Kenny Ruiz, Kei Zama, Mirka Andolfo e Michael YG.

Il progetto prenderà il via il 2 settembre con Marvel Mangaverse: Web of Blood #1 e si concluderà il 30 settembre con Marvel Mangaverse: Web of Destiny #1, entrambi scritti da Joe Kelly e Jack Kelly e disegnati da Kenny Ruiz. Tra i due capitoli si inseriranno tre storie autoconclusive affidate a diversi team creativi.

A differenza di un semplice rilancio, la nuova incarnazione del Mangaverse immagina che questa realtà editoriale sia proseguita senza interruzioni negli ultimi venticinque anni. Il risultato è un mondo segnato da eventi, conflitti e mitologie sviluppatisi lontano dagli occhi dei lettori.

La trama principale ruota attorno a Miles Morales, Laura Kinney e Illyana Rasputin, un tempo alleati e ora divisi sul modo di affrontare una profezia legata al ritorno della Fenice. In questo scenario, la tecnologia ha smesso di funzionare e la magia è diventata la forza dominante della società.

Per Jack Kelly, il progetto rappresenta un'esperienza particolarmente significativa: «Ogni settimana mio padre e io trascorriamo ore a parlare di fumetti e manga che amiamo. Essere stati coinvolti in questo progetto per Marvel è stato un onore».

Anche Joe Kelly ha sottolineato l'entusiasmo con cui ha accolto la proposta di lavorare al rilancio insieme al figlio, definendo la serie una dichiarazione d'amore nei confronti di manga e anime, valorizzata dal lavoro grafico di Kenny Ruiz.

L'artista spagnolo ha descritto l'incarico come una sfida impegnativa, evidenziando il desiderio di rendere giustizia alle idee sviluppate dagli autori e all'immaginario costruito per questa nuova versione del Mangaverse.

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Un ruolo importante nello sviluppo visivo del progetto è stato affidato al mangaka Yuji Kaku, autore noto per aver collaborato con Marvel anche su Phases of the Moon Knight. Come spiegato dall'editor Lauren Amaro, Kaku ha lavorato a partire dalle prime proposte narrative e dalle descrizioni dei personaggi, contribuendo a definire il design dei protagonisti e l'identità visiva dell'evento. Tutte le copertine principali dei cinque speciali saranno firmate dall'autore giapponese.

La pubblicazione proseguirà il 9 settembre con Marvel Mangaverse: Iron Knight #1, scritto da Cody Ziglar e illustrato da Kei Zama. La protagonista sarà Riri Williams, protettrice di New Chicago grazie a un'armatura alimentata dal mana.

Il 16 settembre arriverà Marvel Mangaverse: Arcane Avengers #1, realizzato da Ashley Allen e Mirka Andolfo, con al centro Bucky Barnes, leader di una squadra di stregoni impegnata a combattere creature yokai demoniache.

La settimana successiva sarà la volta di Marvel Mangaverse: Ghostlocke #1, scritto da Alyssa Wong e disegnato da Michael YG, che vedrà Kwannon affrontare Carnage mentre il serial killer semina morte tra umani e yokai.

La conclusione della saga sarà affidata a Web of Destiny #1, in cui Joe Kelly, Jack Kelly e Kenny Ruiz porteranno a termine la vicenda dell'apocalisse annunciata dalla profezia.

Calendario delle uscite

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Marvel Mangaverse: Web of Blood #1 – 2 settembre 2026
Testi di Joe Kelly e Jack Kelly, disegni di Kenny Ruiz, copertina di Yuji Kaku

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Marvel Mangaverse: Iron Knight #1 – 9 settembre 2026
Testi di Cody Ziglar, disegni di Kei Zama, copertina di Yuji Kaku

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Marvel Mangaverse: Arcane Avengers #1
– 16 settembre 2026
Testi di Ashley Allen, disegni di Mirka Andolfo, copertina di Yuji Kaku

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Marvel Mangaverse: Ghostlocke #1
– 23 settembre 2026
Testi di Alyssa Wong, disegni di Michael YG, copertina di Yuji Kaku

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Marvel Mangaverse: Web of Destiny #1
– 30 settembre 2026
Testi di Joe Kelly e Jack Kelly, disegni di Kenny Ruiz, copertina di Yuji Kaku

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Marvel annuncia Avengers di Chip Zdarsky e Marco Checchetto

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Marvel Comics lancerà a novembre una nuova serie regolare degli Avengers, affidata al team creativo composto da Chip Zdarsky ai testi e Marco Checchetto ai disegni. Il progetto riunisce i due autori dopo la loro collaborazione su Daredevil.

La nuova testata prenderà forma in seguito agli eventi di Avengers: Armageddon, miniserie in cinque numeri scritta da Zdarsky con i disegni di Delio Diaz e Frank Alpizar, il cui esordio è previsto per il 10 giugno. Secondo quanto anticipato da Marvel, la conclusione della saga porterà a un cambiamento significativo dello status quo dell'universo narrativo, con una Terra profondamente trasformata e una nuova squadra chiamata a intervenire.

La formazione annunciata per Avengers #1 comprende Spider-Man, Wolverine, Captain Marvel, Daredevil e Luke Cage, ai quali si aggiungerà un personaggio inedito la cui identità non è stata ancora rivelata. Marvel ha definito il gruppo come gli "Earth's Mightiest Survivors".

Commentando il progetto, Chip Zdarsky ha sottolineato l'importanza di lavorare sulla principale serie di gruppo della casa editrice, anticipando che gli eventi di Avengers: Armageddon avranno un impatto diretto sul carattere e sulle motivazioni dei protagonisti della nuova formazione. Lo sceneggiatore ha inoltre spiegato di voler realizzare una serie capace di occupare un ruolo centrale all'interno dell'universo Marvel, con sviluppi rilevanti e continui elementi di sorpresa.

Anche Marco Checchetto ha espresso entusiasmo per il ritorno alla collaborazione con Zdarsky, evidenziando il piacere di lavorare nuovamente con Spider-Man dopo la conclusione del suo impegno su Ultimate Spider-Man. Il disegnatore ha dichiarato di essere particolarmente interessato alle dinamiche tra i membri del gruppo e alle situazioni che la serie metterà loro davanti.

L'editor Wil Moss ha anticipato che la formazione definitiva della squadra non è stata ancora completamente svelata, lasciando intendere che ulteriori annunci arriveranno nelle prossime settimane.

Marvel ha inoltre confermato che Avengers #1 sarà pubblicato anche attraverso il programma True Believers Blind Bag. L'albo sarà distribuito in confezioni sigillate contenenti copertine variant esclusive e alcune rare sketch cover disegnate a mano.

L'uscita di Avengers #1 è prevista per il 4 novembre. Le cover di seguito sono ad opera di Checchetto e di Zdarsky.

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Star Wars: annunciata la mini a fumetti The Book of Boba Fett

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Marvel Comics ha annunciato il lancio di Star Wars: The Book of Boba Fett, una nuova miniserie in sette parti scritta da Rodney Barnes con i disegni di Will Sliney.

Il progetto segna anche il debutto fumettistico di diversi personaggi chiave, tra cui Garsa Fwip, Dokk Strassi, il maggiordomo di Mok Shaiz e altri ancora. L’uscita della serie è prevista per settembre. Nello stesso periodo, Will Sliney sarà inoltre impegnato su The Fall of Kylo Ren, in arrivo ad agosto.

La trama riprende le vicende successive alla fuga di Boba Fett dalla fossa del Sarlacc: il cacciatore di taglie ha preso il controllo del sindacato un tempo appartenuto a Jabba the Hutt, ma deve ora dimostrare di essere in grado di mantenere l’ordine su Tatooine e gestire le nuove sfide legate al suo ruolo.

Per quanto le cover, la regular sarà firmata da Alex Maleev, mentre le variant cover saranno realizzate da Rickie Yagawa, E.M. Gist, Jerry Ordway e Pete Woods.

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Superman/Spider-Man, recensione: Quando Verità e Giustizia incontrano Grandi Responsabilità

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L’annuncio a dicembre di un nuovo crossover tra Superman e Spider-Man a cinquant’anni dalla prima, storica Battaglia del Secolo del 1976 aveva acceso gli entusiasmi di tutti i fan delusi dai due incontri non propriamente memorabili tra Batman e Deadpool. Ora che l’albo è finalmente uscito in Italia (per Panini Comics), possiamo rispondere alla fatidica domanda: com’è questo Superman/Spider-Man?
Diciamo subito che Superman/Spider-Man si allontana completamente dai territori “meta” dei due crossover precedenti: Mark Waid e Jorge Jiménez, team creativo stellare selezionato per l’occasione, realizzano una celebrazione del fumetto di supereroi classico e delle sue ragioni d’essere originali. Un “Back to the basics” all’essenza più pura dei supereroi americani in cui ottimismo ed eroismo, non inteso come sfoggio di capacità straordinarie fine e se stesso bensì come disponibilità all’altruismo, al sacrificio e alla resilienza, sono elementi ancora capaci di ispirare i lettori. Uscito negli States a marzo per DC Comics, che gioca “in casa” la prima parte dell’evento mentre Marvel si è occupata dell’albo di “ritorno” (a firma Brad Meltzer e Pepe Larraz, di prossima pubblicazione in Italia).

Questo nuovo Superman/Spider-Man si ispira al classico del 1976 fino a prendere le sembianze di un vero e proprio sequel diretto. Waid sceglie infatti di mutuare l’approccio scelto da Gerry Conway nel capostipite di tutti i team-up interaziendali, ovvero quello di non perdersi in complesse spiegazioni di come i due personaggi possano condividere lo stesso universo ma dare per scontato che lo facciano già. Ignorati completamente i complessi eventi multiversali del Marvel VS DC anni ’90, Superman e Spider-Man sono ritratti come amici di lungo corso, legati da un rapporto di stima reciproca iniziato molto probabilmente in quella mitica storia del 1976. In questo modo lo scrittore evita di dover pagar dazio ai cliché tipici di ogni team-up, ovvero la diffidenza iniziale che porta allo scontro inevitabile, fino al chiarimento che, spazzato via ogni malinteso, porta all’allenza tra i due eroi. Mark Waid, al contrario, sceglie di gettare il lettore immediatamente nel vivo dell’azione, anticipato dal preambolo in cui viene forgiata l’alleanza tra i due villain prescelti per l’occasione dallo scrittore: Brainiac e il Dottor Octopus. Se quest’ultimo aveva già interpretato il ruolo di avversario nell’albo del 1976 (condividendolo con Lex Luthor), Brainiac è invece una novità assoluta, e la minaccia per i nostri eroi e per la città di Metropolis arriverà proprio da lui. Infettato durante una delle sue razzie cosmiche da un non meglio precisato “virus mentale”, estremo ma inutile tentativo di salvarsi da parte della razza aliena attaccata dall’intelligenza artificiale più pericolosa dei comics, questi ottiene l’aiuto di un Doc Ock frustrato per il mancato riconoscimento del suo genio scientifico da parte della società. Facendo leva sui complessi di Octavius, Brainiac riesce a trasferire il virus sui cittadini ignari di Metropolis, trasferimento ottimizzato dalle capacità conduttive di una dose di kryptonite rubata dagli Star Labs. Proprio qui si recano in qualità di reporter e di fotografo Clark Kent e Peter Parker, decisi a divedersi lo scoop. Ma i due si rendono conto ben presto della gravità dell’accaduto, comprendendo che si tratta di un lavoro per Superman e Spider-Man.

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Come potete intuire i due salveranno la situazione (anche se non senza qualche difficoltà), quindi non ci dilungheremo sulla trama: è più interessante, piuttosto, soffermarci su quegli elementi che Waid mette bene in evidenza nello svolgimento della storia e che ne costituiscono l’architrave, ovvero i valori morali di cui i due personaggi sono portatori e che oggi è bene riaffermare, visti i tempi oscuri in cui viviamo. Non è la prima volta che lo scrittore si assume la responsabilità di ribadire questi concetti: Kingdome Come, con le debite proporzioni, era una celebrazione dei valori positivi che vivono nel fumetto di supereroi classico in opposizione alla violenza degli eroi oscuri in voga in quel periodo. Forte della sua esperienza con entrambi, in Superman/Spider-Man lo scrittore avverte l’esigenza di confermare cosa rende questi due personaggi la quintessenza del concetto stesso di supereroe, pur con un accenno di didascalismo che si fa comunque perdonare visto il sincero affetto e trasporto che Waid prova tanto per l’Uomo d’Acciaio quanto per l’Arrampicamuri. Il titolo della storia, “Verità, giustizia e grandi responsabilità”, è già indicativo dei valori rappresentati dai due personaggi. Superman è l’incarnazione della verità, della giustizia, della speranza e dell’ottimismo, ed è definito dalla capacità di ispirare, dalla bontà d’animo e dalla gentilezza, dalla scelta di non abusare di poteri che lo potrebbero rendere un dio tra gli uomini. Tentazione che non lo sfiora, perché la sua scelta di abbracciare l’umanità e di vivere tra gli uomini, lui profugo di una civiltà aliena, è compiuta e definitiva. Accanto all’ottimismo solare e “istituzionale” di Superman convive perfettamente, e ne è completamento ideale, la natura ironica ma non meno eroica di Spider-Man. Un personaggio che fin dai suoi esordi ha simboleggiato la capacità di non arrendersi davanti alle avversità che la vita può metterci di fronte, cercando di trovare sempre la forza per non spezzarsi e ripartire. Un concetto oggi chiamato resilienza, di cui il Tessiragnatele è davvero l’incarnazione. Waid, profondo conoscitore sia di Superman che di Spider-Man, eccelle nel ricordare quali sono le qualità e i valori morali che albergano nei due eroi e nel farlo ci restituisce il piacere di leggere una storia di supereroi dal gusto classico ma, soprattutto, ci ricorda perché ci siamo innamorati di questi personaggi da bambini. Ci ricorda, insomma, perché leggiamo storie di supereroi.

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Dal punto di vista artistico la storia è baciata dal talento di una superstar assoluta dei nostri giorni, un top artist che con Superman/Spider-Man compie un ulteriore balzo in avanti nella classifica dei migliori disegnatori del settore. Nonostante la giovane età Jorge Jiménez è ormai una certezza dell’industria del fumetto statunitense, un “blockbuster artist” che nonostante il successo raggiunto non smette di evolversi e consolidare il suo stile. Le influenze manga degli inizi sono tuttora ben presenti, ma convivono ormai in una sintesi perfetta con la tradizione del fumetto americano di cui Jiménez è espressione moderna e radiosa. L’artista consegna tavole ad elevatissimo tasso di spettacolarità attraversate allo stesso tempo da quella che è la sua capacità più spiccata, ovvero quella di saper fare recitare i suoi personaggi. Moderno ma con un occhio rivolto ai classici, come nella bella tavola in cui omaggia Steve Ditko e il “Capitolo Finale” di Spider-Man (a proposito della “resilienza” di cui parlavamo prima).

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In chiusura, un accenno alle “backup stories” che più ci hanno convinto tra quelle che chiudono l’albo, una carrellata di racconti brevi che, tra alti e bassi, offre almeno un paio di proposte da segnalare. La nostra scelta ricade su quella che apre la sequenza e su quella che la chiude. Nella prima, due superstar come Tom King e Jim Lee ci propongono l’incontro tra le “metà del cielo” dei due eroi, Lois Lane e Mary Jane Watson. Una lunga chiacchierata dal sapore “meta” tra due personaggi femminili forti, intente ad aiutare i passeggeri coinvolti nell’attacco di una Sentinella ad un autobus, mentre Superman e Spider-Man salvano la situazione. Una breve storia che è diventata subito di culto per la splash page con la quale Lee torna a disegnare un X-Man dopo 34 anni (se non vivete su Marte saprete già di quale membro del gruppo stiamo parlando). Il parallelismo tra Lois e MJ operato dagli autori rivela che in DC (che ha prodotto l’albo) hanno le idee molto più chiare che in Marvel circa quella che dovrebbe essere la natura del rapporto tra la Rossa e Peter, avvitati da due decenni in una serie di scelte editoriali incomprensibili dovute più a puntigli ideologici che a reale convinzione.

A sorpresa la nostra storia secondaria preferita si è rivelata essere quella che chiude l’albo e che sulla carta era la più assurda: l’incontro, nel segno del compianto Gerry Conway ideatore di entrambi i personaggi, tra Punisher e Power Girl. Un improbabile ma esilarante team-up in un locale per appuntamenti al buio firmato da Gail Simone (qui più in palla rispetto alla mediocre run di Uncanny X-Men attualmente in corso) e Belen Ortega, con una promessa di esito finale decisamente piccante, ma opportunamente e  pudicamente tenuto dietro le quinte.

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