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Gli universi Marvel e di Star Wars uniti in un fumetto ad opera di Kevin Smith e David Marquez

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Per la prima volta, Star Wars e Marvel si incontreranno ufficialmente in un evento a fumetti: Star Wars/Marvel: Hope Assembles sarà una miniserie in cinque numeri che debutterà nel gennaio 2027, in occasione del 50° anniversario di Star Wars.

La storia porterà i personaggi della galassia lontana lontana nell’universo principale della Marvel, Earth-616. Luke Skywalker, Han Solo, Chewbacca e la Principessa Leia si troveranno così a condividere la scena con Captain America, la Vedova Nera, Spider-Man e Hulk. Sul fronte opposto, Darth Vader e l’Impero Galattico incroceranno alcuni dei principali antagonisti Marvel, tra cui il Dottor Destino.

A scrivere la serie sarà Kevin Smith (Daredevil, Batman, Green Arrow) mentre ai disegni troveremo David Marquez (Uncanny X-Men, Ultimate Comics: Spider-Man).

"All’inizio degli anni ’80 avevo un abbonamento ai fumetti Marvel di Star Wars. Per quanto fosse divertente seguire le avventure di Luke, Leia e Han, ho sempre desiderato che Spider-Man o il Dottor Destino potessero entrare nella loro saga cinematografica", ha raccontato Smith in una dichiarazione a Entertainment Weekly che ha dato la news in esclusiva. "Quando si è presentata l’opportunità di raccontare davvero quella storia, nessuno ha dovuto costringermi a farlo. Sono entusiasta di scrivere Hope Assembles per il 50° anniversario di Star Wars."

Secondo la sinossi diffusa, Hope Assembles collocherà gli eventi di Una nuova speranza all’interno della continuity di Terra-616. Una frattura della realtà farà sì che gli eroi della Terra assistano agli avvenimenti del film e incontrino direttamente i protagonisti di Star Wars.

Michael Siglain, creative director di Lucasfilm Publishing, ha definito il progetto una «lettera d’amore» di Kevin Smith a Star Wars, Marvel e al fumetto, sottolineando come il lavoro di Smith e Marquez permetterà di vedere per la prima volta eroi e villain dei due universi collaborare e scontrarsi.

Anche C.B. Cebulski, editor-in-chief uscente di Marvel Comics, ha spiegato che l’idea di un incontro tra Star Wars e i personaggi Marvel era stata presa in considerazione da anni, fin da quando Marvel aveva ottenuto nuovamente la licenza di Star Wars, ma che il 50° anniversario di Una nuova speranza ha rappresentato l’occasione per renderla possibile.

A completare il progetto sarà Stephen Wacker, recentemente nominato editor-in-chief di Marvel Comics. Secondo Wacker, le storie di Marvel e Star Wars sono intrecciate da cinquant’anni e Hope Assembles permetterà finalmente ai personaggi delle due realtà di incontrarsi, realizzando un’idea che i fan immaginano da decenni.Di seguito le prime immagini diffuse dell'evento.

Star Wars Marvel crossover 1

Star Wars Marvel crossover 2

Star Wars Marvel crossover 3

Star Wars Marvel crossover 4

Star Wars Marvel crossover 5

Star Wars Marvel crossover 6

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Loki: Journey into Mistery, recensione: la vita non è un libro già scritto

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A partire dalla seconda metà degli anni 2000 l’Universo Marvel viene attraversato da una lunga serie consecutiva di eventi editoriali che compongono un’unica, lunga trama che coinvolge soprattutto le testate appartenenti alla linea degli Avengers. Nel 2004 Marvel Comics decide di rilanciare la collana dei Vendicatori, che da qualche anno fatica nelle classifiche di vendita, chiamando al suo capezzale lo scrittore simbolo di quel periodo della casa editrice: Brian Micheal Bendis (qui la nostra intervista). Lo sceneggiatore di Cleveland inizia la sua lunga gestione degli eroi più potenti della Terra con una mossa controversa,  disintegrando il nucleo storico del gruppo con Avengers: Disassembled e dando così il via all’epoca dei New Avengers, che sarà protagonista di saghe come House of M, Secret Invasion, Civil War e Dark Reign. È un periodo di straordinario successo per gli Avengers (che prepara il loro debutto al cinema che avverrà nel 2012) che lascia però insoddisfatti i fan del nucleo storico del gruppo che, dopo mille traversie, si riunisce finalmente nell’evento del 2010 Assedio. La saga racconta il tentativo di Norman Osborn e dei suoi Dark Avengers, sventato dai New Avengers e dal ritorno di Capitan America, Thor e Iron Man, di prendere possesso di Asgard, situata nella città di Broxton, Oklahoma dopo l’avvenuto Ragnarok (come raccontato da J. Michael Straczynski nel suo ciclo dedicato al Dio del Tuono).

Loki Journey Into Mistery 1

La miccia che dà il via agli eventi di Assedio, come anche alla loro risoluzione, è la presenza di Loki, dio degli inganni, che ispira le ambizioni di conquista di Osborn salvo poi pentirsene e sacrificarsi, ucciso da Void, per salvare Asgard. Ma la storia di Loki non sarebbe finita qui: con il primo film di Thor allora di imminente uscita, ci sarebbero stati ancora importanti capitoli da raccontare. “Vivere (e morire, aggiungiamo noi) non è difficile, potendo poi rinascere”, cantava un indimenticabile cantautore: e Loki sarebbe rinato, non come il villain che conoscevamo ma come protagonista di un percorso di formazione metanarrativo che da allora ha sempre accompagnato il personaggio fino ad arrivare alla serie televisiva a lui dedicata.
Con la conclusione di Assedio e con il roster dei Vendicatori originali nuovamente riunito, le collane della linea Avengers si riorganizzavano con il rilancio, tra gli altri, di The Mighty Thor affidato alla penna di Matt Fraction, sganciandosi dalla collana storica che negli anni ’60 aveva visto il debutto del Tonante, Journey into Mistery. Quest’ultima avrebbe proseguito la sua corsa e la sua numerazione originale ospitando le avventure del rinnovato Loki, trovatello inconsapevole della sua vita precedente, ritrovato da Thor e da lui portato ad Asgard tra lo scetticismo generale degli altri Aesir. A scrivere la testata un giovane autore inglese che aveva debuttato in Marvel con alcuni numeri di Thor successivi alla gestione Straczynski che non avevano destato particolare clamore, ma che con Journey Into Mistery conoscerà la sua consacrazione definitiva: Kieron Gillen.

Gillen è all’epoca un giovane sceneggiatore britannico che si è fatto notare con Phonogram, serie pubblicata da Image Comics che unisce il gusto dell’autore per le tematiche sovrannaturali all’interesse per la musica: prima di iniziare la sua carriera nel mondo dei comics Gillen aveva infatti frequentato l’industria musicale scrivendone per diverse testate giornalistiche. Un’esperienza professionale che lo accomuna a un suo connazionale illustre, Neil Gaiman, il cui lavoro su Sandman ha certamente ispirato Gillen per il suo ciclo di Journey Into Mistery, come vedremo. Ciclo che aveva conosciuto un prologo l’anno precedente alla sua uscita con Siege: Loki, one-shot del 2010 che aveva mostrato il patto stretto tra il “vecchio” Loki e Hela, Regina degli Inferi, per essere cancellato dal Libro di Hel. Questo accordo avrebbe poi concesso alla successiva incarnazione del Principe delle Menzogne carta bianca, ovvero la possibilità di intraprendere un percorso di vita diverso da quello che tutti si aspettano da lui.

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Il tema di una identità autentica e non vissuta come specchio delle aspettative altrui, suscitate da un ruolo che non si ha più intenzione di ricoprire, è l’idea che sta alla base dell’intero ciclo di Kieron Gillen. Nel primo arco narrativo il giovane Loki non ha il tempo di far ricredere gli asgardiani che vedono ancora in lui il vecchio ingannatore di sempre, quando si profila all’orizzonte la minaccia del dio Serpente, il fratello di Odino risvegliato da Sin, la figlia del nazista Teschio Rosso per mettere a ferro e fuoco il mondo, come raccontato da Matt Fraction e Stuart Immonen nell’evento Fear Itself. Una minaccia che incombe sul destino di una Asgard già provata e che induce il giovane Loki a concepire un piano complesso, tessendo una fitta tela di inganni per scongiurare un nuovo Ragnarok. Gillen introduce una serie di personaggi che lasciano il segno come la gazza Ikol, consigliere pennuto che contiene scampoli dell’essenza del vecchio Loki (provate a leggerne il nome al contrario, ndr.) o come Leah, giovane assistente di Hela che diventa indispensabile alleata di Loki. Una ragnatela di alleanza e tradimenti che vedono protagonisti Loki, Hela, Mefisto, e una serie di alleati e avversari appartenenti al pantheon norreno come le mostruose Disir, Surtur, Fenris, Tyr, evocati dalla prosa di notevole qualità letteraria di Gillen.

L’unico limite per la fruibilità di queste storie è quello di non poter prescindere dagli eventi di Fear Itself, senza la conoscenza dei quali la lettura non può dirsi pienamente soddisfacente. Estremamente godibili sono invece i capitoli successivi all’evento, alcuni dei quali stand-alone, in cui Gillen eccelle nella caratterizzazione dei personaggi: citiamo a tal proposito due episodi molto spassosi, quello con la nascita del cucciolo di mastino infernale Thori (e i tentativi esilaranti di Loki e Leah di trovare il giusto “affidatario”) e il racconto “romanzato” fatto da Volstagg ad un gruppo di bambini circa gli eventi di Fear Itself. Un episodio condito da momenti comici molto divertenti che rientra, nonostante le apparenze, in quella riflessione sulla potenza delle storie che è centrale nell’opera di Gillen che, per stessa ammissione dello scrittore, è debitore del lavoro di Neil Gaiman su Sandman. Le due serie sono infatti accomunate da un gusto fantasy molto simile, che le allontana dal tradizionale fumetto di supereroi americano, e da una meta narrazione che fa uso della mitologia per condurre una riflessione sul tema dell’identità e del cambiamento. Se in Sandman Morfeo paga il prezzo di un errore madornale compiuto in passato che lo pone di fronte ad un dilemma amletico (cambiare o morire?), il giovane Loki deve affrontare lo scetticismo generale che vede in lui nient’altro che il vecchio dio degli inganni e lottare contro questa percezione che gli altri hanno di lui. Gli omaggi di Gillen al capolavoro di Gaiman non si contano, a partire dalla presenza della gazza Ikol che ricorda il corvo Matthew che accompagna Morfeo nelle sue avventure, ma lo scrittore cerca comunque una strada personale facendo di Journey into Mistery una centrata analisi sulle capacità delle storie di modellare la realtà, e sulle narrazioni che ingabbiano gli individui in ruoli prestabiliti percepiti come opprimenti. Ragionamenti raffinati da parte di un autore capace di produrre una prosa di livello letterario e di giocare con la rottura della quarta parete: Kid Loki infatti sa di essere il personaggio di una serie a fumetti e nell’introduzione a ciascun capitolo si rivolge direttamente ai lettori.

Loki Journey Into Mistery 3

Journey into Mistery può contare su un roster di artisti di livello piuttosto eterogeneo ed elevato: si va dal tratto pulito dei britannici Jaimie McKelvie e Richard Elson, collaboratori abituali di Gillen, alla linea chiara di Pasqual Ferry e alle figure possenti e monumentali del veterano Doug Braithwaite, che non a caso venne scelto da Alex Ross come suo “alter-ego” artistico per gli interni del suo progetto Justice. All’artista vengono infatti  affidati gli episodi dal gusto più “mitologico”, in cui appaiono vecchie conoscenze asgardiane come Surtur e Fenris. Fa piacere rivedere anche Whilce Portacio, il cui stile muscolare e ruvido ben si presta al tono degli episodi in cui è impegnato, e Mitch Breitweiser, artista dal tratto sporco che era nella disponibilità della Marvel di quel periodo (chi scrive ricorda con piacere la bella mini dedicata a Patriot da lui disegnata).
Negli anni successivi a Journey into Mistery il personaggio di Loki avrebbe conosciuto una ulteriore evoluzione “meta” grazie alle storie scritte da Al Ewing e alla serie tv interpretata da Tom Hiddleston ma tutto cominciò qui, con una serie (oggi considerata di culto) che raccontò la più umana delle aspirazioni, che ci riguarda tutti: la speranza che la nostra vita non sia un libro già scritto.

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Indiana Jones: annunciata mini a fumetti Marvel di Jason Aaron e Aaron Kuder

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Nel corso del panel dedicato a Lucasfilm Publishing al San Diego Comic-Con, Marvel Comics ha annunciato Indiana Jones and the Sword of Pandemonium, miniserie di cinque numeri che debutterà a dicembre. La serie è scritta da Jason Aaron e disegnata da Aaron Kuder, inaugurando una nuova fase dei fumetti Marvel dedicati all'archeologo creato da George Lucas.

La vicenda è ambientata dopo gli eventi di I predatori dell'arca perduta e vede Indiana Jones coinvolto in una corsa attorno al mondo dopo che alcuni dei suoi più pericolosi nemici si mettono sulle tracce di una misteriosa arma biblica. Quando Marion Ravenwood entra in possesso dell'artefatto, Indy intraprende una nuova spedizione che intreccia archeologia ed elementi soprannaturali.

«Volevo vivere avventure al fianco di Indiana Jones da quando avevo otto anni», ha dichiarato Jason Aaron, spiegando che la serie riprenderà il personaggio subito dopo gli eventi del primo film. Aaron Kuder ha invece commentato il proprio entusiasmo per il progetto, definendo Indiana Jones un personaggio che si presta naturalmente al linguaggio del fumetto.

Il primo albo sarà pubblicato con una copertina principale realizzata da Bryan Hitch, una variant firmata da Alex Ross e il primo tassello di una serie di cinque copertine collegate disegnate dallo stesso Aaron Kuder.

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INDYSOP2026001 Cover B Kuder Connecting

INDY2026001 Cover F Ross

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I mutanti prendono il posto degli Avengers in Maximum X-Men di Christopher Yost e Tony S. Daniel

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Nel corso del panel Marvel Comics: Avengers: Armageddon al San Diego Comic-Con è stata annunciata Maximum X-Men, una nuova serie regolare scritta da Christopher Yost e disegnata da Tony S. Daniel. Il primo numero sarà pubblicato il 2 dicembre.

Secondo quanto rivelato durante il panel, la serie è ambientata dopo gli eventi di Avengers: Armageddon. Mentre gli Avengers cercano di riorganizzarsi in un mondo sconvolto dagli eventi della saga, saranno gli X-Men ad assumere il ruolo di principali difensori della Terra.

La formazione sarà guidata da Storm, reduce dalla sua esperienza con gli Avengers, e comprenderà Wolverine, Colossus, Bishop, Iceman, Psylocke, Firestar e Justice. Il primo arco narrativo vedrà la squadra affrontare un'invasione proveniente dalla Zona Negativa, con la minaccia che potrebbe coinvolgere Annihilus o un pericolo ancora più grande.

Per Christopher Yost si tratta di un ritorno agli X-Men dopo il suo precedente lavoro sul franchise negli anni 2010, mentre Tony S. Daniel torna a lavorare sui mutanti dopo la sua partecipazione a X-Men (2024) di Jed MacKay.

Nel corso del panel, Yost ha dichiarato che Maximum X-Men riunisce gli elementi che più apprezza dei fumetti, descrivendola come una storia di eroi sfavoriti chiamati a salvare il mondo da minacce di livello Avengers, con azione, dramma e un'atmosfera ispirata ai classici X-Men di Chris Claremont.

Daniel ha invece affermato che gli X-Men sono da sempre i suoi personaggi preferiti, fin da quando lesse Giant-Size X-Men (1975) #1 da bambino, definendo un onore poter lanciare la nuova serie insieme a Yost e sottolineando l'entusiasmo per il tono e l'energia della storia del primo numero.

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