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Star Comics è il nuovo editore di Hellboy e Mike Mignola

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Riportiamo e pubblichiamo:

STAR COMICS CELEBRA
IL 30° ANNIVERSARIO DI HELLBOY: 
È IL NUOVO EDITORE DI MIKE MIGNOLA IN ITALIA

Il demone rosso, figura iconica del fumetto e dell’entertainment, ritorna nelle librerie e nelle fumetterie italiane con una ri-edizione speciale targata Astra, pensata per omaggiare il compleanno del personaggio più celebre di un maestro del fumetto mondiale.

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Milano, 30 maggio 2024Mike Mignola è indubbiamente uno degli autori americani più influenti del fumetto moderno. Il suo riconoscibilissimo stile grafico, che Alan Moore descrisse come l’incontro tra l'espressionismo tedesco e Jack Kirby, fa ampio uso di forme geometriche semplici e contrasti di chiaroscuro per creare atmosfere gotiche e dal gusto macabro, immerse in narrazioni ricche di folklore e mitologia. In occasione del 30° anniversario di Hellboy, la sua creatura più celebre, Star Comics annuncia di essere il nuovo editore delle opere di Mignola in Italia, che saranno pubblicate dall’etichetta Astra partendo proprio con una ri-edizione di Hellboy prevista il prossimo ottobre.
 
Siamo incredibilmente orgogliosi di essere il nuovo editore di riferimento di un maestro del fumetto come Mike Mignola”, commenta Claudia BoviniDirettore Editoriale di Star Comics – che continua: “questo annuncio rappresenta un punto cruciale nel nostro impegno di portare ai lettori italiani le opere più significative del fumetto occidentale tramite Astra, la nostra etichetta dedicata ai capolavori non orientali. Con Hellboy, un vero gioiello della nona arte, rafforziamo il nostro catalogo con le storie di uno degli autori più visionari del nostro tempo”.

La storia di Hellboy è ormai parte della cultura pop occidentale: con tre film all’attivo e un quarto in fase di produzione, l’umorismo nero e la complessità del personaggio hanno conquistato un pubblico che va ben oltre i lettori di fumetti. Evocato dal mondo infernale dagli occultisti nazisti durante la Seconda Guerra Mondiale, viene salvato e cresciuto dalle forze alleate guidate dal Professor Trevor Bruttenholm, fondatore del Bureau for Paranormal Research and Defense (B.P.R.D.). Tra avventure sovrannaturali e sequenze d’azione mozzafiato, Hellboy è entrato nel cuore dei fan grazie ai conflitti interiori che lo contraddistinguono, in bilico tra un destino demoniaco e la scelta di proteggere l’umanità. Dalla sua nascita nel 1994, il demone rosso rappresenta alla perfezione l’antieroe occidentale moderno che, ben lontano dalla perfezione ostentata dai suoi predecessori, trova tutta la sua carica emotiva nelle contraddizioni insite nella propria natura.

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Siamo orgogliosi, grati e intimoriti” conferma Davide G.G. Caci - Publishing Manager in Astra. “Orgogliosi, perché qualsiasi editore sarebbe estasiato di avere l’opportunità di pubblicare un personaggio come Hellboy. Grati, perché gli amici di Dark Horse, il maestro Mignola e il suo entourage ci hanno dato fiducia, che ripagheremo con delle edizioni che renderanno giustizia al contenuto straordinario delle opere. Intimoriti, infine, perché per quanto sia già successo tante altre volte, avere a che fare con un maestro del fumetto fa sentire sempre un brivido lungo la schiena”.

Ulteriori dettagli verranno annunciati presto: gli appassionati e i nuovi lettori potranno aspettarsi delle edizioni curate nei minimi particolari e assolutamente vicine e fedeli all’originale, dei pezzi unici che arricchiranno la biblioteca di ogni amante della nona arte.

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Mike Mignola e Duncan Fegredo realizzano Giant Robot Hellboy

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Giant Robot Hellboy, un’idea talmente assurda da essere realtà. Mike Mignola e Duncan Fegredo tornano a lavorare insieme per realizzare l’ennesimo progetto legato al mondo di Hellboy, questa volta in versione mecha.

Ispirato ai disegni a matita dell’autore, Mignola: The Quarantine Sketchbook, Giant Robot Hellboy sarà colorato da Dave Stewart e Clem Robins, con cover di Fegredo e variant cover di Mignola e Stewart.

Nella serie limitata di tre numeri, per i tipi della Dark Horse, assisteremo allo scontro tra un Hellboy in versione gigante e alcuni Kaiju. Mignola non era partito con l’idea concreta di creare un progetto grafico ma si era limitato alla sola realizzazione di alcuni schizzi che, negli anni, con il supporto di Fegredo si sono trasformati in una progetto di prossima uscita in USA ad ottobre 2023.

Di seguito le cover diffuse in anteprima.

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In arrivo una miniserie di Mike Mignola sul giovane Hellboy

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Seppure terminata la serie principale di Hellboy, Mike Mignola non ha dimenticato la sua creatura. È in arrivo, infatti, il prossimo febbraio per Dark Horse la miniserie di 4 numeri Young Hellboy: The Hidden Land.

Mignola scriverà la serie insieme a Tom Sniegoski, il disegnatore Craig Rousseau e i coloristi Dave Stewart e Clem Robins. Mignola e Stewart hanno realizzato la copertina del primo numero. I numeri successivi avranno cover variant di Rachele Aragno, Wylie Beckert e Anthony Carpenter.

Come suggerisce il titolo, la storia si svolge ai tempi di quando il protagonista era ancora un ragazzo. Hellboy e il suo padre adottivo, il professor Bruttenholm, si ritroveranno abbandonati su un'isola dopo un lungo viaggio. "Presto si troveranno ad affrontare ogni sorta di mostri, e anche quando lo sconosciuto che li salva si rivela essere uno degli eroi di Hellboy, non saranno al sicuro come pensano di essere."

Young Hellboy: The Hidden Land #1 arriverà nei negozi di fumetti il ​​17 febbraio 2021. Di seguito le prime cover diffuse.

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Hellboy, la recensione del film

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Una fitta selva di domande tormenta il fan di Hellboy, in attesa dell'ultimo film tratto dalle avventure del suo eroe preferito: sarà la terza pellicola più aderente al fumetto delle prime due? Il tono sarà davvero più horror che fantasy come annunciato? Ma soprattutto - la domanda più importante di tutte - sarà meglio la versione di Neil Marshall o quella di Guillermo Del Toro?
È l'effetto che fa il reboot, operazione ormai molto diffusa ad Hollywood, volta a rilanciare un franchise in cui si è sbagliato qualcosa o, come nel caso del personaggio creato da Mike Mignola, per continuare a sfruttarlo commercialmente. Ma il reboot è anche un'operazione molto pericolosa: infatti, come insegna The Amazing Spider-Man di Marc Webb, il rischio di sbagliare è molto più alto al secondo tentativo, poiché bisogna necessariamente marcare una forte differenza dai lavori precedenti.

La differenza in questo caso è sbandierata fin dalla nascita del progetto: naufragata, a causa di dissensi in fase di produzione e della fittissima agenda del regista Guillermo Del Toro, l'idea originaria di fare uscire il terzo capitolo delle avventure firmate dal cineasta messicano, dopo il discreto successo del primo Hellboy del 2004 e del sequel Hellboy - The Golden Army da lui firmati, Mike Mignola, creatore del fumetto, decide di ripartire da zero, raccontando una nuova avventura del suo eroe con una confezione diversa, meno fantasy e più horror.

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Per questo nuovo progetto la produzione punta su un regista, Neil Marshall, dall'impronta meno autoriale di Del Toro, ma sicuramente più in grado di gestire il mix di generi e l'ampia gamma di personaggi pensati per il film, con un approccio più contemporaneo, più oscuro, come dimostrano gli episodi di Westworld, Il Trono di Spade, ma soprattutto il film The Descent - Discesa nelle tenebre, da lui diretti. A dare un volto al protagonista, viene chiamata un'altra icona della cinematografia dark, quel David Harbour diventato famoso al grande pubblico per il ruolo di Jim Hopper nella serie cult di Netflix Stranger Things, suscitando anche le polemiche del vecchio attore Ron Perlam, che ha accusato il nuovo protagonista, senza mezzi termini, di avergli soffiato il posto. Ma soprattutto è da rimarcare il coinvolgimento molto più attivo di Mike Mignola, deus ex machina del personaggio, in tutte le fasi della produzione, per garantire una resa il più fedele possibile alla rappresentazione cartacea del personaggio, forse un po' sacrificata nei film di Del Toro.  La sceneggiatura, infatti, si presenta come una combinazione di varie storie della serie (Il seme della distruzione, Hellboy in Messico, Il Cadavere, tra tutte), tenute insieme, come filo conduttore, da Hellboy Volume 9: La Caccia selvaggia, un'antologia del 2010 che include i numeri 37 e 44 della serie, ritenuta particolarmente adatta alla trasposizione sul grande schermo poiché, oltre ad essere una bella storia d'azione, rivela le origini di Hellboy, permettendo così di realizzare un reboot non convenzionale, capace inoltre di rappresentare il conflitto interiore caratteristico del personaggio, un essere sempre in bilico tra la sua educazione umana e il suo retaggio demoniaco, che dovrà sempre fare i conti con l'oscura profezia che lo riguarda.

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In questa ultima avventura, dopo un breve viaggio in Messico per tentare di salvare un suo collega del BPRD (Bureau for Paranormal Research and Defense), corpo di polizia che protegge la Terra dalle minacce provenienti dal mondo del soprannaturale, Hellboy (David Harbour), viene mandato in Inghilterra dal suo padre adottivo, il professor Broom (Ian McShane) per aiutare la controparte inglese del BPRD a combattere tre giganti infuriati. Nel corso di questa avventura, il protagonista, in una girandola di eventi al confine tra mondo umano e mondo soprannaturale e con l'aiuto di compagni di squadra improvvisati, come Alice Monaghan (Sasha Lane), ragazza proveniente dal suo passato col potere di parlare con i morti e Ben Daimio (Daniel Dae Kim), capitano del BPRD inglese, col potere di trasformarsi in un famelico giaguaro, dovrà affrontare la minaccia di Nimue, la Regina di Sangue (Milla Jovovich), un'antica strega, neutralizzata addirittura da Re Artù e Mago Merlino, ritornata in vita con una forte sete di vendetta nei confronti dell'umanità.
Nello scontro con la sua nemica, Hellboy scoprirà la verità sulle sue origini e si troverà a scegliere definitivamente da che parte stare, nell'eterna lotta tra le forze del bene e quelle del male.

L'obiettivo dichiarato di reinventare la serie in una chiave di lettura diversa, più moderna, si può dire ampiamente centrato: a cominciare dal trucco del protagonista, (che rende quasi irriconoscibile David Harbour, tanto è spaventoso), passando per la colonna sonora totalmente rock, usata per rendere più vivaci le scene d'azione (si pensi a Psycho dei Muse, sottofondo della scena della battaglia con i giganti), fino a giungere alla scelta dei personaggi comprimari (al posto del problematica Elisabeth "Liz" Sherman, primo amore dell'eroe e dell'impacciato ma fedele Abraham "Abe" Sapien, personaggi quasi fiabeschi presenti nei primi film, troviamo invece la freak Alice Monaghan e il mostruoso Ben Daimio, molto meno ingenui e molto più spigolosi), tutto è pensato per calare lo spettatore in un'atmosfera più elettrizzante, ma meno manieristica di quella pensata dal regista messicano. È un peccato, tuttavia, che la Cgi non sia per niente adeguata alle intenzioni originali della produzione. La prova più grande la si ritrova nella già citata scena dei giganti: la bella colonna sonora, infatti, non riesce a nascondere i difetti visivi evidenti, che fanno sembrare i giganti fino troppo fragili di fronte alla durezza fin troppo marcata del protagonista, rendendo davvero impossibile la sospensione dell'incredulità. E non basta a giustificare questo difetto la difficoltà realizzativa della scena, pensata come un piano sequenza molto lungo.

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Uno dopo l'altro, in particolare, vengono messi in fila gli stereotipi dei film horror: dal vampiro mostruoso, alla strega cattiva; dai giganti ai goblin; dai mutaforma Gruagach ai morti viventi di Baba Yaga, a cui probabilmente verrà dedicato molto spazio nel sequel. Sembra veramente difficile, visto lo sforzo prodotto, a tratti fin troppo esagerato, che i fan del genere possano rimanere delusi. La Regina di Sangue Nimue, poi, in mezzo a tanta abbondanza, è la ciliegina sulla torta, grazie alla bellezza e alla bravura di Milla Jovovich e allo script, che non risparmia neanche lei, inserendola in scene talmente pulp da risultare grottesche.
Altro punto di forza della pellicola è il racconto dell'origine del personaggio, affrontato con flashback distribuiti all'interno di tutto il film e alternato con l'intreccio della vicenda: la scelta stilistica permette di fare confluire l'intera vicenda con coerenza nel gran finale, a dire il vero non molto emozionante, ma capace di rendere nel modo migliore gli elementi più caratteristici del personaggio.

In definitiva, quindi, il nuovo Hellboy è un film divertente e ben studiato che sicuramente sarà capace di soddisfare la richiesta di nuove avventure dei fan; restano alcune perplessità sulla moda di sottoporre a reboot una saga cinematografica ogni dieci anni: alla fine, infatti, i film si somigliano molto e, sebbene chi scrive preferisca di poco la versione moderna e contemporanea rispetto a quella più fantasy di Del Toro, non fosse altro perché leggermente più accattivante e divertente, viene da chiedersi se il personaggio avesse davvero bisogno di questo rilancio.

Ai posteri - e al botteghino - l'ardua sentenza.

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