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Addio a Patrick Stewart, l'attore di Star Trek: The Next Generation e di X-Men

Addio a Patrick Stewart, l'attore di Star Trek: The Next Generation e di X-Men

È morto a 86 anni Patrick Stewart, interprete britannico noto soprattutto per aver vestito i panni del capitano Jean-Luc Picard in Star Trek: The Next Generation e del Professor Charles Xavier nei film degli X-Men. L’attore è morto mercoledì nella sua abitazione di Los Angeles.

Secondo una dichiarazione pubblicata sul suo account Instagram, Stewart aveva affrontato una «breve» battaglia contro l’Alzheimer e la demenza a corpi di Lewy. La dichiarazione ricorda anche il suo impegno nel campo dei diritti umani, nella tutela delle vittime di violenza domestica, nell’assistenza ai rifugiati, nei servizi di salute mentale per i veterani e nella protezione degli animali.

Nato Patrick Hewes Stewart a Mirfield, nello Yorkshire, l’attore aveva iniziato a recitare da adolescente in diverse compagnie amatoriali della regione, lasciando la scuola a 15 anni. Dopo aver lavorato come reporter per un giornale, scelse di dedicarsi alla recitazione. A 18 anni perse i capelli, caratteristica che sarebbe diventata uno degli elementi più riconoscibili del suo aspetto.

Stewart iniziò la carriera al Library Theatre di Manchester e nel 1966 entrò nella Royal Shakespeare Company, con la quale rimase per quasi due decenni. Prima di Star Trek: The Next Generation aveva già costruito una solida carriera teatrale, prendendo parte a più di due dozzine di produzioni della compagnia. Tra i suoi ruoli figuravano Astrov in Zio Vanja nel 1974, Oberon in Sogno di una notte di mezza estate nel 1977, Shylock ne Il mercante di Venezia nel 1978 e il protagonista di Tito Andronico nel 1981.

Il passaggio decisivo della sua carriera arrivò nel 1987, quando fu scelto per interpretare il capitano Jean-Luc Picard in Star Trek: The Next Generation. Stewart mantenne il ruolo per tutte le sette stagioni della serie, conclusasi nel 1994, e lo portò successivamente al cinema in Star Trek: Generations, Star Trek: First Contact, Star Trek: Insurrection e Star Trek: Nemesis. I film videro Stewart recitare anche al fianco di William Shatner, prima del successivo reboot cinematografico della saga diretto da J.J. Abrams e incentrato sui personaggi della serie originale.

Il ruolo di Picard rese Stewart una presenza centrale nell’universo di Star Trek. Il New York Times ha sottolineato come l’attore avesse trasformato il capitano nel centro morale di The Next Generation, grazie a un’autorità severa ma equilibrata e a una forte serietà, contribuendo a mantenere la serie lontana dalla parodia.

Nel 2000 arrivò invece il debutto nei panni del Professor Charles Xavier in X-Men. Stewart interpretò il fondatore degli X-Men anche in X-Men 2, X-Men: The Last Stand, X-Men Origins: Wolverine, The Wolverine e X-Men: Days of Future Past, recitando nella saga al fianco di Ian McKellen, interprete di Magneto. I due attori svilupparono una stretta amicizia durante la lavorazione dei film e tornarono a collaborare anche a teatro. Stewart aveva inoltre ripreso il ruolo di Xavier nel film Avengers: Doomsday, al fianco di McKellen, la cui uscita è prevista per dicembre.

La carriera di Stewart non si è però limitata alla fantascienza e ai cinecomic. Tra i suoi primi ruoli cinematografici nel genere figurano Leondegrance in Excalibur di John Boorman, del 1981, e Gurney Halleck in Dune di David Lynch, del 1984. In televisione aveva recitato nella miniserie BBC North & South del 1975, tratta dal romanzo di Elizabeth Gaskell, e aveva interpretato Seiano in I, Claudius. Dal 1981 al 1983 fu inoltre protagonista della serie BBC Maybury, nel ruolo di uno psichiatra in un ospedale.

Stewart continuò a lavorare con regolarità anche in teatro durante e dopo gli anni di Star Trek. Nel 1987 interpretò George in Who’s Afraid of Virginia Woolf? al Young Vic, tornando al ruolo nel 2001 al Guthrie Theatre di Minneapolis. Per diversi anni portò inoltre in scena a Los Angeles e a Broadway una versione per un solo interprete di A Christmas Carol, da lui stesso adattata dal testo di Charles Dickens.

Dopo la conclusione di The Next Generation, intensificò ulteriormente la sua attività teatrale. Nel 1996 fu Prospero ne La tempesta a Broadway, mentre nel 1997 interpretò il protagonista di una particolare messa in scena di Otello allo Shakespeare Theatre di Washington. Nel 2000 tornò a Broadway con The Ride Down Mt. Morgan. In Gran Bretagna recitò successivamente in Antony and Cleopatra, ancora ne La tempesta e in Macbeth, produzione che nel 2008 arrivò anche a Broadway. Nello stesso anno interpretò Claudio in Hamlet con David Tennant, ottenendo l’Olivier Award come miglior attore non protagonista.

La collaborazione con Ian McKellen proseguì anche al di fuori degli X-Men. Nel 2009 i due recitarono insieme nel West End in Waiting for Godot e nel 2014 tornarono a Broadway, ancora nel testo di Samuel Beckett e in No Man’s Land di Harold Pinter.

Stewart seppe inoltre muoversi tra dramma e commedia, senza mostrare particolare insofferenza per il legame con la cultura popolare creato dai suoi ruoli più celebri. Prestò la voce a I Simpson, I Griffin e American Dad! e partecipò a produzioni comiche come L.A. Story di Steve Martin, nel quale interpretò un cameriere snob, e Robin Hood: Men in Tights di Mel Brooks, dove fu re Riccardo. Nel 1994 condusse anche Saturday Night Live. Nel 1995 recitò nella commedia Jeffrey, mentre in seguito fu narratore di Ted e del suo seguito, entrambi prodotti da Seth MacFarlane, con il quale aveva collaborato anche nella serie Blunt Talk. Qui Stewart interpretava un giornalista televisivo inglese che, dopo problemi legati all’abuso di sostanze, si trasferiva a Los Angeles per condurre un talk show.

Tra gli ultimi ruoli citati nella sua filmografia figurano Match, film del 2015 tratto dall’omonima pièce di Stephen Belber, nel quale interpretava un eccentrico insegnante di danza, e Green Room, thriller horror in cui vestiva i panni del leader di una band neonazista.

Parallelamente alla recitazione, Stewart aveva sviluppato un’attività nel campo dei videogiochi, prestando la voce a diversi titoli legati ai franchise di Star Trek e X-Men.

L’attore era stato sposato tre volte. La prima moglie era la coreografa Sheila Falconer, la seconda Wendy Neuss, produttrice di Star Trek: The Next Generation. Nel 2013 aveva sposato Sunny Ozell, con una cerimonia officiata da Ian McKellen. Stewart lascia inoltre la figlia Sophie Stewart e il figlio Daniel Stewart, anch’egli attore, avuti dal matrimonio con Falconer.

La dichiarazione pubblicata dopo la sua morte ricorda infine Stewart anche per il suo impegno al di fuori del mondo dello spettacolo: era stato nominato cavaliere e cancelliere, era appassionato di automobilismo e tifoso di lunga data dell’Huddersfield Town. A essere ricordati, insieme alla sua attività artistica, sono soprattutto la dignità, la compassione e l’umanità che aveva portato nei suoi ruoli e nella sua vita.

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