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Emanuele Amato

Emanuele Amato

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Daredevil #1 (Devil e i Cavalieri Marvel 52)

L’universo Marvel è stato scosso da Secret Wars, come ben sappiamo, e le ripercussioni sono arrivate anche per il diavolo di Hell’s Kitchen, nonostante la sua assenza nel mega-evento. Nuova era quindi, nuovo costume e nuovi autori. Si riparte da New York dopo la bella e premiata run di Mark Waid.
Molte cose sono cambiate, innanzitutto il nome, finalmente dopo mille peripezie e richieste il diavolo verrà chiamato come nell’edizione originale americana: Daredevil. La testata italiana avrà cadenza bimestrale fino a settembre in un formato da 48 pagine, per poi diventare mensile. Il supereroe cieco, ora, ha anche un nuovo costume che richiama un po' la trasposizione televisiva di Netflix: nero con simboli rossi.

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Matt Murdock ritorna nella Grande Mela e inizia a lavorare per il procuratore distrettuale. La sua identità non è più nota (dopo gli eventi di Secret Wars solo Foggy ricorda chi sia realmente). Durante la notte ovviamente continua la sua battaglia per ripulire Hell’s Kitchen dalla criminalità e da un nuovo villain, Diecidita, che ha creato una chiesa ed è intenzionato ad avere la città ai suoi piedi. Daredevil però non è più solo ma ha con sé una spalla: Blindspot. Ragazzino cinese che pulisce i bagni della Columbia University per pagarsi l’affitto, da quando era piccolo lavora sulla sua tuta a pile che lo rende invisibile. Salvato da Daredevil, il diavolo diverrà suo mentore e addestratore. Questo personaggio è introdotto in un capitolo de “La nuovissima Marvel Prologo” uscito qualche settimana fa.

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Già a primo impatto è evidente la differenza con la gestione precedente che aveva tonalità più "chiare" e pop sia come caratterizzazione dei personaggi, sia come metodo di scrittura, sia nei disegni e colori. Questo nuovo team, quindi, si differenzia completamente dalla precedente gestione di Waid. Charles Soule ai testi e Ron Garney alle matite riprendono quello stile cupo e urbano che contraddistingue il diavolo di Hell’s Kitchen. Soule ripesca le atmosfere che Frank Miller ha reso celebri ed indelebili ormai nell’immaginario mondiale e lo ha fatto suo. Le citazioni partono dalla prima pagina: “Sono Matt Murdock, sono Daredevil e non ho paura”, un omaggio a quel gioiello che ormai è un cult della nona arte.

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I disegni di Ron Garney sono spettacolari, resi ancora più suggestivi dal colorista Matt Milla. Le scene d’azione sono dinamiche e crude, mentre quelle con maggiori dialoghi non sono mai ostentate o noiose. Alcune tavole in particolare risultano una gioia per gli occhi, come quella in quarta pagina in cui Daredevil è in mare e in cui c'è un uso dei colori scuri tranne che per l’acqua, dove è usato il bianco e alcune sfumature di grigio. O quando, a circa metà dello spillato, Garney divide la tavola in maniera uguale e complementare in quattro griglie dove la prima e la terza sono rappresentate dal bene, mentre la seconda e la quarta dal male. Nella sua rappresentazione totale, quindi, si vede un sola entità composta da Diecidita e Murdock. Milla, giocando molto sui colori, riprende il simbolo dello Yin e lo Yang creando una scacchiera chiaro-scuro-chiaro-scuro, mentre i dialoghi formano una rappresentazione alternata delle motivazioni delle due controparti alzando il livello di epicità della tavola.

Un primo albo che parte bene e promette tanto, con un'edizione curata e con la variant super-FX, disegnata da Michael Cho, da incorniciare e appendere al muro. Peccato non si sia scelto di includere Daredevil tra le edizioni a tiratura limitata.

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