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Quattro ragazzini entrano in una banca, recensione: Heist comic a regola d’arte

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Partiamo dalla fine: vale la pena prendere questo fumetto? La risposta è: assolutamente sì. Eliminato l’elefante dalla stanza, possiamo adesso spendere due parole sul volume con tutta tranquillità.
Kieron Gillen ha sintetizzato nel miglior modo possibile Quattro ragazzini entrano in una banca: “Immaginate che Tarantino scriva e diriga I Goonies. E che lo faccia in maniera eccellente.”. Niente di più vero. Non parleremo della scia (già affrontata più volte) di opere che richiamano gli anni '80 e '90, esplosa da un po’ a questa parte, possiamo però dire che anch’essa si inserisce in quel filone. Cos’ha quindi questa storia da essere così bella? Ci arriviamo subito.

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I protagonisti sono un gruppo di ragazzini amanti dei giochi di ruolo in stile D&D, di videogiochi alla Double Dragon e giocattoli come He-Man o Power Rangers. Il padre di uno di essi, però, ha un conto in sospeso con una banda di criminali appena usciti da galera. L’incontro tra queste due fazioni genererà una serie di eventi che porterà ad avere una cosa in comune: una rapina in banca. Potremmo tranquillamente dire che non ci sia nulla di nuovo in queste premesse, opere recenti come Stranger Things o Paper Girls si basano su eventi di ragazzini che devono affrontare cose al di là della loro portata, eppure negli USA la critica non ha dubbi: questa è una delle migliori produzioni del 2017. Senza spoilerare possiamo dire che da queste premesse Matthew Rosenberg e Tyler Boss dipanano una vicenda ricca pathos e dalla grande freschezza narrativa.

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L’accostamento del genere crime e del caper/heist diversificano l’opera da altre donandole una luce differente. La sceneggiatura di Rosenberg è solida e articolata, l'autore gestisce ottimamente i momenti drammatici con quelli divertenti, rendendo il tutto molto equilibrato e mai noioso. I temi trattati sono vari, creando più livelli di lettura e, di conseguenza, più profondità. Si spazia dall’amicizia, al senso della famiglia e del dovere, fino ai concetti di giusto e sbagliato morale (e penale). Il carattere e l’indole di ogni ragazzino è stereotipico del genere ma non stereotipato. C’è la ragazza ribelle, il ragazzo timido e introverso, il combinaguai e quello razionale e giudizioso, tuttavia nessuno di essi appare scontato scontato, anzi, Rosenberg li tratteggia in maniera sottile e li sfuma egregiamente. Il focus è sulle interazioni del gruppetto, come giusto che sia, ma la caratterizzazione dei personaggi secondari non è lasciata al caso o tenuta in maniera superficiale. Il padre di Paige, per esempio, è strutturato perfettamente e prende lo spazio necessario, pur non apparendo spessissimo. Il fulcro drammatico è dato proprio dal rapporto dell’uomo con la figlia. La maestria di uno sceneggiatore è proprio quella di sintonizzare il lettore ad un personaggio, seppur in pochi dialoghi.

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Merito della riuscita del volume va a Tyler Boss, perché senza la strutturazione delle tavole, così particolari e ricercate, probabilmente questo fumetto non avrebbe avuto lo stesso successo e la stessa potenza espressiva. Inquadrature perpendicolari nella stanza, le trovate in stile David Aja in Occhio di Falco, due tavole da 24 vignette l’una per una scena di comunicazione via radio, sono solo alcune delle soluzioni registiche del disegnatore. Alcune scene d’azione ricordano invece il lavoro di Wes Craig in Deadly Class, quando preme l’acceleratore per dare cardiopalma al lettore. Tutto in funzione della narrazione, sfruttando completamente le peculiarità del medium.

Particolarmente interessanti sono gli inizi dei capitoli. Ognuno di esso è ambientato in un “mondo di fantasia” dei ragazzi, ad esempio la partita a D&D dove ognuno di essi è un personaggio (drago, guerriero etc). Mentre giocano, visivamente vediamo vignette con draghi e guerrieri da loro interpretati: litigando nella realtà fanno discutere i loro avatar creando così due livelli di narrazione sovrapposti.

L’edizione della Panini Comics è sublime. Uno splendido cartonato 18x28 che contiene anche tutte le cover variant che riprendono locandine di film come Fargo, Le Iene, Ocean’s Eleven e molte altre ancora, rielaborate con i personaggi del fumetto.

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