Tales of Paranoia, recensione: Robert Crumb negli abissi della mente contemporanea
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Tales of Paranoia segna, dopo oltre vent'anni, il ritorno nelle librerie di Robert Crumb, offrendo una discesa lucida e spietata nelle ossessioni del nostro tempo.
Pubblicato in Italia da Comicon Edizioni, il volume raccoglie 12 storie brevi che esplorano la sfiducia nelle istituzioni, il trauma post pandemico e il “Deep State”, filtrati attraverso la lente deformante della nevrosi personale dell’autore.
Il personaggio — sempre Crumb — che emerge trasversalmente dai racconti appare come un vecchio “brontolone”, costantemente alle prese con domande sulla realtà e sulle paure che lo attraversano come un uomo qualunque. Le tematiche affrontate sono controverse e divisive, e non potrebbe essere altrimenti: guerre, pandemie, crisi economiche e fragilità sociali sono il terreno naturale su cui Crumb costruisce la sua satira.
Tales of Paranoia include anche l’ultima storia di Dirty Laundry, realizzata insieme alla moglie Aline Kominsky Crumb poco prima della sua scomparsa nel 2022, aggiungendo al volume una nota di profonda introspezione e lutto.
Già dal titolo si intuisce che il cuore dell’opera è l’indagine sulla paranoia contemporanea. Crumb non si limita a osservare il mondo esterno: si immerge nei propri incubi, trasformandoli in domande collettive. Lo fa con la sua arma più affilata, l’ironia, evidente soprattutto in Nessun riparo per gli atei e In che Dio mi aiuti, dove affronta il tema della religione con la consueta irriverenza.
Lo stile artistico di Crumb rimane uno dei più riconoscibili e influenti della storia del fumetto. Il suo iconico tratteggio incrociato (cross hatching) sostiene un realismo quasi maniacale, che richiama le incisioni antiche pur mantenendo quella elasticità “gommosa” tipica dell’underground. Come da tradizione, domina il bianco e nero, spesso sfumato, che mette in primo piano personaggi, proiezioni mentali, pensieri e suggestioni che popolano l’universo crumbiano.
Tales of Paranoia è un’opera consigliata agli amanti dell'artista e a quelli del fumetto underground, vicino a uno stile occidentale americano che scava nell’animo umano e ne mostra il lato oscuro, sporco, stradaiolo, senza rinunciare a un afflato narrativo e poetico. Ma anche un lettore curioso, dotato della giusta apertura verso una forma di esposizione meno convenzionale, può trovare in Crumb un autore capace di sorprendere e inquietare.



