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Mystery Society

Il problema principale di Mistery Society è che è una miniserie in cinque numeri. Effettivamente questo è il suo unico difetto. Che non potremo vedere altre storie con protagonisti gli incredibili personaggi che abbiamo visto in questo volume. Che Nick, Anastasia, Verne, Nina e Sally e Samantha fanno parte di un universo racchiuso unicamente all'interno di questo volume e che da lì non usciranno, se non nei nostri ricordi. E questo è un po’ triste.

Partiamo dai difetti perché sono pochi e facilmente elencabili ed emendabili. Tutto il resto è in discesa. Trama divertente, dialoghi pungenti, acuti, che stimolano una certa complicità con il lettore, separazione in capitoli che non interrompe mai la continuità narrativa, storia che per quanto non possa essere effettivamente inserita tra le più originali sicuramente stupirà e piacerà anche ai lettori più esigenti e ci sono i disegni della Staples, ma su quello ci ritorniamo.

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La trama segue le vicende di Nick Mystery e di sua moglie Anastasia, due persone affascinanti e ricche che fondano una società di indagatori del mistero alquanto bizzarra. Il loro obiettivo è quello di svelare i misteri che hanno impregnato e alimentato la letteratura e le leggende nel corso dei secoli. A questi due si aggiungeranno spontaneamente una ghoul di nome Samantha e un robot vagamente steampunk animato dal cervello di Jules Verne. Faranno ingresso nel gruppo, salvate da un laboratorio segreto nell'area 51 da Nick, due ragazzine dai poteri sovrannaturali di nome Nina e Sally. La storia è quindi un incrocio tra Indiana Jones, 007 e La Lega degli Straordinari Gentlemen. E Steve Niles non è il primo arrivato. Sa gestire in modo eccellente la narrazione rendendola veloce, diretta e coinvolgente anche alternando più piani narrativi in sequenza. Bella anche l'iniziativa di rivivere la storia facendola raccontare da Nick alla stampa in occasione del suo arresto.

Uno dei punti forti è l’originalità dei personaggi, soprattutto quelli secondari che non risultano per nulla marginali o meramente dei supporter. Il loro ruolo è talmente fondamentale che la ricerca del teschio di Edgar Allan Poe, la principale missione del gruppo, viene completamente affidata loro. Sebbene effettivamente la ricerca sia un po’ scontata e prevedibile, viene condita con un’ironia e una narrazione che ricordano i bei fumetti del passato, quelle storie semplici che fa sempre piacere leggere, che mettono un sorriso e una gioia unica, anche se sai già come andrà a finire. Una sorta di ingenuità d'altri tempi.

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Questo non succede con l’altra linea narrativa, quella che segue le vicende di Nick e Anastasia nel tentativo di smascherare il complotto ordito nei loro confronti per aver pestato i piedi alle persone sbagliate. Questo piano narrativo segue invece una struttura più da 007, con tanto di gadget nascosti sottopelle. Una missione di evasione e di riscatto adrenalinica, frizzante e ben gestita.

Per quanto riguarda l'aspetto grafico, c'è un nome, quello di Fiona Staples, che non dà adito a dubbi. Disegnatrice eccellente, ha dato prova a tutto il mondo della sua abilità in Saga, portandosi a casa anche diversi premi prestigiosi. E se avete letto quell'opera non faticherete a ritrovare Nick e Anastasia in Marko e Alana, soprattutto la seconda che stilisticamente è molto simile alla protagonista femminile di quest'opera. Fiona sa disegnare qualunque cosa in maniera eccezionale. E nelle storie dove emerge la  quotidianità da il meglio di sé con espressioni e pose dei suoi personaggi sempre molto intime e mai volgari. Le tavole straordinarie dell'artista mantengono il suo tratto caratteristico che abbiamo imparato (non che richiedesse un grande sforzo) ad amare sulle pagine dell'opera di Brian K. Vaughan ma va precisato che Mystery Society è precedente di ben due anni a Saga. E di questo ce ne si rende conto e soprattutto si nota come lo stile di Fiona sia sempre in evoluzione, seguendo un percorso di incredibile magnificenza. Questo è un aspetto che si nota principalmente nell'impostazione della pagina che è più classica e standard rispetto alle bizzarrie a cui ci ha abituato in Saga, ma già cominciano a vedersi nelle inquadrature scelte e nella disposizione del layout i primi embrioni del suo exploit. Bello anche il filtro film grain da pellicola cinematografica applicato sulle tavole e i colori sabbiosi utilizzati, molto retrò, che danno un taglio stilistico apprezzabile e innovativo.

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Mystery Society è un'opera breve ma intensa, che entrerà subito nelle grazie del lettore. Il problema come già detto è che va amata intensamente nel breve periodo in cui si dipana la trama, per mantenere un ricordo vivido nel tempo. Opera raccomandata a chi vuole una lettura veloce e di qualità. Edizione Bao Publishing molto ben curata con tante pagine di extra e artwork di Fiona che sono una vera chicca per tutti i fan dell'artista e permettono al lettore di rifarsi gli occhi. Prezzo molto buono considerando che gli schizzi della Staples sono probabilmente inestimabili. Ah, per la cronaca, il formato dell'edizione è il medesimo di Saga. Vi consigliamo vivamente di accostare le due opere sullo scaffale. Non ve ne pentirete.

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