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Anteprima di Space Bandits #1 di Mark Millar e Matteo Scalera

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Il sito CBR ha diffuso un'anteprima di Space Bandits #1, la nuova serie Millarword di Mark Millar e Matteo Scalera che riceverà anche un adattamento su Netflix. Potete vedere le tavole nella gallery in basso.

Space Bandits segue due criminali intergalattici chiamati Thena Khole e Cody Blue mentre si alleano per vendicarsi delle bande che li hanno traditi entrambi.

Millar ha dichiarato che voleva creare un'opera di fantascienza ottimista e divertente, che si oppone alla tante proprietà cupe che ci sono in giro. E su Scalera aggiunge: "Il ragazzo è un genio e l'ho seguito per anni. Averlo come disegnatore è come quando qualcuno per cui hai sempre avuto una cotta esce con te. È semplicemente fantastico."

Space Bandits #1 uscirà il 3 luglio e presenterà una variant cover di Howard Chaykin, che potete vedere qui di seguito accanto a quella regular di Scalera.

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Hit-Girl a Roma, recensione: l'avventura italiana di Mindy McCready

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Se tre non è il numero prefetto, poco ci manca. Nel caso di Hit-Girl possiamo dire che il terzo tentativo è quello buono. Della serie regolare dedicata all’alter-ego di Mindy McCready ve ne abbiamo già parlato qualche mese fa.

Dopo essere stata uno dei personaggi cardini della prima trilogia fumettistica di Kick-Ass, creata da Mark Millar e John Romita Jr.,ed essere stata al centro di una miniserie tutta sua, lo sceneggiatore scozzese ha deciso di riprendere Kick-Ass con una nuova protagonista e di concedere a Hit-Girl la sua prima serie regolare, con la caratteristica che ogni ciclo di 4 numeri avrebbe avuto un team artistico differente. E così dopo le coppie Mark Millar-Ricardo Lopez Ortiz e Jeff Lemire-Eduardo Risso è ora il turno di Rafael Scavone e Rafael Albuquerque.

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Il difetto dei primi due cicli, ambientati in Columbia e in Canada, perché – ricordiamo – ogni avventura vedrà Mindy in una parte diversa del mondo, era l’assoluta piattezza delle trame che fungevano da mero pretesto per gettare la protagonista in sanguinose quanto improbabili risse con orde di uomini più grandi di lei, rinunciando – per giunta – ad ogni tipo di approfondimento psicologico.
Hit-Girl a Roma, invece, ci restituisce finalmente una saga leggera sì, come da spirito della serie, ma godibile e ben scritta.

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Per seguire una ladra, autodefinitasi “La Gatta” (sì, il richiamo a Catwoman è voluto e palese), Mindy si ritroverà contro la sua volontà in Italia e incapperà in un’associazione malavitosa guidata da un’anziana suora psicopatica e assassina che mira a mettere le mani su un antica reliquia religiosa. Per sconfiggere il suo impero criminale, Hit-Girl sarà costretta ad allearsi con La Gatta.
Scavone non si discosta dalle precedenti saghe e ci ripropone tutti gli ingredienti tipici della serie: azione smodata e splatter come se piovesse. La trama, per quanto leggera e lineare, e i personaggi bidimensionali, riescono però a divertire e appassionare come mai avvenuto nei precedenti capitoli. Nulla di epocale comunque, ma almeno è un passo in avanti.

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Sul versante artistico invece, Hit-Girl ha sempre sfoderato gli artigli grazie ad artisti di gran calibro, e anche un questo caso Rafael Albuquerque non è da meno. Il suo stile dinamico ed espressivo ben si confà al mood grottesco della serie con soluzioni che spesso e volentieri accentuano gli eccessi.
Purtroppo però, scena del Colosseo e qualche piccolo stereotipo a parte, la Roma raffigurata dall’artista brasiliano è fin troppo anonima, considerando che gran parte delle tavole, per giunta, o non presenta sfondi o si svolge in interni. In generale, sia riguardo la storia che i disegni, l’ambientazione romana, o comunque italiana, non è granché sfruttata se non per i suoi riferimenti al mondo religioso e mafioso da cui parte la stessa avventura.

Hit-Girl a Roma è in definitiva quello che ci si aspetta da questa serie: tanta leggerezza fatta con criterio.

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Netflix - Millarworld: arriva Space Bandits di Mark Millar e Matteo Scalera

  • Pubblicato in News

È stato annunciato, via Deadline, il nuovo progetto Millarworld/Netflix di Mark Millar dal titolo Space Bandits disegnato da Matteo Scalera.

Space Bandits segue due criminali intergalattici chiamati Thena Khole e Cody Blue mentre si alleano per vendicarsi delle bande che li hanno traditi entrambi.

Millar ha dichiarato che voleva creare un'opera di fantascienza ottimista e divertente, che si oppone alla tante proprietà cupe che ci sono in giro. E su Scalera aggiunge: "Il ragazzo è un genio e l'ho seguito per anni. Averlo come disegnatore è come quando qualcuno per cui hai sempre avuto una cotta esce con te. È semplicemente fantastico."

Non è chiaro in quale forma apparirà Space Bandits su Netflix, che si tratti di un film o di una serie televisiva. Tuttavia, la serie di fumetti, che pubblicherà tramite la Image Comics ed è descritta come un "adattamento".

Space Bandits #1 uscirà il 3 luglio e presenterà una variant cover di Howard Chaykin, che potete vedere qui di seguito accanto a quella regular di Scalera.

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Hit-Girl In Canada, recensione: la nuova vita di Mindy McCready

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Kick-Ass - ideata insieme al disegnatore John Romita Jr. - è certamente l’opera di Mark Millar più celebre del Millarworld. Dopo 3 miniserie, e uno spin-off dedicato a Hit-Girl – oltre che due film - lo sceneggiatore scozzese sembrava aver chiuso definitivamente nel 2014 le vicende legate a questi personaggi.
Tuttavia, nel 2018 Millar decide di rilanciare il suo best-seller creando, in parallelo, una serie con un nuovo Kick-Ass, e una di Hit-Girl. Quest’ultima, però, con un team diverso ad ogni ciclo, di volta in volta ambientato in una località diversa del mondo.

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L’idea alla base di Kick-Ass era quella di mostrare cosa sarebbe accaduto se persone comuni iniziassero ad emulare le gesta dei supereroi nella vita reale, partendo dalle vicende di Dave Lizewski. Millar, tuttavia, fin da subito abbandona ogni possibile strada di realismo a servizio di una storia puramente action e fracassona. In particolare, è l’arrivo di Hit-Girl che mina ogni base di credibilità alla vicenda (a meno che non riteniate plausibile l’esistenza di una ragazzina di 10 anni che sgomina gang mafiose in una manciata di secondi).
Bambina addestrata dal padre al combattimento, dura, feroce e letale, Mindy McCready risulta però essere il personaggio in assoluto più interessante delle saga.

Se dunque, la si vede come un action puro, Kick-Ass funziona alla perfezione. Millar sembra poco interessato a mostrare tracce di realismo, e bisogna aggiungere che spesso le svolte narrative richiedono una certa sospensione dell’incredulità a causa di passaggi a dir poco semplicistici e decisamente forzati. Al netto di tutto, è proprio la sua forte esasperazione a far funzionare questo universo narrativo e con la serie di Hit-Girl anche quel freno inibitorio, rappresentato dal personaggio di Dave Lizewski, sembra svanire del tutto.

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Il registro della serie, dunque, è quello di un action-splatter in cui Mindy – con spade e pistole – fa fuori decine di uomini armati. E davvero non c’è altro. Sia in Columbia, il primo ciclo scritto da Mark Millar e disegnato da Ricardo Lopez Ortiz, che in Canada, l’avventura ad opera di un team artistico di prim'ordine quale Jeff Lemire ed Eduardo Risso, la musica non cambia.

La trama è ridotta all’osso: arrivata in Canada sulle tracce di Baker Junior, la cui colpa è quella di esportare eroina a New York, Mindy si troverà – fra non poche difficoltà – ad affrontare sulla neve sia il suo bersaglio che il padre Baker Senior (oltre a orsi feroci, sicari e poliziotti).

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Se nella vecchia incarnazione di Kick-Ass, Hit-Girl aveva quantomeno un certo approfondimento psicologico, in questo rilancio Mindy appare fin troppo macchiettistica e il divertimento degli autori sembra esclusivamente quello di mostrare una ragazzina ammazzare decine di uomini nella maniera più spietata. Una serie, dunque, che vuole essere “leggera” e che finisce per apparire sì divertente, ma fin troppo piatta in quanto priva di qualsivoglia intreccio narrativo. Il mestiere nei testi di Lemire e nei disegni di Risso, dunque, reggono da soli un diversement davvero troppo vuoto. E la scelta da parte di Panini Comics di relegare queste storie in volumi, piuttosto che in albi da edicola, può apparire eccessiva. Al momento, dunque, la serie di Hit-Girl non convince, almeno in attesa del lavoro dei prossimi team creativi.

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