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Devil's Reign: spin-off con Elektra la "Donna senza paura"

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L'evento Devil's Reign riceverà un nuovo spin-off dal titolo Daredevil: The Woman Without Fear, una miniserie di tre numeri ad opera di Chip Zdarsky e Rafael De Latorre e che rivelerà il "segreto più oscuro" di Elektra a Wilson Fisk/Kingpin.

Come sanno i lettori di Daredevil, Elektra sta attualmente indossando il costume di Matt Murdock proteggendo Hell's Kitchen con il voto di non uccidere mai, secondo i desideri di Matt. Ma Devil's Reign mette l'esercito di supercriminali di Kingpin sulle tracce di tutti i vigilanti di New York - inclusa Elektra - con risultati potenzialmente mortali per la cosiddetta "Donna senza paura".

"Quando stavamo pianificando Devil's Reign, è apparso subito evidente che la storia di Elektra era troppo grande per essere contenuta nella serie principale!" ha dichiarato Zdarsky a ComicBook. "Wilson Fisk ha portato alla luce il suo segreto più oscuro e non vedo l'ora che i lettori vedano le conseguenze di questa serie!"

La Marvel promette che Woman Without Fear darà una svolta alla storia di Elektra come Daredevil, e il fatto che il titolo invochi Daredevil: The Man Without Fear potrebbe indicare parte di ciò che la serie comporterà - o almeno qualcosa sulla natura del "segreto più oscuro" di Elektra - poiché la storia degli anni '90 era una rivisitazione dell'origine e dei primi giorni di Daredevil.

Daredevil: The Woman Without Fear #1 uscirà a gennaio con una cover di Chris Bachalo.

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Ron Marz e Ron Lim tornano su Silver Surfer

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Silver Surfer tornerà nel 2022 con una nuova miniserie di 5 numeri intitolata Rebirth scritta da Ron Marz e disegnata da Ron Lim, lo stesso team che si occupò del personaggio negli anni '90.

Di "ritorno a casa" parla Marz nell'annuncio diffuso dalla Marvel. "Silver Surfer con Ron Lim è stato letteralmente il mio primo lavoro nel mondo dei fumetti. La prima pagina di fumetti che ho scritto è stata disegnata da Ron quando eravamo entrambi ragazzi. E ora, tre decenni dopo, possiamo tornare lì e rivivere le stesse emozioni . È fantastico poter esercitare di nuovo il potere cosmico."

In Silver Surfer: Rebirth, Marz e Lim faranno un salto indietro agli anni '90, ai tempi della loro run, per raccontare una storia in continuity su un misterioso individuo che ruba la Gemma della Realtà e la usa, tra le altre cose, per resuscitare Capitan Marvel. Per porre fine al caos provocato dal misterioso nuovo possessore della Gemma della Realtà, l'ex araldo di Galactus recluta Thanos per trovare la Gemma e districare il casino che ha creato il suo nuovo portatore.

Di recente la Marvel ha dato vita a diversi progetti in cui autori del passato ritornavano sulle run classiche: X-Men Legends, Symbiote Spider-Man e Ben Reilly: Spider-Man, ad esempio.

"È fantastico lavorare di nuovo con Ron", ha dichiarato Lim. È passato un po' di tempo da quando abbiamo lavorato insieme, ma sembra che non sia passato neanche un giorno. Mi sto divertendo un mondo a disegnare molti dei miei personaggi preferiti della nostra run. La storia è piena di sorprese, personaggi familiari e folle azione cosmica! Non vedo l'ora che i lettori possano avere fra le mani questa storia, spero che la apprezzino tanto quanto mi sto divertendo a disegnarla!".

Silver Surfer: Rebirth #1 (di 5) sarà disponibile dal 19 gennaio 2022.

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Chris Claremont scrive una storia del passato degli X-Men

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Chris Claremont tornerà a scrivere una storia per i mutanti nel numero 12 della serie antologica X-Men Legends in uscita a febbraio.

Claremont sarà affiancato dall'artista Scot Eaton mentre Alan Davis realizzerà la cover. La storia sarà in continuity con le vicende narrate nel 1988 su Uncanny X-Men prima del lancio di Excalibur, che non a caso è stata disegnata da Davis.

La nuova storia vedrà protagonisti i membri originali di Excalibur Nightcrawler e Kitty Pryde insieme a Mystica e Destiny. Sulla scia dell'evento "La caduta dei mutanti" del 1988, il mondo crede che gli X-Men siano morti e Mystica cerca Forge per vendicare la morte di Rogue. Destiny recluta un Nightcrawler ferito e Kitty (che ha formato Excalibur credendo che gli X-Men fossero morti) per aiutare il suo partner a non commettere un grave errore.

"È sempre divertente tornare indietro lungo i percorsi esistenti e soprattutto avere l'opportunità di colmare un paio di interessanti lacune che sono state inizialmente saltate lungo la strada, chiudendo un arco narrativo significativo e accendendo il fuoco che dà vita alla serie che segue", dichiara Claremont nell'annuncio diffuso dalla Marvel

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Maestro: Sinfonia in Chiave Gamma, recensione: Il ritorno dell' Hulk di Peter David

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Nella sterminata produzione realizzata dagli autori Marvel nell’arco dei sessant’anni di vita dell’editore, non sono mancati i casi di cicli di storie in cui si è generata una simbiosi totale tra scrittore e la collana da lui curata. Un’identificazione completa tra autore e personaggi tale da poter affermare che quelle che i lettori leggevano sulla carta non erano solo storie, ma veri e propri pezzi di vita trasfigurate in saghe a fumetti. Il pensiero corre a subito a Chris Claremont e ai “suoi” X-Men, trasformati dallo scrittore in caso editoriale nel corso di un ciclo durato 16 anni in cui Claremont ha riverberato aspetti della sua personalità in tutti i personaggi della collana, rendendoli tridimensionali come mai accaduto prima. Se c’è un ciclo Marvel capace di rivaleggiare con i mutanti di Claremont per identificazione tra scrittore e personaggio e per la sua lunga durata, quello è senza dubbio l’Hulk di Peter David.

Quando lo scrittore iniziò la sua run, col numero 331 del 1987, la testata languiva nei bassifondi delle classifiche e attraversava un periodo difficile dal punto di vista qualitativo. La superstar John Byrne aveva tentato di rivitalizzarla, con un ciclo di sei numeri poi interrotto per trasferirsi alla DC Comics per rilanciare Superman. Il suo successore, lo stimato membro della redazione Marvel ma fumettista dalle scarse capacità Al Milgrom, assumendosi l’onere di traghettare la testata verso una nuova gestione aveva comunque introdotto una novità importante, il ritorno dell’Hulk grigio delle origini, cominciando a giocare con le crisi di identità di Bruce Banner. Ma fu con la gestione David che l’aspetto psicanalitico prese il sopravvento, trasformando il suo ciclo in una lunga seduta di terapia dedicata al povero Banner. Lo scrittore pose l’accento sui conflitti interiori che dilaniavano il personaggio, derivanti dagli abusi subiti dal padre durante l’infanzia. Le mutazioni del personaggio, da verde a grigio, da ottuso ad intelligente, erano il riflesso dei suoi stati d’animo. David prese il concetto della personalità multipla, rapidamente toccato dai suoi predecessori, e ne fece l’architrave della sua gestione.

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Il momento più felice della gestione di David, che terminò col numero 467 del 1998, fu probabilmente il periodo in cui collaborò con Dale Keown, artista che combinava la potenza del tratto di John Byrne con le linee morbide e seducenti di Alan Davis. È di questa fase del suo ciclo il celeberrimo episodio La psicanalisi di Hulk, in cui lo psicologo Leonard Samson convinse la tre personalità dominanti (Banner, l’Hulk grigio e cinico e quello verde e rabbioso) a collaborare e a fondersi in una entità unica. Ne emerse la personalità nota come Il Professore, un body builder dalla pelle verde  che conservava, moderandola, la sagacia di Joe Fixit, la versione grigia, unendola all’acume scientifico di Bruce Banner. Fu in questo periodo che videro la luce alcune delle storie più ispirate di David, visualizzate in modo elegante da Keown, che cementarono la reputazione della collana come una delle migliori di quei primi anni ’90.

Il successo della testata principale consentì la pubblicazione di speciali fuori serie ad essa collegati, la più celebre dei quali fu senza dubbio la miniserie Hulk: Futuro Imperfetto scritta da David e disegnata dal maestro George Pérez. In questa saga iconica in due capitoli, Hulk nella versione “Professore” viene trasportato in un futuro distopico da un gruppo di ribelli che chiede il suo aiuto nella guerra contro il tiranno chiamato Maestro. Con suo grande sconcerto, Banner scopre presto l’identità del despota: trattasi di una sua versione futura, unico sopravvissuto dell’Età degli Eroi, che governa il suo regno con pugno di ferro, soggiogando la popolazione e lasciando pieno sfogo al suo lato oscuro. Solo il suo vecchio amico Rick Jones, ormai anziano e messosi alla testa di una banda di rivoluzionari contro il regime del Maestro, cerca di contrastarlo. Fronteggiando la sua nemesi, Banner affronta quel lato di se che aveva sempre cercato di nascondere, la sua metà oscura e maligna. Pur uscendo vincitore dal confronto, l’incontro col Maestro non lascerà del tutto indenne il Golia Verde, provocando un turbamento interiore che avrebbe avuto importanti ramificazioni negli anni a venire. Ma una domanda era sempre rimasta inevasa: come era avvenuta la trasformazione di Banner nel despota del futuro? Qual’era stato il sentiero oscuro che lo aveva portato a questa trasformazione? Le risposte, mai finora fornite da David ma soltanto suggerite, vengono finalmente svelate in Maestro: Sinfonia in Chiave Gamma, volume che ospita il primo ciclo della nuova serie dedicata al tiranno verde.

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Peter David torna a scrivere le vicende del tiranno verde, coadiuvato dal vecchio sodale Dale Keown e dal nuovo arrivato German Peralta. Troviamo così un Hulk che si risveglia nel futuro dopo un disastro nucleare che ha decimato la popolazione mondiale, frutto della natura autodistruttiva dell’umanità. Vagando attraverso lande desolate, il Gigante di Giada riflette su quanto siano stati inutili gli anni spesi, con gli altri eroi, a difendere il genere umano da se stesso. Riflessioni amare che condivide con Rick Jones, il suo vecchio amico ormai anziano e disabile che guida la resistenza contro il Maestro, il despota che ha preso il potere a New York City, ora ribattezzata Dystopia. Hulk andrà a cercarlo per affrontarlo e batterlo, ma non per liberare la popolazione soggiogata, quanto per reclamarne il titolo e sostituirsi a lui. D’altronde, e questo sarà il motivo del contrasto che lo porterà ad allontanarsi da Rick, a Banner non interessa più il destino della gente comune, che ritiene responsabile della fine del mondo.

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Il ritorno di Peter David al personaggio che ne ha segnato la carriera è un fumetto di fantascienza distopica che dedica più spazio all’azione che all’introspezione psicologica che è il tratto tipico dello scrittore. La conversione di Hulk da eroe a despota privo di empatia è troppo frettolosa, e non pienamente giustificata da monologhi interiori e dagli scambi di battute con Rick Jones che ne preannunciano la svolta caratteriale. Preso invece come una sorta di “Mad Max” supereroistico, Maestro ha una sua ragione d’essere, anche per lo spettacolare comparto artistico che accompagna i testi di David. German Peralta fa parte della nidiata dei giovani artisti che si stanno facendo largo in Marvel negli ultimi anni, e si era già fatto notare con ottimi cicli di Thanos e Cable. In Maestro sforna tavole spettacolari e dettagliate, ricche d’azione, che i colori densi di Jesus Aburtov esaltano creando un effetto d’insieme che ricorda molto le bd francesi. Dale Keown si incarica invece di aprire il volume, illustrando il prologo e le back-up stories dei capitoli successivi. Il suo stile è ora più massiccio rispetto alla sua celebre run su Incredible Hulk, anche per l’adesione allo stile Image della seconda metà degli anni ’90 che sembra essere rimasto un suo tratto distintivo, e al suo dedicarsi ormai soprattutto a pin-up e cover, fattore che ne ha frenato le capacità di storyteller in anni recenti. Resta intatta comunque la sua capacità di confezionare tavole spettacolari e d’impatto, che attrarranno sicuramente i vecchi lettori e appare bizzarra la scelta della Panini di non indicare il suo nome in copertina accanto a quello degli altri autori.

Maestro: Sinfonia in Chiave Gamma è un volume suggerito soprattutto per i vecchi fan di Peter David e del suo Gigante di Giada, anche se bisognerà attendere una seconda uscita per leggere la conclusione delle vicende del verde despota del futuro.

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