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Le Avventure Rocambolesche - Il Flagello di Dio, recensione: Manu Larcenet riscrive la storia di Attila

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Il fumettista francese Manu Larcenet (Blast, Lo Scontro Quotidiano) è l’autore della serie in 5 volumi Le avventure rocambolesche, attualmente in fase di serializzazione da parte di Coconino Press.
Ogni albo della saga, totalmente indipendente dall’altro, rielabora in maniera del tutto fantasiosa la biografia di un personaggio storico. Così, dopo Tempo da Cani – dedicato a Sigmund Freud - e La linea del fronte - dedicato a Vincent Van Gogh - arriva il terzo volume, realizzato insieme a Daniel Casanave e dedicato ad Attila.

Se Larcenet portava Freud nel Far West e Van Gogh in trincea durante la Prima Guerra Mondiale, in Il Flagello Di Dio vediamo Il Re degli Unni ormai sazio di conquiste e scorribande. Il barbaro, infatti, ha conquistato tutte le terre esistenti, e proprio quando sembra avere tutto il mondo ai suoi piedi, un esercito fedele e devoto, donne e ricchezze, il condottiero si sente svuotato di tutto.
In preda alla depressione, Attila abbandonerà il suo esercito in cerca di risposte e una nuova vita. Non riuscirà, però, a guardare dentro di sé e la punizione finale è l’immortalità che lo condanna a vagare per secoli in cerca di risposte, arrivando anche ad affrontare Dio.

Larcenet Attila-1

La penna intelligente di Larcenet tocca con ironia temi profondi e complessi come la depressione, la ricerca di uno scopo nella vita e quella della felicità, il divario fra ricchezza spirituale e materiale. In un primo momento, Il Flagello Di Dio assomiglia quasi a una versione malata e decadente di Asterix, e sicuramente il richiamo al villaggio gallico, alle celebri feste post-vittoria, è voluto ed evidente. Nella seconda parte, invece, l’autore sembra voler in qualche modo richiamare la figura del Don Chisciotte di Miguel de Cervantes Saavedra. La declinazione di omaggio/parodia, comunque, è solamente una chiave di lettura dell’albo.

L’umorismo di Larcenet si sposa, poi, a un’esasperazione grottesca e surreale dei personaggi e delle situazioni che rendono cartoonistica la rappresentazione di questa avventura, che tuttavia non ripone mai la sua faccia riflessiva e seriosa, mantenendo un equilibrio invidiabile fra dramma e commedia.

Larcenet Attila-2
 
Per questo capitolo de Le avventure rocambolesche, Manu Larcenet mette da parte le vesti di disegnatore e affida le matite a Daniel Casanave. Il fumettista, ad ogni modo, non si discosta molto dai precedenti volumi realizzati da Larcenet garantendo, dunque, una certa continuità stilistica.
L’ampio formato 21,5 x 29 del cartonato Coconino Press, ci fa apprezzare appieno il lavoro dell’artista strutturato in 4 strisce come da tradizione del fumetto umoristico francese. Il tratto sottile e nervoso di Casanave interpreta alla perfezione il mondo grottesco delineato da Larcenet, i personaggi buffi e caricaturali hanno una notevole espressività capace di sottolineare tanto i momenti comici, quanto quelli drammatici.

Larcenet Attila-3

Come anticipato in apertura, come per gli altri volumi della serie anche Il Flagello Di Dio è autoconclusivo e indipendente, per questo godibile da chiunque e un ottimo modo per entrare in contatto con uno dei migliori fumettisti contemporanei della scuola francese.

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