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Feltrinelli Comics prolunga l'iniziativa fumetti digitali gratis per affrontare la quarantena

  • Pubblicato in News

Dopo la news di qualche settimana fa, Feltrinelli Comics ha prolungato l'iniziativa #aCasaFeltrinelliComics fino al 14 aprile aggiungendo due nuovi titoli: Andrea de Lo Stato Sociale e Salvezza di Marco Rizzo e Lelio Bonaccorso.

Trovate di seguito tutti i dettagli nel comunicato diffuso dall'editore:

"Feltrinelli Comics rinnova l'iniziativa #aCasaFeltrinelliComics fino al 14 aprile. Ogni settimana due fumetti digitali gratuiti per supportare i lettori nelle settimane di quarantena. Da oggi al 6 aprile sono disponibili A Panda piace... questo nuovo libro qui di Giacomo Bevilacqua e Il Timido Anticristo di Fabbri, Antonucci, Boscarol, autori anche de La fattoria dell'animale.

Dal 7 al 14 aprile arriveranno Andrea de Lo Stato Sociale e Luca Genovese e Salvezza di Marco Rizzo e Lelio Bonaccorso (autori di ...a casa nostra. Cronaca da Riace). Gli e-book sono scaricabili da www.lafeltrinelli.it e https://www.kobo.com/it.

#aCasaFeltrinelliComics: piano delle uscite

DAL 31 MARZO AL 6 APRILE

A PANDA PIACE… QUESTO NUOVO LIBRO QUI
di Giacomo Bevilacqua

Questo libro è come una torta di compleanno per festeggiare i primi dieci anni di Panda con tutto quello che gli piace. Una rassegna di vignette inedite, accompagnate da rivisitazioni di cavalli di battaglia della serie, e una storia a fumetti per il prologo e l’epilogo. Un grande viaggio, per fan della prima ora e nuovi arrivati, nel mondo poetico, surreale e divertentissimo di Panda. Un personaggio con tanti amici, come Leo Ortolani, Sio e Zerocalcare, che gli hanno lasciato un regalo fra queste pagine.

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IL TIMIDO ANTICRISTO
di Daniele Fabbri e Stefano Antonucci. Disegni di Boscarol

Dopo il successo dell'omonimo spettacolo teatrale di Daniele Fabbri, Il timido anticristo diventa un fumetto di Daniele Fabbri e Stefano Antonucci per i disegni Boscarol. Daniele è un trentenne cresciuto in una famiglia cattolica, distaccatosi dalla fede in tarda adolescenza. Una scelta che lo costringe a confrontarsi con la famiglia, gli amici e il suo contesto sociale, evidenziando come, al di là del conflitto tra fede e razionalità, il vero terreno di scontro è quello delle emozioni.

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DAL 31 MARZO AL 6 APRILE

SALVEZZA
di Marco Rizzo e Lelio Bonaccorso

10 novembre 2017, la nave Aquarius è pronta per una nuova missione nel Mediterraneo. Soccorre chi, per disperazione, affronta il mare su gommoni fatiscenti. A bordo per la prima volta ci sono anche due fumettisti. Questo è il loro racconto di chi fugge e di chi salva.

ANDREA
di Lo Stato Sociale e Luca Genovese

Andrea ha un bar nella periferia di Bologna, dove trascorre la maggior parte del suo tempo. Quel bar è il suo oblò sul mondo. Alienato dalla routine quotidiana e logorato da un contesto sociale ostile, Andrea da quel mondo cerca in tutti i modi la fuga. Anche attraverso sogni e visioni. Ma sarà il suo passato a raggiungerlo e travolgerlo, trascinandolo in una spirale di follia."

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Feltrinelli Comics: fumetti digitali gratis per affrontare la quarantena

  • Pubblicato in News

Riceviamo e pubblichiamo:

#aCasaFeltrinelliComics:
ogni settimana due fumetti digitali gratuiti
per restare a casa e affrontare la quarantena

Per supportare i lettori nelle settimane di quarantena, Feltrinelli Comics offre la possibilità di scoprire alcune delle più amate storie della collana con l’iniziativa #aCasaFeltrinelliComics: ogni settimana due fumetti digitali gratuiti.

Il pesce di lana e altre storie abbastanza belle (alcune anche molto belle, non tante, solo alcune) di Maryjane J. Jayne di Tito Faraci & Sio, La fine della ragione di Roberto Recchioni, ...e noi dove eravamo? di Silvia Ziche, Zlatan. Un viaggio dove comincia il mito di Paolo Castaldi, A Panda piace… questo nuovo libro qui di Giacomo Bevilacqua, Il timido Anticristo di Fabbri & Antonucci con i disegni di Boscarol potranno essere scaricati gratuitamente a partire dal 17 marzo, ogni martedì, su www.lafeltrinelli.it e https://www.kobo.com/it.

#aCasaFeltrinelliComics: piano delle uscite

DAL 17 AL 23 MARZO

IL PESCE DI LANA E ALTRE STORIE ABBASTANZA BELLE (ALCUNE ANCHE MOLTO BELLE, NON TANTE, SOLO ALCUNE) DI MARYJANE J. JAYNE

di Tito Faraci & Sio

Vissuta a cavallo fra il Diciannovesimo e il Ventesimo secolo, Maryjane J. Jane è stata autrice di fumetti, romanzi, poesie, libri illustrati, canzoni, giochi, cartine geografiche e ha perfino inventato delle barzellette.

Ma c’è un piccolo dettaglio: Maryjane J. Jane non è mai esistita, è solo un’altra grande invenzione di Tito Faraci e Sio!

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LA FINE DELLA RAGIONE

di Roberto Recchioni

In un nuovo medioevo, in cui l’unico sapere è la presunta saggezza popolare, una madre cerca di salvare la figlia gravemente malata. Per riuscirci, dovrà raggiungere il “Rifugio sotto al Sasso”: un luogo remoto, dove gli ultimi reietti illuministi si sono nascosti per evitare la morte sul rogo. Sarà un lungo e drammatico viaggio attraverso un paese ormai trasformato in terra di nessuno. Popolato da un’umanità allo sbando che, tra la luce e il buio, ha scelto il buio. La scienza è diventata un crimine. La vera medicina è stata bandita. Hanno vinto "loro". Ma una madre non si arrende. Non ancora.

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DAL 24 AL 30 MARZO

ZLATAN. UN VIAGGIO DOVE COMINCIA IL MITO

di Paolo Castaldi

"Puoi togliere il ragazzo dal ghetto, ma non il ghetto dal ragazzo" - parola di Zlatan Ibrahimovic, stella del calcio mondiale cresciuto a Rosengård, quartiere-ghetto della città svedese di Malmo.

Paolo Castaldi è stato lì per realizzare un viaggio-reportage tra le vie di Rosengård che mostra il giovane (ma già altissimo) Ibrahimovic in cerca della sua chance, del suo riscatto da una vita difficile passata tra i campetti del quartiere e la casa del padre, dove il frigorifero è sempre troppo vuoto e la guerra in Jugoslavia sempre troppo presente.

...E NOI DOVE ERAVAMO?

di Silvia Ziche

Lucrezia, uno dei personaggi più amati di Silvia Ziche, alle prese con il difficile momento storico che vivono le donne. Ma c’è stata, nella Storia, un’epoca in cui le donne sono state meglio? Una carrellata di antenate che raccontano le loro vite, dialogando con Lucrezia nel suo presente, parrebbe confermare di no. La Storia è stata fatta e raccontata dai maschi. Questo libro racconta, con tono lieve e soprattutto divertente, quella parte della Storia che finora è stata taciuta. Per dire a Lucrezia, e con lei a tutte le donne, che per loro quest’epoca difficile è comunque un punto di partenza. Anche se la cronaca dimostra ogni giorno che c’è ancora davvero tanto da fare. E, per avere modo di farlo, forse toccherà alle donne perfino salvare il mondo. Senza perdere altro tempo.

DAL 31 MARZO AL 6 APRILE

IL TIMIDO ANTICRISTO

di Daniele Fabbri e Stefano Antonucci. Disegni di Boscarol

Dopo il successo dell'omonimo spettacolo teatrale di Daniele Fabbri, Il timido anticristo diventa un fumetto di Daniele Fabbri e Stefano Antonucci per i disegni Boscarol. Daniele è un trentenne cresciuto in una famiglia cattolica, distaccatosi dalla fede in tarda adolescenza. Una scelta che lo costringe a confrontarsi con la famiglia, gli amici e il suo contesto sociale, evidenziando come, al di là del conflitto tra fede e razionalità, il vero terreno di scontro è quello delle emozioni. Una graphic novel spiazzante e irriverente.

A PANDA PIACE… QUESTO NUOVO LIBRO QUI

di Giacomo Bevilacqua

Questo libro è come una torta di compleanno per festeggiare i primi dieci anni di Panda con tutto quello che gli piace. Una rassegna di vignette inedite, accompagnate da rivisitazioni di cavalli di battaglia della serie, e una storia a fumetti per il prologo e l’epilogo. Un grande viaggio, per fan della prima ora e nuovi arrivati, nel mondo poetico, surreale e divertentissimo di Panda. Un personaggio con tanti amici, come Leo Ortolani, Sio e Zerocalcare, che gli hanno lasciato un regalo fra queste pagine.

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L'ora X, una storia di Lotta Continua, recensione: Lottare per un futuro migliore

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Le notizie riguardanti l’ex Ilva di Taranto, oggi Arcelor-Mittal, da mesi riempono le cronache delle maggiori testate giornalistiche nazionali senza che il dramma di migliaia di lavoratori, sospesi tra la possibile perdita del posto di lavoro e il rischio per la salute che quello stesso lavoro comporta, conosca una soluzione. Le origini di questa catastrofe sociale partono da lontano, dagli anni del boom economico, in cui il nostro paese conobbe un’industrializzazione selvaggia che non si fermò certo a riflettere su possibili ricadute sul territorio e i suoi abitanti. Travolta dalla promessa del benessere, la cittadina pugliese venne trasformata in pochi anni da località conosciuta soprattutto per pesca e agricoltura a polo industriale. Documentari inneggianti al progresso, ancora oggi visionabili, raccontavano con toni enfatici lo sradicamento di ettari di ulivi e la demolizione di caseggiati agricoli per fare spazio alla nascente Italsider. Ne conseguiva la mutazione genetica del tessuto sociale della città: pescatori e contadini, la cui produzione era stata danneggiata dall’avvento dell’industria e dal conseguente inquinamento,  divennero la manodopera necessaria al funzionamento dell’impianto siderurgico. Un nuovo proletariato che si trovò ben presto a lottare per un salario e condizioni di lavoro dignitose. Le lotte operaie di quel periodo si inserirono nel contesto più ampio dei fermenti rivoluzionari successivi al ’68: movimenti studenteschi di contestazione, rivendicazioni di diritti civili. In questi anni nasce e si sviluppa l’esperienza più significativa della storia della sinistra extraparlamentare: Lotta Continua.

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Movimento di orientamento comunista, rivoluzionario e operaista, Lotta Continua fu un prima fila nelle manifestazioni di piazza del periodo. Inizialmente a favore della lotta armata, si distinse dagli altri gruppi dello stesso colore politico per il movimentismo più spiccato e per la critica ai regimi comunisti. Suo organo ufficiale fu il settimanale, poi quotidiano, dallo stesso nome. L’apporto fondamentale fornito dal gruppo e dal giornale alle battaglie sociali nell’Italia degli anni ’70 rivive in L’ora X – Una storia di Lotta Continua, graphic novel che segna il debutto di un autore prestigioso come Erri De Luca nel fumetto, coadiuvato ai testi da Cosimo Damiano Damato, per i suggestivi disegni di Paolo Castaldi. De Luca, scrittore animato da una forte passione civile (vedi il sostegno alla causa no tav con parole forti, pronunciate durante un’intervista, che gli procurarono un rinvio a giudizio per istigazione a delinquere, accusa dalla quale è stato successivamente prosciolto), aderì a Lotta Continua durante gli anni della gioventù. In quel periodo ebbe modo di frequentare Taranto a più riprese e conobbe in maniera diretta i problemi della città. Quell’esperienza, oltremodo formativa per il giovane De Luca, riecheggia in L’Ora X, che non vuole però essere in alcun modo un’autobiografia dello scrittore quanto un incoraggiamento a non interrompere mai la battaglia per i propri diritti, valido in ogni epoca.

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La storia pensata dalla coppia formata dallo scrittore napoletano e dal suo collaboratore, il regista Cosimo Damiano Damato, in origine non era destinata a un fumetto ma a un lungometraggio. Il passaggio di un media all’altro si deve all’intuizione dell’editore, che ha proposto la sceneggiatura all’illustratore Paolo Castaldi. Né è nata un’opera suggestiva, poetica, certamente militante, volutamente fuori moda in tempi cinici come questi che vedono comunque di giorno in giorno aumentare la forbice sociale tra ricchi e poveri, tra sfruttati e sfruttatori. Le vicende dell’Italsider nella Taranto degli anni ’70 sono accompagnate, come una musica di sottofondo, dalla presenza di Lotta Continua, quotidiano distribuito dai giovani volontari Sara e Sebastiano. Si tratta di un duo molto affiatato, tanto nell’impegno politico quanto in quello sociale, testimoniato dalla loro vita di coppia in cui la donna non è subordinata all’uomo ma condivide con esso una pari dignità. Questo li porta a scontrarsi con la mentalità retrograda delle loro famiglie, mentre prosegue il loro volontariato politico nel difficile contesto industriale del colosso siderurgico pugliese. Il tutto è narrato non dalle loro voci ma dai testi originali degli articoli di Lotta Continua dell’epoca e da estratti di opere che hanno segnato l’impegno del giovane De Luca, come le poesie di Nazim Hikmet e le canzoni di Fabrizio De André. Una sorta di flusso di coscienza che accompagna le vicende, molto sfumate, dei protagonisti, che se da una parte pregiudica l’identificazione di quest’ultimi con i lettori e li allontana, dall’altra assume una valenza universale che unisce i lavoratori di tutte le epoche.

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Al suggestivo risultato finale concorre egregiamente l’arte di Paolo Castaldi, un connubio evocativo di grafite, acquarelli e tinte color seppia che ben traduce in immagini la forza degli ideali di giustizia sociale promossi dall’opera. Principi e valori che da quei tempi lontani arrivano fino ai giorni nostri, dove i colori tenui dei ricordi lasciano il campo a quelli caldi del presente. Per restare alla vicenda dell’ex Italsider e ex Ilva, mentre scriviamo rimbalzano le notizie su trattative incessanti tra governo e azienda per salvare migliaia di posti di lavoro, per dare una risposta al dramma di tanti lavoratori che sono stati messi di fronte alla brutale dicotomia lavoro/salute. La lotta per un’ occupazione che non sia causa di gravi malattie, per un salario capace di permettere una vita dignitosa ai lavoratori e alle proprie famiglie attraversa i decenni della storia del nostro paese restando, purtroppo, tuttora tristemente attuale in attesa di "un’ora x" che coinciderà con un futuro più equo e più giusto.

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Senza sangue, recensione: il racconto di Baricco nella nuova versione di Faraci e Ripoli

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La vita di ognuno è complessa, articolata, idiosincratica. L’identità di ognuno è la summa di eventi e sensazioni passate che si sono stratificate, insieme all’interpretazione che ne si è dati.
Senza Sangue, romanzo di Alessandro Baricco, parte proprio da questo semplice, quanto determinante concetto. E, ovviamente, lo fa anche l’adattamento omonimo realizzato da Tito Faraci ai testi e Francesco Ripoli ai disegni.

Nina è poco più che ragazzina quando il padre la fa nascondere in un piccolo ripostiglio sotto le assi del pavimento della loro casa, costruita in mezzo alle campagne desertiche spagnole. Tre uomini stanno arrivando da loro, vogliono qualcosa dal padre: la vita di quest’ultimo. Nel dolore familiare al termine di una (non precisata) guerra, inizia la “nuova” vita di Nina.
Senza Sangue, dunque, esplora le traiettorie che si innescano quando le scelte degli individui determinano non solo gli eventi, ma la costruzione identitaria delle persone. Vendetta, odio, redenzione, perdono hanno bisogno di tempo, spesso anni, per poterli gestire. Spesso il passato diventa lo spauracchio del presente e, ancora più spesso, non si scende a patti con lo stesso. Il confronto con ciò che ci ha costruiti attende sopito per anni e, spesso, ci si ritrova a scoprire che quel passato è sempre stato lì ad aspettare. Nina sembra essere il fulcro di tale riflessione, quantomeno ne è l’elemento narrativo portante, ma tutti i personaggi, in qualche maniera, devono confrontarsi con le proprie scelte e con quelle degli altri.

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Tito Faraci realizza un fedele adattamento all’opera originale di Baricco, non solo ne coglie perfettamente il senso narrativo, ma anche la sensazione di attesa perenne di un qualcosa che accade. Gli eventi adattati da Faraci, quando si risolvono, ne generano di nuovi e pongono il lettore nello stato di apprensione verso ciò che accadrà, ciò che può succedere. E che, spesso, disattende le aspettative. Il nostro immaginario è infarcito di revenge story che si dipanano nel tempo e siamo abituati a una più o meno imbastita consecutio degli eventi. Baricco e Faraci, invece riescono a sorprendere, specie nel finale: il passato è sempre vivo.
Alcune battute originali vengono recuperate con fedeltà, mentre di altre Faraci ne atomizza il valore narrativo e contenutistico, dislocandolo tra le vignette. I monologhi vengono frammentati e giustapposti alle vignette proprio a costruire quel senso di attesa sopracitato.

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I disegni di Francesco Ripoli si adattano all’atmosfera cupa e tesa. Tratti nervosi, sporchi, colori spenti: il racconto dichiara subito il proprio mood estetico con vignette dense, materiche, ricche di segni, quasi a voler sottolineare le forme. Primi piani e mezzi busti sono un ritorno continuo nella narrazione: gli autori obbligano il lettore a guardare i personaggi negli occhi, ad entrare nella soggettiva dei loro interlocutori. A rispondere delle proprie scelte.
Il fumetto, difatti, a differenza del romanzo di Baricco, sfrutta con grande efficacia il silenzio. Il silenzio, però, inteso come assenza di parole. Il disegno di Ripoli ci lascia intendere costantemente un sottofondo sonoro che diventa ancor più necessario e si palesa maggiormente - nonostante la quasi totale assenza di onomatopee - quando i personaggi non parlano.

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Feltrinelli Comics riporta in libreria, con uno spesso brossurato, il lavoro di Faraci e Ripoli in una veste colorata rispetto alla precedente edizione in bianco e nero targata Edizioni BD. È un ottimo modo per dare interpretazione nuova e nuova vita all’adattamento da Baricco.
Senza sangue è un racconto costruito su sensazioni, momenti intimi e corali, emozioni che nel loro accostarsi ricostruiscono la vita dei personaggi. Sicuramente, la vita di Nina e degli altri è stata una vita in salita, ma diventa un pretesto narrativo per poter lasciare il lettore a riflettere sulle proprie contraddizioni, sulle proprie idiosincrasie legate al passato che lo ha formato.

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