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Hellboy: Mike Mignola firma la nuova mini Captain Henry and the Graveyard of Time

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Dark Horse Comics espande l’universo narrativo di Hellboy con una nuova miniserie intitolata Captain Henry and the Graveyard of Time, firmata da Mike Mignola e da Bruce Zick (The Mighty Thor, The Atomic Legion). Il primo numero sarà pubblicato il 22 ottobre 2025.

La serie, composta da quattro albi, introduce un elemento inedito nel mondo di Hellboy: il viaggio nel tempo in epoca vittoriana. Co-scritta da Mignola e Zick, con disegni di Zick e lettering di Clem Robins, la storia prende il via nell’Inghilterra del 1880, dove la famiglia Whittier e Edward Grey tentano di liberare uno spirito intrappolato. L’esperimento ha però conseguenze inaspettate: il Capitano Henry viene catapultato in un reame sconosciuto dove tempo, mostri e follia si intrecciano.

La miniserie promette orsi polari infestati, regni spettrali e apparizioni di personaggi familiari dell’universo di Hellboy—tra cui Hellboy stesso.

Bruce Zick descrive la serie come “un incubo popolato da mostri, fantasmi e un terrificante Re del Tempo”, mentre Mike Mignola la definisce “fantascienza vittoriana con caschi a bolla, rivetti pesanti… e pericolo.” 

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He-Man torna con Masters of the Universe: The Sword of Flaws, nuova miniserie di 4 numeri

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Mattel e Dark Horse Comics hanno annunciato ufficialmente una nuova miniserie a fumetti ambientata nell’universo classico di Masters of the Universe che debutterà il 24 settembre 2025 con il primo di quattro albi. La serie, dal titolo Masters of the Universe: The Sword of Flaws è scritta da Tim Seeley (Turtles of Grayskull) e disegnata da Freddie E. Williams II, artista vincitore dell’Eisner Award (Seven Soldiers, Batman/Teenage Mutant Ninja Turtles).

The Sword of Flaws è ambientata nella continuity classica di Masters of the Universe e vede al centro Teela, Man-At-Arms e He-Man impegnati a proteggere il magico regno di Eternia dalle minacce del malvagio Skeletor. Quando un antico e oscuro artefatto Preterniano viene riportato alla luce, i Masters saranno costretti a viaggiare per le terre di Eternia per impedire che cada nelle mani sbagliate.

Il progetto rientra nelle celebrazioni e nelle nuove iniziative editoriali legate al rilancio del franchise Masters of the Universe, ancora oggi tra i marchi più iconici della cultura pop internazionale, con un solido legame tra animazione, giocattoli e fumetti.

Il primo numero della mini avrà due cover: una firmata da Williams e una variant realizzata da Tim Seeley con Brad Simpson. Potete vederle qui di seguito.

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The Umbrella Academy torna a giugno con un nuovo fumetto

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L'attesa per i fan di The Umbrella Academy sta per finire: la serie a fumetti creata da Gerard Way e Gabriel Bá tornerà nel suo formato originale con una nuova storia. Il nuovo capitolo, intitolato The Umbrella Academy: Plan B, verrà pubblicato da Dark Horse Comics e sarà disponibile dall'11 giugno.

Secondo le prime indiscrezioni riportate da Variety, la nuova storia si svilupperà a partire dagli eventi di Hotel Oblivion, con il rilascio di massa dei più pericolosi nemici della città. Questa volta, la sfida più grande per i membri della Umbrella Academy sarà affrontare i loro rivali più temibili: gli Sparrows. Legati in modo diverso a Sir Reginald Hargreeves e alla madre, gli Sparrows sono pronti a usare ogni mezzo possibile per ottenere il controllo assoluto.

Gerard Way ha parlato della lunga collaborazione con Gabriel Bá e dell'entusiasmo per il nuovo progetto:
"Raccontare questa storia con Gabriel è diventato, e lo è tuttora, una parte così speciale della mia vita. Non solo perché ci siamo evoluti come artisti, ma anche perché abbiamo avuto l'opportunità di crescere insieme in un'avventura piuttosto folle. Ogni capitolo si sviluppa in modo imprevedibile, ed è proprio questo il bello di Plan B."

Anche Gabriel Bá ha sottolineato quanto il fumetto sia un medium insostituibile per raccontare questa storia:
"I fumetti sono la nostra passione e ci permettono di esprimere al meglio il nostro mondo creativo. La serie Netflix ha dato nuova linfa ai nostri lavori, ma la pandemia ha rallentato i tempi di produzione. Ora siamo entusiasti di tornare con una nuova storia e di condividere il nostro lavoro con i lettori."

Con la conclusione della serie TV su Netflix lo scorso agosto dopo quattro stagioni, i fan si chiedono se Plan B conterrà elementi ispirati allo show. A riguardo, Bá ha dichiarato:
"Lo show ha preso spunto dalla nostra storia, ma ha anche sviluppato le idee in modi nuovi e inaspettati. Gli Sparrows, per esempio, sono comparsi prima nella serie TV, ma il fumetto manterrà il suo stile unico e la sua narrativa originale."

Dark Horse Comics ha infine annunciato che il primo numero sarà disponibile con sei copertine variant, illustrate da artisti di fama internazionale come Fabio Moon, Claire Roe, Mike del Mundo, Duncan Fegredo, David Aja e Jill Thompson. Potete vederle nella gallery in basso.

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Batman / Grendel, recensione: Quando il Pipistrello incontrò il Diavolo

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Come abbiamo già raccontato nella recensione del primo omnibus dedicato a Grendel, il personaggio cult creato da Matt Wagner, all’inizio degli anni ’80 il mondo del fumetto a stelle e strisce viene attraversato dalla rivoluzione del direct market. Un nuovo modo di fruire i comics che consente il lancio di nuove proposte editoriali e di nuovi autori. È un momento di grandissimo e irripetibile fermento creativo: Frank Miller sta rinnovando il fumetto statunitense col suo primo e fondamentale ciclo di Daredevil mentre un giovane inglese di nome Alan Moore ha inaugurato in terra d’Albione con Miracleman un nuovo modo di scrivere i fumetti di supereroi che verrà definito “decostruzionista”. È in questo clima positivo che Matt Wagner lancia il suo Grendel, personaggio indie che trova un suo pubblico fedele nonostante il fallimento del suo primo editore, Comico, sulla falsariga di quanto Dave Sim aveva fatto con Cerebus.

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Il successo di questi nuovi personaggi e la reputazione sempre più consolidata dei loro autori non può fare a meno di attirare l’attenzione dei grandi editori: la Dark Horse Comics si offre di rilevare la pubblicazione di Grendel, mentre la DC propone a Wagner di realizzare un incontro tra la sua creatura e il personaggio bandiera della major, Batman.
A più di 25 anni dalla prima pubblicazione italiana dell’incontro / scontro tra i due personaggi, curata dalla ora defunta Phoenix, Panini Comics riporta in libreria il crossover tra Batman e Grendel in un bel volume cartonato che contiene, oltre alla prima miniserie del 1993, anche il sequel del 1996 sempre realizzato da Matt Wagner. Seppur realizzate dallo stesso autore, si tratta di due opere estremamente diverse da loro, quasi antitetiche, separate da una differenza stilistica che ben riflette i profondi cambiamenti che attraversano il mondo del fumetto americano tra l’uscita della prima e tra quella della seconda.

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La prima miniserie si sviluppa in due albi di formato “prestige”, L’enigma del diavolo e La Maschera del diavolo. Pur uscendo nel 1993, la storia risente molto di una certa letterarietà e di una costruzione delle tavole tipiche di qualche anno prima quando, a cavallo del passaggio tra gli ’80 e i ’90, l’influenza del lavoro di Frank Miller sui giovani artisti americani raggiunge il suo apice. La realizzazione della storia risale infatti a quel periodo ma il fallimento della Comico, che si sarebbe dovuta occupare della pubblicazione, costringe Wagner a tenere l’opera già terminata nel cassetto finché la stessa DC Comics si offrì di pubblicarla.
La trama è incentrata su un complesso piano ordito da Hunter Rose, che decide di lasciare la sua “comfort zone” newyorkese e di recarsi a Gotham City per sfidare l’unico uomo che, secondo lui, può dargli filo da torcere: Batman. Nella storia i due personaggi condividono lo stesso universo, e si tratta di una sintesi narrativa particolarmente azzeccata perché, in fondo, Grendel non è altro che un riflesso distorto dello stesso Batman. Un uomo segnato da un evento traumatico che ha deciso di affinare i suoi talenti non per combattere il male, ma per votarsi ad esso.
Il piano di Rose gira intorno ad un’audace rapina al Museo di Gotham di un prezioso reperto archeologico, che viene costruito per tutto lo svolgimento della storia. Una sapiente costruzione narrativa che rende necessario l’utilizzo di un vasto numero di comprimari che finiscono per sottrarre la scena ai due protagonisti. In particolare, due personaggi femminili coinvolti da Rose come pedine del suo complesso piano, Rachel King e Hillary Perrington, diventano a tutti gli effetti le vere protagoniste della vicenda, alternandosi come voci narranti a Batman che a Grendel. Il pensiero corre alla marcata dimensione letteraria che caratterizzava la Vertigo delle origini, ai primi albi in terra americana di Neil Gaiman & Co. che la presenza di didascalie ricche di testo trasformava in vere e proprie novelle illustrate . Ma come si diceva poc’anzi, l’influenza maggiore è quella di Frank Miller, dei suoi monologhi e delle sue atmosfere noir. L’opera milleriana che Wagner tiene in maggiore considerazione è sicuramente Batman: Year One, anche per l’evidente richiamo stilistico a David Mazzucchelli, co-autore di quel capolavoro di cui Wagner mutua il tratto essenziale ed elegante, chiaramente ispirato ad Alex Toth. Dal punto della composizione delle tavole, Wagner gioca con la loro sistemazione delle vignette come nella serie principale di Grendel, incastonando le didascalie tra vignette ora più grandi, ora più piccole, prive di quel gusto raffinato ispirato all’art déco che contraddistingueva la serie madre ma che comunque sopravvive nella rappresentazione di Gotham, tipica di un noir urbano d’altri tempi.

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L’autorialità della primi mini segna il passo nel sequel del 1996, che occupa il secondo slot del volume. Stavolta Batman affronta il cyborg Grendel-Prime, il Grendel del futuro, arrivato nella Gotham del presente attirato dalla presenza delle ossa del defunto Hunter Rose nella città del Cavaliere Oscuro. Spetterà a quest’ultimo affrontare l’erede del Diavolo ed evitare che il suo piano per ritornare nella sua epoca metta a repentaglio la vita dei cittadini di Gotham City.
Tra questa storia (sempre suddivisa in due albi one-shot, Le ossa del Diavolo e La danza del Diavolo) e l’avventura precedente, uscita solo tre anni prima, passano tutti i grandi cambiamenti avvenuti nell’editoria a fumetti statunitense dopo il debutto della Image Comics. Il successo degli eroi “dopati” della "Big I" influenza l’intero settore, generando una moda e un gusto per uno stile muscolare ed esagerato, che segnerà quegli anni e che ritroviamo anche in questo secondo incontro tra Batman e Grendel. Qui lo stile di Wagner assorbe le influenze artistiche del momento e, mettendo da parte la raffinata composizione delle tavole che caratterizzava il primo incontro tra i due personaggi, l’artista si scatena con spettacolari splash-page contraddistinte da muscolarità e colori digitali lividi che sembrano uscite da un albo Image del periodo.

Due lavori completamente agli antipodi, uno più autoriale e uno decisamente più commerciale, dal cui confronto emergono interessanti considerazioni su un periodo significativo della storia del fumetto americano che rende questo volume meritevole di considerazione.

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