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Fabio Volino

Fabio Volino

Amazing Boy 602

Editore: Amazing Comics
Testi: Matt Frizzle
Disegni: Alan Egix
Voto: 9

Continua il nuovo corso della testata Amazing Boy, dopo gli incredibili eventi descritti nel numero 600. In questo numero vedremo Amazing Boy attaccato da un terribile robot assassino: un assalto che sembra non lasciargli scampo, ma una speranza di salvezza potrebbe arrivare da un suo vecchio nemico, Mr. Style!

Accennavamo al nuovo corso con cui lo sceneggiatore Matt Frizzle ha deciso di imprimere una decisa sterzata alle trame della serie del "supereroe della porta accanto", testata che era comunque gestita da lui in precedenza, Non possiamo che apprezzare il coraggio di questo autore che, pur scrivendo storie apprezzabili, ha deciso di cambiare del tutto il suo stile per far sì che la testata tornasse ai fasti di un tempo! Volendo ironizzare, sembra quasi che la testata sia scritta da qualcuno altro!
Più che su Amazing Boy, infatti, la storia si incentra su Mr. Style: per la prima volta nel corso della lunga vita di questa serie, i riflettori sono puntati su un cattivo, di cui vengono messe in luce debolezze e frustrazioni, ma anche inaspettate qualità.

I disegni del praticamente esordiente Alan Egix contribuiscono in maniera efficace a sottolineare i punti salienti della trama, senza che ne escano fuori troppe sbavature. Siamo sicuri che sentiremo ancora parlare di lui.

Spesso, quando si vuole usare una frase fatta, si esclama:"Non vedo l'ora che esca il prossimo numero!". In questo caso non è retorica, è l'assoluta verità.

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Ma Ben Parker ha mai detto "Da un grande potere derivano grandi responsabilità"?

Il celebre motto di Spider-man è "Da un grande potere derivano grandi responsabilità" e molti sono certi che esso gli sia stato detto da zio Ben, la cui morte per mano della sua negligenza alimenta il suo senso di colpa e lo spinge a diventare un eroe. Ma quando nei fumetti questo è accaduto? Quando Ben ha dato questo insegnamento a Peter?
Di certo non nel fumetto d'esordio dell'Uomo Ragno, Amazing Fantasy 15, dove questa frase appare, ma sotto forma di didascalia del narratore, Stan Lee, e non viene associata a Ben. E durante tutto il lungo ciclo di Lee, mai verrà fatto.

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Per quanto strano possa sembrare, la prima volta che questa frase viene associata a zio Ben è in un disco del 1972, The Amazing Spider-Man, A RockComic, del produttore Ron Dante.

Nei fumetti invece? Dopo Lee, il motto "Da un grande potere" continua ad apparire, ma sempre in didascalie a opera del narratore di turno e comunque mai riferite a Ben Parker. Fino al 1987 e all'albo Spider-Man Vs Wolverine di Jim Owsley dove (dopo l'omicidio di Ned Leeds), in una didascalia Peter decide di intervenire ricordando "le parole di mio zio Ben. Da un grande potere derivano grandi responsabilità".

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Tuttavia nei fumetti dell'universo 616 quasi certamente non esiste una vignetta in cui è zio Ben a pronunciare queste esatte parole.

(Via CBR)

6 volte in cui Spider-Man ha detto "No More"

Una scena che abbiamo imparato a conoscere bene: l'eroe che rinuncia alla sua missione, che decide di "appendere il costume al chiodo", salvo poi ripensarci e tornare sui propri passi. E forse nessun altro eroe ha preso più volte questa decisione dell'Uomo Ragno, schiacciato dal peso delle eccessive responsabilità di cui si è fatto carico. Ecco qui di seguito i sei "Spider-Man No More" più memorabili secondo CBR:

6) Peter Parker Spider-Man 98 di Howard Mackie e John Romita Jr. Al termine della saga del Clone, Norman Osborn ricomparve sulla scena e tornò a perseguitare Peter Parker acquistando prima la quota di maggioranza del Daily Bugle, ma facendo poi esplodere l'edificio della redazione. L'Uomo Ragno riuscì a salvare i suoi colleghi e, seguendo alcuni indizi, scoprì anche che sua zia May (ritenuta morta da tempo) era ancora viva e tenuta prigioniera da Osborn. Dopo averla salvata, Peter bruciò il costume dell'Uomo Ragno per vivere una nuova vita insieme a sua moglie Mary Jane Watson e alla ritrovata zia.
Questo abbandono fu però di breve durata. Poco dopo comparve sulle scene un nuovo Uomo Ragno, che si rivelò essere la sfortunata Mattie Franklin, la quale convinse subito Peter - tramite un costume cucito da lei stessa - a tornare a volteggiare su New York.

5) Spectacular SPider-man 229 di Tom DeFalco, Sal Buscema e Bill Sienkiewicz. Tramite un complicato stratagemma di Norman Osborn (anche se questo sarebbe emerso solo in un secondo momento) Peter si convinse di essere un clone e che l'originale Uomo Ragno era in realtà Ben Reilly. Decise allora di consegnare la sua eredità supereroistica a colui che riteneva essere il legittimo Uomo Ragno, decisione aiutata dal fatto che Mary Jane era rimasta incinta. Peter si trasferì insieme a lei a Portland, mentre Ben iniziò il suo percorso verso un tragico epilogo.
Quando infatti il ruolo di Norman Osborn divenne chiaro, Ben - che aveva capito di essere in realtà lui il clone - per salvare Peter venne trafitto dall'aliante di Goblin e così l'unico e solo Uomo Ragno ritrovò la sua vera identità.

4) Amazing Spider-Man 100 di Stan Lee e Gil Kane. Per stare insieme a Gwen Stacy senza l'ombra opprimente dell'Uomo Ragno, Peter decise di rinunciare alla sua identità supereroistica. Il giovane eroe scelse allora di andare fino in fondo e ingerì un siero da lui creato allo scopo di annullare i suoi poteri: questo non accadde, e l'effetto collaterale più immediato fu la crescita di quattro braccia aggiuntive che lo resero un vero e proprio ragno umano.
Con l'aiuto di Curt Connors e nonostante l'interferenza di Morbius, Peter guarì dalla sua condizione e non rinunciò all'identità dell'Uomo Ragno.

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3) Amazing Spider-Man 275 di Tom DeFalco e Ron Frenz. Dopo che Mary Jane gli rivelò di aver sempre saputo della sua doppia identità, Peter le confessò che non intendeva essere più l'Uomo Ragno poiché le responsabilità di cui si era fatto carico erano diventate troppo grandi ed essere un eroe non aveva comunque impedito che alcune persone a lui care ne pagassero il prezzo. Tuttavia fu Mary Jane stessa a fargli cambiare subito idea, quando un notiziario riferì di una nuova impresa criminale di Hobgoblin, facendogli capire quanto bene avesse fatto come Uomo Ragno e quante vite avesse salvato.

2) Amazing Spider-Man 18 di Stan Lee e Steve Ditko. La prima volta in cui Peter rinunciò alla sua doppia identità. Durante un confronto con Goblin, Peter apprese che sua zia era malata e fuggì, guadagnandosi la nomea di codardo. Deluso da come veniva trattato dalla stampa e desideroso di accudire sua zia, Peter prese la decisione di gettare via il costume... salvo cambiare idea una pagina dopo ispirato dalla forza d'animo di May.

1) Amazing Spider-Man 50 di Stan Lee e John Romita Sr. Il "No More" più celebre. Visto ancora da tutti come una minaccia, Peter giunse alla conclusione che era tempo di crescere, diventare adulto e di rinunciare ai propri "giocattoli". Così gettò il costume dell'Uomo Ragno in un bidone dell'immondizia. Poco dopo però salvò la vita di un guardiano, assalito da due ladri, un guardiano molto simile a zio Ben. Il fatto di essere intervenuto, e di aver salvato una vita, come invece non era accaduto la prima volta, fecero capire a Peter l'importanza dei suoi poteri e delle sue responsabilità. Recuperò dunque il costume e tornò a essere l'Uomo Ragno! Ora e per sempre...

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SDCC'15: Stan Lee e Grant Morrison, uniti per il digitale

Stan Lee e Grant Morrison collaboreranno con la società Graphic India per portare contenuti digitali sulla piattaforma Humble Bundle: tra questi Chakra The Invincible di Lee e la prima serie digitale di Morrison, Avatarex, incentrata su un mondo dove il mito incontra la cultura contemporanea indiana. Parte del ricavato sarà devoluto alle associazioni Medici Senza Frontiere e a Worldreader.

"Questa è un'opportunità per re-immaginare il concetto di supereroe attraverso una diversa visione culturale" ha dichiarato Morrison. "Credo che educare i ragazzi più giovani sia la nostra migliore speranza per questo mondo e per il futuro e forse aiuterà a ispirare dottori, artisti e leader di domani".

Stan Lee ha invece detto:"Sono emozionato di lavorare insieme ai miei amici in Graphic India per l'esclusivo lancio in digitale del mio supereroe indiano, supportando al contempo due grandi associazioni".

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