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Superman/Batman: Generazioni, recensione: l'epopea generazionale di John Byrne

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John Byrne è stato un esponente chiave del rinascimento del fumetto americano nel corso dei fatidici anni ’80, uno dei primi autori ad assurgere al ruolo di vera e propria superstar seguita da legioni di fan pronti ad acquistare qualsiasi testata realizzata dall’autore anglo-canadese. Dalla fine agli anni ’70, con il leggendario ciclo di Uncanny X-Men in coppia con Chris Claremont, passando attraverso gli anni ’80 segnati dalla lunghissima run su Fantastic Four e dal rilancio di Superman fino al ritorno in Marvel tra la fine del decennio ed i primi anni ’90 con successi come Avengers West Coast, Sensational She-Hulk e Namor, Byrne inanella una serie infinita di successi di pubblico e critica trasformando in oro tutto ciò che tocca. Poi qualcosa, col cambio di decade, si inceppa. Il feeling col grande pubblico, che non si era praticamente mai interrotto fin quasi dal suo debutto, subisce un ridimensionamento improvviso.

Byrne può contare certamente su uno zoccolo duro di fan che lo segue ovunque, come nell’avventura di Next Men, realizzato fuori della “comfort zone” garantita da Marvel e DC, che esce per la Dark Horse nel 1991. Ma stanno cambiando i tempi e stanno cambiando i gusti. Nel 1992 nasce la Image Comics, fondata dai sette transfughi della Marvel capitanati da Todd McFarlane, Jim Lee e Rob Liefeld che in pochi anni, con collane che segnano record di vendite tutt’ora imbattuti come Spider-Man, X-Men e X-Force, hanno imposto uno stile grafico aggressivo e dirompente, seppur declinato dai tre in modo diverso, che straborda di azione spaccando letteralmente l’organizzazione classica della tavola. La “stile Image” contamina anche la produzione delle due major, oltre a provocare la nascita di etichette dal successo effimero determinate a cavalcare la moda del momento.

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Come contraltare a questo modo “tamarro” di fare fumetto, basato più sull’apparenza che sulla sostanza, si afferma negli stessi anni presso la DC Comics una produzione più letteraria, i cui alfieri sono i giovani autori inglesi della “British Invasion”, che sfocerà nella creazione della prestigiosa etichetta Vertigo. Ecco che in un “comicdom” che muta pelle nel giro di pochi anni, un autore come Byrne che ha sempre fatto del “back to the basics”, il ritorno alle origini, il suo motto, appare improvvisamente e ingiustamente datato. Mentre un autore coevo suo grande amico come Frank Miller trova un porto sicuro creando la saga noir di Sin City, che lo terrà occupato per tutti gli anni ’90, l’artista anglo-canadese si rifugia nella rivisitazione di un supereroismo di matrice classica, che sembra superato negli anni di maggior successo degli eroi steroidati e violenti targati Image.

In realtà opere come il lungo ciclo su Wonder Woman e Jack Kirby’s Fourth World, che lo tengono occupato negli anni che vanno dal 1995 al 1998, anticipano la tendenza che dominerà i comics di fine anni Novanta, ossia il ritorno in pompa magna del classicismo e la sua celebrazione come reazione alla lunga “sbornia” tamarra dovuta al successo dello stile “Image”. La summa del percorso controcorrente intrapreso da Byrne in questo controverso decennio è rappresentata da Superman/Batman: Generazioni, miniserie del 1999 che ha generato due sequel pubblicati rispettivamente nel 2001 e nel 2003, materiale che ora viene raccolto integralmente da Panini Comics in uno splendido omnibus.

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Per Batman e Superman, come per tutti gli eroi classici, gli anni ’90 sono stati un periodo terribilmente complicato. Saghe come La Morte di Superman o Knightfall, in cui un Cavaliere Oscuro reso invalido da Bane viene sostituito dal vigilante psicotico corazzato Azrael, rispondono al tentativo della DC di tenere al passo con nuovi tempi più oscuri le avventure delle sue due principali icone. Per la saga che ha in mente, Byrne deve avere mano libera rispetto al passato recente dei due personaggi: per questo sceglie di pubblicare Generazioni tra gli Elseworlds, la linea editoriale della DC Comics dedicate alle storie ambientate in mondi alternativi molto popolare all’epoca. La natura immaginaria della storia, dove per immaginaria si intende slegata dalla continuity ufficiale, consente all’autore di operare un "back to the basics" totale dei personaggi, tornando agli anni e all’atmosfera del loro debutto.

Byrne imbastisce una saga ambiziosissima che parte dal 1939, anno di debutto di Batman (Superman aveva esordito un anno prima), per poi svolgersi in tempo reale decennio dopo decennio. I personaggi quindi invecchiano, e l’Uomo d’Acciaio e il Crociato Incappucciato lasceranno progressivamente il campo ai loro eredi, anche se sorprenderanno il lettore con continui ed eterni ritorni di cui non sveliamo nulla per non rovinare il gusto un’eventuale lettura. La miccia di questa saga complessa e dal plot intrecciato si accende con l’incontro tra Superman e Batman a Gotham City alla fine degli anni ’30, dove dovranno superare la reciproca diffidenza e collaborare per debellare la minaccia di Ultra-Humanite. Nascerà un’amicizia che attraverserà i decenni e, nelle due serie successive, anche i secoli.

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Senza perdere tempo in un inutile riassunto di una trama molto articolata e complessa, diremo che la narrazione di Generazioni procede con salti di decade in decade, in modo che ciascun capitolo rappresenti l’omaggio di Byrne ad una particolare epoca della storia dei due personaggi e quindi del fumetto. Così dalla Golden Age di Jerry Siegel & Joe Shuster e Bill Finger & Bob Kane si passa alla Silver Age con le sue atmosfere fantascientifiche per poi arrivare alla Bronze Age con atmosfere nuovamente più cupe dagli anni ’70 in poi, capitolo in cui l’artista omaggia, tra gli altri, il grande Neal Adams, maestro che è stato il più grande punto di riferimento per il Byrne disegnatore. D’obbligo, ovviamente, una parte ambientata negli anni ’80, decennio che ha rappresentato il momento di maggior splendore nella carriera dell’autore, con un nuovo Batman particolarmente tetro che rimanda agli umori fumettistici di quegli anni. Da li in poi Byrne si proietta nel futuro, con l’entrata in scena di nuovi personaggi che vanno ad unirsi a quelli già presentati nei precedenti capitoli, e che vanno a comporre una vera e propria epopea dedicata alle dinastie Kent e Wayne.

Se Generazioni II ha il compito  sostanziale di riempire i buchi di trama lasciati in sospeso dalla prima miniserie, Generazioni III (inedita finora in Italia) è invece la tranche più ambiziosa del lotto, a partire dalle dimensioni. Una maxiserie in 12 episodi che racconta del piano di invasione della Terra, da parte degli accoliti di Darkseid, che si snoda attraverso i secoli. Un piano machiavellico e complesso costruito dal Signore di Apokolips attraverso viaggi nel tempo e quei paradossi temporali che da sempre sono un leitmotiv della produzione di Byrne, vedi alla voce Next Men.

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Superman/Batman: Generazioni non è stilisticamente uniforme, e corrisponde ad almeno due fasi diverse della carriera di John Byrne come disegnatore. Le prime due parti vedono all’opera il suo tipico stile di anni ’90, lontano dalla pulizia che le chine di collaboratori storici come Terry Austin conferivano al suo tratto negli anni ’80. È un segno più grezzo, meno attento agli sfondi ma più concentrato sulle figure che restano potenti e capaci di rubare l’occhio come ai vecchi tempi. Generazioni III vede Byrne alle prese con una sintesi del suo stile ancora più marcata. Il tratto è più grossolano, ma le tavole restano comunque di grande impatto e capaci di trasmettere tutta l’emozione che un fumetto di supereroi dovrebbe saper trasmettere. Sono pagine, quelle di questo splendido omnibus, che riporteranno il lettore della generazione cresciuta con Byrne alle origini della propria fascinazione per i comics. La ragione sta nella capacità dell’autore di cogliere l’essenza del genere, cioè il gusto per l’avventura di stampo classico che ha saputo declinare lungo il corso della sua straordinaria carriera. Avventura accompagnata come sempre da matite eleganti e potenti, che lo hanno reso un beniamino per generazioni di fan. Aggiungiamo però che, per apprezzare appieno Generazioni, è necessario recuperare la fascinazione per la meraviglia che ci caratterizzava come lettori da ragazzi. Essere disposti a farci avvolgere e cullare da un sense of wonder ormai perduto e di cui queste pagine sono piene.

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Action Comics #1050 darà il via a una nuova era per Superman

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Grossi sconvolgimenti in arrivo per Superman a partire dal prossimo dicembre. DC Comics ha infatti annunciato che con Action Comics #1050 inizierà una nuova era per il supereroe.

L'albo sarà uno speciale di 48 pagine e sarà ambientato dopo Dark Crisis on Infinite Earths e dopo il ritorno di Clark Kent dalla battaglia contro Mongul su Warworld mentre suo figlio, Jon Kent, affronta Henry Bendix su Terra-0/Prime. La riunione tra Clark, Jon e Lois verrà però interrotta da un attacco di Lex Luthor che cambierà il pianeta stesso. Secondo la descrizione dell'albo, Luthor ha rubato qualcosa di così importante dalla vita di Clark che ha il potenziale per alterare tutto.

Action Comics #1050 sarà scritto da Phillip Kennedy Johnson, Tom Taylor e Joshua Williamson, per le matite di Mike Perkins, Clayton Henry e Nick Dragotta.

Di seguito la cover principale dell'albo disegnata da Steve Beach.

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La DC annuncia che il nuovo Superman è bisessuale

  • Pubblicato in News

DC Comics ha annunciato che il nuovo Superman, Jon Kent, è bisessuale. L'editore afferma che la sua sessualità sarà rivelata in Superman: Son of Kal-El #5 del 9 novembre.

"Ho sempre detto che tutti hanno bisogno di eroi e tutti meritano di vedere se stessi nei loro eroi e sono molto grato che DC e Warner Bros. condividano questa idea", afferma nell'annuncio lo sceneggiatore di Superman: Son of Kal-el Tom Taylor. "Il simbolo di Superman è sempre stato sinonimo di speranza, verità e giustizia. Oggi quel simbolo rappresenta qualcosa di più. Oggi più persone possono vedersi nel supereroe più potente dei fumetti".

Introdotto originariamente in Convergence: Superman #2 del 2015, Jon Kent ha assunto il ruolo di Superman dopo che suo padre, il Superman originale, ha deciso di concentrarsi su eventi extraterrestri come la recente saga Warworld su Action Comics. La sessualità di Jon è stata accennata nei precedenti numeri di Superman, Son of Kal-El grazie all'attrazione per un collega giornalista di nome Jay Nakamura.

Secondo la DC, Kent e Nakamura diventeranno una coppia su Superman: Son of Kal-El #5.

"Non potremmo essere più orgogliosi di raccontare questa importante storia di Tom Taylor e John Timms", afferma Jim Lee, DC CCO/publisher. "Parliamo molto del potere del Multiverso DC nella nostra narrazione e questo è un altro incredibile esempio. Possiamo avere Jon Kent che esplora la sua identità nei fumetti così come Jon Kent che scopre i segreti della sua famiglia in TV su Superman & Lois. Esistono nei loro mondi e tempi, e i nostri fan possono godersi entrambi contemporaneamente".

La conferma dell'identità sessuale di Jon segue a breve quella di un altro eroe DC adolescente, Robin (Tim Drake), che si è rivelato queer in Batman: Urban Legends #6 di agosto.

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(Via Newsarama)

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Michael B. Jordan sta sviluppando una serie su Val-Zod/Superman per HBO Max

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All'inizio di quest'anno si era sparsa la voce che Ta-Nehisi Coates e J.J. Abrams stavano lavorando a un film su un Superman nero. Il progetto dovrebbe vedere come protagonista il personaggio di Val-Zod, già apparso nei fumetti DC. Noto era anche il coinvolgimento dell'attore Michael B. Jordan. Ebbene, ora Collider riporta che Jordan sta sviluppando una miniserie di Val-Zod/Superman per HBO Max.

L'attore, tuttavia, potrebbe non essere il protagonista della serie, anche se l'ipotesi non è esclusa e resta possibile. Jordan non è nuovo a ruoli in film di supereroi avendo già interpretato la Torcia Umana e Fantastic 4 e Killmonger in Black Panther.

Nel multiverso DC, Val-Zod è il Superman di Terra-2. All'interno del suo universo, Val-Zod e Kal-El erano entrambi tra i sopravvissuti di Krypton. Ma quando Kal-El apparentemente morì, Val-Zod alla fine assunse il ruolo di nuovo Superman.
Nei fumetti DC c'è anche un altro Superman nero, ovvero Calvin Ellis di Terra-23.

HBO Max non ha commentato la news, ma The Wrap e altre testate specializzate hanno confermato lo sviluppo del progetto.

(Via SHH)

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